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GIORNALINO SPECIALE PASQUA 2013 A CURA DI ANGELA CECERE

31 Marzo 2013, 14:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Per la religione cristiana, gli eventi che condussero alla morte di Gesù sono commemorati ogni anno con la festività della Pasqua. Ecco cosa avvenne. Gesù e i dodici discepoli da lui scelti erano venuti a Gerusalemme per celebrare la Pasqua ebraica, una festa che ricordava la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù d'Egitto. Gesù sapeva di correre gravi rischi, perché i sacerdoti e i Romani consideravano molto pericolosa la sua influenza e volevano sbarazzarsi di lui. Questa speciale ricorrenza della Pasqua ebraica,perciò sarebbe stata l'ultima cena che Gesù e i dodici discepoli avrebbero consumato insieme.

Sedevano dunque a una lunga tavola su cui erano posati i vassoi con l'agnello pasquale, il pane e il vino. Tutti erano d'umore molto triste. " Sono contento di avere questa opportunità e di stare con voi." disse Gesù. " Perché sarà l'ultima volta che ceneremo insieme, in questa vita." Nessuno parlò. I discepoli non sapevano che cosa dire. Poi Gesù prese del pane, lo benedisse, lo spezzò in dodici parti e ne diede un pezzo a ciascuno dei suoi discepoli. " Mangiate questo pane" disse " in memoria di me". " Poiché questo é il mio corpo". Poi prese un bicchiere di vino e lo passò a turno a ciascuno di loro. " Bevete questo vino" disse " poiché questo é il mio sangue, che io verserò perché siano perdonati i peccati di tutti." Mangiarono senza parlare.

Quando ebbero finito, Gesù ruppe il silenzio con parole che fecero rabbrividire tutti i commensali. " Un'ultima cosa devo dirvi" disse profondamente turbato. " Questa sera uno di voi mi tradirà". I discepoli non credevano alle loro orecchie. Cominciarono a parlare tutti insieme, decisi a negare questa terribile accusa. Eppure Gesù era sicuro. " Ma chi sarà? Signore?" chiese Pietro. " Chi di noi tradirà?" Prima che Gesù avesse il tempo di rispondere, ci fu un certo scompiglio, in fondo alla tavolata. Uno dei dodici, di nome Giuda Iscariota, si era alzato di scatto rovesciando la sedia ed era uscito di corsa. Gesù non ebbe bisogno di parlare; la risposta era evidente. Sarebbe stato Giuda a tradirlo. Più tardi,quella sera, Gesù andò con i discepoli, all'orto di Getsemani. Mentre pregavano, ecco arrivare Giuda con un drappello di guardie del Tempio; qualche giorno prima aveva preso accordi con i sacerdoti per consegnare loro Gesù in cambio di trenta denari. "Quello che bacerò é l'uomo che volete!" bisbigliò Giuda ai soldati. E andò diritto a raggiungere Gesù. " Ti saluto Maestro" disse Giuda e baciò Gesù su una guancia. Immediatamente i soldati afferrarono Gesù e lo portarono via. I discepoli non poterono fare nulla. Scappò via anche Giuda, vergognandosi di quello che aveva fatto. Gesù fu condotto al Tempio, dove i sacerdoti lo stavano aspettando. Ora toccava a loro dimostrare che c'erano buone ragioni per mandare a morte Gesù.

Lo interrogarono per tutta la notte, sperando di coglierlo in fallo. Ma Gesù non disse nulla. Alla fine il sommo sacerdote gli pose una domanda: " Sei tu il figlio di Dio?" gli chiese. " Sì, lo sono" rispose Gesù. " E' una bestemmia!" gridarono gli altri sacerdoti. " Sostiene di essere Dio,mentre non lo é e non può esserlo!" dissero ancora. " Deve morire per questa bestemmia!" convennero tutti. I sacerdoti portarono Gesù davanti a Ponzio Pilato, il governatore romano, perché era necessario il suo consenso per poter condannare a morte Gesù. Pilato si trovò di fronte ad un dilemma; non voleva mettersi in contrasto con i sacerdoti, e al tempo stesso, era convinto che Gesù non meritasse la condanna a morte. Così condusse fuori Gesù e lo mostrò alla folla in attesa. " E' mia abitudine liberare un prigioniero in occasione della vostra Pasqua" disse alla gente. " Chi volete libero? Devo liberare Gesù?" " No!" gridò la folla. "libera Barabba, al posto suo!" I sacerdoti avevano pagato quella gente. " E Gesù invece sia crocifisso!". Pilato non ebbe altra scelta che liberare Barabba e consegnare Gesù ai soldati.

Gesù fu condotto sul Golgota, che vuol dire " il luogo del teschio" e qui venne inchiodato ad una croce, con un ladrone alla sua sinistra e un ladrone alla sua destra. " Perdonali, Padre Mio" pregò Gesù " poiché non sanno quello che fanno." Tutto il giorno Gesù restò appeso alla croce, diventando sempre più debole. Poi, quando cadde la notte, lanciò un ultimo grido. " E' compiuto!" disse, e con queste parole morì. Alcuni seguaci di Gesù pregarono Pilato di concedere il suo corpo per dargli degna sepoltura. Pilato acconsentì perché si sentiva un po' colpevole. I seguaci fecero scendere dalla croce il corpo di Gesù; lo avvolsero in un grande lenzuolo bianco e così fasciato lo portarono in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fecero rotolare una pietra all'ingresso della tomba e tornarono lentamente a casa; quello era il giorno più triste della loro vita. Passati tre giorni, Maria Maddalena ed alcuni discepoli tornarono al sepolcro.

Con loro enorme stupore, videro che la pietra era stata tolta e la tomba era vuota. Il corpo di Gesù era scomparso. I discepoli corsero ad avvisare gli altri, mentre Maria Maddalena rimase presso il sepolcro a piangere. D'un tratto alzò gli occhi e accanto a lei c'era un uomo. " Perché piangi?" le chiese l'uomo con grande dolcezza. " Cosa è successo?" La donna iniziò a parlargli della tomba vuota, ma lui la interruppe. " Non mi riconosci, Maria?" disse. " Sono io, Gesù. Và a dire ai miei amici che sono vivo e non essere più triste." Piena di gioia,Maria corse dai discepoli per raccontare quello che aveva visto. All'inizio non le credettero; era troppo bello per essere vero. Ma ben presto arrivarono delle conferme: altri l'avevano visto. E poi, un giorno venne a trovarli di persona. Dapprima pensarono che fosse un fantasma, ma Gesù mostrò i segni dei chiodi sulle mani e sui piedi, e mangiò il pesce e il miele che gli diedero. Poi disse ai discepoli di raccontare a tutti che era morto e resuscitato per loro, in modo che ciascuno, chiunque fosse, venisse perdonato dei propri peccati e conducesse una vita buona ed onesta.

Alla fine prese congedo dai discepoli, poi, sotto ai loro occhi, fu sollevato in cielo su una nuvola.La festa di Pasqua ripropone ogni anno questo messaggio di libertà e speranza. Anche la natura sembra coglierlo e farlo suo: l'erba ricresce nei prati, spuntano fiori e germogli, nascono cuccioli e pulcini. Tutto è promessa e speranza nel domani.

 

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LA STORIA DELL'UOVO DI PASQUA 
L'uovo di Pasqua è venerabile, mentre le uova di cioccolato hanno un origine abbastanza recente, il vero uovo, quello decorato con colori e disegni ha un origine antica ed é simbolo della vita che continua e della resurrezione di Cristo celebrata in primavera. Date come regalo dagli antichi Greci,Persiani e Cinesi durante le feste di primavera, le uova erano presenti anche nella mitologia pagana, dove si legge dell' Uccello-Sole che si é schiuso dall'Uovo-Mondo. Secondo alcune tradizioni pagane, il Paradiso e la Terra sono state formate da due parti in un uovo. Siccome l'uovo é naturalmente il simbolo della resurrezione di Gesù Cristo si é ritenuto appropriato associarlo alla festa pasquale.



