CAMPANIA NEWS Nuova ordinanza di De Luca: in Campania stop a fiere e mercati anche di generi alimentari, chiusi parchi, ville comunali, giardini pubblici, lungomari e piazze
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Fonte telecaprinews.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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Fonte telecaprinews.it
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INSERITO DA ANGELA CECERE Aveva rifiutato di farsi somministrare il vaccino contro il Covid, ma poi si è ammalata e ha contagiato sei anziani, ospiti della casa di riposo in cui lavora. Sta facendo molto discutere il caso di una operatrice sociosanitaria di Cesena, risultata positiva al tampone venerdì scorso dopo aver manifestato i primi sintomi. La donna aveva iniziato a manifestare i primi sintomi la scorsa settimana e si era sottoposta al tampone, risultato positivo. Nella casa di riposo, sei anziani, tutti già sottoposti alla seconda dose del vaccino, sono risultati positivi ma asintomatici. L'Ausl ha subito avviato un'indagine epidemiologica secondo cui sarebbe proprio l'operatrice la causa del focolaio all'interno della struttura, che ora è stata isolata. Subito interrotte le visite dei parenti all'interno della 'stanza degli abbracci'. Gli anziani positivi stanno bene e restano in isolamento nelle loro stanze. Annagrazia Giannini, direttrice della cooperativa Il Cigno, che gestisce la casa di riposo, ha spiegato a Il Resto del Carlino: «Sono addolorata per quanto accaduto. Crediamo che per gli operatori che lavorano a contatto con persone tanto fragili, vaccinarsi sia un dovere morale oltreché un impegno professionale».
LEGGO
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A CURA DI ANGELA CECERE Giovedì, 11 Marzo 2021
S. COSTANTINO
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Settimana n. 10
Giorni dall'inizio dell'anno: 70/295
A Roma il sole sorge alle 06:28 e tramonta alle 18:12 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 06:42 e tramonta alle 18:23 (ora solare)
Luna: 5.56 (lev.) 16.09 (tram.)
Proverbio del giorno:
Chi nel marzo non pota la sua vigna, perde la vendemmia.
Aforisma del giorno:
Evita il fasto: in un tugurio puoi vivere meglio dei re, dei loro amici. (Orazio)
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A CURA DI ANGELA CECERE Cambio di circolazione. Venti meridionali. Cielo via via molto nuvoloso e poi coperto al Centro-Nord. Qualche pioggia in arrivo tra Liguria di levante e alta Toscana. Più soleggiato sul resto delle regioni con cielo sereno o al massimo poco nuvoloso. Intenso Libeccio sul Mar Ligure che sarà molto mosso.
NORD
Dapprima avremo un cielo con nubi sparse, poi diventerà via via molto nuvoloso e quindi coperto. Non sono attese precipitazioni se non qualcuna in provincia di La Spezia.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 12 di Trieste e Milano e i 15 di Bologna
CENTRO e SARDEGNA
Generali condizioni di bel tempo con cielo poco nuvoloso, ma dalla sera tenderà a coprirsi o a diventare molto nuvoloso su Toscana, Umbria e alto Lazio. Qualche pioggia potrà interessare il massese e l'alto lucchese. Venti meridionali.
