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SEZ. POLITICA Cda Rai, il M5S e Avs partecipano al voto. Pd sull'Aventino Oggi la prima votazione per l'elezione dei componenti del nuovo Consiglio di amministrazione di viale Mazzini di nomina parlamentare

26 Settembre 2024, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Cda Rai, il M5S e Avs partecipano al voto. Pd sull'Aventino Oggi la prima votazione per l'elezione dei componenti del nuovo Consiglio di amministrazione di viale Mazzini di nomina parlamentare

INSERITO DA ANGELA CECERE Il voto sui consiglieri del Cda Rai di oggi, 26 settembre, divide le opposizioni. Il Pd di Elly Schlein sceglie l'Aventino, di non partecipare al voto. "Siamo coerenti con le cose che diciamo e non siamo disponibili a farci tirare per la giacca" ha detto la segretaria Dem alla riunione dei gruppi di partito di Camera e Senato su viale Mazzini, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti . "Penso che noi dobbiamo continuare a fare la battaglia che stiamo facendo in vigilanza e fuori". "Non c'è ragione di rinnovare il Cda, visto che già controllano la Rai. Non è una smobilitazione, è una mobilitazione ancora più forte fatta da una posizione di coerenza inattaccabile. Sono altri che devono rispondere di aver cambiato posizione. La linea è chiara". "Il Pd oggi terrà una linea coerente con quella tenuta nelle ultime settimane. Delle scelte degli altri, chiedete agli altri" aggiunge. Anche Italia Viva non sarà in aula. "Ci atteniamo al patto che abbiamo siglato", si rimarca da Iv. M5S e Avs M5S e Alleanza Verdi e Sinistra, invece, voteranno i nuovi consiglieri. I parlamentari 5 Stelle hanno bocciato la "suggestione" dell'Aventino in quanto "appare contrario all'interesse pubblico lasciare il Cda nelle mani dei soli consiglieri designati dalle forze di maggioranza". Quindi l'annuncio di Avs: "Oggi con l'incardinamento dei disegni di legge sulla riforma del servizio pubblico, abbiamo ottenuto il risultato, è quanto era stato chiesto da tutte le opposizioni. Saremo in aula". I Cinque Stelle sarebbero per la conferma dell'uscente Alessandro Di Majo, mentre Avs potrebbe indicare Roberto Natale. L'invito alla partecipazione di Forza Italia Forza Italia invita i suoi a non far mancare la presenza in Aula oggi per la prima votazione per l'elezione dei 4 componenti del nuovo Consiglio di amministrazione Rai di nomina parlamentare. Il capogruppo azzurro alla Camera, Paolo Barelli, a quanto si apprende, ha inviato via WhatsApp ai deputati una sorta di memo-appello al voto, ricordando che il segretario nazionale, Antonio Tajani, ''in prima persona con gli altri leader'' del centrodestra ''è impegnato a dare alla Rai una nuova governance". "E' fondamentale", si raccomanda Barelli, ''per tutti noi partecipare al voto''.Il partito fondato da Silvio Berlusconi non ha cambiato la sua posizione: Simona Agnes è le persona giusta per la presidenza dell'azienda di viale Mazzini. ''Il centrodestra è compatto, abbiamo i nostri candidati, mi auguro che si possa arrivare a una governance pluralista, che rappresenti tutti il Parlamento'', dice il portavoce nazionale forzista, il deputato Raffaele Nevi, che aggiunge: ''Noi proponiamo Agnes alla presidenza non perchè è una di Fi - non è mai stata iscritta al partito- ma perchè è la persona giusta, al posto giusto, nel momento giusto''. Una posizione che suscita stupore nella maggioranza: "Rispetto tutte le posizioni - osserva il forzista Raffaele Nevi - ma l'Aventino è sbagliato perché noi abbiamo dato ampia disponibilità sulla riforma della Rai. Non capisco. Nel frattempo che si fa la riforma, dobbiamo far funzionare la Rai". Quella 'TeleMeloni', è il ragionamento tra i dem, a cui la segretaria Schlein non vuol dare legittimazione alcuna. I nomi del centrodestra Il centrodestra ancora non ha ufficializzato i suoi candidati, le trattative per la griglia dei nomi continueranno fino all'ultimo momento utile. Come da tradizione. ''La coalizione è compatta'', assicura il deputato e portavoce nazionale di Fi, Raffaele Nevi senza fare i nomi, che verranno formalizzati solo poco prima del voto. Forza Italia tira dritta per la sua strada ribadendo alla presidenza dell'azienda di viale Mazzini Simona Agnes (''è la persona giusta, al posto giusto, nel momento giusto'') ma in casa azzurra sanno benissimo che tutto può cambiare, perché la roulette della presidenza è imprevedibile, visto che quel ruolo per essere effettivo ha bisogno di due terzi dei voti della Vigilanza. Per Fratelli d’Italia, che deve esprimere una delle tre quote rosa del board, restano in corsa Valeria Falcone e Federica Frangi. Mentre la Lega dovrebbe puntare sull'ex direttore di Rai2 Antonio Marano. Resta, raccontano, il timore degli azzurri che, senza i due terzi in Vigilanza, Fi dovrà rinunciare alla presidenza di Agnes, lasciando così l'incarico pro tempore al consigliere più anziano, ovvero Marano.

