Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Il 2 giugno 1946, per la prima volta, gli italiani votarono a suffragio universale per il referendum istituzionale tra Monarchia e Repubblica e per eleggere l'Assemblea Costituente. Tra i 556 deputati eletti, c'erano anche 21 donne, un record per l'epoca.
Chi erano le 21 donne elette?
- Adele Bei
- Bianca Bianchi
- Laura Bianchini
- Elisabetta Conci
- Maria De Unterrichter Jervolino
- Filomena Delli Castelli
- Maria Federici
- Nadia Gallico Spano
- Angela Gotelli
- Angela M. Guidi Cingolani
- Leonilde Iotti
- Teresa Mattei
- Angelina Livia Merlin
- Angiola Minella
- Rita Montagnana Togliatti
- Maria Nicotra Fiorini
- Teresa Noce Longo
- Ottavia Penna Buscemi
- Elettra Pollastrini
- M. Maddalena Rossi
- Vittoria Titomanlio
Il loro contributo alla Costituzione
Quattordici di loro erano laureate e la maggior parte lavorava. Molte avevano partecipato alla Resistenza e avevano vissuto in clandestinità durante il regime fascista. Le elette lavorarono alacremente per fissare il principio di uguaglianza nell'articolo 3 della Carta e per rafforzare i diritti delle donne.
Le conquiste sociali
Grazie al loro lavoro, furono portate avanti altre battaglie sociali in tema di diritti, come lo scioglimento del matrimonio, l'interruzione di gravidanza, l'abolizione del delitto d'onore e le norme contro la violenza sessuale. Figure esemplari come Franca Viola, che si rifiutò di sposare il suo violentatore, contribuirono a cambiare la storia
DI EMANUEL ZUPPARDO Il Comune di Castellammare di Stabia ha revocato la licenza e disposto la chiusura immediata della Casa Funeraria Cesarano, situata in via Napoli. La decisione è stata presa a seguito di un provvedimento di interdittiva antimafia emesso dal Prefetto di Napoli.
La società Cesarano, attiva dal 1910, aveva già affrontato un'inchiesta della DDA di Napoli nel 2019, ma tutti i soci furono assolti con formula piena nel 2023. Nonostante ciò, il provvedimento di interdittiva antimafia è stato emesso senza nuovi procedimenti penali in corso.
La società ha già presentato ricorso d'urgenza al Tar per ottenere la sospensiva del provvedimento, facendo leva proprio sulle assoluzioni con formula piena ottenute in Tribunale. La Casa Funeraria Cesarano era un'attività storica e importante per la città, e la sua chiusura ha sollevato preoccupazioni tra i cittadini
DI EMANUEL ZUPPARDO Un 24enne di Castellammare, Francesco Scarfato, è stato arrestato dai carabinieri di Sant'Antonio Abate dopo aver ignorato un posto di controllo e aver tentato di fuggire. L'uomo, noto alle forze dell'ordine, stava guidando una Jeep a velocità sostenuta in via Roma quando è stato fermato dai militari.
Scarfato non si è fermato all'alt dei carabinieri e ha tentato di fuggire, ma è stato inseguito e fermato dopo 2 chilometri in via dei Goti, ad Angri. Durante la perquisizione, è stato trovato in possesso di un passamontagna e di un coltello lungo 22cm.
Sottoposto all'alcol test, Scarfato è risultato positivo. È stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e ora è in attesa di giudizio
DI ANGELA CECERE Marano di Napoli. L'episodio è avvenuto stamattina intorno alle 11:19 in via Svizzera, all'angolo con corso Europa, dove Castrese Palumbo, 79 anni, è stato ucciso a colpi di pistola. Palumbo era legato al clan Nuvoletta e aveva un passato di pregiudicato.D
Un anziano di 79 anni, Castrese Palumbo, è stato ucciso a colpi di pistola in un agguato di chiaro stampo camorristico a Marano di Napoli. L'episodio è avvenuto stamattina intorno alle 11:10 in via Svizzera, all'angolo con corso Europa, dove Palumbo è stato trovato crivellato di colpi sul lato guida della sua Toyota Yaris.
