Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ifondi di coesione europei e nazionali 2021-2027 valgono complessivamente per l'Italia 153 miliardi di euro, circa 3/4 degli oltre 190 miliardi a disposizione per il Pnrr. Ma lo stato di avanzamento degli impegni e della spesa è molto più basso rispetto a quello del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo quanto calcolato dettagliatamente dal Servizio studi della Camera, i fondi europei (Fesr, Fse e Jtf, in tutto circa 74 miliardi) evidenziano impegni finanziari per 13,5 miliardi, pari al 18%, e pagamenti per 3,8 miliardi, ovvero il 5%. Il rapporto precisa però che i tempi reali sono stati più brevi di quelli formalmente previsti: le attività di programmazione delle risorse sono state avviate nel 2019, ma l'accordo di partenariato 2021-2027 è stato approvato dalla Commissione Ue a luglio 2022 e i programmi nazionali e regionali nel corso del 2022-2023. I Fondi di coesione nazionali ammontano invece a più di 78 miliardi. Rispetto al totale delle risorse programmate con gli Accordi con le varie Regioni (ad eccezione di Sardegna e Campania, non monitorate perché troppo recenti) pari a 20,7 miliardi, risulta uno stato di avanzamento degli impegni del 12,4% (2,56 miliardi) e del 4,0% in termini di pagamenti (829,6 milioni). ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ROMA - La bionda corrispondente del canale Rossija 1 vorrebbe fargli dire forse qualcosa di pesante sulla Nato, Trump, Netanyahu e il Re-Arm Europe, ma Giuseppe Conte la prende in contropiede e comincia a parlare invece dell’aggressione della Russia all’Ucraina, le dice che «è inaccettabile» e che «non si può calpestare in questo modo il diritto internazionale». La reporter resta basita e ritrae il microfono. Lui invece sembra soddisfatto, si gira verso i suoi e commenta: «Quando mi dicono che sono filo Putin, io m’incazzo». Rispetto alla piazza per Gaza di due settimane fa a San Giovanni, va detto che sono cambiate un po’ di cose. La prima che salta all’occhio: Giuseppe Conte ha lasciato a casa la giacca blu e ora sfila in corteo dalla Piramide al Colosseo in camicia e sneakers, comunque elegante e mai sudato, malgrado il sole africano. Non si scompone mai, Conte, neppure quando uno da lontano lo riconosce e gli grida: «Presidente mi devi un anno di lavoro», riferendosi forse ai tempi drammatici del Covid e delle chiusure. Era il 2020. PUBBLICITÀ «Non ho sentito», dirà poi lui. E lo stesso fa il vago pure quando quelli dei Carc, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, gli cantano a pochi metri il coretto: «Di Conte ho ricordi vaghi, facevi schifo nel governo Draghi». Imperturbabile, come una salamandra in mezzo al fuoco. In effetti, è un corteo molto composito, con oltre 400 associazioni che aderiscono alla campagna «Stop ReArm Europe» e in mezzo c’è un po’ di tutto, compresi quelli di «Contronarrazione», venuti da Genova, che si mettono insieme a ragazze iraniane e ragazzi con la kefiah palestinese dietro a uno striscione giallo, «Asse della Resistenza», nome non casuale, con dei mitra verdi disegnati sopra. E uno di loro lo dice apertamente: «Noi stiamo con Hamas». «Free free Palestine», «Siamo tutti antisionisti», cantano i militanti del Fronte della gioventù comunista con le bandiere rosse. E insomma è un corteo dove non è facile starci dentro, ma Conte se l’aspettava: «Era inevitabile con centinaia di realtà che vi hanno aderito — ragiona il presidente M5S —. Ma noi siamo qui in prima linea con le nostre idee che sono diverse da quelle di altri e non sono mai cambiate. E oggi è un altro passaggio, dopo i 100 mila del 5 aprile ai Fori Imperiali contro il riarmo e i 300 mila del 7 giugno per Gaza. E poi martedì, 24 giugno, saremo a L’Aia, per il vertice Nato. Ho lanciato un appello a tutte le forze politiche europee, sono già in 15 i leader che hanno aderito, per creare insieme una rete e contrastare questa folle corsa al riarmo e all’escalation militare. Noi non siamo antimilitaristi: mi chiamano “armaiolo” perché da premier m’impegnai