Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
NAPOLI NEWS Napoli, lotta alla criminalità: blitz nel quartiere Mercato: 200 uomini in campo Numerose perquisizioni dalle prime luci dell'alba

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA I dettagli dell'operazione Napoli. Continuano i servizi ad “alto impatto” da parte di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Stamane, circa 200 operatori delle diverse forze dell’ordine hanno eseguito numerose perquisizioni nel quartiere “Mercato”, ed in particolare nell’area delle “Case Nuove”. L’attività ha consentito di identificare diversi soggetti, alcuni dei quali denunciati e due sottoposti agli arresti domiciliari poiché destinatari di un provvedimento cautelare. Nel corso del servizio gli operatori hanno sequestrato una pistola calibro 9 con matricola abrasa e relativo munizionamento, numerose cartucce di vario calibro, un giubbotto antiproiettile, diverse quantità di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina e marijuana, alcuni veicoli e carte di circolazione; sanzionanando, altresì, alcune persone per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale ed altre invece per violazione delle norme del codice della strada. Sono in corso controlli di polizia amministrativa ad attività commerciali e pubblici esercizi. L’attività congiunta ha visto la partecipazione del personale della squadra mobile di Napoli, dei commissatiati Vicaria-Mercato, Vasto-Arenaccia, Decumani e Poggioreale, del reparto prevenzione crimine Campania della polizia di stato, delle Uopi, del reparto mobile, delle unità cinofile, della polizia stradale, della polizia scientifica, dei carabinieri del nucleo radiomobile e motociclisti di Napoli, del reggimento Campania, delle aliquote di primo intervento del comando gruppo carabinieri di Napoli, del nucleo investigativo del comando provinciale, delle unità cinofile, e delle compagnie Stella, Vomero, Poggioreale e Napoli centro e inoltre la guardia di finanza con la componente Atpi del gruppo pronto impiego Napoli e le unità cinofile, il gruppo di Torre Annunziata, il gruppo di Giugliano in Campania e il 1^ e 2^ nucleo operativo di Napoli. L’attività in questione ha visto inoltre la partecipazione di personale dei vigili del fuoco e della polizia metropolitana, ed è stata vigilata dall’alto da un elicottero dei carabinieri del nucleo elicotteri. OTTOPAGINE
CASERTA NEWS Agevolavano il clan dei Casalesi, otto persone in manette La Direzione distrettuale chiude il cerchio su intestazioni fittizie di beni e riciclaggio
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Caserta. Otto persone sono state raggiunte, questa mattina, da una ordinanza di custodia cautelare per i reati, contestati a vario titolo, di riciclaggio di denaro, frode fiscale ed intestazione fittizia di beni, aggravati dalla finalita' di agevolare il clan dei Casalesi. I provvedimenti, emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, sono stati eseguiti dai militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza di Roma, con il supporto del Comando provinciale della finanza di Caserta. Nei confronti delle due persone che hanno diretto e organizzato l'attivita' del sodalizio e' stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri sei indagati sono stati posti agli arresti domiciliari. E' stato inoltre disposto dal gip, su richiesta della Dda, il sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilita' finanziarie, beni mobili e immobili, per oltre 11 milioni di euro, oltre alla totalita' delle quote di partecipazione al capitale sociale e dei complessi aziendali di sei societa'. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, attraverso una societa' di gestione e smaltimento di rifiuti fittiziamente intestata a un "prestanome" ma, di fatto, riconducibile ad una compagine familiare vicina ad ambienti camorristici del clan dei Casalesi, gli ingenti flussi finanziari originati dalle attivita' illecite, venivano successivamente riciclati attraverso una rete di persone fisiche e giuridiche accomunate da una medesima regia. L'impresa di smaltimento dei rifiuti, gia' nel passato destinataria di provvedimenti interdittivi antimafia per la presenza di un socio esponente di spicco del clan dei Casalesi, avrebbe continuato ad operare, attraverso una nuova compagine, nell'interesse del clan. La linea di continuita' gestionale e imprenditoriale tra la vecchia compagine societaria e l'attuale avrebbe garantito all'organizzazione criminale di poter continuare a disporre di una delle sue articolazioni imprenditoriali, in sostanziale elusione delle interdittive adottate dall'autorita' prefettizia. Nel corso delle indagini e' emerso che la societa' di smaltimento rifiuti avrebbe ricevuto ed utilizzato numerose fatture per operazioni inesistenti, che hanno consentito di generare costi fittizi e al tempo stesso far fuoriuscire gli utili aziendali attraverso un imponente sistema di riciclaggio. Attraverso l'operato di diversi soggetti, ciascuno con ruoli ben definiti, sarebbero state poste in essere anomale movimentazioni finanziarie, collegate alle fatturazioni per operazioni inesistenti emesse da societa' di comodo/cartiere, finalizzate a far confluire su conti correnti bancari e postali somme di denaro che poi venivano trasferite anche all'estero (in Bulgaria, Regno Unito, Polonia, Germania, Belgio, Lituania) o prelevate in contanti, rendendo difficile l'individuazione della destinazione finale. Le indagini tecniche e di tipo bancario hanno comunque consentito di appurare il rimpatrio di buona parte dei capitali di verosimile provenienza illecita, attraverso movimentazioni di denaro contante. OTTOPAGINE
BENEVENTO NEWS Addio ad Arturo Mongillo, l'avvocato con la passione per la politica e lo sport Sant'Agata dei Goti. Il professionista si è spento a 79 anni. Il sindaco: perdiamo punto riferimento
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA
di Enzo Spiezia OTTOPAGINE
AVELLINO NEWS < FLUMERI LA PROTESTA DEI TRATTORI IN IRPINIA: "PRONTI A MARCIARE SU ROMA, SE NECESSARIO"
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA La battaglia degli agricoltori contro le decisioni dell'Europa Flumeri. Il fuoco acceso per ripararsi dal freddo, la cena preparata in strada e un letto all'interno di un container per chi vuole riposarsi. Continua ad oltranza la protesta degli agricoltori a Flumeri, nel cuore della Valle Ufita. Renzo Abbondandolo è uno dei promotori del movimento spontaneo che è riuscito a coinvolgere un folto numero di operatori della terra per far sentire alta la propria voce contro le politiche agricole europee: "Siamo nella totale disperazione e non intendiamo assolutamente mollare. Abbiamo bisogno di aiuto e che qualcuno ci ascolti. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Dobbiamo andare avanti con la lotta a sostegno delle nostre aziende." E' di oggi la convocazione ad un incontro in programma mercoledì prossimo ad Avellino nella sede della regione Campania alle ore 11.00. "E' un segnale importante per noi. Porteremo avanti i nostri punti di sofferenza. Attendiamo una risposta alle nostre sollecitazioni. Siamo fiduciosi, ma ebbene che si sappia, come abbiamo fatto 50 chilometri per andare ad Avellino, non abbiamo assolutamente paura di farne 200 per arrivare a Roma. Voglio approfittare di questo momento per ringraziare quanti ci sostengono e anche coloro che sono impegnati nel garantire l'ordine pubblico, come il vice questore della polizia di Stato Maria Felicia Salerno, dirigente del commissariato di Ariano Irpino e Vincenzo Sullo, dirigente della Digos di Avellino, con i quali continueremo ad operare in stretta collaborazione e nel rispetto delle regole."di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno, la piramide della “cricca”: «Bove e Zeno al vertice»