Durante il Medioevo, le uova erano colorate e donate a Pasqua. Edoardo I nel 1290, incluse nei suoi conti la spesa di centinaia di uova che dovevano essere distribuite alle sue cameriere. Nel XVII secolo il papa Paolo V benedì in una preghiera un umile uovo che doveva essere usato in Inghilterra, Scozia e Irlanda. Proibite durante la solenne festa della Quaresima, le uova furono reintrodotte nella domenica di Pasqua, come regalo per la famiglia, gli amici e la servitù.
LA STORIA DELL'UOVO DI PASQUA L'uovo di Pasqua è venerabile, mentre le uova di cioccolato hanno un origine abbastanza recente, il vero uovo, quello decorato con colori e disegni ha un origine antica ed é simbolo della vita che continua e della resurrezione di Cristo celebrata in primavera. Date come regalo dagli antichi Greci,Persiani e Cinesi durante le feste di primavera, le uova erano presenti anche nella mitologia pagana, dove si legge dell' Uccello-Sole che si é schiuso dall'Uovo-Mondo. Secondo alcune tradizioni pagane, il Paradiso e la Terra sono state formate da due parti in un uovo. Siccome l'uovo é naturalmente il simbolo della resurrezione di Gesù Cristo si é ritenuto appropriato associarlo alla festa pasquale. Durante il Medioevo, le uova erano colorate e donate a Pasqua. Edoardo I nel 1290, incluse nei suoi conti la spesa di centinaia di uova che dovevano essere distribuite alle sue cameriere. Nel XVII secolo il papa Paolo V benedì in una preghiera un umile uovo che doveva essere usato in Inghilterra, Scozia e Irlanda. Proibite durante la solenne festa della Quaresima, le uova furono reintrodotte nella domenica di Pasqua, come regalo per la famiglia, gli amici e la servitù.

 

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LA TRADIZIONE DELL'UOVO Di tutti i simboli associati alla Pasqua, l'uovo, il simbolo della fertilità e della nuova vita, è il più conosciuto. I costumi e le tradizioni di usare le uova, sono stati associati per secoli alla festività pasquale. Originariamente le uova di Pasqua, erano dipinte con colori brillanti per rappresentare l'alba della primavera ed erano usate in cestini e donate come regalo. Successivamente furono colorate e dipinte con vari disegni. Queste uova erano scambiate tra i fidanzati, in un modo simile al giorno di San Valentino. Nel tempo medievale, le uova erano tradizionalmente date a Pasqua ai servi.



In Germania, invece, venivano regalate ai bambini insieme ad altri doni. In alcune zone della Germania e dell'Austria uova verdi sono utilizzate il giovedì santo. Gli artisti austriaci disegnano particolari motivi avvolgendo le uova bollite in piante e felci. Le piante sono successivamente rimosse rivelando un bianco impressionante. Le varie culture hanno sviluppato un modo proprio di decorare le uova pasquali. Le popolazioni slave decorano le loro uova con particolari disegni dorati ed argentati. Uova rosse, in onore del sangue di Cristo,vengono scambiate in Grecia. Ai poli ed in Ucraina decorano le uova con semplici disegni e pochi colori. Alcune di queste sono fatte in un modo particolare chiamato pysanki.

Le uova pysanki sono un vero e proprio capolavoro. La cera d'api viene sciolta ed applicata sulle uova fresche. Esse vengono successivamente immerse in un bagno di colore. Alla fine, tra linee e colori, emerge una vera e propria opera d'arte. In Germania e in altri stati le uova usate per cucinare vengono svuotate e bollite, poi appese agli alberi durante la settimana santa. In Armenia vengono dipinte con le immagini di Cristo,di Maria e di altre figure religiose.

 

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RICETTE DI PASQUA Costolette d'Agnello Vestite

600 g di costolette d'agnello

10 g di burro, sale e pepe q.b.

15 g di prosciutto magro

10 g di parmigiano grattato, noce moscata q.b.

tartufo o funghi secchi q.b.,pasta sfoglia

besciamella, 1 tuorlo

- per la pasta sfoglia:

200 g di farina di frumento tipo 00, 150 g di burro

acqua,sale, 15 g di acquavite

per la besciamella:

50 g di burro

15 g di farina di frumento tipo 0

500 g di latte intero

Schiacciare le costolette, pareggiarle e cuocerle col burro. Condirle calde con sale e pepe e metterle da parte.Fare la besciamella col seguente procedimento: porre al fuoco in una casseruola la farina e il burro. Sciogliere il burro e la farina insieme con l'aiuto di un mestolo, e quando questa comincia a diventare color nocciola versare un po’ per volta il latte, girando continuamente finché il liquido non si sarà condensato come una crema. Se viene troppo soda aggiungere il latte, se viene troppo liquida rimettere al fuoco con un altro pezzetto di burro intriso di farina. Una volta pronta la besciamella aggiungervi il prosciutto tritato, il parmigiano, una presa di noce moscata e un tartufo a fettine o funghi secchi fatti rammollire nell'acqua tiepida e tritati. Mettere il composto da parte in modo che si raffreddi. Fare la pasta sfoglia e avvolgervi le costolette una per una, lasciando fuori l'osso della costola e spalmandole prima da una parte e dall'altra con il composto di besciamella e prosciutto. Una volta chiuse spennellare con rosso d'uovo, metterle dritte intorno all'orlo di una teglia, cuocere in forno e servire calde. Per un effetto raffinato fasciare l'estremità di ogni costola con carta bianca smerlata prima di servire.

Agnello e Uova

1 kg e 200 di cosciotto d'agnello disossato

2 cucchiai di farina, 1 cipolla

1 rametto di rosmarino

mezzo bicchiere d'olio extravergine d’oliva

1 bicchiere di vino bianco, due uova più un rosso

80 gr di pecorino fresco, sale e pepe

Tagliare a pezzi l'agnello e infarinarlo. Soffriggere il rosmarino e la cipolla a fettine nell'olio. Mettere l'agnello nella casseruola e farlo rosolare a fiamma alta. Bagnare prima con due cucchiai d'acqua poi con il vino. Abbassare la fiamma e fare cuocere con coperchio per circa 40 minuti. Se tendesse ad asciugarsi aggiungere poco vino alla volta. Salare e pepare. A questo punto si gratta il pecorino e si mette in una ciotola. Si rompono le uova, si sbattono e si amalgamano con il formaggio. Quando la carne è cotta, si versano le uova e il formaggio sopra l'agnello e si mescola a fuoco quasi inesistente per far addensare la salsa. Si deve servire subito a tavola.

Torta Pasqualina

500 gr. farina , tre mazzi di bietole

un bicchiere di formaggio grana grattugiato

quattro uova 500 gr. di ricotta romana burro

olio e sale

Mettere la farina a fontana sulla spianatoia, fare un incavo nel mezzo e versarvi cinque cucchiai d'olio extravergine di oliva, una grossa presa di sale e mezzo bicchiere d'acqua. Impastare in modo da ottenere una pasta morbida e liscia.Lasciare riposare per un'ora. Lessare le bietole per 5 minuti in acqua bollente e salata; scolarle accuratamente e farle saltare in padella con una noce di burro. Quindi passarle al setaccio e incorporare due terzi del formaggio, la ricotta, pure passata al setaccio e amalgamare bene il tutto.Dividere quindi la pasta in dieci parti, stendere ciascuna di queste in tante sfoglie sottili e del diametro di 25 cm. Ungere lo stampo d'olio, adagiare una prima sfoglia e spennellarla di olio, mettere la seconda, ungerla e continuare così fino a cinque sfoglie. A questo punto adagiare l'impasto di bietole e ricotta, fare nel composto quattro incavi, in ognuno dei quali mettere un uovo leggermente salato. Spolverare con il rimanente formaggio e ricoprire con le altre cinque sfoglie di pasta spennellate con l'olio. Ungere anche l'ultima sfoglia, bucherellarla con uno stecchino e infornare per un'ora a 180°.E' buona sia calda che fredda

Paska

600 gr. ricotta ,70 gr. uva passa

150 gr. burro ,150 gr. zucchero

250 ml. Panna ,tre tuorli d'uovo

70 gr. mandorle tritate

E' un dolce russo tipico di Pasqua. Mettere la ricotta in un panno di tela, strizzarla bene e lasciarla riposare in frigorifero per una notte. Il giorno dopo passarla al setaccio e metterla in una terrina. Fare rinvenire l'uva passa in acqua tiepida e asciugarla. In un'altra terrina montare a crema il burro con lo zucchero, i tuorli, aggiungere la ricotta, la panna, l'uva passa e le mandorle; amalgamare il tutto. Rivestire un vaso di terracotta con una garza, riempirlo con il composto e adagiare sopra un pattino sul quale poggiare una pietra. Disporre il vaso in una terrina e lasciare asciugare la Paska per 24 ore. Trascorso questo tempo, capovolgerla su un piatto di servizio e tagliarla a fette con un coltello precedentemente immerso in acqua calda.

