Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avrebbe perso il controllo dello scooter, avrebbe prima centrato il marciapiede e poi si sarebbe schiantato sull'asfalto, perdendo la vita sul colpo. È questa la prima ricostruzione di un incidente mortale avvenuto ad Afragola nella notte del 6 gennaio. La vittima è un giovane di 33anni originario del Burkina Faso. Con lui anche un passeggero, un connazionale di 30 anni, ricoverato in codice rosso. L'incidente è avvenuto in via Saggese, una lunga strada a scorrimento veloce del comune dell'hinterland partenopeo. La perdita di controllo dello scooter sarebbe avvenuto senza il coinvolgimento di nessun altro mezzo, anche se sono in corso le indagini per appurare l'esatta dinamica dell'evento. -- NapoliToday
INSERITO DA MIKI PAPPACODA LaRomaritrova il sorriso vincendo 2-0 il derby della Capitale contro laLazioe regala aClaudio Ranieri, che tornava a vivere l’emozione della stracittadina dopo 14 anni, il quinto successo su cinque derby sulla panchina della Roma. Una vittoria costruita nel primo tempo con i giallorossi che grazie alla perla di capitan Pellegrini e al gol di Saelemakers hanno indirizzato la sfida, con la Lazio di Baroni, all'esordio nel derby, che nonostante un secondo tempo all'arrembaggio non è riuscita a ribaltare la sfida. La Roma con questo importante successo sale a 23 punti, mentre la Lazio resta ferma a 35. Ranieri per il derby sceglie, un po' a sorpresa Pellegrini dal 1' a supporto di Dybala e Dovbyk. In mezzo al campo Konè e Paredes, e sulle corsie laterali confermati Saelemakers e Angelino. Baroni dall'altra parte opta per Isaksen preferito a Tchaouna a destra per completare la trequarti con Dele-Bashiru e Zaccagni. In avanti Castellanos. Prima frazione a forti tinte giallorosse con la squadra di Ranieri che parte subito forte. Al 3' Koné si libera al limite dell'area e conclude con un destro a giro ma è bravo Provedel a respingere in angolo. La Lazio prova a reagire e al 5' Tavares serve Isaksen ma la conclusione viene ribattuta due volte e sulla respinta Marusic manda alto sopra la traversa. Al 10' la Roma passa: grande ripartenza dei giallorossi con Dybala che allarga, poi la palla arriva al limite a Pellegrini che con un tiro a giro di gran classe batte Provedel per l'1-0. La Lazio accusa il colpo e la Roma prova ad affondare.
SVILAR 7: Un quarto d’ora a godersi i cori della Sud, poi si tuffa bene su un tiro senza pretese di Isaksen. Di fatto l’unico vero intervento di un primo tempo in cui Hummels e gli altri gli coprono bene le spalle. La ripresa è tutta un’altra storia. Castellanos lo impegna subito sul primo palo, poi vola a deviare il tiro deviato di Guendouzi.
MANCINI 6,5: L’anti-Lazio dell’ultimo derby si gode una serata da tifoso aggiunto. Ma oltre ad esultare per i compagni mette la garra che serve nei momenti in cui la Roma abbassa un po’ il ritmo del derby. Ci pensa lui a suonare la sveglia e a impedire a Zaccagni di tramutarsi di nuovo da bestia nera.
HUMMELS 7: Giusto cinque minuti per capire dove tira il vento. Poi si prende la barca e tira dritto verso il porto, non gli interessa in che condizioni si arriva. Copre il perimetro dietro, imposta in avanti e rischia pure di trovare il gol nel primo tempo.
NDICKA 7: C’è Isaksen che fa girare le gambe e impone attenzione. Lui ce la mette pure su Dele-Bashiru quando evita con un salvataggio la rete del 2-1 dopo venti minuti abbondanti. Una pezza che ripropone anche al 75’ nel periodo forse di maggiore difficioltà. Il più sereno di un reparto che concede davvero poco nonostante la Lazio ci provi fino alla fine.
