Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI ANGELA CECERE S. Caterina di Svezia Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,31-42. In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!». Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Rispose Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo!
Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.
INSERITO DA MORENA MOTTA "E' quasi l'ora". Più che un appuntamento sembra una sfida bella e buona. La lancia il ferrarista Charles Leclerc sul proprio account Instagram, in vista dell'esordio nella nuova stagione della F1 che avverrà in Bahrain, nel prossimo week-end. Il pilota monegasco è pronto a una nuova sfida e soprattutto per rilanciare le quotazioni della casa di Maranello nel borsino del Mondiale di Formula 1. Impresa non di poco conto, dopo le magrissime figure della passata stagione. Piloti e vetture sono già pronti ad accendere i motori per la 72/a stagione della F1, il cui Mondiale venne istituito nel 1950. Questo sarà il 17/o Gp del Bahrain; il primo, nel 2004, lo vinse Michael Schumacher, su Ferrari. Nel 2011 la gara non si disputò a causa delle proteste contro il Governo locale che provocarono non pochi disordini e bloccarono l'evento. L'anno scorso al Gp del Bahrain si è affiancato il Gp di Sakhir: fu l'ultima delle tre circostanze nelle quali la F1 ai tempi del Covid-19 ha gareggiato per settimane consecutive sullo stesso circuito, dopo il Red Bull Ring (Austria e Stiria) e a Silverstone (Gran Bretagna e 70/o anniversario). Si riproporrà l'assolo delle Mercedes, oppure la Red Bull riuscirà a tenere il passo della scuderia che, negli ultimi anni, ha stradominato la scena mondiale? "Non possiamo ancora dire a che punto siamo rispetto agli altri - ha dichiarato, prima della partenza per il Bahrain, Max Verstappen - ho comunque un buon feeling con la vettura. I test sono andati bene, ma non dicono nulla sulla prestazione pura. La Mercedes è ancora favorita, è impossibile che non lo sia, dal momento che ha vinto sette Mondiali di fila: loro vogliono che la gente pensi a noi come favoriti. Lo fanno per metterci pressione". ANSA
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI La strana storia della via Larga. Un tempo era un lago, poi romani e spagnoli le hanno dato nuova vita Se ti è capitato di passare in Via Larga ti sarai chiesto almeno una volta “perché si chiama così?” No, la risposta non c’entra con la sua larghezza ma con una questione buffa di traduzione. Andiamo a scoprirlo. VIA LARGA: dove un tempo c’era una LAGUNA, ora c’è un errore di TRADUZIONE # In origine questa via era una specie di laguna, poi i romani realizzarono le mura difensive della città
In origine la via Larga era il punto in cui il Seveso formava una specie di laguna. Poi i romani costruirono le mura difensive e ai suoi piedi una banchina per far approdare le barche (dagli scavi in epoche successive è stata rinvenuta la banchina). Successivamente vennero edificate altre mura, abitazioni e canali per ingrandire la città. L’acqua piano piano è diventata sempre meno importante per questa via fino a scomparire del tutto. # La via Larga prende questo nome durante la dominazione spagnola nel ‘500: ma il significato non è quello che sembra A partire dal 1535 gli spagnoli iniziarono un periodo di dominazione su Milano che durò circa 170 anni. Durante questi anni la città subì grandi modifiche ed è proprio in questo momento che via Larga acquisì il suo nome attuale, non perché fosse effettivamente una strada dalle larghe dimensioni ma perché all’epoca era una delle vie più lunghe. Allora perché questo nome? Il fatto è che “largo” in spagnolo significa “lungo”, confuso? Gli spagnoli avevano dato il nome Larga a questa via per sottolineare che fosse la più lunga della città. E largo in spagnolo? Ovviamente si dice “amplio”. https://www.milanocittastato.it/evergreen/forse-non-sapevi-che/via-larga-dove-un-tempo-cera-una-laguna-ora-ce-un-errore-di-traduzione/?fbclid=IwAR05jZFm9NLUDj8GeasnB-umj8eOqP8jXOZrgvBjCWy9mv6TGQi26agtR-8
