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SEZ. POLITCA"Bisogna fare in fretta": l'appello di Ilaria Salis sul caso Cecilia Sala --

5 Gennaio 2025, 11:13am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Bisogna fare in fretta: dobbiamo riportare Cecilia a casa. Questo, in sintesi, il messaggio di Ilaria Salis in merito alla vicenda di Cecilia Sala, la giornalista dal 19 dicembre nelle carceri iraniane. La monzese - europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra – interviene sulla vicenda. Ricordando quei suoi 15 mesi di prigionia nel carcere di Budapest con l’accusa di aver partecipato nel febbraio 2023 all’aggressione di alcuni neonazisti durante la Giornata dell’Onore. I primi 35 giorni di Salis nel carcere di Budapest “Non posso fare a meno di ricordare il periodo in cui anch’io fui messa in isolamento in una prigione di un paese straniero, lontano da casa – ricorda Salis nel post sulla sua pagina Facebook -. Le condizioni degradanti e pericolose in cui è detenuta Cecilia nel carcere di Evin a Teheran sono persino peggiori di quelle che ho vissuto a Budapest, e il solo pensiero mi dà i brividi. A lei, ai suoi affetti e ai suoi colleghi va tutta la mia vicinanza”. Una detenzione che lo stesso Roberto Salis, papà di Ilaria, aveva raccontato pubblicamente durante un incontro alla biblioteca di Vimercate. Roberto Salis aveva ripercorso quei primi 35 giorni di detenzione in carcere della figlia: l’arresto, il trasferimento in commissariato “dove l’hanno lasciata in mutande, reggiseno e calzini e le hanno poi dato abiti sporchi e un paio di stivali coi tacchi a spillo. I poliziotti le dicevano ‘W il duce’. Poi è stata trasferita in cella, dove è rimasta da sola per 8 giorni senza neppure il kit per l’igiene. La volevano interrogare senza neppure la presenza di un avvocato” aveva spiegato. "Si lotta nonostante la feroce repressione" Ilaria Salis ricorda quei mesi e soprattutto il sostegno ricevuto dalle persone “indipendentemente dal fatto che condividessero o meno le mie posizioni politiche – prosegue -. È questo il modo giusto di agire: unirsi per combattere l’ingiustizia e difendere la dignità umana. Questa solidarietà non sminuisce, anzi rafforza, quella che dobbiamo a tutti i giornalisti e le persone cui viene tolta la libertà, che rischiano, e a volte pagano con la vita, per raccontare la verità. Dalla Palestina all’Iran, dalla Siria alla Turchia, fino all’Ucraina e alla Russia. Infine, è essenziale ricordare che la vicenda di Cecilia si inserisce in un contesto più ampio, quello dello straordinario movimento sociale “Donna, Vita, Libertà,” che continua a lottare con coraggio, indomito nonostante la feroce repressione”. -- MonzaToday

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SEZ, POLITICA Caso Sala, la madre: 'io e Cecilia due soldati, il governo lavora'

