Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI MORENA MOTTA Santi del giorno: San Frontone (Abate in Egitto) - Santi Tiburzio, Valeriano e Massimo (Martiri di Roma) - San Lamberto di Lione (Vescovo)
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 3,16-21.
In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio». E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Proverbio del giorno. D’aprile, va il villano e il gentile.
Aforisma del giorno. L’attività repressiva della civiltà fa sì che le possibilità di godimento primarie, che ora sono state ripudiate dalla censura che è in noi, vadano perdute. (S. Freud)
Accadde oggi
La prima esposizione universale del Novecento. Una finestra sul secolo appena trascorso attraverso una panoramica delle principali invenzioni tecnologiche e istanze artistiche. Così Parigi, ritoccata dalla modernità nel suo fascino immortale, salutò l’arrivo del Novecento.
John F. Kennedy alla base navale di Norfolk. A circa un anno dal fallito sbarco alla Baia dei porci, in uno dei momenti di maggiore tensione della Guerra Fredda, il presidente americano John Fitzgerald Kennedy visita la base navale di Norfolk, in Virginia, per passare in rassegna la Seconda Flotta dell’Atlantico, perno strategico nel sistema organizzativo della NATO. Nello stesso giorno, il Congresso americano approva un finanziamento alle spese militari senza precedenti in tempo di pace.
Attentato al presidente Lincoln. Washington, Ford’s Theatre. L’attore e fanatico sudista John Wilkes Booth colpisce con un’arma da fuoco il presidente degli Stati Uniti d’America Abramo Lincoln. Protagonista della battaglia a favore dell’Unione, in guerra contro i secessionisti del Sud, artefice dell’introduzione del tredicesimo emendamento per l’abolizione della schiavitù, il sedicesimo presidente degli Stati Uniti morirà il giorno seguente per le ferite riportate.
Nati oggi
Silvio Muccino: attore, regista e sceneggiatore italiano tra i più noti e dotati della nuova generazione.
Adrien Brody: a ventinove anni ha calpestato per la prima volta il red carpet di Los Angeles, uscendo dal Dolby Theatre come il più giovane attore ad aver conquistato l’Oscar di “miglior attore protagonista”.
Arianna Fontana: alla sua quarta partecipazione olimpica è la portabandiera dell’Italia nella cerimonia di apertura di Pyeongchang 2018.
Roberto Brunamonti: nato a Spoleto (Perugia), è un ex cestista, allenatore e dirigente sportivo. Ha giocato dal 1975 al 1982 a Rieti e fino al 1996 con la Virtus Bologna, con cui ha vinto quattro scudetti, tre Coppe Italia, una Supercoppa e una Coppa delle Coppe.
Nicola Berti: nato a Salsomaggiore Terme (Parma) è un ex calciatore. Centrocampista di Parma, Fiorentina e Inter, ha terminato la sua carriera in Inghilterra, Spagna e Australia.
Scomparsi oggi
1995 - Mario Carotenuto. Nato a Roma e qui morto nel 1995, è stato un attore cinematografico e teatrale.
1980 - Gianni Rodari. Con le sue storie fantastiche ha fatto viaggiare con l'immaginazione due generazioni di bambini e tuttora i suoi libri sono tra i più letti dai giovanissimi.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Più design, più esclusiva e più ricercata. Sono questi i propositi con cui è nata la nuova Jaguar F-Type R-Dynamic black, ovvero il nuovo allestimento della sportiva della casa del giaguaro che si presenta ora con nuovi equipaggiamenti. Disponibili con motorizzazioni quattro cilindri da 300 CV e V8 da 450 CV sia in versione Coupé che Convertible, questi modelli offrono delle specifiche migliorie estetiche e interni ancora più lussuosi e pregiati. La forma scolpita della F-Type è stata accentuata attraverso l'adozione del Black Pack e di cerchi in lega da 20 pollici a cinque doppie razze, con finitura in nero lucido. Conosciuti con il nome di Style 5039, questi cerchi non vengono offerti su nessun altro modello della gamma. Tre sono invece le varianti cromatiche metallizzate disponibili per la carrozzeria: Santorini Black, Eiger Grey o Firenze Red. L'abitacolo '1+1' è incentrato sul guidatore, circondato da materiali pregiati. I sedili 'Performance' dalla forma slanciata, consentono 12 diverse regolazioni e sono rivestiti in pelle Windsor, offerta nella colorazione Ebony con cuciture a contrasto Light Oyster o in quella più sportiva Mars con cuciture Flame Red. Come per l'esterno dell'auto, anche l'abitacolo si è evoluto, con l'aggiunta di alcuni dettagli.