SAELEMAEKERS 7: C’è chi si preoccupava di Nuno Tavares. Ma dall’altra parte non avevano fatto i conti col belga che si prende fascia, raddoppio e ovazione dell’Olimpico. Qualche apprensione difensiva era fisiologica, soprattutto nella ripresa. (66’ El Shaarawy 6: lui fa la differenza quando c’è da andare dall’altra parte, ma il finale è tutto di sacrificio)
PAREDES 7: Dove sta Leo? Da nessuna parte e ovunque. Si mette la tuta da Ninja, si nasconde dietro i ricci di Guendouzi e ripulisce palloni e situazioni senza urlare e senza fare troppo casino. A inizio ripresa si abbassa un po’ troppo, poi riprende a combattere e a impedire a Rovella di accorciare le distanze. Nel finale decide di tornare ad alzare la voce e si attacca con tutti.
KONÈ 7: Tira fuori subito la spada da infilzata e per poco non sorprende Provedel. E’ l’uomo in più di un reparto che si prende in mano il derby con cura e prepotenza, con stile ed arroganza. Gestisce bene strappi e pause in una sfida di fuoco tutta francese con Guendouzi e si prende pure qualche calpestata da Rovella. Il primo errorino arriva dopo oltre un’ora, tanto per rendere l’idea.
ANGELINO 6,5: Movimenti semplici, essenziali e una pressione psicologica su Marusic che resta ben fuori da dinamiche pericolose per un tempo intero. Nel secondo tempo la Lazio mette da quella parte Tchaouna e bisogna riequilibrare ingredienti. Ci mette un po’, ma poi fila tutto liscio e si permette pure un bel taglio a impedire l’infilata di Tavares.
DYBALA 7,5: Alla ricerca della prima gioia da derby. Si piazza tra le due linee, con quei tocchi che mandano ai matti le difese di mezzo mondo. Si divide la tela del vantaggio con Pellegrini, se ne prende un altro pezzo sul raddoppio di Saelemaekers. Poi si diverte a far ammonire mezza Lazio, manco fosse il Vigile Celletti. (74’ Baldanzi sv)
PELLEGRINI 7,5: Arrenditi o rinasci. Quale occasione più definitiva di un derby. Lorenzo scende in campo con la faccia concentrata, coi nervi tesi, coi capelli pronti a diventare biondi. Fa nascere, crescere e morire alle spalle di Provedel l’azione di un meraviglioso vantaggio. La notte per rinascere, per riprendere quello che si è perso. Dopo il gol Lorenzo non si ferma e continua a combattere anche se all’ultimo minuto del primo tempo si perde Castellanos. (66’ Pisilli 6,5: esordio da brividi in un derby, ma lui paura non ne ha. Impatta subito bene rubando una palla a Marusic. Poi corre tanto a impedire guai)
DOVBYK 6,5: Svetta e spizza palloni preziosi, come quello che porta al 2-0. Ma anche palla a terra ha spesso la meglio su Romagnoli. Certo, se pensi al migliore nel derby non pensi a lui. Ma come battesimo può andare anche bene così. (74’ Shomurodov sv: a cercare di dare profondità)
RANIERI 8: Ci sono le categorie, nella vita e nel calcio. Claudio sta dove stanno in pochi. Cala il pokerissimo nei derby, azzecca la magia Pellegrini e porta la sua Roma fuori dalla crisi con un primo tempo di cinismo e tecnica, e una ripresa di vecchio sacrificio. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Santo Versace compie 80 anni. E ora, dopo tanto dolore, «sto vivendo la stagione più bella. E pensi che di vite ne ho vissute quattro...», racconta al Corriere della Sera. La prima stagione, la più lunga, l'ha vissuta a Reggio Calabria. «Ero il primogenito - ricorda - per un po’ siamo stati da soli io e Gianni. Poi è nata Donatella: i nostri genitori la chiamarono così perché era un dono. Due anni prima era morta la nostra sorellina Tinuccia. Mia mamma pregava e piangeva tutti i giorni: finché non arrivò Donatella...».
L'infanzia a spalare il carbone
Di quel periodo non si è mai dimenticato che «a sei anni lavoravo con mio padre, spalavo il carbone». Suo fratello Gianni invece «era uno studente creativo, cresciuto in sartoria con mia madre. Diceva di avere 20 mamme, che erano le sarte che lavoravano con noi: era tutto un “Giannino, Giannuzzo...”. E mentre Gianni cominciava la vita da stilista, Santo era il suo commercialista. «Fui io a trattare il suo compenso da Florentine Flowers, chiedendo 4 milioni, lo stesso di Walter Albini, lo stilista più in auge. Mi dissero di sì: il 4 febbraio del 1972 è partito dalla Calabria. E un anno dopo l’ho raggiunto».