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ricostruiti ruoli e mansioni dei protagonisti degli affari all’ombra della movida Due uomini al vertice in grado di contare sull’aiuto di due soci-finanziatori e di altrettanti commercialisti compiacenti. E poi una lunga serie di prestanome che erano proprietari, solo sulla carta, di alcuni dei bar e dei ristoranti più importanti di Salerno. La “cricca dei locali”, sgominata giovedì dalla Guardia di finanza creando un vero e proprio terremoto nel by-night di Salerno, era organizzata come una piramide. La ricostruzione emerge chiara nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Annamaria Ferraiolo che ha portato sei persone agli arresti domiciliari (sono 31, in totale, gli indagati mentre oggi si terranno i primi interrogatori di garanzia) e al sequestro di numerosi locali fra il capoluogo, Casoria e Roma. L’organizzazione Una piramide, dunque, guidata dai due “vecchi amici” Domenico Zeno e Vincenzo Bove a cui – scrive il gip nell’ordinanza cautelare – «va riconosciuta la posizione di capo promotore e organizzatore dell’associazione: costoro si occupavano della diretta gestione delle attività commerciali facenti capo al gruppo e della predisposizione delle attività formali prodomiche alle intestazioni fittizie, essendo unanimemente riconosciuti come i veri referenti dei locali rientranti nella sfera di ingerenza dell’associazione».di Alessandro Mosca LA CITTA
CAMPANIA NEWS Napoli a mano armata, a gennaio 50 sequestri dei Carabinieri

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ventuno da fuoco, sedici da taglio, tredici improprie - come tirapugni, mazze e nunchaku - e 194 munizioni: sono complessivamente 50 le armi sequestrate nel solo mese di gennaio dai Carabinieri del Comando provinciale a Napoli, che nello stesso periodo hanno arrestato per porto e detenzione di armi 17 persone (tra cui un minorenne), denunciandone 23 (di cui sei minori). I carabinieri di Napoli conducono controlli quotidiani per evitare la diffusione delle armi tra i più giovani. Armi da sparo, ma soprattutto coltelli, pugnali e lame facilmente occultabili nelle tasche dei pantaloni. Ai controlli è abbinata parallelamente la pressante sensibilizzazione nelle scuole e nei luoghi pubblici più frequentati. Attraverso la diffusione di immagini evocative e forti, raccolte in un poster e in una brochure destinata alle scolaresche, il Comando provinciale dell'Arma ha voluto lanciare un messaggio semplice, ma d'impatto: "La prima vittima sei tu!". Chi preme il grilletto o impugna un coltello, chi ferisce - è il senso della campagna - avvelena la vita altrui ma soprattutto la propria. Tornando ai controlli, sono quotidiani i sequestri di armi da taglio e da sparo. Nel conto anche quelle a salve e quelle giocattolo senza tappo rosso. Perché la loro concreta inoffensività - peraltro spesso sconosciuta alle vittime - non ne riduce il forte potere intimidatorio. Lo dimostra l'arresto di due 18enni nel quartiere napoletano del Vomero. Avevano appena compiuto tre rapine utilizzando proprio una pistola scenica: impossibile, nella concitazione, comprendere se si trattasse di un'arma giocattolo o vera. Oppure l'arresto di poche ore fa a Boscoreale di un 16enne e un 18enne, che hanno rapinato il dipendente di una pompa di benzina impugnando una pistola finta senza tappo rosso. Tra gli ultimi sequestri quello di Boscoreale. I carabinieri della stazione locale hanno arrestato per detenzione abusiva di armi e munizioni Pasquale Vitiello, 60enne del posto e già noto alle forze dell'ordine. Durante una perquisizione nella sua abitazione, i militari hanno rinvenuto una pistola semiautomatica Walter PP calibro 9, con matricola abrasa. E ancora