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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

MOTORI E AUTO D'EPOCA Fiat 500 "Topolino"

31 Maggio 2019, 09:28am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

1936Fiat500CoupeTopolino.jpg  DI

MICHELE PAPPACODA La Fiat 500, meglio conosciuta come "Topolino", è un'automobile utilitaria della casa torinese, prodotta dal 1936 al 1955.

Il contesto

La Fiat 500, popolarmente chiamata "Topolino", è senza dubbio fra le automobili italiane più famose. Nel 1930 Benito Mussolini aveva convocato il senatore Giovanni Agnelli per informarlo della "inderogabile necessità" di motorizzare gli italiani con una vettura economica, che non superasse il costo di 5 000 lire.

Fu un'idea di grande impatto propagandistico che Adolf Hitler, non appena eletto Cancelliere del Reich, si affrettò a copiare convocando Ferdinand Porsche ed intimandogli di realizzare un'automobile dal costo non superiore ai 1 000 marchi, quella che sarebbe divenuta famosa in Italia con il nome di Maggiolino.[1]

La "500" mai nata[modifica | modifica wikitesto]

Preoccupato per il difficile incarico, cui avrebbe volentieri rinunciato, Agnelli rimise la questione ai progettisti dell'ufficio tecnico della FIAT che si divisero in due opposte correnti di pensiero. La prima riteneva possibile raggiungere lo scopo con tecnologie e schemi già utilizzati dalla FIAT, risparmiando all'osso su dotazioni e materiali. La seconda, valutando che l'azienda torinese non fosse in grado di fornire un prodotto adeguato in tempi brevi, proponeva di affidare il progetto a Oreste Lardone, un estroso tecnico allievo di Giulio Cesare Cappa, che aveva già realizzato un interessante prototipo di piccola vettura economica per l'Itala.

All'inizio, la direzione aziendale Fiat decise di sperimentare entrambe le soluzioni: incaricò l'ufficio tecnico di procedere alla progettazione del modello con standard aziendali e, contemporaneamente, assunse Oreste Lardone, assegnandogli un piccolo gruppo di tecnici ed operai con il quale sviluppare le proprie teorie meccaniche.

Le idee di Lardone erano semplici e chiare: la nuova automobile avrebbe dovuto disporre di quattro posti e di un propulsorebicilindrico di 500 cm³ raffreddato ad aria e dotata di trazione anteriore.

 
Visita di Mussolini alla Fiat il 24 ottobre 1932

Era l'estate del 1931 quando il prototipo della "500 – tutto avanti" fu pronto per la sua prima uscita con a bordo il collaudatore, il progettista ed il senatore Agnelli, impaziente di verificare il prodotto e telegrafare la buona notizia a Mussolini. L'automobilina uscì dal Lingotto e percorse alcuni chilometri, ma sulla salita di Cavoretto un incendio del motore costrinse gli occupanti a saltare fuori. L'incidente era probabilmente dovuto ad una banale fuoriuscita di carburante, ma Agnelli ordinò che la trazione anteriore fosse bandita per sempre dalla FIAT, mentre Lardone fu licenziato.

La progettazione della piccola vettura proseguì senza entusiasmo fino alla visita di Mussolini alla FIAT dell'ottobre 1932, che rammentò ad Agnelli l'impegno assunto.

In realtà i "mostri sacri" dell'ufficio progetti FIAT, Antonio Fessia e Tranquillo Zerbi, erano convinti che l'idea giusta fosse quella "proibita" di Lardone e non si sentivano di procedere ad un progetto palesemente sbagliato solo per assecondare il pregiudizio del senatore. Fu lo stesso Fessia che girò l'incarico a Dante Giacosa - un giovane ingegnere già suo assistente nella progettazione della "Balilla" - consapevole che fosse l'uomo adatto.

