Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
…

NEWS ITALIA E DAL MONDO Astrazeneca, altre due morti sospette. E il Piemonte blocca uno stock. Aifa assicura: «Niente rischi»

15 Marzo 2021, 09:40am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Astrazeneca, altre due morti sospette. E il Piemonte blocca uno stock. Aifa assicura: «Niente rischi»

INSERITO DA ANGELA CECERE Non c'è pace per il vaccino AstraZeneca. Dopo il decesso di un docente a Biella avvenuto nella notte tra venerdì e sabato - poche ore dopo aver ricevuto il farmaco - la regione Piemonte ha deciso di sospendere la somministrazione del lotto Abv5811 del vaccino di Oxford. Sandro Tognatti aveva 57 anni ed era residente a Cossato, nel Biellese. Insegnava clarinetto al Conservatorio Guido Cantelli di Novara. Si è sentito male nella notte e all'arrivo dei sanitari del 118 era già morto. Per stabilire se ci sia un nesso tra la vaccinazione e il decesso è stata disposta l'autopsia. A Bologna invece la procura ha aperto un'inchiesta in seguito al decesso di un altro insegnante, Giuseppe Morabito, morto dieci giorni dopo la somministrazione di AstraZeneca. «Non c'è nessun allarmismo e nessun indagato al momento», ha dichiarato al Resto del Carlino il procuratore capo Giuseppe Amato. Vaccino, la Ue: «Ci sarà per tutti, Pfizer produce più del previsto» Sono due nuovi casi che succedono a quanto avvenuto in Sicilia e in Campania nei giorni scorsi. Fonti del ministero della Salute fanno sapere che «le uniche autorità che possono prendere decisioni sulla sicurezza dei vaccini sono Aifa ed Ema e c'è piena fiducia sulla loro sorveglianza». Proprio l'Aifa - per voce del presidente Giorgio Palù - ha dichiarato che «non c'è nessuna relazione diretta e nessun rischio per il vaccino AstraZeneca, se non una relazione temporale tra la vaccinazione e l'evento nefasto, ma non un nesso causale». Da parte sua AstraZeneca fa sapere che finora su 17 milioni di vaccinati tra Europa e Regno Unito «ci sono stati 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 eventi di embolia polmonare», numero «simile a quello degli altri vaccini Covid-19».

LEGGO

Leggi i commenti

…

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Rovigo, mal di testa fortissimo: Anna Fenzi muore poco dopo, una città intera sconvolta

15 Marzo 2021, 09:37am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Rovigo, mal di testa fortissimo: Anna Fenzi muore poco dopo, una città intera sconvolta

INSERITO DA ANGELA CECERE Un attacco ischemico acuto ha portato alla morte improvvisamente Anna Fenzi dai suoi due figli adolescenti, Michele e Giorgia, dal compagno Massimo e dalle centinaia di persone della città che la conoscevano e le volevano bene. Aveva solo 48 anni, viveva a Rovigo con i suoi ragazzi e lavorava in un centro estetico. La notizia è volata di bocca in bocca in pochissimo tempo dalla serata di venerdì, raggiungendo come una doccia gelida i tantissimi che la conoscevano. La notizia è riportata da Il Gazzettino. MAL DI TESTA Alla fine della scorsa settimana aveva accusato un fortissimo mal di testa. Da lì la situazione è rapidamente peggiorata, fino a portare alla morte. Una città intera è sotto choc.  Colpita una ischemia che, purtroppo, non le ha lasciato scampo. Tutti coloro che la conoscevano la descrivevano come una persona stupenda, solare e generosa, rara. Da qualche giorno pare lamentasse un malessere, forse i sintomi della ischemia che, nella serata di venerdì, se la è portata via. 

LEGGO

Leggi i commenti

…

LA STORIA DELL'EGITTO Le mastabe

15 Marzo 2021, 09:32am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL'EGITTO Le mastabe

A CURA DI MORENA MOTTA I più antichi esempi di architettura egizia di cui ci siano pervenuti resti sono le màstabe, tombe monumentali costruite a partire dal periodo arcaico o delle prime due dinastie faraoniche, nel cosiddetto Periodo Tinita (2853-2657 ca. a.C.) e in uso anche durante l'Antico Regno.

Il nome "mastaba" è un termine arabo che significa "panca" o "banco" e indica appunto una panca, un sedile tipico che ancora oggi è molto usato in Egitto. E' stato scelto per via della somiglianza tra la mastaba-monumento sepolcrale e la mastaba-panchina.  Le prime mastabe del periodo Tinita furono edificate inizialmente in mattoni crudi, e successivamente in pietra calcarea. Venivano usate per la sepoltura dei faraoni e dei loro familiari. 

A partire dall'Antico Regno i faraoni preferiranno destinare le proprie spoglie e quelle dei familiari alle piramidi, ancora più grandiose. Le mastabe verranno quindi destinate ai dignitari di corte, come i nobili, gli scribi, i sacerdoti e i visìr (primi ministri, che avevano il compito di gestire, per conto del faraone, tutti gli affari ordinari del regno). 

Solitamente di pianta rettangolare, le mastabe hanno la forma di un massiccio tronco di piramide. Sono dotate di spesse mura perimetrali a scarpa, ossia inclinate verso l'esterno, e coperte da un tetto piano. Ciò che maggiormente colpisce in queste costruzioni funerarie è la loro grandiosità. Tutta l'architettura egizia, comunque è di tipo monumentale infonde un senso di ammirazione e smarrimento insieme.

