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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

CAMPANIA NEWS Avellino parcheggio vicino ospedale GIuseppe Moscati pieno di spazzatura

23 Febbraio 2017, 08:49am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Avellino parcheggio vicino ospedale GIuseppe Moscati pieno di spazzatura

DI MICHELE PAPPACODA RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Un lettore ci scrive ieri mi sono recato alla ospedale Moscati di Avellino per una visita oculistica nel parcheggio a pagamento con tariffa di 2 euro per ora nei pressi dell ospedale  si notava che nelle aree di sosta vi erano notevoli accumuli di immondizia e di altro materiale di risulta che innanzitutto impedivano la sosta ma anche pericolosa per la salute. Il lettore pone questa domanda andiamo in ospedale per curarci o per ammalarci??

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Palermo. Assistenza negata ai disabili: Crocetta faccia a faccia con Pif

22 Febbraio 2017, 15:16pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Palermo. Assistenza negata ai disabili: Crocetta faccia a faccia con Pif

INSERITO DA MORENA MOTTA Formare il personale precario per destinarlo all'assistenza dei disabili. Il presidente della Regione Rosario Crocetta arriva trafelato da Vittoria (Ragusa) e trova ad accoglierlo i disabili gravissimi che lo aspettavano dalle 11. Dopo la manifestazione di piazza, i manifestanti insieme con Pif hanno occupato la Presidenza di Palazzo d’Orleans a Palermo in attesa di incontrare Crocetta che era a Vittoria per un impegno istituzionale. "Vi chiedo scusa, mi dispiace", ha esordito il presidente che si è seduto faccia a faccia con Pif che lo ha incalzato: "Il tempo della Regione è finito, la pazienza è finita: quando queste persone potranno avere l'assistenza alla quale hanno diritto per sempre?".
 
Crocetta promette: "In un mese possiamo formare il nostro personale, i precari, per impiegarlo come assistenti specializzati: tutti quelli che si vogliono riqualificare verranno pagati da noi e si occuperanno dei disabili per sempre. E lo faranno perché sarà garantito un incentivo".

"E per tutti quelli che invece non possono aspettare un mese?", domanda Pif. Crocetta prima di rispondere attacca l'ormai ex assessore Miccichè: "Mi ha tradito: ci avrebbe dovuto pensare lui. Ma adesso la responsabilità è mia e me la assumo io". Poi aggiunge: "Ci sono pure 100 milioni di fondi per i cantieri di servizio che possono essere utilizzati per pagare da subito gli assistenti specializzati". "Sì ma quando?", incalza Pif. "Appena il governo approva la misura, o questo venerdì o il prossimo", urla Crocetta.

Poi chiede un po' di tempo: "Datemi due giorni di tempo e vi illustro tutto il progetto punto per punto".
Pif insiste. "Quando avranno l'assistenza?". Crocetta: "Mi serve un mese per mettere in piedi il progetto, vuoi farlo tu?". "Ma io non mi sono candidato a presidente della Regione", replica Pif. Alla fine Crocetta prova a dare i tempi: "Tre giorni per presentare un progetto dettagliato, un mese per incardinare il bando per i precari, due mesi per cominciare ad affrontare i casi più gravi. Mi prendo la responsabilità politica e morale".
 
Tra i disabili interviene Giovanni Cupidi, il tetraplegico che ha lanciato la petizione su change.org sostenuta pure da Jovanotti per chiedere l'assistenza 24 ore su 24: "Ma io il personale ce l'ho mi servono i soldi". La tensione sale: "Quando?" incalza Pif.  "Non mi ricattare", gli grida Crocetta. "Entro due mesi ti darò la risposta e tu mi valuterai per quello che ho fatto", si impegna infine Crocetta.

