PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «Ilaria Salis è stanca, vuole tornare a casa»: l'ipotesi domiciliari (difficile) e la speranza di un trasferimento in Italia
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DI MIKI PAPPACODA Ilaria Salis sta male e vorrebbe tornare a casa. A dirlo è proprio la maestra brianzola 39enne, secondo quanto afferma il suo avvocato ungherese Gyorgy Magyar che è andato a trovarla nella prigione nel centro di Budapest dov'è rinchiusa da questi un anno. Come scrive oggi il Corriere della Sera, Ilaria - dopo mesi di incubo - sta vedendo migliorare leggermente le sue condizioni, ma non ce la fa più. «Stanno lentamente venendo incontro alle mie esigenze, ma io continuo a stare male e vorrei tornare a casa», le sue parole.
«Ilaria è stanca ma moralmente molto forte - spiega il legale - e continua a resistere. Attualmente sta in una cella con altre sette detenute, ma le condizioni di pulizia e igiene sono migliorate. Le autorità ungheresi hanno compreso la situazione, rispondono alle sue richieste e alle sollecitazioni dell'Italia. Anche la visita in carcere che le ha fatto il procuratore capo va in questa direzione». «Ora - continua - le è stata assicurata assistenza per poter leggere tutti gli atti d'accusa in lingua italiana e anche la possibilità di visionare le riprese delle telecamere di sicurezza che costituiscono la principale prova a suo carico, finora negata».
L'ipotesi domiciliari L'obiettivo della difesa della 39enne è ottenere gli arresti domiciliari a casa, con il braccialetto elettronico e la garanzia del governo italiano. Ma per ottenerlo ci vorrà almeno un mese, secondo l'avvocato. E non è detto che succeda, dato che gli stranieri senza residenza hanno meno possibilità in questo senso rispetto agli ungheresi: Sarebbe una ingiusta discriminazione, afferma l'avvocato. Più probabile, scrive il Corriere della Sera, che si possa ottenere una custodia cautelare attenuata in qualche residenza a Budapest, mentre più difficile sarebbe un trasferimento in Italia, dato che non ci sono leggi che consentano di passare da una prigione di uno Stato a quella di un altro prima di una sentenza di condanna. Diverso sarebbe nel caso Ilaria ottenga i domiciliari: gli uffici tecnici del Ministero stanno studiando la situazione per capirne la fattibilità. Cosa chiederanno gli avvocati Un testo scritto con le "rassicurazioni da parte del governo all'Ungheria sulle modalità di esecuzione dei domiciliari in Italia", da allegare all'istanza da presentare al Tribunale di Budapest. È ciò che chiederanno il padre e i legali di Ilaria Salis nell'incontro fissato per lunedì con i ministri Antonio Tajani e Carlo Nordio. E se la famiglia e gli avvocati si dicono "fiduciosi" sulle risposte che potranno arrivare, i rappresentanti del governo stanno studiando la questione di quelle "indicazioni esplicative" da fornire, nel caso, all'Ungheria, anche dal punto di vista giurisprudenziale. Consapevoli che si deve ovviamente evitare ogni forma di ingerenza sull'attività giudiziaria ungherese.
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