La vittima e il movente
Palumbo era legato al clan Nuvoletta e aveva un passato di pregiudicato per traffico di stupefacenti e associazione mafiosa. È anche il nonno di Aurelio Taglialatela, condannato a 17 anni e 4 mesi per l'omicidio volontario di Corrado Finale, avvenuto il 15 settembre 2024.
Le indagini
I carabinieri di Marano, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, stanno indagando sull'accaduto. Sono stati sequestrati 12 bossoli calibro 9 e gli investigatori stanno visionando le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona.
La scena del crimine
La zona dove è avvenuto l'agguato è un'area urbana con un traffico intenso, il che rende l'episodio ancora più grave. Gli investigatori stanno lavorando sulla scena del crimine, analizzando i bossoli e cercando testimoni
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Eseguirono un intervento chirurgico di routine su un paziente ma non lo avvisarono della presenza di un tumore, poi scoperto qualche mese dopo. Arriva la condanna per i due medici dellaclinica Tortorella di Salernoal centro dell’inchiesta nata dopo la denunce presentate daGiuseppe Pece, avvocato salernitano che poi ha perso la vita proprio a causa di quel cancro, e portate avanti dai familiari.
Il giudice della terza sezione penale del tribunale di Salerno,Rosario Maria Celotto, ha condannato il chirurgoGabriele G.e l’anestesistaAntonio G., all’epoca dei fatti in servizio nella struttura privata della città d’Arechi, a 5 mesi e 10 giorni di reclusione (pena sospesa) oltre al pagamento di una provvisionale di 20mila euro in favore delle parti civili poichè ritenuti colpevoli di lesioni in concorso. La decisione del giudice, pur essendo leggermente più lieve rispetto agli otto mesi richiesti dall’accusa (rappresentata in aula daGiuseppe Cacciapuoti), conferma l’impianto accusatorio costruito dal pmMaria Chiara Minerva. Al centro del processo non c’è l’esito dell’intervento chirurgico per cui Pece era stato ricoverato, ma ciò che i medici avrebbero “ignorato” o “omesso” di riferire: la presenza di un tumore ai polmoni. FONTE ALESSANDRO MOSCA LA CITTA
L'Ospedale Monaldi di Napoli e l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma hanno siglato una convenzione per rafforzare e rilanciare l'attività di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi. L'accordo, richiesto dall'Azienda a seguito della tragica vicenda del piccolo Domenico, mira a garantire continuità assistenziale e a migliorare la qualità delle cure offerte ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.
La collaborazione
La collaborazione tra le due strutture non è nuova, ma con questa convenzione il rapporto viene ulteriormente strutturato e potenziato. Per i prossimi tre mesi, un'équipe altamente specializzata del Bambino Gesù opererà stabilmente a Napoli, composta da un cardiochirurgo, un anestesista, un infermiere ferrista e un perfusionista.
Obiettivi
L'obiettivo principale è garantire la piena operatività del servizio di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi, tutelando i pazienti e rafforzando ulteriormente un settore strategico dell'Azienda. La convenzione rappresenta un intervento tempestivo e concreto per sostenere l'attività cardiochirurgica pediatrica del Monaldi e per costruire le basi della sua valorizzazione nei prossimi mesi.
La vicenda del piccolo Domenico
La vicenda del piccolo Domenico è stata tragica: un dosaggio sbagliato di un farmaco somministrato da un'anestesista dell'ospedale di Bolzano potrebbe aver danneggiato il cuore del bambino prima che venisse espiantato e congelato erroneamente col ghiaccio secco. L'autopsia farà chiarezza sulla responsabilità dell'equipe del Monald
DI MORENA MOTTA Il Gran Premio d'Australia, prima tappa del Mondiale di F1 2026, è stato vinto da George Russell su Mercedes, che ha preceduto il compagno di scuderia Kimi Antonelli e Charles Leclerc su Ferrari.
Russell ha dominato la gara, partendo dalla pole position e mantenendo la testa fino alla fine. Antonelli ha conquistato un ottimo secondo posto, confermando le sue capacità e dimostrando di poter stare tra i migliori.
Leclerc ha completato il podio, dopo aver sorpreso tutti al via, prendendosi la testa della gara. Tuttavia, una virtual safety car ha compromesso la sua strategia, facendogli perdere la chance di lottare per la vittoria.