per la spesa militare al 2 per cento del Pil. Ma oggi il governo è pronto al 5%...». Come due settimane fa, vicino a Conte ci sono Bonelli e Fratoianni di Avs, ma stavolta non c’è la segretaria del Pd Elly Schlein (giustificata in Olanda al congresso rossoverde) ma non c’è neppure il Pd, che ufficialmente non ha aderito. I dem venuti a titolo personale si contano sulle dita di una mano: Scotto, Ruotolo, Tarquinio, Cecilia Strada. Così l’ex senatore M5S Alberto Airola scherza e dice che, data la somiglianza, potrebbe spacciarsi lui per Gianni Cuperlo. Risate. «Non entro in campo altrui, non commento le delegazioni», schiva Conte. E a chi gli ricorda che dopotutto Elly Schlein ha firmato in mattinata insieme a lui, Bonelli e Fratoianni, la mozione unitaria per chiedere al governo Meloni la revoca del memorandum di collaborazione militare con Israele, Conte ci tiene a sottolineare: «Il Pd c’è stato». Però poi sull’assenza al corteo glissa: «Se è una contraddizione? È una domanda da fare a loro». C’è chi ritiene, a questo punto, che l’ex premier abbia in mente di guidare più una «Cosa rossa» che il «Campo largo», vista l’ormai perdurante assenza di Renzi e Calenda (nominato solo in un coro: «Se bisogna andare al fronte, ci vada Calenda»). E Conte in effetti, davanti alle telecamere, a «un popolo» si rivolge: «C’è la stragrande maggioranza in Italia che dice che questa corsa al riarmo è folle, mentre invece si tagliano fondi al welfare, alla sanità, all’istruzione, agli asili nido e a quello che serve ai cittadini». Si vedrà. Intanto il corteo è arrivato al Colosseo senza problemi. Lui, però, aveva un bodyguard niente male: quel Leonardo Donno, deputato M5S, oggi con la maglietta «No Meloni no von der Leyen», che un anno fa alla Camera avvolse col bandierone tricolore il ministro Calderoli e dal centrodestra gli saltarono addosso in 5 per fermarlo. Così, i Carc sono rimasti a distanza. diFabrizio Caccia IL CORRIERE DELLA SERA
INSERITO DA MIKI PAPPACODAVenezia, l'amarezza di Marco Castellano: «E pensare che con il direttore della Croce Verde eravamo amici, mi aveva anche invitato al suo matrimonio». La replica: «Non ha avvisato nessuno, è venuto meno il rapporto di fiducia» Un dolore improvviso al petto. Il respiro che gli mancava proprio come l’anno prima. Il medico della Croce verde di Cavallino-Treporti (nella città metropolitana di Venezia) già operato al cuore con quattro stent coronarici (dispositivi medici utilizzati per mantenere aperte le arterie coronarie ostruite), il 12 febbraio si è allontanato dalla sede del punto di primo intervento nella frazione di Ca’ Savio dove stava prestando servizio. Voleva arrivare al pronto soccorso di Jesolo (20 chilometri di distanza). Il sabato successivo Marco Castellano, 65 anni, assunto con un contratto ordinario di collaborazione e prestazione professionale e che in passato ha lavorato al pronto soccorso di Oderzo (Treviso), a San Donà di Piave e Jesolo (Venezia), ha scoperto di essere stato «licenziato» per «grave inadempienza». «Non si tratta di un licenziamento ma di revoca di un incarico libero professionale e autonomo, senza peraltro obblighi di durata», spiega la Croce Verde, che aggiunge in una nota: «Il medico è uscito dal Punto di Primo Intervento senza informare preventivamente la Direzione della Croce Verde, l’equipaggio né la Centrale Operativa Suem118 di Venezia che ne gestisce il coordinamento, è venuto meno il vincolo fiduciario del rapporto di libera professione» Dottor Marco Castellano, che cosa è successo il 12 febbraio 2025? «Quel giorno ero di turno al punto di primo intervento, con me c'era un infermiere. Durante il turno o stiamo insieme in una stanza in attesa delle chiamate o ci spostiamo al piano superiore. Quando sono arrivati alcuni pazienti, sono andato a cercarlo sopra, facendo le scale un paio di volte di corsa. Sarà stato per quello, forse ho esagerato. Ma mi sono sentito male». In che modo? «I primi sintomi sono arrivati intorno alle 18.40, 18.45. Ho preso le medicine prescritte dopo l'intervento al