GUARDA LE FOTOJaguar F-Type, R-Dynamic Black ancora più esclusiva
"La creazione dei nuovi modelli F-Type R-Dynamic Black - ha commentato Julian Thomson, Jaguar Design Director - ci ha dato l'opportunità di migliorare ulteriormente l'aspetto esterno e interno dell'auto, amplificando al contempo sia il lusso che la sportività che sono due elementi caratteriali della F-Type. Il risultato finale è un design ancora più deciso e distintivo, indipendentemente se il cliente sceglie la versione Coupé o Convertible, la motorizzazione quattro cilindri o quella V8". I potenti propulsori della F-Type R-Dynamic Black sono abbinati a trasmissioni Quickshift ad 8 velocità, che consentono anche una totale gestione manuale attraverso il selettore SportShift o tramite le levette poste sul volante. Disponibile esclusivamente con la trazione posteriore, il motore 2.0 litri Ingenium quattro cilindri turbocompresso da 300 CV genera una coppia massima a partire dai 1.500 giri/min., che assicura una risposta dell'acceleratore a qualsiasi regime di percorrenza.
L'accelerazione da 0 a 100 km/h fissa il tempo di in 5,7 secondi e la velocità massima è di 250 km/h. Il 5.0 litri V8 sovralimentato da 450 CV è stato sviluppato per offrire prestazioni 'estreme', che vengono assicurate da una coppia massima di 580 Nm erogata a partire da 2.500 giri/min. Questa motorizzazione è disponibile in abbinamento alla trazione integrale con Intelligent Driveline Dynamics o, per i puristi, alla classica trazione posteriore. Entrambe le unità da 450 CV, che accelerano da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi e raggiungono una velocità massima di 285 km/h, sono equipaggiate con un differenziale posteriore elettronico attivo che ne ottimizza la trazione. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA MILANO, 13 APR - Sette persone sono state sottoposte a misura cautelare con l'accusa di maltrattamenti e violenze ai danni di nove disabili psichici gravi all'interno di una comunità di accoglienza nel milanese dal 2017 ad oggi, emessa dal gip di Milano al termine di un'indagine dei Carabinieri del Comando provinciale di Varese. Si tratta dei due titolari della comunità, ai domiciliari, e di cinque operatori dipendenti, due sottoposti ad obbligo di dimora nel comune di residenza e tre alla sospensione dell'attività per sei mesi. Secondo quanto emerso dalle indagini del pm Rosaria Stagnaro, gli ospiti del centro sarebbero stati sottoposti a punizioni corporali e vessazioni costanti. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA FIRENZE, - Sono attese, questa settimana in Toscana, 136.670 dosi complessive di vaccino Pfizer, AstraZeneca e Johnson & Johnson. Lo riferisce la Regione Toscana in una nota. Già questa mattina, si spiega, sono state consegnate 21mila dosi Pfizer-BioNTech in via straordinaria dal farmaceutico militare, alle quali si aggiungeranno le 94.770 mila dosi attese per mercoledì prossimo 14 aprile, per un totale complessivo di 115.770 mila vaccini Pfizer, destinati agli over 80 e agli ultra fragili tra i 70 e i 79 anni (a cui andranno 17mila dosi). Sempre per mercoledì 14 aprile è attesa la nuova fornitura di 9.900 dosi AstraZeneca. Questa consegna, spiega la Regione, consentirà di proseguire con la vaccinazione degli over 70, ovvero delle persone nate dal 1941 e al 1951. Infine, questa settimana è in programma anche la prima consegna del vaccino Johnson & Johnson: giovedì 16 aprile è attesa la consegna di 11mila dosi, che saranno utilizzate per le persone nate tra il 1941 e il 1951. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Sardegna si è svegliata in zona rossa. Un risveglio amaro per l'isola: ad inchiodarla verso due settimane di lockwdown è l'ultimo valore dell'indice di contagiosità (Rt), che risulta il più alto d'Italia a 1.54. Gli altri indicatori non superano le soglie di rischio, alcuni però, come la pressione negli ospedali, si stanno avvicinando. Questo è bastato alla cabina di regia nazionale - che si muove in base alle rilevazione settimanali dell'Istituto superiore di sanità - per decretare il cambiamento di colore in Sardegna. Da oggi dunque, entrano in vigore tutte le restrizioni previste dalla zona rossa. Restano in presenza solo gli studenti delle scuole d'infanzia, elementari e prima media. Chiusi negozi, parrucchieri ed estetisti. NIEDDU, SI E' ABBASSATA LA GUARDIA - "C'è stato un calo di attenzione, alcuni hanno abbassato la guardia e ora ne paghiamo le conseguenze". Così, a proposito del passaggio della Sardegna in zona rossa, l'assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, intervistato su Rai Radio 1 all'interno del programma "Che giorno è". "Durante le settimane in zona bianca forse c'è stata l'errata percezione che il virus non circolasse più - spiega - avremmo dovuto attuare controlli più stringenti che invece sono mancati, tutto questo ha portato a un'esplosione di contagi proprio nel momento in cui faceva il suo ingresso anche nell'Isola la variante inglese". Comunque, sostiene Nieddu, "non è stato un errore andare in zona bianca così presto perché questo ha dato sollievo all'economia per tre settimane, vero è che abbassando la guardia in questo modo ci siamo giocati la chance di essere la prima Regione in Italia a poter riaprire in sicurezza per la stagione turistica". Secondo l'esponente della Giunta Solinas "è la scuola uno dei vettori del contagio per via dell'uso dei mezzi pubblici". Un passaggio anche sulla campagna di vaccinazione: "Abbiamo grossi hub e alcuni di medie dimensioni, ma ne stiamo aprendo anche altri per rendere la campagna diffusa nel territorio". La Sardegna, ricorda, "ha 24mila chilometri quadrati, 377 Comuni e una densità di popolazione bassissima". Insomma, "condizioni orografiche e logistiche complicate che all'inizio hanno causato un certo ritardo che contiamo di recuperare grazie alla maggiore collaborazione dei medici di base". SOLINAS, APPELLO A RESPONSABILITA' - "Purtroppo paghiamo una diffusione virale che ha camminato sulle gambe delle persone, non dobbiamo nasconderci dietro un dito, alcuni atteggiamenti non sono stati propriamente responsabili". Così il governatore della Sardegna Christian Solinas sul passaggio dell'Isola in zona rossa. Comunque, sottolinea Solinas, "si tratta di dati riferiti a due settimane fa. Quelli dell'ultima settimana ci dicono che il contenimento è già in atto". In ogni caso lancia un appello "a tutti cittadini, ai ragazzi, alle persone che per ovvie ragioni devono poter lavorare muoversi e spostarsi: manteniamo tutte le cautele e le norme di distanziamento e di igienizzazione delle mani, usiamo le mascherine perché dipende da noi il contenimento della diffusione virale e il poter tornare quanto prima ad una riapertura di tutti gli esercizi". Secondo il presidente della Regione, "se i comportamenti saranno corretti potremo uscire rapidamente da questa situazione". Infine: "Chiarisco che non c'è alcuna correlazione tra l'aumento dei contagi e la campagna vaccinale, visto che i nuovi contagiati hanno un'età media ben al di sotto degli over 80 e degli anziani che stanno ricevendo le somministrazioni". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La mafia è ovunque in Europa. Un’affermazione netta, un dato di fatto, soprattutto. Eppure è necessario comprendere se la mafia esiste in un altro Paese europeo perché ha avuto contatti e presenza di mafia italiana, oppure perchéha sviluppato una sua mafia autoctona. Molte volte l’Italia è additata come patria delle mafie, immaginando che la criminalità organizzata possa rimanere confinata in precisi territori. La Francia e la Corsica sono al centro del dialogo conil professore Fabrice Rizzoli,docente di Geopolitica della criminalitàallaSciences Po, Istituto di studi politici di Parigi. Rizzoli è anche direttore diCrim’HALT, associazione di studio e promozione di analisi eproposte legislative per il contrasto alla criminalità organizzata in Francia.
Si può parlare di mafie in Francia, e in che termini? C’è una sorta di migrazione delle nostre mafie o una criminalità francese che si è evoluta in mafia?
