Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NAPOLI, 05 OTT - 881 le sezioni scrutinate a Napoli su 884. In testa, già sicuro della vittoria, Gaetano Manfredi con il 62,9%. Segue Catello Maresca, per il centro destra con il 21,8. Al terzo posto Antonio Bassolino con l'8,1%. Poi Alessandra Clemente con il 5,5%. Chiudono Matteo Brambilla con lo 0,6%, Giovanni Moscarella con lo 0,5% e Rossella Solombrino con lo 0,3%. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Forse le donne avevano già perso in partenza queste elezioni amministrative. Erano solo 30 le candidate sindache, su 162, nelle 19 città capoluogo. Zero sostenute dal progressista Pd, 2 candidate da Fdi-Lega. Eccezione sono state le 7 in corsa per M5s, tre delle quali nelle competizioni più importanti di questa tornata: Valentina Sganga a Torino, Virginia Raggi a Roma e Layla Pavone a Milano. Le altre si sono presentate a Cosenza, Rimini, Trieste e Salerno. Ora, però, di fronte ai risultati, alle vittorie annunciate e ai nomi dei protagonisti dei prossimi ballottaggi la realtà sembra più amara di ogni previsione. Nei sei capoluoghi di regione e nei 13 di provincia svettano solo nomi maschili. Anche i testa a testa si disputeranno tra uomini. E poco consola sentire che molti già sono intenti a nominare la propria vice sindaca, ribadendo l'inevitabilità di un ruolo ancillare per il genere femminile. In Italia i numeri delle donne sono feroci: sull'occupazione, sulla violenza, sulla parità, sulla leadership. Il nostro è il Paese che non ha mai avuto un presidente del Consiglio o della Repubblica donna. E presto, uscite di scena Raggi e Appendino, nessuna grande città avrà più una prima cittadina. A meno che a Carbonia, dove si voterà il 10 e l'11, Daniela Garau, candidata del centrodestra, non ci faccia una sorpresa. BARBARA GUBELLINI LEGGO.IT
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oggi è una giornata triste per Amalfi che ha perso il suo Doge. Gli abitanti dell’Antica Repubblica Marinara dicono addio ad Alfredo D’Amato. Un uomo d’altri tempi, dotato di indescrivibili doti umane, il suo buon cuore e il suo sorriso sono stati per il paese Capofila della Divina fonte di ispirazione. In occasione del corteo storico Alfredo era sempre lì, pronto a salutare quanti erano accorsi per assistere all’evento sempre con addosso gli stessi abiti: quelli del Doge. Li indossava con orgoglio e ne faceva sfoggio non solo nella sua città ma anche nelle altre che hanno rappresentato questo pezzo di storia. Un orgoglio per lui che rappresentava così il suo spirito di Amalfitano puro, vero, dando forma a quel sentimento intimo che solo una persona che ha visto ciò che Amalfi era e ciò in cui si è trasformata, poteva portare con sé; conservando dentro i ricordi di un paese che, inevitabilmente, non esiste più. Devoto a Sant’Andrea, Alfredo ha trasmesso ai giovani il sentimento di affetto verso il santo patrono che non mancava di omaggiare con grande frequenza e in tutte le occasioni pubbliche. Alfredo è stato un punto di riferimento per Amalfi e per i suoi abitanti. Il destino lo ha strappato dall’affetto dei suoi cari e di quanti lo amavano, per portarlo più vicino al suo amato Sant’Andrea. Sentite condoglianze dalla redazione del Giornale Vettica di Amalfi Online.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una villa in una delle località più esclusive della Sardegna, orologi di lusso, spese personali, colf a go-gò, abiti griffati e vita da nababbi con viaggi ai Caraibi e Dubai. Venivano investiti così i fondi dell'Unitalsi, l'associazione religiosa che si occupa del trasporto dei malati e del bambini bisognosi verso il Santuario di Lourdes e in altre luoghi di culto internazionali. A processo, con l'accusa di appropriazione indebita di quasi 2 milioni di euro, sono finiti Alessandro Pinna ed Emanuele Trancalini, entrambi ex presidenti. Parte lesa del raggiro è proprio l'Unitalsi, che ha dato il via all'inchiesta dopo due denunce presentate ai carabinieri nel marzo del 2018 da parte della presidente regionale del Lazio, Preziosa Terrinoni, dopo un furto di ben 103 mila euro da una sede romana dell'Unitalsi. Secondo le accuse della procura di Roma - che ha coordinato le indagini patrimoniali sugli indagati - il mutuo della residenza estiva in Costa Smeralda veniva pagato con i soldi che erano stati distratti fraudolentemente dalle