La "Topolino"[modifica | modifica wikitesto]

 
Dante Giacosa accanto alla "Topolino"

Dante Giacosa prese le redini del progetto e dopo mesi di febbrili disegni e calcoli ne uscì una copia in dimensioni ridotte della "Balilla"[2]. Introdusse innovazioni tese a risparmiare peso e costi: il radiatore era sopra il motore per risparmiare la pompa dell'acqua, secondo il principio che l'acqua calda va in alto e quella fredda in basso (circolazione a termosifone); il telaio aveva due travi a V dall'anteriore al posteriore; il motore a 4 cilindri aveva valvole laterali. Ulteriori elementi di risparmio nella progettazione del motore furono l'alimentazione della benzina a gravità (eliminazione della pompa d'alimentazione) e la lubrificazione con una rudimentale pompa dell'olio avente mera funzione di portata, col lubrificante distribuito ai vari organi meccanici per sbattimento, ovvero dal movimento degli organi stessi.

La dirigenza FIAT, soddisfatta, autorizzò la realizzazione di prototipi della "500".

Il prototipo definitivo fu collaudato su strada, il 7 ottobre 1934, da Giacosa e Fessia che si alternarono alla guida sull'accidentato percorso Torino - Ivrea - La Serra - Vestigné - Borgomasino - Cigliano - Torino, percorrendo molti chilometri di strade sterrate per testare le sospensioni. Nell'ultimo tratto autostradale, raggiunsero la velocità di 82 km/h.

Per la nuova vettura era stata scelta la denominazione "Fiat Topolino", sull'onda del successo che l'omonimo personaggio, ideato da Walt Disney, aveva ottenuto in Europa. Poco prima della messa in vendita e in seguito alle "inique sanzioni", alcune indiscrezioni giornalistiche ventilarono il nuovo nome di "Fiat Ginevra". Il 10 giugno 1936, a Villa Torlonia, la nuova "ultra utilitaria" fu presentata al Duce e alla Stampa, svelando la denominazione definitiva di "Fiat 500".

Il 15 giugno 1936 fu posta in vendita la Fiat 500 (ribattezzata "500 A", progenitrice delle "500 B" e "500 C"), sin dalla sua apparizione popolarmente chiamata ugualmente "Topolino". Una vetturetta modesta per tecnica e prestazioni, il cui prezzo era di 8 900 lire: venti volte lo stipendio medio di un operaio specializzato e ben oltre le preventivate 5 000 lire. Nel 1936 Porsche aveva già realizzato i prototipi definitivi della "Maggiolino" messa in "prevendita" a 990 Marchi, cinque volte lo stipendio di un operaio specializzato.

Tuttavia, grazie alla "fame di automobile degli Italiani", la Fiat 500 riuscì ad avere un discreto successo. Infatti, nell'Italia del 1936 circolavano solo 222 000 automezzi (di ogni tipo, compresi quelli pubblici e militari) per oltre 42 milioni di abitanti, un veicolo ogni 200 persone. Un rapporto dieci volte inferiore a quello della Francia e quaranta volte inferiore a quello degli Stati Uniti nello stesso anno.

L'evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

La "500" balestra corta[modifica | modifica wikitesto]

La vettura veniva venduta in due allestimenti: la normale "Berlina due porte" e la "Berlina due porte trasformabile", con tetto apribile, e a 9 750 lire. Dalla fine del 1936 fu allestita anche una versione "Furgone", con portata di 300 kg e principalmente destinata al Regio Esercito. Alcuni casi di cedimento del piano di carico nella parte posteriore, dovuti all'eccessiva lunghezza dello sbalzo esterno ai puntoni, fecero modificare le sospensioni. Il primo lotto di "500" a balestra corta cessò con il numero di telaio 046000, nella seconda metà del 1938.

La "500" balestra intera[modifica | modifica wikitesto]

Per ovviare ai problemi di carico del furgone militare, si studiò un allungamento del telaio mediante sostituzione delle mezze balestre con balestre intere. Per l'impossibilità di avviare due distinte linee d'assemblaggio, si unificò la produzione sul nuovo telaio. Vista l'immutata denominazione, la prima versione fu popolarmente definita "balestra corta" e la seconda "balestra intera" o "balestra lunga". In tutte le sue versioni la "500" a valvole laterali fu costruita pressoché immutata fino all'inizio del 1948, in oltre 110 000 esemplari.

