Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Il Comune di Ravello ha preso la decisione di installare un impianto semaforicofisso tra il km30 + 910 e il km 31 + 400 della S.S. 163 Amalfitana. L'installazione avverrà vicino alla spiaggia di Castiglione e poco oltre il bivio per Ravello-Scala, in direzione Salerno. Se ciò accadesse, l'impianto semaforico sostituirebbe gli ausiliari del traffico. Al momento, è stato conferito un incarico a uno studio tecnico di Salerno, al costo complessivo di 2684 euro. Il responsabile del Servizio Polizia Municipale di Ravello, come si legge nella determinazione del Comune, attesta la regolarità tecnica del provvedimento ed esprime parere favorevole. IL VESCOVADO
INSERITO DA ANGELA CECERE Dal furto in appartamento all'amicizia con un funzionario della questura di Caserta. Questa la storia che Marialuisa Vitale, dipendente della direzione sanitaria dell'ospedale "Sant'Anna e San Sebastiano", racconta in una lettera indirizzata al questore Andrea Grassi. Il raid si verifica lo scorso 15 gennaio. Un furto che "ci ha letteralmente devastati - scrive Vitale -, un’azione con la quale dei balordi ci hanno portato via tutto, dagli oggetti di uso comune ai preziosi che avevo in cassaforte. Ma, più di ogni cosa questi malfattori ci hanno portato via la 'serenità'". Ad essere particolarmente colpiti i figli della vittima, una ragazza di 16 ed un ragazzino di 13 anni. I due ragazzi sono scossi al punto che si rifiutano di tornare a casa. Per qualche giorno vanno a casa di amici che, comprendendo la situazione, li ospitano con affetto. Tutto cambia quando la denuncia viene formalizzata. Vitale con i suoi figli varca il portone della Questura per sporgere la denuncia. Qui scopre "un mondo che non conoscevo", racconta la donna nella missiva. La querela depositata all'ufficio denunce, al pian terreno, poi il caso finisce all'attenzione dei dirigenti Marotta e Magno. "Mi hanno ricevuta con una sensibilità che non avrei mai immaginato da persone che svolgono un lavoro così rude. Sono stata compresa, rassicurata, confortata. Sono stata sostenuta nella mia angoscia, ma non solo", dice ancora. I poliziotti vanno oltre. L'attività investigativa avviata di routine, con i rilievi da parte della scientifica, si affianca al fattore umano: c'è un ragazzino ancora terrorizzato da rassicurare. Così una volante 'scorta' la donna fino a casa. Qui il dirigente Magno si dedica al giovanissimo Raffaele - questo il nome del 13enne - "come fosse stato un padre di famiglia, identificandosi come angelo custode. Gli ha donato un diario della polizia e lo ha invitato a trascrivere su di esso le sue paure e i suoi timori, rassicurandolo e dimostrandogli che nulla poteva più succedergli. Gli ha dato il suo numero di cellulare e lo ha invitato a scrivergli con whatsapp ogni volta che lo ritenesse necessario. Il piccolo Raffaele gli scrive e si confida tutti i giorni, con il buongiorno la mattina e la buonanotte la sera, con una rinnovata fiducia verso il mondo", si legge ancora. Quindi i ringraziamenti ai poliziotti grazie ai quali “siamo riusciti a superare un momento della nostra vita bruttissimo. Vorrei che tutti sapessero che nella nostra città c’è una pubblica istituzione che sa essere vicina alla gente nei momenti di difficoltà. C’è una famiglia, quella della polizia di stato, alla quale non sapevamo di appartenere", conclude.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Si delineano i primi contorni delle cause che hanno provocato il crollo dovuto all'esplosione della palazzina di via Marri di Rovereto sul Secchia, avvenuta sabato mattina. E' stato acclarato che è stata l’esplosione di un garage di proprietà privata, infatti, a causare il crollo parziale dell’edificio presso cui era collocata nonché la totale inagibilità dello stesso e di alcuni vicini. Cosa ci fosse in quel garage, è da capire. C'era una cucina e quindi il tubo del gas era stato portato fin là? Oppure c'era parcheggiata un'auto alimentata a gas che ha avuto qualche problema durante la notte? Fatto sta che il locale è crollato, e con esso una parte della casa a cui era collegato. SULPANARO.NET