Temperature
Valori massimi compresi tra gli 11 di l'Aquila e i 16 di Cagliari
SUD e SICILIA
La giornata si presenterà ampiamente soleggiata con il cielo che si mostrerà sereno o al massimo poco nuvoloso su tutte le regioni. Venti dai quadranti settentrionali.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 9 di Potenza e i 16 di Palermo
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A CURA DI ANGELA CECERE S. Costantino Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 11,14-23. In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate. Ma alcuni dissero: «E' in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA La zona rossa porta a un incremento del numero di tamponi. Per il secondo giorno consecutivo nuovo record con 2.975 test eseguiti. Anche se ciò porta a mantenere alto il livello dei nuovi positivi, ne consegue un abbassamento considerevole dell'indice di positività. Dopo un'intera settimana trascorsa al 16,5% da 48 ore si viaggia sotto la doppia cifra, l'altro ieri 9,07% e ieri 8,47%. In calo anche il numero dei morti, ieri uno solo. Intanto slitta a oggi la decisione sulle misure più restrittive da inserire nel nuovo Dpcm. Due gli orientamenti nel governo: lockdown nei fine settimana e zone rosse automatiche con 250 casi per settimana ogni 100.000 abitanti, da una parte, e lockdown totale per tre settimane, dall'altra. I nuovi positivi Quattro i comuni con 18 o più casi. Cinquantaquattro con almeno un caso per un totale di 252 nuovi contagiati. Si tratta del secondo giorno consecutivo oltre i 250 e del settimo, negli ultimo otto giorni, sopra i 240. I comuni con il maggior numero di casi continuano a essere sempre gli stessi. E dunque 33 casi a Frosinone, 32 ad Alatri, 31 a Veroli, 18 a Sora, 10 a Ceccano e Pontecorvo, 8 a Ferentino e Monte San Giovanni Campano, 7 ad Arpino e Castelliri, 6 a Boville Ernica e Isola del Liri, 5 ad Anagni e Roccasecca, 4 ad Amaseno, Cassino, Sant'Ambrogio sul Garigliano e Strangolagalli, 3 ad Alvito e Collepardo, 2 ad Aquino, Casalvieri, Fontana Liri, Morolo, Patrica, Piedimonte San Germano, San Giovanni Incarico, Supino, Vico nel Lazio e Villa Santa Lucia. Infine, 1 caso ad Atina, Ausonia, Broccostella, Ceprano, Cervaro, Esperia, Falvaterra, Fumone, Giuliano d Roma, Paliano, Pescosolido, Picinisco, Pico, Pofi, Posta Fibreno, Ripi, Rocca d'Arce, San Vittore del Lazio, Sant'Elia Fiumerapdo, Santopadre, Torre Cajetani, Torrice, Vallecorsa e Vicalvi.Il tasso Il trend Formalmente è scaduta la prima ordinanza che istitutiva la zona rossa, quella di Torrice. Alla mezzanotte scorsa si sarebbero dovuti chiudere i 14 giorni di zona rossa che, per effetto dell'inclusione, da lunedì, di tutta la Ciociaria nella fascia con le restrizioni maggiori, proseguirà almeno fino al 21. Se non altro, la zona rossa ha avuto effetti positivi su Torrice. Il commissario prefettizio Anna Mancini spiega: «Siamo partiti da 91 positivi e ora gli attualmente positivi sono 59. C'è stato un andamento decrescente, il fenomeno è stato ricondotto a livelli più accettabili anche se non azzerato totalmente. Eccetto ieri (martedì, ndr) con 7 casi, in questi ultimi giorni ne abbiamo registrati 1 o 3». Negli ultimi sette giorni i casi sono stati 16 contro i 17 dei sette giorni precedenti. Effetto così netto che, al momento, non si ravvisa a Monte San Giovanni Campano, la seconda