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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Documento ISTAT sulla disabilità in Italia

8 Gennaio 2016, 17:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Documento ISTAT sulla disabilità in Italia
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Documento ISTAT sulla disabilità in Italia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell’audizione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati del 15 Ottobre 2014 l’Istat ha offerto un quadro informativo articolato sulla disabilità in Italia.

I dati del documento “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive di sostegno familiare” riguardano il biennio 2012-2013 e riportano che le persone disabili in Italia (definite nel rapporto come persone con “limitazioni funzionali”) sono circa 3,2 milioni di cui 2.500.000 anziani. Sono di più le donne: il 7,1% contro il 3,8% degli uomini. E, dai 55 anni in su, lo scarto tra uomini e donne si registra in tutte le fasce d’età. Un milione e 500mila persone, il 2,6 % di popolazione dai sei anni in su hanno limitazioni di tipo motorio, 900mila individui hanno difficoltà nella sfera comunicativa (vedere, sentire, parlare).

La maggiore riduzione di autonomia riguarda il 2,5% della popolazione di 6 anni e più: si tratta di 1,4 milioni di persone costrette a stare a letto, su una sedia a rotelle o in casa, una percentuale che tocca il 9,7% nelle persone anziane. In più della metà dei casi, il 55,5%, i disabili soffrono di più tipi di “limitazioni funzionali”: 900mila, il 29,3%, hanno disabilità motorie e difficoltà nello svolgere la loro vita quotidiana. Numeri che aumentano nel Sud e nelle Isole.

Non sono disponibili dati precisi relativi ai disabili senza sostegno familiare ai quali spetta di diritto l’indennità di accompagnamento, secondo dati nel 2012 erano 2.111.524. Questi disabili hanno una forte riduzione di mobilità e di autonomia.

Nel documento Istat si fa riferimento anche a chi ha gravi disabilità: al numero sopra indicato sono stati aggiunti i minori fino ai sei anni di età. I disabili gravi fino ai 64 anni vivono spesso con i loro genitori (il 10,6%) o solo con il partner (9,6%). Al Sud sono sempre di più: il 46% vive al Sud, il 33% al Nord e il 20,8% al Centro. I disabili gravi sono 51mila. Il 23% di loro ha assistenza sanitaria spesso data da servizi pubblici, il 15,5% paga l’assistenza non sanitaria, mentre più della metà, il 54%, ricorre all’aiuto di familiari. Sono 260mila le persone disabili gravi che vivono ancora con la famiglia, di questi ben 86mila hanno genitori anziani: in alcune situazioni abbiamo figli fino a 64 anni e genitori che hanno ben più di 80 anni. Nella maggior parte dei casi (il 54%) i figli ottengono cure e assistenza, solo il 17,6% ha assistenza domiciliare.

Il 59% è composto da uomini e per lo più hanno un’età compresa fra i 6 e i 24 anni (51%) e dai 25 ai 44 anni (32%). Uno dei dati più allarmanti è il fatto che il 64% dei figli sopravviverà ai suoi genitori e ai suoi fratelli, si parla di ben 165mila individui. Nel 2015 si calcola che 2300 persone perderanno le persone che si prendono cura di loro. Il 63% dei “figli” che rischiano di sopravvivere ai genitori vive a carico della famiglia stessa e la metà di loro ha risorse insufficienti.

Il 50% della popolazione giovane e adulta con grave disabilità non riceve aiutida servizi a pagamento e può contare solo sull’aiuto dei familiari. Sono 51mila i disabili gravi, il 23% di loro ha assistenza sanitaria, mentre il 15,5% paga l’assistenza sanitaria. La metà di loro può contare solo sull’aiuto di familiari. Il 20%, invece, non ha nessuno che li possa aiutare: la loro situazione economica è tragica e rimangono 10mila persone senza sostegno, rendendo la legge “Dopo di noi[1]” sempre più necessaria.

