Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Arrivano i tir per il trasporto dei pomodori e la galleria di Solofra, sul Raccordo Avellnino Salerno, chiude alle auto.Scatta questa mattina, lunedì 4 agosto 2025, scatta il nuovo dispositivo. Solo itir potranno attraversare la galleria di Monte Pergola a Solofrae inizia l'estate di passione per automobilisti e residenti della valle dell'Irno, alle prese con nuovi disagi tra caos, code e piani di viabilità alternativa. E sono 10 i sindaci della zona che hanno scritto al Prefetto Rosanna Riflesso.
Ieri l'incidente a Montoro
Ieri l'ennesimo incidente sul Raccordo a MOntoro ha confermato la pericolosità e le tante criticità di un raccordo ad alto rischio. Un'auto, su cui viaggiava una famiglia a bordo, per cause da accertare, si è ribaltata innescando code e disagi lungo il Raccordo in direzione Salerno. Sindaci scrivono al prefetto
Stamane, intanto, vertice in prefettura er fare il punto sulla criticità innescata da lavori nel tunnel, che consentono il transito in una sola canna, e il nuovo provvedimento dell'Anas per favorire il transito delle aziende conserviere. Galleria chiusa ogni giorno Da oggi 4 agosto al 6 settembre 2025, la Galleria Monte Pergola sarà chiusa alla circolazione dalle 10.00 alle 14.00, salvo che per TIR del trasporto pomodori, ambulanze e mezzi di emergenza. Questo accadrà tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Nelle altre fasce orarie, nei giorni di sabato e domenica e nei giorni festivi e prefestivi, il transito tornerà ad essere regolamentato secondo il dispositivo ad oggi in vigore. La decisione, presa in Prefettura su richiesta della Federazione Autotrasportatori, penalizza ancora una volta i cittadini. Previsti pesanti disagi per i comuni interessati dalla viabilità alternativa non solo per Solofra, ma anche per Montoro e Serino, già provate da anni di viabilità precaria.
“Pur apprezzando il doveroso pressing politico che l’opposizione esercita rispetto ad un tema molto importante come quello della gestione dei fondi Pnrr, riteniamo chesarebbe altrettanto significativo, da parte di tutte le forze politiche, un monitoraggio dei lavori che riguardano la riqualificazione del bene confiscato alla criminalità organizzata in contrada Olivola, denominato Ex Cementificio Ciotta. Stessa attenzione che bisognerebbe iniziare a riporre anche verso l’altro bene confiscato sempre in contrada Olivola, in Via Enzo Ferrari. Anch’esso confiscato alla famiglia Ciotta”.
Parte da qui ilCoordinamento Provinciale di Libera Beneventoche rilancia la necessità di maggiore attenzione al tema.
Il riutilizzo dei beni confiscati al centro del dibattito
“Ribadiamo con forza – prosegue - quanto già stigmatizzato in altre circostanze: trascurare il tema dei beni confiscati non è una scelta immobiliare ma una grave omissione culturale, etica, morale e sociale. Oltre ad essere irrispettoso verso il lavoro condotto dai magistrati e forze di polizia per giungere alla confisca definitiva degli immobili. Una mancanza di rispetto verso la memoria del sacrificio di Pio La Torre, insieme a Rognoni firmatari della legge che introdusse nell’ordinamento giuridico la confisca dei beni alle mafie, legge conosciuta come la 646/82. È salutare per una comunità mettere al centro del dibattito politico-culturale la questione del riutilizzo del patrimonio sottratto alle mafie, rappresentando un faro sempre acceso sul tema delle mafie in senso lato e nello specifico sul rischio di infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale ed istituzionale. Ma non solo, sarebbe opportuno, che nelle valutazioni di rischio si parlasse chiaramente di corruzione, malaffare, clientelismo. Una costante attenzione culturale e politica atta a divenire esercizio primario da parte di tutte le forze politiche. Sono rischi che inevitabilmente bisogna considerare a fronte di una grande mole di denaro pubblico che sta caratterizzando il nostro territorio come tutto il Paese.Mafie e mafiosità: tenere in sicurezza i fondi pubblici
La storia, anche recente, ci insegna che al muoversi dei capitali si muovono anche mafie e corruzione
Bisogna tenere in sicurezza i Fondi pubblici che, in quanto tali, sono di tutti, patrimonio della collettività che ne ha delegato la gestione.