Mi ricordo che nel 1986 i politici alla televisione francese affermavano che la nube radioattiva di Chernobyl si sarebbe fermata alla frontiera. Ecco, c’è chi pensa ancora che la stessa cosa accada per le mafie. In realtà, esiste una Commissione parlamentare dal 1992 che affronta il tema mafie e dal 2010 il rapporto, non pubblico, della polizia giudiziaria francese, il Sirasco (Service d’information, de renseignement et d’analyse stratégique sur la criminalité organisée). Questo rapporto analizza le mafie straniere presenti in Francia: la Camorra, la mafia romena e quella georgiana hanno come campo d’azione quella dei furti di grande valore, dove è richiesta grande specializzazione. La mafia albense invece ha il controllo di gran parte del narcotraffico. Più elaborata la posizione della ’Ndrangheta, che si appoggia su propri elementi trasferitisi in Francia e un’alleanza con i gangster francesi da oltre 40 anni. Infine,la Francia è un paese di riciclaggioper tutte le organizzazioni criminali soprattutto nel settore immobiliare. Ma quello che realmente manca è lo studio anche accademico per comprendere che cos’è il crimine organizzato francese, per comprendere se c’è per davvero una mafia francese o meno. Detto questo, lo stessoSirascoscrive che non esistono mafie francesi ma che l’arresto, nel giugno 2010, dei vertici del clan corso-marsigliese Barresi-Campanella, arrestati su uno yacht nel porto di Golfe-Juan, dimostra l’esistenza di una «organizzazione di stampo mafioso sul territorio nazionale: struttura sostenibile e gerarchica, multiple attività criminali, legami con il tessuto economico e sociale, corruzione, sofisticati sistemi di riciclaggio di denaro e legami con altre organizzazioni criminali».
In quanto Direttore di Crim’HALT avete ottenuto una vittoria importante con il voto all’Assemblea per approvare una legge sui beni confiscati. Perché fino ad oggi non c’è mai stata una legge del genere e come si sta muovendo la sua approvazione in termini legislativi, ci sono parti contrarie?
Non immaginavo che il percorso sarebbe stato così difficile e impegnativo. Nel dicembre del 2009, con un freddo terribile e con un piccolo gruppo di attivisti antimafia, abbiamo manifestato davanti al Consiglio dei Ministri dell’Unione europea a Bruxelles. Bisogna sempre attivarsi, e non solo scrivere! Per noi, le evidenze c’erano: avevamo più di 15 anni di esperienza sul campo che provenivano dall’esempio italiano. L’uso sociale dei beni confiscatidovrebbe essere applicato in tutti i paesi europei. La confisca, come istituto, in Francia comincia solo nel 2010 e i beni vengono venduti. Diciamo che il Ministero delle Finanze era contrario al riuso sociale dei beni confiscati, semplicemente perché voleva fare cassa. Nel 2016, grazie alla nostra attività di “lobbying” e con l’appoggio del mondo dell’economia solidale, la proposta è stata approvata dall’Assemblea Nazionale, ma poi bocciata per vizi di forma dalla Corte Costituzionale. È stata dura, credevamo che ce l’avremmo fatta. Purtroppo c’è molta ignoranza nella comprensione dei fenomeni mafiosi a differenza dell’Italia, dove invece avete un percorso ampiamente sviluppato. Crim’HALT è nata anche per questo, cercare di fare informazione su un argomento trascurato e chiedere il permesso di accesso dei cittadini, per esempio, ai rapporti del Sirasco o alle sentenze giudiziarie. Nel 2019, abbiamo avuto il voto all’unanimità tre volte dai parlamentari, mancava ancora un solo voto “conforme” del Senato: una formalità. Ma è arrivata la crisi sanitaria che ha bloccato tutto. Arriviamo quindi al 2021, e non vedendo la nostra legge nell’agenda del Senato, ho chiamato il senatore del mio dipartimento Alain Richard (ex ministro socialista della Difesa) e lui ha rimesso la nostra legge in agenda. Dopo l’Assemblée Nationale, il 1° aprile 2021 anche il Senato ha adottato la proposta di legge “volta a migliorare l’efficacia della giustizia locale e della risposta penale”. Però sarà l’inizio di una nuova lotta: bisogna poi avere il decreto attuativo e in seguito monitorare chi avrà il diritto a questi beni, perché non si deve dimenticare che in Francia l’uso sociale dei beni confiscati non sarà obbligatorio, purtroppo.
Che cosa accade invece in Corsica, dove c’è una vera e propria “mafia corsa”, e si ha una alta concentrazione di omicidi in relazione agli abitanti?