Campanaru

Pasta frolla:
1 kg di farina 0 ,1 kg di farina 00
500 g di strutto,700 g di zucchero
½ litro di latte ,3 bustine di vaniglia
1 cucchiaio di ammoniaca solida per dolci (oppure 2 bustine di pane degli angeli)

Decorazione:
uova sode colorate,glassa
confettini colorati

Preparare la frolla e usare per ciascun dolce mediamente 200 g di pasta. Lavorare la pasta a forma di ciambella intrecciata o secondo la vostra fantasia, mettendo nella parte di chiusura l'uovo colorato e legandolo con delle striscioline di pasta. Adagiarli appena pronti in una teglia coperta di carta forno e infornare a forno caldo per 20/30 minuti. Quando è freddo spennellare di glassa e cospargere sopra i confettini. N.B. le uova si tingevano di rosso facendole bollire nell'acqua con della carta crespata rossa, oppure usando i colori da pasticciere.
Le uova rosse rimandano sicuramente alla tradizione ortodossa della Pasqua.

Ciambella Pasquale

300 gr. di farina,150 gr. di zucchero

2 uova intere, 100 gr. di burro fuso

scorza di limone grattugiata, 2 cucchiaini lievito

latte q.b.

Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto morbido ma che si possa lavorare con le mani infarinate dandogli la forma di un rotolo e quindi di una ciambella unendo le estremità.
Sistemare la ciambella sulla placca del forno rivestita di carta e far cuocere a 180° per 30/35 minuti

Colomba di Pasqua di Casa Mia

600 gr di farina, 100 gr di latte

200 gr di burro morbido, 150 gr di zucchero

5 tuorli 25 gr di lievito di birra

100 gr di gocce di cioccolata o 150 gr di canditi misti, buccia grattugiata di limone

un pizzico di sale

copertura:

100 gr di mandorle, 50 gr di zucchero

1 albume d'uovo, granella di zucchero

Preparare con 80 gr. di farina, il lievito e acqua tiepida un panetto e farlo lievitare.
Impastare quindi farina, latte, tuorli, 100 gr di burro, lo zucchero, la buccia di limone, il sale, il latte tiepido e il panetto lievitato. Impastare a lungo, per rendere omogeneo l'impasto. Lasciar lievitare in luogo tiepido per circa 30'. Lavorare di nuovo l'impasto aggiungendo gli altri 100 gr di burro, la cioccolata o i canditi. Disporre in stampo a forma di colomba ben imburrato e rialzato ai bordi con una striscia di carta da forno. Riposare per circa 30'. Nel frattempo preparare una pastella con l'albume ben sbattuto, i 50 gr di zucchero,70 gr di mandorle frullate. Spennellare la colomba con questa copertura e cospargere con la granella e le mandorle rimaste. Mettere in forno caldo a 190° per 15'; coprire con un foglio di carta da forno e cuocere per altri 20/25'minuti.

Dolce Vola Colomba

gr 850 ricotta freschissima

3 uova, gr 200 zucchero a velo

3 bicchierini di rhum o vodka fiorellini di zucchero e confettini colorati per decorare

Mescolare in una ciotola le 3 uova con lo zucchero, unire un po' alla volta la ricotta amalgamando bene poi anche il liquore. Ungere con pochissimo olio di mandorle uno stampo a forma di colomba, versarvi il composto e pressarlo bene. Metterlo a raffreddare in frigorifero per una notte o più. Poco prima di servire, togliere la colomba, cospargere di confettini colorati e decorare con fiori di zucchero. La ricetta originale prevedeva anche un pizzico di cannella in polvere...

 

 

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VIA CRUCIS

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PRIMA STAZIONE Gesù condannato a morte

 

http://www.sanpiodapietrelcina.org/viacrucis3/viacrucis2.jpg

SECONDA STAZIONE Gesù abbraccia la Croce e sale il Calvario

 

http://4.bp.blogspot.com/-hhAyCKypvew/T0NfaDVbMWI/AAAAAAAAA90/WJn0tcFO1bs/s1600/ges%C3%B9+cade+prima+volta.jpg

TERZA STAZIONE Gesù cade la prima volta

http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2005/via_crucis/img/stazione4.jpg

QUARTA STAZIONE Gesù incontra la sua Santissima Madre

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QUINTA STAZIONE Gesù è aiutato dal Cireneo

http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2005/via_crucis/img/stazione6.jpg

SESTA STAZIONE Gesù è asciugato dalla Veronica

http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2005/via_crucis/img/stazione7.jpg

SETTIMA STAZIONE Gesù cade la seconda volta

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OTTAVA STAZIONE Gesù consola le pie donne

http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQVagEPDtJpOIbF5wXRxMYa29CP2qBVJNntFbe2ScppJtp0J-T7

NONA STAZIONE Gesù cade la terza volta

http://1.bp.blogspot.com/-Tpr7X9sEpcw/T04ca8-gE_I/AAAAAAAABBA/GwWuSkpVuyI/s1600/via+crucis+ges%C3%B9+spogliato.jpg

DECIMA STAZIONE Gesù è spogliato delle vesti ed abbeverato di ace­to e fiele

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UNDICESIMA STAZIONE Gesù è inchiodato alla croce

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DODICESIMA STAZIONE Gesù muore in croce

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TREDICESIMA STAZIONE Gesù è deposto dalla croce e adagiato nelle brac­cia di sua Madre

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QUATTORDICESIMA STAZIONE Gesù morto, è deposto nel sepolcro

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PRIMO PIANO PRIMO GIORNALINO ARTIGIANALE DI PASQUA REALIZZATO DA ANGELA CECERE

31 Marzo 2013, 10:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Michele Pappacoda ha aggiornato la foto del gruppo.

 

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Per la religione cristiana, gli eventi che condussero alla morte di Gesù sono commemorati ogni anno con la festività della Pasqua. Ecco cosa avvenne. Gesù e i dodici discepoli da lui scelti erano venuti a Gerusalemme per celebrare la Pasqua ebraica, una festa che ricordava la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù d'Egitto. Gesù sapeva di correre gravi rischi, perché i sacerdoti e i Romani consideravano molto pericolosa la sua influenza e volevano sbarazzarsi di lui. Questa speciale ricorrenza della Pasqua ebraica,perciò sarebbe stata l'ultima cena che Gesù e i dodici discepoli avrebbero consumato insieme.

Sedevano dunque a una lunga tavola su cui erano posati i vassoi con l'agnello pasquale, il pane e il vino. Tutti erano d'umore molto triste. " Sono contento di avere questa opportunità e di stare con voi." disse Gesù. " Perché sarà l'ultima volta che ceneremo insieme, in questa vita." Nessuno parlò. I discepoli non sapevano che cosa dire. Poi Gesù prese del pane, lo benedisse, lo spezzò in dodici parti e ne diede un pezzo a ciascuno dei suoi discepoli. " Mangiate questo pane" disse " in memoria di me". " Poiché questo é il mio corpo". Poi prese un bicchiere di vino e lo passò a turno a ciascuno di loro. " Bevete questo vino" disse " poiché questo é il mio sangue, che io verserò perché siano perdonati i peccati di tutti." Mangiarono senza parlare.

Quando ebbero finito, Gesù ruppe il silenzio con parole che fecero rabbrividire tutti i commensali. " Un'ultima cosa devo dirvi" disse profondamente turbato. " Questa sera uno di voi mi tradirà". I discepoli non credevano alle loro orecchie. Cominciarono a parlare tutti insieme, decisi a negare questa terribile accusa. Eppure Gesù era sicuro. " Ma chi sarà? Signore?" chiese Pietro. " Chi di noi tradirà?" Prima che Gesù avesse il tempo di rispondere, ci fu un certo scompiglio, in fondo alla tavolata. Uno dei dodici, di nome Giuda Iscariota, si era alzato di scatto rovesciando la sedia ed era uscito di corsa. Gesù non ebbe bisogno di parlare; la risposta era evidente. Sarebbe stato Giuda a tradirlo. Più tardi,quella sera, Gesù andò con i discepoli, all'orto di Getsemani. Mentre pregavano, ecco arrivare Giuda con un drappello di guardie del Tempio; qualche giorno prima aveva preso accordi con i sacerdoti per consegnare loro Gesù in cambio di trenta denari. "Quello che bacerò é l'uomo che volete!" bisbigliò Giuda ai soldati. E andò diritto a raggiungere Gesù. " Ti saluto Maestro" disse Giuda e baciò Gesù su una guancia. Immediatamente i soldati afferrarono Gesù e lo portarono via. I discepoli non poterono fare nulla. Scappò via anche Giuda, vergognandosi di quello che aveva fatto. Gesù fu condotto al Tempio, dove i sacerdoti lo stavano aspettando. Ora toccava a loro dimostrare che c'erano buone ragioni per mandare a morte Gesù.