La nascita di Versace
E da qui comincia la seconda stagione. Nel 1976 è nato il marchio Gianni Versace. «Eravamo pieni di entusiasmo - racconta Santo al Corsera - Ci siamo detti: "se abbiamo fortuna faremo meglio di Saint Laurent”. E così è stato. L’unione è stata la nostra forza: Karl Lagerfeld era un amico di Gianni, un genio assoluto, prima con Fendi e poi con Chanel, ma mai per sé stesso». Anni d'oro. «Da una parte c’era Armani, con il suo stile, dall’altra la fantasia di Gianni. Quando Armani perse Sergio Galeotti, che aveva fondato con lui il marchio, si sentì senza un appoggio. Dietro le quinte di Gianni c’ero io».
Una volta Gianni gli chiese di cambiare la serratura di casa per chiudere con un fidanzato. «Lo feci. Per lui ero un problem solver: poteva contare su di me. Un creativo non deve avere preoccupazioni». Tra di loro mai un litigio. «Io e mio fratello non avevamo segreti, parlavamo di tutto. Poteva succedere che mi lamentassi per le spese un po’ pazze, come le splendide dimore e i Picasso. Tra le spese pazze anche quelle per le modelle. Poi ricorda al Corriere della Sera che Naomi Campbell «era una sorella, quando litigava con Joaquin Cortès chiamava Gianni in lacrime: ovunque fosse la mandava a prendere da Dario, il suo autista, e la portava con lui nella villa sul lago». Tra le più belle c'era Christy Turlington. «Poi Lady Diana unica: al funerale di Gianni mi tenne la mano per mezz’ora, cercando di consolarmi».
La omosessualità di Gianni? «Lo sapevamo da sempre, non ci fu bisogno di fare outing. Ebbe anche delle fidanzate, ma era chiara a tutti la sua omosessualità. La nostra famiglia aveva un’apertura mentale fuori dal comune»
La sorella Donatella
E Donatella? «È mia sorella, le voglio bene. Mi ha inviato 100 rose bianche per il compleanno. In un certo senso le ho fatto anche da padre: nel suo libretto delle giustificazioni del Ginnasio c’era il mio nome e cognome, le firmavo io. Le sono rimasto accanto un po’, oggi mi diverto di più a stare vicino ai fragili con la nostra Fondazione».
La morte di Gianni
Poi arrivò il giorno più tragico: la morte di Gianni. «Uno shock: eravamo a Roma, non ci credevo. Solo quando arrivai a Miami e toccai la sua testa insanguinata mi resi conto di tutto...». E qui ha inizio la terza vita di Santo Versace: «Una vita in difesa: fino al giorno prima discutevamo della fusione con Gucci, dopo il delitto di Miami le banche d’affari ci davano per falliti e dovevamo persino respingere le accuse di mafia». Santo ricorda che per un periodo «nel weekend, andavo nella villa di Moltrasio e dormivo nel letto di Gianni. E di notte ero in preda agli incubi, gridavo: “Gianni spostati”. Avrei voluto parargli il colpo fatale».