Negli ultimi 40 anni lo Stato francese, in Corsica, ha avuto paura dei gruppi indipendentisti, violenti. E siccome questa Isola è la portaerei geostrategica della Francia nel Mediterraneo, lo Stato ha lasciato fare al crimine organizzato la lotta armata per il controllo del territorio contro i terroristi. In cambio, la criminalità corsa ha ottenuto ampi favori dalle attività illegali a quelle legali. Di fatto, la violenza sistemica è orrenda in Corsica. L’impunità è estesa. La magistratura non ce la fa a reagire perché manca ildélit d’association mafieusee la confisca non è obbligatoria. Inoltre, altra differenza con l’Italia è lo status di collaboratore di giustizia, che non è possibile per coloro che hanno commesso omicidi. Dobbiamo pensare che in un’Isola di soli 340mila abitanti, 8.500 chilometri quadrati, dagli anni ’90 abbiamo avuto ben30 omicidi di stampo mafioso all’anno. Ecco il controsenso di non applicare lo status di collaboratore di giustizia a chi ha commesso un omicidio, in Italia non avreste avutola collaborazione di Bruscaper esempio, una vera follia legislativa dal mio punto di vista. Solo recentemente ci sono stati progressi, ci sono state delle confische, sono state fermate sul nascere delle guerre criminali, ma è necessario un cambio culturale, perciò l’uso sociale dei beni confiscati è fondamentale.
Dal suo punto di vista, si parla sempre di mafie in Europa, ma sembra un discorso aleatorio. Esiste per davvero un’espansione delle mafie in Europa e cosa occorre per contrastarla?
Quando si osserva l’attività di Europol negli ultimi anni, penso che la struttura di cooperazione ha raggiunto una sua maturità, è realmente efficace e i paesi accettano più facilmente di cooperare. Francia e Italia, ad esempio, svolgono inchieste comuni. In Europa, però, mancano i delitti di associazione mafiosa. Inoltre c’è un problema strutturale, ovvero considero le mafie come un prodotto della sfera legale della società. Secondo me, i mafiosi con il colletto bianco sono più numerosi in Europa perché hanno innumerevoli opportunità create dall’economia liberale: dai differenti paradisi fiscali esistenti, velocizzazioni del flusso dei beni come nel porto di Anversa, una finanza senza regole trasparenti, la possibilità di riciclare denaro sfruttando le diverse normative. Ecco che la mafia si mette giacca e cravatta e si trova a proprio agio, ma non da ora, da tanto tempo.
Esiste una società civile in Francia, così come in Corsica, che si rende conto del pericolo delle mafie e reagisce o sono voci sparute?
La società civile francese soffre di una scarsa consapevolezza del fenomeno della criminalità organizzata. Per questo da 3 anni, nell’ambito di un progetto Erasmus finanziato dalla Commissione Europea,Crim’HALT ha organizzato un workshopsui beni confiscati alle mafienell’area di Napoli nel 2019e in Calabria nel 2020. Portiamo coloro che lavorano nel terzo settore francese, ma anche sindaci e giornalisti, sul campo, in Italia. Si tratta del paradigma di “antimafia sociale”, ovvero la lotta alla criminalità organizzata con il coinvolgimento dei cittadini attraverso la ridistribuzione a fini sociali dei beni confiscati alle mafie. Siccome ci sono dei beni confiscati in Francia, si può creare una rete di collaborazione transnazionale. Questo deve essere il nostro approccio e il nostro fine, altrimenti di transnazionale rimangono solo le mafie. Da settembre del 2019, due associazioni antimafia si sono formate in Corsica e si cerca di sensibilizzare sul tema delle mafie. Ecco, immaginiamo che cos’è fare antimafia in Corsica, regione che immaginiamo solo come meta turistica.Fare antimafiaoggi in molte parti d’Europa è come da voi negli anni ’80:difficile, ma non impossibile.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA FOGGIA, 13 APR - Contrabbandavano sigarette e alcol, e trafficavano sostanze stupefacenti, in prevalenza cocaina. E' quanto accertato dalla Guardia di finanza di Foggia che questa mattina ha arrestato e posto ai domiciliari sette persone che risiedono nei comuni di Manfredonia, San Severo e Torremaggiore nel Foggiano; ma anche a Napoli e a Rovigo. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di contrabbando di alcool e tabacchi lavorati esteri, detenzione e commercio di sostanze stupefacenti. Nell'ambito della stessa operazione sono state anche denunciate 15 persone. Secondo quanto emerso dalle indagini, partite nel 2019, gli indagati contrabbandavano ingenti quantitativi di alcol che poi stoccavano illegalmente in tre opifici (sequestrati dalla Gdf) in cui veniva decolorato, imbottigliato e sigillato con fascette contraffatte dei monopoli di Stato, per poi essere venduto a danno della salute dei consumatori. L'alcol veniva trasportato in cisterne trainate da autoarticolati con targa estera e accompagnato da documentazione che attestava una diversa nomenclatura (antigelo o liquido disinfettante) del prodotto realmente contenuto; la droga veniva nascosta all'interno di ricambi per sanitari; le sigarette, provenienti dalla Campania, venivano trasportate in bagagli di passeggeri che viaggiavano su autobus di linea interregionali, oppure nascoste in auto guidate da incensurati. I finanzieri hanno accertato che gli indagati hanno sottratto alle casse dello Stato imposte (accise) per 800mila euro. I militari hanno anche sequestrato 81.540 litri di alcool di contrabbando, 660 grammi di cocaina, 95 chili di sigarette; una pistola risultata rubata nel 2018 a una guardia giurata, e 58 carte di credito prepagate di provenienza furtiva. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA CATANZARO, - Il presidente ff della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha emanato una nuova ordinanza che dispone la "zona rossa" per i Comuni di Acri, Altomonte, Crosia e San Giovanni in Fiore e Cutro (Crotone). L'ordinanza ha validità dalle ore 5 del 13 aprile a tutto il 26 aprile. "Nei Comuni interessati - è scritto nel provvedimento - si assiste a un trend fortemente crescente nelle ultime due settimane e, in particolare, negli ultimi 7 giorni si registra una incidenza, rispetto alla popolazione residente, superiore ai livelli di allerta. Tale situazione è suscettibile di ulteriore incremento alla luce di ulteriori test effettuati in attesa di conferma. L'analisi dei dati cumulativi a livello regionale, pur evidenziando, negli ultimi sette giorni, un lieve rallentamento nella crescita del numero assoluto dei casi confermati e una leggera diminuzione dell'incidenza per 100mila abitanti, calcolata dal 2 all'8 aprile, comunque sempre ampiamente inferiore alla soglia di allerta, impone - riporta ancora l'ordinanza - di mantenere alto il livello di attenzione sia per la situazione epidemiologica presente in specifici territori, che per il grado di saturazione nel numero di posti letto occupati in area medica e terapia intensiva". "Al fine di preservare il mantenimento della collocazione nella 'zona arancione' - viene infine sottolineato - è necessario intervenire con misure maggiormente restrittive in quelle aree dei territori provinciali nei quali l'incidenza di casi confermati per 100mila abitanti è superiore alla media regionale e raggiunge i valori di allerta". (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA CATANIA, 13 APR - Roberto Samperi, 47 anni, di San Pietro Clarenza, è stato arrestato da carabinieri per rapina aggravata in concorso ai danni di un pensionato di 71 anni, che, il 26 marzo scorso, a Giarre, è stato picchiato da due banditi per rubargli 10 euro che aveva in tasca e due collane d'oro che indossava. Nei suoi confronti militari dell''Arma della stazione di Giarre, coadiuvati dai colleghi di Camporotondo Etneo, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Procura di Catania. La svolta nelle indagini è arrivata dalla visione del video dell'aggressione, ripresa da un sistema di videosorveglianza della zona. Il pensionato, intento a posare degli oggetti nel bagagliaio della sua auto, era stato avvicinato da un uomo incappucciato armato di una pistola e 'bloccato' da un'autovettura Volkswagen Polo guidata da un complice gli impediva di fuggire. Il bandito armato aveva 'perquisito' la vittima rubando i soli 10 euro che il 71enne aveva in tasca e poi, afferrandolo per il collo, gli aveva strappato con forza due catenine d'oro provocando però la sua inaspettata reazione. L'altro rapinatore, vedendo il suo complice in difficoltà, era sceso dall'autovettura ed aveva percosso con calci e schiaffi il malcapitato. I due erano poi fuggiti. Avviate le indagini i carabinieri sono risaliti a Samperi, proprietario dell'autovettura utilizzata per la rapina, la cui fisionomia corrisponde a quella dell'autore della rapina ripreso nel sistema di videosorveglianza. L'arrestato è stato condotto nel carcere di Caltagirone. (ANSA).