Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Napoli. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha inoltrato al governo la richiesta di attivazione dello Stato di Mobilitazione straordinaria del Servizio Nazionale della Protezione Civile, in relazione all'incendio boschivo che sta interessando l'area del Vesuvio, in particolare la pineta di Terzigno, con il coinvolgimento della Riserva Integrale Tirone, nonché dei territori boschivi dei comuni di Trecase, Ercolano e Ottaviano, con un fronte di fuoco che, al momento, ha raggiunto i 3.000 metri e un'area di diverse centinaia di ettari bruciati. "L'intensità e l'estensione spaziale dell'evento - scrive il Presidente nella richiesta indirizzata al governo - stanno determinando critiche diffuse, con il coinvolgimento di un numero significativo di ettari di pineta e bosco, nonché la chiusura dei principali siti archeologici e l'interdizione al pubblico dei sentieri di accesso al Vesuvio". La Protezione Civile regionale sta gestendo sin dal primo momento la successione degli eventi, con pieno dispiegamento delle risorse territoriali disponibili e l'attivazione del regionale, in costante raccordo con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco-Comando Regionale della Campania, il Comando Regionale Carabinieri Forestale della Campania, l'Ente Parco del Vesuvio, e in coordinamento con la Prefettura di Napoli , che ha convocato il Centro Coordinamento Soccorso (CCS) ed ha interessato volontari l'Esercito Italiano per un supporto con uomini e mezzi. Al momento, la Protezione civile della Regione Campania ha attivato tutte le risorse dell'antincendio boschivo disponibili, con il dispiegamento, nella sola giornata odierna di 4 elicotteri regionali, oltre i 6 canadair e 1 elicottero Ericcson della flotta nazionale, e oltre 150 uomini a terra, compresi i Vigili del Fuoco. La richiesta tiene conto dell'evoluzione degli eventi in atto e della necessità di garantire il ricambio delle squadre di operatori, oramai stremati dall'impegno diurno di lotta e notturno di presidio. Nella nota si chiede, in particolare, il coinvolgimento coordinato delle colonne mobili regionali, delle altre Regioni e Province autonome, del volontariato organizzato di Protezione Civile e delle strutture operative nazionali, allo scopo di assicurare l'impiego: - di almeno 8 squadre con moduli AIB (Antincendio boschivo) delle Colonne Mobili Nazionali; - di almeno 8 squadre con moduli AIB (Antincendio boschivo) delle Colonne Mobili regionali. Paola Iandolo OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. Resti di bivacchi e fuochi accesi, oltre agli immancabili rifiuti. Troppo spesso le spiagge di Salerno si trasformano in discariche per colpa di chi non le rispetta. In mattinata gli operatori di Salerno Pulita - come di consueto - sono intervenuti sul litorale cittadino per mettere in campo un'attività di bonifica. La spiaggia è stata ripulita e consegnata a cittadini e turisti, chiamati ad averne cura e rispetto non solo questa domenica ma sempre. a cura di Giovanbattista Lanzilli OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Nell’ambito della candidatura di Benevento a Capitale Italiana della Cultura 2028, la Fondazione di Comunità di Benevento – capofila della costituenda ATS con Fondazione MeNO e incaricata dal Comune di Benevento, per la redazione del dossier progettuale – promuove un incontro con la stampa per condividere il percorso partecipativo avviato e raccogliere idee, visioni e contributi utili alla stesura di un documento autentico e rappresentativo della ricchezza culturale del territorio. L’incontro si terrà presso la sede della Fondazione di Comunità di Benevento, in via Achille Vianelli 9, venerdì 1 agosto alle ore 10. Dopo il primo tavolo di progettazione partecipata con le realtà culturali del territorio, questo nuovo appuntamento sarà dedicato a un confronto diretto con il mondo dell’informazione, la cui esperienza