La màstaba è una costruzione piuttosto semplice, si compone di due parti: la zona inferiore con il sepolcro e la zona superiore con la cappella. 

La zona sotterranea o inferiore è costituita da un sepolcreto, scavato in fondo a un pozzo a volte assai profondo (oltre venti metri) e articolato in più livelli. Il sepolcreto poteva essere articolato in più sale, ed era consacrato ad ospitare il sarcofago del defunto, il corredo e tutti gli oggetti ritenuti indispensabili alla vita ultraterrena. Gli Egizi credenvano infatti che la vita proseguisse oltre la morte solo se il corpo si fosse conservato; da qui la necessità di mummificare i cadaveri e mettere accanto a loro cibi, utensili e arredi che avrebbero reso più facile la vita nell'aldilà. Tutto questo non riguardava però solo i faraoni ma tutta la popolazione. Anche nelle tombe più umili sono stati ritrovati elementi di corredo funerario, come ad esempio dei tavoli costruiti con i mattoni dove i familiari potevano lasciare le offerte per il defunto.

La cappella, costruita in superficie, era destinata a chiudere per l'eternità il pozzo di accesso alla zona inferiore e indicarne la presenza in modo monumentale. La cappella della màstaba è spesso dotata di molti vani, anche ampi con stanze e celle per le preghiere, i riti, e le offerte dei parenti allo spirito del defunto detto Ka e inteso come essenza vitale. Esternamente le cappelle delle mastabe potevano esssere decorate con colori vivaci.

Uno degli elementi caratteristici della mastaba è la facciata, di solito addossata ad una parete che presenta l'ingresso, spesso preceduto da un breve portico con colonne. All'interno le stanze ospitavano i riti dedicati ai defunti ed decorate con pitture e rilievi che rappresentavano scene sacre accompagnate da geroglifici con preghiere.

Per prendersi cura del defunto e assicurare la sua vita nell'aldilà, i familiari portavano le loro offerte e le vivande necessarie alla sopravvivenza del ka su una stuoia o una lastra davanti ad una falsa-porta, posta su una parete della mastaba. La falsa-porta è una lastra di pietra rientrante con il nome e i titoli del defunto, che riproduceva con stipiti, colonne e architrave, la forma di una porta. E' il simbolo del passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti, secondo l'antica religione egizia, consente all'anima immortale, il kà del defunto di passare dalla sua dimora ultrareterrena al mondo dei vivi e viceversa. La falsa-porta è spesso ornata di dipinti, rilievi e statue e presenta incisi i geroglifici che indicano "le cose buone", cioè cibi, bevande e oggetti che erano ritenuti necessari per la vita nell'aldilà e si trova in una posizione che indica il sepolcro posto sottoterra.

FONTE geometriefluide.com di A. Cocchi

Leggi i commenti

…

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caserta, vuoto d'aria dopo il sorpasso del camion: ciclista cade e muore

15 Marzo 2021, 09:27am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caserta, vuoto d'aria dopo il sorpasso del camion: ciclista cade e muore

INSERITO DA ANGELA CECERE Un ciclista di 67 anni è morto in un incidente stradale, causato da un vuoto d'aria dopo un sorpasso. Accade nel Casertano, dove l'uomo - che viveva a San Tammaro - in sella alla sua mountain bike stava percorrendo, in discesa, la strada provinciale che collega Caserta con Caiazzo, in località Gradilli. Secondo una prima ricostruzione fornita dai carabinieri, il 67enne sarebbe stato sorpassato da un camion: lo spostamento d'aria violento ha come risucchiato il ciclista che - perso il controllo della bicicletta - ha sbandato sulla carreggiata. L'incidente È stato in quel momento che si è verificato l'incidente: l'uomo è stato infatti investito da una macchina che procedeva nello stesso senso di marcia. Alla guida c'era un residente, che si è fermato e ha chiamato subito aiuto. Il 67enne, dopo l'impatto sull'asfalto, è apparso subito in gravissime condizioni: è morto poco dopo mentre veniva trasportato in ospedale. Dagli elementi raccolti, sembra che lo scontro tra auto e bici fosse difficilmente evitabile dal conducente, ma l'uomo alla guida è comunque indagato.

LEGGO

Leggi i commenti

…

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Genova: cade durante l'escursione e precipita in un burrone, Elisa morta a 31 anni. Il compagno ferito e sotto choc

15 Marzo 2021, 09:17am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Genova: cade durante l'escursione e precipita in un burrone, Elisa morta a 31 anni. Il compagno ferito e sotto choc

INSERITO DA ANGELA CECERE Stava facendo un'escursione insieme al compagno, quando è inciampata ed è precipitata in un burrone. È morta così, oggi pomeriggio, Elisa Enrile, 31enne genovese e anestesista specializzanda al San Martino.La tragedia è avvenuta su un sentiero del monte Zatta, sulle alture di Mezzanego (Genova). Elisa Enrile è morta dopo una caduta di diversi metri ed il compagno, che era con lei, ha tentato di raggiungerla per soccorrerla, ferendosi. A quel punto l'uomo, il 44enne D. S., ha dato l'allarme e sul posto sono arrivati i soccorritori, ma per Elisa non c'era più nulla da fare. Il compagno, ferito e sotto choc per l'accaduto, è stato portato in ospedale: le sue condizioni di salute comunque non sono gravi.