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SEZ. POLITICA Meloni all'Onu: "Tempi difficili, Italia pronta a fare la sua parte" L'intervento della presidente del Consiglio all'Assemblea generale: "Israele rispetti diritto internazionale, mai più tragedie come Libano"

25 Settembre 2024, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni all'Onu: "Tempi difficili, Italia pronta a fare la sua parte" L'intervento della presidente del Consiglio all'Assemblea generale: "Israele rispetti diritto internazionale, mai più tragedie come Libano"

INSERITO DA ANGELA CECERE In tempi difficili, "l'Italia, come sempre, è pronta a fare la sua parte". E' la conclusione dell'intervento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all'Assemblea generale dell'Onu. "E' un tempo difficile quello nel quale siamo stati chiamati a governare le nostre Nazioni. Tutto intorno a noi sembra cambiare, tutto viene messo in discussione, e le poche certezze che pensavamo di avere non sono più tali. Il destino ci sfida, ma in fondo lo fa per metterci alla prova. Nella tempesta, possiamo dimostrare di essere all’altezza del compito che la storia ci ha dato. Dimostrarlo ai cittadini che governiamo, dimostrarlo ai nostri figli", dice Meloni. "Dimostrarlo a noi stessi, forse soprattutto a noi stessi, perché come diceva un grande patriota italiano, Carlo Pisacane, protagonista di quel Risorgimento che fece dell’Italia una Nazione unita, 'ogni ricompensa la troverò nel fondo della mia coscienza'. Affrontare i problemi piuttosto che rinviarli, avanzare piuttosto che indietreggiare, preferire ciò che è giusto a ciò che è utile, questo è il nostro compito, difficile ma necessario. L’Italia, come sempre, è pronta a fare la sua parte", dice. Israele e Libano "Affermiamo il diritto dello Stato di Israele di difendersi da attacchi esterni, come quello orribile del 7 ottobre scorso, ma allo stesso tempo chiediamo ad Israele di rispettare il diritto internazionale, tutelando la popolazione civile, anch'essa vittima in gran parte di Hamas e delle sue scelte distruttive", dice la premier soffermandosi sulla crisi in Medio Oriente "E seguendo lo stesso ragionamento sosteniamo, ovviamente, anche il diritto del popolo palestinese ad avere un proprio Stato. Ma affinché questo possa vedere presto la luce è necessario che i palestinesi lo affidino a una leadership ispirata al dialogo, alla stabilizzazione del Medio Oriente e all’autonomia", aggiunge. "Gli Accordi di Abramo hanno dimostrato la possibilità di convivere e cooperare vantaggiosamente sulla base del mutuo riconoscimento. Se questa è la prospettiva sulla quale tutti dobbiamo lavorare, e lo è, oggi l’imperativo è raggiungere, senza ulteriori ritardi, un cessate il fuoco a Gaza e l'immediato rilascio degli ostaggi israeliani. Non possiamo più assistere a tragedie come quelle di questi giorni nel Sud e nell'Est del Libano, con il coinvolgimento di civili inermi, tra cui numerosi bambini", dice Meloni. Ucraina e Russia "Non possiamo voltarci dall'altra parte di fronte al diritto dell’Ucraina a difendere le sue frontiere, la sua sovranità, la sua libertà", dice ribadendo la posizione dell'Italia sul conflitto tra Ucraina e Russia. "È un’epoca molto complessa quella nella quale viviamo, e il carattere comune delle sfide del nostro tempo ci impone di ragionare in un modo completamente nuovo. La ferita inferta al sistema internazionale fondato sulle regole dalla guerra d'aggressione russa all'Ucraina sta avendo effetti destabilizzanti molto oltre i confini nella quale si consuma, e come un domino sta contribuendo a riaccendere, o far detonare, altri focolai di crisi", evidenzia. "I sistemi politici democratici affrontano insidie inedite. La