L'amore con Francesca
Infine la sua quarta vita al fianco di Francesca. «Ci siamo sposati nel 2014 con matrimonio civile e nel 2023 con la cerimonia religiosa e una festa a Casina Valadier. Non credevo più ai sentimenti, dopo che l’ho conosciuta le ho scritto: “Rimetto nel vocabolario la parola amore”. Ha guarito le mie ferite e mi ha ridato la fede: la sera leggiamo il Vangelo del giorno dopo e preghiamo per le anime del Purgatorio. Il sabato pomeriggio in chiesa prima recitiamo il Rosario, poi ci confessiamo e partecipiamo alla Santa Messa». LEGGO.IT
DI MIKI PAPPACODA Natale, tempo di vacanza e di vita in famiglia, un'occasione per i genitori di dedicarsi ai figli con più tranquillità, liberi dalla frenetica routine quotidiana. Come impiegare questo tempo in più a disposizione? Per esempio raccontando una storia della buonanotte ai propri piccoli. Una pratica che può far bene alla salute in più modi, evidenziano gli esperti: aiutando i bimbi a scivolare fra le braccia di Morfeo e coinvolgendoli in un discorso 'educativo' sul sonno sano e su quello disordinato attraverso una 'morale nascosta' dei racconti. Parola di scienziati. La pediatra dello sviluppo Megan Thomas e colleghe della Dalhousie University di Halifax, in Canada, e della Lancaster University in Uk passano in rassegna le fiabe che meglio si prestano a questo ruolo in un'analisi pubblicata per il numero di Natale di 'Bmj', che - fra il serio e lo scanzonato - invita a una riflessione sull'importanza del riposo. «Un sonno sano - osservano le autrici - è una priorità per la salute pubblica». È «essenziale per la crescita e lo sviluppo dei bambini e per un benessere fisico e mentale ottimale». Ma almeno un terzo di bambini e adulti segnalano un sonno insufficiente». «Routine coerenti prima di andare a letto, che prevedano un'attività rilassante, come una storia della buonanotte, possono promuovere un sonno sano». L'aspetto educativo Come si inserisce anche l'aspetto educativo? «Alcune fiabe tradizionali e racconti di narrativa classica che hanno 'cullato' molti piccoli fino a farli addormentate - spiegano le ricercatrici - possono anche includere informazioni sui benefici del sonno e sulle caratteristiche dei disturbi del sonno, fornendo modi accessibili e coinvolgenti per genitori o tutori, operatori sanitari ed educatori per discutere di sonno sano con i bambini». La fiaba forse più nota sul sonno, e sui suoi poteri curativi e ristoratori? La Bella addormentata Le scienziate non hanno dubbi: è la Bella addormentata, che arriva al termine del racconto, «dopo un lungo e profondo sonno» a una «completa guarigione dalla pericolosissima puntura al dito» rimediata. E poi c'è Biancaneve, in cui un ruolo di primo piano da questo punto di vista lo hanno i 7 nani. I tratti caratteristici delle loro personalità possono aiutare a spiegare le conseguenze diurne di un sonno scarso: irritabilità (Brontolo), stanchezza (Pisolo), le abilità sociali più deboli (Mammolo). Anche i problemi di attenzione e di fluidità delle parole sono conseguenze riconosciute della privazione del sonno e potrebbero spiegare le difficoltà di linguaggio - il balbettare - di Dotto.Quanto a Eolo, potrebbe avere allergie che contribuiscono alla sua ostruzione respiratoria, o forse la mancanza di sonno ha abbassato la sua immunità, rendendolo più suscettibile ai disturbi respiratori. Sebbene anche Gongolo russi, il suo è un russare dolce e costante in contrasto con quello faticoso degli altri e quindi è improbabile sia dannoso. Biancaneve e la sua caduta in un «sonno simile alla morte» diventa lo spunto anche per parlare dei farmaci comunemente usati per indurre l'addormentamento (nonostante la maggior parte dei problemi in bimbi e adolescenti si affronti con interventi comportamentali). Questi farmaci, scrivono le esperte, «di solito inducono sedazione invece di un sonno ristoratore sano e hanno effetti collaterali» Altra protagonista di fiabe alle prese con disturbi del sonno? Naturalmente la principessa sul pisello. Questo personaggio di Hans Christian Andersen viene descritta come una persona che ha trascorso una notte insonne dopo che un pisello è stato nascosto sotto i 20 materassi e 20 piumoni su cui si è sdraiata per accertarsi se fosse una vera principessa. Al mattino, descrive senza mezzi termini il disagio che ha sopportato. «Le sensibilità sensoriali sono comuni, così come le difficoltà del sonno - spiegano le esperti - con l'insonnia (l'incapacità di addormentarsi o di rimanere addormentati) che è il problema più comunemente segnalato». Riccioli d'oro e i tre orsi L'analisi continua con 'Riccioli d'oro e i tre orsi': nella versione di Flora Annie Steel di questa classica fiaba, una bambina entra in una casa di una famiglia di orsi. Dopo aver provato il loro porridge e le loro sedie, sentendosi stanca, va