Guai a considerarli fondi privati!
Oltre alle mafie bisogna arginare le “mafiosità”.
Le mafiosità sono i comportamenti, le scelte, l’utilizzo improprio di strumenti legali come le concessioni, gli appalti, le autorizzazioni, gli incarichi e tutto ciò che la vita pubblica-amministrativa può utilizzare per creare alleanze e sodalizi. Motivo per cui è indispensabile per l’integrità di un territorio parlare sempre di mafie e corruzione.
Rispetto a tutto ciò, non tacere rappresenta l’imperativo e pronunciare parole chiare, precise ed inequivocabili diventa un dovere.
Come ci ricorda sempre don Ciotti: “Le mafie e la corruzione non sono un problema per il nostro Paese, ma IL problema.
Ex cementificio Ciotta: a che punto è lo stato dei lavori?
Riguardo all’ex Cementificio Ciotta, chiediamo all’amministrazione diaggiornare la comunità in merito allo stato dei lavoriche riguardano l’area coinvolta originariamente dai fondi PNRR (successivamente rimodulati da un “discutibile” provvedimento a firma dell’allora Ministro Fitto) ed i tempi di consegna che riguardano la palazzina già destinataria di un finanziamento regionale i cui lavori sarebbero dovuti già terminare.
Nel contempo,ci auguriamo che presto si avvii un percorso di confronto, partecipazione collettiva e co-progettazione con le tante realtà del territorio, per discutere insieme sul futuro dei beni confiscati presenti in città, così come anche in provincia con le competenti amministrazioni, come spesso sollecitato anche dalla Prefettura di Benevento”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Caserta. Dal 1° settembre tutti i pagamenti relativi ai servizi cimiteriali dovranno essere effettuati con carta di debito (bancomat e altri circuiti) e carta di credito, presso la sede del Comune – Ufficio Cimitero. Inoltre, sarà possibile pagare attraverso un avviso pagoPA (disponibile negli uffici comunali) presso banche, uffici postali, esercizi commerciali convenzionati, punti di posta privata oltre che sul sito del Comune di Caserta o mediante home banking, app di pagamento e servizi di pagamento online. "Queste nuove modalità di pagamento saranno utilizzate per tutte le operazioni cimiteriali, nonché per la corresponsione dei diritti fissi relativi al trasporto funebre, dei diritti di autorizzazioni amministrative, del contributo annuale al costo dei servizi e di altri diritti cimiteriali (forfait lavori privati per rimborso spese acqua ecc., deposito cauzionale per lavori da eseguirsi nei cimiteri)": lo rende noto il Comune di Caserta. a cura di Giovanbattista Lanzilli OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Afragola. "Oggi avresti compiuto 15 anni figlia, e invece ne avrai 14 per sempre. Vorrei abbracciarti e baciarti. Mi manchi principessa".
Il dolore
Nel giorno del 15esimo compleanno della figlia Fiorenza Cossentino, mamma di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa a sassate lo scorso 26 maggio, dal suo ex, il 19enne Alessio Tucci, ricorda così la sua bambina. Un dolore che non passa, come conferma anche il legale della famiglia Carbonaro, l'avvocato Sergio Pisani. "Fatti i funerali, è piombato il silenzio in quella casa - dice l' avvocato - oggi i genitori di Martina vivranno il suo quindicesimo compleanno senza di lei. Senza la loro piccola. Senza una mano tesa. Senza un supporto concreto. Senza l'aiuto di nessuno. Dopo ogni femminicidio c'è il dolore, ma poi resta solo l'assenza, assenza di assistenza, di parole vere. Assenza delle istituzioni, che sfilano il giorno del lutto e poi si voltano dall'altra parte. Martina meritava una vita. I suoi genitori meritano presenza, non l' abbandono". a cura di Sara Botte OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA A Giugliano partono gli interventi straordinari di disinfestazione contro la zanzara portatrice del virus West Nile, in risposta al piano di prevenzione disposto in collaborazione con l’ASL Napoli 2 Nord. A comunicarlo è stato il sindaco del Comune con un post pubblicato sui canali istituzionali.