zona rossa: in sette giorni i casi sono 126 anche se sette giorni prima erano stati 158. Da sette giorni a questa parte è Alatri a mostrare la crescita più sostenuta con 234 casi contro i 114 del periodo precedente, quindi 192 casi a Frosinone da 149, 135 a Veroli da 118, 95 a Sora da 84, 77 a Isola del Liri da 46, 72 a Ceccano da 33, 62 a Ferentino da 29. Nello stesso periodo, inoltre, 51 casi a Boville Ernica e 45 ad Anagni. A marzo, invece, si contano 284 casi ad Alatri, 245 a Frosinone, 184 a Veroli, 157 a Monte San Giovanni Campano, 120 a Sora, 93 a Isola del Liri, 90 a Ceccano, 82 a Ferentino, 67 ad Anagni, 66 a Boville Ernica e 46 ad Arpino e Cassino.La crescita del numero dei tamponi determina la riduzione del tasso di positività. Da una media del 16,52% della scorsa settimana con punte del 19,09% e dopo un lunedì al 23,02% negli ultimi due giorni si è viaggiato al 9,07% e all'8,47% per una media in tre giorni del 13,52% che, se i numeri saranno questi, è destinata a scendere ancora. Decessi e guariti Registrata una sola vittima per Covid (le altre due del bollettino regionale sono di Roma e Teramo). Si tratta di un uomo di 80 anni di Fontechiari. In settimana i morti sono 7, nella passata furono 19 e in quella prima ancora 22. Crescono i guariti, arrivati a 1.252 a marzo con gli ultimi 181. I vaccini Sono 42.021 le dosi di vaccino somministrate dalla Asl di Frosinone. Nel Lazio raggiunta quota 601.754 con un incremento giornaliero di 20.767. In 170.407 hanno avuto la doppia dose. https://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/147805/covid-ciociaria-caccia-grossa-al-virus-record-di-tamponi-il-quadro-nei-comuni
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA La finale andrà in onda domenica 4 aprile 2021, in prima serata su Raitre. Condotta da Camila Raznovich, “La grande sfida” vedrà in competizione 20 Borghi, uno per regione Albori, suggestiva frazione di Vietri sul Mare, in Costiera Amalfitana, è in concorso per il titolo di Borgo più bello d'Italia nell'edizione 2021 della trasmissione di RAI TRE. È possibile sostenerla votando sul sito della RAI: www.rai.it/borgodeiborghi o su www.raiplay.it (sino alle 23:59 di domenica 21 marzo 2021). Registrandosi su Rai Play è possibile 1 voto al giorno. Votando ogni giorno sarà possibile portare Albori alla vittoria. La finale andrà in onda domenica 4 aprile 2021, in prima serata su Raitre. Condotta da Camila Raznovich, "La grande sfida" vedrà in competizione 20 Borghi, uno per regione.
Il programma è giunto all'ottava edizione e negli anni ha permesso ai telespettatori di scoprire posti bellissimi, divenuti mete turistiche tanto frequentate quanto quelle più tradizionali. Appena sarà possibile, torneranno ad essere mete ambite per appassionati d'arte, cultura e gastronomia.
La giuria di esperti 2021 è composta da: Rosanna Marziale, chef stellata e protagonista canale tv Food Network; Mario Tozzi, geologo e conduttore di "Sapiens" su Rai3; Jacopo Veneziani, professore, divulgatore e dottorando in Storia dell'Arte alla Sorbona di Parigi.
Albori è un borgo della Campania, in provincia di Salerno. Nel suo centro storico vivono 230 persone. L'origine più affascinante del suo nome è quella che lo fa derivare da Arvo, un argonauta al seguito di Giasone che, attratto dalla bellezza del luogo, vi si sarebbe stabilito dopo una tempesta.