I disabili sono perplessi: "Mi pare che non abbia detto niente soprattutto non è stato chiaro sui tempi", dice Alessio Pellegrino, uno dei fratelli che hanno portato Gianluca Miccichè alle dimissioni dopo il servizio della trasmissione “Le Iene” che lo ha ripreso mentre chiedeva loro "un aiuto per restare in giunta". Anche Pif è amareggiato: "Due mesi per risolvere il problema? Ma. Staremo a vedere. Ma credo che non cambierà proprio nulla". I disabili e le loro famiglie annunciano una contromossa: "Presenteremo una nostra proposta perché arrivi una risposta immediata: i soldi ci sono devono solo volerli investire".
 
FONTE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Trucchi tossici e parrucche irritanti: occhio alle maschere di Carnevale

22 Febbraio 2017, 14:52pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Trucchi tossici e parrucche irritanti: occhio alle maschere di Carnevale

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Con il Carnevale alle porte tornano sul mercato trucchi e accessori illegali, privi del marchio Ce e sprovvisti anche delle informazioni previste dalla legge sugli ingredienti utilizzati per la loro fabbricazione. Il rischio, denunciano i dermatologi dell'Ihrf di Milano (International Hair Research Foundation), è quello di utilizzare inconsapevolmente prodotti contenenti ingredienti di bassa qualità che, al contatto con l’epidermide, possono causare reazioni allergiche o altre patologie anche più gravi.

"I trucchi - commenta Fabio Rinaldi, specialista in dermatologia e presidente dell’Ihrf - non sono tutti uguali e, per legge, devono riportare sull'etichetta sia l'elenco completo degli ingredienti che il nome chimico dei vari componenti. Se sono sprovvisti di queste diciture, o se comunque non siete sicuri della loro provenienza, il nostro consiglio è quello di evitarne l’uso, soprattutto sui bambini, meno attenti alle principali regole di igiene".

"Alcune sostanze presenti nei trucchi - aggiunge Rinaldi - in particolar modo nelle creme per colorare la pelle o negli smalti, possono avere un'azione anche tossica e, spesso, non è possibile individuare le varie sostanze contenute al loro interno neanche leggendo la formula. In ogni caso, per minimizzare ogni rischio di dermatiti o altre problematiche cliniche, bisogna sempre applicare una buona crema base che riduca il contatto della crema colorata con la pelle, cercando, allo stesso tempo, di non tenerla sul viso o su altre parti del corpo per troppo tempo".

Per scongiurare spiacevoli reazione allergiche e danni alle pelle, l'esperto dell’Ihrf consiglia anche di scegliere colori ad acqua provvisti del marchio Ce, simili agli acquerelli ma più facili da applicare e da rimuovere e, dunque meno rischiosi; non fidarsi delle indicazioni 'ipoallergenico' o 'testato dermatologicamente', che sono dichiarazioni del produttore che non escludono una possibile reazione della cute; controllare sempre la data di scadenza di prodotti già aperti, evitare tutti i prodotti che contengono tra gli ingredienti alcuni conservanti sotto osservazione (propylparaben, butylparaben e methylisothiazolinone) o allergeni (limonene, linalool, citronellol); evitare gli smalti senza indicazioni, in quanto possono contenere solventi potenzialmente pericolosi, evitare di truccare punti sensibili come occhi e labbra, soprattutto nei i bambini.

Attenzione anche alle maschere o alle parrucche da applicare sul viso o sulla testa - ricorda il dermatologo - che possono essere pericolose, se fatte di materiale irritante o tossico. Se hanno un odore forte di 'sostanza chimica', è meglio non metterle. Attenti anche agli 'scherzi': schiume, stelle filanti spray, fiale contengono spesso sostanze chimiche irritanti e sensibilizzanti. Sarebbe meglio che i bambini, ma anche gli adulti, non venissero in contatto con questi prodotti o comunque che queste sostanze fossero rimosse dalla pelle il più velocemente possibile per mezzo dell’acqua. Infine - conclude l'esperto - acquistare i prodotti solo in negozi autorizzati.

