Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Decine di arresti tra i manifestanti scesi in piazza vicino Minneapolis dopo l'uccisione di un 20enne afroamericano da parte di una agente di polizia. Le forze dell'ordine hanno usato anche lacrimogeni per disperdere la folla. Appello a rientrare a casa da parte del sindaco di Brooklyn Center. "Dobbiamo riportare fiducia e assicurare le responsabilità affinché nessuno sia al di sopra della legge", ha commentato Biden. Sparatoria in un college del Tennessee: morto uno studente, che aveva aperto il fuoco contro la polizia. La Polizia di Minneapolis ha sparato ed ucciso un ventenne afroamericano in un centro periferico della città, Brooklyn Center, e l'episodio ha innescato nuove proteste contro le forze dell'ordine, proprio mentre nella città è in corso il processo contro l'agente Derek Chauvin accusato dell'uccisione di George Floyd lo scorso maggio. I familiari della vittima lo hanno identificato quale Daunte Wright di vent'anni. Il presidente americano Joe Biden ha lanciato un appello alla calma. Nel timore di nuove proteste e nuovi scontri, il sindaco di Minneapolis ha ordinato il coprifuoco. Stando alla Polizia di Brooklyn Center, l'episodio ha avuto luogo domenica pomeriggio poco prima delle 14 ora locale, quando un agente ha fermato un'auto per violazioni del codice della strada. La Polizia ha affermato che il conducente del veicolo stesse risalendo in macchina mentre il poliziotto tentava di metterlo in stato di arresto e a quel punto uno degli agenti presenti ha aperto il fuoco. Lo scrive il Guardian. Ieri in serata centinaia di manifestanti sono scesi in strada e hanno marciato fino alla sede del locale dipartimento di Polizia dove ad aspettarli c'erano agenti in assetto anti sommossa che hanno anche usato lacrimogeni contro la folla. Si sono verificati momenti di tensione e tafferugli nei disordini durati fino a circa le 23 ora locale. L'incidente che ha portato all'uccisione di un ventenne afroamericano da parte di un agente a Minneapolis "è stato accidentale". "L'agente ha scambiato la pistola per un taser", ha affermato la polizia nel corso di una conferenza stampa. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tensioni nella notte in Val Susa tra No Tav e forze dell'ordine, a San Didero per l'avvio dei lavori di costruzione del nuovo autoporto dell'autostrada A32 Torino - Bardonecchia. Pietre e petardi sono stati lanciati contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni, dai manifestanti accorsi per il timore che volessero sgomberare il presidio No Tav. Ci sarebbero alcuni feriti tra forze dell'ordine e operai, ma anche i No Tav riferiscono di feriti tra i manifestanti che si oppongono alla Torino-Lione. Gli scontri sono durati un paio d'ore, fino alle 3, ed hanno richiamato in Valle anche i militanti dei centri sociali da Torino. Almeno un centinaio i manifestanti che hanno raggiunto San Didero per tentare di impedire l'arrivo degli operai e dei mezzi da cantiere, anche con barricate a cui hanno dato fuoco per non far avanzare le forze dell'ordine. "Senza nessuna vergogna, con l'Italia che urla alle terapie intensive e un Governo che non si preoccupa della salute e della tutela dei suoi cittadini, ormai anche in grave crisi economica e sociale, lo Stato sostiene l'avanzamento di quest'opera scellerata ed ecocida", si legge su Notav.info, il sito internet di riferimento del movimento che si oppone alla Torino-Lione. La Digos della Questura di Torino indaga su quanto accaduto, mentre i No Tav si sono dati appuntamento alle 8.30 alla stazione di Bruzolo e a Borgone. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Fedriga: 'Riaperture? Scollamento tra popolazione e istituzioni'. Speranza: 'Verso un'estate diversa, ma non sia liberi tutti' "Maggio sarà il mese delle riaperture", ha detto da Ancona la ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini. "Ad aprile - ha spiegato Gelmini - abbiamo utilizzato il poco di agibilità guadagnata con tanta fatica e tanti sacrifici da parte degli italiani, riaprendo le scuole e facendo ripartire i concorsi: dal 20 aprile - ha annunciato - ci sarà un punto in Consiglio dei ministri per valutare la possibilità, sulla base dei contagi e dell'andamento del piano vaccinale, di qualche segnale di apertura già da aprile; ma maggio sarà il mese della ripartenza: quindi tutti i ministeri sono al lavoro, stanno costruendo i protocolli per poter ripartire". "In questa settimana il governo varerà un provvedimento molto importante per quanto riguarda il sostegno alle attività economiche - ha ricordato Gelmini -. Sappiamo che tante attività dai bar ai ristoranti, alle palestre, al turismo, per citarne solo alcuni, hanno avuto ingenti danni: il nostro compito è quello di risarcire queste attività ma soprattutto quello di farle ripartire il prima possibile e il governo è al lavoro proprio su questo". "Il nostro impegno - ha aggiunto, rispondendo ai cronisti sulla possibilità di ripartenza degli operatori balneari prevista nelle Marche dal primo maggio - è di alleggerire il più possibile le misure laddove i dati lo consentano. Vogliamo su questo essere molto seri: si parte dall'analisi dei contagi e dall'andamento delle vaccinazioni". "Messi in sicurezza gli over80 e i pazienti fragili, le persone che contraendo il Covid possono andare incontro alle conseguenze più gravi, siamo pronti a ripartire. E' giusto predisporre i protocolli e accelerare il più possibile, ripeto, - ha concludo - compatibilmente con questi due elementi che verranno valuta la prossima settimana in Consiglio dei ministri". "Le istituzioni devono muoversi insieme con i cittadini, oggi esiste uno scollamento tra una fetta importante della popolazione e le istituzioni", ha detto il presidente della Conferenza Regioni, Massimiliano Fedriga, a Canale 5, parlando delle riaperture. Occorre "mettere insieme istituzioni e cittadini, così si vince il virus" e trovare "soluzioni applicabili, non perfette, che tante volte non sono applicabili". E sul governo Draghi: "Se nei prossimi giorni si fa un piano di riapertura di alcune attività, credo sia la strada corretta. Se si vuole tenere blindato tutto per un altro mese si rischia di perdere la battaglia contro il virus". "Abbiamo iniziato già la scorsa settimana, in continuità con la precedente Conferenza a dimostrazione di una unità fra le regioni, a far lavorare la Commissione per scrivere le linee guida per le riaperture", ha annunciato Fedriga. Rispondendo a una domanda specifica, ha indicato che, "come è stato fatto l'anno scorso, vorremmo anche quest'anno proporre al Governo soluzioni per garantire la sicurezza dei cittadini e nel contempo la ripresa di alcune attività economiche". C'è però qualche differenza sostanziale rispetto al 2020: "La situazione era molto diversa, uscivamo da lockdown pesante e in più quest'anno abbiamo le armi, i vaccini e speriamo di averne sempre di più". Oltre al fatto di avere "l'esperienza di un anno in più". Per Fedriga rispondono a "buon senso" l'ipotesi di "utilizzare spazi aperti con la bella stagione per far riaprire alcune attività, le lezioni individuali in palestra, l'esperienza cinema e teatri". Il passaggio della Sardegna dalla zona bianca a quella rossa "è dovuto a un mix di fattori, non soltanto ai ristoranti" che erano aperti, ha anche spiegato Fedriga che in tal senso ha rivolto un appello alla scienza perché spieghi il comportamento del virus, ed ha portato l'esempio della regione da lui amministrata, il Friuli Venezia Giulia: "Oggi da noi c'è un forte miglioramento ma abbiamo vissuto un periodo estremamente difficile tra la fine dello scorso anno e l'inizio di gennaio quando il virus ha colpito il Fvg, ma anche la Slovenia e la Carinzia" (che confinano con il Fvg, ndr), aree dove erano in vigore "misure molto differenti rispetto alle nostre". Dunque, per quanto riguarda la Sardegna, "dare la colpa ai ristoranti della diffusione del virus è troppo semplicistico e non individua veramente il problema". E il ministro della Salute Roberto Speranza immagina un'estate molto diversa da questi mesi. Ma serve attenzione e gradualità, non c'è un'ora X in cui scompaiono le misure. 