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ALFONSO GATTO E LA COSTIERA AMALFITANA Poco dopo la dolorosa scomparsa di Alfonso Gatto, avvenuta l’8 marzo 1976 a causa di un incidente stradale dalle parti di Orbetello, il professore Francesco D’Episcopo, allora giovanissimo, e Pietro Borraro, direttore della Biblioteca provinciale di Salerno, organizzarono un importante convegno di studi, che si svolse a Salerno, a Maiori e ad Amalfi. Vi parteciparono poeti, cattedratici, critici letterari di grande spessore. Gli atti sono consacrati in un ponderoso volume, edito a Galatina nel 1980, dal titolo Stratigrafia di un poeta. Io ero, a quel tempo, consigliere di amministrazione dell’Azienda di soggiorno e turismo di Amalfi. In occasione della sessione dei lavori, in programma nel salone Morelli del palazzo municipale, il presidente, Plinio Amendola, mi affidò il compito di intervenire in sua vece, tratteggiando i legami di Gatto con la Costiera. Dopo quarant’anni mi tocca di riprendere l’argomento. Lo faccio volentieri, aggiungendo qualche elemento in più sul mio personale rapporto col poeta. Parto da un dato che viene da lontano. Avevo undici anni. Frequentavo la seconda media ad Amalfi. In un’antologia – non ne ricordo il titolo – trovai una poesia di Alfonso Gatto: Ai monti di Trento. Mi colpirono i versi dedicati alla madre: "Penso a mia madre sola con la luna / nella notte d'ottobre, ancora estiva / la brezza muove i suoi capelli, imbruna / sulle case d'intorno. / Così la chiara spera / dei monti a lungo ammalia / nei pascoli la sera. / Odora già l'Italia / di polvere e di rose. / Era la luna ancora effusa al giorno, / mia madre a lungo sul mio capo pose / le mani e disse: 'vedi, a noi d'intorno / il tempo s'è fermato...'. / Bei monti della sera / azzurro è il mio passato." Andai a leggere le poche note biografiche in calce alla pagina. E scoprii che era nato a Salerno il 17 luglio 1909. Aveva la stessa età di mio padre (cinque mesi in più). Cominciai a comprare i suoi libri. Li leggevo con avidità. Quando Gatto entrò nella redazione di Epoca, provai una grande gioia, perché quel rotocalco lo acquistavo regolarmente ogni settimana. Fu così che scoprii, un giorno, tra le risposte ai lettori, una sua bellissima descrizione di Erchie, che a quel tempo era un luogo assolutamente ignorato. Persino da chi lo attraversava per venire a Maiori o ad Amalfi. Gatto raccontava che, da ragazzo, ci si recava in barca da Salerno. (Faccio una parentesi: una volta m’è capitato di vedere, a casa di mio suocero, una foto di gruppo scattata proprio sulla spiaggia di Erchie. Con il poeta e altri amici c’era anche mio suocero). “In quell’insenatura – scrisse su Epoca –, il mondo taceva come per incanto, la spiaggia di ghiaia bianca, l’acqua del mare verdissima e chiara sugli arenili. Poche voci tra le pergole dei giardini d’agrumi”. Ricordava “una piccola osteria, una stanza, in fondo alla valletta verde dell’insenatura, sotto lo strapiombo della strada costiera. […] una piccola osteria, una stanza, in fondo alla valletta verde dell’insenatura, sotto lo strapiombo della strada costiera. C’era pronto un piatto di aguglie fritte, quei pesci lunghi col becco e la spina verdissima, tenuto al fresco con l’aceto e la mentuccia. Ritornavamo sulla spiaggia, infilavamo la bottiglia nella ghiaia dove batteva la maretta. Mangiavamo con le mani quel pesce odoroso e silvestre, bevevamo quel vino asprigno. Eravamo felici, parlando delle nostre speranze, dei nostri timidi amori. La notte rimaneva sempre chiara. Bevendo e bevendo, parlando e parlando, una notte capitò di addormentarci. Ci risvegliammo che l’aurora tingeva il cielo di rosso. L’oste, prima di andare a letto, ci aveva coperto col tappeto dell’unico tavolo della sua osteria”. A rileggere il brano, me lo immagino ancora lì, legato a un gozzo parcheggiato su viscide falanghe, come Ulisse all’albero della nave, con