La legge quadro n° 328 del 2000 stabilisce che i Comuni devono occuparsi di assistenza sociale, economico-logistica delle famiglie in cui ci sono bisogni sociali e dell’integrazione fra persone disabili. A causa della crisi, i Comuni, a partire dal 2009, hanno ridotto drasticamente le spese sociali. Ma quanto si spende per un disabile? La spesa varia da Regione a Regione: a livello nazionale, in media, si spendono 2.886 euro, ma chi vive nel Nord-Est usufruisce di servizi e interventi per una spesa media annua di 5.370 euro pro capite che scendono a 777 euro nel Sud. La spesa più alta è quella di Trento (14.671 euro pro capite) contro i 303 euro pro capite della Valle d’Aosta e i 504 euro pro capite della Calabria. Nella maggior parte dei casi questa spesa è relativa al sostegno socio-educativo scolastico (19%), ai laboratori protetti (20%), alle strutture residenziali (16%) e all’assistenza domiciliare (14%).

Il documento Istat prende in considerazione le strutture residenziali di tipo socio-sanitario, offerta finanziata per la maggior parte dallo Stato centrale, in particolare per la quota di assistenza di natura sanitaria e dal welfare locale per la quota di natura sociale. Le strutture erogatrici sono di natura pubblica e privata (profit e non profit): il 29,1% dei posti letto è finanziato con risorse pubbliche, il 45,3% è a carico delle associazioni no-profit, mentre il 25,7% è legato al settore privato. In Italia i posti letto nelle strutture residenziali per persone con disabilità sono 312mila, dei quali 269mila rivolti agli anziani.

Queste strutture si prendono carico ogni anno di 307mila persone con disabilità: l’85% sono anziani, i 15% adulti e meno dell’1% minori. Come emerge da questi dati, nell’assistenza ai disabili, il settore del non profit si occupa insieme al pubblico e al privato di disabili. Circa trentamila istituzioni hanno erogato 4,3 milioni di prestazioni. Molte di queste sono di natura sanitaria, in particolare di riabilitazione o di lunga degenza (queste ultime hanno riguardato ben 480mila disabili).

Il 47% di queste istituzioni non profit sono produttori market, il 49,9% si trovano nel Nord-Ovest e il 42,8% nelle Isole. Il 26,9% di queste strutture è finanziato con soldi pubblici, 23,6% al Nord-Ovest e 37,5% nelle Isole.

Il progetto di legge Dopo di noi è una norma, proposta dalla deputata del PD Ileana Argentin, dovrebbe tutelare i disabili rimasti soli dopo il decesso dei genitori. Prende spunto da un fatto di cronaca di qualche mese fa: il 9 aprile, a Roma, un padre ha ucciso il figlio disabile e la moglie di cui non riusciva più a prendersi cura.

Chiara Laganà

Fonte: ISTAT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Bonus elettrici per malati gravi costretti a usare apparecchiature salvavita

8 Gennaio 2016, 17:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Bonus elettrici per malati gravi costretti a usare apparecchiature salvavita

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’Autorità per l’energia, nella giornata Nazionale della Sla, ha voluto ricordare che i malati gravi che sono costretti a usare apparecchiature salvavita collegate all’energia elettrica possono richiedere al proprio comune di residenza uno sconto sulla bolletta della luce. Il bonus-sconto può valere dai 177 ai 639 euro. Per fare la richiesta e avere informazioni in merito si può andare direttamente sul sito dell’Autoritàper l’energia (www.autorita.energia.it) e quello dell’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani (www.bonusenergia.anci.it) o telefonare al numero verde 800.166.654 (Sportello per il consumatore di energia).