'Ma sono ottimista - dice a Repubblica -. Se riusciremo a vaccinare la maggior parte della popolazione, questa estate ci potremo consentire molte più libertà'. Indica poi due novità in arrivo: richiamo Pfizer e Moderna a 42 giorni, non più 21 e 28. E la possibilità per gli over 60 di presentarsi agli hub per farsi immunizzare con AstraZeneca senza prenotazione con le dosi residue. Ma ora la priorità restano le persone sopra gli 80 anni e poi quelle tra 70 e 80. Un messaggio, intanto, viene lanciato dal presidente della Regione Emilia-Romagna su Facebook al ministro del Turismo: "Mi auguro che il ministro del turismo Garavaglia rigetti immediatamente la proposta di 'isole covid free'. Non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre", dice Bonaccini. "Piuttosto il governo si dia da fare perché arrivino più dosi possibili per vaccinare nel più breve tempo possibile e lavori per il passaporto vaccinale, con regole uguali per tutti a livello europeo", aggiunge Bonaccini. "In questo momento, proprio per le difficoltà che stiamo vivendo dobbiamo dimostrare a tutti i cittadini di questo Paese che c'è equità", ha risposto Fedriga a una domanda sulla possibilità di creare in Italia di isole Covid free. "Anche nella somministrazione dei vaccini, abbiamo visto cosa è successo - ha spiegato - il precedente piano vaccinale individuava i servizi essenziali. Come Regione più volte abbiamo chiesto chiarezza" sulla loro individuazione, "altrimenti si rischia, come purtroppo è stato, di avere interpretazioni, in assoluta buona fede, diversificate nel Paese e crea tensione sociale anche questo. E' utile usare le stesse regole dappertutto, perché più riusciamo a tenere una situazione trasparente, che non soddisferà tutti ma almeno si vede che c'è una equità, più il Paese resterà unito. Se invece alimentiamo differenziazioni, le tensioni sociali aumentano". "Sono a favore delle isole Covid free, la nostra si chiama Veneto", ha detto il governatore Luca Zaia. "Tutti i miei veneti hanno diritto ad essere vaccinati" continua, in relazione ad un incontro avuto oggi con i giornalisti turisti esteri. Si dice fiducioso sull'andamento della prossima stagione turistica nella regione: "abbiamo - rileva - le prime conferme, vediamo già un incremento delle prenotazioni". Il mondo, aggiunge "è interessato a capire le regole. Se Roma non ci ferma noi faremo entrare chi ha fatto il vaccino". "Bonaccini dice no a isole Covid free? La Campania lavorerà per avere le isole Covid free - ha detto il governatore della Campania Vincenzo De Luca -. Lavoriamo per perseguire questo obiettivo perché si ritiene prioritario il rilancio del comparto turistico in Campania: o questa operazione si fa oggi o perdiamo un altro anno di turismo che significa decine di migliaia di stagionali senza pane. La Campania andrà quindi avanti e non chiederà l'autorizzazione a nessuno, né a Roma, né a Bruxelles, né alle Nazioni Unite". Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia alla Stampa: "Ogni settimana che passa perdiamo pezzi di Pil e non ce lo possiamo permettere"; è per questo che il 2 giugno, nel giorno della festa della Repubblica, è "una data finale entro la quale mi auguro sia aperto tutto o quasi tutto". "Ovviamente dipende dal Piano vaccinale - osserva - si potrà iniziare" con "delle date settore per settore, con dei protocolli che possono essere più stringenti in una fase iniziale e diventare più larghi con il passare del tempo". Inoltre per aprile - spiega - si possono aprire attività tipo la ristorazione, "appena ci sono le condizioni". Sulla possibilità di anticipare, rispetto all'Europa, il green pass per viaggiare: "I tempi dell'Europa non sono ancora certi, si parla di 15 giugno. Secondo noi bisogna anticipare un po' per garantire la circolazione nei tempi giusti e per programmare la stagione estiva". Le Isole Covid-free? "Si può fare ed è anche opportuno farlo perché se lo faranno gli altri e noi no, lo svantaggio diventerà enorme". Secondo il ministro leghista, "bisogna essere molto prudenti" ma "non vuol dire che non si deve programmare. Ci sono attività che hanno bisogno di settimane se non di mesi di anticipo per programmare l'apertura"; per esempio come "congressi e fiere internazionali", cosa "fondamentale perché significa mettere in sicurezza già qualche evento estivo". Il 2 giugno come data "va bene per una riapertura generalizzata" ma "dove la situazione sanitaria è sotto controllo per me bisogna aprire già domani", ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini. Salvini tornerà a Roma in serata e dunque non sarà alla manifestazione organizzata (senza autorizzazione) dai ristoratori di Ioapro. "Ma li ho sentiti ieri e oggi - ha spiegato-. Ci saranno incontri con ministri della Lega e li ho invitati alla calma e all'ordine. Ma vogliono solo lavorare". "La comunità scientifica deve dirci