 
La Fiat 500 B Giardiniera Belvedere del 1948

Nella primavera del 1948 fu presentata la "500 B", piuttosto simile alla precedente ma con sostanziali modifiche tecniche. Il motore aveva una nuova testata in ghisa con valvole in testa comandate da aste e bilancieri e aumentato nella potenza a 16,5 CV(pari a 12,1 kW), che consentiva una velocità massima di 95 km/h e consumi inferiori. Fortemente rivista anche la parte telaistica con molte piccole migliorie e con l'adozione della barra trasversale stabilizzatrice posteriore e degli ammortizzatori idraulici telescopici sulle quattro ruote. Il comfort invernale risultò migliorato dall'adozione dell'impianto di riscaldamento, su richiesta.

La novità più importante e gradita fu l'introduzione della versione "Giardiniera" che proponeva una piccola familiare con quattro posti e un portellone posteriore, che dava accesso al considerevole vano di carico, aumentabile tramite il ribaltamento in avanti dello schienale posteriore.

La nuova versione, che riproduceva in formato ridotto la geniale soluzione di "carrozzeria funzionale" ideata nel 1946 da Mario Revelli per la Carrozzeria Viotti, era caratterizzata da lussuose fiancate realizzate con listelli di frassino e masonite, sullo stile delle woodie americane e poteva essere impreziosita con tinte metallizzate. La "Giardiniera" fu la prima automobile al mondo di tipo station wagon costruita in grande serie.

Il termine originale "Giardinetta" non si poteva utilizzare perché depositato dalla Carrozzeria Viotti e si scelse il termine "Giardiniera" che oltre ad avere assonanza con la fuoriserie di Viotti, riprendeva l'omonima denominazione dei carri sui quali gli ortolani trasportavano ai mercati i loro prodotti, ancora in largo uso nel primo miserabile dopoguerra.

La "500 B" rimase in produzione per poco più di un anno, con oltre 21 000 esemplari costruiti.

 
La Fiat 500 C Trasformabile del 1952
 
La Fiat 500 C Furgoncino

Prodotta a partire dal 1949, la "500 C" fu il 100º modello di autovettura FIAT. Per sottolineare le importanti innovazioni tecniche, fu deciso un rifacimento della carrozzeria per renderla più moderna. Il frontale fu modificato incassando i fari nei parafanghi; dalla coda scomparve la classica ruota di scorta a vista, tipicamente anteguerra.

Dal punto di vista tecnico fu abbandonata la ghisa per la testata, sostituita con l'alluminio. Per unificare la produzione, la versione "Berlina trasformabile" fu resa di serie, mentre la berlina con tetto in lamiera si poteva avere a richiesta, con lunghe attese.

Nel 1951 la "Giardiniera Legno" abbandonò le fiancate in legno e faesite, costruite a mano dalla Sezione Carrozzerie Speciali, in favore della "Belvedere", con nuovi lamierati metallici realizzati a stampaggio. L'innovazione portava grandi vantaggi dal punto di vista pratico e le vendite aumentarono considerevolmente. La produzione della "Topolino Berlina" cessò nel 1954, lasciando il posto alla Fiat 600, mentre quella della "Belvedere" si protrasse a tutto il 1955.

Produzione estera[modifica | modifica wikitesto]

La "Topolino" fu prodotta, su licenza, anche in stabilimenti consociati alla FIAT o mediante la creazione di apposite joint venture. Con limitate differenze esteriori, più o meno rilevanti, era assemblata in Polonia dalla Polski Fiat, in Austria dalla Steyr-Puch, in Germania dalla NSU-Fiat Neckar e in India dalla Premier. Grande fu il successo delle versioni francesi prodotte dalla Simca con i modelli "Cinq" e "Six": oltre 50 000 esemplari, dal 1937 al 1950.