L’elenco dei macchinari con diritto di bonus èpresente nel decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011:

  • apparecchiature di supporto alla funzione cardio-respiratoria:apparecchiature per pressione positiva continua, ventilatori polmonari, polmoni d’acciaio, tende per ossigeno terapia, concentratori di ossigeno, aspiratori, monitor multiparametrici e pulsossimetri (misurano la saturazione dell’ossigeno)
  • apparecchiature di supporto alla funzione renale: apparecchi usati per la dialisi, apparecchi per l’emodialisi
  • apparecchiature di supporto alla funzione alimentare e attività di somministrazione: nutripompe (somministrano nutrimento tramite i sondini), pompe d’infusione, pompe a siringa
  • mezzi di trasporto per il sollevamento di disabili: carrozzine elettriche, sollevatori mobili, sollevatori mobili a sedile elettrici, sollevatori mobili a barella elettrici, sollevatori fissi al soffitto elettrici, sollevatori per la vasca da bagno
  • dispositivi per prevenire e per curare le piaghe da decubito: materassi antidecubito.

Tutti i macchinari precedentemente elencati possono essere oggetto di bonus, il valore èdiversificato in tre fasce a seconda della potenza, del tipo e del tempo di uso. Lo sconto viene detratto dalle bollette per tutto il periodo in cui viene usato l’apparecchio.

Non solo, gli sconti si possono anche cumulare: chi ha giàrichiesto il bonus per disagio economico, puòaggiungere allo sconto anche il bonus per disagio fisico.

Solo nel 2013, sono stati assegnati 23.600 bonus per il disagio fisico, il 30% in più rispetto ai 17.700 del 2012. Secondo il presidente dell’Autoritàper l’energia elettrica, questo aumento si deve anche al miglioramento del calcolo dei bonus.

Soddisfatto il presidente dell’ANCI, Piero Fassino, secondo il quale “l’operativitàdel bonus èun ulteriore segnale di attenzione nei confronti delle fasce piùdeboli della popolazione”.

Chiara Laganà

Fonti: Agenzia per l’energia elettrica, Handylex

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Investire nella prevenzione e nell’innovazione, la proposta di Meridiano Sanità

8 Gennaio 2016, 17:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Investire nella prevenzione e nell’innovazione, la proposta di Meridiano Sanità
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Investire nella prevenzione e nell’innovazione, la proposta di Meridiano Sanità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’Italia è ancora indietro per quel che riguarda gli investimenti nel settore della Sanità. Secondo Meridiano Sanità il nostro Paese può generare valore aumentando gli investimenti su due settori: innovazione e prevenzione. L’Italia, secondo il rapporto dell’OCSE Health Statistics 2015, spende 2355 euro per la spesa sanitaria pro capite totale ed è molto indietro rispetto alla media dell’Unione Europea e inferiore rispetto a Germania, Francia e Regno Unito. Fra questi Paesi e il nostro il divario è molto alto: 13% con il Regno Unito e più del 51% con la Germania. I dati sarebbero stati ben diversi se avessimo preso in considerazione il 1990: 25 anni fa la spesa prova capite del nostro Paese superava il 25%.

Nonostante si spenda poco per la sanità, l’Italia ha ancora performance superiori alla media europea per quel che riguarda lo stato di salute della popolazione (anche se preoccupano i fattori di rischio legati ai bambini e all’aspettativa di vita in buona salute), performance in linea con la media europea in efficienza e appropriatezza e qualità dell’offerta sanitaria e performance inferiori rispetto alla media europea per quel che riguarda la risposta ai bisogni di salute. A preoccupare sono i dati relativi ai vaccini, soprattutto quelli pediatrici.

Delude anche la spesa in prevenzione, che, come ha indicato AGENAS, è stata di 4,9 miliardi nel 2013, il 4,19% del totale, rispetto all’obiettivo del 5% stabilito dai LEA, manca un miliardo di euro in finanziamenti. Per questo tema, Meridiano Sanità consiglia di dare maggiore valore alla prevenzione e alla promozione della salute e ridurre la diffusione delle malattie infettive e i fattori di rischi per lo sviluppo, la crescita economia e il welfare. Sul piano operativo si dovrebbe lanciare una campagna informativa per capire la vera importanza dei vaccini; aumentare e migliorare i programmi di screening a livello nazionale per eliminare differenze fra regioni e ridurre, infine, i fattori di rischio modificabili. Per le risorse economiche, invece, istituire un fondo nazionale per i vaccini, trattare gli interventi di prevenzione con un rapporto costo-efficacia e trovare fondi innovativi.