chiaramente quali sono le misure anti-contagio da rispettare e poi il Governo deve stabilire sulla base di queste dei protocolli di sicurezza validi per le riaperture di tutti i settori", ha sottolineato la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni a Il Giornale.it. "Perché non è immaginabile sostenere che queste regole possano cambiare da situazione a situazione. È un controsenso tenere chiusi ristoranti, palestre o teatri perché non si può garantire il distanziamento e poi vedere ogni giorno le persone ammassarsi sui mezzi pubblici per andare al lavoro. Anche per questo gli italiani sono arrabbiati e stanchi, le regole che sono costretti a rispettare sono sempre meno comprensibili e non seguono una logica". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Più di un milione di morti in Europa per il Covid: è il tragico bilancio finora secondo un conteggio della France Presse. Le autorità sanitarie dell'Irlanda hanno raccomandato l'immunizzazione con il vaccino di AstraZeneca solo per le persone di più di 60 anni. La pandemia è a un "punto critico", le infezioni crescono in maniera esponenziale. Lo afferma l'Oms. Intanto il premier bulgaro Borissov riferisce che i nuovi contratti che l'Ue negozia con Pfizer per una fornitura fino a 1,8 miliardi di dosi (di cui 900 milioni opzionali) per il 2022-2023 avranno un "prezzo notevolmente più alto". "Era a 12 euro, poi è aumentato a 15,5, ora per il 2022-2023 vengono firmati contratti a 19,5 euro", ha detto Borissov, secondo quanto riporta la Reuters. Un funzionario dell'Ue coinvolto nei colloqui ha confermato il prezzo, spiegando però che i negoziati non sono ancora conclusi. ANSA
A CURA DI MIKI PAPPACODA Santi del Giorno San Martino I (Papa e Martire) San Caradoco (Eremita nel Galles) San Marice San Marzio (Abate in Alvernia) San Sabas Reyes Salazar (Martire Messicano) Sant'Orso di Ravenna (Vescovo) Sant'Albertino da Montone (Abate) Sant'Ermenegildo (Martire) Santi Carpo, Papilo, Agatonica e compagni (Martiri) Accadde Oggi 1970 - Incidente nello spazio per Apollo 13 (51 anni fa): «Houston, abbiamo un problema». Una frase memorabile nella storia della conquista del cosmo. Più delle macchine e della tecnologia, furono la lucidità aritmetica e il... Nati in questo giorno 1808 - Antonio Meucci (213 anni fa): La sua fama di inventore è legata a uno degli "scippi" più clamorosi della storia, di cui, seppur con un ritardo di oltre un secolo, gli è stata resa giustizia. Nato a... 1906 - Samuel Beckett (115 anni fa): Scrittore, drammaturgo e poeta, tra i più originali della prima metà del Novecento, è il maggior esponente del cosiddetto Teatro dell'assurdo. Nato a Dublino, in Irlanda, e... Nati... sportivi 1960 - Rudi Völler (61 anni fa): Nato ad Hanau (in Assia, Germania) è un allenatore di calcio e dal 2005 è il direttore sportivo del Bayer Leverkusen. Gioca nell'attacco di Monaco 1860, Werder Brema, Roma (142 presenze... 1951 - Ivano Bordon (70 anni fa): Dal 1970 al 1983 è l'estremo difensore dell'Inter, totalizzando 281 presenze in serie A con 245 reti subite. Nel suo palmarès trovano posto due scudetti e due Coppe Italia. Nato a... Eventi Sportivi 2011 - L'Inter fuori dalla Champions (10 anni fa): Com'era facile prevedere dopo la pesante disfatta in casa per 2-5, l'Inter non riesce a superare il turno e alla semifinale della Champions League 2010/11 accedono meritatamente i tedeschi dello... I Doodle di Google Songkran Festival: Nel mondo buddhista il capodanno viene festeggiato nel cuore della stagione primaverile. È il Songkran, dal sanscrito Samkranti ("passaggio astrologico"), festeggiato dal 13 al 15... Scomparsi oggi 2000 - Giorgio Bassani (21 anni fa): Autore profondamente calato nel proprio tempo, fu testimone diretto della ferocia nazi-fascista e interprete raffinato di temi universali, quali la solitudine umana e il conflitto fra realtà ed... 1695 - La Fontaine (326 anni fa): Scrittore e poeta del Seicento, le sue favole sono annoverate tra i grandi classici della letteratura francese. Nato a Château-Thierry, nel nord della Francia, e morto a Parigi nell'aprile del 1695, fu... 2002 - Alex Baroni (19 anni fa): Una voce potente e romantica entrata nel cuore di tanti, nonostante la breve esistenza stroncata da uno spaventoso incidente in moto. Nato a Milano e morto a Roma nel 2002, dopo la laurea in chimica, insegna...