3 Gennaio 2025, 16:03pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Elisabetta Vernoni - RIPRODUZIONE RISERVATA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'ultima telefonata dal carcere è stata come una coltellata. La madre di Cecilia Sala, Elisabetta Vernoni, l'ha raccontata all'uscita da Palazzo Chigi, dove aveva appena incontrato la presidente del consiglio, Giorgia Meloni. Un incontro nel corso del quale la premier "ha fatto un salto di qualità dalle rassicurazioni, comprensibili, che ricevo sempre", ha detto Elisabetta. Nelle orecchie, però, Elisabetta aveva ancora le parole di Cecilia, al telefono: "Le ho chiesto: hai un cuscino pulito su cui appoggiare la testa? Ha risposto: mamma, non ho cuscino". Elisabetta ha continuato: per una madre che vive quello che sta vivendo lei "capire è una parola inutile. Si chiede, si fa e si combatte per ottenere rispetto. Capire no, mi spiace". Ma "la fiducia è tanta, sicuramente" anche se, ha sottolineato, servono "decisioni importanti e di forza del nostro Paese per ragionare sul rientro in Italia". Nel governo "stanno lavorando e io sono un po' come Cecilia, sono un po' un soldato". Le ore non passano. L'angoscia non cede il passo. "La prima preoccupazione adesso sono le condizioni di vita carceraria di mia figlia. Si è parlato di cella singola. Non esistono le celle singole. Esistono le celle di detenzione comuni e poi ci sono le celle di punizione. Lei è una di queste, evidentemente". L'attesa di una veloce liberazione. Ma intanto "le condizioni carcerarie per una ragazza di 29 anni che non ha commesso nulla devono essere quelle che non la possano segnare per tutta la vita. Poi, se pensiamo a giorni o altro, io rispetto i tempi che mi diranno, ma le condizioni devono essere quelle di non segnare una ragazza che è solo un'eccellenza italiana". La speranza resiste. "Aspetto e rispetto il lavoro che stanno facendo" nel governo. "Quello che potrò fare per parte mia lo farò, sicuramente loro stanno facendo il loro". Il colloquio con la figlia, sentire la sua voce, "è stato comunque un regalo. Arrivano così, inaspettate, quando vogliono loro. Io sono lì solo ad aspettare la telefonata". ANSA

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SEZ. POLITICA Giorgia Meloni augura buon Natale agli italiani: «Grazie a chi lavora in queste ore e chi sta al fianco di chi ha bisogno»

26 Dicembre 2024, 10:52am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Giorgia Meloni - Wikipedia

DI MICHELE PAPPACODA Voi siete uno dei volti più belli di questa nazione. Voglio ringraziarvi di cuore per quello che fate perchè come scriveva Flaubert il cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra mai si regala». Giorgia Meloni augura buone feste sui social con un video in cui si rivolge agli italiani con albero di Natale e presepe sullo sfondo. «Auguri a tutti, che questo tempo possa essere occasione di serenità, speranza e gioia per guardare al futuro con maggiore fiducia e ottimismo», dice tra l'altro la premoer. «Ricarichiamo le batterie, ci attende un 2025 altrettanto impegnativo per costruire un'Italia forte, ambiziosa, capace di guardare lontano e puntare sempre più in alto». «È la vigilia di Natale e voglio fare a tutti voi i miei auguri», dice Meloni. La premier ringrazia prima di tutto «chi non riuscirà a stare in queste ore con i propri cari», quindi le forze armate, le forze dell'ordine, medici e operatori sanitari e quei «lavoratori, del pubblico o del privato, che garantiscono servizi essenziali ai cittadini: grazie per tutto quello che fate e che farete anche in questi giorni di Natale». La presidente del Consiglio rivolge poi un ringraziamento a «quanti, e sono tantissimi, che in questi giorni doneranno una parte di loro stessi per essere al fianco di chi ha più bisogno, di chi sta vivendo un momento di difficoltà, di chi è malato, di chi è solo.

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SEZ. POLITICA Giustizia, Carlo Nordio: risarcire gli errori dei pm

22 Dicembre 2024, 09:58am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Giustizia, Carlo Nordio: risarcire gli errori dei pm

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Bisognerà pur pensare a risarcire le persone che finiscono nella graticola giudiziaria per anni, perdendo la salute, i risparmi, e magari il posto di lavoro, perché qualche pm non ha riflettuto sulle conseguenze della sua iniziativa avventata e, in questo caso, incomprensibilmente limitata a un ministro solo". Lo dice al Messaggero Carlo Nordio. Per il ministro della Giustizia, l'assoluzione di Matteo Salvini al processo Open Arms manda un "segnale plurimo". "Il primo - dice - che abbiamo la stragrande maggioranza di magistrati preparati e coraggiosi, che applicano la legge prescindendo dalle loro idee politiche". "Il secondo, che questo processo, fondato sul nulla, non si sarebbe nemmeno dovuto iniziare: e comunque avrebbe dovuto coinvolgere anche Conte, allora presidente del consiglio, come concorrente in base all'art 40 2 comma del codice penale". "Il terzo che in due casi identici, quello della Diciotti e della Gregoretti, erano state infatti adottate soluzioni opposte, sia a livello politico, negando l'autorizzazione a procedere, sia a livello giudiziario, con l'archiviazione". Quanto alla riforma della Giustizia sottolinea: "Sicuramente è quella che ha più possibilità di arrivare in fondo e nei tempi più rapidi". Poi aggiunge: "Questa è la riforma Nordio-Meloni, e lo rivendico".TGCOM24