Per quanto riguarda, invece, l’innovazione, in Italia è ancora molto basso il consumo di nuovi farmaci rispetto agli altri Paesi europei. Il consumo dei farmaci nuovi sul mercato, introdotti nel 2014, è inferiore al 91,2%, 81,6% per quelli introdotti nel 2013: dati che sono molto indietro rispetto al resto d’Europa, gli stessi che riguardano gli investimenti nel settore farmaceutico. Questo settore può essere al centro di produttività, crescita e innovazione della sanità italiana.

Per Meridiano Sanità l’innovazione gioca un ruolo centrale, da salvaguardare per ottenere migliori risultati e non va sottovalutata la digitalizzazione delle attività, dei processi e dei dati. Per risollevare questo settore bisogna migliorare gli Health Technology Assestment (1), avere un modello per la spesa farmaceutica più semplice, individuare nuove collaborazioni fra pubblico e privato nella ricerca, monitorare l’accesso all’innovazione farmacologica, aumentare la sanità digitale.

Sulla spesa sanitaria, Meridiano Sanità propone di mantenere costante il rapporto spesa/PIL; avere e garantire una programmazione pluriennale e finanziamento integrativo.

In conclusione per Meridiano Sanità, investire è la chiave di tutto: migliorerebbe i risultati sanitari e l’aspettativa di vita e di buona salute, conterrebbe i costi, aumenterebbe la produttività lavorativa e migliorerebbero l’ecosistema della ricerca e della produzione nel settore life sciences.

Chiara Laganà

Fonte: Ambrosetti

(1) Secondo il ministero della Sanità “un approccio multidisciplinlare per l’analisi delle implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, etiche e legali di una tecnologia attraverso la valutazione di più dimensioni quali l’efficacia, la sicurezza, i costi, l’impatto sociale e organizzativo”.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Milano è la città più accessibile d’Europa

8 Gennaio 2016, 17:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Milano è la città più accessibile d’Europa
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Milano è la città più accessibile d’Europa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Milano ha vinto l’Access City Award 2016, il premio che viene assegnato alle città dell’Unione Europea con più di 50mila abitanti che promuovono maggiori attività e progetti accessibili per i disabili. Dopo due città svedesi, Boras eGoteborg, che hanno vinto negli ultimi due anni, quest’anno vince una città italiana, ed è la prima volta.

Ad assegnare il premio è la Commissione Europea in collaborazione con l’EDF, European Disability Forum. Quattro i parametri in base ai quali il premio viene assegnato: infrastrutture dedicate, informazione, comunicazione, strutture e servizi. Lo scopo del premio è quello d’incoraggiare le città a condividere le loro esperienze positive e assicurare un accesso senza barriere alle persone disabili.

Secondo la Commissione Europea, Milano, in aggiunta ai considerevoli ed eccellenti sforzi sull’accessibilità, è stata premiata anche per la promozione dell’occupazione delle persone con disabilità, il supporto alla vita indipendente ed i piani ambiziosi per il futuro.

“Con l’assegnazione del premio Access City Award 2016 da parte dell’Unione Europea – afferma il Sindaco Giuliano Pisapia – Milano si conferma tra le città guida del Continente come ha affermato in questi giorni anche il presidente del Parlamento europeo Martin Schultz. Sono orgoglioso che la nostra città sia stata scelta come esempio dell’impegno su un fronte così importante come quello della disabilità. Per un amministrazione pubblica e’ fondamentale, insieme a tutti gli altri soggetti coinvolti, dare una risposta concreta per rendere Milano sempre più accessibile a tutti. Questo riconoscimento internazionale dimostra che siamo sulla strada giusta”.

