ANIMALI LA MOSCA
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Mosca è il nome comune con cui si indica un generico insetto dell'ordine dei Ditteri che nell'immaginario collettivo presenta alcune caratteristiche di ordine morfologico ed etologico. L'uso di questo nome fa riferimento, in contesti differenti, a diverse accezioni e non è possibile indicare una rigorosa definizione del nome comune su base esclusivamente tassonomica.
Secondo un'analisi statistica di ScienceAlert del 28 febbraio 2018, dal titolo "Deadliest creatures worldwide by annual number of human deaths as of 2018", le mosche sono tra gli animali che ogni anno provocano maggiori morti umane.[1] Precisamente le mosche si trovano al settimo posto, dopo le zanzare, gli stessi esseri umani, i serpenti, i cani, le lumache e le cimici.[1] Tali morti sono in particolare da ricondurre alla malattia del sonno, causata dalla mosca tze tze.[1]
Antonomasia[modifica | modifica wikitesto]
Per antonomasia si associa il nome di mosca alla "mosca domestica" (Musca domestica), dittero cosmopolita e ubiquitario, comune in tutti gli ambienti frequentati dall'uomo, aperti o chiusi. La stretta relazione di commensalismo che lega la mosca domestica all'uomo ne rende familiare sia l'aspetto esteriore sia il comportamento. Per estensione si tende spesso ad associare il termine "mosca" a qualsiasi dittero che più o meno vagamente possa ricordare la mosca domestica nel comportamento e soprattutto nell'aspetto.
Accezione comune
Nel linguaggio comune l'uso appropriato del termine è correlato alla capacità di percepire in modo consapevole le differenze morfologiche ed etologiche che intercorrono tra la mosca domestica e un qualsiasi altro dittero. Gli stessi esperti, almeno nel linguaggio informale, indicano con il nome di mosca non solo la specie Musca domestica, ma anche le specie del genere Musca e per estensione quelle della famiglia Muscidae. L'uso frequente di questa estensione fra gli specialisti comporta la necessità di aggiungere l'aggettivo "domestico" quando in genere si fa specifico riferimento alla M. domestica.
Nei profani la capacità di percepire le specificità morfologiche ed etologiche nell'ambito dei ditteri si riduce e aumentano perciò i contesti in cui il termine "mosca" è usato in senso esteso e più o meno inappropriato, fino a comprendere tutti i ditteri che per vaga somiglianza e per dimensioni ricordano la mosca domestica. A rigore in questi casi il termine è sinonimo di "dittero muscoide" e fa riferimento ad un qualsiasi dittero che nell'immediata percezione non è riconducibile ad una zanzara o ad un moscerino o che comunque non presenta particolari specificità morfologiche. Per esempio la percezione di una marcata differenza delle dimensioni comporta l'uso comune del termine moscone per indicare i ditteri muscoidi di grandi dimensioni, come i Sarcofagidi, e l'uso comune del termine moscerino per indicare non solo i Nematoceri, ma anche i ditteri muscoidi di piccole dimensioni come per esempio i Drosofilidi. La percezione di marcate differenze nella pigmentazione comporta differenti approcci. Per esempio l'aposematismo e l'etologia che caratterizzano i Sirfidi difficilmente li porta ad essere associati alla mosca propriamente detta, pur avendo molte specie un aspetto muscoide, poiché ad un'osservazione non attenta sono facilmente scambiati dagli inesperti per imenotteri apoidei. Al contrario nel caso delle Lucilia (Diptera: Calliphoridae), la percezione della morfologia prevale su quella cromatica nonostante i caratteristici colori metallici le rendano facilmente riconoscibili; infatti questi insetti sono associati alle mosche e nel linguaggio comune ci si limita per lo più ad aggiungere un aggettivo che specifica il colore.
Aspetto muscoide
In generale i principali caratteri che possono identificarsi nell'aspetto muscoide e che associano un dittero alla mosca domestica sono i seguenti:
- insetti di dimensioni medie (5-10 mm);
- corpo compatto ben distinto in capo, torace e addome e provvisto di zampe e ali funzionali;
- apparato succhiante ben visibile, utilizzato per cibarsi di resti organici sfruttando la saliva, nel caso dei tafani femmina l'apparato è perforante-succhiante
- livrea con pigmentazione grigia o anche con sfumature verso il nero o verso il bruno;
- mancata percezione delle antenne;
- capo ben evidente, libero, largo e con occhi grandi;
- torace largo e robusto, relativamente breve;
- addome fusiforme, poco evidente;
- una coppia di ali ben sviluppate, trasparenti, disposte orizzontalmente ai lati dell'addome in posizione di riposo.
Alla percezione delle caratteristiche morfologiche possono eventualmente aggiungersi alcuni aspetti etologici, tra cui l'abilità nel volo, l'emissione del ronzio, la capacità di camminare su qualsiasi superficie, anche il vetro, indipendentemente dall'orientamento, la molestia, la frequentazione di particolari ambienti.
Accezioni specifiche[modifica | modifica wikitesto]
Nel linguaggio comune e nel linguaggio tecnico informale si associa al sostantivo mosca un aggettivo o una locuzione per far riferimento ad una specie o ad un gruppo di specie simili, generalmente caratterizzate da specifici comportamenti, spesso delle larve. In questi casi l'adozione del termine mosca prescinde dalla distanza filogenetica che intercorre fra il dittero in questione e la mosca domestica. In genere il termine è comunque applicato ad un dittero del sottordine dei Brachiceri, ma esistono casi in cui si applica anche ad insetti appartenenti ad altri ordini.
Nel caso di ditteri brachiceri, la locuzione è spesso sostituita dal semplice sostantivo (mosca) quando il riferimento non lascia alcun dubbio. Per esempio in una conversazione o un testo che trattano della "mosca delle olive", si può usare spesso il semplice nome "mosca" per fare riferimento alla specie Bactrocera oleae senza alcuna ambiguità.
Nella seguente tabella sono riportati alcuni esempi di accezioni specifiche del termine "mosca".
FONTE WIKIPENDIA
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