Lo interrogarono per tutta la notte, sperando di coglierlo in fallo. Ma Gesù non disse nulla. Alla fine il sommo sacerdote gli pose una domanda: " Sei tu il figlio di Dio?" gli chiese. " Sì, lo sono" rispose Gesù. " E' una bestemmia!" gridarono gli altri sacerdoti. " Sostiene di essere Dio,mentre non lo é e non può esserlo!" dissero ancora. " Deve morire per questa bestemmia!" convennero tutti. I sacerdoti portarono Gesù davanti a Ponzio Pilato, il governatore romano, perché era necessario il suo consenso per poter condannare a morte Gesù. Pilato si trovò di fronte ad un dilemma; non voleva mettersi in contrasto con i sacerdoti, e al tempo stesso, era convinto che Gesù non meritasse la condanna a morte. Così condusse fuori Gesù e lo mostrò alla folla in attesa. " E' mia abitudine liberare un prigioniero in occasione della vostra Pasqua" disse alla gente. " Chi volete libero? Devo liberare Gesù?" " No!" gridò la folla. "libera Barabba, al posto suo!" I sacerdoti avevano pagato quella gente. " E Gesù invece sia crocifisso!". Pilato non ebbe altra scelta che liberare Barabba e consegnare Gesù ai soldati.

Gesù fu condotto sul Golgota, che vuol dire " il luogo del teschio" e qui venne inchiodato ad una croce, con un ladrone alla sua sinistra e un ladrone alla sua destra. " Perdonali, Padre Mio" pregò Gesù " poiché non sanno quello che fanno." Tutto il giorno Gesù restò appeso alla croce, diventando sempre più debole. Poi, quando cadde la notte, lanciò un ultimo grido. " E' compiuto!" disse, e con queste parole morì. Alcuni seguaci di Gesù pregarono Pilato di concedere il suo corpo per dargli degna sepoltura. Pilato acconsentì perché si sentiva un po' colpevole. I seguaci fecero scendere dalla croce il corpo di Gesù; lo avvolsero in un grande lenzuolo bianco e così fasciato lo portarono in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fecero rotolare una pietra all'ingresso della tomba e tornarono lentamente a casa; quello era il giorno più triste della loro vita. Passati tre giorni, Maria Maddalena ed alcuni discepoli tornarono al sepolcro.

Con loro enorme stupore, videro che la pietra era stata tolta e la tomba era vuota. Il corpo di Gesù era scomparso. I discepoli corsero ad avvisare gli altri, mentre Maria Maddalena rimase presso il sepolcro a piangere. D'un tratto alzò gli occhi e accanto a lei c'era un uomo. " Perché piangi?" le chiese l'uomo con grande dolcezza. " Cosa è successo?" La donna iniziò a parlargli della tomba vuota, ma lui la interruppe. " Non mi riconosci, Maria?" disse. " Sono io, Gesù. Và a dire ai miei amici che sono vivo e non essere più triste." Piena di gioia,Maria corse dai discepoli per raccontare quello che aveva visto. All'inizio non le credettero; era troppo bello per essere vero. Ma ben presto arrivarono delle conferme: altri l'avevano visto. E poi, un giorno venne a trovarli di persona. Dapprima pensarono che fosse un fantasma, ma Gesù mostrò i segni dei chiodi sulle mani e sui piedi, e mangiò il pesce e il miele che gli diedero. Poi disse ai discepoli di raccontare a tutti che era morto e resuscitato per loro, in modo che ciascuno, chiunque fosse, venisse perdonato dei propri peccati e conducesse una vita buona ed onesta.

Alla fine prese congedo dai discepoli, poi, sotto ai loro occhi, fu sollevato in cielo su una nuvola.La festa di Pasqua ripropone ogni anno questo messaggio di libertà e speranza. Anche la natura sembra coglierlo e farlo suo: l'erba ricresce nei prati, spuntano fiori e germogli, nascono cuccioli e pulcini. Tutto è promessa e speranza nel domani.

 

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LA STORIA DELL'UOVO DI PASQUA 
L'uovo di Pasqua è venerabile, mentre le uova di cioccolato hanno un origine abbastanza recente, il vero uovo, quello decorato con colori e disegni ha un origine antica ed é simbolo della vita che continua e della resurrezione di Cristo celebrata in primavera. Date come regalo dagli antichi Greci,Persiani e Cinesi durante le feste di primavera, le uova erano presenti anche nella mitologia pagana, dove si legge dell' Uccello-Sole che si é schiuso dall'Uovo-Mondo. Secondo alcune tradizioni pagane, il Paradiso e la Terra sono state formate da due parti in un uovo. Siccome l'uovo é naturalmente il simbolo della resurrezione di Gesù Cristo si é ritenuto appropriato associarlo alla festa pasquale.



Durante il Medioevo, le uova erano colorate e donate a Pasqua. Edoardo I nel 1290, incluse nei suoi conti la spesa di centinaia di uova che dovevano essere distribuite alle sue cameriere. Nel XVII secolo il papa Paolo V benedì in una preghiera un umile uovo che doveva essere usato in Inghilterra, Scozia e Irlanda. Proibite durante la solenne festa della Quaresima, le uova furono reintrodotte nella domenica di Pasqua, come regalo per la famiglia, gli amici e la servitù.
LA STORIA DELL'UOVO DI PASQUA L'uovo di Pasqua è venerabile, mentre le uova di cioccolato hanno un origine abbastanza recente, il vero uovo, quello decorato con colori e disegni ha un origine antica ed é simbolo della vita che continua e della resurrezione di Cristo celebrata in primavera. Date come regalo dagli antichi Greci,Persiani e Cinesi durante le feste di primavera, le uova erano presenti anche nella mitologia pagana, dove si legge dell' Uccello-Sole che si é schiuso dall'Uovo-Mondo. Secondo alcune tradizioni pagane, il Paradiso e la Terra sono state formate da due parti in un uovo. Siccome l'uovo é naturalmente il simbolo della resurrezione di Gesù Cristo si é ritenuto appropriato associarlo alla festa pasquale. Durante il Medioevo, le uova erano colorate e donate a Pasqua. Edoardo I nel 1290, incluse nei suoi conti la spesa di centinaia di uova che dovevano essere distribuite alle sue cameriere. Nel XVII secolo il papa Paolo V benedì in una preghiera un umile uovo che doveva essere usato in Inghilterra, Scozia e Irlanda. Proibite durante la solenne festa della Quaresima, le uova furono reintrodotte nella domenica di Pasqua, come regalo per la famiglia, gli amici e la servitù.

 

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LA TRADIZIONE DELL'UOVO Di tutti i simboli associati alla Pasqua, l'uovo, il simbolo della fertilità e della nuova vita, è il più conosciuto. I costumi e le tradizioni di usare le uova, sono stati associati per secoli alla festività pasquale. Originariamente le uova di Pasqua, erano dipinte con colori brillanti per rappresentare l'alba della primavera ed erano usate in cestini e donate come regalo. Successivamente furono colorate e dipinte con vari disegni. Queste uova erano scambiate tra i fidanzati, in un modo simile al giorno di San Valentino. Nel tempo medievale, le uova erano tradizionalmente date a Pasqua ai servi.



In Germania, invece, venivano regalate ai bambini insieme ad altri doni. In alcune zone della Germania e dell'Austria uova verdi sono utilizzate il giovedì santo. Gli artisti austriaci disegnano particolari motivi avvolgendo le uova bollite in piante e felci. Le piante sono successivamente rimosse rivelando un bianco impressionante. Le varie culture hanno sviluppato un modo proprio di decorare le uova pasquali. Le popolazioni slave decorano le loro uova con particolari disegni dorati ed argentati. Uova rosse, in onore del sangue di Cristo,vengono scambiate in Grecia. Ai poli ed in Ucraina decorano le uova con semplici disegni e pochi colori. Alcune di queste sono fatte in un modo particolare chiamato pysanki.

Le uova pysanki sono un vero e proprio capolavoro. La cera d'api viene sciolta ed applicata sulle uova fresche. Esse vengono successivamente immerse in un bagno di colore. Alla fine, tra linee e colori, emerge una vera e propria opera d'arte. In Germania e in altri stati le uova usate per cucinare vengono svuotate e bollite, poi appese agli alberi durante la settimana santa. In Armenia vengono dipinte con le immagini di Cristo,di Maria e di altre figure religiose.

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RICETTE DI PASQUA Costolette d'Agnello Vestite

600 g di costolette d'agnello

10 g di burro, sale e pepe q.b.

