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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Nonna Laurina di Sturno, a 114 anni è l’ottava persona più longeva al mondo

6 Gennaio 2025, 16:53pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nonna Laurina, originaria di Sturno in provincia di Avellino, con i suoi 114 anni e 43 giorni, è oggi l’ottava persona vivente più longeva al mondo. Un traguardo straordinario che la rende anche la persona più anziana d’Italia e la seconda in Europa. La sua posizione nella classifica mondiale è stata recentemente consolidata, dopo la scomparsa della giapponese Tomiko Itooka, che all’età di 116 anni deteneva il titolo di “decana” dell’umanità. Con la morte di Tomiko, Nonna Laurina ha guadagnato una posizione, trovandosi ora all’ottavo posto nella classifica delle persone più longeve. È l’unica italiana tra le prime dieci. Il primato assoluto spetta attualmente a Irmã Inah, una brasiliana di 116 anni e 210 giorni. FONTE IRPINIA NEWS

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VELASCA VIMERCATE NEWS Villasanta Il Comune «incassa» la villetta sequestrata alla criminalità organizzata... dodici anni fa

6 Gennaio 2025, 12:11pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il Comune «incassa» la villetta sequestrata alla criminalità organizzata... dodici anni fa

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ci sono voluti più di dodici anni, ma alla fine la villetta confiscata alla criminalità organizzata in via Modigliani ha trovato un nuovo proprietario. Il Comune «incassa» la villetta sequestrata alla criminalità organizzata... dodici anni fa E si tratta proprio del Comune di Villasanta, che nella serata di lunedì 23 dicembre in occasione della seduta del Consiglio comunale, ha ufficializzato l’acquisizione (a titolo gratuito) dell’abitazione dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione di beni confiscati alla mafia. Per comprendere al meglio la questione occorre necessariamente fare un passo indietro. La villetta, come detto, si trova al civico 19 di via Modigliani. Nel 2012 era infatti tra i beni passati alla proprietà del demanio in seguito ad una maxi operazione della Guardia di Finanza di Catania volta a smantellare alcune attività riconducibili all'organizzazione criminale «Cosa Nostra». Ricordiamo che nell’inchiesta delle Fiamme Gialle finirono l’allora proprietaria Katia La Placa, figlia del boss (deceduto) Vincenzo La Placa, e la madre Maria Antonietta Dell’Edera (che formalmente risiedeva in città): gli inquirenti avevano accertato strette frequentazioni tra l’azienda di famiglia attiva nella movimentazione di terra da cantiere e i coniugi Tony Ciavarello e Maria Concetta Riina, niente meno che figlia del «Capo dei capi» di Cosa Nostra, Totò Riina. In realtà pare che il clan mafioso a Villasanta abbia compiuto solo un investimento immobiliare e che l’abitazione non sia mai stata effettivamente vissuta. La villetta, tuttavia, venne confiscata e primariamente messa a disposizione di enti pubblici (Forze dell’ordine comprese) eventualmente interessati all’acquisizione. In tal senso, tra il 2016 e il 2017, anche l’allora Amministrazione del sindaco Luca Ornago era stata interpellata a riguardo: non solo era stata chiesta la certificazione di conformità urbanistica della villetta e la regolarità urbanistica, ma anche la disponibilità a «incassarla». Risposta affermativa, confermata a più riprese, fino alla scorsa estate, quando dopo sette anni di silenzi, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione di beni confiscati alla mafia era tornata a chiedere al nuovo Esecutivo, questa volta a guida Lorenzo Galli, la volontà di entrare in possesso dell’abitazione. In questo caso però l’assenso è stato fondamentale, perché a distanza di oltre un decennio dovremmo essere giunti all’epilogo della vicenda. «Abbiamo avuto un incontro in via telematica a settembre, dopo il quale ci sono stati concessi alcuni giorni per vedere in che condizioni versava la villetta e fornire una risposta - ha spiegato il sindaco - In seguito al sopralluogo abbiamo accettato di cogliere l’opportunità e acquisire l’immobile, che dunque entrerà a far parte del patrimonio indisponibile dell’ente». Indisponibile è la parola chiave La villetta, secondo la normativa, non potrà essere messa a reddito da parte del Comune. Ciò vuol dire che non potrà essere messa in vendita e nemmeno in affitto. La destinazione d’uso non è ancora stata definita, ovviamente, ma l’immobile potrà essere messo a disposizione della collettività ospitando servizi di interesse pubblico o sociale. «Anni fa, quando se ne era iniziato a parlare, era stato pensato qualche progetto di carattere sociale legato principalmente alla sfera del “Dopo di noi”, ma è passato troppo tempo da allora e le dinamiche oggi sono cambiate - prosegue Galli - Ora vedremo: qualche idea sul tavolo c’è, ma è ancora prematuro prendere una decisione in merito. L’abitazione è ”ferma” ormai da più di un decennio, quindi ci saranno necessariamente dei lavori da fare. Interventi che logicamente saranno effettuati anche in base alla decisione che prenderemo». PRIMA MOMZA

