Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MICHELE PAPPACODA CAPUA — Mattinata di paura sull’Autostrada A1 Milano-Napoli. Un pullman è uscito di strada e si è schiantato contro il guardrail all’altezza di Capua, in direzione Caianello.L’incidente è avvenuto questa mattina e ha provocato il ferimento di alcuni passeggeri a bordo. Sul posto sono subito intervenuti i soccorsi del 118, i Vigili del Fuoco e la Polizia Stradale per prestare assistenza e mettere in sicurezza il tratto autostradale.Al momento non si conoscono le condizioni dei feriti né le cause esatte dello scontro. Secondo una prima ricostruzione il bus avrebbe perso il controllo per cause ancora in accertamento, finendo contro le barriere di sicurezza.Traffico in tilt
Le conseguenze sulla circolazione sono immediate: code e rallentamenti si sono formati in direzione Caianello. La corsia interessata è stata temporaneamente chiusa per consentire le operazioni di soccorso e la rimozione del mezzo.Gli automobilisti in transito sono invitati a prestare la massima attenzione e, se possibile, a seguire le indicazioni per percorsi alternativi.Aggiornamenti seguiranno non appena saranno disponibili maggiori dettagli su dinamica e condizioni dei passeggeri.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un intervento tempestivo ha portato i carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caserta a scoprire un ingente quantitativo di droga all’interno di una struttura sanitaria assistenziale di Caserta.
I militari hanno identificato un 53enne di origine napoletana, già noto alle forze dell’ordine che ha provato ad eludere il controllo.
Nel corso della perquisizione, dapprima personale e poi estesa alla stanza, all’interno del comodino, sono stati trovati piccoli quantitativi di hashish, un bilancino di precisione e un coltello con tracce della sostanza. Ma la scoperta più rilevante è avvenuta poco dopo, quando, all’interno della fodera del cuscino, i carabinieri hanno rinvenuto tre panetti integri di hashish, ciascuno del peso di circa 100 grammi.
Il 53enne è stato arrestato ed ora si trova ai domiciliari con l'accusa di detenzione e spaccio di droga
DI MIKI PAPPACODA I Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un servizio coordinato per contrastare il gioco d'azzardo illegale, storicamente legato alla criminalità organizzata locale. L'operazione ha interessato diversi comuni dell'agro aversano, con l'impiego di 100 militari.
I risultati dell'operazione
- Una bisca clandestina è stata scoperta a Casapesenna, con 26 persone sorprese a giocare d'azzardo.
- 26 soggetti sono stati deferiti in stato di libertà per esercizio del gioco d'azzardo.
- È stato sequestrato materiale utilizzato per l'attività illecita, tra cui carte da gioco, fiches e dadi.
- Sono stati sequestrati circa 45.000 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività illegale.
L'indagine
- L'operazione si inserisce in una più ampia strategia di controllo del territorio volta a prevenire e reprimere attività illecite riconducibili agli interessi del Clan dei Casalesi.
- L'Autorità Giudiziaria valuterà le responsabilità penali dei soggetti coinvolti
INSERITO DA MIKI PAPPACODA I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta hanno eseguito questa mattina un'ordinanza di obbligo di dimora nei confronti di una persona accusata di plurime condotte di usura, commesse in diversi comuni della provincia fino al 2024.
Le indagini sono scattate a seguito della denuncia presentata da una delle presunte vittime e sono state condotte dalla compagnia di Marcianise, sotto il coordinamento della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Gli accertamenti, che hanno incluso verifiche bancarie e testimonianze, hanno permesso di ricostruire un quadro di prestiti concessi a tassi di interesse enormemente superiori a quelli legali, fino al 120% su base annua, a danno di più persone. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura, ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari, disponendo l'obbligo di dimora nei confronti dell'indagato.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 19 marzo si avvicina e come ogni anno verrà ricordato don Giuseppe Diana e nel suo nome tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata.
Alle 7.20 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, don Peppe Diana fu assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, mentre si accingeva a celebrare la santa messa.
Un camorrista lo affrontò con una pistola, sparando cinque proiettili: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo. Il sacerdote morì all'istante.
Gli assassini non si accontentarono di freddarlo, vollero pure scempiarne il corpo con ulteriori colpi di pistola al basso ventre per indicare falsamente un movente sessuale e così tentare di impedire che divenisse il simbolo del riscatto di un popolo vessato dalla criminalità organizzata.
L'omicidio, di puro stampo camorristico, fece scalpore in tutta Italia e anche papa Giovanni Paolo II durante l'Angelus del 20 marzo 1994 pronunciò un messaggio di cordoglio.
La giornata sarà intensa:
Alle ore 7,30, la consueta messa che don Diana non riuscì a celebrare quel 19 marzo del 1994 ma che ogni anno, nella Chiesa San Nicola di Bari, viene affollata da laici e religiosi perché nulla è stato invano. Alle ore 8.45, in segno di riconoscenza sarà portato un fiore sulla tomba di don Peppe e di tutte le vittime innocenti che riposano nel Cimitero di Casal di Principe (via Cavour).