15 g di prosciutto magro

10 g di parmigiano grattato, noce moscata q.b.

tartufo o funghi secchi q.b.,pasta sfoglia

besciamella, 1 tuorlo

- per la pasta sfoglia:

200 g di farina di frumento tipo 00, 150 g di burro

acqua,sale, 15 g di acquavite

per la besciamella:

50 g di burro

15 g di farina di frumento tipo 0

500 g di latte intero

Schiacciare le costolette, pareggiarle e cuocerle col burro. Condirle calde con sale e pepe e metterle da parte.Fare la besciamella col seguente procedimento: porre al fuoco in una casseruola la farina e il burro. Sciogliere il burro e la farina insieme con l'aiuto di un mestolo, e quando questa comincia a diventare color nocciola versare un po’ per volta il latte, girando continuamente finché il liquido non si sarà condensato come una crema. Se viene troppo soda aggiungere il latte, se viene troppo liquida rimettere al fuoco con un altro pezzetto di burro intriso di farina. Una volta pronta la besciamella aggiungervi il prosciutto tritato, il parmigiano, una presa di noce moscata e un tartufo a fettine o funghi secchi fatti rammollire nell'acqua tiepida e tritati. Mettere il composto da parte in modo che si raffreddi. Fare la pasta sfoglia e avvolgervi le costolette una per una, lasciando fuori l'osso della costola e spalmandole prima da una parte e dall'altra con il composto di besciamella e prosciutto. Una volta chiuse spennellare con rosso d'uovo, metterle dritte intorno all'orlo di una teglia, cuocere in forno e servire calde. Per un effetto raffinato fasciare l'estremità di ogni costola con carta bianca smerlata prima di servire.

Agnello e Uova

1 kg e 200 di cosciotto d'agnello disossato

2 cucchiai di farina, 1 cipolla

1 rametto di rosmarino

mezzo bicchiere d'olio extravergine d’oliva

1 bicchiere di vino bianco, due uova più un rosso

80 gr di pecorino fresco, sale e pepe

Tagliare a pezzi l'agnello e infarinarlo. Soffriggere il rosmarino e la cipolla a fettine nell'olio. Mettere l'agnello nella casseruola e farlo rosolare a fiamma alta. Bagnare prima con due cucchiai d'acqua poi con il vino. Abbassare la fiamma e fare cuocere con coperchio per circa 40 minuti. Se tendesse ad asciugarsi aggiungere poco vino alla volta. Salare e pepare. A questo punto si gratta il pecorino e si mette in una ciotola. Si rompono le uova, si sbattono e si amalgamano con il formaggio. Quando la carne è cotta, si versano le uova e il formaggio sopra l'agnello e si mescola a fuoco quasi inesistente per far addensare la salsa. Si deve servire subito a tavola.

Torta Pasqualina

500 gr. farina , tre mazzi di bietole

un bicchiere di formaggio grana grattugiato

quattro uova 500 gr. di ricotta romana burro

olio e sale

Mettere la farina a fontana sulla spianatoia, fare un incavo nel mezzo e versarvi cinque cucchiai d'olio extravergine di oliva, una grossa presa di sale e mezzo bicchiere d'acqua. Impastare in modo da ottenere una pasta morbida e liscia.Lasciare riposare per un'ora. Lessare le bietole per 5 minuti in acqua bollente e salata; scolarle accuratamente e farle saltare in padella con una noce di burro. Quindi passarle al setaccio e incorporare due terzi del formaggio, la ricotta, pure passata al setaccio e amalgamare bene il tutto.Dividere quindi la pasta in dieci parti, stendere ciascuna di queste in tante sfoglie sottili e del diametro di 25 cm. Ungere lo stampo d'olio, adagiare una prima sfoglia e spennellarla di olio, mettere la seconda, ungerla e continuare così fino a cinque sfoglie. A questo punto adagiare l'impasto di bietole e ricotta, fare nel composto quattro incavi, in ognuno dei quali mettere un uovo leggermente salato. Spolverare con il rimanente formaggio e ricoprire con le altre cinque sfoglie di pasta spennellate con l'olio. Ungere anche l'ultima sfoglia, bucherellarla con uno stecchino e infornare per un'ora a 180°.E' buona sia calda che fredda

Paska

600 gr. ricotta ,70 gr. uva passa

150 gr. burro ,150 gr. zucchero

250 ml. Panna ,tre tuorli d'uovo

70 gr. mandorle tritate

E' un dolce russo tipico di Pasqua. Mettere la ricotta in un panno di tela, strizzarla bene e lasciarla riposare in frigorifero per una notte. Il giorno dopo passarla al setaccio e metterla in una terrina. Fare rinvenire l'uva passa in acqua tiepida e asciugarla. In un'altra terrina montare a crema il burro con lo zucchero, i tuorli, aggiungere la ricotta, la panna, l'uva passa e le mandorle; amalgamare il tutto. Rivestire un vaso di terracotta con una garza, riempirlo con il composto e adagiare sopra un pattino sul quale poggiare una pietra. Disporre il vaso in una terrina e lasciare asciugare la Paska per 24 ore. Trascorso questo tempo, capovolgerla su un piatto di servizio e tagliarla a fette con un coltello precedentemente immerso in acqua calda.

Campanaru

Pasta frolla:
1 kg di farina 0 ,1 kg di farina 00
500 g di strutto,700 g di zucchero
½ litro di latte ,3 bustine di vaniglia
1 cucchiaio di ammoniaca solida per dolci (oppure 2 bustine di pane degli angeli)

Decorazione:
uova sode colorate,glassa
confettini colorati

Preparare la frolla e usare per ciascun dolce mediamente 200 g di pasta. Lavorare la pasta a forma di ciambella intrecciata o secondo la vostra fantasia, mettendo nella parte di chiusura l'uovo colorato e legandolo con delle striscioline di pasta. Adagiarli appena pronti in una teglia coperta di carta forno e infornare a forno caldo per 20/30 minuti. Quando è freddo spennellare di glassa e cospargere sopra i confettini. N.B. le uova si tingevano di rosso facendole bollire nell'acqua con della carta crespata rossa, oppure usando i colori da pasticciere.
Le uova rosse rimandano sicuramente alla tradizione ortodossa della Pasqua.

Ciambella Pasquale

300 gr. di farina,150 gr. di zucchero

2 uova intere, 100 gr. di burro fuso

scorza di limone grattugiata, 2 cucchiaini lievito

latte q.b.

Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto morbido ma che si possa lavorare con le mani infarinate dandogli la forma di un rotolo e quindi di una ciambella unendo le estremità.
Sistemare la ciambella sulla placca del forno rivestita di carta e far cuocere a 180° per 30/35 minuti

Colomba di Pasqua di Casa Mia

600 gr di farina, 100 gr di latte

200 gr di burro morbido, 150 gr di zucchero

5 tuorli 25 gr di lievito di birra

100 gr di gocce di cioccolata o 150 gr di canditi misti, buccia grattugiata di limone

un pizzico di sale

copertura:

100 gr di mandorle, 50 gr di zucchero

1 albume d'uovo, granella di zucchero

Preparare con 80 gr. di farina, il lievito e acqua tiepida un panetto e farlo lievitare.
Impastare quindi farina, latte, tuorli, 100 gr di burro, lo zucchero, la buccia di limone, il sale, il latte tiepido e il panetto lievitato. Impastare a lungo, per rendere omogeneo l'impasto. Lasciar lievitare in luogo tiepido per circa 30'. Lavorare di nuovo l'impasto aggiungendo gli altri 100 gr di burro, la cioccolata o i canditi. Disporre in stampo a forma di colomba ben imburrato e rialzato ai bordi con una striscia di carta da forno. Riposare per circa 30'. Nel frattempo preparare una pastella con l'albume ben sbattuto, i 50 gr di zucchero,70 gr di mandorle frullate. Spennellare la colomba con questa copertura e cospargere con la granella e le mandorle rimaste. Mettere in forno caldo a 190° per 15'; coprire con un foglio di carta da forno e cuocere per altri 20/25'minuti.

Dolce Vola Colomba

gr 850 ricotta freschissima

3 uova, gr 200 zucchero a velo

3 bicchierini di rhum o vodka fiorellini di zucchero e confettini colorati per decorare

Mescolare in una ciotola le 3 uova con lo zucchero, unire un po' alla volta la ricotta amalgamando bene poi anche il liquore. Ungere con pochissimo olio di mandorle uno stampo a forma di colomba, versarvi il composto e pressarlo bene. Metterlo a raffreddare in frigorifero per una notte o più. Poco prima di servire, togliere la colomba, cospargere di confettini colorati e decorare con fiori di zucchero. La ricetta originale prevedeva anche un pizzico di cannella in polvere...