Nell'ambito degli accordi tra FIAT e Nash Motors per realizzare anche a Torino automobili con scocca autoportante, nel 1948le due case presero accordi per produrre negli Stati Uniti una versione spider della "Topolino", con autotelaio fornito dalla FIAT e carrozzeria Nash, disegnata da Bill Flajole. Dopo la presentazione alla stampa del prototipo "NXI", nel 1949, l'accordo tra Nash e FIAT sfumò.

Le derivate[modifica | modifica wikitesto]

Gli autotelai della "Topolino" furono utilizzati praticamente da carrozzieri italiani ed esteri, per realizzare versioni speciali di tipo sportivo, commerciale o da competizione. Degne di nota le topolino "belvedere" Garavini, le Siata Amica, cabriolet, le Fiat Giannini 750 sport (berlinetta "Mille Miglia", 500 C Furgone Abarth e un esemplare unico di 500 C berlina carrozzata Pitton del 1955.

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MOTORI E AUTO D'EPOCA Ferrari svela SF90 Stradale, prima supercar ibrida plug-in della casa di Maranello

31 Maggio 2019, 09:25am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

La Ferrari SF90 Stradale, prima ibrida plug in del Cavallino

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA

MARANELLO. La rivoluzione aveva preso le mosse tre anni fa, con la benedizione di Sergio Marchionne. Venne deciso che la Ferrari avrebbe dovuto aumentare la produzione (nel corso del 2019 saranno cinque le novità di Maranello) e proporre auto sempre più avanzate, innovative, prestazionali, capaci di andare oltre le aspettative, persino oltre i sogni dei suoi abituali clienti, come ha detto Louis Camilleri, l’attuale presidente di questa fabbrica di automobili che può anche permettersi di prendere sberle in Formula 1 senza per questo perdere un’oncia della sua straordinaria reputazione. In una sfavillante cornice di effetti speciali, l’erede di Marchionne ha presentato dunque il nuovo gioiello del glorioso Cavallino, consapevole di andare incontro a un ennesimo sold out: tante ne produco, e tante ne vendo, qualunque sia il prezzo e qualunque l’attesa (si prevedono tempi ancora lunghi).
 

 


La nuova supercar si chiama SF90 Stradale, omaggio alla Scuderia Ferrari nata giusto 90 anni fa, quando il mitico Enzo, prim’ancora di diventare costruttore, gestiva le Alfa Romeo da corsa. E’ effettivamente un’auto che segna una svolta epocale nel Made in Maranello: se è vero che LaFerrari prodotta in tiratura limitata di 500 esemplari sperimentava già la tecnologia ibrida, questa appena svelata a Fiorano è infatti la prima supercar di serie con tecnologia ibrida plug-in, ovvero ricaricabile anche alla spina; è anche la prima con trazione integrale, la prima con quattro motori, uno termico (sistemato in posizione posteriore/centrale) e tre elettrici (due davanti e uno dietro), la prima con cambio F1 a 8 marce.

Soprattutto, è la Ferrari stradale più potente e più veloce di sempre, con una dotazione di 1000 cavalli, 780 assicurati dal pluripremiato V8 turbo di 3990 cc, e 220 forniti dai motori elettrici: motori a zero emissioni grazie ai quali - udite udite - sarà possibile percorrere fino a 25 chilometri in città con accesso libero anche nelle ZTL. Ciò detto, vale la pena ricordare che al di là delle inedite qualità ecologiche, la nuova Ferrari è una supercar stradale con prestazioni eccezionali. Basti dire che sulla pista di Fiorano, dove l’hanno testata anche Vettel e Leclerc, ha girato più veloce de LaFerrari e che sono stati omologati valori strabilianti: 340 km/h di velocità massima e accelerazione 0-100 in 2,5 secondi (6,7 sui 200 metri). “Sono i nuovi punti di riferimento della categoria” ha sottolineato con orgoglio Camilleri, non senza ricordare, prima davanti alla stampa internazionale, poi davanti ai clienti più fedeli arrivati da mezzo mondo, che “questo evento di lancio vuole essere anche un omaggio alla memoria di Niki Lauda, uomo di talento e di coraggio, una leggenda della Ferrari”. Per raggiungere questi livelli di prestazioni si è lavorato, com’è facile immaginare, non solo sulla motorizzazione, ma anche sull’aerodinamica e sui materiali, attribuendo un ruolo decisivo al contenimento del peso, che è di 1570 kg a secco (45% all’anteriore, 55% al posteriore). Ciò grazie a un telaio e ad una scocca costruiti utilizzando multimateriali come il carbonio, l’alluminio, il magnesio e il titanio (in buona parte forniti dal colosso Adler di Paolo Scudieri).
 