Milano ha battuto Wiesbaden, seconda, e Tolosa, terza. Quest’ultima è stata anche premiata come la città più “smart”, grazie ai numerosi siti internet accessibili. Altre menzioni speciali sono andate a Vassa (Finlandia) e Kaposvar (Ungheria).

“Finalmente …. che soddisfazione”, ha commentato il Direttore della Fondazione Cesare Serono, Gianfranco Conti. “Sino ad oggi non ha mai figurato una città italiana tra le finaliste dell’Access City Award. Per me e la Fondazione Cesare Serono, che da sempre si occupa di persone con disabilità, potete immaginare la frustrazione anche in considerazione del fatto che sono molte le amministrazioni comunali che si stanno impegnando seriamente per rendere la vita delle persone disabili sempre più accettabile e la loro integrazione un fatto reale. Quando ho saputo che Milano era tra le finaliste la mia soddisfazione era già grande, poi, quando il premio è venuto a Milano ho veramente detto finalmente.

“La soddisfazione tocca me e la Fondazione veramente da vicino. Alcuni anni fa ho varato il progetto a Ruota libera. Il progetto prevede per le più importanti città d’arte italiane la pubblicazione di guide che identificano itinerari che permettono a un disabile motorio di godere delle bellezze della città in questione senza trovarsi di fronte a barriere insormontabili. Lo scorso anno ho deciso di fare la guida di Milano per permettere ai visitatori disabili dell’Expo di godere delle grandi bellezze che la città di Milano offre. Sono entrato in contatto sia col comune di Milano che con gli organizzatori dell’Expo, con i quali abbiamo collaborato in perfetta armonia. Devo dire che sono rimasto veramente colpito dagli enormi sforzi e, soprattutto, dai progressi che la città aveva fatto in termini di accessibilità e integrazione. Da qui la soddisfazione nel vedere che tutto questo lavoro veniva riconosciuto al massimo livello. La strada è aperta e sono certo che molte altre città italiane possono competere e ambire all’ambito premio”.

Simon Basten

Fonti: Commissione Europea, Comune di Milano

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO TESSERA Ladri nella comunità per disabili: ragazzi lasciati senza un centesimo

8 Gennaio 2016, 16:56pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO TESSERA Ladri nella comunità per disabili: ragazzi lasciati senza un centesimo
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO TESSERA Ladri nella comunità per disabili: ragazzi lasciati senza un centesimo

INSERITO DA ANGELA CECERE TESSERA. Un furto che ha generato sdegno, visto contro chi è stato perpetrato. A finire nel mirino dei ladri è infatti una comunità che si occupa di aiutare disabili e persone in difficoltà, a Tessera, comunità che ora è rimasta senza un cent. I criminali sono entrati in azione nella prima mattina di lunedì. Sono arrivati davanti alla sede della comunità Contatto molto probabilmente in auto. Per entrare nella struttura non hanno incontrato particolari difficoltà, è stato sufficiente forzare una serratura per avere poi la strada spianata. Ma stando alla ricostruzione dei fatti delle forze dell’ordine, è facile immaginare che i ladri conoscessero piuttosto bene la comunità Contatto. Una volta dentro infatti hanno immediatamente disattivato l’impianto di allarme, e hanno puntato all’ufficio della comunità. Una volta dentro hanno individuato rapidamente la cassaforte, e non è stato necessario armeggiare tanto con arnesi e flessibili per scassinarla o distruggerla per trafugare il contenuto. I ladri l’hanno semplicemente aperta, come se conoscessero la combinazione, o come se fossero riusciti ad individuarla. A quel punto il gioco era fatto. Hanno preso i contatti che vi erano contenuti, e sono scappati con un bottino di circa 2 mila euro. Ma non basta. Per non rischiare, i ladri oltre ad aver disattivato alcune telecamere di videosorveglianza, hanno ben pensato di rubare le altre prima di fuggire e far perdere le proprie tracce. Sul posto sono arrivati gli agenti di polizia del commissariato di Mestre, allertati dagli operatori della comunità di Tessera. Le forze dell’ordine hanno provveduto a compiere i rilievi di rito, alla ricerca di elementi che possano aiutare a individuare i responsabili. Quel che si sa è che i ladri hanno agito probabilmente in coppia, e che quel luogo sembravano conoscerlo piuttosto bene. Ma senza le immagini delle telecamere di videosorveglianza il lavoro degli agenti di polizia è certamente più difficile. Un furto quello subito dalla comunità Contatto, che ha generato un’ondata di sdegno visto il fine benefico per cui opera.

