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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 17.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

17 Marzo 2021, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 17.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Tempo in parziale peggioramento. Dapprima sole prevalente salvo neve sui confini alpini a zero metri, poi peggiora gradualmente, ma debolmente sugli Appennini meridionali e in Sardegna con precipitazioni in genere di debole intensità, più moderate soltanto sul sassarese orientale. Ancora qualche nevicata sui confini alpini fino a zero metri.

 

NORD

In questa giornata un cielo più nuvoloso interesserà il Nordovest, ma senza precipitazioni associate. Sarà più soleggiato sul resto delle regioni. Ci saranno ancora alcune nevicate sui confini alpini e fino a zero metri.
Temperature

Valori massimi attesi tra i 10 di Bolzano e i 14 di Milano e Bologna
CENTRO e SARDEGNA

Giornata prevalentemente soleggiata sulle regioni peninsulari a parte qualche isolata precipitazione sui rilievi del frusinate e dell'aquilano. In Sardegna il tempo tenderà a peggiorare nel corso del pomeriggio con qualche debole precipitazione, nevosa a 1200 metri.
Temperature

Valori massimi compresi tra i 9 di l'Aquila e i 15-16 di Cagliari e Firenze
SUD e SICILIA

Dapprima tempo soleggiato con cielo sereno o poco nuvoloso su tutte le regioni, nel pomeriggio qualche nube in più potrà portare alcuni piovaschi in Campania e su potentino e cosentino.
Temperature

Valori massimi attesi tra i 7 di Potenza e i 14 di Palermo

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ANIMALI Lucertola

17 Marzo 2021, 09:20am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Lucertola

A CURA DI MORENA MOTTA Le lucertole (Lacertilia Günther, 1867), nei paesi di lingua latina più noti come sauri (Sauria), sono un sottordine obsoleto perché parafiletico di rettili appartenenti all'ordine Squamata.

Hanno una testa piatta e triangolare, tronco piatto e coda lunga; si tratta di quadrupedi, anche con zampe non evidenti (Negli Anguidi come l'orbettino), minuscole (Negli Scincidi come la Luscengola) ed orecchie esterne prive di padiglione auricolare (per le singole specie vedi Categoria:Sauri). Hanno occhi con pupille nere e iride gialla ed hanno palpebre, una lingua biforcuta che funge da organo di tatto e come arma di caccia: tramite la saliva trattiene le piccole prede di cui si nutre, come insetti, larve e vermi, è inoltre dotata di due robuste mascelle e due file di denti simmetrici. È caratterizzata dall'autotomia, la capacità di staccare una porzione della propria coda in caso di pericolo, ingannando il predatore; questa ricrescerà successivamente. La lunghezza degli adulti di questo raggruppamento varia da pochi centimetri (geco dei Caraibi) a tre metri circa (drago di Komodo). Oltre all'autotomia sono in grado di guarire le ferite, anche le più estese; altre lucertole riescono ad assumere un comportamento di "falsa morte" meglio conosciuto come morte apparente o tanatosi.

Alcune lucertole sono in grado di cambiare colore. L'esempio più noto è il camaleonte, ma questa caratteristica può appartenere anche ad altre specie. Solitamente sono insettivore o carnivore. Alcune specie sono erbivore o onnivore, un esempio caratteristico di queste è l'iguana, che ha una dieta strettamente erbivora.

Il periodo riproduttivo delle lucertole cade in primavera inoltrata, quando la temperatura è favorevole alla piena attività di queste specie. La femmina depone da 3 a 8 uova in depressioni del terreno che scava con le zampe anteriori, mentre spinge via la terra scavata servendosi delle zampe posteriori. Le uova sono piccole e biancastre e il guscio è di natura pergamenacea, non rigida come, ad esempio, nei cheloni e negli uccelli. I piccoli rompono il guscio con una sorta di punteruolo corneo, chiamato anche dente dell'uovo, posto sulla punta del muso e che viene riassorbito subito dopo la nascita.

Come già detto, alcuni gruppi di lucertole possiedono la peculiarità di poter perdere la coda se soggette ad attacchi da parte di predatori (autotomia). La parte della coda tranciata possiede dei centri nervosi relativamente indipendenti dal cervello, che possono determinarne un movimento di contorsione anche se la coda è staccata dal corpo. Il predatore viene così distratto dalla coda credendo si tratti della metà viva dell'animale, mentre la lucertola, rimanendo in uno stato immobile di morte apparente (tanatosi), tenterà la fuga nel momento più opportuno.