Le date ufficiali rese note dall’ASL sono:
Giovedì 31 luglio
Venerdì 1 agosto
Lunedì 4 agosto
Le operazioni si svolgerannosu tutto il territorio comunale, a partire dalleore 23, con l’obiettivo di ridurre la presenza della zanzara vettore e limitare il rischio di trasmissione del virus.
Il Comune sottolinea l’importanza di questa azione per latutela della salute pubblica, e ringrazia l’ASL per la tempestività e la collaborazione nell’organizzazione delle attività preventive.
Per garantire l’efficacia degli interventi, l’Amministrazione invita i cittadini aseguire alcune semplici raccomandazioni:
Utilizzarerepellenti cutaneiper difendersi dalle punture;
Applicarezanzarierealle finestre e, se necessario, utilizzareinsetticidi per ambienti chiusi;
Evitare la proliferazione delle zanzaresvuotando frequentemente l’acqua stagnanteda sottovasi, contenitori e abbeveratoi.
Il virus West Nile, trasmesso principalmente attraverso le punture di zanzare infette, può causare sintomi simili all’influenza, ma in alcuni casi può evolvere in forme più gravi, soprattutto in soggetti fragili o immunodepressi.
Il post integrale del sindaco di Giugliano, Diego Nicola D’Alterio
La scorsa settimana vi avevamo anticipato che avremmo effettuato le disinfestazioni contro la zanzara portatrice del virus 𝗪𝗲𝘀𝘁 𝗡𝗶𝗹𝗲. Oggi l’𝗔𝗦𝗟 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 𝟮 𝗡𝗼𝗿𝗱 ci ha comunicato le 𝗱𝗮𝘁𝗲 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 degli interventi:
𝗚𝗶𝗼𝘃𝗲𝗱𝗶̀ 𝟯𝟭 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼
𝗩𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟭 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼
𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟰 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼
Gli interventi saranno effettuati su tutto il territorio comunale e partiranno alle ore 23.
Si tratta di un’operazione fondamentale per la 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮, in stretta collaborazione con l’𝗔𝗦𝗟, cui va il nostro ringraziamento per la tempestività e la professionalità.
Per rendere più efficace l’intervento, invitiamo tutti i cittadini a collaborare e seguire alcune semplici regole:
utilizzare repellenti cutanei
applicare zanzariere e, se necessario, insetticidi per ambienti chiusi
svuotare spesso l’acqua stagnante da sottovasi, contenitori e abbeveratoi”.FONTE DiGianluca Spina INTERNAPOLI
INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Dall’ultima inchiesta contro il clan Ciccarelli sono emersi molti retroscena sulla mala di Caivano. I magistrati della DDA di Napoli hanno interrogato Francesco Capasso che ha iniziato a collaborare con la giustizia nel marzo del 2022. Il pentito ha innanzitutto ammesso di aver fatto parte del clan Gallo dal 2013 al 2015 per poi gestire autonomamente lo spaccio al Parco Verde. La vita da capo piazza sarebbe stata possibile grazie al placet del boss Domenico Ciccarelli, alias ‘a Caciotta, dal quale acquistava la droga. La Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri, ha riscontrato le sue dichiarazioni per ricostruire i passaggi di potere tra i clan caivanesi, tracciare l’organigramma dei Gallo e dei Ciccarelli fino alla recente gestione della famiglia Bervicato. Così Capasso in 12 anni è passato da pusher fino a salire la scala gerarchica dell’organizzazione criminale. Il presunto piano del clan Ciccarelli per uccidere Tibiuccio Angelino In un verbale dell’aprile del 2022 il pentito ha parlato dei rapporti instabili tra le organizzazioni criminali. Capasso avrebbe svelato un presunto accordo interno alla mala di Caivano e un ipotetico piano per eliminare il boss Antonio Angelino. “Tibiuccio ha raggiunto un accordo all’esito di una chiacchierata telefonica avuta con Domenico Ciccarelli detto Caciotta, che è detenuto a Voghera e dispone di un microtelefono. In sintesi l’accordo tra i due prevede che i Ciccarelli comandano al Parco Verde e Tibiuccio a Caivano. Questo è un equilibrio momentaneo, ho saputo che è in animo dei Ciccarelli il proposito di uccidere