può offrire uno sguardo strategico e originale, contribuendo alla costruzione di un dossier solido, autentico e rappresentativo dell’identità culturale locale, oltre che alla diffusione del percorso di candidatura. Sarà presente il Presidente della Fondazione di Comunità, Angelo Moretti, insieme al team di lavoro incaricato della stesura del progetto. IMMA TEDESCO OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. L’impatto della grande distribuzione organizzata nei territori interni. E' il tema su cui ha indagato il Centro Studi di Unimpresa Irpinia Sannio. Il focus evidenzia come l’espansione dei centri commerciali abbia contribuito alla crisi del commercio locale, alla perdita di identità urbana e allo spopolamento dei centri storici. Un’analisi rigorosa che invita a ripensare il modello di sviluppo economico del territorio. Grande distribuzione: effetto spiazzamento competitivo La letteratura economica nata nei dipartimenti di urbanistica ed economia aziendale converge su un effetto di “spiazzamento competitivo” indotto dalla grande distribuzione, come l’apertura di un centro commerciale altera i flussi di consumo, riduce il potere negoziale dei piccoli esercenti e accelera la chiusura delle botteghe tradizionali. Il Rapporto “Demografia d’impresa nelle città italiane” dell’Istituto Tagliacarne, analizza il periodo 2012–2024, evidenziando che quasi 118 000 negozi di vicinato sono scomparsi a livello nazionale, con punte di calo del 36,5 % nei settori giocattoli e mobili. Cosa di notevole interesse, evidenziato dallo studio, è rappresentata dalla correlazione spaziale esistente nelle province con maggiore aumento di superficie lorda affittabile (GLA) per centri commerciali che registrano percentuali di chiusura di negozi fino al doppio rispetto alle aree con GLA stabile. Si aggiunga che nei centri storici, la desertificazione commerciale è poi accompagnata da un calo di servizi bancari (-35,5 %) e dalle farmacie (-12,4 %), segno di un effetto a “filiera corta” che travolge anche le attività complementari.Presidente Unimpresa Irpinia Sannio Ignazio Catauro Sul tema interviene il Presidente Unimpresa Irpinia Sannio Ignazio Catauro: “Da più parti, le ricerche economiche nazionale hanno da tempo evidenziato che l’apertura di nuovi poli della grande distribuzione induce un progressivo spostamento dei flussi commerciali verso le aree periferiche, a scapito delle reti diffuse di vicinato. Gli studi dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne lo dimostrano in modo incontrovertibile. Questa tendenza è coerente con la meccanica di mercato descritta dall’economia urbana, che vede la concentrazione di offerta, i costi di accesso inferiori e la molteplicità di servizi aggregati nei centri commerciali determinare una erosione strutturale della domanda indirizzata ai negozi tradizionali”. Dunque tutti gli studi concordano sul fatto che l’apertura di un centro commerciale altera i flussi di consumo, riduce il potere negoziale dei piccoli esercenti e accelera la chiusura delle botteghe tradizionali. Nel contesto campano, un’analisi territoriale dettagliata dei comuni con almeno un centro commerciale, evidenzia che mettendo a confronto l’andamento delle chiusure di esercizi di vicinato nei cinque anni successivi all’inaugurazione dei poli distributivi, dimostra come nei comprensori della provincia di Avellino e Benevento, ogni incremento di superficie lorda affittabile di nuova realizzazione corrisponda a una diminuzione significativa delle aperture di piccole botteghe di quartiere nel raggio di cinque chilometri. Collasso delle microimprese tradizionali Tale risultato conferma empiricamente che l’appeal della convenienza e della varietà “assortimentale” offerti dalle nuove strutture si traduce in un collasso delle microimprese tradizionali. Maria Cristina De Michele, Enrica Spiga, e altri economisti che curano il Monitor dei Distretti del Mezzogiorno, hanno esteso l’indagine al