Le contorsioni della coda vanno via via affievolendosi nel momento in cui l'ossigeno presente nei vasi sanguigni recisi inizia a scarseggiare. Il distacco della coda è provocato da una violentissima contrazione dei muscoli presenti ed avviene lungo piani di frattura prestabiliti tra le vertebre, che sono zone più fragili della spina dorsale. I muscoli rimangono contratti anche dopo il distacco per bloccare l'emorragia, fino alla completa cicatrizzazione. Da questa cicatrizzazione verrà rigenerata in seguito una nuova coda. Quando la ferita è irregolare raramente può succedere che venga creata anche più di una coda.

Le specie del sottordine Lacertilia si trovano in quasi in tutto il mondo, con l'eccezione della parte settentrionale del Nord America e dell'estremo nord dell'Asia.

La maggior parte delle specie prediligono gli habitat umidi tropicali e subtropicali, ma ci sono specie che vivono nelle zone più temperate o che si sono adattate agli ambienti aridi e semidesertici.

FONTE it.wikipedia.org

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 17.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

17 Marzo 2021, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 17.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE S. Patrizio Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 5,17-30. In quel tempo, Gesù rispose ai Giudei: «Il Padre mio opera sempre e anch'io opero».
Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati.  Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole; il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso; e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

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ANIMALI Ippopotamo

17 Marzo 2021, 08:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Ippopotamo

A CURA DI MORENA MOTTA L’ippopotamo è un grande mammifero artiodattilo africano appartenente alla famiglia degli Hippopotamidae, che annovera solo un’altra specie vivente, l’ippopotamo pigmeo. Originariamente diffuso in tutta l’Africa a sud del Sahara, oggi l’ippopotamo ha notevolmente contratto il suo areale di distribuzione a causa soprattutto della caccia e delle pratiche agricole operate dall’uomo.

È sicuramente uno dei più grandi mammiferi terrestri viventi, secondo solo all’elefante e ad alcuni rinoceronti. I maschi adulti raggiungono anche i 5 metri di lunghezza e un’altezza al garrese di 150 cm. Per quanto riguarda il peso, in media gli ippopotami si attestano su 1.500-1.800 kg ma non sono rari vecchi individui che superano le tre tonnellate. La forma del corpo è allungata con arti corti e testa molto massiccia. La pelle è quasi glabra con pochi peli concentrati sulle orecchie, sul muso e sulla coda. Per evitare l’essiccamento della pelle, l’ippopotamo trascorre le ore diurne più calde in acqua dove rimane gran parte del giorno a riposare.

Nonostante la mole, per brevi tratti l’ippopotamo può correre fino a 40 km/h. Tale capacità unita alla mole e al temperamento molto aggressivo fanno si che non abbia nemici naturali e costituisca una seria minaccia anche per l’uomo. L’ippopotamo vive in fiumi e laghi non allontanandosi mai troppo dall’acqua. È abile nuotatore, usa le zampe dotate di quattro dita per spostarsi in acqua. Di base vegetariano, si nutre principalmente a terra brucando varie tipologie di erbe. L’adattamento alla vita anfibia è testimoniato dalla forma di occhi, narici e orecchie che permettono una vista ottimale anche in acqua e una chiusura ermetica durante l’immersione. La dentizione è impressionante: i canini taglienti e aguzzi sono a crescita continua e possono superare il mezzo metro di lunghezza per oltre 3 kg di peso.

Gli ippopotami sono animali sociali e vivono in gruppo costituito da un maschio dominante e molti altri individui, Nella stagione secca quando la disponibilità d’acqua si riduce non è infrequente trovare centinaia di ippopotami fianco a fianco nel fango. A volte tra maschi si verificano combattimenti anche piuttosto cruenti. Gli ippopotami possono spalancare le fauci di 150 gradi e i canini costituiscono una più che valida arma contro il contendente di turno. Sulla pelle dei maschi non è insolito osservare profonde cicatrici, ricordo di trascorse tenzoni. Raramente mortali i combattimenti terminano con lo sconfitto che abbandona il campo di battaglia. L’aspettativa di vita in natura può superare i 40 anni.

FONTE www.safariravenna.it

 

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FAVOLE E RACCONTI Il Brutto anatroccolo

16 Marzo 2021, 17:05pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI Il Brutto anatroccolo

A CURA DI MORENA MOTTA L'estate era iniziata; i campi agitavano le loro spighe dorate, mentre il fieno tagliato profumava la campagna. In un luogo appartato, nascosta da fitti cespugli vicini ad un laghetto, mamma anatra aveva iniziato la nuova cova.
Siccome riceveva pochissime visite, il tempo le passava molto lentamente ed era impaziente di vedere uscire dal guscio la propria prole… finalmente, uno dopo l'altro, i gusci scricchiolarono e lasciarono uscire alcuni adorabili anatroccoli gialli.