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SEZ. POLITICA Manovra: stallo dei lavori, il governo non deposita emendamenti

14 Dicembre 2024, 10:19am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

- RIPRODUZIONE RISERVATA

INSERITO DA MORENA MOTTA Stallo dei lavori sulla manovra in commissione Bilancio alla Camera: dopo le proteste dell'opposizione, critica per questioni di merito e di metodo rispetto alle modifiche annunciate, il governo non ha depositato gli emendamenti previsti. "C'è la volontà di fare le cose per bene, nel rispetto delle prerogative delle opposizioni e della maggioranza. La fretta è una cattiva consigliera", ha detto il sottosegretario al Mef Federico Freni lasciando i lavori. La commissione è stata rinviata alle 12. "C'erano tantissime coperture che non potevano stare dentro un maxiemendamento, andava spacchettato - ha detto il deputato di Avs Marco Grimaldi -. Ancora adesso non c'era una relazione che facesse capire quali sono le uscite e quali le entrate, non c'erano i presupposti per il deposito". ANSA

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SEZ. POLITICA Milleproroghe, multe ai no vax, obbligo di polizza anticatastrofi e scudo penale per i medici. Tutte le nuove misure

8 Dicembre 2024, 09:30am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo il decreto fiscale e prima della manovra arriva il Milleproroghe a integrare parte delle misure care ai partiti di maggioranza ma che finora non hanno trovato spazio. C'è il rinvio, molto discusso, dell'obbligo di assicurazione anti-catastrofi per le imprese, e c'è il rinnovo, molto atteso, delle causali meno rigide per i contratti a termine. Decreto fisco è legge, tutte le misure. Dal Bonus Natale all'acconto Iva, multe Covid, concordato biennale e forze armate Tra il rinvio delle multe per i no-vax, chiesto dalla Lega già in passato, e quello della consulta dei tifosi, chiesto dal senatore di Forza Italia Claudio Lotito in diverse occasioni, sono parecchie le norme del decreto che arriverà lunedì sul tavolo del Consiglio dei ministri. L'atmosfera non sarà delle migliori, visto che le tensioni tra i partiti di maggioranza non accennano a scemare: nelle stesse ore in cui il vicepremier Matteo Salvini ricorda al collega Antonio Tajani, scettico sul golden power su Unicredit-Bpm, che non è lui il titolare dell'Economia, la Lega attacca la spinta al concordato, fortemente voluto dal viceministro di Fdi, Maurizio Leo. Tredicesima in arrivo, vale 59,3 miliardi: ma oltre 14 andranno al fisco. Chi la riceverà prima, a quanto ammonta e a chi va il bonus Natale «Troviamo sbagliata nel merito e nel metodo la pioggia di lettere che l'Agenzia delle entrate ha riversato sui contribuenti italiani per contestare ipotetiche anomalie, con l'obiettivo di indurli ad aderire al concordato preventivo biennale, indipendentemente dal loro merito fiscale», attacca la Lega che rilancia la rottamazione quinquies «chiesta a gran voce dai cittadini» ed esclusa, per il momento, proprio dal responsabile del dossier fisco, il viceministro Leo. Intanto, archiviato definitivamente il dl fiscale, con il Milleproroghe lunedì arriveranno una serie di altre misure ad ampio raggio. Quella più sensibile è forse lo slittamento al 31 marzo dell'obbligo di assicurazione anti-catastrofi per le imprese, approvata ormai già dalla legge di bilancio dello scorso anno. Dava alle aziende un anno, cioè fino al 31 dicembre, per stipulare una polizza, e adesso il termine slitta di altri tre mesi, con il sollievo delle imprese che da sempre protestano per il nuovo onere. Un'altra proroga utile alle aziende è quella che rinnova per un altro anno, fino al 31 dicembre 2025, la norma che consente di stipulare contratti a termine più lunghi di 12 mesi, individuate dalle «parti esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva». Per un altro anno, con le stesse modalità operative, sarà attivo anche il Fondo di garanzia per le Pmi. E in particolare, per il settore turistico, saranno rinnovati i contributi a fondo perduto e il credito d'imposta, assieme alle procedure autorizzative semplificate per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Sulla sanità, oltre al rinvio di un anno delle sanzioni per chi non si vaccinò contro il Covid, viene esteso fino alla fine del 2025 lo 'scudo penale' per i medici, ovvero la limitazione della responsabilità penale ai soli casi di dolo e colpa grave. C'è anche un articolo sul termine per l'istruttoria connessa alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, attualmente condotta dal Comitato presieduto da Sabino Cassese, ma nella bozza del dl manca ancora il testo della norma. Lunedì, dopo aver chiuso il Milleproroghe, per i ministri sarà l'ultima occasione per un confronto diretto sulla manovra prima dell'avvio formale dei lavori sugli emendamenti in commissione martedì. Nel weekend, molto probabilmente domenica, una riunione tra governo e relatori, al Mef, farà avanzare la messa a punto dei loro emendamenti, che potrebbero anche superare la decina. L'arrivo in Aula è fissato per il 16, ma non si esclude uno slittamento al 18.LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Liucci, responsabile UdC Politiche europee nel team nazionale pari opportunità La proposta: la Festa dell'Amicizia per divulgare il diritto europeo

