GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Documento ISTAT sulla disabilità in Italia
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell’audizione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati del 15 Ottobre 2014 l’Istat ha offerto un quadro informativo articolato sulla disabilità in Italia.
I dati del documento “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive di sostegno familiare” riguardano il biennio 2012-2013 e riportano che le persone disabili in Italia (definite nel rapporto come persone con “limitazioni funzionali”) sono circa 3,2 milioni di cui 2.500.000 anziani. Sono di più le donne: il 7,1% contro il 3,8% degli uomini. E, dai 55 anni in su, lo scarto tra uomini e donne si registra in tutte le fasce d’età. Un milione e 500mila persone, il 2,6 % di popolazione dai sei anni in su hanno limitazioni di tipo motorio, 900mila individui hanno difficoltà nella sfera comunicativa (vedere, sentire, parlare).
La maggiore riduzione di autonomia riguarda il 2,5% della popolazione di 6 anni e più: si tratta di 1,4 milioni di persone costrette a stare a letto, su una sedia a rotelle o in casa, una percentuale che tocca il 9,7% nelle persone anziane. In più della metà dei casi, il 55,5%, i disabili soffrono di più tipi di “limitazioni funzionali”: 900mila, il 29,3%, hanno disabilità motorie e difficoltà nello svolgere la loro vita quotidiana. Numeri che aumentano nel Sud e nelle Isole.
Non sono disponibili dati precisi relativi ai disabili senza sostegno familiare ai quali spetta di diritto l’indennità di accompagnamento, secondo dati nel 2012 erano 2.111.524. Questi disabili hanno una forte riduzione di mobilità e di autonomia.
Nel documento Istat si fa riferimento anche a chi ha gravi disabilità: al numero sopra indicato sono stati aggiunti i minori fino ai sei anni di età. I disabili gravi fino ai 64 anni vivono spesso con i loro genitori (il 10,6%) o solo con il partner (9,6%). Al Sud sono sempre di più: il 46% vive al Sud, il 33% al Nord e il 20,8% al Centro. I disabili gravi sono 51mila. Il 23% di loro ha assistenza sanitaria spesso data da servizi pubblici, il 15,5% paga l’assistenza non sanitaria, mentre più della metà, il 54%, ricorre all’aiuto di familiari. Sono 260mila le persone disabili gravi che vivono ancora con la famiglia, di questi ben 86mila hanno genitori anziani: in alcune situazioni abbiamo figli fino a 64 anni e genitori che hanno ben più di 80 anni. Nella maggior parte dei casi (il 54%) i figli ottengono cure e assistenza, solo il 17,6% ha assistenza domiciliare.
Il 59% è composto da uomini e per lo più hanno un’età compresa fra i 6 e i 24 anni (51%) e dai 25 ai 44 anni (32%). Uno dei dati più allarmanti è il fatto che il 64% dei figli sopravviverà ai suoi genitori e ai suoi fratelli, si parla di ben 165mila individui. Nel 2015 si calcola che 2300 persone perderanno le persone che si prendono cura di loro. Il 63% dei “figli” che rischiano di sopravvivere ai genitori vive a carico della famiglia stessa e la metà di loro ha risorse insufficienti.
Il 50% della popolazione giovane e adulta con grave disabilità non riceve aiutida servizi a pagamento e può contare solo sull’aiuto dei familiari. Sono 51mila i disabili gravi, il 23% di loro ha assistenza sanitaria, mentre il 15,5% paga l’assistenza sanitaria. La metà di loro può contare solo sull’aiuto di familiari. Il 20%, invece, non ha nessuno che li possa aiutare: la loro situazione economica è tragica e rimangono 10mila persone senza sostegno, rendendo la legge “Dopo di noi[1]” sempre più necessaria.
La legge quadro n° 328 del 2000 stabilisce che i Comuni devono occuparsi di assistenza sociale, economico-logistica delle famiglie in cui ci sono bisogni sociali e dell’integrazione fra persone disabili. A causa della crisi, i Comuni, a partire dal 2009, hanno ridotto drasticamente le spese sociali. Ma quanto si spende per un disabile? La spesa varia da Regione a Regione: a livello nazionale, in media, si spendono 2.886 euro, ma chi vive nel Nord-Est usufruisce di servizi e interventi per una spesa media annua di 5.370 euro pro capite che scendono a 777 euro nel Sud. La spesa più alta è quella di Trento (14.671 euro pro capite) contro i 303 euro pro capite della Valle d’Aosta e i 504 euro pro capite della Calabria. Nella maggior parte dei casi questa spesa è relativa al sostegno socio-educativo scolastico (19%), ai laboratori protetti (20%), alle strutture residenziali (16%) e all’assistenza domiciliare (14%).
Il documento Istat prende in considerazione le strutture residenziali di tipo socio-sanitario, offerta finanziata per la maggior parte dallo Stato centrale, in particolare per la quota di assistenza di natura sanitaria e dal welfare locale per la quota di natura sociale. Le strutture erogatrici sono di natura pubblica e privata (profit e non profit): il 29,1% dei posti letto è finanziato con risorse pubbliche, il 45,3% è a carico delle associazioni no-profit, mentre il 25,7% è legato al settore privato. In Italia i posti letto nelle strutture residenziali per persone con disabilità sono 312mila, dei quali 269mila rivolti agli anziani.
Queste strutture si prendono carico ogni anno di 307mila persone con disabilità: l’85% sono anziani, i 15% adulti e meno dell’1% minori. Come emerge da questi dati, nell’assistenza ai disabili, il settore del non profit si occupa insieme al pubblico e al privato di disabili. Circa trentamila istituzioni hanno erogato 4,3 milioni di prestazioni. Molte di queste sono di natura sanitaria, in particolare di riabilitazione o di lunga degenza (queste ultime hanno riguardato ben 480mila disabili).
Il 47% di queste istituzioni non profit sono produttori market, il 49,9% si trovano nel Nord-Ovest e il 42,8% nelle Isole. Il 26,9% di queste strutture è finanziato con soldi pubblici, 23,6% al Nord-Ovest e 37,5% nelle Isole.
Il progetto di legge Dopo di noi è una norma, proposta dalla deputata del PD Ileana Argentin, dovrebbe tutelare i disabili rimasti soli dopo il decesso dei genitori. Prende spunto da un fatto di cronaca di qualche mese fa: il 9 aprile, a Roma, un padre ha ucciso il figlio disabile e la moglie di cui non riusciva più a prendersi cura.
Fonte: ISTAT
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