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Ha escluso Rete ferroviaria italiana come responsabile civile ed ha respinto l'eccezione sulla costituzione dell'Anmil come parte civile al pari della Cgil – rappresentate dagli avvocati Massimiliano Gabrielli ed Alessandra Arfè, sostituiti dal collega Giovanni De Blasio- e dei familiari della vittima, assistiti dall'avvocato Cataldo Maria Fornari. Sono le decisioni del gup Roberto Nuzzo nell'udienza preliminare a carico delle sei persone coinvolte nell'inchiesta sulla morte di Tommaso De Luca, il 58enne operaio di Afragola che il 3 febbraio del 2020 aveva perso la vita in un incidente sul lavoro accaduto all'interno della stazione ferroviaria di Benevento. L'elenco include Marco Cerullo (avvocato Paolo Carrara), 63 anni, funzionario presso il Centro produzione territoriale di Rete ferroviaria italiana di Napoli, Luigi Tamantini (avvocato Angelo Pignatelli), 48 anni, consulente esterno di Rfi, Vincenzo Tucci (avvocato Angelo Leone), 58 anni, della «Cm costruzioni» rappresentante di una delle imprese capogruppo che aveva partecipato all’appalto dei lavori, Mario Filosa (avvocato Michele Riggi), 73 anni, rappresentante dell’impresa «Macfer», esecutrice dei lavori, Emilio Russo (avvocato Angelo Russo), 67 anni, della ditta «Rem srl», l'impresa che li aveva in subappalto, della quale De Luca era dipendente come Pasquale Moccia (avvocato Giuliano Russo), 61 anni, di Cardito. L'appuntamento di questa mattina è stato scandito dall'intervento del pm Maria Colucci, che ha insistito per il rinvio a giudizio degli imputati, incrociando l'ovvia adesione dei legali delle parti civili ma non degli avvocati Carrara, Giuliano Russo e Angelo Russo, che hanno sollecitato il non doversi procedere per i loro assistiti. Il giudice si pronuncerà il 29 gennaio dopo le ultime arringhe dei difensori. Il dramma, al centro di un'indagine della polizia ferroviaria, si era verificato in un cantiere aperto a ridosso dei binari, confinante con via Mura della Caccia, nel quale era in corso la costruzione di un edificio destinato ai nuovi Uffici Movimento della stazione centrale. Per cause da accertare, l'operaio era caduto dalla struttura: un volo di quattro metri che non gli aveva dato scampo, rendendo inutili, purtroppo, i soccorsi.
INSERITO DA MORENA MOTTA SETA S.p.A.informa che domani, mercoledì 24 gennaio, è stato indetto uno sciopero nazionale di 24 ore del settore autoferro (con rispetto delle fasce di garanzia) da parte delle organizzazioni sindacali COBAS Lavoro Privato, ADL Cobas, SGB, CUB TRASPORTI, al quale hanno aderito le segreterie regionali di SGB-Sindacato Generale di Base e di USB-Unione Sindacale di Base. L’adesione allo sciopero da parte del personale SETA potrebbe dar luogo a disagi, pregiudicando la regolarità del servizio con modalità differenti a seconda del bacino provinciale di riferimento.
BACINO PROVINCIALE DI MODENA
Servizi urbani di Modena, Carpi, Sassuolo: servizio garantito dalle ore 06:30 alle ore 08:30 e dalle ore 12:00 alle ore 16:00.
Servizio extraurbano: servizio garantito dalle ore 06:00 alle ore 08:30 e dalle ore 12:30 alle ore 16:00.
BACINO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA
Servizio urbano ed extraurbano:servizio garantito fino alle ore 09:00 e dalle ore 13:00 alle ore 15:30.
Informazioni in tempo reale sugli orari di passaggio dei bus sono disponibili direttamente sul propriosmartphone/tablet scaricando l’applicazione gratuita “Seta”, disponibile negli store online delle piattaforme Apple e Android. Il servizio è accessibile anche attraverso la sezione “Quanto manca?” del sito internet di Seta.