- Pip! Pip! Pip! Esclamarono i nuovi nati, il mondo è grande ed è bello vivere!-
- Il mondo non finisce qui,- li ammonì mamma anatra,- si estende ben oltre il laghetto, fino al villaggio vicino, ma io non ci sono mai andata. Ci siete tutti? - Domandò.
Mentre si avvicinava, notò che l'uovo più grande non si era ancora schiuso e se ne meravigliò.
Si mise allora a covarlo nuovamente con aria contrariata.
- Buongiorno! Come va? - Le domandò una vecchia anatra un po' curiosa che era venuta in quel momento a farle visita.

- Il guscio di questo grosso uovo non vuole aprirsi, guarda invece gli altri piccoli, non trovi che siano meravigliosi?-
- Mostrami un po' quest'uovo. - Disse la vecchia anatra per tutta risposta. - Ah! Caspita! Si direbbe un uovo di tacchina! Ho avuto anche io, tempo fa, Questa sorpresa: Quello che avevo scambiato per un anatroccolo era in realtà un tacchino e per questo non voleva mai entrare in acqua. Quest'uovo è certamente un uovo di tacchino. Abbandonalo ed insegna piuttosto a nuotare agli altri anatroccoli!-
- Oh! Un giorno di più che vuoi che mi importi! Posso ancora covare per un po'. - Rispose l'anatra ben decisa.-
- Tu sei la più testarda che io conosca! - Borbottò allora la vecchia anatra allontanandosi.
Finalmente il grosso uovo si aprì e lascio uscire un grande anatroccolo brutto e tutto grigio.
- Sarà un tacchino! - Si preoccupò l'anatra. - Bah! Lo saprò domani!-
Il giorno seguente, infatti, l'anatra portò la sua piccola famiglia ad un vicino ruscello e saltò nell'acqua: gli anatroccoli la seguirono tutti, compreso quello brutto e grigio.
- Mi sento già più sollevata, - sospirò l'anatra, - almeno non è un tacchino! Ora, venite piccini, vi presenterò ai vostri cugini.-

La piccola comitiva camminò faticosamente fino al laghetto e gli anatroccoli salutarono le altre anatre.
- Oh! Guardate, i nuovi venuti! Come se non fossimo già numerosi!… e questo anatroccolo grigio non lo vogliamo! - Disse una grossa anatra, morsicando il poverino sul collo.-
- Non fategli male! - Gridò la mamma anatra furiosa - E' così grande e brutto che viene voglia di maltrattarlo! - Aggiunse la grossa anatra con tono beffardo.- E' un vero peccato che sia così sgraziato, gli altri sono tutti adorabili, - rincarò la vecchia anatra che era andata a vedere la covata.
- Non sarà bello adesso, può darsi però che, crescendo , cambi; e poi ha un buon carattere e nuota meglio dei suoi fratelli, - assicurò mamma anatra, -
-La bellezza, per un maschio, non ha importanza, - concluse, e lo accarezzò con il becco - andate, piccoli miei, divertitevi e nuotate bene!-
Tuttavia, l'anatroccolo, da quel giorno fu schernito da tutti gli animali del cortile: le galline e le anatre lo urtavano, mentre il tacchino, gonfiando le sue piume, lo impauriva.
Nei giorni che seguirono, le cose si aggravarono: il fattore lo prese a calci e i suoi fratelli non perdevano occasione per deriderlo e maltrattarlo.

Il piccolo anatroccolo era molto infelice. Un giorno, stanco della situazione, scappò da sotto la siepe.
Gli uccelli, vedendolo, si rifugiarono nei cespugli. "sono così brutto che faccio paura!" pensò l'anatroccolo.
Continuò il suo cammino e si rifugiò, esausto, in una palude abitata da anatre selvatiche che accettarono di lasciargli un posticino fra le canne.