INSERITO DA PRIMULA GALNTUCCI IDEATA E REALIZZATA DA ANNUNZIO LAGOMARSINI, COSTRUTTORE EDILE IN PENSIONE, LA CASA VOLANTE DI CASTELNUOVO MAGRA, IN PROVINCIA DI LA SPEZIA, È UN MARCHINGEGNO STRAORDINARIO: SOLLEVATA A VENTI METRI DA TERRA, SI MUOVE SU DUE BINARI PER INSEGUIRE IL SOLE. ECCO IL RACCONTO DI SILVIA CAMPORESI. Il 15 agosto 2014, alle ore 14.30, suono il campanello della casa del signor Annunzio Lagomarsini e di sua moglie Emilia, nel paese di Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia. Alla voce della moglie che mi chiede “chi è?” rispondo che sono una fotografa interessata a conoscere la casa volante che intravedo sovrastare il limite dell’alto cancello. La signora, abituata alle visite dei curiosi, apre gentilmente il cancello e mi trovo in un istante davanti a qualcosa di straordinario: un grande cortile con al centro una casa sollevata da terra, appoggiata su una struttura pieghevole, un intricato intreccio di linee di ferro e rotaie. Il signor Annunzio, anziano e già malato da tempo, se ne sta all’ombra in un angolo del giardino sulla sua sedia a rotelle, Emilia nel frattempo mi accompagna ai piedi della casa e insieme saliamo sulle scale di ferro che portano all’ingresso. “Prego” mi dice aprendo la porta davanti a me, e quel che vedo è il soggiorno di una casa di bambole a dimensioni reali: arredi laccati e luccicanti, coperti da centrini e soprammobili, ogni cosa è perfettamente curata e l’insieme ha un aspetto vagamente finto. Camminare in quella casa sollevata da terra, priva di fondamenta, fa uno strano effetto, provo una sensazione di vuoto sotto ai piedi e a ogni passo il pavimento ondeggia lievemente. LA COSTRUZIONE DELLA CASA VOLANTE Annunzio Lagomarsini, costruttore edile per tutta una vita, una volta in pensione decide di dedicarsi al sogno di ideare cose strane, uniche, e di realizzarle senza farsi aiutare da altri. Costruisce il compressore a vento, la macchina per pulire le cozze, un robot con le sue sembianze e poi pensa a qualcosa di grandioso: una villetta indipendente che possa arrivare abbastanza in alto da permettergli di vedere il mare, una casa che possa muoversi su due binari come fosse un treno. Inoltre non vuole più essere in balia dei punti cardinali, così quella stessa casa ruoterà secondo le sue istruzioni e insieme alla moglie potranno decidere ogni volta da che parte far entrare il sole. (L’idea gli venne vedendo il padre anziano che girava per casa portandosi dietro la sedia alla ricerca del sole e, in un moto di tenerezza, pensò a come rivoluzionare questo rapporto fra l’abitazione e i raggi solari). Lagomarsini per sette anni si dedica alla costruzione della villetta, utilizzando rottami e materiale di scarto preso da vari cantieri, alla fine il capolavoro funziona: la casa vola in alto fino a venti metri da terra: grazie a un marchingegno fatto di leve e cilindri, può ruotare a 360° e scorrere avanti e indietro su due binari per 12 metri, può perfino curvare. Annunzio Lagomarsini e la sua casa volante. Courtesy Costruttori di Babele Annunzio Lagomarsini e la sua casa volante. Courtesy Costruttori di Babele UNA CASA SENZA BREVETTO Per 13 anni vive con la moglie in questo capolavoro di ingegneria, accogliendo curiosi e studiosi che vogliono visitarla. Emilia mi racconta che un