a cercare un letto in cui dormire. I primi due non sono comodi per lei, ma il letto dell'orsetto è 'perfetto' e si addormenta profondamente. «Una parte fondamentale per ottenere un sonno sano è l'ottimizzazione delle condizioni ambientali - evidenziano le ricercatrici - un letto comodo e una stanza che non sia troppo calda o troppo fredda ma 'perfetta' e che sia buia e silenziosa sono l'ideale». Peter Pan Ultima fiaba citata è la storia di Peter Pan, ragazzino mai cresciuto che viene nell'Isola che non c'è con i 'Bambini perduti', e della sua amica Wendy. Nell'interpretazione alternativa 'scientifica' il lettore viene introdotto ai sintomi delle parasonnie (comportamenti insoliti e indesiderati durante il sonno), comuni nell'infanzia: sonnambulismo, parlare nel sonno, risvegli confusionali e terrori notturni. Per esempio avviene durante il viaggio dei protagonisti dalla camera da letto all'Isola che non c'è. Poi con i sogni 'dolorosi' di Peter, spunto per toccare il tema degli incubi che, spiegano le esperte, «hanno una prevalenza pari a circa l'85% dei bambini e raggiungono il picco tra i 6 e i 10 anni di età, mentre i terrori notturni sono prevalenti nel 14% dei bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni. I fattori che contribuiscono alle parasonnie sono stress, ansia da separazione e privazione del sonno, che si allineano con le esperienze di Peter Pan e dei Ragazzi perduti», lontani dalle famiglie, in fuga dai pericoli di Capitan Uncino. La storia, si conclude nell'analisi, «sottolinea l'importanza di un sonno sano per il consolidamento di memoria e umore ottimale», dicono le scienziate citando un passaggio del racconto: «Ogni notte, la signora Darling riordina i ricordi dei suoi bimbi addormentati, conservandoli al loro posto, e lascia i pensieri più felici in cima alla loro mente per il giorno successivo».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La vacanza perfetta non esiste, ma ne siamo sicuri? Vi sveliamo come fare i turisti cercando di ammortizzare sulle spese. Niente mete economiche o trucchi da travel blogger. Ci sono, infatti, casi in cui la pianificazione fiscale può prevedere che lavoratori autonomi e titolari di partita Iva possano scaricare nella dichiarazione 2025, relativa all’anno 2024, anche i costi delle vacanze, in particolare per viaggi e trasferte. Quali costi si possono scaricare Per capire quali costi relativi alle vacanze i lavoratori autonomi possono scaricare dalle tasse devono tenersi in considerazione due elementi, il primo è che tale operazione può essere compiuta solo da coloro che aderiscono al regime ordinario e che di conseguenza portano in deduzione le spese con il metodo analitico. Chi, invece, ha optato per il regime forfettario dovrà applicare il metodo a forfait tenendo in considerazione il coefficiente di redditività stabilito in base al proprio codice Ateco. Il secondo elemento da tenere in considerazione riguarda il principio di inerenza, cioè le spese che è possibile portare in deduzione devono essere inerenti all’attività posta in essere. Deve essere presente una correlazione tra la spesa sostenuta e il ritorno di reddito che può derivare dalla stessa. Non deve generare effettivamente ricavi tangibili, ma deve potenzialmente essere in grado di migliorare le prestazioni del lavoratore autonomo/titolare di partita Iva.
A cosa stare attenti
Come sottolinea Money.it, è possibile portare in deduzione le spese sostenute per un week end fuori città per partecipare a un corso di formazione, a un convegno, per incontrare soci o potenziali clienti, partecipare a fiere. Naturalmente anche i regali aziendali ai propri clienti possono rientrare tra i costi da portare in deduzione.
Occorre però fare una precisazione, infatti, molti commercialisti ritengono che nel caso di commistione tra un viaggio di vacanza e di lavoro le spese possano essere scaricate soltanto in parte. In caso di controllo da parte del Fisco diventa, infatti, difficile giustificare perché l’imprenditore «X» ha scaricato le spese di albergo per una settimana anche se il convegno a cui dice di aver partecipato dura due giorni.
Se però nell’arco della settimana oltre a partecipare al convegno in oggetto, l’imprenditore «X» ha avuto anche altri incontri di lavoro, come nel caso in cui nei giorni precedenti e/o successivi al convegno abbia incontrato potenziali clienti, abbia visitato strutture in cui si vogliono aprire nuove sedi, può tranquillamente dimostrare che l’intera settimana è stata dedicata al lavoro e che i momenti di relax extra erano semplicemente pause dal lavoro, come quotidianamente avviene anche quando si lavora in azienda.
Deduzione e detrazione
Portare in deduzione/detrazione le spese per le vacanze dei lavoratori autonomi è possibile, ma si deve prestare molta attenzione ai giustificativi.