Un vortice ciclonico abbandona l'Italia provocando ancora precipitazioni, a tratti temporalesche, non solo al Nordest e in Lombardia, ma pure al Centro e in parte al Sud. Neve sulle Alpi del Trivento fino in valle. Soleggiato su Sardegna, Sicilia, Piemonte e Liguria. I venti iniziano a disporsi dai quadranti settentrionali a partire dal Settentrione.
NORD
Al mattino precipitazioni in Lombardia e al Nordest. Nevicate sulle Alpi di queste zone a quote davvero basse e fino in valle (2-400 metri). Nel corso del pomeriggio precipitazioni in rapida diminuzione fino a completa cessazione. Tempo più soleggiato sul resto delle regioni. Venti settentrionali.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 9 di Venezia e i 15 di Torino e Milano
CENTRO e SARDEGNA
Tempo spiccatamente instabile con precipitazioni che andranno a interessare tutte le regioni, anche con temporali e nevicate sugli Appennini sopra i 700-1300 metri. Decisamente soleggiato in Sardegna. Venti di Maestrale, forti sull'isola.
Temperature
Valori massimi compresi tra i 9 di Perugia e i 17 di Cagliari
SUD e SICILIA
Tempo a tratti instabile con le precipitazioni che interesseranno maggiormente la Campania settentrionale e la Puglia centro-settentrionale, a tratti temporalesche, ma comunque intermittenti. Tempo più asciutto sul resto delle regioni, anche se molto nuvoloso o anche coperto. Più soleggiato in Sicilia.
Temperature
Valori massimi attesi tra gli 11 di Potenza e i 19 di Bari
A CURA DI MIKI PAPPACODA B. Rolando Rivi seminarista e martire (1931-1945) B. Serafino Morazzone curato di Chiuso (1747-1822) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 3,7b-15. In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «In verità ti dico: dovete rinascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito». Replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna». Traduzione liturgica della Bibbia.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA AGNELLO AL FORNO CON PATATE E PISELLI RICETTA PER 6 PERSONE - 1,5 Kg di agnello - 800 gr. di patate novelle - 300 gr. di piselli - 1 cipollotto - 1 spicchio di aglio - 1 limone - 250 gr. di acqua - 100 ml. di vino bianco secco - Timo, rosmarino, salvia, alloro Q.B. - 5 bacche di ginepro - Sale fino Q.B. - Olio extra vergine d’oliva Q.B.
PROCEDIMENTO - Disporre in un recipiente l’agnello a pezzi, spremendo il succo di limone, aggiungere il vino bianco e le bacche di ginepro schiacciate. - Insaporire con aglio schiacciato, foglie di alloro e salvia e lasciare riposare per circa 30 minuti. - Nel frattempo prendere un cipollotto e tagliarlo in piccolissimi pezzi. - Lavare le patate novelle e pulirle. - Aggiungere i pisellini freschi, mettere patate e piselli in una pirofila d’acciaio con aromi ed olio. - Aggiungere l’agnello senza aglio. - Insaporire l’agnello ed il tutto con timo e rosmarino. - Quindi coprire il tutto con acqua, condire con olio di oliva, aggiungere sale e pepe quanto basta. - Mescolare per insaporire quindi cuocere in forno a 195° e lasciare cuocere per un’ora e mezza. - Siccome cuoce prima l’agnello delle patate , coprire la pirofila con pellicola di alluminio per non seccare troppo la carne.