un fucile sovrapposto Franchi cal. 12 risultato provento di un furto commesso a Vitulazio nel 2019. Sequestrate anche 187 cartucce di vario calibro. Vitiello è stato portato in carcere, in attesa di giudizio. Nel comune di Volla i carabinieri della stazione locale hanno denunciato per porto di armi due 15enni del posto. Durante un controllo in via Petrarca, in strada, sono stati trovati in possesso di due coltelli a serramanico. Ancora, a Giugliano in Campania, i militari della sezione radiomobile hanno denunciato tre giovani: due 18enni e un 25enne. Erano all'interno di un bar in corso campano e ognuno è stato trovato con un coltello diverso nelle tasche. Appena qualche giorno fa, nel sabato sera della movida cittadina, i carabinieri della compagnia Napoli Centro hanno denunciato due minorenni e un 24enne. Il più grande era in via Mezzocannone insieme ad altri amici, agganciato alla cintura aveva un coltello a serramanico. Tra i vicoli dei "baretti" di Chiaia il 16enne, era armato di un pugnale senza manico: in tasca aveva una lama appuntita. Il più piccolo dei tre, appena 15enne, era in largo Berlinguer. Addosso un coltellino svizzero. Nella provincia a nord di Napoli, stessa sorte è toccata ad un 26enne napoletano. Fermato in auto a pochi passi dalle "Vele" di Scampia. Nel veicolo un coltello a serramanico, un coltello a farfalla e una mazza da baseball. A Castellammare un 23enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi. Nella manica della tuta un coltello a farfalla, addosso uno scalpello, una lama senza manico, due frammenti di vetro e vari pezzi di ferro arrugginiti e appuntiti. Ad accomunare tutti i denunciati, la dichiarata volontà di difendersi. ANSA
NEWS ITALIA E DAL MONDO Giuseppe Garibaldi, malore al GF: il video di quel momento e i soccorsi dei medici. Come sta il concorrente

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Paura per Giuseppe Garibaldi. Il giovane bidello calabrese, concorrente del Grande Fratello, si è sentito male nel corso della serata e le sue condizioni di salute hanno spinto la produzione a richiedere l’intervento di un’ambulanza. Dalla produzione non sono ancora arrivate delucidazioni riguardo le condizioni di salute del gieffino, trasportato d’urgenza in un ospedale romano, dove sarebbe tutt’ora ricoverato per accertamenti.
Ma cosa è successo? In un video messo online da un utente si vedono Vittorio e Sergio intenti a sfidarsi a un gioco da tavolo quando, tutto a un tratto, si scatena il caos nella Casa. In lontananza, qualcuno si rivolge ad Anita con tono concitato chiedendole ad alta voce: «Corri! Corri». Quest’ultima appare subito allarmata ed esclama ad alta voce: «Chiamate il Gf!». Mentre tutta la Casa entra in fibrillazione per capire cosa sta accadendo, si sente anche Marco Maddaloni dire: «Non toccategli il cuore». Osservazione, questa, che farebbe pensare a un malore abbastanza serio per il povero Giuseppe, che secondo le prime ricostruzione avrebbe anche perso conoscenza. I soccorsi medici sarebbero arrivati nel giro di pochi minuti. Nello specifico, Garibaldi sarebbe stato prelevato da un’ambulanza giunto all’esterno della casa/studio di Cinecittà, come si evince da diversi filmati diventati virali in queste ore, nei quali si ascolta in sottofondo il suono della sirena. Come sta
Il Gf non ha ancora comunicato quali siano le condizioni di Giuseppe. Sul web impazzano le ipotesi più disparate, da una scossa a un colpo alla testa. In passato, in occasioni di uscite non previste di concorrenti dalla dimora di Cinecittà, il Grande Fratello ha sempre dato la notizia (con relativa motivazione) con una nota ufficiale pubblicata sui social, stavolta però nessuna comunicazione è ancora giunta dalla produzione. A quanto pare, comunque, Garibaldi non avrebbe manifestato particolari problemi fisici nelle ore precedenti al malore.
