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sez.politica

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SEZ.POLITICA Niente carcere per furti e truffe Così Renzi velocizza la Giustizia

20 Novembre 2014, 10:28am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Rosaria RomanoINSERITO DA ROSARIA ROMANO Prendete Renato Vallanzasca. Nei giorni scorsi è stato connato a dieci mesi di carcere per aver rubato un paio di mutande e alcuni oggetti da giardinaggio.

I

La sinistra si è subito affrettata a spiegare che il gesto è stato dettato dalla fame, dal disagio sociale, dalla crisi economica. Ebbene se il decreto legislativo che il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha trasmesso al parlamento fosse già stato convertito legge, il bel René non si sarebbe fatto nemmeno quei mesi di carcere. Perché, per "snellire" le Aule dei tribunali, il governo Renzi sta pensando bene di non perseguire i "piccoli" reati. Niente processo, insomma, per truffe, furto o lievi forme di abuso d'ufficio o peculato. E la vittima? Rimarrà col cerino in mano.

È il soliti brutto vizio della sinistra. Giustizialisti e manettari solo quando conviene. Perché c'è furto e furto. A seconda della convenienza. Li chiamano reati "bagatellari", ma pur sempre di reati si tratta. Tanto che ad oggi, in Italia, vengono comunque perseguiti in ossequio al sacrosanto pricncipio dell'obbligatorietà dell'azione penale. Adesso il Guardasigilli ha scritto cinque articoletti, riuniti sotto un unico decreto legislativo, per depenalizzare i reati "batellari". Ladri e truffatori se la caveranno con un buffetto. Nemmeno la ramanzina. Perché, dovesse diventare legge, "nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale". Difficile districarsi nel "giuridichese" di Orlando. Ma quello che introduce la bozza del provvedimento è "l'improcedibilità per tenuità" del danno arrecato. 

Le truffe, i furtarelli, gli abusi d'ufficio di lieve entità e il peculato d'uso potranno essere chiusi subito, senza andare a processo. E, quindi, senza essere condannati. Ci sarà, insomma, l'archiviazione per il vecchietto che al supermercato ruba un formaggio e per il rom che ti trancia la catena e si porta via la tua bicicletta. Perché, nascondendosi dietro alla "esigenza di alleggerimento del carico giudiziario", Orlando punta a introdurre il"principio di proporzione" in modo da tutelare il ladro o il truffatore di turno per non essere "costretti a sopportare il peso psicologico del processo a suo carico". E levittime? Rimarranno senza giustizia. Certo, chi ha subito il danno potrà far valere le proprie ragioni in sede civile. Entro dieci giorni potrà anche prendere visione degli atti in modo da opporsi, qualora lo volesse, alla richiesta di archiviazione del pm. Ma chi deciderà se archiviare il ricorso alla archiviazione del pm? Un altro giudice. Con un margine di discrezionalità che, all'occorrenza, non tutela mai le vittime.

DI ANDREA INDINI IL GIORNALE.IT

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SEZ. POLITICA PERIFERIE, RENZI DALL'AUSTRALIA ANNUNCIA: "PRONTO UN PIANO PER IL 2015"

17 Novembre 2014, 12:56pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Dopo gli attacchi al centro di accoglienza di Tor Sapienza e le tensioni che attraversano le periferie romane, dall'Australia il premier Matteo Renzi annuncia un piano per le zone disagiate delle città italiane a partire dal 2015. «Troppo spesso le periferie sono state dimenticate - ha detto il premier - Nel 2015 presenteremo un progetto specifico con l'Associazione dei Comuni». Anche Papa Francesco, durante l'Angelus, ha fatto appello alle istituzioni affinché si facciano carico dei problemi delle periferie e invitato a «non cedere alla tentazione dello scontro» ma a impegnarsi perché ci sia «incontro». «E' necessario dialogare, ascoltarsi, progettare insieme – ha detto Bergoglio - e in questo modo superare il sospetto e il pregiudizio». A Roma intanto le proteste contro il degrado e l'abbandono di molte periferie non si placano. La tensione ieri si è spostata dal quartiere di Tor Sapienza a quello dell'Infernetto, dove sono stati trasferiti alcuni minori provenienti dal centro di via Morandi dopo l'assalto con bombe carta e bottiglie. Come a Tor Sapienza, i residenti dicono «qui noi non ce li vogliamo», mentre la polizia sorveglia il centro dove i giovani migranti hanno trovato accoglienza. Il sindaco Marino ha visitato il centro, fatto incontrare residenti e immigrati e assicurato che la soluzione è solo «temporanea». Ma intanto altri quartieri minacciano proteste nel caso di trasferimento di immigrati. Il sindaco della Capitale deve però affrontare anche la bufera politica che lo ha investito. Lui ha ribadito che non intende dimettersi ma ha ammesso che qualcosa nella sua giunta cambierà. Non un azzeramento della squadra, come aveva chiesto con insistenza il Pd romano, ma alcuni ritocchi, del resto già nell'aria da tempo. «Sono superconvinto che ce la posso fare, per questo vado avanti – ha detto Marino - Nessuno mi ha chiesto di azzerare la giunta e non credo che me lo chiederanno. Ho in programma da tempo di riallocare capacità e talenti e questo il Pd lo sa: l'obiettivo non sono le poltrone ma rispondere ai cittadini». E' probabile che il rimpasto sarà ampio, con l'addio di cinque assessori e l'ingresso di esponenti politici esperti della macchina amministrativa capitolina.

LEGGO.IT

17.11.2014.

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