 LEGGO

Leggi i commenti

…

FAVOLE E RACCONTI Il Principe Felice

15 Marzo 2021, 09:12am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI Il Principe Felice

A CURA DI MORENA MOTTA Alta sopra la città, su una lunga, esile colonna, sporgeva la statua del Principe Felice. Era tutto dorato di sottili foglie d'oro fino, i suoi occhi erano due lucenti zaffiri, e un grande rubino rosso luccicava sull'elsa della sua spada. Tutti lo ammiravano. "È bello come una bandierina mossa dal vento," osservò un giorno uno degli assessori di città che ambiva farsi una reputazione d'uomo di gusto "però è meno utile", si affrettò a soggiungere, per timore che la gente lo giudicasse privo di senso pratico, il che non era affatto vero.

"Perché non sai comportarti come il Principe Felice?" chiese una madre piena di buon senso al suo bambino che piangeva perché voleva la luna. "Il Principe Felice non si sogna mai di piangere per nulla". "Sono contento che a questo mondo ci sia qualcuno veramente felice", borbottò un uomo disilluso ammirando la splendida statua. "Assomiglia un angelo", dissero i Trovatelli uscendo dalla cattedrale nei loro lucenti mantelli scarlatti e nei loro lindi grembiulini candidi. "Come fate a dire questo?" osservò il professore di matematica, "se non ne avete mai veduti!". "Oh, sì, che ne abbiamo visti, nei nostri sogni!" risposero i bambini, e il professore di matematica aggrottò la fronte e fece la faccia scura, perché non trovava giusto che i bambini sognassero.

Una sera volò sulla città un Rondinotto. I suoi amici se n'erano andati in Egitto sei settimane innanzi, ma egli era rimasto indietro perché si era innamorato di una bellissima Canna. L'aveva conosciuta al principio di primavera mentre volava giù per il fiume in caccia di una grossa falena gialla, ed era stato talmente attratto dalla sua vita sottile che si era fermato a parlarle. "Vuoi che m'innamori di te?" le aveva chiesto il Rondinotto, cui piaceva venir subito al sodo, e la Canna gli aveva fatto un profondo inchino. Così egli le volò più volte intorno, sfiorando l'acqua con le ali, e increspandola di cerchi argentei. Questa fu la sua corte, e durò tutta l'estate. "È un attaccamento ridicolo", garrivano le altre Rondini, "È senza un soldo, ma in compenso ha un sacco di parenti", e a dire il vero il fiume era zeppo di Canne. Poi, non appena venne l'autunno, le Rondini volarono via tutte. Quando se ne furono andate il Rondinotto si sentì solo, e incominciò a stancarsi della sua bella. ' Non sa conversare, ' si disse ' e temo sia una civetta poiché seguita a frascheggiare col vento '. E infatti, ogni volta che il vento spirava, la Canna si piegava con inchini graziosissimi. "Riconosco che è casalinga," proseguì il Rondinotto "ma a me piace viaggiare e di conseguenza anche a mia moglie dovrebbero piacere i viaggi". "Vuoi venir via con me?" le chiese infine, ma la Canna scosse la testa, era troppo affezionata alla sua casa. "Tu mi hai preso in giro!" gridò il Rondinotto. "Me ne vado alle Piramidi. Addio!" e volò via.