5 Dicembre 2024, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Liucci, responsabile UdC Politiche europee nel team nazionale pari opportunità La proposta: la Festa dell'Amicizia per divulgare il diritto europeo

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. La nota creatrice di valore per la promozione del patrimonio museale, la sannita Petronilla Liucci, entrata recentemente nel team nazionale del gruppo delle Pari opportunità, esprime la propria gratitudine alla coordinatrice del gruppo la senatrice Paola Binetti e al Commissario Provinciale dell’Udc Antonio Verga per la recente nomina quale responsabile provinciale dell’UdC per le “Pari opportunità e le politiche europee”. La Liucci creatrice di un noto brand d’impresa così presenta la sua adesione al partito dei Democratici di Centro. “Ero piccola quando mio padre guardava con cuore ridente le attività dello Scudo Crociato  mentre ascoltava in parrocchia il primo dialogare di progresso e libertà. La Festa dell'Amicizia era un momento unico per tutta la famiglia, un momento per incontrarsi senza pregiudizi e potersi confrontare per imparare l'uno dall'altro per fare progredire una terra chiamata Sannio. Sarebbe meraviglioso che oggi “La Festa dell'Amicizia” riuscisse con un programma di incontri con gli esperti a continuare la sua mission con l'obiettivo di divulgare l'ABC del diritto europeo nelle aree della dorsale appenninica. Le popolazioni dei piccoli Comuni nell'era del digitale hanno bisogno di fare comunità per acquisire il minimo delle conoscenze digitali per essere autonomi e autosufficienti e sentirsi finalmente cittadini attivi politicamente nella loro terra e in Europa. La Festa dell'Amicizia oggi – prosegue Liucci - così come un tempo può diventare uno strumento concreto per le comunità, per costruire legami, condividere Buone Pratiche, divulgare le storie di successo di tanti Comuni in Italia che solo grazie ad un ufficio Europa, hanno cambiato il volto economico della loro terra .Imparare a progettare lo sviluppo di un territorio, grazie ai fondi comunitari, ci mostra un volto dell'Europa, diverso, che purtroppo continuiamo a percepire solo in parte attraverso le informazioni divulgare da uno schermo televisivo. Nella mia famiglia Aldo Moro è sempre stato il nostro eroe , la sua idea alta della funzione sociale della politica che avrebbe dovuto essere in grado di orientare, con la virtù della prudenza, sia i processi storici, che l'evoluzione attraverso programmi di ordine culturale e sociale, deve continuare. La Festa dell’Amicizia – conclude Liucci - può diventare un momento ideologico di aiuto reale per le comunità che possono finalmente concretamente imparare tutti i processi di aiuto che l'Europa ha messo in campo per lo sviluppo territoriale e offrire alle nuove generazioni nuovi scenari di sviluppo per strutturare percorsi lavorativi appetibili alle nuove generazioni che devono essere
motivate a non emigrare”.