giorno vennero dei visitatori giapponesi e chiesero ad Annunzio i progetti di ideazione della casa volante, volevano comprargli il brevetto, ma lui rispose che l’aveva realizzata senza scrivere nulla, senza disegni, usando solamente l’immaginazione e l’ingegno. Avevano scoperto che una casa con quelle caratteristiche è perfettamente antisismica e volevano replicarla, ma non era possibile perché il metodo di lavoro di Annunzio non prevedeva una fase di progettazione, egli possedeva l’incredibile abilità di passare direttamente dall’idea alla messa in opera. LA CASA VOLANTE OGGI Un giorno gli ingranaggi delle leve si ruppero e la casa improvvisamente si inclinò su un lato. Emilia mi racconta di quanto tempo le ci volle a risistemare tutto, a rimettere in piedi il mobilio e tutti gli oggetti. “Però”, prosegue nel racconto nostalgico, “era così bello svegliarsi la mattina e non ricordarsi in che posizione fosse girata la casa rispetto al sole”. Immagino la vertigine, il senso di elevazione, il senso di unicità dato dal poggiare i piedi su qualcosa che prima era inimmaginabile, un prodotto della fantasia. Oggi gli ingranaggi che sollevavano la casa volante non funzionano più ed essa non si muove, è rimasta bloccata in posizione di “riposo”, un gigante spento e un po’ arrugginito che non smette di attirare i curiosi. ‒ Silvia Camporesi https://www.artribune.com/arti-visive/2021/03/casa-volante-la-spezia/?fbclid=IwAR0j__ZrLOefry6cyy2g_GUOcyFGVXV8iu6aZlwi0S_g5pdLpdccLC6YG4Y
INSERITO DA ANGELA CECERE Chiara Ferragni, è nata la figlia: «Ecco come si chiama». Pochi minuti fa, l'imprenditrice digitale e il marito Fedez hanno diffuso su Instagram la lieta notizia (con tanto di foto): è nata la sorellina di Leone. Ecco le prime parole dei Ferragnez. «23 Marzo 2021. La nostra Vittoria 🎀». Insomma, Baby V ha finalmente un nome, si chiama Vittoria. Come tanti fan avevano sospettato dopo l'indizio della camicia di Fedez a Sanremo. Niente Venere o Veronica (altri dui nomi in lizza tra i follower). Nella tenera immagine condivisa da mamma bis Chiara Ferragni, l'influencer abbraccia la piccola Vittoria, che stringe il ditino di papà Fedez. Non resta adesso che aspettare la reazione di Leone, da oggi a tutti gli effetti un fratellino maggiore. La bimba, attendendo qualche giorno in più, non è dei Pesci come il fratello ma è nata sotto il segno dell'Ariete. Immediati gli auguri commossi dei fan: «Auguri, è bellissima». E ancora: «Benvenuta Vittoria, quarta Avenger». Scrivono, facendo riferimento alla passione di Leone per i supereroi. Insomma, i follower sono in festa per l'arrivo della piccola: «È nata la nipotina d'Italia». Auguri Ferragnez.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Durante l’esposizione del 1836 allaRoyal Academydi Londra, la maggior parte dei visitatoririmaseinterdetta di fronte alle opere proposte dal pittore William Turner: l’artista inglese aveva infatti apertamente rinunciato alla pittura figurativa per plasmare uno stile nuovo e molto più personale, in cui i contorni si facevano più sfumati e si arrivava quasi ai limiti dell’astrattismo. La svolta nel linguaggio pittorico di Turner fece molto discutere, al punto da portare all’autore di quei quadri così liberi dalle convenzioni pesanti critiche e addirittura autentiche prese in giro. Uno dei pochi a comprendere il valore artistico di una svolta in quel momento così impopolare fu un giovane critico, destinato a diventare uno dei più grandi di sempre: John Ruskin. Fu quest’ultimo uno dei pochi ad applaudire il genio di chi, con uno stile inedito, stava anticipando intuizioni che sarebbero state rielaborate solo in seguito, anche dagli impressionisti.