cuore, le ho sempre con me. Ho anche accolto dei pazienti intanto. Nonostante i farmaci, i sintomi un’ora dopo non erano ancora passati. Era necessario fare un elettrocardiogramma ma non era possibile nel punto di primo intervento dov'ero». Come mai? «Perché ero rimasto da solo, era necessario avere il medico. Alle 19.30 è arrivato il sostituto dell'infermiere, che aveva staccato, ma è dovuto uscire subito perché era arrivata una chiamata al 118, è uscito con l'autista di un'ambulanza. Trovo grave che una persona che sospetta di avere un infarto in corso venga lasciata sola. Poi, oltre al danno, è arrivata la beffa con il licenziamento». Lei ha quindi lasciato il turno in anticipo? «Sì, esattamente otto minuti prima della conclusione. Mi è stato contestato un inadempimento che dal mio punto di vista non c’è. («Vige il principio della forza maggiore», ricorda l’avvocato Luca Pavanetto seduto accanto a lui. «Se fosse accaduto 3-4 ore prima, che cosa avrebbe dovuto fare? Non controllarsi?»). Non avevo scelta. Dieci minuti prima della fine del turno ho deciso di andare in ospedale e alle 20.12 ho mandato un messaggio alla direttrice della Croce Verde per avvisarla». Il risultato è stata la lettera? «È arrivata la settimana successiva. Con una Pec (posta elettronica certificata, la raccomandata digitale, ndr), senza nessun preavviso. Non mi hanno mai chiesto se stessi bene. È stata una circostanza mortificante». Com'erano i rapporti con il direttore della Croce Verde? «Direi sereni, mi aveva anche invitato al suo matrimonio. Questo comportamento è stato per me un fulmine a ciel sereno. Mi aspettavo che, dopo aver ricevuto la Pec del mio avvocato in cui si chiedeva il reintegro, avrebbero provveduto velocemente. Ma sono passati 4 mesi e non è accaduto». E ora che succede? «Siamo ovviamente a disposizione per ragionare con l'Unità sanitaria locale (da cui la Croce Verde dipende, ndr). Ma non mi pare ci sia la stessa disponibilità. Nella lettera mi hanno accusato di alcune cose non vere: hanno detto che ho lasciato il punto di primo intervento aperto ma non è così. E poi sostengono che sia passato un bambino con la febbre alta quando non c’ero. Su questo non abbiamo conferme concrete ma va detto in ogni caso che ogni volta che arriva un paziente pediatrico lo spediamo all’ospedale di San Donà di Piave, non trattiamo mai i bambini a meno che non siano solo piccole escoriazioni. Hanno inserito nella lettera diverse cose non corrette dal mio punto di vista. E in ogni caso non capisco come si possa giustificare un inadempimento grave nel caso di un allontanamento per potenziale crisi cardiaca». diAlice D'Este IL CORRIERE VENETO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La verità sul delitto di Garlasco può nascondersi in tre centimetri. Tanto è lungo il capello spuntato dal sacco azzurro della pattumiera, tra la confezione di Fruttolo e i cereali dell'ultima colazione di Chiara Poggi che gli inquirenti hanno conservato per 18 anni e mai analizzarlo. Ora potrebbe aiutare la Procura di Pavia a riscrivere la verità.
Il capello è del killer di Chiara Poggi?
Il condizionale è d'obbligo, perché per provare ad estrarne un profilo di Dna deve ancora essere analizzato, ma il nuovo reperto rappresenta comunque una novità con cui periti e consulenti dovranno confrontarsi nell'inchiesta che vede indagato con l'accusa di omicidio in concorsoAndrea Sempio, amico del fratello della vittima. Se è vero che i reperti trovati in casa Poggi sono «in buone condizioni» come sostenuto da Luciano Garofano, l'ex comandante del Ris oggi consulente di Sempio, questa nuova cartapotrebbe aggiungere tantissimo, o nulla, agli esami genetici degli altri reperti che nell'agosto 2007 vennero trovati nella villetta.
Comparso giovedì, poco prima che un blackout oscurasse gli uffici della Questura di Milano nel secondo giorno dell'incidente probatorio, il capello verrà passato ai microscopi di Denise Albani e Domenico Marchigiani, i consulenti del gip di Pavia Garlaschelli, per provare ad estrarne un profilo di dna nucleare.