 

 


Soprattutto spiccano i valori del rapporto peso/potenza (1.57 kg/cv e 390 kg di carico aerodinamico a 250 km/h), come ha tenuto a sottolineare Flavio Manzoni, capo del Centro Stile di Maranello, che ha firmato un autentico capolavoro. Al di là della penetrazione aerodinamica e della deportanza, la SF90 Stradale è infatti un’auto bellissima, ammaliante, capace di coniugare al meglio stile ed efficienza. Ovviamente è una due posti secchi, con un abitacolo che ricorda una cabina aerospaziale e una posizione di guida studiata per rispettare una regola mutuata dalla Formula 1: occhio alla strada e mani sul volante, sempre. Per questo è stato studiato un rivoluzionario sistema digitale, incentrato su un cockpit aeronautico che prevede un unico schermo ad alta definizione da 16 pollici, curvato verso il guidatore. I comandi sono tutti a sfioramento, con un’unica eccezione: il manettino che regola le diverse modalità di guida, irrinunciabile ormai su tutte le Ferrari. La produzione della nuova SF90 Stradale avrà inizio nella seconda metà dell’anno, mentre le prime consegne avranno inizio nel 2020. Il prezzo non è stato ancora annunciato, ma il responsabile della direzione commerciale, Enrico Galliera, ha anticipato che “costerà meno de LaFerrari (1.240.000 euro) e che non raggiungerà il milione di euro”. Qualcosa in più costerà la versione speciale denominata Assetto Fiorano, destinata a una clientela ancora più esigente e per questo dotata di una maggiore dotazione di carbonio (anche per i cerchi ruota) e di una aerodinamica ancora più sofisticata. Inutile dire che a Maranello sono già arrivate prenotazioni “al buio”.

di Sergio Troise LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma, autista tenta di investire un uomo che blocca il bus. Il video choc. L'azienda: avviato accertamenti

31 Maggio 2019, 09:18am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Il video girato dalla casa di fornte 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un autista di un bus di linea ha provato ad investire un passante a Roma. Una provocazione, forse una di troppo. Un litigio, una discussione come molte ce ne sono ogni giorno nel traffico della Capitale. Protagonisti dell'alterco sono il conducente di un bus di linea e un passante, che dopo una discussione ha rischiato di essere investito dal pilota del mezzo. Un inquilino riprende dalla finestra del suo appartamento quello che sta accadendo: inizialmente si comprende poco. Il bus, il 786, è fermo in mezzo alla strada, in prossimità del capolinea Reduzzi, a Roma, vicino alle case popolari. Un uomo sembra bloccarne il transito. Per qualche secondo va avanti questa scena fino a quando il pedone non si allontana con fare provocatorio, procede qualche passo davanti al bus e si pone di fronte al mezzo a sbarrare la strada. L'autista del bus però non sembra più sopportare questo atteggiamento e procede, accelerando in direzione dell'uomo e pare travolgerlo per poi fermarsi pochi metri dopo. Non si conoscono le condizioni di salute del pedone, ma dalle immagini l'impatto con il bus sembra essere stato piuttosto violento. In realzione alle immagini diffuse nel video, Atac ha inviato una nota in cui assicura di aver «immediatamente avviato gli accertamenti non appena ha avuto contezza del filmato, che l'azienda giudica molto grave. Nelle more della conclusione degli accertamenti Atac procederà a sospendere cautelativamente l'autista responsabile, una volta individuato. L'azienda valuterà, inoltre, anche una denuncia a carico del dipendente. Nel frattempo ha provveduto a segnalare il video alle autorità competenti». di Alessia Strinati LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Anziano bruciato vivo, il figlio: «Dopo la morte di mio padre ho cucinato la pasta»