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Cava de' Tirreni, incendio distrugge la sede della Croce Rossa Appello dell'associazione: "Abbiamo bisogno del vostro aiuto". Indagini in corso

6 Gennaio 2025, 12:03pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

cava de tirreni incendio distrugge la sede della croce rossa

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cava de' Tirreni. Giallo a Cava de' Tirreni dove, nella notte, è divampato un incendio nella sede della Croce Rossa. Le fiamme - alimentatesi mentre era in corso la Notte Bianca, hanno provocato danni ingenti, distruggendo diverse attrezzature. "Abbiamo il cuore a pezzi. La nostra amata sede ha subito un incendio, durante la notte Bianca, mentre eravamo in assistenza. Per fortuna alcune attrezzature più costose erano in piazza in assistenza, ma la maggior parte era in sede. Non abbiamo più nulla, se non l'anima a pezzi", si legge sul profilo social dell'associazione. "Ringraziamo i Volontari della AEOP e della Protezione Civile che sono arrivati con noi in sede per sostenerci, ed aiutarci a spegnere l'incendio. Ringraziamo quanti ci saranno vicini e quanti vorranno aiutarci a ricostruire. Abbiamo bisogno del vostro supporto", il messaggio lanciato dalla Croce Rossa di Cava de' Tirreni. "Non ci piace chiedere denaro, ma purtroppo l'incendio ha danneggiato tutta la sede, compreso l'ambulatorio sociale, all'interno del quale vi erano le attrezzature delle Officine della Salute, la Sala Operativa di Protezione Civile, l'aula didattica e l'ufficio medico. Non abbiamo ancora la conta precisa dei danni, sappiamo che non abbiamo più i manichini e i defibrillatori per la didattica, sembrano mancare all'appello due defibrillatori non didattici, manca tutto il materiale informatico, e purtroppo le attrezzature dell'ambulatorio (compresi frigoriferi, farmaci, elettrocardiografo, e attrezzature diagnostiche varie). Oltre al rifacimento di tutta la parte edile", il resconto di quanto provocato dall'incendio. "Chiunque può aiutarci, in qualsiasi modo, con qualsiasi importo, può donare direttamente alla nostra associazione all' IBAN IT55 X030 6909 6061 0000 0101 402 intestato a Croce Rossa Italiana Comitato di Cava de Tirreni. Abbiamo bisogno del vostro supporto. Grazie per tutto ciò che vorrete fare per ripristinare quanto è stato danneggiato alla cittadinanza. Sperando che le Forze dell'ordine faranno piena luce sulla tragedia e sui responsabili".a cura di Filippo Notari OTTOPAGINE

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NAPOLI NEWS Colpisce il cordolo del marciapiede con lo scooter: cade e muore La vittima è un 33enne originario del Burkina Faso

6 Gennaio 2025, 11:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

colpisce il cordolo del marciapiede con lo scooter cade e muore

INSERITO DA MORENA MOTTA Afragola. Poco prima delle 3 della scorsa notte un 33enne del Burkina Faso ma residente ad Acerra è morto in un incidente stradale verificatosi ad Afragola. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile di Casoria. Secondo una prima ricostruzione ancora da verificare, il 33enne percorreva via Saggese in scooter. Come passeggero un connazionale di 30 anni. L'uomo avrebbe colpito il cordolo di un marciapiede, finendo a terra e morendo sul colpo. Il passeggero, invece, è stato portato presso Ospedale del Mare, in codice rosso. Indagini in corso per chiarire definitivamente la dinamica. a cura di Cristiano Vella OTTOPAGINE