Naturalmente tutti i costi devono essere fatturati ed è bene conservare anche documenti che possano attestare l’inerenza della spesa rispetto alla propria attività. A questo punto sarà possibile scaricare anche i costi per il viaggio (treno, aereo, pedaggio autostradale, carburante, taxi), i costi di pernottamento e di soggiorno in città. L’onere della prova ricade sul contribuente, quindi se in caso di controlli, il Fisco dovesse avere dei dubbi sull’inerenza, potrebbe chiedere ragione di essa.
Le spese per le vacanze 2025 per poter essere portate in deduzione devono essere certe e determinate. Questo implica che devono esservi atti che attestino l’esistenza della spesa, ad esempio il contratto (ricordiamo che anche un biglietto aereo è un contratto). Il costo sostenuto deve essere di ammontare determinato, in questo caso scontrini e fatture sono un elemento abbastanza rilevante.
Il principio di cassa
Ed ecco che entra in scena il principio di cassa. Parliamo solo i costi effettivamente pagati nel 2024 potranno essere portati in deduzione nella dichiarazione del 2025.
Occorre sottolineare che per alcune categorie di spese vi sono dei limiti alla deducibilità.
Spese per l’autovettura inerenti la manutenzione e i carburanti sono deducibili al 20%,
L’Iva applicata ai costi dell’autovettura sono deducibili al 40%.
L’ammortamento del costo dell’autovettura è deducibile annualmente al 20% nel limite di costo del bene di 18.075,99 euro.
Le spese di vitto e alloggio sono deducibili al 75%, ma a condizione che il totale nell’anno, non sia superiore al 2% dei compensi registrati nello stesso anno di imposta. L’Iva sulle relative fatture è totalmente detraibile.
Le spese di rappresentanza quali viaggi turistici o promozionali, per la partecipazione a mostre e fiere sono interamente deducibili nel limite dell’1% del totale dei ricavi e compensi maturati nell’anno di imposta. L’Iva in questo caso è indetraibile
La Legge di Bilancio per il 2025 porta un’importante novità: l’obbligo di tracciabilità delle spese per i titolari di partita Iva che desiderano portare in deduzione o detrazione le spese sostenute. LEGGO.IT
DI MIKI PAPPACODA Sorrisi, applausi, elogi. E un controverso docufilm sui presunti due pesi e due misure della giustizia Usa. Giorgia Meloni è stata accolta con tutti gli onori nel suo riservatissimo viaggio blitz a Mar-a-Lago per incontrare «informalmente» il presidente eletto Donald Trump a 16 giorni dal suo insediamento, e una settimana prima di ricevere a Roma il presidente in carica Joe Biden. Poco meno di cinque ore per cenare insieme, discutere i dossier più caldi, tra cui quello della giornalista Cecilia Sala, e assistere alla prima di un corto legato alle denunce dei brogli nelle elezioni del 2020.
DI MIKI PAPPACODA «Ho imparato che la vita umana è fragile e che bisogna dare priorità alle cose che ti rendono felice». Ne è convinto un medico che a soli 32 anni ha deciso di appendere lo stetoscopio al chiodo per seguire la sua vera passione: la musica. Anche se a molti può sembrare un salto nel vuoto, dopo anni di sacrificio passati a studiare, è stato proprio il lavoro di oncologo specializzato in cure palliative a indicare al giovane doc la via da seguire. Javi Bosque, in arte Malafè, ha condiviso in un video su TikTok la sua storia, divisa tra palchi e ospedali. Il 32enne ha iniziato la sua carriera medica nel 2017, lavorando al fianco dei pazienti nei momenti più delicati delle loro vite. La sua esperienza nelle cure palliative lo ha trasformato profondamente: «Conosco già il finale del film. La vita è fragile, imprevedibile e non possiamo raggiungere quel momento senza aver fatto le cose che ci rendono davvero felici». Questo pensiero, maturato durante la pandemia, lo ha spinto a riconsiderare le sue priorità. Il richiamo della musica Parallelamente al lavoro in ospedale, Javi non ha mai smesso di coltivare la sua passione per la musica. Nel tempo libero, suonava con la sua band, Malafé, conquistando il pubblico spagnolo. Nonostante i suoi successi, mantenere l’equilibrio tra la vita di medico e quella di musicista si è rivelato estenuante: «Mi sentivo come un musicista in ospedale e un medico sul palco. A 32 anni, è una sensazione che non consiglio a nessuno». La svolta definitiva arriva quando Diego Cantero, leader dei Funambulista, invita Javi a unirsi alla band come chitarrista dal vivo. «Era un treno che passa una sola volta nella vita», afferma Javi. Javi ha affrontato la paura del cambiamento con determinazione: «Ho molta paura e, allo stesso tempo, sono emozionato. Sono tremendamente motivato perché sarò coraggioso e farò ciò che mi rende davvero felice». La sua storia non è solo quella di un medico che lascia una carriera consolidata per la musica, ma una potente lezione di vita. Il suo coraggio di seguire i propri sogni ha ispirato migliaia di persone, che nei commenti ai suoi video lo ringraziano per aver condiviso una decisione così autentica.