Volò tutto il giorno, e a sera giunse alla città. ' Dove alloggerò? ' si disse. ' Spero mi abbiano preparato dei festeggiamenti. ' Ma poi notò la statua sull'alta colonna. "Andrò ad abitare lì", esclamò. "La posizione è bellissima, e ci si deve respirare dell'ottima aria fresca". Così si posò proprio tra i piedi del Principe Felice. "Ho una camera da letto tutta d'oro", mormorò sottovoce tra sé e sé, guardandosi attorno e preparandosi per la notte, ma giusto mentre stava mettendo la testa sotto l'ala gli cadde addosso una grossa goccia d'acqua. "Che cosa strana!" esclamò. "In cielo non c'è neanche la più piccola nuvola, le stelle sono chiare e luminose, eppure piove. Il clima del Nord Europa è semplicemente spaventoso. Alla Canna la pioggia piaceva, ma questo era dovuto unicamente al suo egoismo". In quella cadde un'altra goccia. "A che serve una statua se non riesce a riparare dalla pioggia?" brontolò; "bisogna che mi cerchi un buon comignolo", e fece per volarsene via. Ma proprio mentre stava per aprire le ali una terza goccia cadde, ed egli allora alzò gli occhi e vide... ah, che cosa vide? Gli occhi del Principe Felice erano gonfi di lagrime, e lagrime rigavano le sue guance dorate. Il suo viso era così bello sotto la luce della luna che il piccolo Rondinotto si sentì invadere da una profonda pietà. "Chi sei?" chiese. "Sono il Principe Felice". "Perché piangi, allora? Mi hai inzuppato tutto". "Quando ero vivo e avevo un cuore umano," rispose la statua "non sapevo che cosa fossero le lagrime, perché abitavo nel Palazzo di Sans-Souci, dove al dolore non è permesso di entrare. Durante il giorno giocavo coi miei compagni nel giardino, e la sera guidavo le danze nella Grande Sala. Intorno al giardino correva un muro altissimo, ma mai io mi curai di sapere che cosa si stendesse al di là di esso, ogni cosa intorno a me era così bella! I miei cortigiani mi chiamavano il Principe Felice, e se il piacere è felicità, io ero veramente felice. Così vissi, e così morii. E ora che sono morto mi hanno messo qui tanto in alto che adesso vedo tutta la bruttezza e tutta la miseria della mia città, e sebbene il mio cuore sia di piombo altro non mi resta che piangere". "Come mai? Non è d'oro massiccio?" si chiese mentalmente il Rondinotto, perché era troppo educato per rivolgere ad alta voce domande di carattere personale. "Lontano lontano," proseguì la statua con la sua dolce voce musicale "lontano in una stradina c'è una povera casa. Una finestra di questa casa è aperta e attraverso vi vedo una donna seduta a un tavolo. Ha il viso magro e sciupato, e le sue mani sono rosse e ruvide e tutte bucherellate dall'ago, poiché fa la cucitrice. Sta ricamando passiflore su un abito di raso che la più bella tra le damigelle d'onore della Regina indosserà al prossimo ballo di Corte. A letto, in un angolo della stanza, il suo bambino giace ammalato. Ha la febbre e vorrebbe mangiare delle arance, ma sua madre non ha nulla da dargli, fuorché acqua di fiume, perciò il bambino piange. Rondinotto, piccolo Rondinotto, non gli porteresti il rubino che luccica sull'elsa della mia spada? I miei piedi sono attaccati a questo piedistallo e io non mi posso muovere". "Sono aspettato in Egitto", rispose il Rondinotto. "I miei amici in questo momento volano sul Nilo, e discorrono con i grandi fiori di loto. Tra poco andranno a dormire nella tomba del gran Re, dove il Re stesso riposa nel suo sarcofago dipinto. È avvolto in gialli lini e imbalsamato con aromi. Ha il collo adorno di una collana di giada verde pallida, e le sue mani assomigliano a foglie avvizzite". "Rondinotto, Rondinotto, piccolo Rondinotto," disse il Principe "non vuoi restare con me per una notte soltanto, ed essere il mio messaggero? Il bambino ha tanta sete, e la madre è così triste!" "Non credo che mi piacciano i bambini", replicò il Rondinotto. "L'estate scorsa, quando stavo sul fiume, c'erano due ragazzi maleducati, i due figliuoli del mugnaio, che mi tiravano sempre sassi. Naturalmente non mi hanno mai preso, si capisce: noi rondini voliamo troppo bene per lasciarci colpire, e del resto io vengo da una famiglia famosa per la sua agilità; comunque però era una grave mancanza di rispetto". Ma il Principe Felice aveva un viso così doloroso che il Rondinotto ne provò pena. "Qui fa molto freddo," disse "ma per farti piacere resterò ancora una notte e sarò tuo messaggero". "Grazie, piccolo Rondinotto", disse il Principe.

Così il Rondinotto colse il grande rubino che ornava la spada del Principe e volò sopra i tetti della città, tenendo stretto il gioiello nel becco appuntito. Passò accanto alla torre della cattedrale, su cui erano scolpiti i grandi angeli di marmo. Passò accanto al palazzo e udì un suono di danze. Una fanciulla bellissima si affacciò al balcone col suo innamorato. "Guarda che stelle meravigliose," egli le disse, "e come è meraviglioso il potere dell'amore!". "Spero che il mio vestito sarà pronto per quando ci sarà il ballo di Stato", rispose la fanciulla. "Ho ordinato che sia ricamato a passiflore, ma le cucitrici sono talmente pigre!".

Passò sopra il fiume, e vide le lanterne appese agli alberi delle navi. Passò sul Ghetto, e vide i vecchi Ebrei che contrattavano tra di loro, e pesavano il danaro su bilance di rame. E finalmente giunse alla povera casa e vi guardò dentro. Il bambino si agitava febbrilmente sul letto, mentre la madre si era addormentata: era tanto stanca! Saltellò nella stanza e posò il grosso rubino sul tavolo, accanto al ditale della donna. Poi volò piano attorno al letto, e accarezzò con le sue ali la fronte del piccolo, facendogli vento dolcemente. "Come mi sento fresco!" disse il bambino. "Forse incomincio a star meglio", e si addormentò di un sonno tranquillo. Allora il Rondinotto rivolò dal Principe Felice e gli raccontò quello che aveva fatto. "Strano," osservò "ma benché faccia un freddo cane adesso ho caldo". "Perché hai compiuta una buona azione", gli disse il Principe: il piccolo Rondinotto incominciò a pensare, ma subito si addormentò: il pensare gli metteva sempre addosso un gran sonno.

Quando il giorno spuntò, volò giù al fiume e prese un bagno. "Che fenomeno straordinario!" esclamò il Professore di Ornitologia che passava in quel momento sul ponte. "Una Rondine d'inverno!" E mandò al giornale locale una lunga lettera in proposito. Tutti la citarono: era costellata di un sacco di vocaboli che nessuno capiva.