Mezzogiorno, soffermandosi sui meccanismi di concorrenza e coesistenza fra distretti commerciali storici e centri commerciali di nuova generazione. La loro ricerca, basata su un campione di dodici province del Mezzogiorno, rivela che la competitività delle strutture di vicinato resiste soltanto in presenza di politiche di aggregazione dei piccoli negozi (Distretti del Commercio) e di interventi pubblici mirati a contenere i canoni d’affitto e i tempi di rilascio delle concessioni edilizie. In assenza di tali misure, il meccanismo di cannibalizzazione dei consumi sfavorisce nettamente gli operatori minori, i quali non dispongono di economie di scala né di margini di negoziazione sui prezzi. Accelerazione della desertificazione commerciale “Se ci soffermiamo, per esempio, ad analizzare il centro urbano più popoloso delle aree interne, ovvero il capoluogo beneventano, - continua Catauro di Unimpresa - i dati comunali confermano un’accelerazione della desertificazione commerciale dopo l’apertura dell’ultimo centro commerciale nell’area nord della città. Le rilevazioni del Comune di Benevento e della Camera di Commercio Irpinia Sannio, indicano una riduzione delle nuove aperture di esercizi di vicinato superiore al venti per cento nel triennio successivo all’inaugurazione del polo, con un calo ancora più acuto nel comparto abbigliamento e calzature rispetto a ristorazione e servizi personali. Naturalmente nessuna colpa da attribuire a nessuno, del resto per legge non è possibile vietare a prescindere insediamenti della GLA”. Gli interventi da mettere in campo Questo riscontro locale si colloca perfettamente nell’alveo delle evidenze empiriche regionali e nazionali, delineando un rapporto di causa-effetto tra espansione della GDO e declino delle attività tradizionali. In breve, la sintesi degli studi sul territorio campano e italiano in genere suggerisce che l’apertura di centri commerciali, se non accompagnata da un quadro regolatorio e da politiche di sostegno al commercio di prossimità, produce un vero e proprio fenomeno di “spiazzamento” delle microimprese urbane. “Gli interventi più efficaci – evidenzia il Presidente Ignazio Catauro - risultano quelli in grado di promuovere la cooperazione fra piccoli negozi, sostenere la rigenerazione urbana e calibrare l’espansione della grande distribuzione sui fabbisogni reali delle comunità locali. Solo così sarà possibile bilanciare le esigenze di efficienza distributiva e la tutela della multifunzionalità sociale che caratterizza il tessuto commerciale dei nostri centri storici”. Il modello del Distretto del Commercio Per contrastare il declino apparentemente inevitabile, il modello del “Distretto del Commercio”, introdotto in Italia per la prima volta nel lontano 2008, è diventato un laboratorio di politiche urbane di grande interesse. Due studiosi in particolare, Luca Tamini e Luca Zanderighi, in due interventi separati, Commercio e Distretti: un patto per lo sviluppo, e Distretti del commercio e nuova pianificazione urbanistica, già nel 2020 dimostrano che, nei Distretti attivati in provincia di Milano e Brescia tra il 2008 e il 2017, la densità di negozi sfitti è aumentata in media del 3 % annuo anziché del 7 % registrato nei territori privi di Distretto.Anche i britannici McAteer, M. & Stephens, M., nel loro Retail resilience and proactive policy: lessons from Italy, in “Town Centre Management Journal”, sottolineano che solo un approccio integrato, fatto di marketing territoriale, eventi culturali e digitalizzazione dei punti vendita, riesce a mitigare la pressione delle nuove strutture commerciali periferiche. “Questi ultimi due autori evidenziano – sostiene Catauro – che con l’aumento dei centri commerciali e l’impatto dell’e-commerce sui sistemi di vendita al dettaglio, la sfida urbana principale diventa il mantenimento di un equilibrio tra offerta periferica e vitalità dei centri storici”. Negli ultimi 25 anni, programmi di Town Centre