 

 

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VIA CRUCIS

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PRIMA STAZIONE Gesù condannato a morte

 

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SECONDA STAZIONE Gesù abbraccia la Croce e sale il Calvario

 

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TERZA STAZIONE Gesù cade la prima volta

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QUARTA STAZIONE Gesù incontra la sua Santissima Madre

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QUINTA STAZIONE Gesù è aiutato dal Cireneo

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SESTA STAZIONE Gesù è asciugato dalla Veronica

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SETTIMA STAZIONE Gesù cade la seconda volta

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OTTAVA STAZIONE Gesù consola le pie donne

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NONA STAZIONE Gesù cade la terza volta

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DECIMA STAZIONE Gesù è spogliato delle vesti ed abbeverato di ace­to e fiele

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UNDICESIMA STAZIONE Gesù è inchiodato alla croce

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DODICESIMA STAZIONE Gesù muore in croce

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TREDICESIMA STAZIONE Gesù è deposto dalla croce e adagiato nelle brac­cia di sua Madre

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QUATTORDICESIMA STAZIONE Gesù morto, è deposto nel sepolcro

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA INCENDIO A PARIGI NELLA NOTTE: MORTI 5 BAMBINI NEL ROGO, MOLTI I FERITI

31 Marzo 2013, 10:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/LOW/low_20130331_incendio-parigi-morti.jpg

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PARIGI - Tragedia alla periferia della capitale francese. Cinque bambini tra i due e i dieci anni sono morti la notte scorsa nell'incendio della loro abitazione, molto probabilmente accidentale, a Saint Quentin, nel nord della Francia. Lo ha reso noto la prefettura. Il padre che si trovava nella casa al momento dell'incendio è rimasto leggermente ustionato. L'uomo verso le 22:30 si è reso conto dell'incendio e si è lanciato dalla finestra del primo piano. Quando è stato portato in ospedale ha avvertito i soccorsi della presenza dei bambini nella casa. 
Quando i vigili del fuoco sono riusciti ad entrare nella casa invasa da uno fitto fumo hanno trovato i corpi dei bambini, che erano morti per asfissia. Secondo la prefettura le cause dell'incendio sono sconosciute «ma verosimilmente si è trattato di un fatto accidentale». L'uomo, separato dalla moglie, teneva i bambini con sè per il weekend,

Altre testimonianze parlano di un edificio in pessime condizioni di manutenzione, ma la ministra dell'edilizia Cecile Duflot che ha voluto verificare sul posto ha detto che l'edificio risaliva agli anni '20, ma non sembrava avere alcun problema particolare. Delle tre persone decedute, una e' morta bruciata al terzo piano, un'altra si e' gettata dalla finestra per sfuggire alla fiamme, mentre la terza e' morta in ospedale dopo il ricovero.

LEGGO.IT

31.03.2013

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PRIMO PIANO PAPA FRANCESCO A SAN PIETRO PER LA MESSA PASQUALE. "ACCOGLIETE GESÚ"FOTO

31 Marzo 2013, 10:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130331_papa-francesco-pasqua.jpg

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE ROMA - Accolto ancora dalla folla Papa Francesco è arrivato in Piazza San Pietro per la messa del giorno di Pasqua. Il Papa, vestito con semplici paramenti bianchi, è uscito sul sagrato di San Pietro in processione dalla basilica vaticana per dare inizio alla liturgia. 
La liturgia, di cui il Papa è l'unico celebrante, si è aperta con il rito del «Resurrexit», che prevede l'apertura dell'immagine del Risorto. Si tratta di un'icona realizzata prestando la debita attenzione al prototipo medievale. La nuova icona, come quella antica, è costituita dall'immagine dipinta del Salvatore, seduto in trono, con due sportelli laterali.

SEGUI LA DIRETTA

IL TWEET Accetta Gesù Risorto nella tua vita. Anche se sei stato lontano, fa un piccolo passo verso di Lui: ti sta aspettando a braccia aperte». Questo il testo del messaggio lanciato questa mattina da Papa Francesco su Twitter, ribadendo concetti espressi ieri sera nella celebrazione della Veglia pasquale.

Papa Francesco Papa Francesco Papa Francesco Papa Francesco

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO ROMA, MORTO FRANCO CALIFANO, IL CALIFFO

30 Marzo 2013, 21:41pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

MORTO FRANCO CALIFANO: MUSICA IN LUTTO. IL CALIFF' AVEVA 75 ANNI

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - Dopo Jannacci, un altro lutto colpisce il mondo della musica italiana. Franco Califano è morto nella sua casa ad Acilia. Malato da tempo, era nato nel 1938. Solo pochi giorni fa, il 18 marzo, si era esibito al Teatro Sistina di Roma. LE PAROLE DI BONOLIS «Mi dispace profondamente. Credo che non abbia terminato così come aveva iniziato. Credo che l'epilogo non sia stato all'altezza di come aveva iniziato: ha vissuto come un grandeur ma gli ultimi anni sono stati molto pesanti per lui. Quando l'ho frequentato ho capito che era un uomo di cuore. Ma ha vissuto oltre i limiti e questo non ti viene mai perdonato. Se non metti la divisa della persona perbene vieni additato a volte anche oltre il lecito. Credo che questa morte sia un sollievo per lui». Così Paolo Bonolis ricorda all'Adnkronos Franco Califano che aveva ospitato per due delle sue ultime apparizioni televisive nel 2010 a 'Ciao Darwin' su Canale 5.

Originario di Pagani, in provincia di Salerno, è nato per caso in aereo sul cielo della capitale libica, a quei tempi colonia italiana. È cresciuto e vive da molti anni a Roma ma ha anche trascorso otto anni a Milano. Già arrestato nel 1970 per possesso di stupefacenti, caso in cui fu coinvolto anche Walter Chiari (assolto con formula piena), finisce nuovamente in carcere per lo stesso motivo e per porto abusivo di armi nel 1983, questa volta insieme al conduttore televisivo Enzo Tortora (assolto con formula piena e caso emblematico di mala giustizia). Durante quest'ultima esperienza carceraria ha composto l'album Impronte digitali, che si basa soprattutto su esperienze di quel periodo. In entrambi i processi Califano è stato assolto "perché il fatto non sussiste". Califano lo ha ripetutamente ricordato nei suoi libri e nelle sue interviste. Si è cimentato come scrittore e saggista con opere come Ti perdo - Diario di un uomo da strada, Il cuore nel sesso, Sesso e sentimento e Calisutra - Storie di vita e casi dell'amore raccontati dal maestro. Del 2008 è, invece, l'autobiografia Senza Manette, scritta a quattro mani con Pierluigi Diaco. È stato interprete di fotoromanzi e attore cinematografico in Sciarada alla francese (1963), Gardenia, il giustiziere della mala (1979), Due strani papà (1983) con Pippo Franco, Viola bacia tutti (1998) e Questa notte è ancora nostra (2008). Nel 2006 ha partecipato alla terza edizione del programma realtà Music Farm, condotto da Simona Ventura. Nel 2007 e nel 2010 partecipa a due puntate di Ciao Darwin con Paolo Bonolis. Califano si è sempre presentato come un disincantato amante latino, un po' cinico, un po' romantico, vantando migliaia di conquiste femminili. Lui stesso ha raccontato di aver avuto il suo primo rapporto all'età di 12 anni, con la madre di un amico. Vive in una villa nei pressi di Roma, ad Acilia, a pochi chilometri dal litorale di Ostia. Califano ha tatuato nell'avambraccio destro la sua celebre frase Tutto il resto è noia. Viene citato anche nella serie televisiva Romanzo criminale partecipando al matrimonio di uno dei componenti della banda. I suoi ammiratori lo chiamano Califfo o anche maestro, viene imitato da Fiorello, dall'attore Max Tortora, e dall'imitatore Gianfranco Butinar. Nel 2010 a causa del suo stato precario di salute, dovuto alla rottura di tre vertebre in seguito a una caduta dalle scale, non è in attività. Il 20 febbraio 2012 si esibisce in concerto al Teatro Sistina, per l'occasione pieno in ogni ordine di posto. Lo stesso anno esce la notizia che abbia chiesto che lo Stato gli corrisponda la pensione speciale prevista dalla legge Bacchelli per gli artisti che versano in situazione di grave indigenza; notizia poi smentita dal diretto interessato durante una trasmissione televisiva. Il 3 agosto 2012 oltre 5mila persone assistono ad un suo concerto in piazza San Giovanni in Laterano a Roma nell'ambito del "San Giovanni Summer Village". Partecipa come ospite alla seconda puntata della seconda stagione di Tale e Quale Show. Il 15 ottobre è ospite con Edoardo Vianello a Domenica In da Lorella Cuccarini in condizioni di salute visibilmente preoccupanti.