Tibiuccio, salvo che questi non decida di andare via da Caivano“, questa la ricostruzione fornita dal collaboratore di giustizia. Altro duro colpo alla camorra di Caivano, 8 arresti contro il clan Ciccarelli Lo scorso 30 luglio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di 8 indagati (di cui 7 già ristretti in carcere, a seguito dell’esecuzione dei decreti di fermo di indiziato di delitto eseguiti lo scorso 9 luglio), ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione continuata e aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose. L’attività ha permesso di ipotizzare la perdurante operatività a Caivano dello storico clan Ciccarelli e di evidenziare le nuove dinamiche criminali emerse a seguito dei riassetti conseguenti agli arresti degli esponenti di spicco del clan Angelino – Gallo.Alessandro Caracciolo INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Quest’oggi, nel corso dei festeggiamenti per il passaggio della Madonna che viene dal mare, in prossimità dell’ingresso del porto Marina d’Arechi, una piccola imbarcazione al seguito della barca madre che porta l’icona della Madonna di Costantinopoli, con a bordo circa una decina di persone, ha iniziato ad imbarcare acqua e ad affondare. A dare l’allarme il Comandante della spazzamare di Salerno Pulita al seguito della processione. Immediato l’intervento da parte di una motovedetta della Capitaneria di Porto e della sezione navale della Guardia di Finanza. In supporto anche le moto d’acqua della Polizia di Stato. Fortunatamente tutti gli occupanti della stessa sono stati messi in salvo. Subito dopo si è provveduto alle operazioni di recupero dell’imbarcazione. TVOGGISALERNO
INSERITO DA MORENA MOTTA Senago, 5 luglio 2025 – Da Senago a New York il tragitto è parecchio lungo. EppureMatteo Marelli, giocatore di baseball classe 2006, l’ha compiuto con la sfrontatezza dell’età e la consapevolezza del talento. Di ruololanciatore, ha firmato coni New York Mets, franchigia della Major League Usa, vincitrice di due world series nella loro storia, iniziata negli anni ‘60, quando ereditarono il testimone da New York Giants e Brooklyn Dodgers.
La reazione
L’atleta nativo di Senago, dove è cresciuto sportivamente fino al 2023, è diventato ufficialmenteil sesto italiano che militerà nelle Minors americanein questo 2025 dopo: Giacomo Taschin (suo compagno di squadra a Rovigo, che ha firmato poche settimane fa con i Toronto Blue Jays), Filippo Sabatini, Williams Wong, Alessandro Ercolani e Samuel Aldegheri.
Marelli, inoltre, èil primo atleta dilettante europeo a firmare con la franchigia newyorkese."Sono felicissimo per quel che è avvenuto oggi. Mi ci è voluto un po' per realizzare che fosse tutto vero. Sono molto carico per quello che mi aspetterà e non vedo l'ora di iniziare", ha detto dopo aver firmato.La trafila
Gli scout dei Mets hanno messo gli occhi su Marelli due anni fa, quando ancora il suo talento doveva sbocciare, complice una rapidità di lancio ancora non sufficiente. In questo periodoil giovane senaghese ha lavorato sulla potenza del braccio, migliorandosi di oltre 20 chilometri all’ora. E lo ha fatto così bene da convincere i newyorkesi a puntare su di lui.
Figlio di un istruttore di sci, non ha mai palesato interesse per il calcio o per altri sport più noti in Italia. Si è dedicato fin da piccino al baseball, perfezionando cinque tipi di lancio, uno dei quali scoperto e studiato attraverso alcuni video sui social media. Ama gliscacchiesa parlare l’inglese molto bene, dettaglio che ha tolto ogni dubbio ai responsabili dei Mets sul suo valore.
INSERITO DA MORENA MOTTA La grinta e la voglia di stupire, quando era calciatore, non gli sono mai mancate. E oraDario Hubnerriparte con una nuova avventura. Lo fa indossando i panni insoliti di allenatore, ruolo che in carriera ha svolto per una sola stagione e con risultati deludenti ormai undici anni fa. Il celebre “Tatanka”, classe 1967, è infatti il nuovo allenatore dellaZeta Milano,squadra che da settembre giocherà nella Seconda Categoria lombarda.