Per ogni ulteriore informazione gli utenti possono contattare SETA al numero telefonico 840 000 216 oppure via WhatsApp al numero 334 2194058.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il riferimento è ai nuovi capannoni destinati ad ospitare un 'centro di cottura' legato ad una catena di supermercati. I soci del Circolo "Fino a pochi mesi fa c'era un bellissimo prato" Cresce la preoccupazione del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" per il nuovo complesso in costruzione tra Giussano e Arosio e più in generale per l'aumento del consumo di suolo in tutta la Brianza. Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" preoccupato per il nuovo complesso in costruzione tra Giussano e Arosio In queste ore, attraverso una nota diffusa alla stampa, il Circolo ha fatto il punto sul cantiere che ha trovato posto laddove prima c'era un grande prato, proprio al confine tra il comune brianzolo e quello comasco. Sta crescendo il nuovo "ecomostro" su quello che fino a pochi mesi fa era un bellissimo prato, a confine tra i territori di Arosio e di Giussano. Si tratta dei nuovi capannoni destinati ad ospitare un 'centro di cottura' legato ad una catena di supermercati. Noi come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" abbiamo più volte espresso la nostra netta contrarietà ai nuovi capannoni, questo fin dalle prime fasi della procedura amministrativa dei Comuni di Arosio e Giussano, che però hanno respinto le osservazioni presentate dalla nostra associazione, autorizzando la costruzione del 'centro di cottura'".
"L'ennesimo consumo di suolo in Brianza"
Per il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" "Si tratta dell'ennesimo scempio del territorio, l'ennesimo consumo di suolo in Brianza, in una delle aree più cementificate d'Italia: Arosio e Giussano già ora hanno circa la metà del loro territorio comunale coperto da cemento e asfalto! Ricordiamo tra l’altro che l’area interessata è posta a confine con il Parco Valle Lambro. La nostra richiesta ai Comuni interessati chiedeva anche di considerare la possibilità di indirizzare l’intervento urbanistico su un'area dismessa, evitando quindi nuovo consumo di suolo".
Il Circolo Ambiente, attraverso il suo PresidenteRoberto Fumagalli, sottolinea come il nuovo complesso in costruzione preoccupoi non solo i soci del Circolo ma tanti cittadini:
"In queste settimane molti cittadini stanno commentando via social la comparsa del nuovo ‘ecomostro’, sottolineando anche che, una volta in funzione, il centro determinerà un sicuro aumento del trafficodi camion e camioncini, che non faranno altro che accrescere le code soprattutto lungo la Novedratese, già oggi spesso intasata. Per tutti questi motivi noi ribadiamo la richiesta affinché venga attuato da subito lo ‘Stop al consumo di suolo’. Basta cementificazione in Brianza!"
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Saranno le telecamere installate su via Roma a far luce sul furto commesso ai danni della Compass, agenzia di prestiti sita nel centro di Avellino. Gli autori sono entrati in azione nella notte. Dopo aver forzato la porta d'ingresso sono entrati all'interno e hanno aperto la cassa continua contente denaro. Secondo una prima stima, il bottino dovrebbe essere magro. Ma ora spetta agli investigatori ricostruire tutta la dinamica. Le telecamere saranno determinanti alle indagini per risalire agli autori. I carabinieri del nucleo operativo del vicino comando provinciale sono già al lavoro. Il raid è stato perpetrato nel centro di Avellino,la filiale della finanziaria è situata al centro di palazzi ma nessuna pare abbia udito nulla. Il comando dei carabinieri da sempre attento al fenomeno dei furti da un po' di mesi ha messo in atto un'azione strategica contro i reati predatori.