OTTO PAGINE

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SEZ. POLITICA Alessandra Moretti, furto in casa mentre tornava dall'Europarlamento: «Non sappiamo di che nazionalità erano i ladri» I malviventi, stando al racconto, hanno messo a soqquadro l'intera abitazione della eurodeputata veneta

1 Dicembre 2024, 10:08am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'eurodeputata Alessandra Moretti è stata vittima di un furto nella sua abitazione di Vicenza, mentre era in viaggio per tornare dal Parlamento europeo. A raccontare la disavventura è stata l'esponente del Pd sui social. «Di rientro da Bruxelles ho fatto questa brutta sorpresa - si legge nel post -. All' inizio pensavo che i ladri fossero ancora dentro casa e ho chiamato la polizia».

Ignoto il bottino del furto

I malviventi, stando al racconto, hanno messo a soqquadro l'intera abitazione della Moretti. «Voglio subito anticipare, rispetto a chi tenta sempre di strumentalizzare questi fatti, che non sappiamo la nazionalità di queste bande che nel giro di pochi giorni hanno commesso svariati furti e infrazioni». Ancora ignoto il bottino del furto su cui indaga la questura di Vicenza. 

Il post di Alessandra Moretti «Ieri sera, di rientro da Bruxelles, ho avuto una brutta sorpresa.Entrando a casa ho scoperto che dei ladri si erano introdotti mettendo a soqquadro ogni cosa - dice Moretti nel suo post - All’inizio pensavo fossero addirittura ancora presenti nel mio appartamento. Ho chiamato aiuto al 112 e, dopo pochi minuti, la polizia di stato di Vicenza, si è precipitata ad offrirmi soccorso. Hanno perlustrato interni della casa ed esterni del giardino e mi sono rimasti accanto per calmare il mio spavento. Desidero davvero ringraziare gli agenti, la scientifica e il Questore Dario Sallustio per il prezioso lavoro che svolgono ogni giorno per garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone. Grazie anche a @bezgiacomo per aver seguito tutte le operazioni aiutandomi a ricostruire quanto accaduto». «Voglio subito anticipare, rispetto a chi tende sempre a strumentalizzare questi fatti, che non sappiamo la nazionalità di queste bande che nel giro di pochi giorni hanno commesso svariati furti e infrazioni. Potrebbero essere italiani, come stranieri con cittadinanza, bianchi, neri, mulatti. Indipendentemente da chi siano, vanno perseguiti e assicurati alla giustizia. Sicuramente però vanno garantite alle forze dell’ordine le risorse necessarie per poter svolgere al meglio il loro lavoro con strumenti e dotazioni adeguate e avanzate tecnologicamente. Non basta fare grandi proclami sbandierando propaganda facile: bisogna agire concretamente anche attraverso la divulgazione della cultura legalità».

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SEZ. POLITICA M5S, Costituente vota: via i 2 mandati e Grillo 'cancellato'. Conte: "Nuova rotta" Il 72,08% della base si è detta favorevole alla modifica del tetto dei due mandati. Stop dal 63,24% alla figura del garante

25 Novembre 2024, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA M5S, Costituente vota: via i 2 mandati e Grillo 'cancellato'. Conte: "Nuova rotta" Il 72,08% della base si è detta favorevole alla modifica del tetto dei due mandati. Stop dal 63,24% alla figura del garante