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CASERTA NEWS Casal di Principe: Delegazione di Fratelli d'Italia in visita ai carabinieri Solidarietà e vicinanza alle forze dell'ordine

6 Gennaio 2025, 11:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

casal di principe delegazione di fratelli d italia in visita ai carabinieri

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un momento di vicinanza concreta agli uomini e alle donne in divisa che quotidianamente operano a tutela della sicurezza dei cittadini... Casal di Principe. Una delegazione di Fratelli d'Italia, guidata dalla segretaria del circolo cittadino di Fdi Lucia Cerullo, ha effettuato oggi una visita presso la stazione dei carabinieri di Casal di Principe, nell'ambito dell'iniziativa nazionale del dipartimento organizzazione del partito dedicata al sostegno delle Forze dell'Ordine. L'iniziativa, che ha visto la partecipazione dei consiglieri comunali Clelia Verazzo e Giuseppe Sgalia, nonché di Emilio Schiavone in rappresentanza di gioventù nazionale e di altri membri del direttivo cittadino, si è configurata come un momento di vicinanza concreta agli uomini e alle donne in divisa che quotidianamente operano a tutela della sicurezza dei cittadini. "Le forze dell'ordine sono uno dei fiori all'occhiello della nostra nazione", ha dichiarato Lucia Cerullo, "Si distinguono sempre per umanità, spirito di sacrificio e senso del dovere. Siamo al loro fianco senza ma e senza se, consapevoli del prezioso lavoro che svolgono spesso in condizioni difficili e sotto il continuo fuoco di critiche e strumentalizzazioni". a cura di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE

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BENEVENTO NEWS La Strega torna alla vittoria al Vigorito e blinda il primato Tre a due il risultato finale

6 Gennaio 2025, 11:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

qui non si canta in napoletano l indignazione di un sannita

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. In un locale di Firenze dove si sta festeggiando il nuovo anno con una serata karaoke non gli consentono di cantare una canzone in napoletano e lui lascia la location con i suoi amici. E la singolare storia che racconta Pasquale, di Benevento. “Il motivo? Si tratterebbe di una scelta del proprietario, il quale gradirebbe altri tipi di canzoni – spiega Pasquale -. Forse non sa che le canzoni napoletane sono tra le più amate e ascoltate in tutto il mondo. O forse lo sa, il che è anche peggio”. Pasquale racconta l'accaduto: “Insieme ad un gruppo di amici, decido di trascorrere il Capodanno a Firenze. La sera del 1° gennaio 2025, dietro suggerimento, mi avventuro, per brindare al nuovo anno, in questo locale. Una volta entrato, scopro che il posto propone il karaoke a tutti i clienti: infatti, si alternano canzoni di tutti i tipi, dai classici italiani, alle canzoni americane, passando per i nuovi generi musicali. Entusiasta di questa proposta, pur non essendo un professionista, ma un semplice appassionato, mi metto in fila e, giunto il mio turno, propongo una canzone napoletana piuttosto nota: il mio intento era, infatti, quello di far partecipare e intrattenere il folto pubblico in sala, che si presentava piuttosto eterogeneo, con la presenza anche di americani e tedeschi. Una volta salito sul palco del locale, inserisco il titolo della canzone sul computer per far partire il karaoke; immediatamente, l’addetto all’evento, avendo notato dal titolo che si trattava di una canzone in lingua napoletana, mi impedisce di continuare, avvertendomi che non si può cantare in napoletano. A quel punto, chiedo immediatamente spiegazioni e lui risponde che si tratta di una scelta del proprietario del locale, che consente di cantare solo in italiano, francese, inglese e tedesco, ma non anche in napoletano. Quasi come se, in quel locale, proprio il napoletano fosse la lingua “straniera”! Infastidito dalla risposta, sostengo che si tratta di una scelta palesemente discriminatoria, così lasciando il palco e il locale, seguito dal mio gruppo di amici, che hanno capito nonché condiviso la mia scelta. Insomma – continua Pasquale -, un pessimo inizio di anno nuovo, in cui l’entusiasmo e il sano divertimento trovano un ostacolo insormontabile in vecchie e mai sopite divisioni. Certo, che accada in locale della città che ha dato i natali al più grande Poeta di tutti i tempi, può immaginare come faccia ancora più rabbia. Ma l’indignazione non può bastare, occorre una seria denuncia. Perché nel 2025 non è possibile censurare un’espressione culturale così importante come la musica napoletana. E non si dica che si tratta di una scelta commerciale, perché se è vero che i locali possono scegliere come impostare lo svolgimento della propria attività, allo stesso tempo è vero anche che non possono operare questo tipo di discriminazioni ingiustificate”. E' amareggiato Pasquale e con lui anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella che attraverso la sua pagina Facebook scrive: “Leggo che a Firenze hanno vietato ad un ragazzo beneventano di cantare in dialetto napoletano, in un locale. Depreco questo atto, stupido, razzista e colmo di incultura musicale. 'O sole mio è la canzone italiana più conosciuta al mondo. Questa forma di strisciante razzismo che si inietta pure nei gusti musicali è stupida, preoccupante e velenosa. Temo l'anno scorso abbia colpito anche Geolier che avrebbe meritato una vittoria a Sanremo che gli è stata soffiata ingiustamente”. Alessandro Fallarino OTTOPAGINE