DI MIKI PAPPACODA Se sono vivo, lo devo a mia figlia. È stata davvero eroica. Quando sono scivolato nel burrone, si è lanciata a sua volta nel dirupo, per raggiungermi. Ha cercato di coprirmi, per proteggermi dal freddo, e prestarmi i primi soccorsi. Poi è corsa giù a valle, da sola, per chiedere aiuto. Senza di lei non sarei qui a raccontarlo». Marco Menichetti, 56 anni, ex assessore a San Donato (Milano), non potrebbe essere più grato a sua figlia Viola. È grazie a lei che può raccontare quello che è successo dopo essere precipitato in un dirupo. Lei, appena 16enne, nonostante una mano rotta e una sola scarpa, è stata una vera eroina. Precipitati nel dirupo Il 4 gennaio, di pomeriggio, Menichetti e la figlia stavano percorrendo il tragitto tra l'Alpe Massero e il paese di Carcoforo (Vercelli), quando lui è scivolato per un centinaio di metri. Lei ha prima cercato di raggiungerlo, ma è scivolata a sua volta. A quel punto Viola, che si trovava in un punto dove il cellulare non prendeva, ha dovuto camminare per circa un'ora, senza una scarpa e con una mano fratturata, prima di riuscire a chiamare i soccorsi: «Aiutatemi, mio padre è precipitato in un dirupo ed è ferito. I soccorsi Nel frattempo la ragazza è arrivata a Carcoforo dove è stata è stata in grado di fornire le coordinate esatte del luogo dell'incidente, registrato sul telefonino. Un dettaglio molto importante ch eha permesso al Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese e al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di raggiungere subito il punto esatto dove si trovava il padre. Menichetti era già in ipotermia, ma grazie alla prontezza di Viola è statao portato via in barella con l'elisoccorso. L'ex assessore ha riportato una frattura a una gamba, a un braccio, una sospetta frattura al bacino e vari traumi al capo oltre a uno stato avanzato di ipotermia. Anche la figlia Viola è stata ricoverata in ospedale con svariate escoriazioni e una sospetta frattura a una mano.
DI MIKI PAPPACODA Louis Dassilva potrebbe essere scarcerato. ll Dna del 35enne, accusato di aver ucciso la 78enne Pierina Paganelli, non è presente sul corpo della vittima e sulla scena del crimine. Lo ha stabilito la perizia genetica affidata al professor Emiliano Giardina a cui il Gip del tribunale di Rimini Vinicio Cantarini aveva chiesto di determinare se le tracce biologiche fossero riconducibili al 35enne senegalese. «Un risultato determinante - dice al Corriere di Romagna l'avvocato Riario Fabbri che insieme al collega Andrea Guidi assiste Dassilva - che esclude il nostro assistito dalla scena del crimine oltre ogni ragionevole dubbio». Una telecamera decisiva per la scarcerazione «Se anche l'incidente probatorio sul filmato della cam3 (la telecamera della farmacia di via del Ciclamino che la sera dell'omicidio ha ripreso un soggetto che per gli investigatori è Dassilva, ndr) darà un esito ugualmente favorevole per Dassilva, provvederemo a presentare istanza di scarcerazione», aggiunge il legale al Resto del Carlino. Il perito ha analizzato oltre 30 reperti, tra tracce, indumenti e oggetti sequestrati a casa di Dassilva. Il Dna del 35enne è stato trovato solo su un coltello da cucina e un pantalone presi nella sua abitazione. A parte la vittima e l'indagato (per i due oggetti) nessun altro profilo è stato isolato. A pregiudicare gli esiti anche la cattiva conservazione, a causa della composizione di muffe che hanno deteriorato alcune tracce.