FONTE ADNKRONOS

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimba muore sotto pilastro,donati organi

22 Febbraio 2017, 14:48pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimba muore sotto pilastro,donati organi

INSERITO DA MORENA MOTTA BIELLA - Saranno donati gli organi di Giulia Gravellu. Lo ha deciso la famiglia della bimba morta nel meleto di Villa Malpegna, a Vigliano, dopo essere stata travolta dal crollo di un pilastro mentre giocava con il fratello e il padre, che della dimora sulle colline biellesi è il custode. La procura, intanto, ha avviato le indagini sull'incidente, senza escludere nessuna ipotesi, anche quella colposa.
La struttura in cemento, alta circa due metri, è caduta colpendo la bambina al capo e al torace. L'incidente è avvenuto mentre il padre, Massimo Gravellu, stava eseguendo alcuni lavori nel meleto. Sotto choc la comunità sarda di Su Nuraghe, all'interno della quale la famiglia originaria dell'isola era attiva. "Troppo piccola per morire, ma già grande per partecipare coi genitori alle nostre attività - dice il presidente Battista Saiu - Giulia era sempre presente alle nostre feste in abiti tradizionali".

FONTE E FOTO ANSA

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CAPRI NEWS Ancora una cartolina lumaca: spedita nel 2007 da Capri è arrivata solo ora a Civitanova Marche tra lo stupore del destinatario

22 Febbraio 2017, 12:05pm

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CAPRI NEWS Ancora una cartolina lumaca: spedita nel 2007 da Capri è arrivata solo ora a Civitanova Marche tra lo stupore del destinatario

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 22/02/2017 - Ancora una cartolina lumaca. Dopo il caso della signora Rossana che da Roma aveva inviato una postcard di auguri alla sua amica Tilde di Anacapri nel 1974, giunta a destinazione con ben 43 anni di ritardo, ora dalle Marche giunge notizia di un altro episodio simile. 
Questa volta il ritardo è di appena - si fa per dire - dieci anni. Tanto ha impiegato una cartolina illustrata di saluti inviata da Capri nel 2007 e recapitata a Civitanova Marche (Macerata) qualche giorno fa. Il destinatario - secondo quanto riporta il Resto del Carlino in un articolo pubblicato oggi - è Luca Stefoni, titolare del ristorante-chalet «Virgola zero uno» di Civitanova. I saluti, inviati a lui e da estendere a un folto gruppo di amici che d’estate sono soliti frequentare lo chalet, erano partiti proprio da Capri. 
Una consegna a scoppio ritardato, tra lo stupore del destinatario, che fa sorgere anche stavolta l'interrogativo: dove erano finite queste cartoline scomparse per anni e adesso improvvisamente "resuscitate?".

INFORMATORE POPOLARE CAPRI NEWS 

 

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Dramma a Sant’Agnello, 50enne si toglie la vita

22 Febbraio 2017, 12:00pm

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Dramma a Sant’Agnello, 50enne si toglie la vita

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SANT’AGNELLO. Una donna di 50 anni si è tolta la vita lanciandosi dal belvedere del rione Cappuccini che affaccia sulla Marinella. La tragedia si è consumata nei giorni scorso quando Patrizia Piras, residente nella zona, si è lanciata nel vuoto finendo il suo volo schiantandosi sulla lastra di cemento che costeggia il sottostante lido balneare. Al momento non si conoscono le cause che hanno portato al drammatico gesto.Sul posto, dopo l’allarme lanciato da alcune persone che si trovavano sulla terrazza affacciata sul Golfo di Sorrento, sono intervenute le forze dell’ordine della costiera ed i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della 50enne.