Nell'iconografia legata alla cosmologia eliopolitana Geb è solitamente raffigurato disteso a terra, sormontato da Shu, che sostiene Nut inarcata su di lui. In altre immagini è un uomo barbuto, con l'emblema di un'oca sulla testa, che simboleggia il geroglifico del suo nome. A volte veniva chiamato il "Grande starnazzatore".
Con il passare del tempo, il suo nome venne associato sempre più spesso alla Valle, terra abitabile dell'Egitto, e quindi alla vegetazione e alla fertilità nonché al dominio sugli animali. In tal modo, l'oca divenne un simbolo di prosperità, tanto che la successione di un nuovo faraone veniva annunciata da quattro oche selvatiche, lasciate libere, come benedizione di un regno lungo e prospero. In associazione con l'elemento vegetale, viene raffigurato a volte con piante e frutti sul corpo e con la pelle verde o nera, il colore della terra fertile del Nilo.
Geb governò il mondo antico, ricco e fecondo, fin quando si stancò di regnare, e il suo posto venne preso dai suoi figli litigiosi Osiride e Seth. Geb venne associato anche al mondo degli inferi, Duat, in quanto si credeva che intrappolasse le anime per impedire loro di ascendere al cielo, nei campi Iaru.
Secondo una tradizione minore avrebbe avuto da Renenet, dea del raccolto, il figlio Nehebkau, divinità legata all'oltretomba. In età ellenistica venne identificato con il titano greco Crono.
INSERITO DA MORENA MOTTA C'era una volta un uomo, il quale aveva palazzi e ville principesche, e piatterie d'oro e d'argento, e mobilia di lusso ricamata, e carrozze tutte dorate di dentro e di fuori. Ma quest'uomo, per sua disgrazia, aveva la barba blu: e questa cosa lo faceva così brutto e spaventoso, che non c'era donna, ragazza o maritata, che soltanto a vederlo, non fuggisse a gambe dalla paura. Fra le sue vicinanti, c'era una gran dama, la quale aveva due figlie, due occhi di sole. Egli ne chiese una in moglie, lasciando alla madre la scelta di quella delle due che avesse voluto dargli: ma le ragazze non volevano saperne nulla: e se lo palleggiavano dall'una all'altra, non trovando il verso di risolversi a sposare un uomo, che aveva la barba blu. La cosa poi che più di tutto faceva loro ribrezzo era quella, che quest'uomo aveva sposato diverse donne e di queste non s'era mai potuto sapere che cosa fosse accaduto. Fatto sta che Barbablu, tanto per entrare in relazione, le menò, insieme alla madre e a tre o quattro delle loro amiche e in compagnia di alcuni giovinotti del vicinato, in una sua villa, dove si trattennero otto giorni interi. E lì, fu tutto un metter su passeggiate, partite di caccia e di pesca, balli, festini, merende: nessuno trovò il tempo per chiudere un occhio, perché passavano le nottate a farsi fra loro delle celie: insomma, le cose presero una così buona piega, che la figlia minore finì col persuadersi che il padrone della villa non aveva la barba tanto blu, e che era una persona ammodo e molto perbene. Tornati di campagna, si fecero le nozze.
In capo a un mese, Barbablu disse a sua moglie che per un affare di molta importanza era costretto a mettersi in viaggio e a restar fuori almeno sei settimane: che la pregava di stare allegra, durante la sua assenza; che invitasse le sue amiche del cuore, che le menasse in campagna, caso le avesse fatto piacere: in una parola, che trattasse da regina e tenesse dappertutto corte bandita."Ecco", le disse, "le chiavi delle due grandi guardarobe: ecco quella dei piatti d'oro e d'argento, che non vanno in opera tutti i giorni: ecco quella dei miei scrigni, dove tengo i sacchi delle monete: ecco quella degli astucci, dove sono le gioie e i finimenti di pietre preziose: ecco la chiave comune, che serve per aprire tutti i quartieri. Quanto poi a quest'altra chiavicina qui, è quella della stanzina, che rimane in fondo al gran corridoio del pian terreno. Padrona di aprir tutto, di andar dappertutto: ma in quanto alla piccola stanzina, vi proibisco d'entrarvi e ve lo proibisco in modo così assoluto, che se vi accadesse per disgrazia di aprirla, potete aspettarvi tutto dalla mia collera." Ella promette che sarebbe stata attaccata agli ordini: ed egli, dopo averla abbracciata, monta in carrozza, e via per il suo viaggio.