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AVELLINO NEWS Una brutta storia La crisi al comune di Avellino, una storia brutta sul piano politico e triste sul piano umano..

6 Gennaio 2025, 11:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

una brutta storia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La speranza che i cittadini ritornino presto protagonisti ‘politici’ nelle urne in modo che Avellino possa elevarsi, nel suo significato più intimo, dal degrado civile e mostrarsi senza vergogna a sé stessa come “città dell'Uomo" Avellino. di Toni Iermano* Questo breve sussulto epifanico, scegliendo un preciso angolo di rifrazione, avrei potuto intitolarlo “L’assalto al treno” oppure “La febbre dell’oro”, tanto per riprendere ironicamente i titoli di alcuni noti film del Novecento, ma francamente ho ritenuto che quanto accade in questi giorni nella modesta, affranta Avellino, una città di provincia dall’inequivocabile simbolico “tono” meridionale, non possa non riassumersi che nella fredda, epigrafica definizione di una brutta storia. Brutta sul piano politico e tristissima, assai, su quello umano. Quanto era facile profetizzare durante i mesi estivi si è puntualmente avverato in queste prime fredde giornate invernali. L’ombra di Banquo, che continua a chiedere ossessivamente ai suoi cari “Quanto è lunga la notte”, si è materializzata puntando su uno dei sentimenti più fatui del linguaggio umano, la gratitudine, o forse, in maniera molto meno nobile, sul principio della correità. L’Ombra, con segni conclamati di sociotropia, ha tentato di riprendere il ruolo di protagonista dimenticando di aver intanto generato una “stirpe” dal volto bronzeo - naturalmente non ci riferiamo a quello di Delo -, benché non di origine reale come invece aveva fatto il personaggio del “Macbeth” di Shakespeare, ma indubbiamente vorace e particolarmente allenata ad una furbesca ruvidezza di tipo rurale, distante dalla più elegante pratica dell’etica della responsabilità. Teatralmente, occorre riconoscerlo, quanto errava questa fantasmagorica maschera del nostro tempo. Nessuno, nemmeno chi con te ha incrociato destini incerti e probabilmente percorso oscuri sentieri - (almeno così pare sia sostenuto dalla magistratura inquirente) -, con solerte accondiscendenza, trafugato carte sotto l’occhio impietoso di una glaciale telecamera nascosta, trasportato faldoni verso luoghi misteriosi, ed ottenuto soprattutto migliaia di voti grazie alla tua murata ma ancora attiva malleveria, può cederti quanto miracolosamente sancito: da urne, in quel contesto, paragonabili alla fornace di Cimitile da cui San Gennaro uscì illeso. Tanti mesi di detenzione domiciliare, che la Corte di Cassazione, per quanto letto, ha ritenuto eccessivi, provano chiunque non sia un allenato Billy Dillinger. Pertanto appare inevitabile una reazione a dir poco scomposta, esagerata, per molti versi, drammatica, riconducibile, forse, più che nella sfera politica negli ambiti della psicologia sociale. Inoltre occorre tener conto di quanto il popolo che osanna è storicamente e genealogicamente abituato a trasformare i propri applausi, le proprie pulsioni emotive in spietate, pubbliche lapidazioni. Si aggiunga che facebook, una disordinata arca di Noè, offre una libera tribuna a chiunque, e in questo esercito di chiunque, sovente, si esprimono, con inusitato livore, i peggiori. Banquo è ferito, animoso, rabbioso al punto da trasformare i suoi correi e soci in vittime, ridandogli