casse dell'associazione benefica. Una svolta alle indagini è arrivata grazie alle dichiarazioni delle domestiche cagliaritane che lavoravano nelle dimore dei due imputati, che hanno raccontato agli investigatori che da otto anni lavoravano in nero e che quei soldi avevano una comunque provenienza su cui era meglio fare chiarezza. Nella rete degli inquirenti, sono finite anche tre persone indagate per riciclaggio, una dipendente dello studio Pinna e due segretarie dell'Unitalsi. Per una delle indagate, la 50enne Cristiana Maddaloni, la procura ha accolto la richiesta di patteggiamento a un anno e undici mesi di reclusione. Sotto indagine sono finite anche Elisa Rabatti, classe 1982, e Francesca Tommasi 44 anni. Secondo gli investigatori entrambe erano coloro che che si occupavano di monetizzare, ovvero di cambiare gli assegni e di trasformarli in moneta sonante. Somme che poi finivano nelle tasche di Pinna e Trancalini. Il dibattimento in aula inizierà il 12 gennaio. EMILIO ORLANDO LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Omicidio nella notte a Luserna San Giovanni. Alla base del gesto, forse, delle avances non ricambiate Omicidio nella notte nel torinese. Un ragazzo di origine marocchina di 34 anni ha accoltellato una donna di 44 anni, uccidendola, e ne ha ferite altre due. E' accaduto in un bar di Luserna San Giovanni, nel Pinerolese, dove i carabinieri hanno arrestato un uomo. Il delitto nel bar Primavera, in via I Maggio.I carabinieri del Comando provinciale di Torino stanno verificando i fatti. Secondo quanto si è appreso, l'aggressore che era seduto al tavolo con la vittima, l'avrebbe aggredita colpendola alla schiena dopo che la donna avrebbe respinto alcune avances, poi si sarebbe dato alla fuga fino all'arresto.
INSERITO DA MORENA MOTTA Non erano mai scesi così tanto i partiti di centrodestra a Milano. Matteo Salvini, il primo a 'metterci la faccia', aveva fatto notare che Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia erano dati, nei sondaggi, tra il 44 e il 48%. I risultati che arrivano nella serata del 4 ottobre sono dunque una doccia fredda. Lega e Fdi si 'contendono' il primato di coalizione: con più di 800 sezioni scrutinate su 1.248, il Carroccio ha il 10,8%, il partito di Giorgia Meloni quasi il 10%.
Più sotto Forza Italia che però, tutto sommato, 'tiene' e resta sopra il 7%, risultato che dovrebbe garantirle almeno tre eletti, forse quattro. La lista civica di Bernardo ottiene un onorevolissimo 3% abbondante. Onorevolissimo, considerando che porta il nome di un candidato scelto all'ultimo momento, non molto conosciuto in città prima della designazione. Male invece Milano Popolare, ancorata sotto il 2%. Il Partito Liberale Europeo, infine, chiude con qualche centinaio di voti.
A sinistra è 'trionfo' del Partito Democratico, con oltre il 33% dei consensi. "I risultati delle amministrative ci consegnano un risultato bellissimo per il Pd e per Beppe Sala, una vittoria storica al primo turno. Le cittadine e i cittadini hanno premiato il buon governo di questi dieci anni, con il Pd protagonista del cambiamento, prima al fianco di Giuliano Pisapia e poi di Beppe Sala, perno della coalizione del centrosinistra e primo partito in città", il commento di Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Pd.
Più bassa rispetto alle previsioni la lista civica del sindaco Beppe Sala che, comunque, è la seconda lista della coalizione, anche se non riesce a centrare la doppia cifra percentuale. Ottimo il risultato dei Verdi, intorno al 5%, probabilmente sopra le aspettative, mentre è sotto le previsioni dichiarate dai promotori la lista Lavoriamo per Milano - Riformisti, composta da Azione, Italia Viva e +Europa oltre che da altri movimenti di centro. La lista sfiora il 4%. Sotto il 2% la 'sorpresa' di Milano in Salute (la lista di medici e professionisti della sanità), la lista Milano Unita - Sinistra per Sala (che sarà delusa dal risultato) e Milano Radicale. Chiude Volt, alla prima esperienza alle comunali di Milano.
Fuori dai due schieramenti principali, buon risultato per il candidato sindaco di Italexit Gianluigi Paragone, terzo con oltre il 3% se la tendenza rimarrà tale al termine dello scrutinio. La sua lista è allo stesso livello del Movimento 5 Stelle, poco sotto il 3%. La coalizione rosso-verde di Gabriele Mariani, infine, si ferma sotto il 2% dei consensi.
