Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Duro colpo alla criminalità Napoli. I carabinieri della stazione di Boscoreale hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli, su richiesta della procura della repubblica di Napoli, direzione distrettuale antimafia, nei confronti di sei persone ritenute dagli inquirenti gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione armata finalizzata alla gestione di una consistente piazza di spaccio ubicata a Boscoreale, in via Settetermini, nella zona del cosiddetto “Piano Napoli”, di tentato omicidio, di violenza privata e detenzione e porto illegali di armi. I reati sono aggravati dal cosiddetto metodo mafioso, in quanto gli indagati avrebbero acquisito il controllo della piazza di spaccio ricorrendo all’uso di armi ed alle cosiddette “stese”. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
ANTEPRIMA ESCLUSIVA DI MORENA MOTTA Gigi Riva è morto, era ricoverato nel reparto di Cardiologia per un infarto accusato ieri. Il campione del Cagliari e della Nazionale azzurra doveva subire un intervento al cuore all'ospedale Brotzu di Cagliari. Il malore risale alla giornata di domenica 21 gennaio. Riva, 79 anni lo scorso 7 novembre, era presidente onorario del Cagliari, che da sempre era ricordato come un personaggio riservato e schivo. Sarà lutto cittadino a Cagliari nel giorno dei funerali di Gigi Riva. Le parole del sindaco Paolo Truzzu: "In questo momento sento un dolore profondo. Non riesco a trattenere le lacrime, faccio fatica a esprimere pensieri e parole. Gigi Riva è stato un esempio, un modo di essere, un punto di riferimento. Un uomo vero, unico e inimitabile. Alla famiglia va l'abbraccio infinito di Cagliari e della nostra Isola. Addio Rombo di tuono e grazie di cuore per tutto. Sarà indetto il lutto cittadino per stringerci tutti intorno alla nostra leggenda, ai figli Nicola e Mauro, alle nipoti e a tutta la sua famiglia"..
INSERITO DA MORENA MOTTA ‘Questa città sta morendo. Capri sta morendo. Questo luogo, che da qualche anno ha cambiato pomposamente il suo nome da Isola in Città, sta morendo di lenta agonia. Sta morendo nelle sue strade deserte d’inverno ed in quelle affollate e caotiche di piena estate. Sta morendo nelle sue botteghe chiuse per tanti mesi l’anno che la fanno apparire simile ad una città evacuata e muore lentamente nella trasformazione costante della sua rete commerciale’. Annamaria Boniello, direttrice di Capri Press e giornalista per Il Mattino, scriveva queste parole nei primi anni 2000. ‘Era l’inizio di un fenomeno’, dice oggi ad HuffPost, rammaricandosi per la trasformazione subita dalla sua Isola, in un processo radicalizzato nei venti anni successivi all’uscita di quell’articolo. Capri non c’è più ci dice, fagocitata dalla sua avidità che l’ha convinta a lasciarsi cannibalizzare dal turismo, cedendo le botteghe storiche, i luoghi della socializzazione, l’impronta che rendeva un caprese distinguibile tra tanti. Ogni anno nei mesi caldi va in scena una commedia: le strade si popolano, un muro di barche si innalza intorno ai Faraglioni. Poi arriva ottobre, cala il sipario. E Capri muore. ‘Odio questa trasformazione’, dice la direttrice Boniello, ‘E ne siamo noi stessi gli autori: abbiamo venduto tutte le botteghe artigianali, poi le ville dei grandi nomi sono diventate secondo case dei vacanzieri, occupate per una manciata di mesi. Qui non si trovano più abitazioni per residenti, perché chi ne possiede una preferisce metterla in affitto. Questo significa che è una città senza abitanti’. Anche Capri è una delle numerose vittime dell’overtourism . L’amministrazione prova a mettere dei paletti per contenere il fenomeno, ma le strutture destinate ad affitti brevi continuano a moltiplicarsi: mentre gli alberghi sono rimasti 43, scrive Boniello in un articolo perIl Mattino, i posti letto in attività extralberghiere si sono triplicati, passando da 500 a 2500. Le conseguenze sono pratiche: aumento di rifiuti urbani, di consumi di energia e il collasso dei trasporti pubblici. ‘Ora c’è anche il problema del mare’, spiega la giornalista. Il problema del mare si ripete come da copione ogni anno: una distesa di yacht e piccole imbarcazioni nella zona dei Faraglioni , che rischia di rimanere devastata da pesca e turismo. Una soluzione il comune sembra averla trovata, ma non sta bene a tutti: l’istituzione di un’area marina protetta. ‘È uno strumento che potrebbe aiutare a proteggere e salvaguardare coste e fondali molto