D’altronde non sono in tanti nella storia dell’arte ad aver innovato tanto quanto Turner il modo di rappresentare la realtà, mostrandosi capaci di raccontare non solo il proprio presente ma anche i possibili risultati dei cambiamenti in atto. La fascinazione del pittore per il futuro sorprende fino a un certo punto, soprattutto se si pensa che visse e lavorò al culmine della rivoluzione industriale, quando il mondo sembrava potesse ribaltarsi da un giorno all’altro: mentre Turner viveva la sua vita da artista sempre pronto a reinventarsi il vapore sostituiva la vela; la forza lavoro veniva messa da parte dall’arrivo delle macchine e le riforme politiche e sociali trasformavano radicalmente il tessuto sociale. Mentre molti suoi “colleghi” ignoravano questi cambiamenti, Turner affrontava le nuove sfide poste dalla modernità attraverso la sua arte. Lamostraalla Tate Britain di LondraIl mondo moderno di Turnerspiega come ha trasformato il modo di dipingere per catturare meglio un ambiente in rapida evoluzione.
L’esposizione si sviluppa come un percorso attraverso la carriera dell’artista a partire dal 1790, quando Turner iniziò ad affacciarsi sulla scene. Le 160 opere chiave esposte restituiscono il ritratto di un uomo affascinato dalle nuove scoperte tecnologiche, al punto da scegliere di dipingere forse per primo soggetti come i treni a vapore. Questi ultimi d’altronde creavano vortici di fumo in grado di immergere tutto in un’atmosfera lontana e quasi onirica, molto più interessante in un mondo in cui il pittore non serviva più a raccontare una scena in maniera veritiera. Per immortalare la realtà così com’era stava nascendo infatti la fotografia, un’altra invenzione che come sempreaffascinavaTurner e che era molto più fedele alla realtà di quanto potesse esserlo la pittura.
J. M. W. TURNER, THE WRECK OF A TRANSPORT SHIP, C. 1810
Come tanti geni, il pittore comprese subito di trovarsi in un periodo di grande trasformazione che andava in qualche modo raccontato. Nel 1838, laGreat Western Railway, neonata compagnia ferroviaria,inauguravala linea che collega Londra e Cardiff. Un momento storico che Turner immortalò in quello che è rimasto il suo capolavoro: “Pioggia, vapore e velocità”, un encomio del progresso che correva veloce e veniva incarnato da una locomotiva talmente rapida da lasciare dietro di sé solo vapore e macchie indistinte. Vale la pena ricordare che ai tempi decidere di rappresentare un treno rappresentava una scelta coraggiosa per un artista: a quei tempi era infatti ancora moltodiffusal’idea che si trattasse di un mezzo di trasporto molto pericoloso. In tanti erano convinti che il vapore potesse causare ai passeggeri a gravi malattie al cervello mentre molti asserivano di aver avuto allucinazioni date dall’aver visto scorrere le cose troppo rapidamente davanti ai loro occhi. In un mondo dove fare un viaggio in treno sembrava una scelta quasi da incoscienti non sorprende che “Pioggia, vapore e velocità” riscuotesse pochi consensi. Turner voleva però celebrare con coraggio il nuovo che avanzava, quel domani che sembrava arrivare a una velocità mai vista restringendo le distanze tra la città e la campagna.
L'opera riunisce in sé la passione per i frutti dell’ingegno umano e il fascino per la natura, due aspetti che caratterizzano tutto il lavoro di Turner: il pittore si vedeva come un uomo semplice destinato a essere sopraffatto da entrambe queste forze, che si sentiva capace di capire solo fino a un certo punto. A un critico d’arte che gli rimproverava di aver raffigurato una nave senza oblò non a caso l’artista una voltarispose: “Dipingo quello che vedo, non quello che so”.