Il precedente dei sette capelli analizzati (senza esito)
Già nel 2008 il genetista Carlo Previderè — la cui consulenza, firmata con la collega Pierangela Grignani, ha convinto la Procura di Pavia a riaprire il caso — analizzò un mazzetto di sette capelli stretti nel pugno di Chiara Poggi e altri ventinove presenti in una delle pozze di sangue. Uno solo era provvisto di bulbo e il dna nucleare estratto fu attribuito proprio alla vittima.
Da altre diciassette formazioni pilifere fu invece possibile ricavare un aplotipo mitocondriale, anche questo corrispondente al codice genetico di Chiara. «In relazione a nessuno dei reperti analizzati - scrisse allora Previderè - sono state riscontrate caratteristiche genetiche riconducibili ad Alberto Stasi», all'epoca fidanzato di Chiara, che per l'omicidio sta finendo di scontare una condanna definitiva a 16 anni.
L'ex procuratore: Sempio innocente
Resta convinto dell'innocenza di Sempio l'ex procuratore di Pavia Mario Venditti che, durante la prima inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, chiese e ottenne per due volte l'archiviazione nei confronti dell'uomo. «Sempio non c'entra nulla con questo omicidio», ha ribadito l'ex magistrato nell'ultima puntata della trasmissione di Retequattro 'Quarto grado', che ha anche intervistato l'ex brigadiere Roberto Pennini, tra i primi carabinieri a entrare nella villetta di Garlasco la mattina del 13 agosto 2007. «Da Stasi - ha ricordato - ricevemmo due versioni. Dopo che gli mostrammo la foto del cadavere, diede una descrizione completamente diversa rispetto a quella fornita in precedenza». LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ci sono 4 arresti per la morte di Alessandro Coatti, il biologo italiano fatto a pezzi in Colombia. Si tratta di quattro cittadini colombiani ritenuti responsabili, in concorso, dell'omicidio commesso il 6 aprile nella zona di Santa Marta. Lo rende noto la Procura di Roma che sulla vicenda ha avviato un fascicolo di indagine. Le misure sono state emesse dalla Autorità Giudiziaria del Dipartimento di Magdalena. In una nota la Procura di Roma afferma che riguardo al «relativo procedimento, ha sviluppato le indagini in ambito nazionale, attraverso diversificati e complessi accertamenti svolti dai Carabinieri del Ros con grande puntualità ed efficacia».
Fondamentale l'analisi del cellulare
Le investigazioni «svolte in sinergia con la Procura Sezionale del Dipartimento di Magdalena nell'ambito di attività rogatoriale - prosegue la nota - con gli apparati di polizia colombiani e con il costante supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e dell' Ambasciata d'Italia a Bogotà, sono state caratterizzate, oltre che dalla escussione di persone informate sui fatti, da accurati accertamenti tecnici su oggetti e dispositivi elettronici appartenuti alla vittima. Proprio gli approfondimenti sugli apparati informatici hanno permesso di fare luce sugli ultimi giorni di vita di Coatti, in particolare sugli spostamenti nella città di Santa Marta (Colombia), nonché di contribuire alla definizione delle fasi del delitto ed alla acquisizione di elementi utili alla identificazione degli autori».
Particolarmente «significativa l'indicata cooperazione giudiziaria e di polizia che si è sviluppata con le Autorità colombiane, che hanno condotto indagini sin da subito e senza sosta in molteplici direzioni fino alla individuazione dei profili di responsabilità. In tale contesto si è collocato il proficuo scambio delle evidenze raccolte, con la conseguente ricostruzione della vicenda e del suo drammatico epilogo», conclude la Procura di Roma.
Chi era Alessandro Coatti
Il biologo italiano aveva 38 anni ed originario di Portomaggiore (Ferrara). Dopo aver trascorso gli ultimi 10 anni a Londra, dove aveva effettuato i suoi studi post-laurea sulle neuroscienze alla University College, e per otto anni (fino a fine 2024) era stato impiegato alla Royal Society of Biology, era arrivato in Sudamerica per lavorare come volontario in Ecuador e viaggiare. Coatti è stato probabilmente vittima della trappola di una banda specializzata in rapine ed estorsioni dopo essere stato adescato su un sito di incontri.