Alle ore 9,30, a Casa don Diana (via Urano 18, sede del Comitato don Peppe Diana), interverrà il presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Con lui, il presidente della Fondazione CON IL SUD Stefano Consiglio e la presidente di Enaip Paola Vacchina. Sarà un incontro aperto ai giovani per parlare di Economia sociale e di nuovo welfare.
Alle ore 12.00, con lo slogan ‘Restiamo connessi alla speranza: "proveremo a far sentire l’univoca voce di una comunità che non ha voglia di arrendersi e il cui cammino ha già dato molti frutti. Comitato don Peppe Diana, Agesci, Masci e Libera nel ricordo di don Diana e in difesa della Pace, hanno scelto di invitare ogni gruppo, comunità, presidio e realtà della rete sociale a pubblicare una foto o un video ricordando quel ‘Risaliamo sui tetti per riannunciare parole di vita’ del documento ‘Per Amore del mio popolo’, che don Diana firmò con altri sacerdoti della Forania di Casal di Principe, taggando su Instagram le associazioni promotrici con l’hashtag #restiamoconnessiallasperanza. Associazione di Promozione Sociale Comitato don Peppe Diana".
Alle ore 16,30, nella Chiesa San Nicola di Bari a Casal di Principe cerimonia premio artistico letterario che il comitato don Peppe Diana promuove con l’associazione scuola di pace don Diana ideatrice del concorso, arrivato alla 21esima edizione, e con Libera Coordinamento provinciale di Caserta.
Parteciperanno gli studenti di ogni ordine e grado che hanno dedicato attenzione al tema della Pace partecipando al Concorso e con loro, gli Scout e i tanti volontari che quotidianamente si impegnano per il riscatto.
Interverranno: Aldo Policastro procuratore generale della corte di appello di Napoli, Andrea Morniroli assessore regione Campania alle politiche sociali e alla scuola, Angelo Spinillo vescovo di Aversa, don Tonino Palmese presidente della fondazione Polis, Marisa ed Emilio Diana familiari di don Peppe, don Franco Picone vicario generale della diocesi di Aversa, Augusto di Meo testimone oculare dell’omicidio di don Giuseppe Diana, Tina Cioffo coordinatrice del comitato don Peppe Diana, Simmaco Perillo referente provinciale di Libera Caserta, Ottavio Corvino sindaco di Casal di Principe. I lavori saranno guidati da Lina Ingannato, presidente dell’associazione scuola di pace don Diana.
Un patrimonio da 2,2 milioni di euro accumulato all'ombra del clan dei Casalesi: la Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito il sequestro preventivo dei beni di T.I., imprenditore 51enne di San Cipriano d'Aversa, da anni considerato uno dei riferimenti economici della potente fazione Schiavone dei casalesi.
Il decreto è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, coordinata dal procuratore aggiunto Michele Del Prete e dal pm Maurizio Giordano. Ad eseguirlo sono stati i militari del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli.
Il patrimonio sequestrato Il provvedimento riguarda le quote e l'intero compendio aziendale di una società operante nel settore del calcestruzzo e dei lavori edili e stradali, 15 immobili tra fabbricati e terreni in provincia di Caserta, 4 autoveicoli e una serie di rapporti bancari e finanziari. Tra i beni sequestrati spicca una lussuosa villa di 20 vani situata nel comune di Briano, nel casertano: 1700 metri quadrati complessivi, con un garage da 288 mq e un giardino di 650 mq. Un immobile di pregio che, per dimensioni e caratteristiche, rappresenta il simbolo più evidente del tenore di vita raggiunto dall'imprenditore grazie ai suoi legami con la criminalità organizzata.
Il sistema di arricchimento illecito
Al centro dell'indagine non vi è soltanto il profilo penale già emerso nelle aule di giustizia — l'indagato è stato condannato in via definitiva per riciclaggio aggravato dalla circostanza mafiosa ed è attualmente a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e turbativa d'asta — ma soprattutto l'analisi economico-patrimoniale sviluppata in chiave preventiva. Tribunale e inquirenti hanno evidenziato una sproporzione significativa tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare e il patrimonio accumulato nel tempo, ritenuto incompatibile con le sole fonti lecite.
Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, già dai primi anni duemila l'uomo faceva parte di un ristretto circuito di imprenditori di riferimento della fazione Schiavone, il ramo del clan guidato dal boss Francesco Schiavone, detto Sandokan. Diversi collaboratori di giustizia lo avrebbero indicato come componente di un sistema di alterazione delle gare pubbliche - soprattutto in provincia di Caserta - ottenuto attraverso intestazioni fittizie di società, corruzione e atti intimidatori compiuti sfruttando la forza del clan. In cambio, la camorra avrebbe garantito a Iorio l'aggiudicazione di appalti pubblici di rilievo e forniture di calcestruzzo, assicurandogli un flusso costante di denaro alimentato da false fatturazioni, prelievi in contanti e monetizzazione di titoli di credito.