Nel frattempo, c'è preoccupazione da parte degli altri concorenti della casa che attendono notizie positive dal Grande Fratello. "Questa casa senza di lui non ha senso", ha commentato Paolo, uno dei suoi amici/alleati più cari. Anita si è detta certa di rivederlo presto in gioco, sbilanciandosi: "Rientrerà domani o al massimo lunedì". Lei solitamente in quanto a previsioni sui fatti del Gf ci azzecca quasi sempre. La speranza di tutti è che anche stavolta abbia ragione. LEGGO.IT
NEWS ITALIA E DAL MONDO Incidente a Lecco, l'auto esce di strada e si ribalta: morti due ragazzi di 21 e 22 anni. Gravissimo un 22enne

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DI MIKI PAPPACODA Incidente drammatico alle porte di Lecco: due ragazzi di poco più di vent'anni sono morti la notte scorsa in uno schianto a un'uscita della Superstrada 36, sul lungolago in località Caviate. Viaggiavano a bordo di un'auto che è uscita di strada e si è ribaltatata. Morti due ventenni Le vittime avevano 21 e 22 anni. L'incidente si è verificato alle 2.30. È stato dato l'allarme da altri automobilisti e sul posto, con i soccorritori di Areu, sono intervenuti la Polizia, i Vigili del fuoco e l'elisoccorso. La dinamica della tragedia è ora al vaglio delle forze dell'ordine. Un terzo giovane, di 22 anni, è stato invece trasferito in codice rosso all'ospedale Manzoni di Lecco in condizioni gravissime, scrive LeccoToday.
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «Ilaria Salis è stanca, vuole tornare a casa»: l'ipotesi domiciliari (difficile) e la speranza di un trasferimento in Italia
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DI MIKI PAPPACODA Ilaria Salis sta male e vorrebbe tornare a casa. A dirlo è proprio la maestra brianzola 39enne, secondo quanto afferma il suo avvocato ungherese Gyorgy Magyar che è andato a trovarla nella prigione nel centro di Budapest dov'è rinchiusa da questi un anno. Come scrive oggi il Corriere della Sera, Ilaria - dopo mesi di incubo - sta vedendo migliorare leggermente le sue condizioni, ma non ce la fa più. «Stanno lentamente venendo incontro alle mie esigenze, ma io continuo a stare male e vorrei tornare a casa», le sue parole.
«Ilaria è stanca ma moralmente molto forte - spiega il legale - e continua a resistere. Attualmente sta in una cella con altre sette detenute, ma le condizioni di pulizia e igiene sono migliorate. Le autorità ungheresi hanno compreso la situazione, rispondono alle sue richieste e alle sollecitazioni dell'Italia. Anche la visita in carcere che le ha fatto il procuratore capo va in questa direzione». «Ora - continua - le è stata assicurata assistenza per poter leggere tutti gli atti d'accusa in lingua italiana e anche la possibilità di visionare le riprese delle telecamere di sicurezza che costituiscono la principale prova a suo carico, finora negata».
L'ipotesi domiciliari L'obiettivo della difesa della 39enne è ottenere gli arresti domiciliari a casa, con il braccialetto elettronico e la garanzia del governo italiano. Ma per ottenerlo ci vorrà almeno un mese, secondo l'avvocato. E non è detto che succeda, dato che gli stranieri senza residenza hanno meno possibilità in questo senso rispetto agli ungheresi: Sarebbe una ingiusta discriminazione, afferma l'avvocato. Più probabile, scrive il Corriere della Sera, che si possa ottenere una custodia cautelare attenuata in qualche residenza a Budapest, mentre più difficile sarebbe un trasferimento in Italia, dato che non ci sono leggi che consentano di passare da una prigione di uno Stato a quella di un altro prima di una sentenza di condanna. Diverso sarebbe nel caso Ilaria ottenga i domiciliari: gli uffici tecnici del Ministero stanno studiando la situazione per capirne la fattibilità. Cosa chiederanno gli avvocati Un testo scritto con le "rassicurazioni da parte del governo all'Ungheria sulle modalità di esecuzione dei domiciliari in Italia", da allegare all'istanza da presentare al Tribunale di Budapest. È ciò che chiederanno il padre e i legali di Ilaria Salis nell'incontro fissato per lunedì con i ministri Antonio Tajani e Carlo Nordio. E se la famiglia e gli avvocati si dicono "fiduciosi" sulle risposte che potranno arrivare, i rappresentanti del governo stanno studiando la questione di quelle "indicazioni esplicative" da fornire, nel caso, all'Ungheria, anche dal punto di vista giurisprudenziale. Consapevoli che si deve ovviamente evitare ogni forma di ingerenza sull'attività giudiziaria ungherese.
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