J. M. W TURNER, THE BURNING OF THE HOUSES OF PARLIAMENT, C.1834–5
Nel libroElogio della modernità, l’autore Flavio Caroliscriveche il già citato critico John Ruskin “raccontava spesso che la sua amica Lady Simon, di ritorno dal Devonshire durante un temporale, aveva visto in treno un passeggero alzarsi di punto in bianco, aprire il finestrino e sporgere la testa nella pioggia e nel vento”. Solo tempo dopo, nel 1844, Lady Simon comprese chi fosse quel bizzarro compagno di viaggio: si trattava di William Turner, l’autore del dipinto “Pioggia, vapore e velocità” che probabilmente la donna trovò altrettantosui generis. Nel quadro tutto infatti appariva senza una forma ben definita, tanto da portare il critico William Hazlitt a definire le vedute di Turner “dipinti del nulla o di qualcosa di molto simile”.
Oggi la nostra opinione di Joseph Mallord William Turner appare molto diversa da quella della maggioranza dei suoi contemporanei: l’inglese è ormai considerato unanimemente il pittore avveniristico e inquietante che all’inizio in pochi avevano capito. Spesso Turner viene ormai etichettato come il primo pittore modernista, antesignano degli impressionisti se non addirittura dei coloristi del Ventesimo secolo come Mark Rothko. Il suo posto nella storia dell’arte è finalmente riconosciuto in pieno e grazie alle sue opere oggi possiamo osservare una porzione di un passato che non sembra poi così lontano nel tempo.
In copertina, Joseph Mallord William Turner, Snow Storm - Steam-Boat off a Harbour’s Mouth, exhibited 1842
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un doppio sciopero nel trasporto pubblico locale si prevede per venerdì 26 marzo a Capri e interesserà la società che gestisce il servizio di autobus di linea Atc.
Per 4 ore, dalle 11 alle 15, incroceranno le braccia gli aderenti all’Usb Lavoro Privato, per la prima azione di protesta indetta dall’organizzazione sindacale nei confronti dell’azienda per il mancato pagamento delle spettanze arretrate, tra stipendi e buoni pasto. La protesta cade nella stessa giornata dello sciopero nazionale del trasporto pubblico locale indetto, contro il mancato rinnovo del contratto di categoria, dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Fna e Faisa Cisal che avrà durata di 24 ore, fatte salve le cosiddette fasce di garanzia.
Quindi due scioperi in uno e disagi in vista sull’isola. CAPRINEWS
INSERITO DA ANGELA CECERE Telegram ha introdotto una nuova funzionalità chiamata Voice Chat 2.0 all'interno della sua app per Android. Si tratta della possibilità di aprire e partecipare a conversazioni audio, proprio come accade su Clubhouse, social network del momento. Le chat audio di Telegram però di discostano dalla concorrenza per un paio di elementi unici: ad esempio, i partecipanti possono decidere di restare "anonimi", scegliendo di farsi elencare semplicemente tra gli ascoltatori, senza rivelare il loro vero nome o nickname. Inoltre, gli amministratori di una room hanno facoltà di registrare tutto o parte dell'evento audio, per ripubblicarlo in un secondo momento. Come su Clubhouse, appena si entra in una stanza si ha il microfono spento, con l'opportunità di richiedere la parola e, se concessa, essere messo in lista tra gli speaker. Le chat in cui l'audio viene registrato sono contraddistinte da una luce rossa accanto al titolo. Per aprire una nuova stanza bisogna prima creare un gruppo pubblico e poi per tappare sul menu delle impostazioni per avviare la chat vocale. L'update su Android porta altri piccoli miglioramenti, come la scelta dell'azione che viene intrapresa con uno swipe verso sinistra e destra, tra cui archiviare, fissare, silenziare, eliminare o segnare una conversazione come letta. L'aggiornamento arriva quasi in concomitanza con il lancio pubblico di Twitter Spaces, progetto in stile Clubhouse ed ennesimo tentativo del microblog di sfruttare tendenze rese famose altrove, ad esempio i post in modalità Fleet, che riprendono le Storie di Instagram.