Management (TCM) e iniziative affini si sono diffusi come risposta pratica per garantire che i centri urbani restino luoghi attraenti. La sfida per la Campania e per le aree interne Tuttavia, gran parte della letteratura si è concentrata su struttura e operatività di questi schemi, trascurandone la funzione di strumento competitivo a tutela delle MPMI dei centri urbani. Lo studio di Luca Tamini e Luca Zanderighi analizza l’impatto del “Distretto del Commercio” evidenziando come abbia migliorato la resilienza delle vie commerciali e la vivibilità dei centri urbani durante la crisi economica, in un ampio arco di tempo che va dal 2008 al 2017. L’entità dell’effetto varia in funzione della tipologia di Distretto e del grado di competitività locale. “Pur mancando ancora studi ad hoc esclusivi per Benevento ed Avellino, - sottolinea Catauro - i risultati nazionali e regionali indicano, senza alcuna ombra di dubbio, che ogni nuovo polo distributivo periferico sottrae quote di traffico pedonale e spesa ai centri urbani, e senza contromisure di Distretto commerciale, marketing territoriale e incentivi, le microimprese di vicinato si trovano condannate a un calo progressivo di fatturato, e conseguente chiusura”. La sfida per la Campania e per le aree interne della regione è dunque doppia, da una parte regolamentare l’espansione della GDO/GLA, e dall’altra potenziare efficacemente il commercio di prossimità attraverso politiche urbanistiche e strumenti di governance partecipata. Conclude la nota di Unimpresa Irpinia Sannio.MARIATERESA DE LUCIA OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo decenni di attese e rinvii, il liceo di Terzigno è finalmente vicino a diventare realtà. Il sindaco Francesco Ranieri ha annunciato che l’edificio sarà consegnato alla comunità entro la primavera 2026, così da permettere l’avvio delle lezioni nella nuova sede già dall’anno scolastico 2026-2027. Il nuovo polo scolastico sorgerà nell’area dell’ex proprietà Contaldi, acquisita dal Comune alla fine degli anni ’90, e comprenderà 20 aule, uffici amministrativi e di segreteria, laboratori, auditorium e palestra. Il cantiere ha accumulato un ritardo di alcuni mesi rispetto alla consegna prevista per la fine di agosto 2025, a causa del rinvenimento di rifiuti e delle verifiche sulla struttura del suolo. Superati gli ostacoli, i lavori procedono spediti. Ranieri ha anche anticipato di essere in contatto con l’Ufficio scolastico regionale per ampliare l’offerta formativa del liceo, attualmente articolata in tre indirizzi (scientifico, linguistico e scienze umane). L’obiettivo è introdurre un percorso dedicato al turismo, in linea con la vocazione del territorio vesuviano. La storia del liceo di Terzigno è lunga e complessa: dagli anni ’80, quando le prime classi di indirizzo scientifico erano ospitate in locali privati in piazza Troiano Caracciolo del Sole, fino ai trasferimenti e ai cambi di amministrazione scolastica tra Pompei, Palma Campania, Ottaviano e Striano. “Ora vogliamo dare al liceo una sede definitiva e, un giorno, anche la piena autonomia” – ha concluso Ranieri – “perché rappresenta un’opera fondamentale per la crescita culturale e sociale dei nostri giovani”. IL GAZZETTINO VESUVIANO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dal 13 agosto al 12 settembre assistenza, trasporto gratuito e ausili speciali Le spiagge libere della città diventano più accessibili grazie al progetto “A-mare tutti”, promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella e finanziato nell’ambito della manifestazione di interesse per il turismo balneare inclusivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Disabilità. Tre arenili pubblici, tra via Litoranea e via Calastro, saranno attrezzati con sedie da mare modello Job, passerelle e bagni chimici per favorire la balneazione e la permanenza delle persone con difficoltà di deambulazione. Il servizio prevede anche la presenza di operatori socio-sanitari (Oss) per l’assistenza in spiaggia e un trasporto gratuito con bus attrezzato, disponibile dal domicilio alla spiaggia e viceversa.