le sirene intorno che lo invitano, con un canto irresistibile e maliardo, a non partire. Alfonso Gatto lo avevo incrociato qualche volta, con timidezza mista a curiosità, ma anche con la venerazione con cui si guarda a un personaggio di grande rilievo, in occasione delle sue venute a Minori con il giornalista Aldo Falivena, lo scrittore e critico d’arte Enrico Castaldi, l’urologo Bruno Fontana, il gallerista Lelio Schiavone e qualche altro amico, a raggiungere il pittore Mario Carotenuto che si era insediato in una casetta alla fine del lungomare, quasi al limite della scogliera, oppure Giannino Di Lieto, anch’egli poeta, che gli organizzava incontri stimolanti con i ragazzini della scuola. O, magari, Carminuccio Ruocco, l’antiquario che aveva bottega proprio sotto il balconcino di Carotenuto. Tutto qui. Non m’era mai capitato di scambiare una parola con lui. Avvenne più tardi: il 9 ottobre del 1966, ad Amalfi, nell’Arsenale, quando si tenne un recital delle sue liriche. Lo so di preciso, perché me lo segnai su un’agendina che ancora conservo. Ci scambiammo qualche banale frase di circostanza. Nell’estate del 1967, all’inizio di agosto, mi ci trovai di fronte una sera, nella sala interna del Gran Caffè ad Amalfi. Era in compagnia del solito gruppo di amici ai quali s’era aggiunto l’avvocato amalfitano Alfonso Iovane, suo vecchio compagno di banco al liceo. L’avvocato, appena mi vide entrare (ero spinto lì dalla curiosità del cronista), m’invitò ad avvicinarmi. Poi, rivolto a Gatto, disse: “Alfonso, ti presento Sigismondo Nastri, corrispondente del Tempo. Scrive anche poesie. Perché non gliele guardi e gli dai qualche consiglio?”. Mi feci rosso dalla vergogna. Il sudore cominciò a colarmi addosso a rivoli dal volto. E non per il caldo. L’avvocato Iovane mi stimava, anzi mi voleva bene, al punto che si era dimesso da corrispondente del quotidiano romano per farmi subentrare al suo posto. Non smetterò mai di essergli riconoscente. Alfonso Gatto rispose senza rifletterci un istante: “Io ho preso casa a Conca dei Marini, vicino alla chiesa di san Pancrazio. Ti aspetto domani pomeriggio”. Il giorno dopo, 7 agosto, era un lunedì, se non erro, arrivai tra le sedici e trenta e le diciassette. Stava già ad aspettarmi. Rimasi con lui fino all’imbrunire. Avevo portato la cartella contenente le mie poesie, o presunte tali, battute con buona cura a macchina. Gli dissi che mi sarebbe piaciuto pubblicarle. Volevo lasciar traccia di una cotta che m’ero preso dieci o dodici anni prima, neppure corrisposto, per una ragazza. La cosa lo incuriosì. Le lesse con attenzione, una per una, commentandole: questa sì, questa no. E dividendole in due blocchi. Il volumetto Acquamorta, edito da Rebellato tre anni dopo, prese corpo quel pomeriggio. Nacque da quella selezione. Eravamo seduti a un tavolo, sul quale Gatto aveva poggiato una bottiglia di whisky e due bicchierini. Io non avevo dimestichezza con i superalcolici. Mi toccò di berne almeno tre o quattro volte. Ogni tanto si alzava e, affacciato al balcone, mi faceva segno di seguirlo. Mi parlava del paesaggio della costiera, che adorava, della linea impercettibile dell’orizzonte che separava l’azzurro del cielo da quello del mare, mi manifestava il suo amore per gli ulivi, alberi “di antica povertà”, che vedevamo parati nel terreno scosceso, proprio davanti a noi. “Gli ulivi del mare, foglia / di grigio-verde-argento…” come poi li ho trovati descritti in una sua poesia. Incontrai ancora Gatto in occasione di una venuta ad Marilena Amalfi quando presiedeva la giuria di un premio letterario, promosso dall’Azienda turismo di Amalfi, presieduta dall'amico Giuseppe Liuccio, docente ancora amato dai suoi ex alunni, giornalista e poeta di fine sensibilità: premio che però non ebbe seguito. I legami con la Costiera sono testimoniati dalle sue frequentazioni e dalla sua poesia: le Rime di viaggio per la terra