DI MIKI PAPPACODA Il movente non è ancora chiaro, ma quello che stava succedendo a casa di Daniele Bordicchia e sua moglie Eliza Stefania Feru, a Gualdo Tadino (Perugia), sembra ormai evidente. Lei, 29 anni, voleva lasciarlo dopo sette mesi di matrimonio. Già una volta aveva lasciato casa, per poi fare ritorno. Non è chiaro cosa sia successo il 4 gennaio, quando l'uomo ha preso la pistola d'ordinanza (è una guardia giurata) e ha sparato prima a lei, uccidendola, e poi verso se stesso togliendosi la vita. I carabinieri, che stanno indagando sul movente, hanno sequestrato i telefoni dei due per provare a trovare un movente. Le frasi sui social: se non mi rispetti ti cancello Eliza Stefania era operatrice socio sanitaria all'istituto Serafico di Assisi dove si occupava dell'assistenza a bambine e bambine disabili. È bastato un colpo di pistola al marito per ucciderla. Sui social il 38enne scriveva: «Sono molto sensibile. Ho un cuore grandissimo. Non mi piace essere preso in giro. Dico sempre come la penso e affronto il problema da solo». O ancora: «10% testardo, 20% perfido, 70% vendicativo, 100% pazzo». Chi lo conosce però lo descrive come «un ragazzo dolce ma forse troppo fragile». Sicuramente stravedeva per la moglie, come testimoniato dalle tante dediche che le tributava sotto a ogni foto. Ma non mancano anche frasi inquietanti: «Se mi rispetti io ti rispetto altrimenti ti cancello dalla faccia della terra». Il nuovo lavoro e la voglia di andarsene Stefania Feru nella mattinata di domenica era attesa al lavoro al Serafico dove però non è mai arrivata. Da poco era stata assunta stabilmente dalla struttura di Assisi. «Lavorava con i bambini ed era brava. Siamo sconvolti», ha detto all'ANSA Francesca Di Maolo, presidente del Serafico. Sul profilo Facebook della donna ci sono in evidenza le immagini felici del matrimonio. Lei e il marito che si baciano alle spalle della torta nuziale. A Gaifana è arrivato anche il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti. «È una tragedia che colpisce l'intera comunità", ha detto. «Due ragazzi giovani - ha aggiunto - tra l'altro con un lavoro entrambi. Niente lasciava presagire un epilogo di questa natura. E' un momento di grande sgomento». Le indagini Dalle indagini condotte dai carabinieri è emerso che a spararle è stato il marito, Daniele Bordicchia, 38 anni, guardia giurata del posto, impiegato con una ditta di vigilanza che opera sul territorio umbro. Un solo colpo esploso con Glock 17 calibro 9, l'arma di servizio regolarmente detenuta. Che poi ha rivolto verso se stesso suicidandosi. I motivi alla base della tragedia sono ancora al vaglio degli investigatori. I carabinieri, in un comunicato ufficiale, hanno comunque parlato di «probabile movente» nell'ambito di «dissidi coniugali». La coppia era sposata dal maggio scorso e non aveva figli. I vicini nella piccola comunità di Gaifana hanno spiegato di non avere sentito litigi, ma a quanto pare, i rapporti tra marito e moglie erano piuttosto tesi negli ultimi tempi. A dare l'allarme sono stati i genitori di Bordicchia che abitano poco lontano. Hanno raggiunto l'abitazione della coppia per portare a spasso i loro cani come facevano normalmente, e hanno scoperto la tragedia. Che tuttavia potrebbe essere avvenuta nella notte se non addirittura nella serata precedente. Particolare che dovrà chiarire il medico legale. Presso l'abitazione di via degli Ulivi è subito intervenuto il personale sanitario del 118 e i carabinieri della stazione di Gualdo Tadino. Quindi sono arrivati i militari della sezione rilievi del Nucleo investigativo di Perugia e quello della compagnia di Gubbio. Con loro il medico legale e il magistrato di turno alla Procura della Repubblica di Perugia. Gli accertamenti hanno escluso la responsabilità di altre persone nella morte dei due coniugi. Confermando quella che era stata la prima ipotesi, cioè il femminicidio-suicidio.