 



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PRIMO PIANO RICORDIAMO STANOTTE ALLE 2 SPOSTIAMO L'OROLOGIO DI UN ORA AVANTI TORNA L'ORA LEGALE

30 Marzo 2013, 20:38pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


Domenica di Pasqua si passa all'ora estiva

 

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ora legale 2013. Questa notte alle ore 2 del 31 marzo si passa all'ora estiva. Attenzione alla strada il cambio d'orario influisce sull'aumento di incidenti stradali. Lo dice uno studio Domenica 31 marzo, alle 2 del mattino, lancette avanti di un’ora perché scatta l’ora legale. Ovviamente fino al 27 ottobre quando ritorneremo a quella solare. Non si tratta solo di un’ora di sonno in meno e la necessità di risparmiare globalmente energia ma, com’è noto, il cambio d’orario provoca una serie di conseguenze sui normali bioritmi che sono stati anche di oggetto di studio per alcune conseguenze negative non difficilmente percepibili: tra tutte, un aumento del rischio d’incidenti stradali . Alcune ricerche hanno stabilito che ad aumentare la frequenza dei sinistri sarebbero la maggiore possibilità di colpi di sonno cui sono soggette molte persone stressate o cronicamente stanche. Basti pensare che secondo l’Inselspital di Berna (l’Università ufficiale di medicina della capitale elevetica) che si rifà ad uno studio canadese, il giorno dopo il cambiamento di orario gli incidenti sulle strade aumentano di ben l'8%. A tali dati sono giunte anche analoghe statistiche americane ed un’indagine condotta dall'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (UPI), che ha analizzato tutti i sinistri stradali fra il 1981 e il 2005 avvenuti la settimana dopo il passaggio all'ora estiva o invernale, arrivando a concludere che aumentano del 7% sia i sinistri, sia il numero dei feriti. La ricerca più completa in relazione agli effetti dell’ora legale sulla frequenza dei sinistri è stata però pubblicata il maggio dello scorso anno in Gran Bretagna. Secondo lo studio britannico, nelle quattro settimane dopo il cambio dell’ora i feriti aumentano del 19% fra gli automobilisti e del 43% fra i motociclisti. Sulla scorta di quanto sostengono tali ricerche, le cause di queste preoccupanti statistiche, rileva Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, stanno nel fatto che nella nostra società si tende a dormire troppo poco rispetto al necessario ed in tal senso anche un’ora in meno può comportare effetti evidenti sui nostri comportamenti. Peraltro, v’è da sottolineare che il nostro organismo ha bisogno di almeno un giorno per regolare l'orologio interno biologico. In tal senso i medici che si sono occupati della questione consigliano di andare a dormire un'ora prima del solito il sabato o, ancora meglio, di cominciare ad anticipare i tempi già una settimana prima.

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA METEO, PASQUA INSTABILE TRA PIOGGIA E SOLE. PASQUETTA, TREGUA A SUD -PREVISIONI

30 Marzo 2013, 12:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130330_meteo-pasqua.jpg

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Una Pasqua instabile sotto il profilo metereologico attende gli italiani. Piogge, temporali, ma anche qualche sprazzo di sole, specie al Nordest e al Centro, mentre andrà meglio altrove (Abruzzo, basso versante adriatico e isole maggiori), anche se non sono escluse isolate precipitazioni. A Pasquetta, invece, è prevista una breve tregua al Centrosud e un peggioramento entro la sera, nell'insieme variabilità e qualche pioggia al Nord. LE PREVISIONI Da Ovest dovrebbe infatti arrivare una perturbazione che porterà piogge tra il pomeriggio e la sera a partire dai settori occidentali. Sono le previsioni del meteorologo Edoardo Ferrara di '3bmeteo.com'. "L'Italia - spiega Ferrara - continuerà ad essere interessata da una serie di perturbazioni atlantiche, che comprometteranno in parte le festività pasquali, anche se non mancheranno parentesi più asciutte e soleggiate. Una nuova ondata di maltempo è infatti attesa domani con piogge e rovesci soprattutto al Nord, Toscana, Marche, e in generale, lungo i versanti tirrenici. Neve sulle Alpi oltre 1000-1500 m". Maggiore variabilità, invece, è prevista "sui restanti settori con qualche acquazzone di passaggio ma anche delle schiarite". Nel dettaglio "la Pasqua - continua l'esperto - sarà caratterizzata da piogge sul Nordest, qualche acquazzone o temporale qua e là sulle regioni del Centro e sulle tirreniche, pur alternato a schiarite. Andrà meglio su Abruzzo, basso versante adriatico, ionico ed isole maggiori dove prevarrà il sole, sebbene non sono esclude isolate precipitazioni". Sul Nordovest, secondo Ferrara, la situazione tende a peggiorare entro sera con qualche rovescio o temporale. Per quanto riguarda Pasquetta, sottolinea '3bmeteo.com', "sarà variabile al Nord, con qualche pioggia locale, più probabile a ridosso dei rilievi e sul Nordovest. Breve tregua al Centrosud con schiarite, ma da Ovest dovrebbe avanzare una nuova perturbazione che raggiungerà la Penisola tra il pomeriggio e la sera, con piogge a partire dai settori occidentali". Le temperature, "si manterranno nella media al Centrosud, mentre al Nord farà anche freddo, in particolare sulle Alpi, dove tornerà a fioccare pure sotto i 1000 m. Per la stabilità e il bel tempo - conclude Ferrara - bisognerà pazientare ancora un po'.

LEGGO.IT

30.03.2013

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PRIMO PIANO MORTO MILANO JANNACCI, POETA MUSICALE DI "VENGO ANCH'IO"

30 Marzo 2013, 12:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130330_enzojannacci.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

MILANO - E' morto un maestro. Purtroppo si sapeva da tempo che la sua malattia era allo stato terminale, ma la scomparsa di Enzo Jannacci e' un evento cui non si puo' essere preparati. Se n'e' andato dieci anni dopo il ''suo fratello'' Giorgio Gaber, una vita di complicita', musica, teatro e intelligenza di due straordinari personaggi che rappresentano l'Italia migliore. Jannacci - che e' morto venerdì sera a Milano a 77 anni, era nato il 3 giugno del 1935 nella stessa citta' - e' stato uno dei protagonisti di quella straordinaria stagione in cui Milano e' stata un irripetibile laboratorio di creativita'. Aveva fatto studi seri di pianoforte e teoria musicale ma era un jazzista capace di suonare con Chet Baker ed e' stato tra i primi in Italia a suonare il rock'n'roll e ha continuato a esercitare la professione medica (si era specializzato in chirurgia negli Usa) per buona parte della sua vita. GENIO. Medico del cuore e dell'anima, Vincenzo Jannacci, detto Enzo, e' stato uno degli storici protagonisti della scena musicale del secondo dopoguerra. Certamente unico nel suo saper coniugare intelligenza e satira, analisi della realta' e inesauribile gusto del paradosso. Milanese convinto - a Milano era nato il 3 giugno 1935, a Milano e' morto venerdì sera - si puo' considerare tra i caposcuola del cabaret italiano, ma e' stato anche autore di quasi trenta album, e di varie colonne sonore ed ha lavorato per il teatro, il cinema e la tv. E' ricordato come uno dei pionieri del rock and roll italiano, insieme ad Adriano Celentano, Luigi Tenco, Little Tony e Giorgio Gaber, con il quale formo' un sodalizio durato piu' di quarant'anni. CARDIOLOGO. Dopo gli studi classici si era laureato in medicina per lavorare poi in Sudafrica e poi negli Stati Uniti. La sua formazione musicale ha radici altrettanto classiche e inizia al conservatorio ma la scoperta del rock and roll avviene presto. I suoi primi compagni di viaggio sono Tony Dallara, Celentano e poi Giorgio Gaber con il quale forma il duo de I due corsari, che debutta nel 1959. Ma prosegue parallela la sua carriera di solista e quella di autore, tanto che Luigi Tenco sceglie una della sue canzoni, Passaggio a livello, e la pubblica nel 1961. Lavora con Sergio Endrigo. Lavora anche con Dario Fo, Sandro Ciotti. SUCCESSO. Poi la grande popolarita' arriva con il surreale Vengo anch'io, no tu no tanto che diventera' sua la ribalta televisiva, fino a quella di Canzonissima. Ma sara' spesso anche in teatro e non disdegnera' apparizioni in film di grandi registi come Ferreri, Wertmuller, ne' di esercitarsi come compositore di colonne sonore come fece per Mario Monicelli. Dopo un periodo di oblio all'inizio degli anni '80 torna alla ribalta tanto che incide un disco come Ci vuole orecchio, che raggiunge il livello di popolarita' di Vengo anch'io. Del 1981 e' un trionfale tour in tutta Italia. Nel 1994 si presenta per la terza volta al Festival di Sanremo in coppia con Paolo Rossi con il brano I soliti accordi, insolitamente dissacrante per la manifestazione, che e' anche il titolo del rispettivo CD, arrangiato da Giorgio Cocilovo e il figlio Paolo Jannacci. IL FINALE DI CARRIERA. Tra un album e l'altro, poi nel 2000 torna a lavorare infine con Cochi e Renato, altra storica coppia con cui ha collaborato a lungo, per Nebbia in val Padana. Oramai la tv lo celebra, come fa il 19 dicembre 2011 Fabio Fazio che conduce uno speciale su di lui in cui amici di lungo corso lo omaggiano interpretando suoi brani. Tra cui Fo, Ornella Vanoni, Cochi e Renato, Paolo Rossi, Teo Teocoli, Roberto Vecchioni, Massimo Boldi, Antonio Albanese, J-Ax, Ale e Franz, Irene Grandi e altri. Enzo Jannacci compare nell'ultima parte dell'evento cantando due sue canzoni.