aggredite dal sovraffollamento’, dice ad HuffPost la professoressa Paola Mazzina, assessore del comune di Capri, delegato all’istituenda area marina protetta dell’Isola di Capri, ‘Con l’area marina va trovato il giusto equilibrio tra la sostenibilità ambientale e socioeconomica, considerando con attenzione le attività dei nostri operatori. Penso sia una strada obbligata, siamo circondati da aree morine protette e quindi tutto intorno su sfoga su di noi, siamo diventati un ricettacolo. Capri è di tutti, non solo di chi lavora sul mare, non solo dei capresi, e va salvaguardata. Ma vogliamo salvaguardare anche i nostri operatori, oltre che i nostri fondali’. La soluzione è stata studiata dall’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e se il piano dovesse essere approvato, si dovrebbe procedere per zone. La zona più tutelata, la A, è quella intorno ai Faraglioni. Lì sarà vietato la navigazione con tutte le barche, anche quelle a remi, l’ormeggio, la balneazione, le immersioni, la pesca. Si potrà fare solo ricerca, con alcune limitazioni. Regole meno restrittive nelle zone B e C, nelle quali non si potrà effettuare pesca subacquea, così come l’utilizzo di moto d’acqua. Sul versante occidentale all’altezza di Cala del Rio sarà possibile l’ormeggio solo con un’autorizzazione. Saranno ridotti gli approdi a Marina Piccola, una baia con una vista privilegiata sui Faraglioni. Queste limitazione sono appoggiate da tutte le associazioni ambientaliste, ma non trovano altrettanto favore tra gli operatori che temono possa colpire le loro aziende, limitando le entrate turistiche. Di qualche turista ne farebbe volentieri a meno la giornalista Boniello. ‘Si sente che amo la mia città?’, chiede. Si sente. Ne ama il ricordo di ciò che era, soprattutto, e ce lo racconta. Una città con circa 5mila abitanti, con cameriere e ristoratori, con piccoli agricoltori, con marinai che non vendevano il giro dell’isola con motoscafi roboanti. Ora tutta la manodopera viene dalla terra ferma. Si ha difficoltà a reperire persone del posto, perché non ci sono persone del posto. I giovani mettono da parte grossi guadagni vendendo giri in barca a 300 euro e con il ricavato dei tre mesi estivi spendono il resto dell’anno altrove. La capresità non esiste più: ‘Ora non distingui più chi è caprese e chi no. Da ragazza, io portavo le scarpe di corda, le camicette e il pullover sulle spalle. Ora vestono tutte alla Jennifer Lopez. Capri in questo periodo dell’anno è deserta. I capresi se ne sono andati o sono in vacanza fuori. Si ricomincerà la rappresentazione a Pasqua per poi finire a ottobre: turisti al bar, alberghi pieni, taxi introvabili. Un ragazzo di 20 anni non ha nessun interesse a rimanere in questo posto in inverno’. Prima i bar non chiudevano mai, mai lo facevano le boutique a conduzioni familiari. C’era un turismo invernale, che ora non c’è più. E gli abitanti rimasti si contano tra loro: ‘Siamo gli ultimi dei Mohicani. Fra poco ci verranno a visitare come fanno con i resti di un villaggio indiano. Ha vinto il Dio denaro, e s’è portato via Capri’. Fonte: di Silvia Renda huffingtonpost.it CAPRIPRESS
INSERITO DA ANGELA CECERE Primo sciopero dell'anno per i lavoratori del settore del trasporto pubblico. Mercoledì è infatti previsto lo stop nazionale di 24 ore dei mezzi pubblici come bus, tram e metro, proclamato dai sindacati di base: Cobas Lavoro Privato, Cub Trasporti, Usb, Adl, Sgb, Associazioni lavoratori Cobas e Orsa. "Salario, sicurezza e diritti", queste le parole d'ordine alla base dello sciopero nazionale degli autoferrotranvieri, sottolineano le sigle sindacali. Durante lo sciopero il servizio sarà garantito durante le fasce di legge: da inizio servizio diurno alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59. Gli altri stop Lo stop segue l’agitazione in programma domani a Roma dei taxi proclamato sempre dall’Usb, con un presidio e un’assemblea in programma dalle 10 a Piazza Bocca della Verità. Confermato anche lo sciopero nazionale di 8 ore del personale delle attività ferroviarie per il 12 febbraio prossimo. "Sono tutti scioperi con cui Usb chiama a difesa dell'idea del servizio pubblico di linea e non di linea: contro la politica di disinvestimento da parte delle istituzioni, la corsa a svendere a privati e multinazionali, per piattaforme contrattuali che rivendicano gli aumenti salariali adeguati insieme a orari di lavoro umani e adeguati livelli di sicurezza, a garanzia di lavoratori e utenti".