una credibilità effimera, certo, ma assai funzionale per conservarli nei loro incarichi mentre la sua ombra è destinata a svanire attraverso la ricerca, immorale ma non stravagante, della regola della quantità numerica e quindi della sopravvivenza. Già premurosamente si sono rintracciate situazioni analoghe nel recente passato. Siamo alla trasformazione e alla mimesi della forma nota nell’informe; informe santificato benché inquinato attraverso la logica dell’illogico. Allo stesso modo di Dorcas Gustine, uno degli abitanti defunti del villaggio di Spoon River, non gli resterà che ripetere: “Mi biasimi chi vuole - io son contento”. Contento di una solitudine di fatto, generata impietosamente, ahimè, dalla crescente lontananza dalla coagulazione del poter fare. Persino la Chiesa, secondo le cronache, avrebbe rotto la recinzione del sagrato con inattese battute anti-storiche, per ratificare la invariabilità dell’esistente. Intanto gli ineffabili “discendenti” sono già in trattativa con i “responsabili”, proprio così, i “responsabili” che evocano nei modi e nei linguaggi non Bruto e Cassio bensì le gesta e le intenzioni degli Scilipoti del tempo che fu. Ho più volte scritto sul lessico pseudo-politico, quanto dichiaratamente fragile e quasi comico sul piano concettuale, di questo nugolo di strane figure che agita da destra a sinistra, da sinistra a destra, la bandiera dell’accordo in nome del bene comune. Infatti. Bene comune inteso non come Buon Governo ma come gomitolo di incarichi da srotolare nella spartizione soggettiva della gestione amministrativa. Purtroppo nel tempo della post-modernità, delle guerre diffuse, delle catastrofi ambientali e degli esodi biblici, fare l’assessore di una piccola città di provincia resta il sogno di tanti oscuri gregari a cui, talvolta, manca una seria frequenza della vecchia scuola popolare, quella in cui s’imparava a leggere, a scrivere in italiano e a far di conto. Il linguaggio in queste ore è inequivocabile. Sopravvissuti del vecchio boss-system alla ricerca famelica, almeno quella mai tradita, di candidature regionali, indignati di professione, custodi della sapienza e della pioggia, anime candide, sono tutti a lavoro per ridare ad Avellino - mi chiedo quale Avellino -, dignità, decoro, disinteresse, senso civico, cultura, moralità. Nell’autonominatosi sinedrio della moralità pubblica, che ritorna intanto ad agitarsi serioso sul locale diagramma politico-sociale, ritrovano voce i piagnoni d’occasione e gli apocalittici integrati, pronti ad addossare a una società indistinta responsabilità invece ben riconoscibili nelle gerarchie e nelle dinamiche del dominio. Serve leggere e studiare Pierre Bourdieu (1930-2002) sulla società conflittuale e non lamentarsi. Solo per iniziare “Ragioni pratiche” (il Mulino, 2009). Quindi: pazienza e coraggio. In attesa di una rinnovata armonia e concordanza tra Banquo e la sua stirpe, contestata, in parte, dagli eredi e interamente contrastata da coloro che “con senso di responsabilità” non attendono altro che il momento della conta in Consiglio per santificare eventuali ribaltoni, la città offesa, in gran parte secolarizzata, vive distratta la sua mancata Epifanìa. A noi cosa resta? La speranza che i cittadini, con altri e nuovi doveri, ritornino presto protagonisti ‘politici’ nelle urne in modo che Avellino possa elevarsi, nel suo significato più intimo, dal degrado civile e mostrarsi senza vergogna a sé stessa come “città dell’Uomo”. OTTOPAGINE