Le vicine e le amiche non aspettarono di essere cercate, per andare dalla sposa novella, tanto si struggevano dalla voglia di vedere tutte le magnificenze del suo palazzo, non essendosi arrisicate di andarci prima, quando c'era sempre il marito, a motivo di quella barba blu, che faceva loro tanta paura. Ed eccole subito a sgonnellare per le sale, per le camere e per le gallerie, sempre di meraviglia in meraviglia. Salite di sopra, nelle stanze di guardaroba, andarono in visibilio nel vedere la bellezza e la gran quantità dei parati, dei tappeti, dei letti, delle tavole, dei tavolini da lavoro, e dei grandi specchi, dove uno si poteva mirare dalla punta dei piedi fino ai capelli, e le cui cornici, parte di cristallo e parte d'argento e d'argento dorato, erano la cosa più bella e più sorprendente che si fosse mai veduta. Esse non rifinivano dal magnificare e dall'invidiare la felicità della loro amica, la quale, invece, non si divertiva punto alla vista di tante ricchezze, tormentata, com'era, dalla gran curiosità di andare a vedere la stanzina del pian terreno. E non potendo più stare alle mosse, senza badare alla sconvenienza di lasciar lì su due piedi tutta la compagnia, prese per una scaletta segreta, e scese giù con tanta furia, che due o tre volte ci corse poco non si rompesse l'osso del collo. Arrivata all'uscio della stanzina, si fermò un momento, ripensando alla proibizione del marito, e per la paura dei guai, ai quali poteva andare incontro per la sua disubbidienza: ma la tentazione fu così potente, che non ci fu modo di vincerla. Prese dunque la chiave, e tremando come una foglia aprì l'uscio della stanzina. Dapprincipio non poté distinguere nulla perché le finestre erano chiuse: ma a poco a poco cominciò a vedere che il pavimento era tutto coperto di sangue accagliato, dove si riflettevano i corpi di parecchie donne morte e attaccate in giro alle pareti. Erano tutte le donne che Barbablu aveva sposate, e poi sgozzate, una dietro l'altra. Se non morì dalla paura, fu un miracolo: e la chiave della stanzina, che essa aveva ritirato fuori dal buco della porta, le cascò di mano. Quando si fu riavuta un poco, raccattò la chiave, richiuse la porticina e salì nella sua camera, per rimettersi dallo spavento: ma era tanto commossa e agitata, che non trovava la via a pigliar fiato e a rifare un pò di colore. Essendosi avvista che la chiave della stanzina si era macchiata di sangue, la ripulì due o tre volte: ma il sangue non voleva andar via. Ebbe un bel lavarla e un bello strofinarla colla rena e col gesso: il sangue era sempre lì: perché la chiave era fatata e non c'era verso di pulirla perbene: quando il sangue spariva da una parte, rifioriva subito da quell'altra.
Barbablu tornò dal suo viaggio quella sera stessa, raccontando che per la strada aveva ricevuto lettere, dove gli dicevano che l'affare, per il quale si era dovuto muovere da casa, era stato bell'e accomodato e in modo vantaggioso per lui. La moglie fece tutto quello che poté per dargli ad intendere che era oltremodo contenta del suo sollecito ritorno. Il giorno dipoi il marito le richiese le chiavi: ed ella gliele consegnò: ma la sua mano tremava tanto, che esso poté indovinare senza fatica tutto l'accaduto. "Come va", diss'egli, "che fra tutte queste chiavi non ci trovo quella della stanzina?" "Si vede", ella rispose, "che l'avrò lasciata di sopra, sul mio tavolino." "Badate bene", disse Barbablu, "che la voglio subito." Riuscito inutile ogni pretesto per traccheggiare, convenne portar la chiave. Barbablu, dopo averci messo sopra gli occhi, domandò alla moglie: "Come mai su questa chiave c'è del sangue?". "Non lo so davvero", rispose la povera donna, più bianca della morte. "Ah! non lo sapete, eh!", replicò Barbablu, "ma lo so ben io! Voi siete voluta entrare nella stanzina. Ebbene, o signora: voi ci entrerete per sempre e andrete a pigliar posto accanto a quelle altre donne, che avete veduto là dentro."