DI MICHELE PAPPACODA Ad Amalfi ancora tantissime barriere architettoniche sia nel privato che nel pubblico. Ad iniziare dal Comune ove e impossibile arrivarci per un diverssmenteabile una lunga scala ne impedisce l accesso poi vi sono le banche con problemi simili per non parlare poi dei servizi igienici off limits tranne uno l unico ufficio accessibile sarebbe l ufficio postale ma li ce il problema della porta che non si mantiene aperta quando entri con la carrozzina poi tutti gli alberghi bar sono quasi tutti off limits nonostante gli sforzi dell amminisyratori comunali siamo ancora pieni di barriere
DI ANGELA CECERE Le mamme descrivono il parto come uno dei momenti più difficili della loro vita, in cui sangue e sudore si mischiano per dare alla luce il loro bambino. Nonostante i dolori, le lacrime e gli sforzi, il pianto del piccolo rimane comunque il suono più bello che abbiano mai sentito fino a quel momento. Partorire in un ospedale non dovrebbe costituire un privilegio, tantomeno per chi vive per strada e non possiede una dimora propria. Alle Hawaii una donna senzatetto ha partorito su un marciapiede, davanti a un ristorante, mentre era sola. Poi ha trascinato il neonato per strada, mentre era ancora attaccato al cordone ombelicale.
DI ANGELA CECERE Incidente mortale sulla Novoli-Campi Salentina, ieri nella tarda serata, nel nord Salento. Morto sul colpo nel tragico impatto il 20enne Carlo Ala, di Campi Salentina. Distrutta l’auto, una Fiat Brava, con a bordo 5 giovanissimi, nello scontro stradale avvenuto intorno alle 22 sulla via per Novoli. Due 19enni, una ragazza e un ragazzo, hanno rimediato ferite multiple agli arti e un trauma cranico commotivo, che ha reso necessario il trasporto in codice rosso in ospedale a Lecce.
DI MIKI PAPPACODA Dopo la frana di ieri mattina sulla vecchia strada ferrata Salerno - Napoli all'altezza di Vietri sul Mare dove è venuto giù un costone roccioso dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco è stata chiusa la linea Salerno Nocera i treni sono stati deviati al bivio Santa Lucia quelli diretti Nocera Salerno mentre per il tratto chiuso fino a Nocera e viceversa è stata istituita una navetta tramite pullman. Non si conoscono ancora i tempi per la messa in sicurezza del costone roccioso e della riapertura della vecchia linea ferrata Napoli - Salerno.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Hanno litigato nel soggiorno, poi si sono spostati in camera da letto dove Vincenzo Carnicelli ha accoltellato la moglie. Con la stessa arma si è tolto la vita. La coppia aveva avviato un percorso per arrivare al divorzio consensuale Negli ultimi giorni c’erano state lunghe telefonate. Lui in Germania, dove c'erano amici e parenti. Lei ad Agropoli, a familiari e amiche. Erano arrivati entrambi a una conclusione:il divorzio consensuale. EAnnalisa Rizzo, 43 anni,uccisa nell'abitazione di famiglia dal marito-Vincenzo Carnicellidi 63 anni - che poi si è tolto la vita,era molto più convinta del consortedi chiudere quella relazione.Aveva parlato già con la figlia, la tredicenne che dormiva nella sua camera da letto mentre in casa si stava consumando quella tragedia. Annalisa stava accompagnando l'adolescente in questo percorso diaccettazione della separazione, che per familiari e amici era ormai scontato. Ma - per gli investigatori - Vincenzo sperava si trattasse solo di un periodo difficile e, anche se appoggiava la scelta della moglie, pensava che la relazione potesse continuare.