MAX SORRENTOPRESS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Regione Campania finanzia progettazione di quattro interventi proposti dal Comune di Amalfi

22 Febbraio 2017, 11:53am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Regione Campania finanzia progettazione di quattro interventi proposti dal Comune di Amalfi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Progettazione della messa in sicurezza delle scuole e del consolidamento di alcuni costoni rocciosi di Amalfi ammessi a finanziamento all'interno del bando regionale per i "fondi di rotazione". Il Comune di Amalfi è rientrato nella graduatoria della Regione Campania per il finanziamento della progettazione di quattro importanti interventi per il miglioramento della sicurezza della città - rientranti nei primi 150 - per i quali è certa l'assegnazione del fondo di rotazione.
Il primo intervento riguarda la progettazione dell'adeguamento sismico e l'efficientamento energetico della scuola di Pogerola. Tre i progetti in graduatoria per la riduzione del dissesto idrogeologico: progettazione della messa in sicurezza del costone di "Canale Pendolo" in località Vettica e dei costoni "Gaudio" e "Cimitero" in località Pogerola.
L'Assessore ai Lavori Pubblici Matteo Bottone dichiara: «Ringrazio il Governatore Vincenzo De Luca ed il vicepresidente Fulvio Bonavitacola per aver messo in campo un'iniziativa in grado di rispondere ai bisogni della popolazione in un momento in cui per noi amministratori non è facile farlo. La sicurezza scolastica e il consolidamento dei costoni rocciosi sono interventi assolutamente prioritari. Auspichiamo ovviamente che le opere per cui verrà ora finanziata la progettazione, potranno essere successivamente ammesse a nuove fonti di finanziamento per la loro realizzazione».

IL VESCOVADO DI RAVELLO 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA DE MARTINO L’aspirazione a una vita dignitosa non può più attendere

22 Febbraio 2017, 11:47am

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT..ROSA  DE MARTINO L’aspirazione a una vita dignitosa non può più attendere

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’approvazione dei Regolamenti Comunali conseguenti all’avvento del nuovo ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.] tende a privilegiare la sostenibilità per gli Enti Locali che spesso, però, si traduce in una sostanziale inaccessibilità ai servizi. È abbastanza evidente, infatti, che nell’ultimo periodo, almeno negli ultimi dieci anni, l’attenzione degli Amministratori Locali si sia progressivamente e inesorabilmente concentrata verso le funzioni della compartecipazione legate alla sostenibilità della spesa; e che ciò abbia determinato, oltre a un incremento delle risorse economiche incassate dalle casse pubbliche, un innalzamento delle barriere all’accesso ai servizi.
E così servizi come i Centri Diurni, che nella loro fase di avvio non comportavano sostanziali costi per la persona con disabilità e per la sua famiglia, hanno visto lievitare progressivamente le richieste di pagamento della retta, spesso giungendo a cifre che non si possono certo considerare simboliche. In altri casi, invece, il possesso di un certo reddito prima e l’appartenenza a una certa fascia ISEE poi, hanno precluso l’accesso a progetti personalizzati e anche, come vedremo, a servizi “residenziali”, o meglio al contributo economico per sostenere le rette di questi servizi.
Tempi, modalità e intensità di questo processo sono stati vari e diversificati da Regione a Regione, da Comune a Comune: ma questa è stata la tendenza che la lettura e lo studio di molti Regolamenti Comunali hanno confermato.
In altre parole, gli Amministratori Locali, stretti tra i tagli alla spesa pubblica e l’incremento dei bisogni sociali e delle domande di interventi, hanno utilizzato le richieste di partecipazione alla spesa per recuperare risorse e non essere così costretti a scelte dolorose come quelle di dover chiudere servizi e interventi ormai storici oppure di incrementare ulteriormente le imposte locali oppure ancora di ridurre altri capitoli di bilancio (anch’essi già in grave sofferenza) a vantaggio del settore politiche sociali.

