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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Ripartono i trenini del cinema

31 Agosto 2015, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

movie-tour

INSERITO DA MICHELE PAPPACODAVICO EQUENSE. Tornano, nel corso del prossimo fine settimana, i Movie Tour lungo le strade della penisola sorrentina. I trenini turistici, inaugurati a dicembre 2014 e organizzati dal Comune di Vico Equense in collaborazione con i Comuni della penisola sorrentina, ricominceranno a portare i visitatori su quelli che, nel corso degli anni, hanno rappresentato i principali set cinematografici per le pellicole che hanno avuto come location Sorrento ed i suoi dintorni. Un modo particolare anche per consentire ai turisti di scoprire angoli meno conosciuti del territorio costiero.

Sarà possibile partecipare gratuitamente ai Movie Tour il 4, 5 e 6 settembre prossimi con due trenini al giorno in partenza alle ore 17 e alle 19.30 da corso Filangieri, a Vico Equense, all’altezza dell’antico Palazzo Municipale, Museo del Cinema.

Le informazioni sulle tappe toccate durante il tour vengono fornite attraverso la voce narrante di Mariano Rigillo. Per prenotare l’escursione ci si può rivolgere al sito internet www.movietour.info, oppure mandare una email a prenota@movietour.info, o contattare il numero 3315257403.

MAX SORRENTOPRESS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Ecomostro di Alimuri: Attesa per la decisione del Tar

31 Agosto 2015, 10:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VICO EQUENSE. Ormai pensavamo di aver archiviato definitivamente tutta la vicenda relativa all’ecomostro di Alimuri.La demolizione avvenuta il 30 novembre dello scorso anno doveva rappresentare, nell’immaginario collettivo, l’epilogo della storia. Invece, mancano ancora dei dettagli, nemmeno di poco conto a pensarci bene.

Da un lato, infatti, ci sono i proprietari dell’immobile i quali sperano che il Tar conceda loro la possibilità di costruire un albergo di pari cubatura in un altro punto del Comune di Vico Equense. Sul fronte opposto c’è l’amministrazione locale che chiede il rimborso delle spese sostenute, pari a 300mila euro.

 

abbattimento-ecomostroIn sostanza la “Sica”, la società proprietaria dell’immobile che fa capo a Paolo ed Anna Normale (moglie quest’ultima dell’europarlamentare Pd Andrea Cozzolino) ed alla signora Margherita Masullo (suocera di Cozzolino) conta che il prossimo 22 ottobre il Tar della Campania, nel giudicare nel merito il ricorso presentato, ripristini l’accordo sottoscritto nel 2007. L’intesa, firmata da Francesco Rutelli, all’epoca ministro dei Beni culturali, da Antonio Bassolino, presidente della Giunta regionale della quale faceva parte come assessore alle Attività produttive Andrea Cozzolino, dal sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque, e dalla Provincia di Napoli, prevedeva che, in cambio della non opposizione alla demolizione del rudere, la famiglia Normale ottenesse la possibilità, previa modifica del piano regolatore di Vico Equense, di edificare in un’altra zona di quel Comune le cubature dell’ecomostro. L’accordo offriva alla società anche l’opportunità di realizzare nella conca di Alimuri uno stabilimento balneare. I costi della messa in sicurezza della falesia retrostante l’albergo mai nato sarebbero stati a carico del pubblico.

In concreto, però, il progetto non fu poi mai attuato a causa di diverse ragioni: la mobilitazione di ampi settori dell’opinione pubblica; la difficoltà di trovare un’area nella quale trasferire le cubature del rudere; perché la Soprintendenza bocciò un progetto di struttura balneare nella conca presentato dalla impresa.

Ora la “Sica” conta sul Tar per far resuscitare il vecchio accordo. L’amministrazione comunale di Vico Equense, che si è costituita in giudizio, è di tutt’altro avviso. “L’accordo del 2007 – spiega il sindaco Benedetto Migliaccio – nasceva da un clamoroso equivoco, quello secondo il quale la struttura edificata fosse legittima. Non lo è, perché difforme da quello che prevedevano le concessioni di cinquanta anni fa. Su questi presupposti, non è assolutamente ipotizzabile che si dia corso agli altri punti dell’intesa, che, infatti, abbiamo annullato, con un provvedimento amministrativo, la scorsa primavera. Immagino che l’iniziativa della “Sica” possa essere un espediente per non pagare i 300mila euro che chiederemo loro come corrispettivo della demolizione in danno”.