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le elezioni regionali in Calabria si svolgeranno il 5 e 6 ottobre. Lo rende noto il vice presidente della giunta regionale della Calabria, Filippo Pietropaolo, che ha firmato il decreto di indizione del voto. Il decreto è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione. Le elezioni regionali in Calabria sono state indette dopo le dimissioni del presidente della giunta Roberto Occhiuto. Ieri il Consiglio regionale ha preso atto delle dimissioni formalizzate dal governato e il presidente dell'assemblea Filippo Mancuso, ha congedato i consiglieri e sciolto l'assise. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA IL Napoli ha battuto 3-2 il Girona in una partita amichevole giocata allo stadio Patini di Castel di Sangro, in Abruzzo, dove la squadra di Antonio Conte è in ritiro. I gol per gli azzurri sono stati segnati nel primo tempo da Di Lorenzo, al 4', e da De Bruyne, al 16' e al 23'. Per il Girona in gol due volte Stuani, al 33' e al 42' della prima frazione di gioco.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il fronte del fuoco sul Vesuvio è di circa 2 chilometri e nel corso del comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico di questa mattina il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha fatto il punto sulle attività di spegnimento. Sono impegnate diverse istituzioni "che ringrazio - dice lo stesso prefetto - per il grande lavoro che stanno facendo". Lo scambio di notizie tra i Centri operativi (Coc) di quattro comuni dell'area vesuviana e la prefettura è costante. Al momento sono impegnati dieci mezzi aerei di cui sei della flotta nazionale e quattro regionali oltre alle unità dei vigili del fuoco, dei carabinieri forestale, della protezione civile nazionale e regionale e della società Sma Campania. In campo anche unità della polizia metropolitana di Napoli. Gli uomini dell'Esercito stanno aiutando le polizie locali nel controllo della viabilità locale alla vigilanza delle vasche di accumulo delle acque dove i mezzi aerei fanno i rifornimenti per poter effettuare i successivi lanci. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA In vista del vertice tra Vladimir Putin e Donald Trump, il 15 agosto in Alaska, l'Europa e l'Ucraina si mobilitano per bloccare ogni ipotesi di accordo di pace tra gli Usa e la Russia che comporti la cessione di territori ucraini senza il coinvolgimento di Kiev. E questo potrebbe complicare non poco l'attesissimo faccia a faccia tra i leader di Washington e Mosca. La Casa Bianca sta valutando la possibilità di invitare Volodymyr Zelensky in Alaska, dove Donald Trump incontrerà Vladimir Putin la prossima settimana. Lo riporta Nbc citando alcune fonti, secondo le quali l'ipotesi è in considerazione anche se nessun piano è stato finora finalizzato. La linea europea, condivisa con Kiev, è emersa in una riunione organizzata nella sua residenza ufficiale nel Kent dal ministro degli esteri britannico, David Lammy, alla presenza del vicepresidente americano Jd Vance. In videocollegamento i rappresentanti dell'Ucraina e di vari Paesi europei (per l'Italia ha partecipato Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico di Giorgia Meloni). Gli incontri nel Regno Unito hanno prodotto "progressi significativi" verso l'obiettivo di Donald Trump di mettere fine alla guerra in Ucraina. Lo ha detto un funzionario americano a Cnn e Axios. Secondo un funzionario ucraino, Kiev e gli europei hanno detto al vicepresidente JD Vance che un cessate il fuoco immediato dovrebbe essere il primo passo e che l'Ucraina non dovrebbe cedere alcun territorio in cambio di una tregua. Anche Zelensky ha dichiarato che i colloqui avvenuti tra i funzionari ucraini, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance e le loro controparti