Ella si gettò ai piedi di suo marito piangendo e chiedendo perdono, con tutti i segni di un vero pentimento, dell'aver disubbidito. Bella e addolorata com'era, avrebbe intenerito un macigno: ma Barbablu aveva il cuore più duro del macigno. "Bisogna morire, signora", diss'egli, "e subito." "Poiché mi tocca a morire", ella rispose guardandolo con due occhi tutti pieni di pianto, "datemi almeno il tempo di raccomandarmi a Dio." "Vi accordo un mezzo quarto d'ora: non un minuto di più", replicò il marito. Appena rimasta sola, chiamò la sua sorella e le disse: "Anna", era questo il suo nome, "Anna, sorella mia, ti prego, sali su in cima alla torre per vedere se per caso arrivassero i miei fratelli; mi hanno promesso che oggi sarebbero venuti a trovarmi; se li vedi, fà loro segno, perché si affrettino a più non posso". La sorella Anna salì in cima alla torre e la povera sconsolata le gridava di tanto in tanto: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu apparir nessuno?".
"Non vedo altro che il sole che fiammeggia e l'erba che verdeggia."
Intanto Barba-blu, con un gran coltellaccio in mano, gridava con quanta ne aveva ne' polmoni: "Scendi subito! o se no, salgo io". "Un altro minuto, per carità" rispondeva la moglie. E di nuovo si metteva a gridare con voce soffocata: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu apparir nessuno?".
"Non vedo altro che il sole che fiammeggia e l'erba che verdeggia."
"Spicciati a scendere", urlava Barbablu, "o se no salgo io." "Eccomi" rispondeva sua moglie; e daccapo a gridare: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu apparir nessuno?". "Vedo" rispose la sorella Anna, "vedo un gran polverone che viene verso questa parte..." "Sono forse i miei fratelli? " "Ohimè no, sorella mia: è un branco di montoni."
"Insomma vuoi scendere, sì o no?", urlava Barbablu. "Un'altro momentino" rispondeva la moglie: e tornava a gridare: "Anna, Anna, sorella mia, non vedi tu apparir nessuno?". "Vedo" ella rispose "due cavalieri che vengono in qua: ma sono ancora molto lontani." "Sia ringraziato Iddio", aggiunse un minuto dopo, "sono proprio i nostri fratelli: io faccio loro tutti i segni che posso, perché si spiccino e arrivino presto."
Intanto Barbablu si messe a gridare così forte, che fece tremare tutta la casa. La povera donna ebbe a scendere, e tutta scapigliata e piangente andò a gettarsi ai suoi piedi: "Sono inutili i piagnistei", disse Barbablu, "bisogna morire". Quindi pigliandola con una mano per i capelli, e coll'altra alzando il coltellaccio per aria, era lì lì per tagliarle la testa. La povera donna, voltandosi verso di lui e guardandolo cogli occhi morenti, gli chiese un ultimo istante per potersi raccogliere. "No, no!", gridò l'altro, "raccomandati subito a Dio!", e alzando il braccio...
In quel punto fu bussato così forte alla porta di casa, che Barba-blu si arrestò tutt'a un tratto; e appena aperto, si videro entrare due cavalieri i quali, sfoderata la spada, si gettarono su Barbablu. Esso li riconobbe subito per i fratelli di sua moglie, uno dragone e l'altro moschettiere, e per mettersi in salvo, si dette a fuggire. Ma i due fratelli lo inseguirono tanto a ridosso, che lo raggiunsero prima che potesse arrivare sul portico di casa. E costì colla spada lo passarono da parte a parte e lo lasciarono morto. La povera donna era quasi più morta di suo marito, e non aveva fiato di rizzarsi per andare ad abbracciare i suoi fratelli. E perché Barba-blu non aveva eredi, la moglie sua rimase padrona di tutti i suoi beni: dei quali, ne dette una parte in dote alla sua sorella Anna, per maritarla con un gentiluomo, col quale da tanto tempo faceva all'amore: di un'altra se ne servì per comprare il grado di capitano ai suoi fratelli: e il resto lo tenne per sé, per maritarsi con un fior di galantuomo, che le fece dimenticare tutti i crepacuori che aveva sofferto con Barbablu.