FONTE LEGGO.IT

30 MARZO 2013

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CIOCIARIA NEWS Villa S. Lucia. Consiglio comunale: le dichiarazioni del sindaco

30 Marzo 2013, 11:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://ciociaria.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/538953_villa%20s%20l.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Villa Santa Lucia - Si è tenuta, nel pomeriggio di giovedì 28 marzo, la seduta del Consiglio comunale di Villa Santa Lucia. Ad illustrarne le risultanze, il sindaco della cittadina del cassinate Antonio Iannarelli. “Ci sono molti aspetti sicuramente positivi da evidenziare circa l’ultima seduta del Consiglio comunale – ha spiegato il sindaco Iannarelli - In primo luogo è stata recepita, e fatta propria dall’assise, la petizione di firme del Comitato “Per il Bene Comune” avverso il rilascio delle autorizzazioni a favore della Vodafone Omnitel per l’installazione di un impianto SRB in località “S. Scolastica”. Un ulteriore strumento di pressione verso la società telefonica per farla recedere dall’intenzione di installare antenne nel nostro territorio. Sono convinto che la sinergia tra il comitato cittadino e l’amministrazione comunale, che nominerà un legale per affrontare nella sede idonea la problematica, possa contribuire al raggiungimento del comune obiettivo di impedire il posizionamento delle antenne, facendo ragionare l’azienda e convincendola a intraprendere strade alternative che salvaguardino insieme, sia gli interessi del gestore telefonico, ma soprattutto la salute della nostra comunità. Strade diverse, e mi riferisco a siti diversi per l’installazione, ci sono, dunque si può trattare e risolvere la questione. Secondo aspetto positivo riguarda il punto all’o.d.g sul rendiconto di gestione 2012. Abbiamo potuto illustrare i risultati di una gestione della cosa pubblica, in particolare delle casse comunali, sicuramente virtuosa. Non certo un giudizio di parte, ma, trattandosi di numeri, un risultato certificato dalle carte e dagli addetti finanziari e dal Revisore dei Conti. Per il 2012 l’avanzo applicato risultante dalla nostra gestione è pari a Euro 206.848.,01. A tale cifra vanno ad aggiungersi altri Euro 59.294,96, come disponibilità di cassa. Senza contare ulteriori Euro 100.000,00 in entrata per il fotovoltaico e utilizzati per non aumentare le tasse ai cittadini e per realizzare diverse opere ed interventi pubblici. E’ spiacevole che le minoranze non abbiano compreso l’importanza di tale punto per la gestione comunale e della cittadinanza, per il quale hanno votato contro e vista l’assenza della consigliera Anna Pelagalli tale punto è risultato infruttuoso (sei voti favorevoli e sei contrari), sicuramente tale punto sarà oggetto di un nuovo passaggio in consiglio comunale, considerato che è il conto consuntivo 2012 per legge deve essere approvato, e lo stesso non è suscettibile di modifiche da parte degli organi politici, si è pertanto persa solo un’occasione. Tale attenzione alla salvaguardia del bilancio, è stata determinata anche dall’aver acceso solo un mutuo di contro agli otto mutui accesi dalla precedente amministrazione ed è stata accompagnata da una costante e continua opera di sviluppo del paese, attraverso una quinquennale stagione di lavori pubblici che, di fatto, ha trasformato e migliorato urbanisticamente il paese. Ci siamo impegnati in una certosina opera di verifica dei residui di bilancio, mai attenzionati nel passato, che hanno permesso l’emergere di un tesoretto che abbiamo utilizzato per unire, insieme, crescita e servizi e mantenere in salute i conti pubblici. Infatti, compito di un’amministrazione capace e attenta alla propria comunità, è proprio quello di garantire questi due parametri: governare lo sviluppo, intervenendo con opere pubbliche, garantendo servizi, tutelando ambiente e attività produttive, il tutto con un occhio vigile al bilancio. Occhio vigile che significa utilizzare al meglio le risorse e non andare mai sotto la soglia di rischio per la tenuta finanziaria. Sottolineo questo aspetto, per ribadire che una pubblica amministrazione deve utilizzare i soldi che ha in bilancio per la propria comunità, non tenerli dormienti per incapacità di saperli spendere. Dico questo, perché è il dato che si evidenzia, spulciando i numeri degli ultimi rendiconti finanziari. Oltre ai dati 2012 già evidenziati, l’attuale amministrazione può vantare chiusure in attivo anche nel 2011, Euro 234.727,77; nel 2010, 276.376,56; nel 2009, 309.109,86 e nel 2008, 296.590,44. A questi risultati, va confrontato l’avanzo ereditato nel 2007, di 353.794,09. Paragonando i due momenti storici è facile concludere che ora si mantengono conti in ordine e si fanno opere pubbliche, prima non si era capaci di spendere ciò che si aveva in cassa. Proprio da questa incapacità, prendo spunto per evidenziare l’ultimo aspetto emerso nella seduta del Consiglio: la sterilità assoluta della minoranza, che ha sollevato questioni e polemiche speciose e inutili, su scuola, servizi, attività produttive, a cui è stato semplice replicare. Tutto quello che hanno lamentato, in realtà, è stato realizzato. Forse fanno finta di non vederlo, oppure vivono in una realtà parallela, quella stessa realtà che fa immaginare loro di potere vincere le elezioni. Ricordo loro, per destarli da questo sonno, il titolo di un film degli anni sessanta, “I sogni muoiono all’alba”. In questo caso, più che all’alba, moriranno al tramonto, quello del 27 maggio prossimo: dopo che saranno state aperte le urne e sarà chiaro il risultato elettorale stabilito dalla volontà popolare”.

FONTE CIOCIARIA NOTIZIE 

30 MARZO 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO Cavo teso sulla strada come una ghigliottina: ferito scooterista

30 Marzo 2013, 11:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6793568.1364631303!/image/image.jpg_gen/derivatives/landscape_250/image.jpg

 

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Giallo in via Roma: l’uomo ha raccontato di essersi trovato di fronte una corda ad un metro e mezzo d’altezza sull’asfalto LIVORNO. «Stavo percorrendo via Roma, verso piazza Attias con il mio scooter. Erano circa mezzanotte di giovedì quando all’altezza del negozio “Universo sport” mi sono trovato di fronte una specie di corda fissata da entrambi i lati della strada, sarà stata a circa un metro e mezzo da terra, era all’altezza della gola. Per fortuna andavo piano, altrimenti le conseguenze sarebbero state peggiori». È questo quello che ha raccontato alla polizia un livornese di una quarantina d’anni che l’altra sera ha chiamato il 113 raccontando la disavventura della quale era stato protagonista. Ieri mattina la denuncia contro ignoti è finita sulla scrivania del pubblico ministero Giuseppe Rizzo che l’ha letta, catalogandola sotto l’ipotesi di reato delle lesioni personali colpose e ha disposto ulteriori accertamenti. A cominciare dalle eventuali telecamere che ci sono tra via Roma e il primo tratto di via Cambini e che potrebbero aver immortalato alcune passaggi interessanti per risalire all’autore o più probabilmente agli autori di quello che sembra uno scherzo di cattivo gusto che poteva finire con lesioni molto più serie. Non è escluso che i responsabili, dopo aver fissato la corda sia voluto restare nei paraggi, magari nascosto dietro ai cassonetti della spazzatura, per assistere alle conseguenze del loro gesto. Anche per questo, molto probabilmente, nei prossimi giorni l’uomo che è stato vittima dello scherzo sarà ascoltato di nuovo e in maniera più approfondita dagli inquirenti. L’appello che arriva da chi indaga è semplice: «Visto che la strada è abbastanza trafficata, anche di notte, se qualcuno ha visto movimenti strani oppure se ha notato qualcuno mettere il cavo, è pregato di presentarsi per raccontare ciò che sa».

FONTE IL TIRRENO

30 MARZO 2013

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