Il rientro in Italia
Con questo intento, Carnicelli era rientrato dalla Germania, dove lavorava come pizzaiolo. Voleva ricucire il rapporto, voleva tentare di ripartire e di mettersi alle spalle queimesi fatti di litigi, silenzi e paure. Ma Annalisa voleva liberarsi da quel rapporto. «Eravamo tutti a conoscenza di questa situazione,sapevamo anche che Vincenzo era tornato ad Agropoli. Mai nessuno, però, avrebbe immaginato un epilogo simile», sono le parole della vicina, amica di famiglia. Che trovano conferma in quelle del padre di Annalisa,Luciano Rizzo: «Lei aveva deciso di chiudere, ma non riusciva a mettere la parola fine a questo rapporto malato».
La lite e l'omicidio
E così, secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Agropoli, diretti dal capitano Colella, che indagano sul caso con il coordinamento della Procura di Vallo della Lucania, Vincenzo Carnicelli, intorno alle 8 di lunedì 22 gennaio, avrebbe dato il via a una discussione dai toni molto forti con la moglie.Lite iniziata in soggiorno e poi spostatasi in camera da letto, al secondo piano di una palazzina di via Donizetti, nel centro cittadino di Agropoli.Urla, spintoni e graffirinvenuti sul corpo di lui, segno probabile di una difesa disperata da parte della donna. Dalla violenza verbale a quella fisica,il 63enne ha afferrato un coltello, probabilmente recuperato in cucina, e ha colpito più volte la moglie. Uccidendola mentre la figlia di 13 anni dormiva nell’altra camera. Poi, Carnicellisi è tolto la vita con lo stesso coltello.
L'autopsia
La Procura ha dispostol’esame esterno dei due cadaveri e l’autopsia: per il primo, un risultato potrebbe arrivare già nella giornata di oggi. L’esito dell'autopsia, invece, arriverà non prima di qualche settimana. I corpi sono stati trasferiti nella camera mortuaria dell'ospedale nel primo pomeriggio di ieri. La Scientifica, invece, è rimasta ancora in casa: haesaminato l'appartamento per sette ore.
La telefonata
I carabinieri sono stati avvisati dell'omicidio-suicidio alle 9.45.Sono stati i familiari di Annalisa ad avvertirli. La madre non riusciva a mettersi in contatto con lei, per questo insieme al padre si sono recati nell'appartamento che dista solo qualche decina di metri dalla loro abitazione. Nella camera da letto hanno fatto la macabra scoperta. E dopo aver chiamato il 112,hanno svegliato la nipoteche dormiva e l'hanno portata via, affidandola temporaneamente ad alcuni parenti. «Non ci sono precedenti segnalazioni e non siamo stati avvertiti perché si sentivano urla», ha chiarito il capitato Colella, comandante dei carabinieri di Agropoli.
Sposati da 15 anni
Annalisa e Vincenzoerano sposati da 15 anni, due anni dopo era nata la loro unica figlia. Solo poche settimane fa, nella serata dell'8 gennaio, Carnicelli aveva modificatol'immagine del suo profilo Facebook,mostrando una foto della «famiglia felice»: lui, la moglie Annalisa e la figlia di 13 anni, abbracciati e sorridenti. Sulla fotografia campeggiava una grafica con un cuore rosso. Poi, il 14 gennaio, un altro cambiamento: la moglie scompare e viene sostituita con un'immagine di Carnicelli con la figlia. Nessun post, solo volti sorridenti.diLuigi Martino IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
DI ANGELA CECERE Chiara Ferragni indagata per truffa aggravata, non solo per il pandoro Balocco, ma anche per la vendita della bambola Trudi e per le uova di Pasqua della Dolci Preziosi. Secondo la Procura di Milano, non si tratterebbe di episodi isolati, ma le operazioni sarebbero collegate dal «medesimo disegno criminoso», riporta il Corriere. Una sorta di "sistema Ferragni", nel proporre le operazioni benefiche per incentivare la vendita dei prodotti.