FONTE http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/01/06/news/ladri-nella-comunita-per-disabili-lasciati-senza-un-cent-1.12728867

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabili, quando la scuola lascia indietro un bambino

8 Gennaio 2016, 16:53pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabili, quando la scuola lascia indietro un bambino

INSERITO DA ANGELA CECERE Il dialogo tra la compagna di classe e la madre del piccolo N., alunno autistico di 12 anni non ha alcun significato per molti.

Quelle poche battute non rappresentano una prova scientifica e nemmeno un indizio di colpevolezza nei confronti della scuola che accoglie N. e la sua compagna.

Da sole le parole ci raccontano di un bambino che non frequenta la classe alla quale è destinato e nient’altro.

Se si ha la pazienza di ascoltare i genitori di N. e della trascorsa esperienza felice nella scuola primaria con il figlio disabile impegnato come presentatore in una recita di fine anno si ha la sensazione che oggi qualcosa non va come dovrebbe andare nella scuola media Fucini- Roncalli di Gragnano (Na) .

Il racconto di un bambino “segregato” per ore dinanzi ad un pc che manda in continuazione le stesse immagini di un film e le richieste, fin troppo garbate ma mai rassegnate, della famiglia di incontrare il dirigente e gli insegnanti di loro figlio trasmettono a chi le ascolta un senso di nausea e di rabbia.

Tutto il resto dagli esposti al direttore dell’ufficio scolastico regionale della Campania o quello alla polizia di stato rappresentano un rituale che decine di migliaia di famiglie italiane disperate compiono ormai da anni.

Se si ha adesso la pazienza di rileggere il testo di quei sintetici sms le parole “ma in classe non viene” diventano macigni ingombranti, troppo ingombranti per un Paese che ha messo al bando nel 1977 le classi differenziali e che ha un governo che parla di buona scuola ai quattro venti.

Quella buona scuola il piccolo N. non sa proprio cosa sia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/06/disabili-quando-la-scuola-lascia-indietro-un-bambino/2349961/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO I Re Magi portano il nuovo pulmino per i disabili

8 Gennaio 2016, 16:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO I Re Magi portano il nuovo pulmino per i disabili
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO I Re Magi portano il nuovo pulmino per i disabili

INSERITO DA ANGELA CECERE Casatenovo (Lecco), 6 gennaio 2016 - Anno nuovo e pulmino nuovo per i volontari dell'associazione«Amici di Villa Farina» di Casatenovo. Lo hannoportarto i Re magi o la Befana questa mattina, mercoledì, al termine della celebrazione eucaristica dell'Epifania.Alla consegna del mezzo, benedetto dal prevosto don Antonio Bonacina, hanno presenziato i due vicepresidenti del gruppo Giulio Pirovano e Claudio Galbusera e molte delle persone che gratuitamente si occupano del trasporto dei disabili e della gestione del Centro diurno per anziani di via Giuseppe Garibaldi. Il veicolo èattrezzato anche per il trasporto di due carrozzine e sostituisce un vecchio minibus ormai giunto al capolinea per età e chilometri. Lo hanno comperato i soci. E' costato circa 45mila euro, 20mila dei quali assicurati da un contributo comunale.
Adesso il garage del sodalizio conta di sei pulmini che ogni giorno vengono utilizzati per accompagnate i disabili nei vari centri di recupero e assistenza e gli anziani. L'anno scorso sono stati macinati complessivamente 110 mila chilometri, un traguardo importante che dimostra l'importante servizio svolto ogni giorno da un’ottantina di volontari, fra autisti e accompagnatori.