I protagonisti del GP
- George Russell (Mercedes) - 9: Grande prova di forza del britannico, che si porta a casa la vittoria con determinazione.
- Kimi Antonelli (Mercedes) - 8: Risultato eccezionale per l'italiano, che conquista un altro podio in carriera.
- Charles Leclerc (Ferrari) - 7,5: Sorprende tutti al via, prendendosi la testa della gara.
- Lewis Hamilton (Ferrari) - 7: Non arriva il primo podio col Cavallino, ma la prestazione è incoraggiante.
- Max Verstappen (Red Bull) - 7: Parte 20° e, nonostante una Red Bull tutta da scoprire, dimostra di essere un leone in pista.
Gli altri protagonisti
- Lando Norris (McLaren) - 5: La sua prima uscita da Campione del Mondo non è assolutamente da ricordare.
- Valtteri Bottas (Cadillac) - 5: Il ritorno dell'ex Mercedes non è stato entusiasmante.
- Fernando Alonso (Aston Martin) - 5: Il suo GP dura pochissimo per i noti problemi strutturali della sua Aston Martin.
- Oscar Piastri (McLaren) - 4: Incredibile, mette la sua McLaren nel muro nel giro di installazione
DI MORENA MOTTA L'Iran è in stato di allerta dopo gli attacchi israelo-americani che hanno causato oltre 1.200 morti e più di 10.000 feriti. Il ministero della Salute iraniano ha riferito che la situazione è critica, con esplosioni segnalate in diverse parti del paese, tra cui Teheran e la provincia centrale di Yazd.
Sviluppi sulla successione di Khamenei
L'Iran sarebbe vicina a scegliere il successore della Guida Suprema Ali Khamenei, con un consenso della maggioranza raggiunto sull'ayatollah Mohammadmehdi Mirbaqeri. Tuttavia, l'esercito israeliano ha avvertito che prenderà di mira il successore di Khamenei e chiunque sia coinvolto nel processo di nomina.
Reazioni internazionali
- Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso apprezzamento per la premier italiana Giorgia Meloni e la sua disponibilità a contribuire alla gestione della crisi in Medio Oriente.
- L'Idf ha avvertito che non esiterà a colpire chiunque partecipi alla riunione incaricata di selezionare il nuovo leader iraniano.
- La sorella della premier Meloni, Arianna, ha dichiarato che il governo italiano è impegnato a tenere insieme Europa e Occidente, nonostante la complessità della politica internazionale
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nel cuore di Trastevere, aRoma, c’è un luogo dove adulte e bambine possono unirsi e sentirsi al sicuro. Si tratta dellaCasa internazionale delle donne, situata lungo via della Lungara, frequentata da più di 30mila donne l’anno che si impegnano ogni giorno per portare avanti la memoria del femminismo e la lotta per ottenere eguali diritti. «La Casa rappresenta tutte, nel bene e nel male», commentaDalila Novelli, una delle tante voci che ancora oggi urlano all’«emancipazione» e alla «libertà».
«Portiamo sulle spalle il peso di anni e anni di sottomissione, al tempo credevamo davvero di cambiare il mondo», dichiara a Leggo la presidente dell’associazione Assolei - impegnata nella lotta contro la discriminazione, la molestia e le violenze di genere - in occasione dell’8 marzo,Giornata internazionale della donna.
La storia di Dalila
Classe 1954, Dalila inizia a scendere nelle piazze romane intorno agli anni ‘70, periodo in cui il movimento femminista inizia ad affermarsi e a richiedere più diritti per le donne nel mondo del lavoro. Novelli, come altre giovani, si sente protagonista di quel momento storico e politico. «Però la mia è una storia ben diversa - afferma - mi sono sposata presto e in quegli anni ero già mamma. Una maternità tanto cercata, voluta e vissuta bene. E siccome avevo una figlia a casa, mi sentivo in dovere ed ero convinta di abbracciare la causa per regalarle un futuro migliore». Mentre si impegna nella politica, riesce a vincere un concorso pubblico e a ottenere quel riscatto lavorativo che in tante cercavano.