31 Maggio 2019, 09:12am

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Anziano bruciato vivo, il figlio: «Dopo la morte di mio padre ho cucinato la pasta»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Stavamo litigando come spesso accadeva. Mi ha cacciato via, mi ha detto di andarmene da casa, come era solito dirmi da tempo. Eravamo in cucina dove lui stava preparando il pranzo e aveva un fornello accesso. Avevo in mano una bottiglietta di alcol con la quale mi stavo disinfettando una ferita. Quando mi ha detto così gli ho spruzzato l'alcol addosso. Poi ho visto il fuoco». Vittorio Leo, l'agente immobiliare di 48 anni accusato di aver bruciato vivo il padre, ha confessato più o meno con queste parole quanto accaduto ieri mattina nell'abitazione di famiglia a Collepasso, in Salento. Dopo l'interrogatorio è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario del padre Antonio, insegnate in pensione di 89 anni. L'anziano, dopo essere stato avvolto dal fuoco, è corso in bagno per raggiungere la doccia nel disperato tentativo di spegnere le fiamme che lo avvolgevano. Non ce l'ha fatta. Il figlio è stato interrogato fino a notte fonda, alla presenza del suo difensore, Simone Potente. Ancora sotto choc, il 48enne ha reso dichiarazioni piene di «non ricordo» e con continui riferimenti ai momenti di «panico» vissuti. Al pm Luigi Mastroniani ha spiegato che si è trattato di un incidente. Ha riferito di aver spruzzato il padre con l'alcol e di aver visto subito dopo una fiammata levarsi dal fornello della cucina. «Dopo la morte di mio padre - ha aggiunto - ho prima lavato tutto il pavimento, poi ho cucinato della pasta con del ragù, non perché avessi fame ma per smorzare la tensione che avevo addosso». L'uomo ha detto anche che dopo la morte del genitore ha staccato il telefono e i quadri elettrici dell'appartamento per evitare che potesse citofonare qualcuno, ed ha aperto un pò le tapparelle «per far andare via il fumo e l'odore acre». Ha poi aggiunto di aver distrutto nel camino la bottiglia da litro di alcol spruzzata sul padre: «Non potevo vederla perché mi ricordava la morte di papà», ha ammesso. Al magistrato ha ripetuto che non voleva uccidere il genitore, definito un uomo dal carattere scontroso, dai modi rudi, solitario e chiuso, che era solito inveire e gridare. Si sarebbe trattato - si è giustificato - di un raptus, un gesto di stizza indotto dalle parole pronunciate con astio dal genitore che a suo dire non lo avrebbe mai accettato preferendogli la sorella che lavora a Roma. Secondo l'uomo, il padre non gli aveva mai perdonato di aver interrotto gli studi di ingegneria per un lavoro, l'intermediazione immobiliare online, giudicato poco onorabile. LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Brindisi, lei resta incinta, lui la sposa: ma la figlia era dell'amante. Risarcito con 20mila euro

31 Maggio 2019, 09:07am

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Lei resta incinta, lui la sposa: ma la figlia era dell'amante. Risarcito con 20mila euro 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ‘Incastrato’ dall’amante, l’ha sposata e ha mantenuto la figlia che pensava essere sua: ma era tutto un inganno. Un 56enne ha però avuto giustizia davanti al tribunale di Brindisi, che ha condannato una donna a risarcirlo: una vicenda che è avvenuta a Fasano, provincia di Brindisi appunto. Nove anni fa i due si erano sposati dopo che la giovane donna era rimasta incinta: ma la figlia non era del 56enne ma di un altro uomo, con cui lei aveva una relazione clandestina. Relazione che è andata avanti per diverso tempo, finché - cinque anni dopo - l’uomo non ha scoperto tutto: dopo aver capito di essere stato tradito per anni, ha così chiesto al tribunale l’esame del DNA. Dopo l’ovvio divorzio, l’uomo, sentendosi tradito dalla donna che aveva sposato, ha dovuto fare i conti con un forte disagio psichico, fino a ricorrere alle cure di uno psicologo. Oltre a chiedere i danni materiali ha perciò chiesto come risarcimento anche i danni non patrimoniali, derivati dall’essere ingannato sulla paternità della bambina, inganno che portò appunto al matrimonio. Il giudice ha accolto le sue richieste e ha condannato la moglie fedifraga a liquidare l’ex marito con 20mila euro più le spese legali.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO «Amore mio, ti spupazzerei su tutto il mio corpo»: gli sms della maestra 40enne all'alunno