FONTE http://www.ilgiorno.it/

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Ladro in casa di disabili: sposta sedia a rotelle e ruba come niente fosse

8 Gennaio 2016, 16:45pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Ladro in casa di disabili: sposta sedia a rotelle e ruba come niente fosse
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Ladro in casa di disabili: sposta sedia a rotelle e ruba come niente fosse

INSERITO DA ANGELA CECERE Ladro entra in un’abitazione di disabili e ruba come niente fosse.
Un ladro mascherato si è introdotto nell’abitazione in cui abitano persone ammalate e disabili.
Una delle figlie dei padroni di casa, gravemente ammalata e costretta a letto, ha avuto la forza di rimanere immobile, chiudendo gli occhi, per evitare rischi.
La madre stava accudendo il marito anche lui ammalato e costretto a letto. L’altra sorella è disabile.

Nessuna pietà da parte del delinquente, anche di fronte alla presenza visibile di due sedie a rotelle: ne ha spostata una e ha rubato alcuni monili, un tablet e un telefono, poi è fuggito, passando davanti alla padrona di casa che, uditi rumori si è trovata di fronte l’uomo, prendendo un notevole spavento.

La famiglia intera è rimasta profondamente scioccata per l’accaduto.

L’ennesima incursione in un’abitazione della zona in pochi giorni sta generando sconcerto nella piccola comunità di La Valletta Brianza, nuovo comune nato dall’unione dei paesi di Perego e Rovagnate, in provincia di Lecco.

FONTE LA VOCE DI VENEZIA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO ROMA I disabili «attori» del presepe vivente dell’Unitalsi Centinaia di spettatori nel pomeriggio dell’Epifania in piazza del Campidoglio - Andrea Panegrossi - Daniele Leone /Jpeg Fotoservizi

8 Gennaio 2016, 16:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per il quarto anno consecutivo l’associazione che trasporta i malati a Lourdes ha messo in scena la nascita di Gesù: 150 i figuranti, tra cui 30 giovani portatori di handicap. «Quello che vogliamo lanciare è un messaggio di pace e speranza attraverso l’integrazione», spiega il presidente romano Emanuele Tracalini. Per questo nell’edizione 2016 il bambinello è stato rappresentato da una bimba di pochi mesi figlia di un ragazzo di colore e di una italiana.

CORRIERE DELLA SERA TV

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabile non può entrare a scuola. Il Campidoglio lo risarcisce con 7mila euro

8 Gennaio 2016, 16:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabile non può entrare a scuola. Il Campidoglio lo risarcisce con 7mila euro
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabile non può entrare a scuola. Il Campidoglio lo risarcisce con 7mila euro

INSERITO DA ANAGELA CECERE Roma capitale, con un provvedimento immediatamente eseguibile, risarcisce con 7.000 euro, Pietro M., un 15enne affetto da una malattia rara che lo ha reso disabile, in relazione all’accessibilità dell’edificio scolastico Giovanni XXIII in via Medaglie d’Oro. È quanto si legge in una delibera adottata dal commissario capitolino Francesco Paolo Tronca con la quale è stato riconosciuto il debito fuori bilancio deliberato dal Municipio XIV dopo l'ordinanza del Tribunale civile favorevole alla famiglia del giovane.
Già in passato Roma capitale era stata chiamata a risarcire un disabile per la presenza di barriere architettoniche, e anche in quel caso il protagonista era stato Pietro M., i cui genitori avevano denunciato Atac dopo che il figlio, nel gennaio 2013, era rimasto "intrappolato" nel piano sotterraneo della stazione metro Anagnina. In quell'occasione, aveva reso noto l'Associazopme Luca Coscioni, la seconda sezione civile del Tribunale ha condannato Atac e Roma Capitale per omesso controllo e omessa vigilanza, a cessare il comportamento discriminatorio e a risarcire al ragazzo 2.500 euro come danno non patrimoniale.

FONTE AFFARI ITALIANI.IT

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