"Questa sera parto per l'Egitto", disse il Rondinotto, e questa previsione lo mise di ottimo umore. Visitò tutti i monumenti pubblici, e rimase a lungo seduto in cima al campanile della chiesa. Dovunque andava i Passeri cinguettavano e pispigliavano tra di loro: "Che forestiero distinto!", cosicché il Rondinotto si divertì un mondo. Quando la luna sorse rivolò dal Principe Felice. "Hai qualche commissione da darmi per l'Egitto?" disse. "Sono di partenza". "Rondinotto, Rondinotto, piccolo Rondinotto," disse il Principe "non vuoi restare con me ancora una notte?" "In Egitto mi aspettano", rispose il Rondinotto. "Domani i miei amici voleranno fino alla Seconda Cateratta. Laggiù tra i giunchi, se ne sta accovacciato l'ippopotamo, e su un grande trono di granito siede il Dio Memnone. Tutta la notte egli contempla le stelle, e quando risplende la stella del mattino proferisce un unico grido di gioia, e poi tace. A mezzogiorno i leoni fulvi scendono a bere all'orlo dell'acqua. Hanno occhi simili a verdi berilli, e il loro ruggito è più forte del ruggito della cateratta". "Rondinotto, Rondinotto, piccolo Rondinotto," disse il Principe "lontano lontano, dall'altra parte della città, vedo un giovane in una soffitta, appoggiato a una scrivania ingombra di carte, e in un boccale accanto a lui c'è un mazzolino di viole appassite. Ha i capelli bruni e crespi, le sue labbra sono rosse come una melagrana, e i suoi occhi sono grandi e sognanti. Sta sforzandosi di terminare una commedia per il Direttore del Teatro, ma ha troppo freddo per poter seguitare a scrivere. Non c'è fuoco nel suo camino, e la fame lo ha fatto svenire". "Va bene, aspetterò presso di te un'altra notte", disse il Rondinotto, che aveva proprio un cuore d'oro. "Devo portargli un altro rubino?" "Ahimè, non ho più rubini, ormai," disse il Principe, "tutto ciò che mi è rimasto sono i miei occhi, ma sono fatti di zaffiri rari, e furono portati dall'India più di mille anni fa. Strappane uno e portaglielo. Lo venderà al gioielliere, e si comprerà legna da ardere, e finirà la sua commedia". "Caro Principe," disse il Rondinotto "io non posso fare questo", e incominciò a piangere.
"Rondinotto, Rondinotto, piccolo Rondinotto," disse il Principe "ubbidiscimi".

Così il Rondinotto strappò l'occhio del Principe e volò fino alla soffitta dello studente. Era facile entrarvi, perché nel tetto c'era un buco. Il Rondinotto vi sfrecciò attraverso, e penetrò nella stanza. Il giovane aveva il capo affondato tra le mani, perciò non avvertì il frullio d'ali dell'uccello, e quando alzò gli occhi vide il bellissimo zaffiro adagiato in mezzo alle viole appassite. "Incominciano ad apprezzarmi!" gridò; "certo me lo manda qualche grande ammiratore. Adesso potrò finalmente terminare la mia commedia!". Ed era tutto felice.

Il giorno dopo il Rondinotto volò giù al porto. Si posò sull'albero di una grossa nave e stette a osservare i marinai che a forza di funi alavano su dalla stiva pesanti casse. "Issa-oh!" si gridavan l'un l'altro a mano a mano che le casse salivano. "Io vado in Egitto!" garrì il Rondinotto, ma nessuno gli badò, e quando spuntò la luna volò ancora una volta dal Principe Felice. "Sono venuto a salutarti", gli disse. "Rondinotto, Rondinotto, piccolo Rondinotto," disse il Principe "non vuoi rimanere con me ancora per questa notte?" "È inverno ormai," rispose il Rondinotto "e fra poco arriverà la fredda neve. In Egitto il sole è caldo sulle verdi palme, e i coccodrilli riposano nel fango e si guardano attorno con occhi pigri. I miei compagni stanno costruendo un nido nel Tempio di Baalbec, e le colombe rosee e bianche li guardano, e tubano tra loro. Caro Principe, debbo lasciarti, ma non ti dimenticherò mai, e la prossima primavera ti porterò due gemme bellissime, al posto di quelle che tu hai regalate. Il rubino sarà più rosso di una rosa rossa, e lo zaffiro sarà azzurro come il vasto mare". "Nella piazza qua sotto," disse il Principe Felice, "ci sta una piccola fiammiferaia. I fiammiferi le sono caduti nella cunetta del marciapiedi, e si sono tutti bagnati. Suo padre la picchierà se non porterà a casa un pò di danaro, e perciò la piccola piange. Non ha né calze né scarpe, e la sua testolina è nuda. Strappa l'altro mio occhio e portaglielo, così suo padre non la batterà". "Resterò con te ancora per questa notte," disse il Rondinotto "ma non posso strapparti l'altro occhio. Rimarresti completamente cieco". "Rondinotto, Rondinotto, piccolo Rondinotto," disse il Principe "fà come ti dico". Così il Rondinotto strappò l'altro occhio del Principe e sfrecciò giù nella piazza. Passò roteando accanto alla piccola fiammiferaia e le fece scivolare il gioiello nel palmo della mano. "Che bel pezzettino di vetro!" esclamò la bambina, e corse a casa ridendo. Poi il Rondinotto ritornò dal Principe. "Adesso sei cieco," disse "perciò io resterò con te per sempre". "No, piccolo Rondinotto," mormorò il povero Principe "tu devi andare in Egitto". "Resterò con te per sempre", ripeté il Rondinotto, e dormì ai piedi del Principe.