31 Maggio 2019, 09:04am

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«Amore mio, ti spupazzerei su tutto il mio corpo»: gli sms della maestra 40enne all'alunno INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I messaggi tra il bambino e la maestra, ora indagata dalla procura di Vicenza per molestie, sono in mano agli investigatori che stanno facendo luce sul caso che coinvolge la donna, insegnante 40enne di sostegno, e un ex alunno delle elementari. Lo riporta il “Corriere del Veneto” spiegando che si tratta di messaggi che «lo scorso anno scolastico la donna si era scambiata con lo studente di quinta elementare, nei quali lo chiamava 'amore miò, gli scriveva 'ti amò, e ancora, 'mi sono innamorata, sapessi quanto ti spupazzerei su tutto il mio corpo». A scoprire le chat, spiega il quotidiano, sono stati la mamma e il papà dell'alunno. Ed è proprio ai genitori che ha raccontato anche di un paio di baci con la maestra di sostegno, uno dei quali, di cui si sarebbe traccia anche nelle conversazioni sullo smartphone. I genitori hanno denunciato l'insegnante rivolgendosi ai carabinieri di Vicenza, a cui si sono presentati nel giugno 2018. Il pm Barbara De Munari, in base alla denuncia della famiglia e alle indagini dei carabinieri della stazione di Vicenza, ha aperto un fascicolo. E il 27 giugno lo studente nell'incidente probatorio. «Credo che in questa vicenda si possa parlare di un rapporto insegnante-alunno assolutamente corretto», ha detto l'avvocato Michele Grigenti, che difende la donna assieme al collega Emanuele Fragasso. «Un rapporto al più un pò affettuoso, ma assolutamente privo di qualsiasi contenuto e risvolto di natura sessuale».

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Cannabis light, stop alla vendita. La Cassazione: «La vendita di derivati è reato»

31 Maggio 2019, 08:59am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Stop alla vendita della cannabis light: lo ha deciso la Cassazione, secondo cui la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis», come l'olio, le foglie, le inflorescenze e la resina. A deciderlo, in una sentenza che farà discutere, le sezioni unite penali della Suprema Corte.  In particolare, le sezioni unite, dando notizia della soluzione adottata, spiegano che «la commercializzazione di cannabis sativa e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dallla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell'ambito di applicazione della legge 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l'attività dio coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell'art. 17 della direttiva 2002/53 Ce del Consiglio, del 13 giugno 2002, e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati». 



Alla luce di queste considerazioni, le sezioni unite penali presiedute da Domenico Carcano osservano che «integrano il reato di cui all'art. 73, commi 1 e 4 del dpr 309/1990,le condotte di cessione, di vendita e in genere la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa, salvo che tali prodotti siano privi di efficacia drogante».

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Inter, Antonio Conte è il nuovo allenatore. Il club: «Benvenuto in famiglia». L'ex ct: «Entusiasta, un nuovo capitolo della mia vita»

31 Maggio 2019, 08:54am

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Inter, Antonio Conte è il nuovo allenatore. Il club: «Benvenuto in famiglia». L'ex ct: «Entusiasta, un nuovo capitolo della mia vita»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'Inter ufficializza l'arrivo di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra: a lui «il più caloroso benvenuto nella nostra grande famiglia», scrive la società sul suo sito web. Prende il posto di Luciano Spalletti esonerato giovedì.