MAX SORRENTOPRESS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS La Costiera che brucia, incendi a Cetara ed Amalfi /FOTO

31 Agosto 2015, 09:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO Due incendi si sono sviluppati quest'oggi, in quest'ultima domenica di agosto, in Costiera Amalfitana. Il primo ad Amalfi, sul monte Finestra, tra Le frazioni di Vettica e Tovere: ai primi accenni sono stati gli abitanti del luogo ad allertare i Vigili del Fuoco prontamente intervenuti con una squadra della Comunità Montana di Tramonti e dei volontari della Millenium che sono riusciti a domare le fiamme nel pomeriggio evitando il peggio.

L'altro rogo sta divorando parte della macchia mediterranea tra i comuni di Cetara e Maiori, al di sopra della sede stradale. Questo incendio, di grosse proporzioni, ha richiesto l'intervento di un elicottero con cestello, oltre a un'altra squadra della Comunità Montana di Tramonti.

Entrambi gli incendi sarebbero di natura dolosa.

FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS A settembre due fari aperti al pubblico, c'è anche Capo d'Orso

31 Agosto 2015, 09:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO A settembre sette fari in Italia verranno aperti alle visite del pubblico nell'ambito delle giornate Open Lighthouse organizzate dall'Agenzia del Demanio in collaborazione con il Wwf e il Touring Club Italiano.

Un'occasione per visitare strutture bellissime e localizzate in meravigliosi scenari mediterranei. Un progetto che mira a migliorare l'attrattiva dei territori con la valorizzazione del patrimonio storico e ambientale.

Due i fari campani, di Ischia e Maiori (Capo d'Orso), visitabili, rispettivamente, il 30 e 29 settembre 2015.

Il faro di Capo d'Orso di Maiori è tra gli undici compresi nell'operazione"Valore Paese - Fari". L'iniziativa, lanciata dall'Agenzia del Demanio e dal Ministero della Difesa con la partecipazione del Ministero dei Beni Culturali e dell'Economia, ha lo scopo di prevedere la concessione per cinquant'anni delle strutture a privati. L'obiettivo è quello di sottrarle dallo stato di abbandono in cui purtroppo molto spesso versano e renderli ostelli o alberghi di lusso, a seconda delle loro caratteristiche e degli investimenti che ci saranno.

Il faro di Capo D'Orso è ad ottica fissa ed è situato nella località di Erchie, frazione di Maiori. Si affaccia a strapiombo su uno spettacolare panorama tra Salerno e la Costa d'Amalfi e rappresenta un pezzo di storia importante del territorio.

Il vecchio edificio aggrappato alla roccia, a 66 metri dal livello del mare, è raggiungibile dalla strada statale Amalfitana dopo aver percorso oltre 300 gradini ed è costituito dagli alloggi per i faristi e da alcuni depositi.

FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO

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CAPRI NEWS Isola azzurra contro isola verde: la paternità della torta caprese fa "litigare" Capri e Ischia