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’ordine del giudice per le indagini preliminari che ha accolto una indagine della Dda del capoluogo umbro. Il punto di riferimento è un bancarellaro di Secondigliano trasferitosi a Perugia e in poco tempo è diventato il dominus dei mercatini. Grosse disponibilità di denaro con acquisti di immobili, realizzate società per gestire gli affari, conti correnti bancari. Soldi che secondo i finanzieri provengono da soggetti orbitanti e fiancheggiatori del clan Licciardi, indiscusso punto di riferimento del cartello “Alleanza di Secondigliano” Un’indagine che parte da lontano, nientemeno dalla città di Perugia, dove i militari della Guardia di Finanza del reparto Gico (una struttura che annovera i migliori investigatori per combattere la criminalità organizzata) hanno compiuto una serie di sequestri di beni immobili, conti correnti, società intestate ad un giovane, ma di fatto gestiti dal padre. Investimenti per qualche milione di euro, le cui somme sarebbero, secondo gli investigatori, di provenienza sospetta e si sussurra facenti parte del gruppo del clan Licciardi di Secondigliano. Gli uomini dell’antimafia delle fiamme gialle hanno sequestrato un importante immobile, tra l’altro, nel comune di Casamicciola Terme. Una struttura che sarebbe stata acquistata all’asta disponendo liquidità abbastanza sufficiente per mettere a segno tutta una serie di colpi, mettendo all’angolo i possibili concorrenti. Questa struttura, secondo quanto emerso dalle indagini che sono state condotte dai finanzieri di fiducia, era pronta per essere totalmente ristrutturata per realizzare un B&B. Attività imprenditoriale ormai di moda, dove tutti si lanciano per i bassi costi per accogliere una clientela non troppo esigente. A coordinare le indagini è stato il maggiore della Guardia di Finanza Michelangelo Tolino, che sono durate diversi mesi, seguendo passo dopo passo l’evoluzione degli investimenti e soprattutto seguendo questo piccolo ma poco conosciuto commerciante che si era trasferito da Napoli nel capoluogo umbro. La base era Perugia, ma gli interessi spaziavano in diverse altre province, soprattutto del Sud. Lanciandosi senza alcuna preoccupazione negli affari ritenuti utili per aumentare il fatturato e soprattutto – si presume – rimettere in circolo denaro che viene “guadagnato” da queste organizzazioni in attività illecite. I Licciardi, si sa, sono personaggi che hanno avuto il predominio nel cartello denominato “Alleanza di Secondigliano”, di cui facevano parte un tempo altri clan potentissimi e rappresentativi nella città di Napoli e nei comuni confinanti. ACQUISTO ALL’ASTA Colui il quale di fatto è ritenuto il dominus ha preferito rimanere dietro le quinte. Quanto hanno accertato gli investigatori monitorando ogni sua mossa. Una scelta forse obbligata essendo stato nel passato sottoposto ad innumerevoli indagini patrimoniali ed anche perché ritenuto fiancheggiatore del clan di Secondigliano. Alcuni fratelli e parenti sono stati coinvolti nel passato anche in episodi di violenza in danno di persone fisiche. Utilizzando armi micidiali per abbattere il nemico. E alcuni sono stati giudicati per reati tra cui l’omicidio. Nonché per essere attigui ad esponenti della camorra. Mentre il personaggio “perugino” si ritrova con precedenti legati al riciclaggio. Il classico reato di chi viene incaricato di ricevere grosse somme di denaro con l’impegno di ripulire masse di liquidità che provengono dallo spaccio di sostanze stupefacenti soprattutto, dalle estorsioni e dalle molteplici altre azioni violente che vengono poste in essere per aumentare il patrimonio dei clan. Questo personaggio è finito nella rete della Direzione distrettuale antimafia della procura di Perugia a seguito di una serie di informative che gli uomini del Gico hanno trasmesso all’autorità giudiziaria. Scoprendo che