Ucciso e fatto a pezzi
Secondo quanto stabilito dagli esami forensi Coatti è deceduto per una serie di colpi inferti con oggetti contundenti, dopo essere stato drogato, e solo in un secondo momento il suo corpo è stato smembrato. È stato ucciso in una casa abbandonata nel quartiere San José del Pando, nel centro della capitale del distretto di Magdalena. Il fatto che i resti del corpo siano poi stati sparsi in diversi punti della città - uno degli arti inferiori non è ancora stato trovato - non rappresenterebbe quindi 'un messaggio mafioso' come si ipotizzava inizialmente, e si tratterebbe piuttosto di «una strategia per ostacolare le indagini», affermano adesso gli inquirenti.
Una giornata d’inizio weekend all’insegna delledecisioni di cuore, dei piccolicolpi di fortunae di un po’ dichiarezza mentale. Vediamo cosa riservano le stelle per ogni segno!
Ariete
Amore:Piccole tensioni in coppia, ma nulla che una bella chiacchierata non possa risolvere. Lavoro:Non affrettarti a risolvere tutto. Prenditi il tuo tempo. Fortuna: Consiglio:Scegli con il cuore, ma ascolta anche la ragione.
Toro
Amore:Occhi puntati su di te! Oggi il tuo fascino è alle stelle. Lavoro:Progetti concreti in arrivo, ma serve pazienza. Fortuna: Consiglio:Rallenta e goditi ogni piccolo traguardo.
Gemelli
Amore:Flirt inaspettati! Lasciati sorprendere. Lavoro:Un’idea creativa potrebbe portare ottimi sviluppi. Fortuna: Consiglio:Usa il tuo carisma per creare nuove alleanze.
Cancro
Amore:Giornata dolce e romantica. Approfittane per chiarire malintesi recenti. Lavoro:Serve più organizzazione, ma i risultati arriveranno. Fortuna: Consiglio:Riscopri il valore del tempo condiviso.
Leone
Amore:Un ex potrebbe farsi vivo… Attenzione ai ritorni! Lavoro:Tensioni con colleghi, meglio mantenere la calma. Fortuna: Consiglio:Non lasciare che l’orgoglio rovini le relazioni.
Vergine
Amore:Finalmente chiarezza in un rapporto incerto. Lavoro:Occasioni da non perdere, ma sii più flessibile. Fortuna: Consiglio:Oggi vincono logica e intuito insieme.
Bilancia
Amore:Un incontro potrebbe cambiare il tuo umore. Lavoro:Piccoli ostacoli, ma hai la grinta per superarli. Fortuna: Consiglio:Non farti condizionare dal giudizio altrui.
Scorpione
Amore:Passione e intensità, ma occhio alla gelosia. Lavoro:Finalmente si sblocca una situazione ferma da tempo. Fortuna: Consiglio:Osa, ma con equilibrio.
Sagittario
Amore:Giornata allegra, perfetta per una gita romantica. Lavoro:Grandi idee, ma occhio a non disperdere energia. Fortuna: Consiglio:Prenditi una pausa per ricaricarti.
Capricorno
Amore:Qualcuno ti osserva da lontano… Lavoro:Giornata perfetta per risolvere questioni burocratiche. Fortuna: Consiglio:Non temere di chiedere aiuto.
Acquario
Amore:Emozioni forti e inaspettate! Lavoro:Non tutto va come speri, ma domani sarà meglio. Fortuna: Consiglio:Sii meno impulsivo nelle decisioni.
Pesci
Amore:La Luna è dalla tua parte: ascolta il cuore. Lavoro:Creatività al top! Ottima giornata per chi lavora nell’arte o nella comunicazione. Fortuna: Consiglio:Fai spazio a ciò che ti fa stare bene.
E' il 173° giorno dell'anno, 26ª settimana. Alla fine del 2025 mancano 192 giorni.
Santi del Giorno
San Paolino di Nola (Vescovo)
San Tommaso Moro (Martire)
San Giovanni Fisher (Vescovo e Martire)
San Niceta di Aquileia (Vescovo)
Sant'Albano d'Inghilterra (Martire)
Santi Giulio e Aronne (Martiri in Bretagna)
San Tommaso Moro è il protettore degli avvocati.
Accadde Oggi
1927 -In vendita i primi Jukebox(98 anni fa): S'introduceva una moneta e si girava una manovella per selezionare un disco tra quelli esposti in una vetrina rettangolare. Così funzionavano i fonografi a moneta, antesignani dei jukebox...
1983 -Scomparsa di Emanuela Orlandi(42 anni fa): Oggi sarebbe una donna adulta ma quando di lei si perse ogni traccia aveva soltanto 15 anni e frequentava il liceo scientifico. Emanuela Orlandi, cittadina vaticana e figlia di un commesso della...