Si tratta di una visione di insieme che non rappresenta certo in modo esaustivo i comportamenti delle migliaia di Comuni italiani, i quali hanno compiuto scelte anche molto differenti tra loro; una descrizione sommaria che non rende merito delle tante eccezioni e anche delle tante differenze connesse ai diversi sistemi di welfare regionali. Ma si tratta di una tendenza che, pur con tutte le differenze, si è sviluppata e si sta sviluppando in tutto il Paese. Accedere al sistema dei servizi è diventato, negli anni, per le persone con disabilità più difficile e più oneroso.
Più difficile perché, prima nella Legge 328/00 e poi nella quasi totalità dei Regolamenti Comunali, il criterio fondamentale di accesso, prima ancora della capacità di spesa, è quello della “gravità”, inteso sia come intensità della menomazione, sia come precarietà delle condizioni familiari. In un sistema di servizi sempre saturo, quindi, si diventa meritevoli di attenzione solo quando la situazione complessiva è “veramente grave”, ovvero quando la persona con disabilità sia “costretta” a vivere assistita dai propri familiari (in gran parte dei casi, dalle madri), a causa di una situazione di esclusione sociale e solo quando la famiglia inizi a dare segni di affaticamento e non sia in grado di sostenere da sola l’onere dell’assistenza.
Più oneroso, in quanto, come si diceva, le richieste economiche si sono fatte più pressanti, passando, ad esempio nel caso di frequenza ai Centri Diurni, da poche decine di euro al mese (corrispondenti spesso al costo della mensa) a rette di diverse centinaia di euro; cifre che diventano sempre più corpose nel caso di accesso ai servizi residenziali, con rette superiori ai duemila euro al mese, tanto alte da diventare dei deterrenti per le stesse richieste di accesso.

Si tratta per altro di una situazione che si è generata negli stessi anni in cui è cresciuta nelle persone, nelle famiglie e nelle loro organizzazioni la consapevolezza dei propri bisogni e dei propri diritti, sia quelli già oggi esigibili per legge, sia quelli non ancora certificati come tali, ma percepiti come essenziali per il rispetto della propria dignità. Per molte persone con disabilità è passato infatti definitivamente il tempo in cui ci si poteva accontentare di “un letto, un tetto e un piatto di minestra” e dell’assistenza necessaria per sopravvivere: l’aspirazione a una vita piena di relazioni, affetti, interessi e occupazioni appartiene a un numero sempre più alto di persone con disabilità, indipendentemente dalla tipologia di menomazione. Aspirazioni che si tramutano in legittime esigenze che non trovano riscontro esplicito in diritti esigibili, ad esempio rispetto ad occasioni di tempo libero, pratica sportiva, vacanza, ma anche relativamente alla possibilità di svolgere attività socialmente utili e di trovare un’occupazione – e a questo proposito è noto lo stato complessivo di difficoltà dei servizi per l’inserimento lavorativo.
Cresce quindi, tra le persone con disabilità e nei loro familiari, la consapevolezza del diritto di poter accedere a servizi con un costo ragionevole, ma anche che l’orizzonte della propria vita non possa essere limitato alla sola “cura e assistenza”.
Nella cornice sanitaria, le persone con disabilità sono trattate alla stregua di malati cronici bisognosi di cure e assistenza per tutta la durata della loro esistenza, dando quindi per scontato che l’ingresso in un’unità di offerta sociosanitaria sia permanente. La visione sociale, invece, considera la disabilità come condizione di discriminazione e quindi descrive la mission dei servizi come quella di consentire alle persone di «vivere nella società inserirvisi e impedire che siano isolate o vittima di segregazione» (articolo 19 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità). La visione sanitaria ha giustificato per molti anni la gratuità nell’accesso ai servizi, ma, con l’esplodere della crisi della finanza pubblica, questa posizione è sempre più difficile da sostenere.
La visione sociale, invece, potrebbe giustificare richieste “ragionevoli” di partecipazione alla spesa alle persone con disabilità, purché esse non introducano una discriminazione per l’accesso ai servizi e se comunque si collocano entro una visione dei servizi stessi orientata alla piena inclusione sociale e non alla sola cura e assistenza.