da quando questo piccolo e sconosciuto “ambulante” si era trasferito in Umbria, con il passare degli anni ha sempre più accresciuto i propri affari. Diventando una sorta di incontrastato “padrone” dei mercati che si svolgono nelle piazze. Sbaragliando la concorrenza, avendo la possibilità di avere dietro di sé una forza finanziaria che gli consentiva di acquisire le altre piccole attività che svolgevano il suo stesso mestiere. In pochi anni ha realizzato acquisizioni immobiliari che non sono passate inosservate. Anche perché tutti questi beni intestati al figlio non corrispondevano alla dichiarazione dei redditi e al giro di affari che dichiarava ogni anno. Guadagni non sufficienti per fare investimenti molto interessanti. Tant’è vero che gli uomini del maggiore Tolino hanno individuato in un’area pregevole di Perugia e della provincia una villa di svariate centinaia di migliaia di euro di valore accertato. Ancora un grosso capannone in una zona industriale. Spulciando le varie società e seguendo il denaro e annusando ciò che si celava dietro a questo personaggio che sembrava inoffensivo e privo di capacità finanziaria, i finanzieri hanno individuato che tra i suoi beni c’era una importante villa a Casamicciola con annesso terreno. Un bene importante che è stato acquistato, guarda caso, all’asta, dove è più facile entrare in possesso di qualcosa di interessante ma a prezzi non di mercato. Non è un’operazione facile entrare in questo meccanismo delle aste, dove vi sono molti personaggi che sono interessati a strappare l’affare. E questo la dice lunga su ciò che hanno accertato gli uomini dell’anticamorra della Guardia di Finanza. GIRO D’AFFARI MILIONARIO Oltre al mattone (che è sempre un rifugio sicuro anche nei momenti di strisciante crisi finanziaria) la Guardia di Finanza si è interessata a tutto ciò che maneggiava quest’uomo di 53 anni che è diventato in pochi anni un punto di riferimento nella città di Perugia. Sono stati fatti individuati diversi conti correnti e due società a lui riconducibili che si occupavano di vendere tessuti e indumenti usati e di gestire una copiosa attività commerciale di “ortofrutta”. Scoprendo che già queste piccole attività gestite riuscivano a muovere nella realtà un milione e mezzo di euro. Una cifra considerevole rispetto all’attività ufficiale che svolgeva questo napoletano trapiantato nel Centro Italia, che si occupava prevalentemente di bancarelle. E’ un modo classico per cercare di non mettersi troppo in mostra, di sviare le attenzioni per poter continuare liberamente a svolgere quelle più remunerative, capaci di muovere in un sol colpo centinaia e centinaia di migliaia di euro. Ed è stato a questo punto che gli investigatori hanno voluto vederci chiaro. Per capire quale fosse l’interesse di un bancarellaro che da Perugia si interessava direttamente di investimenti sostanziosi e di acquisti immobiliari in comuni assai lontani, come in quello di Casamicciola. E’ difficile per un imprenditore, per un’attività familiare controllare più operazioni che distano chilometri e chilometri di distanza. Ma di questo, ovviamente, chi ha grossi capitali da ripulire non si crea alcun problema. L’importante è rendere legale ciò che è stato acquisito con operazioni illegali. Seguendo i soliti canali investigativi con tutte le operazioni di acquisti e vendita di immobili, gli uomini delle fiamme gialle hanno avuto già un primo schema di tutto ciò che aveva realizzato fino a quel momento il napoletano imprenditore-bancarellaro. L’attività successiva è stata quella di capire da quale direzione provenisse il denaro. Seguendo le tracce, che non possono essere facilmente cancellate, i finanzieri sono giunti ad un risultato più che lusinghiero e che ha in qualche modo messo in allarme il Gico. Il denaro è stato trasferito nella disponibilità di questo bancarellaro da uomini vicini al clan Licciardi di Secondigliano. Quartiere da dove lo stesso