frammentazione geo-economica cresce con conseguenze con le quali tutti dobbiamo fare i conti, soprattutto le Nazioni più fragili. Il cammino per la riduzione delle emissioni ambientali è ad un bivio, stretto tra approcci ideologici e scarsa solidarietà, soprattutto dei principali emettitori di gas a effetto serra. La scarsità di acqua e di energia incidono sempre più profondamente sullo sviluppo, sulla sicurezza alimentare e sulla stabilità sociale di intere comunità. L'utilizzo strumentale della fede religiosa diventa fattore di tensione o, peggio, fattore di persecuzione: sono milioni nel mondo le persone che soffrono a causa della loro professione di fede, e al primo posto come vittime ci sono i cristiani". Lotta ai trafficanti di uomini Quindi, il contrasto all'immigrazione illegale. "Il nostro obiettivo, di fronte di decine di migliaia di persone che affrontano viaggi disperati per entrare illegalmente in Europa, è garantire prima di tutto il loro diritto a non dover emigrare, a non dover recidere le proprie radici semplicemente perché non hanno altra scelta", afferma. "Una disperazione sulla quale lucrano organizzazioni di criminali senza scrupoli sempre più potenti e ramificate. Proposi un anno fa, da questo stesso podio, di dichiarare una guerra globale ai trafficanti di esseri umani, e sono felice che quell'appello non sia caduto nel vuoto, e che in primis a livello G7 si sia trovata l'intesa per dare vita ad un coordinamento internazionale per smantellare queste reti criminali. Ma bisogna fare di più", dice. I rapporti con l'Africa Meloni ricorda la "svolta che l'Italia ha impresso ai propri rapporti con l'Africa. Abbiamo reso operativo, a livello bilaterale, il nostro piano di investimenti per l'Africa, il Piano Mattei, con progetti pilota in nove Nazioni del continente, creando partenariati strategici con ognuna di esse". "Abbiamo strutturato sinergie operative con il Global Gateway dell'Unione Europea e la Partnership for Global Infrastructure and Investment del G7. Abbiamo costruito strumenti finanziari nuovi con la Banca Africana di Sviluppo e con la Banca Mondiale, per permettere l'afflusso di risorse pubbliche e private. Abbiamo immaginato soluzioni innovative, come l'Apulia Food Security Initiative, per rafforzare la produzione agricola e la sicurezza alimentare, o l'Energy for Growth in Africa, per sostenere la produzione e la distribuzione di energia pulita. Abbiamo deciso di sostenere progetti strategici per l'Africa, come il corridoio di Lobito. Abbiamo fatto tutto questo senza mai smettere di coinvolgere e confrontarci con i nostri interlocutori africani. Perché il nostro intento non è imporre, ma condividere. E, insieme, scegliere priorità, settori di intervento, ambiti di azione". "Dove potevamo essere un valore aggiunto, lì abbiamo offerto il nostro punto di vista e la nostra collaborazione. Con progetti concreti che già stanno dando i loro frutti. In Algeria - illustra -, dove renderemo fertili 36 mila ettari di terreno desertico per la coltivazione e costruiremo una filiera locale di trasformazione e produzione. In Kenya, con lo sviluppo di una filiera di biocarburanti che arriverà entro la fine del 2025 a sostenere fino a duecentomila piccole imprese agricole. In Etiopia, con un vasto intervento di recupero ambientale dell'area del lago Boye, nell'ovest del Paese". "Perché, voglio ribadirlo ancora una volta, il nostro obiettivo, di fronte di decine di migliaia di persone che affrontano viaggi disperati per entrare illegalmente in Europa -dice- è garantire prima di tutto il loro diritto a non dover emigrare, a non dover recidere le proprie radici semplicemente perché non hanno altra scelta". (dall'inviata Ileana Sciarra)