britanniche ed europee sono stati "costruttivi". Lo scrive la Cnn. "Abbiamo trasmesso tutti i nostri messaggi. Le nostre argomentazioni sono state ascoltate. I pericoli sono stati presi in considerazione", ha aggiunto Zelensky durante il suo discorso serale alla nazione. "Il percorso verso la pace per l'Ucraina deve essere definito insieme e solo insieme all'Ucraina; questo è fondamentale", ha aggiunto Zelensky. "Ciò di cui abbiamo bisogno ora non è una pausa nelle uccisioni, ma una pace vera e duratura. Non un cessate il fuoco in un futuro prossimo, tra qualche mese, ma immediatamente. Il presidente Trump me l'ha detto e io lo sostengo pienamente". Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Come riporta il Wall Street Journal, è stato presentato al vice presidente Usa un contropiano in base al quale qualsiasi concessione territoriale dovrà essere tutelata da solide garanzie di sicurezza, inclusa una potenziale adesione dell'Ucraina alla Nato. Gli europei hanno quindi sottolineato come, prima di ogni discussione, dovrà entrare in vigore un cessate il fuoco e come nessun accordo di pace potrà essere raggiunto senza la partecipazione di Kiev. E' stato Trump, nell'annunciare il vertice di Ferragosto, a prospettare "scambi di territori" tra la Russia e l'Ucraina per arrivare a un cessate il fuoco. "Stiamo cercando di recuperare qualcosa e di scambiare qualcosa - ha detto il tycoon -. È complicato. Ma ne riavremo un po'. Ne scambieremo alcuni. Ci saranno alcuni scambi di territori per il miglioramento di entrambi". Non è chiaro però quali concessioni dovrebbe fare la Russia nell'ambito di questi scambi. Sempre secondo il Wall Street Journal, nel loro colloquio al Cremlino di mercoledì Putin ha presentato all'inviato americano Steve Witkoff una proposta che prevede un cessate il fuoco se Kiev cederà l'area sud-orientale del Donbass. Quindi le regioni di Lugansk, che già le truppe russe controllano integralmente, e di Donetsk. Più confusi i resoconti relativi alle regioni meridionali di Zaporizhzhia e Kherson, parzialmente occupate dalle forze di Mosca lungo la fascia costiera sul Mar d'Azov che collega il Donbass alla Crimea, annessa dalla Russia fin dal 2014. Per approfondire Venerdì l'agenzia Bloomberg aveva scritto che Mosca proporrebbe di congelare le proprie posizioni in queste due regioni. Ma fonti europee, citate ancora dal quotidiano statunitense, riferiscono che in un primo momento Witkoff aveva detto loro che Putin intendeva addirittura ritirare le proprie forze. Quando, dopo tre telefonate, è apparso chiaro che non era così, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto l'accordo prospettato. Ferma la posizione del leader di Kiev: "Gli ucraini non regaleranno la loro terra all'occupante". Un concetto ribadito dal suo ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, secondo il quale Kiev vuole una pace basata sul rispetto della sua integrità territoriale e dei confini definiti dalla sua Costituzione. Zelensky ha anche avuto una telefonata con il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron. "Il futuro dell'Ucraina - ha scritto quest'ultimo su X - non può essere deciso senza gli ucraini, che da oltre tre anni lottano per la propria libertà e sicurezza. Anche gli europei saranno necessariamente parte della soluzione, perché da essa dipende la loro sicurezza". Sulla presenza o meno di Zelensky al summit del 15 agosto, un alto funzionario della Casa Bianca ha detto alla Cbs che la pianificazione del vertice Trump-Putin in Alaska "è ancora fluida", e che è ancora possibile che il leader ucraino venga "coinvolto in qualche modo". Quanto al Cremlino, il consigliere Yuri Ushakov ha sottolineato che la scelta dell'Alaska per il summit è naturale perché proprio qui "la Russia e gli Stati Uniti sono vicini confinanti". Ma "è naturale puntare a tenere il prossimo incontro sul territorio russo" e un invito "è già stato trasmesso al presidente degli Stati Uniti".