Poi tutto il giorno seguente se ne stette appollaiato sulla spalla del Principe, e gli raccontò quello che aveva veduto in paesi lontani. Gli parlò dei rossi ibis, che sostano in lunghe file sulle rive del Nilo e col becco acchiappano pesciolini dorati; gli parlò della Sfinge, che è vecchia quanto il mondo, e vive nel deserto, e conosce ogni cosa; gli parlò dei mercanti che viaggiano piano al fianco dei loro cammelli e recano tra le mani rosari d'ambra; gli parlò del Re della Montagna della Luna, che è nero come l'ebano, e adora un enorme cristallo; gli parlò del grande serpente verde che dorme in un palmizio ed è nutrito da venti sacerdoti con focacce di miele; gli parlò infine dei pigmei che veleggiano su un grande lago sopra larghe foglie piatte e sono sempre in guerra con le farfalle. "Caro Rondinotto," disse il Principe "tu mi parli di cose meravigliose, ma più meraviglioso di qualsiasi cosa è il dolore degli uomini e delle donne. Non vi è Mistero più grande della Miseria. Vola sulla mia città, piccolo Rondinotto, e raccontami quello che vedi".

Così il Rondinotto volò sopra la grande città, e vide i ricchi gozzovigliare nelle loro splendide dimore, mentre i poveri sedevano fuori, ai cancelli. Volò in bui vicoli, e vide i visi bianchi dei bambini affamati che fissavano con occhi assenti le strade oscure. Sotto l'arcata di un ponte due ragazzini si stringevano l'uno all'altro cercando di riscaldarsi a vicenda. "Che fame, abbiamo!" dicevano. "Non potete dormire laggiù", gridò la guardia, e i due bambini si allontanarono sotto la pioggia. Allora il Rondinotto tornò indietro e raccontò al Principe quello che aveva veduto. "Sono tutto ricoperto d'oro fino," disse il Principe "tu devi togliermelo di dosso, foglia per foglia, e darlo ai miei poveri: i vivi credono che l'oro possa renderli felici". Il Rondinotto piluccò via foglia dopo foglia del fine oro, finché il Principe Felice divenne tutto opaco e grigio. Foglia per foglia del fine oro egli portò ai poveri, e le facce dei bambini si fecero più rosate, ed essi risero e giocarono giochi infantili nelle strade. "Abbiamo pane, adesso!" gridavano.

Poi venne la neve, e dopo la neve venne il gelo. Le strade sembravano pavimentate d'argento, tanto erano lucide e scintillanti; lunghi ghiaccioli, simili a lame di cristallo, pendevano dalle gronde delle case; tutti giravano impellicciati e i ragazzini indossavano cappucci scarlatti e pattinavano sul ghiaccio. Il povero piccolo Rondinotto aveva sempre più freddo, ma non voleva lasciare il Principe; gli voleva troppo bene. Raccoglieva briciole fuor dell'uscio del fornaio quando questi aveva la schiena voltata, e cercava di scaldarsi battendo le ali. Ma alla fine capì che era prossimo a morire. Ebbe giusto la forza di volare un'ultima volta sulla spalla del Principe. "Addio, caro Principe," mormorò "mi permetti che ti baci la mano?". "Sono contento che tu vada in Egitto, finalmente, piccolo Rondinotto," disse il Principe "sei rimasto qui anche troppo tempo, ma tu devi baciarmi sulle labbra, perché io ti amo". "Non è in Egitto che io vado," disse il Rondinotto "vado alla Casa della Morte. La Morte non è forse la sorella del Sonno?". E baciò il Principe Felice sulle labbra, e cadde morto ai suoi piedi. In quel momento si udì nell'interno della statua uno strano crac, come se qualcosa si fosse rotto. Il fatto è che il cuore di piombo si era spaccato netto in due. Certo faceva un freddo cane.

Il mattino seguente per tempo il Sindaco andò a passeggiare nella piazza sottostante in compagnia degli Assessori. Nel passare dinanzi alla colonna alzò gli occhi verso la statua: "Dio mio! Com'è conciato il Principe Felice!", esclamò. "Davvero! Com'è conciato!" esclamarono gli Assessori che ripetevano sempre quel che diceva il Sindaco, e andarono tutti su per vedere meglio. "Gli è caduto il rubino dall'elsa della spada, gli occhi non ci sono più, e la doratura è scomparsa," disse il Sindaco "insomma, sembra poco meno che un accattone!". "Poco meno che un accattone", ripeterono in coro gli Assessori civici. "E qui, ai piedi della statua, c'è persino un uccello morto!" proseguì il Sindaco. "Dobbiamo assolutamente emanare un'ordinanza che agli uccelli non sia permesso di morire qui!". E lo Scrivano Pubblico prese appunti per la stesura del decreto. Così tirarono giù la statua del Principe Felice. "Dal momento che non è più bello non è nemmeno più utile" osservò il Professore di Belle Arti dell'Università. Quindi fusero la statua in una fornace e il Sindaco indisse un'adunanza della Corporazione per decidere quel che si doveva fare del metallo. "Dobbiamo costruire un'altra statua," disse "e sarà la mia statua". "La mia", ripeté ciascuno degli Assessori, e litigarono. L'ultima volta che ebbi loro notizie stavano ancora litigando. "Che cosa curiosa!" disse il sorvegliante degli operai della fonderia. "Questo rotto cuore di piombo non vuole fondersi nella fornace. Bisogna che lo gettiamo via". E 1o gettarono infatti su un mucchio di spazzatura dove avevano buttato anche il Rondinotto morto.