31 Agosto 2015, 09:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAPRI NEWS Isola azzurra contro isola verde: la paternità della torta caprese fa "litigare" Capri e Ischia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Rieccole, una contro l’altra. L’elegante Capri, la variegata Ischia. Universi paralleli, rette che potrebbero incontrarsi – rafforzandosi – e che invece se ne guardano bene. Quasi non bastassero ataviche rivalità, che affondano le radici in un passato remoto, quasi che la necessità di fare sistema non induca a sentirsi parte di un “unicum”, il Golfo di Napoli, spunta – tra le pieghe dell’estate mangereccia - una nuova sotterranea “guerra” tra le isole. E’ la guerra della “caprese” e della sua paternità, orgogliosamente rivendicata dall’Isola Azzurra dopo che ieri, nel corso del TGR, l’ischitano Paolo Iacono ha raccontato che a dispetto del nome «la torta di mandorle non è caprese». O meglio, una signora caprese aveva portato la ricetta a Ischia. Da qui, dunque, sarebbe nata la sua fortuna. Isola verde più che azzurra, la caprese dal nome sbagliato? Macchè. Dalle parti dei Faraglioni, se la sono presa eccome. Una vera e propria levata di scudi, confluita anche in una nota indirizzata da un cittadino, Franco Gargiulo, al caporedattore del TgR, Antonello Perillo: «Seguo da anni il Tg itinerante,e seguivo con grande interesse la rubrica “Antichi sapori” e le indimenticabili, colorite e invidiatissime cronache di Nicola Muccillo. Nell’edizione di oggi, però, ho trovato una forzatura che sarebbe stato meglio evitare, secondo me. Nulla di eclatante; campanilismo? Forse, ma solleticato. Al minuto 14:48 – racconta Gargiulo - l’inviato dice, porgendo giornalisticamente la notizia: "Mi hanno detto che la torta caprese non è nata a Capri, è nata a Ischia, è vero?" In tutta risposta,l’intervistato, il signor Iacono dice: "E'nata ad Ischia, è vero, nata a Ischia da mano caprese perchè un ischitano è andato a Capri, ha rubato una bella signora (sua mamma) che aveva la ricetta”, “ed ha avuto piu' successo qua; però da mano caprese". Ora noi capresi saremmo pure fessi, ma se a Capri avevamo la ricetta della "Torta di mandorle" (chiamiamola col suo vero nome ) mica lo saremmo stati fino al punto di tenercela in un quadretto, non metterla in atto e aspettare che ce la portassero via... Jamme bell!! Se avevamo la ricetta, impastavamo e infornavamo pure, no? Risultato della forzatura televisiva è stato il non parlare affatto dell'altra torta, quella locale. Certo, per motivi di tempo; allora, anzichè dire cose “inesatte” sulla torta di mandorle, era meglio valorizzare l'altra torta, sicuramente locale. Tra l'altro quella caccavella di pasta era veramente invitante. So – conclude con ironia Gargiulo - che Lei la torta di mandorle più buona ed originale l’ha mangiata a Capri… Saluti».

E insomma, la torta caprese diventa un nuovo caso diplomatico, a poche ore di distanza peraltro da un caso analogo, stavolta a parti invertite: su “Libero”, Maurizio Belpietro ha raccontato di Capri come dell’isola della Merkel. Ma come? E le passeggiate sull’Epomeo? E i saraghi di Sant’Angelo? E i concerti del pianista Iacono? Risentito, gli ha scritto il vicesindaco di Forio, Gianni Matarese, a al povero Belpietro non è restato che fare pubblica ammenda.

Insomma: saranno anche divise da poche miglia marine e parte dello stesso Golfo, ma Ischia e Capri paiono più attente a rimarcare peculiarità e differenze che non a creare ponti ideali tra due bellezze indiscutibili e complementari.

Complessi di inferiorità dell’isola più grande, che a Capri invidia il turismo ricercato e i titoloni internazionali, affondano del resto le radici nel lontano 1954, e forse anche prima. Allora, i coniugi Dorothea e Stuart Jones arrivarono a Ischia per realizzare un reportage per “National Geographic” (e ne verrà fuori un racconto meraviglioso). Confessando di voler verificare in prima persone l’assunto di un amico inglese, secondo il quale «Ischia, nearly five times bigger than Capri, was five times more beautiful». Ischia, quasi cinque volte più grande di Capri, è cinque volte più bella. Tra rivincite e sgambetti, le due isole hanno così continuato a ignorarsi, anche ingenuamente. E qualche mese fa, bastò che un sito americano (dailymakeover.com) accompagnasse la top ten delle migliori Spa al mondo (premiando il Regina Isabella) ad una descrizione dell’isola d’Ischia, l’isola «lesser-known», «neighboring Capri» (l’isola meno conosciuta, vicino Capri), per far riaffiorare invidie e gelosie. Tornate a galla oggi, a parti invertite.