INSERITO DA MORENA MOTTA Ufficiale, sarà ballottaggio tra Maurizio Bono e Paola Palma, candidati sindaco di Arcore. Poco più di 500 i voti di differenza tra i due.
I dati ufficiali pubblicati dal Comune vedono il candidato del centrodestra totalizzare 3328 voti (il 45,58%) mentre l'avversaria del centrosinistra ha portato a casa 2812 voti (38,51%). Più staccato Luca Monguzzi con 1162 voti (il 15,91%). Le schede bianche sono 43 mentre quelle nulle ben 147 (quasi il 2%).
Per quanto riguarda l'affluenza definitiva, alla chiusura dei seggi ad Arcore, aveva votato il 52,51% degli aventi diritto.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’ottava sorella del campionato italiano di calcio è… la Salernitana. Almeno per quanto riguarda il pubblico. Secondo i dati fatti registrare finora in serie A, il pubblico salernitano – come riporta oggi il quotidiano “Le Cronache” scaricabile online – è infatti all’ottavo posto nella speciale classifica delle presenze allo stadio. Un risultato lusinghiero che colloca la torcida granata nell’olimpo del calcio italiano. Con 43.519 spettatori paganti nelle quattro gare finora disputate (Roma 13.000, Atalanta 10.881, Verona 9.561, Genoa 10.077) l’Arechi ha tenuto una media di 10.880 spettatori a partita mettendosi alle spalle gran parte degli stadi di massima serie e finendo dietro solo ai clubs più blasonati del nostro calcio. Al comando infatti ci sono le due milanesi, Inter (99.197 spettatori in 3 gare per una media di 33.066) e Milan (94.555 in 3, 31.518 di media), poi le due romane, Roma (117.800 in 4 gare, 29.450 di media) e Lazio (79.000 in 3, 26.333 di media). Al quinto posto c’è la capolista Napoli con una media di 19.933 spettatori (59.800 in 3 gare), al sesto la Juventus con 17.250 di media (51.750 in 3 partite), ed al settimo la Fiorentina con 14.594 (43.783 in 3 gare). SALERNO NOTIZIE
INSERITO DA MORENA MOTTA Saranno Francesco Cereda (centrosinistra) e Giovanni Sala (centrodestra) a contendersi la carica di sindaco
della città di Vimercate al ballottaggio del prossimo 17 ottobre.
Questo è il responso delle urne al primo turno delle elezioni amministrative, al termine dello scrutinio delle 26 sezioni cittadine che si è concluso alle ore 22.00 del 4 ottobre.
Hanno votato 11.434 elettori (5.496 maschi e 5.938 femmine) pari al 54,7% degli aventi diritto. Nel 2016
aveva votato il 61,6% degli aventi diritto, confermando un calo progressivo dell’affluenza alle urne per il voto del sindaco: nel 2011 si era recato alle urne il 71,88% degli elettori.
Il candidato del centrosinistra si è aggiudicato il 44,85% dei consensi (5.005 voti), mentre il rappresentante
del centrodestra ha ottenuto il 35,15% dei voti validi (3.922 voti). Al sindaco uscente Francesco Sartini,
sostenuto da 4 liste civiche, sono andati 2.232 voti (20,00%). Le schede bianche sono 62 (0,54%), quelle
nulle 212 (1,85%).
Per quanto concerne i voti di lista è il Partito Democratico il primo partito in città (24,02%), al secondo posto si colloca la lista civica Vimercate Futura per Cereda Sindaco, che ottiene il 13,69%, mentre terza forza cittadina è la Lega, che sostiene Giovanni Sala (11,08%).
Tra i voti di preferenza spiccano i 499 voti di Mariasole Mascia, candidata sindaco di 5 anni fa, e sul fronte
opposto le 254 preferenze accordate a Luca Caprioli, capolista della lista Noi Per Vimercate Giovanni Sala
Sindaco.
L'Ufficio Centrale si riunirà martedì 5 ottobre in Sala Consiliare per procedere alla validazione dei risultati.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il dato non è definitivo ma quasi. Quando risultato scrutinate 150 delle 152 sezioni di Salerno, Vincenzo Napoli ha ottenuto quasi 39mila preferenze ed è stato rieletto sindaco con una percentuale che si attesta al 57,39%. E’ testa a testa, per la seconda piazza tra i due principali competitor, che comunque risultato nettamente staccati: Elisabetta Barone ha ottenuto il 16,77% dei voti , mentre Michele Sarno è attestato al 16,02%. Più indietro gli altri candidati sindaco: Antonio Cammarota raggiunge il 3,48%, Lambiase il 2,24%, Agosto 1,89%, Scocozza 1,11%, Basso 0,61%, Minotti 0,47%.