"Portami le due cose più preziose che trovi nella città", disse Dio a uno dei Suoi Angeli; e l'Angelo Gli portò il cuore di piombo e l'uccello morto. "Hai scelto bene," gli disse Dio "poiché nel mio giardino del Paradiso questo uccellino canterà in eterno, e nella mia città d'oro il Principe Felice mi loderà". 

FONTE PAROLE D'AUTORE.NET

Leggi i commenti

…

ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 15.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

15 Marzo 2021, 09:10am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 15.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Lunedì, 15 Marzo 2021
S. LONGINO , S. LUISA
----------------------------

Settimana n. 11
Giorni dall'inizio dell'anno: 74/291

A Roma il sole sorge alle 06:21 e tramonta alle 18:16 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 06:34 e tramonta alle 18:29 (ora solare)
Luna: 7.35 (lev.) 20.21 (tram.)

Proverbio del giorno:
Di marzo, chi non ha scarpe vada scalzo, e chi le ha, le porti un altro po' più in là.

Aforisma del giorno:
La sorte delle anime elette è il patire; è la sofferenza sopportata cristianamente condizione a cui Dio, autore di ogni grazia e di ogni dono conducente a salute, ha stabilito di darci la gloria. (S. Pio da Pietrelcina)
 

Leggi i commenti

…

SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 15.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

15 Marzo 2021, 09:07am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 15.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Venti forti di Maestrale. Fitte nevicate sui confini alpini a 600 metri, ma con quote in rapido calo. Tempo instabile sulla Puglia centro-meridionale sul basso Tirreno con qualche temporale e nevicata sui rilievi sopra i 1000 metri, specie al mattino. Mar Adriatico meridionale agitato, molto mossi gli altri mari.

NORD

Nevicate anche fitte sui confini alpini sopra 600 metri; sul resto delle regioni avremo un maggiore soleggiamento salvo per più nubi, al mattino sul Triveneto.
Temperature

Valori massimi attesi tra gli 11 di Trieste e i 16 di Bologna e Torino
CENTRO e SARDEGNA

Venti dai quadranti settentrionali spazzano le nubi su gran parte delle regioni: la giornata risulterà infatti stabil e ampiamente soleggiata ovunque. Il cielo si presenterà prevalentemente sereno o al massimo poco nuvoloso. Nubi sparse in Sardegna.
Temperature

Valori massimi compresi tra i 9 di l'Aquila e i 17 di Firenze
SUD e SICILIA

Qualche temporale bagnerà ancora nel corso della mattinata la Puglia, la Calabria e il Nord della Sicilia; entro sera è atteso un generale miglioramento su tutti i settori con cielo sereno o al massimo poco nuvoloso.
Temperature

Valori massimi fino a 15 gradi a Palermo, 14 a Napoli e 13 a Bari.

Leggi i commenti

…

SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 15.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

15 Marzo 2021, 09:00am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 15.03.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE S. Louise de Marillac Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 4,43-54. In quel tempo, Gesù partì dalla Samarìa per andare in Galilea. Ma egli stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria Quando però giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero con gioia, poiché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla festa. Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Ma il funzionario del re insistette: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli risponde: «Và, tuo figlio vive». Quell'uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: «Tuo figlio vive!».
S'informò poi a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un'ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio in quell'ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive» e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in Galilea.
 

Leggi i commenti

…

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Irrompe il fronte nord atlantico, bufere, temporali e neve. Situazione e previsioni

15 Marzo 2021, 08:28am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

Meteo Italia domenica

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una perturbazione nord atlantica scorrerà in giornata su gran parte d'Italia.

SITUAZIONE. Sospinto da intense correnti nord atlantiche un fronte ha raggiunto l'Italia a partire dall'arco alpino e si sta estendendo verso sud. I suoi effetti si traducono in un deciso incremento dell'instabilità a partire dalle regioni settentrionali, già alle prese con fenomeni anche temporaleschi, e con un aumento della nuvolosità sulle regioni centrali e su quelle meridionali tirreniche, dove cominciano le prime locali piogge.

PERTURBAZIONE ORMAI ATTIVA SUL CENTRO ITALIA. Continua a progredire verso sud il fronte giunto dal Nord Europa e dopo aver interessato parte del Settentrione estende i suoi effetti anche alle regioni del Centro Italia. Sardegna, Toscana e Lazio sono state raggiunte da rovesci e temporali con fenomeni che iniziano a sconfinare fino alla Campania nel corso del pomeriggio di domenica. Si segnalano inoltre temporali a tratti che coinvolgono parte del versante centrale adriatico, tra Marche ed Abruzzo, oltre alla Romagna.

BORA SULL'ALTO ADRIATICO. Intanto i venti si sono disposti da est-nordest sull'alto Adriatico e la Bora spazza il Triestino nel pomeriggio di domenica ma anche il resto del Friuli e parte del Veneto orientale, con raffiche fino a 100km/h sul litorale friulano.

VENTO FORTE, INCENDI IN PIEMONTE. Le forti raffiche di vento secco che stanno spazzando il Nordovest creano le condizioni favorevoli per il divampare di alcuni incendi sui boschi piemontesi. E' sul Verbano che si registrano le condizioni più critiche, con le fiamme che iniziano ad avvolgere i boschi nella zona di Ornavasso.