«Il continuo paragonarsi a Capri con invidia – ha spiegato Benedetto Valentino, padre del Distretto Turistico - nasconde una vera e propria sindrome di cui soffriamo noi ischitani. Anzi, due. Una è il dilemma del porcospino, studiato da Freud e da Schopenhauer. E l’altra è una profonda insicurezza, figlia di scarsa autostima. Cerchiamo di crescere e di migliorare». Il dilemma del porcospino, già. L’idea è che quanto più ci si avvicina, più si corre il rischio di “ferirsi”: proprio come i porcospini, con i loro aculei. Se si avvicinano tra loro, gli aculei finirebbero col ferire entrambi: quanto basta per renderli solitari e poco inclini al branco, benché avvicinandosi troverebbero il modo di riscaldarsi vicendevolmente traendone vantaggio.

Così, Ischia eviterebbe Capri. E viceversa. E la paternità di una torta caprese può diventare pomo della discordia per una nuova guerra silenziosa. Che ieri, per intenderci, ha visto scendere in campo – su Facebook – l’intellighenzia caprese, a cominciare dall’ottimo collega Giuseppe Catuogno. Che ci ha scherzato su, ma non troppo: «Ho grande stima per gli ischitani, ho tanti amici a Ischia, l'isola verde è fantastica....però la torta caprese è e resta caprese».

Per la verità, anche la letteratura regala pagine interessanti sull’asse Ischia-Capri. Con una scorrettezza ante-litteram, negli anni ’30. Protagonisti Geoffrey e Kit Breth Harte, giovane coppia inglese fresca di matrimonio in vacanza a Capri. E il racconto ce lo offre la traduzione dell’ottima Gina Menegazzi (Geoffrey & Kit Bret Harte, L’isola nel sole, Imagaenaria Edizioni Ischia, 2013). I due volevano scoprire Ischia, e non erano ancora tempi di turismo. Il portiere d’albergo caprese li redarguì, non senza un pizzico di malcelato snobismo: «Non vorrete mica andare là! Nessuno va a Ischia. Niente alberghi, niente stranieri, niente divertimenti. A differenza di qui a Capri…». Sono passati ottant’anni, non tutto sembra cambiato. C’è chi ci scherza (come il regista Corrado Visone, che sentenziò beffardo: «I capresi si vantano della famosa piazzetta, che è grande più o meno come qualsiasi bagno di una nostra casa abusiva media. Definiscono la nostra Sant'Angelo la "piccola Capri", quando è ben noto che Capri è la "grande Sant'Angelo”»). E c’è chi fa più o meno sul serio.

In attesa, naturalmente, di una liaison che farebbe bene all’una e all’altra. Magari nel segno della caprese, chissà. Perché poi alla fine sapete come è andata? «Le vere origini della torta caprese sono pugliesi – scrive Graziano D’Esposito – e a Capri la ricetta arrivò solo negli anni Quaranta». Ecco, appunto: tra i due litiganti, il terzo gode.

[Pubblicato sul quotidiano Il Dispari il 30 agosto 2015]

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS AGRITURISMO IL CASTAGNO AGEROLA FOTO

31 Agosto 2015, 09:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS AGRITURISMO IL CASTAGNO AGEROLA FOTO
MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS AGRITURISMO IL CASTAGNO AGEROLA FOTOMONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS AGRITURISMO IL CASTAGNO AGEROLA FOTO
MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS AGRITURISMO IL CASTAGNO AGEROLA FOTOMONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS AGRITURISMO IL CASTAGNO AGEROLA FOTO

DI MICHELE PAPPACODA L'agriturismo Il Castagno è  situato ad Agerola, sulle colline della costiera Amalfitana e della penisola Sorrentina a circa 700 metri di altitudine, l'agriturismo con vista sul mare è immerso nella tranquillità dei boschi di castagni e dei vigneti, a pochi km da località di grande interesse artistico e culturale. Dalla ristrutturazione di un'antica casa colonica sono stati ricavati ampiappartamenti e camere esposti a sud e dotati di ogni comfort.

L'ampio giardino esterno è dotato di area parcheggio mentre nel terrazzo vista mare è possibile pranzare nei mesi estivi gustando piatti tradizionali fatti con prodotti e vini aziendali.

Su richiesta menù vegetariano, e per persone celiache.

Si accettano animali di piccola taglia a discrezione dell'amministrazione.