Verso sera, arrivarono due oche selvatiche che maltrattarono il povero anatroccolo già così sfortunato.
Improvvisamente, risuonarono alcuni spari… le due oche caddero morte nell'acqua! I cacciatori, posti intorno alla palude, continuarono a sparare. Poi i lori cani solcarono i giunchi e le canne. Al calar della notte, il rumore cessò.
Il brutto anatroccolo ne approfittò per scappare il più velocemente possibile. Attraversò campi e prati, mentre infuriava una violenta tempesta. Dopo qualche ora di marcia, arrivò ad una catapecchia la cui porta era socchiusa.
L'anatroccolo si infilò dentro: era la dimora di una vecchia donna che viveva con un gatto ed una gallina. Alla vista dell'anatroccolo, il micio cominciò a miagolare e la gallina cominciò a chiocciare, tanto che la vecchietta, che aveva la vista scarsa, esclamò:
- Oh, una magnifica anatra! Che bellezza, avrò anche le uova… purché non sia un' anatra maschio! Beh, lo vedremo, aspettiamo un po'!-La vecchia attese tre lunghe settimane… ma le uova non arrivarono e cominciò a domandarsi se fosse davvero un'anatra! Un giorno, il micio e la gallina, che dettavano legge nella stamberga, interrogarono l'anatroccolo:
- Sai deporre le uova? - domandò la gallina;
- No… - rispose l'anatroccolo un po' stupito.
- Sai fare la ruota? - domandò il gatto;
- No, non ho mai imparato a farla! - rispose l'anatroccolo sempre più meravigliato.
- Allora vai a sederti in un angolo e non muoverti più! - gli intimarono i due animali con cattiveria.Improvvisamente, un raggio di sole e un alito di brezza entrarono dalla porta.

L'anatroccolo ebbe subito una grande voglia di nuotare e scappò lontano da quegli animali stupiti e cattivi.
L'autunno era alle porte, le foglie diventarono rosse poi caddero.
Una sera, l'anatroccolo vide alcuni bellissimi uccelli bianco dal lungo collo che volavano verso i paesi caldi. Li guardò a lungo girando come una trottola nell'acqua del ruscello per vederli meglio: erano cigni! Come li invidiava!
L'inverno arrivò freddo e pungente; l'anatroccolo faceva ogni giorno un po' di esercizi nel ruscello per riscaldarsi. Una sera dovette agitare molto forte le sue piccole zampe perché l'acqua intorno a lui non gelasse: ma il ghiaccio lo accerchiava di minuto in minuto… finché, esausto e ghiacciato, svenne.
Il giorno seguente, un contadino lo trovò quasi senza vita; ruppe il ghiaccio che lo circondava e lo portò ai suoi ragazzi che lo circondarono per giocare con lui. Ahimè, il poveretto ebbe una gran paura e si gettò prima dentro un bidone di latte e poi una cassa della farina. Finalmente riuscì ad uscire e prese il volo inseguito dalla moglie del contadino.

Ancora una volta il brutto anatroccolo scappò ben lontano per rifugiarsi, esausto, in un buco nella neve.
L'inverno fu lungo e le sue sofferenze molto grandi… ma un giorno le allodole cominciarono a cantare e il sole riscaldò la terra: la primavera era finalmente arrivata!
L'anatroccolo si accorse che le sue ali battevano con molto più vigore e che erano anche molto robuste per trasportarlo sempre più lontano. Partì dunque per cercare nuovi luoghi e si posò in un prato fiorito. Un salice maestoso bagnava i suoi rami nell'acqua di uno stagno dove tre cigni facevano evoluzioni graziose. Conosceva bene quei meravigliosi uccelli! L'anatroccolo si lanciò disperato verso di loro gridando:
- Ammazzatemi, non sono degno di voi!-

Improvvisamente si accorse del suo riflesso sull'acqua: che sorpresa! Che felicità! Non osava crederci: non era più un anatroccolo grigio… era diventato un cigno: come loro!!
I tre cigni si avvicinarono e lo accarezzarono con il becco dandogli così il benvenuto, mentre alcuni ragazzi attorno allo stagno declamavano a gran voce la sua bellezza e la sua eleganza.
Mise la testa sotto le ali, quasi vergognoso di tanti complimenti e tanta fortuna: lui che era stato per tanto tempo un brutto anatroccolo era finalmente felice e ammirato.

FONTE www.lefiabe.com

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Frana Amalfi, ricostruzione della Statale: iniziate le perforazioni per la posa di micropali e tiranti / Video

16 Marzo 2021, 14:35pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Continuano senza sosta ad Amalfi i lavori per la ricostruzione della Strada Statale crollata a seguito della frana dello scorso 2 febbraio che ha interessato il costone Vagliendola.