Nati in questo giorno
1805 -Giuseppe Mazzini(220 anni fa): Nato a Genova e morto a Pisa il 10 marzo del 1872, è stato un patriota, politico e filosofo. Fu il fondatore della Giovine Italia nel 1831, presentata in Francia dov'era stato esiliato, per...
1949 -Meryl Streep(76 anni fa): Nata a Summit, nel New Jersey, è una delle migliori attrici a livello internazionale e tra le più premiate della storia del cinema. Con 19 nomination, l'ultima nel 2015 per il musical...
1964 -Dan Brown(61 anni fa): Autore di bestseller da milioni di copie, le sue storie si muovono tra omicidi, complotti e simbolismi, mettendo in crisi verità storiche e di fede. Nato ad Exeter, nel New Hampshire, debutta...
Nati... sportivi
1966 -Massimiliano Ferretti(59 anni fa): Nato a Roma, è un ex pallanuotista e ora allenatore. Dal 1987 al 2005 ha giocato come centroboa ad Arenzano, Pescara, Savona, Roma e Recco, vincendo quattro scudetti, due Coppe Italia,...
1970 -Carmela Allucci(55 anni fa): Nata a Napoli, è un'ex pallanuotista italiana, vincitrice di una medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Atene 2004. Ha giocato come attaccante nel Volturno, conquistando sette titoli italiani...
Eventi Sportivi
1986 -Per Maradona gol di mano e del secolo(39 anni fa): «un poco con la cabeza de Maradona y otro poco con la mano de Dios» (un po' con la testa di Maradona ed un altro po' con la mano di Dio). Questa è l’ironica definizione di...
I Doodle di Google
Konrad Zuse e i computer: Il computer è una di quelle invenzioni attribuite a diversi padri, ognuno indispensabile nel suo perfezionamento. Tra loro l'ingegnere tedesco Konrad Zuse occupa un posto di rilievo. Vissuto...
Scomparsi oggi
1987 -Fred Astaire(38 anni fa): Le acrobatiche doti di ballerino/attore hanno fatto di lui il re dei musical targati Hollywood e un maestro insuperabile di tip-tap. Nato ad Omaha, nel Nebraska, e morto a Los Angeles nel giugno del 1987,...
1969 -Judy Garland(56 anni fa): Tra le prime dive del cinema americano, entrò nella storia con il ruolo della giovane Dorothy Gale dalle magiche scarpette rosse, sulle note della sempreverde Over the Rainbow. Nata a Grand Rapids, nel...
2020 -Pierino Prati(5 anni fa): Nato a Cinisello Balsamo (in provincia di Milano) e, dopo una lunga malattia, scomparso Montorfano il 22 giugno 2020. È stato un allenatore di calcio, già centravanti negli anni Sessanta e...
A CURA DI MIKI PAPPACODA Nord Torna l'alta pressione con tempo stabile e soleggiato su tutti i settori, blanda variabilità pomeridiana sui rilievi alpini e prealpini. Temperature stabili, massime tra 27 e 32. Centro Isolati piovaschi al mattino tra Toscana e Marche, pomeriggio con instabilità temporalesca su interne e Appennino. Temperature stazionarie, massime tra 29 e 34. Sud Giornata nel complesso stabile e soleggiata con temporale pomeridiano tra appennino campano e molisano. Temperature stazionarie, massime tra 27 e 32.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno S. Paolino di Nola vescovo (355-431) SS. John Fisher (vescovo) e Thomas More martiri († 1535) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,11b-17. In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta». Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti. Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La vittima è Catello Dello Ioio, residente a Casola di Napoli. L’uomo, in sella alla sua moto Honda Transalp, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo, schiantandosi violentemente contro un muro. L’impatto si è rivelato fatale: Dello Ioio è deceduto sul colpo. La vittima è Catello Dello Ioio, residente a Casola di Napoli. L’uomo, in sella alla sua moto Honda Transalp, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo, schiantandosi violentemente contro un muro. L’impatto si è rivelato fatale: Dello Ioio è deceduto sul colpo. La salma è stata già affidata ai familiari per le esequie. I funerali si terranno domani, domenica 22 giugno, alle ore 12:30, presso la Chiesa del Santissimo Salvatore a Casola. FONTE POSITANONEWS