Tipologia:Agriturismo, Dimora storica

 

Posizione:Collina

 

Sistemazione:Appartamento Camera

 

Trattamento offerto:

  • Solo pernottamento
  • Pern. e colazione
  • Mezza pensione

 

Posti letto:14

 

Periodo di chiusura:sempre aperto

 

Servizi:

  • Ristorante
  • Ammessi animali
  • Spazio giochi bimbi
  • Vendita prodotti tipici
  • Televisione
  • Internet

Come raggiungerci: Indirizzo: via Radicosa, 39 - San Lazzaro 80051 Agerola, Napoli

081 802 5164

 

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Auto in fiamme in località San Giuseppe al Pozzo, si indaga sulle cause VIDEO

31 Agosto 2015, 08:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cava De Tirreni Nella giornata di ieri in località San Giuseppe al Pozzo un auto e andata in fiamme non si conoscono le cause o un atto vandalico o un corto circuito la causa potrebbe essere.

Aggiornamenti:

Fiamme in località San Giuseppe al Pozzo questa notte, a prendere fuoco un’autovettura e ora si indaga per scoprirne le cause. L’incendio, che ha letteralmente devastato una Renault grigia, è divampato intorno all’una all’incrocio tra via Guadio Maiori e via Basilio Lamberti.

CAVANOTIZIE.IT

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CILENTO NEWS CAPACCIO DON CARLO LASCIA LA LAURA AGROPOLI E’ PRONTO AD ACCOGLIERLO: AUGURIAMOGLI IL MEGLIO di Pasquale Quaglia

31 Agosto 2015, 08:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

di Pasquale Quaglia Don Carlo Pisani lascia la Parrocchia Santa Maria di Loreto in località Laura di Paestum. Il classico fulmine a ciel sereno che ha portato non poco sgomento all’interno della comunità laurense, privata così, a causa del giro di parroci deciso dal vescovo, del suo pastore, del suo padre e del suo figlio. Don Carlo Pisani infatti, il sacerdote di origini acciarolesi, è stato ed è ancora oggi tutto questo e molto di più. Lo è dall’ottobre del 2005, quando, circa dieci anni fa, questo giovane parrocco di 28 anni giunse nella nascente comunità laurense. Subito benvoluto da tutti, come un padre per i più piccoli che con lui sono cresciuti, come un fratello e un figlio per coloro più grandi che in questo giovane sacerdote hanno intravisto il pilastro di una Parrocchia che in zona non era mai esistita. Modi spicci, carattere cordiale eChiesa5modus operandi che non hanno mai lasciato trasparire il distacco tra sacerdoti e fedeli, anzi, don Carlo è disponibile, umile e soprattutto “alla mano”. Sono soltanto alcuni dei tratti caratterizzanti dell’identikit di questo sacerdote, cui va il merito delle tante attività che gravano intorno alla Parrocchia; presidente e tra i fondatori del Real Laura, prima squadra di calcio della contrada; a lui va anche il merito della festività patronale essendone, ovviamente, tra i promotori. Collabora con il Premio Sportivo “Salvatore Apadula”; Queste sono soltanto alcune delle attività in cui è impegnato perché ad elencarle tutte impiegheremmo giorni, così come i pregi e ogni cosa possa riguardarlo e descriverlo.  Il dato di fatto attuale è che don Carlo non sarà più il parrocco della contrada Laura. Non è una notizia piacevole né una situazione gradevole per la comunità che senza il suo pastore dovrà affrontare non pochi sgretolamenti. A tutto questo va aggiunta una scelta sul sostituto di don Carlo un pò discutibile, non per opere che può compiere don Ottavio, il nuovo parrocco della Parrocchia laurense, che ancora non conosciamo, ma anagraficamente il gap andrà a pesare senz’altro su una situazione e su un affetto difficilmente ricolmabile in una nuova figura sacerdotale. Bisogna però riflettere e considerare molti aspetti. Il primo, come stesso lui ha dichiarato, è che “Dio è lo stesso”. L’uomo don Carlo, persona generosa e affabile, ci ha legato a lui in questi anni, proprio per l’umanità dimostrata che apparteneva al  sacerdote ma passava prima indissolubilmente per l’uomo Carlo Pisani. L’insegnamento che ci ha trasmesso è quello di essere legati cristianamente al Signore, non al suo tramite. Altro insegnamento è quello di essere altruisti. Non esistono sacerdoti come don Carlo, questo lo sappiamo e lo abbiamo constatato. Allora che i suoi sermoni possano coinvolgere tutti e la sua persona possa risollevare e unire altri fedeli proprio come ha fatto con la nostra comunità. Poi, in ultimo, il legame che ci lega alla persona di don Carlo è un sentimento di immensa amicizia. E di amici che lasciano i luoghi in cui nascono verso i propri obiettivi ne siamo pieni. Lui si sposta soltanto di qualche kilometro, ma gli obiettivi da perseguire possono essere gli stessi di chiunque ci saluti con la mano da un treno. Noi non possiamo far altro che salutarlo e augurargli ciò che merita. AGROPOLINEWS