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SEZ. POLITICA Avellino: Rastrelli (FdI), stanchi dell'incapacità del governo di De Luca Nel corso del suo intervento alla giornata di chiusura della Conferenza di Fratelli d'Italia

24 Settembre 2024, 08:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

avellino rastrelli fdi stanchi dell incapacita del governo di de luca

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino"Nessun avviso di sfratto a De Luca, serve il foglio di via". Così nel corso del suo intervento alla giornata di chiusura della Conferenza programmatica regionale campana di Fratelli d'Italia in corso ad Avellino, il senatore Sergio Rastrelli. "Il forte segnale di cambiamento, grazie al quale Fratelli d'Italia continua a crescere nel Paese - ha ricordato Rastrelli -, è la più plastica testimonianza che la strada intrapresa dal governo Meloni è quella giusta: stop all'assistenzialismo, sì agli investimenti produttivi, agli incentivi al lavoro vero e al rilancio concreto del Sud".

 
 
 
 
 
 
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"Da Avellino lanciamo un segnale chiaro e forte di questo cambiamento perché siamo stanchi e stufi dell'incapacità di governo regionale di De Luca, siamo stufi della sua mediocrità personale, siamo stufi della sua indecenza istituzionale", ha aggiunto Rastrelli rinviando "al fallimento delle politiche regionali sulla sanità, sui rifiuti, sui trasporti e sul lavoro". "Mai così determinati - ha concluso il senatore napoletano di Fratelli d'Italia - siamo orgogliosamente in marcia sotto le insegne della fiamma per mettere in rete le nostre competenze, le nostre migliori energie, in un progetto di lungo respiro e a fermare e cancellare l'oscena rete di ci clientele, di interessi opachi quando non anche di compravendita di consensi". 

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SEZ. POLITICA Meloni a New York, l'agenda: premio da Musk e intervento all'Onu Non prenderà parte all'evento sull'Ucraina organizzato da Biden nella giornata di mercoledì

23 Settembre 2024, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni a New York, l'agenda: premio da Musk e intervento all'Onu Non prenderà parte all'evento sull'Ucraina organizzato da Biden nella giornata di mercoledì