Il sindaco della città marinara, Daniele Milano, ha pubblicato poco fa sui suoi canali social un video in cui viene mostrato l’avanzamento dei lavori. Nello specifico ieri sono iniziate le perforazioni per la posa di micropali tiranti.

“Si lavora senza sosta per la ricostruzione della strada: sono iniziate ieri le perforazioni per la posa di micropali e tiranti. Siamo al giro di boa e non c’è un minuto da perdere!” – queste le parole del primo cittadino di Amalfi.

 

 

Attualmente sul luogo della frana ci sono tre fronti di azione. La prima azione, partita immediatamente ed attuata dal Comune di Amalfi, riguarda l’eliminazione dei pericoli sul costone e le prime attività di messa in sicurezza, necessarie per aprire i due cantieri di ricostruzione.

La seconda riguarda il progetto esecutivo della statale, già redatto dall’ANAS e sottoposto ai pareri di rito. E’ stato già acquisito il parere favorevole della Soprintendenza e il cantiere è stato avviato. Le opere riguarderanno il ponte a tre arcate in muratura della statale, danneggiato e parzialmente crollato.

La terza, attuata dal Comune, riguarda il progetto per la ricostruzione della stradina pedonale Vagliendola, completamente distrutta, con gli edifici rimasti sul fronte scomparso. Quest’ultima seguirà, anche per l’impianto di cantiere, le prime due, salvo a potersi sovrapporre nel cronoprogramma, per compattare ancora di più i tempi.

Per quanto riguarda la stradina pedonale Vagliedola si è pensato di “disegnare” gli archi sulla parete del costone, ancorandoli a questo con un sistema di intirantatura speciale, distribuita su “finti piloni”, che di fatto restituiscono un ponte ad arcate appeso come un quadro all’unico elemento in grado di collaborare: il costone.

Si stima che, per ripristinare la viabilità sulla strada statale 163 ci vorranno almeno 40-50 giorni lavorando su più turni.

 

AMALFINOTIZIE

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VELASCA VIMERCATE NEWS VIMERCATE Lo smart working, la dad, 4 figli e nessun aiuto dallo Stato

16 Marzo 2021, 14:30pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Lo smart working, la dad, 4 figli e nessun aiuto dallo Stato

INSERITO DA MORENA MOTTA La testimonianza di una famiglia che non può accedere nemmeno al bonus baby sitter Quattro figli, lo smart working, la dad e… nessuno aiuto dallo Stato. Una storia esemplare, che racconta dallo stato di estrema difficoltà in cui versano le famiglie da un anno a questa parte. La pandemia ha stravolto tutte le regole e l’organizzazione anche e soprattutto quotidiana. Ancor di più con la chiusura delle scuole. Penalizzando in particolare le famiglie numerose. La testimonianza di Andrea e Manuela Ne sanno qualcosa, purtroppo per loro, Andrea Ruggiero e la moglie Manuela. Vimercatesi, 43 anni lui, 40 lei, hanno affidato ad una civilissima lettera il loro sfogo. Raccontando cosa succede in una famiglia in lockdown con quattro figli, che non può fare affidamento nemmeno ad un aiuto economico da parte dello Stato. “Siamo una coppia residente a Vimercate con la gioia di avere quattro figli di 2, 5, 7 e 9 anni – hanno raccontato nella lettera inviata anche al sindaco di Vimercate Francesco Sartini – Per la prima volta dall’inizio della pandemia siamo seriamente preoccupati per la gestione familiare delle prossime settimane. Entrambi siamo lavoratori dipendenti in aziende private. Entrambi abbiamo i genitori in due regioni del Sud e non abbiamo alcun familiare a cui appoggiarci. Io lavoro in smartworking, mia moglie solo due o tre giorni la settimana può permettermelo. Secondo l’ultimo decreto legge noi saremmo in grado di gestire due figli in Dad, una in età da materna e soprattutto uno in età da nido senza avere ripercussioni sulle nostre attività lavorative”. Una vera e propria beffa per la famiglia. Lo Stato infatti non riconosce alcun aiuto economico ai genitori che possono lavorare da casa, dando per scontato che possano contemporaneamente occuparsi degli figli, indipendentemente dal numero e dall’età e quindi dalla necessità di attenzioni richieste. “A noi (proprio perché in Smart working) non sono concessi congedi parentali straordinari nè bonus babysitter – proseguono i coniugi nella lettera – Vorremmo invitare a casa nostra per un paio di giorni (non di più perché in fondo siamo buoni) gli ideatori di questa grande pensata affinché possano sperimentare sulla propria pelle cosa significa e come potrebbero portare avanti la propria attività lavorativa soprattutto se di una certa responsabilità. In uno Stato dove la famiglia è sempre più bistrattata e il calo demografico sta diventando un problema serio anche dal punto di vista economico generale ci aspetteremmo un sostegno in una qualche forma” . PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS Mattinata esemplare in Brianza: nessun incidente o intervento di soccorso sulle strade