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SEZ. RICETTE RICETTA DEL 31.08.2015 Pollo al pomodoro A CURA DI ELSA COPPA

31 Agosto 2015, 08:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE RICETTA DEL 31.08.2015 Pollo al pomodoro A CURA DI ELSA COPPA

A CURA DI ELSA COPPA Ingredienti per 2 persone
Mezzo chilo di pollo a pezzi (fusi, cosce o bocconcini), una cipolla rossa o gialla, uno spicchio d'aglio, 1\2 cucchiaino di peperoncino macinato oppure uno intero sbriciolato, olio extra vergine d'oliva, un barattolo piccolo di polpa di pomodoro pelato

Preparazione
Scaldare nell'olio lo spicchio d'aglio, toglierlo quando sfrigola e far rosolare il pollo da tutti i lati. Quindi salarlo, aggiungere il peperoncino, la cipolla affettata sottilmente e la polpa di pomodoro, salare ancora un po'. Far cuocere per 20 minuti circa, o finchè il sugo diventa denso, a coperchio chiuso, aggiungendo poca acqua calda se necessario, perchè non si consumi il sugo.
Servire con patate lesse, o al forno, oppure con polenta o cous cous.



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SEZ. RICETTA Pesto di zucchine A CURA DI MICHELE PAPPACODA

31 Agosto 2015, 08:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

Presentazione

Il pesto di zucchine è un condimento gustoso e profumato. Ideale per arricchire toast eantipasti, perfetto come condimento della pasta. Una versione tutta differente del solito pesto tradizionale, che incuriosisce sempre: a differenza di quello genovese presenta un valore aggiunto che rilascia una nota di freschezza: le zucchine aggiunte a crudo! Che sia da accompagnamento a gamberisalmone o caprino il pesto di zucchine rende ogni primo piatto unico e cremoso. E con l’arrivo della stagione estiva non potrete più farne a meno… questa crema delicata vi conquisterà con il suo gusto e per la velocità di preparazione, senza l'uso dei fornelli.

Ingredienti
Zucchine 200 g
Olio di oliva extravergine 125 g
Sale 2 g
Pinoli 30 g
Parmigiano reggianograttugiato 30 g
Basilico 10 g
Pecorino grattugiato 30 g
 

Preparazione

Pesto di zucchine

Per preparare il pesto di zucchine lavate le zucchine, privatele delle estremità (1) e, con l’aiuto di una grattugia dai fori larghi, sminuzzatele (2). Ponete le zucchine grattugiate in un colino e salatele leggermente, così che perdano il liquido in eccesso (3).

Pesto di zucchine

Quindi versatele nel mixer (4) insieme ai pinoli (5) e alle foglie di basilico precedentemente pulite con un panno asciutto (6).

Pesto di zucchine

Aggiungete il parmigiano grattugiato (7), il pecorino (8) e una parte dell'olio (9). Quindi azionate il mixer e frullate per qualche secondo.

Pesto di zucchine

Aggiungete la parte restante di olio (10) e frullate fino ad ottenere una crema omogenea (11). Trasferite il composto in una ciotola (12)  e utilizzate il pesto di zucchine secondo le vostre necessità.

Conservazione

Il pesto di zucchine si conserva in frigorifero, coperto da uno strato di olio, per 2 giorni. Oppure potete preparare delle comode monoporzioni da congelare e usare al bisogno.

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