A chi si sorprende di questa decisione è giusto ricordare che, al netto della bassa serie in cui milita,il club meneghino ha un progetto molto importante.La Zeta è infatti stata fondata solo un anno fa dal content creator Antonio Pellegrino (in arte Zw Jackson). L'obiettivo a lungo termine del giovane (27 anni) presidente è decisamente ambizioso:“Vogliamo arrivare fino in Serie A,sviluppando il calcio nel mondo dei social”. E infatti la squadra, composta quasi esclusivamente da giocatoriattivi nel settore dei social networke provenienti da categorie superiori, ha dominato l’ultima stagione in Terza Categoria. Inoltre, a conferma della bontà del progetto, il canale YouTube della Zeta Milanoè il quarto in Italia per numero di interazionitra tutti i club calcistici.
La presentazione
Hubner è stato ovviamente presentato con un video postatosu Instagram. Nella clip l’ex centravanti friulano appare seduto ad un tavolo davanti ad un bicchiere di grappa, una delle sue bevande preferite. Come sottofondo musicale la canzone “Hubner”, scritta dal cantautore Calcutta nel 2018 proprio in onore del bomber di Muggia. Che intanto si gode con ironia la nuova nomina: “Pensavo di aver smesso di allenare. Come è possibile che dopo dieci anni vengo richiamato? Sono pronto per questa avventura”.
I trascorsi
Per lui sarà solo la terza volta da allenatore. Le prime esperienze sono datate 2013/2014: doppio precoce esonero tra i piacentini delRoyale Fioree i brescianidell’Atletico Montichiari.Alla Zeta Milano Hubner troverà come dirigenteChristian Brocchi,altro volto noto del mondo del pallone. E in rosa tra i tanti calciatori di alto livello c’è anche e soprattuttoJeda.Il brasiliano, 46 anni, ha un passato come centravanti di Serie A tra Cagliari, Lecce e Novara. Ed ora è capitano e leader dei meneghini di Zw Jackson. L'obiettivo stagionale che la Zeta impone a “Tatanka” è chiaro: ottenere la promozione in Prima Categoria. Per proseguire in fretta la scalata infinita verso l’olimpo del calcio italiano. FONTE ALESSANDRO STELLA IL GIORNO
INSERITO DA MORENA MOTTA Milano, 4 agosto 2025 – Fulgidoavviso per cinefili nostalgici: preparatevi un Ramazzotti ghiacciato – metafora liquida della viziosamente ingenua Milano da bere anni Ottanta – perché da oggi torna al cinemaSotto il vestito niente, thriller fashion deifratelli Vanzina, tirato a lucido come una paillette per celebrare i suoi quarant’anni con proiezioni al cinema (distribuito da Cat People) e unaDeluxe Bag Editionche include unvinile colorato con la colonna sonora di Pino Donaggio, un poster, un libro e un paio di slip sexy.
Quel film che fece godere il pubblico e inorridire i critici è oggi acclamato come cult generazionale in un’epoca di nostalgie canaglia, dove vogliamo farci sedurre ancora dal suo universo di moda, morte, misteri e apparenze. Proprio la capacità di aver messo in scena l’immaginario di quella fase nel suo lato più glamour e sfarzoso ha portato i critici odierni a rivalutarlo come un affresco del decennio edonista made in Italy.
Repertosociologico involontario? Forse. Fatto sta che rivederlo oggi suscita un misto di divertimento kitsch e malinconia: dal riflusso nel privato post-anni di piombo in poi, il capoluogo lombardo divenne il regno emergente dei nuovi ricchi con la sensazione di un benessere inarrestabile, in preda a un socialismo glamour con abiti firmati e vetri fumé, inflazione in discesa ma debito pubblico alle stelle, una classe dirigente che spacchettava denaro politico con la spregiudicatezza con cui si sbocciavano magnum di champagne condite da polverina bianca dentro discoteche esclusive e hotel a cinque stelle.