INSERITO DA ANGELA CECERE La Costituente del M5S vota e dice sì alla rimozione del limite dei 2 mandati per gli eletti. Approvata anche la cancellazione della figura del garante, attualmente ruolo di Beppe Grillo. "Con questa Costituente è stata tracciata una nuova rotta partendo dai bisogni della base", ha detto Giuseppe Conte: "Da Grillo veleno, non mi aspettavo si mettesse di traverso"
"Non è mai stato uno scontro Garante e sottoscritto. Ho ricevuto battute velenose ma ho sempre guardato avanti al bene del Movimento, non mi sono mai fatto distrarre da questioni personali", ha scandito Conte. "Non mi sarei mai aspettato, lo dico col cuore, di avere il nostro Garante di traverso e a gamba tesa. Che ci ha detto da subito, anche formalmente, che c'erano cose di cui non potete discutere. Questo ha creato un corto circuito. Mi è stata offerta la solita logica verticistica, caminetti. Mi sono sottratto. L'Assemblea è sovrana". E ha dimostrato che "il fuoco è vivo, non si è spento ed e ancora dentro di noi. Il M5s non sarà mai una timida brezza, un soffio di vento, ma un vento fortissimo. Il nostro obiettivo è quello di cambiare il Paese, rimuovere gli ostacoli al cambiamento". "Saremo un muro, una diga, insuperabile e indistruttibile. Si faranno male loro, noi no", ha scandito Conte elencando dal palco i temi al centro delle battaglie del Movimento 5 stelle. "Non siamo fatti per stare in una torre d'avorio, ma la coerenza per noi è irrinunciabile. Non saremo mai appollaiati sul ramo a dire siamo gli unici, belli e bravi. Siamo disponibili a sporcarci le mani ma sarà sempre questione della massima intransigenza la legalità e l'etica pubblica". Quindi parlando dell'esito del voto, "sul limite dei mandati - ha sottolineato - l'indicazione è chiara, la terremo presente, per una proposta 'cum grano salis'. Volete valorizzare esperienza e competenza, vi siete stancati di combattere ad armi impari con altre forze politiche". E "dai quesiti direi che siamo progressisti. Intendiamoci, siamo chiari, non ci appartiene la misura dalla conservazione". Quanto alle alleanze "per taluni politica è parlare solo di alleanze. Per noi non è un dato pre politico, non è un fine ma un mezzo per un fine, per cambiare la società, combattere le battaglie giuste. Chiariamolo a tutto il sistema - ha sottolineato - siamo testardamente orientati a cambiare la società". Il tetto del doppio mandato Il 72,08% dei votanti tra gli iscritti del Movimento 5 stelle ha dato il via libera alla modifica della regola del doppio mandato. Per il 79,29% si può consentire in deroga per la candidatura di sindaco o presidente di regione; per il 67,20% il limite è elevato a tre, per il 54,93% il limite è applicato limitatamente a ciascun livello istituzionale, e ancora per il 70,61% è possibile ricandidarsi dopo una pausa di cinque anni, per il 66,50% il calcolo deve tener conto solo di quelli portati a termine, per il 74,96% ci può essere la possibilità di deroghe da sottoporre a voto dell'assemblea e per ultimo per il 64,82% si possono eliminare i limiti per il livello comunale. Abolito il garante Il 63,24% dei votanti tra gli iscritti del Movimento 5 stelle si è detto favorevole all'eliminazione della figura del garante. Il 29,09% si è detto contrario, mentre il 7,67% si è astenuto. Sì ad alleanze e campo progressista Per l'81,20% dei votanti tra gli iscritti al Movimento 5 stelle ha negato il divieto alle alleanze politiche. Solo il 13,87% si è detto favorevole e il 4,93% si è astenuto. Quanto alla collocazione, per il 36,70% ci si deve definire 'progressisti indipendenti', in seconda posizione, con il 26,24% dei voti, 'nessun posizionamento', poi con il 22,09% 'forza progressista', per l'11,53% 'forza di sinistra'. Il 3,44% si è invece astenuto. Sì a modifiche statuto e codice etico Il 61,23% degli iscritti al Movimento 5 stelle, in pratica 54.452 persone, ha votato per le proposte di modifica dello Statuto. La percentuale si è abbassata per quanto riguarda le proposte di modifica del Codice etico, a cui hanno preso parte 48.112 persone, pari al 54,10% degli aventi diritto di voto. Quanto alle proposte sui temi strategici, ha votato il 52,18% della base, pari a 46.402 persone. Per ultimo, le proposte varie sull'organizzazione sono state votate dal 51,53% dei votanti, ovvero 45.825 persone.

 ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA RAGGIUNTO L'ACCORDO Cop29, approvato fondo di aiuti climatici da 300 miliardi all'anno ai Paesi in via di sviluppo

24 Novembre 2024, 10:42am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo due settimane di negoziati, alla Cop29 di Baku passa l'accordo sull'aumento degli aiuti climatici ai Paesi in via di sviluppo. Dai 100 miliardi di dollari all'anno attuali, previsti dall'Accordo di Parigi, si arriverà gradualmente a 300 miliardi all'anno nel 2035. A Baku viene approvato anche il mercato internazionale del carbonio, che permetterà agli stati di investire in progetti di decarbonizzazione all'estero. La Cop in Azerbaigian (la seconda di seguito in un petrostato, dopo Dubai l'anno scorso) doveva chiudersi venerdì. Ma l'accordo sugli aiuti climatici (il dossier più importante) non era stato raggiunto. Così la conferenza è stata prolungata a sabato. Venerdì era stata pubblicata una bozza di documento finale sulla finanza, con un compromesso proposto dalla presidenza azera. I paesi sviluppati si impegnavano ad arrivare a 250 miliardi di dollari all'anno nel 2035 in aiuti ai paesi in via di sviluppo, per la mitigazione e l'adattamento al cambiamento climatico. Questa cifra era fatta di contributi pubblici a fondo perduto, ma anche di prestiti da banche multilaterali di sviluppo e banche private. La proposta era stata respinta dai paesi emergenti e in via di sviluppo del G77 + Cina. Questi chiedevano 1.300 miliardi di dollari all'anno subito dal 2025, prevalentemente in contributi pubblici a fondo perduto. Sabato i paesi sviluppati hanno alzato l'offerta, arrivando a 300 miliardi all'anno al 2035, sempre da fonti pubbliche e private. Trattative serrate e il nodo Cina È partita una trattativa serrata. I Paesi in via di sviluppo chiedevano almeno 500 miliardi. I gruppi dei Paesi meno sviluppati e delle Piccole isole a un certo punto hanno minacciato di far saltare il banco, perché volevano di più. Ma alla fine, l'accordo è passato, dopo le due di notte. Il documento precisa che i Paesi in via di sviluppo possono erogare aiuti, ma non hanno alcun obbligo, e i loro soldi non rientrano nel conteggio dei 300 miliardi. Un modo per accontentare la Cina, che per l'Onu risulta ancora Paese in via di sviluppo: Pechino vuole erogare i suoi aiuti senza avere vincoli. Il documento finale accontenta anche l'Arabia Saudita, perché non aumenta gli impegni di decarbonizzazione rispetto a quanto deciso l'anno scorso alla Cop28 di Dubai. La Ue ha dovuto cedere su questo, come pure su diritti umani e delle donne, citati in modo generico. Il testo invita comunque ad arrivare a 1.300 miliardi all'anno di aiuti al 2035, e fissa una Roadmap da Baku a Belem, sede della prossima Cop30 in Brasile, per studiare come si possa arrivare a questo obiettivo. La Cop29 ha approvato anche le norme per il mercato internazionale delle emissioni di carbonio, previsto all'articolo 6 dell'Accordo di Parigi e mai realizzato in dieci anni. La sua istituzione era il secondo dossier più importante della Cop. In questo mercato, gestito dall'agenzia dell'Onu per il clima, l'Unfccc, uno stato può acquistare un progetto di decarbonizzazione in un altro Paese, in genere una riforestazione. Il taglio delle emissioni che risulta da questo progetto all'estero viene contabilizzato come taglio delle emissioni del paese che paga. TGCOM24

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