Di tutte queste tensioni, sfide e contraddizioni si trova riscontro nei nuovi Regolamenti che i Comuni italiani stanno approvando per adeguarsi a quanto previsto dal cosiddetto nuovo ISEE.
Questi Regolamenti hanno senz’altro aspetti molto positivi: sono atti in cui troviamo spesso, ad esempio, il riferimento alla progettazione individuale introdotta dall’articolo 14 della citata Legge 328/00, che con grande lungimiranza prevedeva che gli interventi per la persona con disabilità fossero finalizzati non tanto alla sua custodia o cura, ma alla realizzazione del suo progetto di vita; tanto nella parte delle finalità e dei princìpi, quanto nella parte regolamentare, questi Regolamenti approvati negli ultimi mesi prendono sul serio la sfida del «superamento delle condizioni di bisogno», della «promozione dell’autonomia della persona» e pongono al centro della programmazione degli interventi il progetto globale della persona. Vi vengono indicati obiettivi come il favorire l’integrazione dei servizi e delle azioni, risultato che sarebbe da solo epocale, ma anche l’integrazione sociale delle persone. Il linguaggio è ancora quello di quindici o vent’anni fa, ma il passo in avanti sarebbe veramente significativo, per un sistema di servizi che ancora troppo spesso lega la sua esistenza alla semplice erogazione di prestazioni professionali.
Ma… quando il gioco si fa duro, quando cioè si inizia a parlare di soldi, ritorna un’idea sostanzialmente istituzionalizzante dei servizi, in particolare quando si parla di residenzialità.
“Residenzialità”: già il termine è illuminante. Da molti anni assistiamo e partecipiamo a un fiorire di convegni, seminari, corsi e articoli in cui si parla “dell’abitare” o più semplicemente della casa; da molti anni si afferma la necessità di dover superare l’idea del “Dopo di Noi” per abbracciare quella del “Durante Noi”, o meglio ancora del diritto alla vita indipendente per tutte le persone con disabilità (vedi sempre l’articolo 19 della Convenzione ONU). Insomma, dopo tutti questi discorsi e dopo anche tanti progetti e sperimentazioni in molti casi di grande interesse e spessore, quando si parla di sostegni per la vita adulta al di fuori della famiglia, i Comuni italiani non sembrano trovare altra soluzione se non quella del “ricovero”. E dato che “ti ricovero”, probabilmente per tutto il resto della tua vita, sembra logico che per il pagamento della retta tu possa utilizzare prima di tutto i tuoi redditi e tutti i tuoi patrimoni. Quando, a colpi di rette che abbiamo visto possono andare ben oltre i duemila euro al mese, non si hanno più né soldi né patrimonio, allora si può diventare meritevoli dell’intervento pubblico…
Ma è per pagare la retta sociale della residenza che i miei familiari hanno “messo da parte” risparmi e patrimoni o per garantirmi una qualità della vita dignitosa? E se dopo qualche anno di vita in una Residenza Sanitaria una persona con disabilità esprimesse il bisogno e quindi il diritto di vivere in una casa, magari con altre persone che conosce e che stima? Su quali risorse potrebbe contare?

La scelta di intervenire solo residualmente a sostenere i costi dell’abitare delle persone con disabilità ha certamente il pregio della sostenibilità, che di questi tempi non è poca cosa. Un sistema magari migliore dal punto di vista dei princìpi, ma che dovesse portare al fallimento i Comuni, non sarebbe certo un buon affare, anche per le stesse persone con disabilità. Ma un sistema sostenibile nel breve periodo, che spinga tutte le persone con disabilità che necessitano di forti sostegni verso l’istituzionalizzazione, è un sistema iniquoche viola i diritti umani e che nel lungo periodo rischia di essere comunque insostenibile: l’istituzionalizzazione di massa anche solo delle persone adulte che oggi vivono nei Centri Diurni avrebbe infatti costi enormi per le casse pubbliche.
Le discussioni che oggi si aprono sulla legittimità di Regolamenti Comunali in fase di approvazione sono solo apparentemente tecniche: sotto le argomentazioni legali e sostanziali si possono trovare tracce di fratture e contraddizioni ben più ampie, presenti nel nostro sistema di welfare.
Insomma, la discussione è solo all’inizio, ma il tempo per trovare risposte e soluzioni convincenti non è molto. L’aspirazione a una vita dignitosa da parte delle persone con disabilità non merita infatti di rimanere ancora troppo tempo sospesa.