personaggio proveniva. Dopo aver lasciato Napoli “improvvisamente”, decise qualche anno fa che fosse meglio indirizzare le proprie attenzioni imprenditoriali in una regione più tranquilla, meno appariscente. La tranquillità è sinonimo, in questi casi, di attenzione meno accentuata delle forze dell’ordine per combattere il crimine organizzato che ha necessità impellente di ripulire i propri guadagni con investimenti capaci di dare “onorabilità”, rispetto imprenditoriale. BENI INTESTATI A TERZI Da subito questa sua presenza non era stata immediatamente sottoposta ad un controllo. In pochi anni, però, il commercio ambulante era diventato un po’ stretto, necessitava di qualcosa di più significativo ed importante sotto l’aspetto imprenditoriale. Il primo segnale che giunge dallo Stato risale al 2015, quando è destinatario di una proposta di misura di prevenzione patrimoniale e personale. Una richiesta che giunge esplicitamente dalle forze dell’ordine e sostenuta dalla procura della Repubblica. Quella richiesta, però, non trova accoglienza da parte del tribunale di prevenzione, che in quell’anno riteneva che non vi fossero elementi sufficienti per procedere ad un sequestro e nella immobilizzazione di colui che ne era gestore e proprietario occulto al tempo stesso. E’ dovuta arrivare, dopo circa sei anni, una ordinanza di sequestro da parte del giudice per le indagini preliminari di Perugia. Il giudice in questo caso ha ritenuto che vi fossero le condizioni per procedere ad una iniziativa importante e significativa in questo tessuto socio-economico. Dovendo spezzare il sospetto che questa grossa somma di denaro fosse riconducibile ad uno dei più grossi clan di Napoli, che necessitava di entrare nel mercato della legalità. E per giungere all’obiettivo erano state adottate una serie di precauzioni per evitare guai con la giustizia. Soprattutto evitare che il capofamiglia comparisse in ogni trattativa, in ogni vendita dinanzi al notaio. La scelta ricadde sul figlio, incensurato e mai fino ad ora coinvolto in operazioni di compravendita. Estendendo tale responsabilità ad altre tre persone che avevano lo stesso compito. L’ORDINANZA DEL GIP Scrive il giudice in un passaggio dell’ordinanza: «Tale consapevolezza avevano gli altri concorrenti nei reati contestati. Ciò emerge dal contenuto delle conversazioni captate e dalle quali traspare un rapporto di estrema confidenza tra tutti gli indagati, tale da far ragionevolmente reputare che gli stessi fossero tutti a conoscenza del procedimento di prevenzione pendente e che abbiano agito al solo fine esclusivo di venire incontro alle necessità del (omissis) per non farlo risultare formalmente intestatario di società o beni». Da questo passaggio si capisce benissimo che tutti i soggetti monitorati sono stati sistematicamente sottoposti ad intercettazioni telefoniche, come non è escluso che sia stato infilato il trojan su qualche utenza mobile. In particolare in quella del dominus, il bancarellaro che operava dietro le quinte. E’ proprio ascoltando queste conversazioni “riservate” che gli uomini del Gico della Guardia di Finanza sono venuti a conoscenza dell’intenzione del gruppo di rendere l’investimento di Casamicciola remunerativo con la realizzazione di un B&B. Attività che avrebbe dovuto essere già pronta la prossima estate. Tutto però si è fermato. Il Gico, infatti, dopo aver ricevuto dalle mani del pubblico ministero l’ordinanza del gip, ha operato d’iniziativa senza delegare a Corpi territoriali presenti in Campania il sequestro del bene. Tutto tramite il sistema informatico e senza apporre i sigilli, che in questo caso sono del tutto inutili. Infatti l’ordinanza cautelare è stata notificata ai cinque indagati che sono direttamente o indirettamente coinvolti in questo massiccio investimento di denaro fresco in diverse località con il sospetto che provenga dal potentissimo clan Licciardi di Secondigliano. Paolo Mosè | IL DISPARI