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MONZA E PROVINCIA NEWS Tragico incidente a Monza, muore 78enne salernitano: grave la moglie -- Tragico incidente a Monza, muore 78enne salernitano: grave la moglie https://www.salernotoday.it/cronaca/incidente-stradale/incidente-monza-morto-cosimo-crisci-5-gennaio-2025.html © SalernoToday

6 Gennaio 2025, 11:21am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITA DA MIKI PAPPACODA Un tragico incidente ha spezzato la vita di Cosimo Crisci, 78 anni, originario di Roscigno, mentre sua moglie, Margherita Lista, 71 anni, nota come Rita, lotta tra la vita e la morte. L'incidente La coppia è stata investita ieri mattina a Villasanta, in provincia di Monza, mentre attraversava la strada nei pressi di un centro commerciale, a circa 650 metri dalla loro abitazione. L’auto, una Nissan Micra, era guidata da un giovane, e la dinamica dell’incidente è attualmente al vaglio delle autorità. I due coniugi erano usciti per la spesa del sabato quando è avvenuto il drammatico impatto. -- SalernoToday

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CILENTO NEWS Morte di Anna Materazzi, annullata la protesta davanti all'ospedale di Vallo della Lucania -- Morte di Anna Materazzi, annullata la protesta davanti all'ospedale di Vallo della Lucania https://www.salernotoday.it/politica/annullata-protesta-vallo-della-lucania.html © SalernoToday

6 Gennaio 2025, 11:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La manifestazione prevista per questa mattina davanti all'ospedale di Vallo della Lucania è stata annullata. Il coordinamento Cilento di Fratelli d’Italia non ha spiegato i motivi dell'annullamento ma ha comunicato che le attività politiche sulla drammatica vicenda proseguiranno con iniziative mirate, tra cui l’interrogazione parlamentare annunciata dal senatore Antonio Iannone. -- Morte di Anna Materazzi, annullata la protesta davanti all'ospedale di Vallo della Lucania https://www.salernotoday.it/politica/annullata-protesta-vallo-della-lucania.html © SalernoTodayLa mobilitazione era stata organizzata per richiamare l’attenzione sulla morte di Anna Materazzi, la donna di 52 anni che, il primo gennaio, ha atteso per oltre due ore l’arrivo di un’ambulanza senza ricevere soccorso in tempo utile. La vicenda ha sollevato indignazione e acceso il dibattito sulle condizioni della sanità nelle aree interne. -- Morte di Anna Materazzi, annullata la protesta davanti all'ospedale di Vallo della Lucania SalernoToday

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Minaccia un uomo con un coltello alla fermata del bus, 23enne denunciato -- Minaccia un uomo con un coltello alla fermata del bus, 23enne denunciato https://www.salernotoday.it/cronaca/salerno-minaccia-fermata-bus-adulto-denuncia-giovane-5-gennaio-2025.html © SalernoToday

6 Gennaio 2025, 11:06am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Minaccia un uomo alla fermata del bus, con un coltello. Un ragazzo originario di Cava de' Tirreni è stato denunciato a piede libero con le accuse di minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Per lui anche l'aggravante, avendo agito con un'arma in luogo pubblico. Il fatto Il giovane avrebbe molestato e minacciato un uomo adulto, alla fermata del bus in piazza Galdi, a Salerno. L'uomo è riuscito, invece, ad allertare le forze dell'ordine, che giunte sul posto hanno inseguito e poi bloccato il giovane, identificato e poi denunciato presso la procura. Pare che i due si conoscessero, in ragione di pregressi legati ad un procedimento giudiziario. Le indagini sono in corso. -- SalernoToday

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