SUPERANDO

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CIOCIARIA NEWS CASSINO TENTATA VIOLENZA SESSUALE

22 Febbraio 2017, 11:36am

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CIOCIARIA NEWS CASSINO TENTATA VIOLENZA SESSUALE

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tentata violenza sessuale e minaccia nei confronti di una minorenne: anziano rinviato a giudizio. È la decisione presa ieri dal giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Cassino, Massimo Lo Mastro, nei confronti di un pensionato. I fatti si sarebbero verificati a Sora nel mese di ottobre del 2015. L'imputato è accusato di aver tentato di afferrare per il collo la giovane e tirarla a sé per provare a baciarla. Un atteggiamento ritenuto dagli inquirenti inequivocabile, quello che l'anziano avrebbe utilizzato nei confronti della minorenne mentre era alla fermata dell'autobus. La ragazza, sempre in base alle accuse, si sarebbe spaventata per il comportamento dell'anziano che, in pieno giorno, l'avrebbe importunata sulla panchina. Per costringerla, come scrive l'accusa, ad avere un qualche rapporto fisico. Per un caso fortuito la ragazza sarebbe riuscita a liberarsi "dall'abbraccio invadente" dell'anziano, fuggendo via. Alcuni giorni dopo l'anziano avrebbe addirittura avvicinato la minorenne invitandola con frasi dal tono minaccioso a desistere da ogni denuncia. È stato proprio dopo questi episodi che la madre della ragazza ha deciso di accompagnarla immediatamente dai carabinieri per sporgere formale denuncia-querela.

Nel corso dell'udienza, che si è tenuta ieri mattina nelle aule del Tribunale di Cassino, la madre della minorenne si è costituita parte civile, rappresentata dall'avvocato Antonio D'Alessandro, del Foro di Cassino. La difesa dell'imputato ha chiesto al giudice una perizia psichiatrica allegando un precedente giudiziario del Tribunale di Frosinone nel quale l'uomo era stato dichiarato non imputabile per incapacità di volere. Il difensore della parte civile ha evidenziato l'inaccettabilità della proposta avanzata dal legale dell'imputato per quanto riguarda l'incapacità dell'anziano di intendere e di volere. Il giudice Lo Mastro, anche in considerazione del perito che aveva allora dichiarato la sola incapacità di volere e non quella di intendere, ha rigettato la richiesta di perizia e disposto il rinvio a giudizio dell'imputato. Il processo, davanti al Tribunale in composizione collegiale, inizierà il 13 aprile prossimo.

Paola E. Polidoro

FONTE  http://www.ciociariaoggi.it/news/

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Castellammare - Tragedia sulla stazione Circum di via Nocera, 70enne di Sorrento muore d'infarto

22 Febbraio 2017, 11:30am

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Castellammare - Tragedia sulla stazione Circum di via Nocera, 70enne di Sorrento muore d'infarto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una tragedia stamattina ha scosso la città. Un anziano signore è stato colpito da un arresto cardiaco mentre si trovava sulla stazione della Circumvesuviana di via Nocera in attesa dell'arrivo del treno diretto verso Sorrento, Comune in cui era residente. Il 70enne, che svolgeva la professione di commercialista, si è accasciato improvvisamente nei pressi della biglietteria e ha perso subito conoscenza, inducendo i presenti a chiamare d'urgenza i soccorsi. Sul posto è giunta immediatamente un'ambulanza del 118 e i medici, dopo aver tentato invano di rianimare l'uomo per oltre mezz'ora, hanno potuto soltanto constatarne il decesso, ricoprendo il corpo con un telo bianco. L'accesso alla pedana della stazione, pertanto, è stato inibito dalla polizia municipale con l'utilizzo di due transenne ed il corpo è rimasto a lungo sulla banchina finché non sono stati espletati tutti i rilievi del caso.

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