«Conte inizia il suo viaggio con l'Inter: due entità con lo stesso obiettivo, lo stesso orizzonte, quello della vittoria», si legge nel comunicato ufficiale della società. «La sfida del nuovo allenatore è la stessa di tutto il mondo nerazzurro: riportare l'Inter nell'elite del calcio europeo», si sottolinea nella nota. (nella foto sotto, l'annuncio del sito web del club)



«Inizia un nuovo capitolo della mia vita, sono entusiasta»: così Antonio Conte, nuovo allenatore dell'Inter. «Cercherò con il lavoro di ricambiare tutta la fiducia che il presidente e i dirigenti hanno riposto in me - si legge in un comunicato pubblicato sul sito web del club nerazzurro -. Ho scelto l'Inter per la società, per la serietà e l'ambizione del progetto. Per la sua storia. Mi ha colpito la chiarezza del club e la voglia di riportare l'Inter dove merita».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Professoressa sospesa a Palermo, avvocati: sarà annullata la sanzione - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Palermo-professoressa-sospesa-avvocati-annullata-sanzione-8282e08e-6adb-4c21-9dfa-f7710df17302.html

31 Maggio 2019, 08:29am

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Si è tenuto stamane a Palermo, l'incontro tra dirigenti Miur e gli avvocati della docente sospesa per 15 giorni dall'ufficio scolastico provinciale e rientrata a scuola lunedì scorso, dopo aver scontato per intero la sanzione - See more

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Professoressa sospesa a Palermo, avvocati: sarà annullata la sanzione - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Palermo-professoressa-sospesa-avvocati-annullata-sanzione-8282e08e-6adb-4c21-9dfa-f7710df17302.html

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  "Abbiamo individuato la soluzione per chiudere la vicenda senza presentare il ricorso al Tribunale di Palermo: una dichiarazione di illegittimità della sanzione che fa venir meno gli effetti giuridici della sanzione stessa". Lo affermano gli avvocati Fabrizio La Rosa e Alessandro Luna, legali della docente Rosa Maria Dell'Aria dopo l'incontro con i dirigenti del Miur. "Per i dettagli e la definizione formale - aggiungono - ci incontreremo nei prossimi giorni per la formulazione del documento".  Si è tenuto stamane a Palermo, l'incontro tra il capo dipartimento per il sistema educativo del Miur Carmela Palumbo, il capo dell'ufficio legislativo Maurizio Borgo e Fabrizio La Rosa e Alessandro Luna, gli avvocati della docente Rosa Maria Dell'Aria, sospesa per 15 giorni dall'ufficio scolastico provinciale e rientrata a scuola lunedì scorso, dopo aver scontato per intero la sanzione. I dirigenti erano stati incaricati dal ministro Marco Bussetti di trovare una soluzione extragiudiziale per risolvere definitivamente il caso. Nei giorni scorsi la docente aveva chiesto un provvedimento in cui si dichiarasse la sua estraneità alle colpe: "La sanzione inflittami - ha detto - è ingiusta e non accetterò un atto di clemenza". Rosa Maria Dell'Aria era stata sospesa dal provveditore Marco Anello per omesso il controllo su una ricerca presentata in PowerPoint dagli alunni della II E informatica dell'Istituto Vittorio Emanuele III, all'interno della scuola e con altre classi, in cui gli studenti paragonavano le leggi razziali del '38 al decreto sicurezza.  - www.rainews.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Kamikaze dell'Isis a Kabul, 6 morti

31 Maggio 2019, 08:22am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Attacco kamikaze a Kabul, 6 morti e decine di feriti: l'Isis rivendica l'attentato

DI MICHELE PAPPACODA Attentato kamikaze fuori da un'accademia militare di Kabul. Il bilancio è di 6 studenti uccisi e almeno 16 feriti. Il kamikaze ha preso di mira un gruppo di giovani che stava uscendo dall'istituto, nella zona occidentale della città. Nell'accademia vengono addestrati i futuri ufficiali e i quadri delle forze armate afghane e ospita anche i militari Nato che li devono formare. L'attacco è stato rivendicato dall'Isis che ha parlato di 50 reclute uccise.

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