Il socio colpito da un sequestro da 8 milioni
L'operazione si inserisce in un più ampio contesto investigativo che ha preso di mira la rete imprenditoriale collusa con i Casalesi. Di recente, sempre nell'ambito delle attività di aggressione ai patrimoni illeciti, è stato notificato un sequestro di oltre 8 milioni di euro a R.P., 58enne originario di Casal di Principe, titolare di aziende edili e immobiliari e socio in affari dell'indagato, anch'egli ritenuto contiguo al clan dei Casalesi.
La polizia ha dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare presso l'Istituto penale minorile diNisida, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni di Napoli nei confronti di un minorenne italiano residente in provincia diCaserta, indagato ai sensi dell'art. 270-bis co.2 del codice penale per aver preso parte, mediante canali virtuali, ad una associazione con finalità di terrorismo, avendo lo stesso nell'estate del 2025, formulato e condiviso in rete il giuramento di fedeltà allo stato Islamico.
L'attività degli inquirenti
Le attività di indagine dei poliziotti della digos della questura di Napoli, in collaborazione con i colleghi della di Caserta, coordinate dalla orocura della repubblica presso il tribunale per i minorenni di Napoli e svolte con il supporto della direzione centrale della polizia di prevenzione, hanno consentito di acquisire elementi investigativi circa i contatti virtuali diretti con soggetti autoproclamatisi appartenenti all’ISISed attestati inSiria, inoltre, dalle indagini è emerso che il minore ha dato luogo ad una massiccia diffusione di video raffiguranti tecniche terroristiche, scaricati dal darkweb ed indirizzati anche ad alcuni suoi coetanei che vivono in Campania, sui quali sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi.
La scoperta inquietante
Il giovane indagato avrebbe scaricato, e condiviso con la sua cerchia relazionale virtuale, contenuti multimediali contenenti istruzioni per la fabbricazione di esplosivi fai da te, prodotti da agenzie di comunicazione dello Stato Islamico.
L'indagine è in corso e potrebbe portate a nuovi sviluppi
Nei prossimi giorni, il minore sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari. Si rappresenta che vige il principio di presunzione di innocenza e che la responsabilità delle persone sottoposte ad indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.GIANNI VIGOROSO OTTOPAGINE
ATruffe assicurative e finti incidenti stradali, retata di Polizia e Guardia di finanza al tribunale di Santa Maria Capua Vetere.Sono 7 le persone indagate tra giudici di pace e avvocati nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Roma.
Così come ricostruito dagli inquirenti,alcuni avvocati avevano il compito di gestire i dossier sui finti sinistri, curando i rapporti con medici e legalidesignati dalle compagnie assicurative
Gli incidenti finiti nel mirino della Procura capitolina, pur essendo diversi per tempi, luoghi e automobilisti coinvolti, in realtà presentavanodinamiche molto simili: tra le più ricorrenti l'investimento di pedoni su strisce pedonali o di soggetti a bordo di biciclette(anche a due posti "tandem").
Nella rete truffaldina, secondo l'accusa, sono coinvolti anche alcuni giudici di pacedel tribunale di Santa Maria Capua Vetereche avrebbero emesso sentenze favorevoli in cambio di soldi.
Tre giudici di pace sono stati sospesi per un anno, stesso provvedimento anche per tre avvocati.Per un altro legale, invece, sono scattati i domiciliari.
Nei confronti dei 7 indagati sono scattatisequestri per oltre 300mila euro.
DI MORENA MOTTA Ieri pomeriggio, 22 gennaio 2026, i Carabinieri di Cesa e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato di Caserta hanno effettuato un controllo presso una sala slot a Cesa, lungo via del Caravaggio.
L'operazione ha portato al sequestro di 11 slot machine non conformi alla normativa vigente, prive di titoli autorizzativi e non collegate alla rete telematica statale. L'intervento è il risultato di un'attività di vigilanza coordinata per garantire la legalità economica e la tutela dei giocatori.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Aversa. Tra Caserta e provincia, dalle prime informazioni raccolte dai carabinieri sul territorio e presso i presidi ospedalieri, non si registrano episodi di ferimenti riconducibili all'incauto utilizzo di fuochi d'artificio. Ma ad Aversa un bambino di nove anni e' rimasto lievemente ferito alla mano destra perche' colpito di striscio da un proiettile vagante. I militari del Nucleo operativo e radiomobile hanno trovato, nelle immediate vicinanze del luogo del ferimento, un'ogiva esplosa, verosimilmente riconducibile a un'arma da fuoco. Il minore, dopo le cure, e' stato dimesso dall'ospedale della citta' normanna. Cristiano Vella OTTOPAGINE