 
 

TEMPORALI E NEVE A 500M SUL MEDIO-ALTO ADRIATICO. Il fronte che sta attraversando le regioni centro-settentrionali sta scaricando rovesci e temporali su Toscana interna, Marche ed estremo Nordest. Iniziano ad essere importanti gli accumuli pluviometrici su alcune zone del Friuli VG, con punte ormai di 30mm tra Goriziano e Triestino. Sull'Appennino centro-settentrionale si assiste ad un notevole raffreddamento, con la neve che cade già a partire dai 500m sulle Marche.

TEMPORALI ANCHE IN TOSCANA. A fine mattinata rovesci anche temporaleschi hanno cominciato a generarsi fin su tratti della Toscana. In particolare e sui settori più interni orientali che si registrano i fenomeni più intensi, con accumuli pluviometrici che sfiorano i 30mm tra le zone di Pistoia, Prato e Firenze, dove sono in corso anche locali grandinate.

ROVESCI E TEMPORALI SU EMILIA E TRIVENETO. Passano le ore e la mattinata continua a presentarsi instabile sulle regioni settentrionali. Sono soprattutto le aree nordorientali a ritrovarsi coinvolti nei fenomeni più importanti, con temporali che in Emilia avanzano verso est e raggiungono ormai le coste adriatiche e il Delta del Po al confine con il Veneto. Anche su alto Veneto e Friuli VG insistono rovesci a tratti temporaleschi, mentre la neve cade già a partire dai 600/800m, non solo sulle Alpi orientali ma anche sull'Appennino Emiliano, durante i fenomeni più intensi.

La neve ha imbiancato anche Sestola (MO), sull'Appennino Emiliano
La neve ha imbiancato anche Sestola (MO), sull'Appennino Emiliano

BUFERE SULLE ALPI, TEMPORALI DI NEVE. Il fronte che ha valicato nella notte l'arco alpino ha innescato nevicate già dalla serata di sabato, soprattutto sui settori di confine, mentre al mattino iniziano già ad esaurirsi i fenomeni sulle Alpi occidentali, dove sono in corso però sostenute bufere di vento. Rovesci anche intensi impegnano invece i rilievi lombardi e di Trentino, Alto Adige, Veneto e Friuli, addirittura segnalati temporali di neve nel Cadore e sulle Prealpi lombarde. L'aria fredda che spinge il fronte sta causando inoltre un brusco abbassamento delle temperature, con i fiocchi che cadono già a partire dai 400/600m.

 

 

 

 

 

 

ROVESCI SULL'ALTA VAL PADANA. Le aree periferiche dei temporali che stanno impegnando la fascia prealpina centrale sono causa di alcuni rovesci che si spingono fino all'alta pianura lombarda raggiungendo l'alto Milanese, il Bergamasco e il Bresciano. Qualche rovescio anche sull'alta pianura veneta e sul Friuli.

 

 

PIOGGE SULL'ALTA TOSCANA. La parte più avanzata del fronte impegna l'alto versante tirrenico provocando alcune piogge sulla Toscana settentrionale, in particolare le zone più interne, con accumuli pluviometrici che raggiungono i 30mm a ridosso dell'Appennino Pistoiese, anche con alcuni fiocchi di neve oltre quota 1100m.

RAFFICHE DI FOHN FINO A 100KM/h IN PIEMONTE. In Piemonte il fohn ha cominciato a soffiare con raffiche molto sostenute, in particolare sul Torinese. I venti che si incanalano nella Val Susa giungono sulla pianura intensi, tanto che sulla collina di Torino le raffiche hanno superato i 100km/h. Venti forti anche lungo l'Adriatico, dove le correnti da sudovest innescano raffiche di Garbino dalla Romagna fino all'alta Puglia.

 

 

METEO PROSSIME ORE. Farà il suo ingresso la nuova perturbazione nord atlantica, con un po' di neve sulle Alpi e alcune piogge o rovesci su Triveneto ed Emilia, anche a carattere di temporale in marcia da ovest ad est. Qualche fenomeno fin sulla Lombardia orientale, ma ovunque in esaurimento in giornata con tendenza a schiarite da ovest in serata. Instabile su gran parte delle regioni centrali tirreniche e Sardegna, possibili temporali anche con grandine tra Romagna, Marche, Toscana orientale, Umbria, ed entro sera sull'Abruzzo; fenomeni in propagazione con il passare delle ore al basso Tirreno, fino al nord della Sicilia e all'alta Puglia entro fine giornata. Neve sull'Appennino centro-settentrionale dai 900/1200m, in calo fino a 600m la sera. Schiarite invece su Nordovest, ovest Emilia ed estreme regioni meridionali, salvo addensamenti e nevischio sulle Alpi confinali centro-occidentali. Temperature in calo al Centro-Nord e deciso rinforzo del vento che tenderà a divenire di Maestrale, soprattutto sul Tirreno e intorno alle due isole maggiori, con raffiche di fohn al Nordovest e Bora sul Triestino. Per tutti i dettagli entra nella sezione Meteo Italia. Per le previsioni per la nuova settimana clicca qui.

 

Segui @3BMeteo su Twitter

LORENZO BALDELLINO 3BMETEO

Leggi i commenti