«“Liberazione” e “uguaglianza” erano le nostre parole d’ordine- continua - si sentiva il grande bisogno di essere autonome e credevamo che qualcosa potesse cambiare». E così succede, tanto che molte sue compagne iniziano a rivendicare una propria emancipazione nella vita privata, facendo saltare matrimoni e relazioni. Proprio su questa scia inizia a prendere forma il progetto Assolei, creato da un gruppo di donne per contrastare discriminazioni, molestie e violenze in famiglia e in società.
L’incontro con la Casa
L’associazione prende vita nel 1993 e trova il suo primo “nido” proprio all’interno della Casa internazionale delle donne, nata invece alla fine degli anni ‘80. «La Casa ci aveva aggregato in parecchie», ricorda Dalila. All’interno delle mura del complesso monumentale Buon Pastore iniziano le prime ricerche a sfondo sociologico, realizzate in collaborazione con le università del territorio - come La Sapienza - e mirate a evidenziare le molestie subite da molte donne sul posto di lavoro, specialmente nel settore terziario: «Ma noi non eravamo le sole a combattere questa situazione, l’autocoscienza femminile era esplosa e aveva portato a galla tutte queste sofferenze. Tutte noi volevamo rimboccarci le maniche per cercare di trovare una soluzione».
L’associazione Assolei rimane all’interno della Casa fino al ‘97, anno in cui riesce a trovare una propria sede in via Benedetta, al civico 28.
Poi la stessa Dalila ne diventa presidente, riuscendo a far unire alla causa psicologhe, avvocate e aprendo anche diversi centri anti-violenza.
Le battaglie più importanti
Nel corso degli anni l’impegno di Novelli e delle altre associazioni presenti nella Casa non si limita soltanto a contrastare le differenze nel mondo del lavoro. «Una situazione che, però, oggi non è ancora migliorata - commenta Dalila - in quegli anni, alla fine, abbiamo dovuto cedere al compromesso di dividerci tra famiglia e carriera. Dando all’uomo la possibilità di continuare a scegliere solo la professione, perché alla fine c’eravamo noi a casa con i figli. Ne paghiamo ancora il caro prezzo, perché le donne che contano nelle alte cariche sono ancora troppo poche». A questo punto la domanda sorge spontanea:gli uomini potranno mai essere femministi?«Ne esistono molti rispettosi - risponde - ma alla fineil femminismo è di chi lo vive».
Tra le battaglie più importanti, Dalila ricorda l’impegno della sorellanza per il sostegno al divorzio e all’interruzione di gravidanza: «Ci aiutavamo senza pensare alle conseguenze, c’erano sorelle che accompagnavano le altre all’estero per abortire. “Le donne con le donne possono” era tra i nostri slogan e nessuno osava metterlo in discussione». Una forza che oggi la 72enne ritrova in molte giovani che aderiscono a nuovi movimenti, come Non una di meno: «È tra i più forti ed è uno dei simboli del cambiamento del femminismo, in quanto si è aggiunta anche la lotta transfemminista».
L’8 marzo
La memoria di Dalila Novelli e di tutte le altre donne che si sono impegnate nella lotta all’uguaglianza assume un certo valore l’8 marzo, la Giornata internazionale della donna. «Ormai è un concetto sdoganato, in tutti i Comuni ci sono cartelli che sottolineano come non bisogna ricordare le donne solo l’8 marzo, come non bisogna lottare contro la violenza solo il 25 novembre. Però è giusto avere una giornata internazionale, serve a non dimenticare», commenta Dalila. La data è stata scelta per ricordare la manifestazione delle donne operaie di San Pietroburgo del 1917, durante la quale chiesero la fine della guerra. Da allora è diventata un simbolo per tutte le lotte portate avanti per raggiungere l’uguaglianza dei diritti.
Una speranza, secondo Novelli, non troppo lontana se si rimane unite. «In questo momento è difficile pensare al futuro, visto che le guerre incidono sulle donne in una maniera molto tragica - conclude - non stiamo vivendo un momento facile, ma è dai momenti di crisi che aumenta la nostra forza. Lo vedo anche dalle mie nipoti, che sono determinate. Ho speranze, insieme ce la possiamo fare». Perché «le donne con le donne possono».