La moda, manco a dirlo, era regina:Versace e Armanii nuovi dei, lesupermodelle come Naomi Campbell o la Schifferle loro vestali. E infatti Enrico Vanzina ricorda che “la moda era identificata con gli stilisti e c’erano modelle i cui volti erano quasi più importanti degli abiti”. Oggi, nota con rammarico, “è diverso, il mondo si è globalizzato, le modelle hanno volti più anonimi”. In poche parole: addio mito delle top, benvenuto fast fashion.
Chi c’eraallora ne ricorderà il clamore originale:Sotto il vestito nientenacque come romanzo nel 1983, firmato dal misteriosoMarco Parma. Tutti chiedevano chi si celasse dietro quel nome: c’era chi azzardava l’aristocraticaMarta Marzotto, chi la first lady Maria Pia Fanfani, perfino il socialistaClaudio Martelli. Alla fine, si scoprì che l’autore eraPaolo Pietroni, navigato direttore del settimanaleAmica, che proprio per questo conosceva alla perfezione luci e ombre della capitale della moda: da buon insider, aveva fornito un ritratto senza veli di un ambiente luccicante e corrotto, al punto che alcuni pezzi grossi della moda cercarono di bloccarne la pubblicazione.
Dapprimailproduttore Achille ManzottiimmaginòMichelangelo Antonionialla regia ma il maestro incontrò un muro di gomma: bussò alle porte diArmani, Krizia, Gianfranco Ferré, e gli risposero picche. Non volevano essere associati a una storia che giudicavano “scadente, bugiarda e tale da squalificare un’intera categoria”, e lui così gettò la spugna. Ed ecco subentrareCarlo ed Enrico Vanzina, freschi re Mida della commedia popolare(Sapore di mare, Vacanze di Natalee via dicendo) che presero il libro e – eresia! – ne tennero solo il titolo, poi ripagati da Pietroni che, dopo essere uscito dalla sala,definì il film “una ciofeca”. Per il resto, via libera alla fantasia: con lo sceneggiatore Franco Ferrini reinventarono la storia da zero, ispirandosi esplicitamente aOmicidio a luci rossedi Brian De Palmae a un fattaccio reale: l’omicidio del playboy milanese Francesco D’Alessio per mano della modella americana Terry Broome, nell’84.
Il risultato?Modelle massacrate a colpi di forbici da un serial killer, un ranger americano che arriva in città telepaticamente convinto che la gemella modella sia in pericolo, e un commissario sul viale del tramonto (Donald Pleasence) a indagare. E poi il colpo di scena:Franco Moschinofiutò l’opportunità e fece il guastafeste con i colleghi: “Io sono un contestatore, vado controcorrente. Se gli altri non accettano, accetto io”. Mise a disposizione gli abiti e comparve in prima persona per un cameo in unasfilata alla Stazione Centrale di Milano.
I Vanzinapuntarono su un cast internazionale e fotogenico: scelsero una top in ascesa, la daneseRenée Simonsen, biondissima cover girl contesa dalle riviste di moda e per di piùfidanzata con John Taylor, il bassista dei Duran Duranche la lasciò poco dop. Carol Alt, americana glaciale, fu la sua rivale per eccellenza. All’anteprima milanese la calca di spettatori fu tale che alcuni pur di entrare sfondarono la vetrata d’ingresso e dovette intervenire la polizia. Ed è un peccato che pochi giorni fa sia mancato ilgeniale Lucherini che, visto che mezza Milano era già sul piede di guerra, pensò bene di gettar benzina sul fuoco: alla première romana fece riservare una prima fila di poltrone con i nomi di Armani, Krizia, Versace, Ferré, sapendo che nessuno di loro era presente – anzi, non erano stati invitati. Le sedie rimasero vuote, suscitando lo scandalo: i giornalisti abboccarono in pieno, titolando sui giornali che “La moda di Milano trema”: uncapolavoro di marketingdella provocazione. Ecco perchéSotto il vestito nienteoggi ci fa sorridere e insieme sognare: perché, nel rivedere quelle notti a ritmo di disco music e di flash, sotto il cinismo contemporaneo ritroviamo un languore elegiaco. Sotto il vestito, in fondo, qualcosa c’era.