dipinta, soprattutto. Penso alla emozione – la sua e quella che trasmette a noi lettori – dell'attraversamento della statale 163: "La strada che da Vietri a Capodorso / a Minori, ad Amalfi sale e scende / verso il mare di Conca e di Furore / è strada di montagna: vi s’arrende / la luce che nel trarla dosso a dosso / ai suoi spicchi costrutti trova il fiore / del lastrico deserto, la ginestra. / E l’ombra passa a approfondire il verso / dei suoi displuvi, l’onda dei tornanti / alle case di vetta: una finestra / dai vetri d’alba s’apre per l’oriente / alla breva serale. / Calma fragranza, il sonno nel riverso / meriggio è già l’amore, / un frascheggio di pergole di scale / e di voci passanti, / il fumo di chi vive col suo niente / una giornata d’aria." Oppure: "Odorava di ragia, di fragaglia, / la costa di Cetara e d’Erchie sale / nella memoria, tesse i muri, impaglia / le pergole di agrumi: per le scale / dei monti svetta il bianco delle case." O alla suggestiva esplorazione del paesaggio di case e di terrazze a sghembo, che ad Atrani si confondono con le cupole della Maddalena. "Dall’entro della costa all’ampia svolta, / verde di casa rosa Atrani bianca, / città d’un tempo e d’ogni giorno è colta / dalla sorpresa d’essere: l’affranca / di luce il suo costrutto per dimore / che ascendono murate al vivo, illese / nel tenere per saldo e per nitore / terrazze a sghembo, cupole di chiese. / Nelle arcate profonde del viadotto / il mare verde inabissato annera. / In alto i vetri del tramonto, sotto / questo fresco parlare che è già sera." Antonio Vuolo, un giornalista che gli fu amico e lo frequentò, in occasione del Santarosa festival di Conca del 2009, nel corso del quale s’è celebrato il centenario della nascita di Alfonso Gatto, su Positanonews ha scritto: “di cene insieme ne consumammo tante a Minori con l’allegra brigata di Lelio Schiavone, Antonio Castaldi, Bruno Fontana e Mario Carotenuto o ad Atrani a tirare l’alba in miti conversari nella piazzetta/a)a de Birecto a far da quinta. Gatto amava molto Atrani, città d’un tempo e d’ogni giorno colta nella sorpresa d’essere con quel costrutto per dimore che ascendono murate al vivo, illese nel tessere per saldo e per nitore terrazze a sghembo, cupole di chiese, là dove nelle arcate del viadotto il mare verde inabissato annera con in alto i vetri del tramonto e sotto il fresco parlare ch’è già sera”. Gatto – ricorda Vuolo – “non disponeva di macchina ed odiava la guida. Così, spesso, mi chiedeva di fargli compagnia nelle scorribande da Vietri a Positano, con soste, sempre più frequenti negli anni, a Minori, a Ravello, ad Atrani, ad Amalfi, a Conca, a Furore, a Positano”. “Verso la fine degli anni sessanta – aggiunge – mi chiese di trovargli una casa nel verde degli agrumeti, nel silenzio assorto della campagna spalancata sull’infinito dell’orizzonte del mare dei miti e della storia. Girammo a lungo tra Ravello, Scala, Pogerola di Amalfi e Furore. La trovò a Conca. Gli piacque e fu il suo rifugio. E a Conca dedicò una bellissima lirica, in cui registrava la paura da mancamento su per l’erta delle scale dal mare alla collina." Conca era il suo luogo dell'anima: "Il mezzogiorno lastrica le mude / di calce spenta, mi sostiene il vago / terrore di mancare, così nude / le gambe irragionevoli che appago / del ricordo del sole, così mio / l’inganno di seguirle al tremolìo / dell’universo vuoto. / Nel precipizio del cadere immoto / la mia paura a strèpito del cuore. / Ad attrarmi così, nel lieve moto / di quegli aghi silenti, fu stupore / di vita la sembianza dell’addio / che a distinguere il volto mi trovavo. / Ero l’orma sparita nell’incavo / del segno, a rilevarmi dall’oblio / fu la musica torrida, la spera / d’un riverbero alato, la Chimera." Oltre Conca, era il fiordo di Furore a scatenare nel poeta “l’assorta meraviglia dell’essere”. Insieme al “paesetto di Riviera” dove "La sera amorosa / ha raccolto le logge / per farle salpare / le case tranquille / sognanti la rosa / vaghezza dei poggi / discendono al mare / in isole, in ville/ accanto alle chiese." Le parole di Gatto, i versi che ha dedicato alla Costiera – sottolinea Alessandra Ottieri – “ci restituiscono un’immagine possente della nostra terra, il cui ricordo non solo va preservato come una gemma rara, ma va coltivato, messo a frutto, divulgato presso le nuove generazioni per riscoprire l’amore verso un angolo della nostra penisola che ha bisogno, per riscattarsi, di ritrovare la memoria di sé”. E questo è compito nostro e dei nostri figli. Sigismondo Nastri
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ai tempi miei (86 anni, più di sessanta dedicati all'attività di cronista in Costa d'Amalfi) esisteva il giornalismo d'inchiesta. Oggi ci si adagia su veline e comunicati stampa. Possibile che nessun organo d'informazione - tv, radio, giornali - abbia sentito il dovere di indagare sul perché, in questo territorio, gli ultraottantenni di Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare, hanno avuto accesso alla vaccinazione anticovid (al P.O. di Castiglione di Ravello, a Positano e, per quanto riguarda Cetara e Vietri sul Mare, all'ospedale Ruggi di Salerno), mentre NE SONO ANCORA PRIVATI QUELLI RESIDENTI A MAIORI E MINORI? Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, è informato dell'evidente grave intollerabile disservizio che continua a esporre gli anziani, residenti in questi due comuni, al rischio di contagio? Con conseguenze che si possono ben immaginare? O veramente non importa niente a nessuno? E Roberto Speranza, ministro della salute, che ne pensa? E il vice ministro Sileri? Non è giusto quello che sta accadendo. Ed è profondamente immorale. Le vaccinazioni erano state annunciate per domani, mercoledì, ma ancora non si sa dove effettuarle. Nessuno è stato convocato. Eppure in un comunicato della Conferenza dei sindaci della Costa d'Amalfi, reso noto ufficialmente nei giorni scorsi, era stato indicato il Centro anziani, al corso Reginna 71 di Maiori. Ora non se ne parla più, se è vero - ed è vero - che il parroco, don Nicola Mammato, s'è offerto - con un post su facebook - di mettere a disposizione la sacrestia di una chiesa. Ho motivo di pensare che neppure se ne farà nulla. Non ci spero, ma vorrei che l'ufficio stampa del Palazzo del Quirinale prendesse nota di questo sfogo, che è lo sfogo un cittadino ottantaseienne, che si fa interprete anche delle ansie e delle preoccupazioni di tanti suoi coetanei nella stessa situazione, sottoponendolo all'attenzione del Presidente Mattarella. Giusto perché ne prenda conoscenza. Egli è l'unico, in questo poco rassicurante scenario politico-istituzionale, del quale ci si può fidare."""

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono 3.034 i nuovi casi di positività al Coronavirus registrati in Campania nelle ultime 24 ore: si tratta del dato più alto da novembre 2020. Tasso di positività all’11,73% in leggero rialzo rispetto a ieri. Sono 26 i nuovi decessi, tutti nelle ultime 24 ore. Salgono ancora i ricoveri: 1.614 in tutta la Campania tra intensive e degenza ordinaria. Positivi del giorno: 3.034 (di cui 311 casi identificati da test antigenici rapidi) di cui Asintomatici: 2.111 Sintomatici: 612 * Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai soli positivi al tampone molecolare Tamponi del giorno: 25.867 (di cui 3.615 antigenici) Totale positivi: 292.608 (di cui 9.289 antigenici) Totale tamponi: 3.151.955 (di cui 146.848 antigenici) Deceduti: 26 (*) Totale deceduti: 4.576 Guariti: 1.814 Totale guariti: 195.605 * 26 deceduti nelle ultime 48 ore. Report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656 Posti letto di terapia intensiva occupati: 143 Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**) Posti letto di degenza occupati: 1.471 ** Posti letto Covid e Offerta privata.
SALERNONOTIZIE