16 Marzo 2021, 14:24pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

MONZA E PROVINCIA NEWS Mattinata esemplare in Brianza: nessun incidente o intervento di soccorso sulle strade

INSERITO DA MORENA MOTTA Notte tranquilla, grazie anche al coprifuoco, ma interventi azzerati anche durante le prime ore della giornata. Sarà l'effetto zona rossa? Mattinata esemplare in Brianza: nessun incidente o intervento di soccorso sulle strade. Notte tranquilla, grazie anche al coprifuoco, ma interventi azzerati anche durante le prime ore della giornata. Sarà l’effetto zona rossa? Mattinata esemplare in Brianza: nessun incidente o intervento di soccorso sulle strade Nessun incidente, nessun malore, nessuna aggressione in strada o infortunio sul lavoro. Una mattinata esemplare quella trascorsa oggi, martedì 16 marzo, in Brianza. L’agenzia regionale emergenza urgenza infatti non ha segnalato nemmeno un intervento sia nella notte che nelle ore della mattina. Merito della zona rossa o pura casualità? Non lo sappiamo. Quel che è certo è che proprio da ieri, giorno in cui sono ufficialmente entrate in vigore le massime restrizioni in Lombardia, che prevedono tra l’altro il divieto di uscire di casa se non per comprovate esigenze lavorative, di salute o necessità, la situazione sul fronte soccorsi o incidenti si è notevolmente ridimensionata. Anche ieri giornata tranquilla Ieri ad esempio tra la notte e l’intera giornata sono stati “solo” 12 gli interventi degli operatori del 118 sul territorio brianzolo. Un numero ampiamento sotto la media giornaliera della nostra provincia ma che, come noto, non tiene comunque conto degli interventi in abitazioni private. Che si tratti di causalità oppure di profondo rispetto delle regole da parte dei cittadini, resta un fatto: in un momento in cui i soccorritori sono nuovamente in prima linea, come gli operatori sanitari, per fronteggiare la terza ondata dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid, rimanere in casa il più possibile vuol dire anche prevenire la possibilità che si verifichino eventi in cui possa essere richiesto l’intervento del 118. E’ un modo per aiutare i soccorritori a fronteggiare l’emergenza o a far loro riprendere fiato nei momenti di “tranquillità”.PRIMA MONZA 

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Coronavirus, un decesso a Mirandola e un decesso a Novi di un uomo di 60 anni

16 Marzo 2021, 14:20pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si registra un decesso a Mirandola e un decesso a Novi nell’odierno bollettino Ausl sulla dffusione del Coronavirus nella Bassa modenese. Oggi non ce l’ha fatta una donna di 85 anni di Mirandola e un signore di 60 anni di Novi. Da febbraio, i decessi nella Bassa sono stati 206. Ecco i numeri fino a oggi, Comune per Comune: Bastiglia 1 Bomporto 6 Camposanto 3 Cavezzo 22 Concordia 8 Finale 21 Medolla 5 Mirandola 48 Novi 4 Nonantola 16 Ravarino 11 San Felice 14 San Possidonio 5 San Prospero 4 Soliera 27 SULPANARO.NET

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CARPI NEWS Controlli anti-Covid: cinque sanzioni Nel fine settimana le pattuglie in parchi, strade e negozi

16 Marzo 2021, 11:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI REDAZIONE In media sette pattuglie al giorno, centinaia di controlli a persone, negozi e autoveicoli, alcune sanzioni: è il bilancio dell’attività svolta dalla Polizia Locale nel fine-settimana sul territori comunale di Carpi, per il rispetto delle norme anti-Covid. Nel complesso – da venerdì 12 a domenica 14 – sono state controllate 117 persone e un centinaio di mezzi; oltre ottanta controlli hanno riguardato i parchi urbani, e quasi altrettanti gli esercizi commerciali; alcune decine sono stati in materia di assembramenti stradali. I posti di controllo organizzati nei tre giorni sono stati 16. Quanto alle sanzioni, ne sono state comminate cinque (4 per per spostamenti o assembramenti, una a un esercizio commerciale). SULPANARO.NET

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