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il 36enne residente ad Arcore è precipitato nel Canalone Ovest della montagna lecchese. E' ricoverato in fin di vita al San Gerardo Gravissimo incidente in montagna lunedì 22 gennaio 2024, avvenuto sulla Grigna settentrionale nella zona del rifugio Brioschi: un alpinista 36enne è precipitato per un centinaio di metri. Ora è in fin di vita Dopo l'incidente in fin di vita Il drammatico incidente montano è avvenuto, come detto, intorno alle 14 di lunedì. Un alpinista di 36 anni residente ad Arcore è precipitato per oltre 100 metri nel Canalone Ovest, sotto il rifugio Brioschi. Miracolosamente non è deceduto, ma ha riportato gravissime ferite alla testa, al volto, alla schiena e anche traumi multipli agli arti. A lanciare l'allarme è stato un compagno dell'escursionista che ha assistito impotente alla scena della caduta. Non solo, ma per velocizzare le operazioni di recupero stata fatta alzare in volo da Bergamo anche l'eliambulanza con a bordo l'equipe medica. Il 36enne è stato trasferito in elicottero, sempre in codice rosso, all'ospedale San Gerardo di Monza PRIMA MONZA
DI ANGELA CECERE La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un provvedimento di sequestro di beni, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di un imprenditore napoletano, operante nel settore dei rifiuti e della bonifica ambientale, ritenuto vicino al clan dei Casalesi. Il provvedimento di sequestro trae origine da una proposta di misura di prevenzione, patrimoniale e personale, avanzata congiuntamente dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e dal direttore della Dia. Il decreto di sequestro riguarda quattro società, di cui una di primaria importanza nel settore dei processi e tecnologie per la salvaguardia dell'ambiente, rispettivamente attive nel settore degli impianti di depurazione, nel settore immobiliare, nei servizi di elaborazione di consumi idrici e nella costruzione di opere pubbliche per il trasporto di fluidi, nonché di disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato di circa 55 milioni di euro. L'imprenditore è già stato rinviato a giudizio per aver favorito l'attribuzione illecita del subappalto per la realizzazione e la gestione della discarica di Chiaiano (Napoli) alle ditte riconducibili ad un imprenditore del clan dei Casalesi; per tali fatti gli è stata contestata la partecipazione ad un'associazione finalizzata a commettere i reati di frode in pubbliche forniture e truffa ai danni di enti pubblici, falsità in atti e certificazioni e violazione delle norme in materia ambientale (tra cui il traffico illecito di rifiuti), avendo, tra l'altro, conferito rifiuti pericolosi utilizzandoli per l'allestimento dell'invaso presso la discarica in fase di esecuzione, reati tutti aggravati dalla finalità di favorire il clan “dei casalesi”, fazione Zagaria.
INSERITO DA MORENA MOTTA Siamo a Castellammare, è sera e in quelle ore c’è un ragazzo – ha 16 anni – che è pervaso dal buio nell’anima. Il luogo è l’ospedale San Leonardo e i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia stabiese – allertati dal 112 – intervengono per un ragazzino in stato di agitazione.
Pochi minuti e i militari sono davanti al pronto soccorso. Nel piazzale trovano il ragazzo in preda al panico e c’è un forte odore di benzina. Il 16enne si è cosparso del liquido infiammabile e nella mano destra ha un accendino, minaccia di darsi fuoco. Pare un gesto di un giovane invasato ma in realtà si nasconde una tragica storia fatta di sofferenze indicibili. Una richiesta di aiuto per un ragazzino che deve affrontare un problema molto più grande di lui. I Carabinieri si avvicinano al ragazzo e gli si gettano addosso. Strappano dalle sue mani l’accendino e lo portano in caserma. Pochi secondi negli uffici che culminano in un pianto forse liberatorio e una vicenda familiare ancora da ricostruire.
La mamma del ragazzo infatti è in ospedale. La donna è ricoverata per delle lesioni e a picchiarla, scopriranno i militari, è stato il marito.
I carabinieri procedono secondo i dettami del “codice rosso” comprendendo così il gesto di quel ragazzo che forse in quel modo plateale e all’apparenza insano ha voluto chiedere aiuto per porre fine ai tormenti patiti non solo da lui ma anche e soprattutto da sua madre, vittima di violenza di genere, che lui non riusciva a difendere dal proprio papà. STABIA CHANNEL https://www.stabiachannel.it/Cronaca/castellammare-minorenne-minaccia-di-darsi-fuoco--salvato-dai-carabinieri/104626