INSERITO DA ANGELA CECERE La voce dell'Italia sulla guerra in Ucraina, sul conflitto in Medio Oriente, sulla riforma dell'Onu, sulla lotta alla criminalità internazionale, sull'emergenza migranti e sulle tante sfide all'orizzonte, non da ultima l'intelligenza artificiale. Muove da questi temi l'intervento che la premier Giorgia Meloni terrà all'Assemblea generale dell'Onu martedì sera, quando in Italia sarà tarda notte, un discorso a cui ieri ha lavorato per l'intera giornata, chiusa nel suo albergo nel cuore di Manhattan intenta a scrivere, limare. Martedì sera, subito dopo essere intervenuta nell'imponente sala oro del Palazzo di vetro, la presidente del Consiglio salirà sul volo di Stato per far rientro a Roma, anticipando di un giorno il ritorno rispetto al programma originario che la vedeva a New York fino al 25. E così la premier, agenda alla mano, non prenderà parte all'evento sull'Ucraina organizzato dal Presidente Joe Biden nella giornata di mercoledì, presente anche Volodymyr Zelensky: Meloni, spiegano fonti italiane, interverrà in collegamento da Roma ribadendo il sostegno fermo e senza tentennamenti a Kiev. Intanto questa mattina alle 11.15 (17.15 in Italia) la presidente del Consiglio interverrà al 'Vertice del Futuro', un'iniziativa che prevede l'adozione da parte dei leader del cosiddetto 'Patto per il futuro', con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni e al digitale. Nel suo intervento, spiegano fonti italiane, Meloni parlerà di Intelligenza artificiale, un tema che ieri ha affrontato negli incontri con gli ad di Google-Alphabet, Motorola e Open Ai, sondando opportunità di sviluppo per l'Italia. Meloni all'Onu tornerà a battere sulla necessità di una governance che consenta di sfruttare appieno le potenzialità dell'IA ma prevenendone i rischi. Altro tema trattato sarà il Piano Mattei, con il nuovo approccio alla cooperazione con l'Africa. E, naturalmente, in nodo mai sciolto della riforma del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che, per la premier, dovrà rispettare tre principi: "trasparenza, inclusività e democraticità", garantendo un sistema "per tutti e non per pochi, senza divisioni tra nazioni Serie A e Serie B". La riforma del Consiglio di sicurezza "è un tema quest'anno presentissimo", tanto più dopo l'accelerazione degli Usa con una proposta che prevede due seggi permanenti riservati ai paesi africani insieme a un seggio a rotazione per le piccole nazioni insulari in via di sviluppo. Con potenziali contraccolpi per l'Italia, tanto che la premier sarebbe pronta ad affrontare la questione con franchezza in almeno due dei suoi quattro interventi in agenda. "E' un tema che viene sollevato a tutti i livelli, anche dal ministro degli Esteri – spiegano le stesse fonti –. Se ne parlerà e molto in questa 79esima assemblea delle Nazioni Unite, noi lo affronteremo con alcuni Paesi in particolare". Nella serata di domani, quando in Italia sarò ormai notte fonda, Meloni verrà insignita del 'Global Citizen Award' attribuitole dall'Atlantic Council "per il suo ruolo pionieristico di prima donna Capo di Governo in Italia, il suo forte sostegno all'Unione Europea e all'alleanza transatlantica nonché per la sua presidenza del G7 nel 2024". A consegnarle il riconoscimento sarà Elon Musk, su richiesta della stessa premier. Una scelta che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe causato qualche malumore all'interno dell'Atlantic Council, soprattutto in seguito all'ultimo tweet choc del numero 1 di Tesla, poi cancellato, contro Joe Biden e Kamala Harris subito dopo l'agguato a Donald Trump. Tra Meloni e il numero uno di X "c'è un rapporto personale, di stima reciproca, collaborazione e cooperazione", e la scelta di farsi premiare da lui "risale a mesi e mesi fa, circa un anno ormai", minimizzano le stesse fonti. Martedì, alle 13.30 (19.30 in Italia, ndr), Meloni interverrà al Vertice della Coalizione Globale contro la minaccia delle droghe sintetiche, un evento voluto da Joe Biden di fronte a un'emergenza che solo negli States conta 75mila morti l'anno. E stato lo stesso Presidente americano a chiedere alla premier di intervenire, per illustrare il piano messo a punto dal governo italiano per contrastare l'uso improprio di fentanyl e oppiodi sintetici. Benché nel nostro Paese il consumo di droghe sintetiche non ricalchi affatto i numeri drammatici registrati negli Usa, l'esecutivo Meloni a marzo scorso ha messo in piedi una strategia, con tanto di stretta, per prevenirne e arrestarne l'avanzata. Infine in serata, intorno alle 2 di notte in Italia, l'intervento della premier al dibattito di Alto livello dell'Assemblea, l'appuntamento più importante nell'agenda newyorkese della presidente del Consiglio. Che, a causa del timing dei lavori, non potrà partecipare al tradizionale ricevimento offerto dal Presidente degli States ai capi di Stato e di governo presenti a New York per l'Unga. Anche lo scorso anno Meloni lo aveva mancato, ma per trascorrere la serata in pizzeria con la figlia Ginevra, quest'anno rimasta a Roma per via degli impegni scolastici.

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SEZ. POLITICA Salvini da Orban: 'Urgente fermare il conflitto in Ucraina' 'Condiviso l'auspicio autorevole del Papa'. Gelo di Tajani sull'incontro a Budapest

22 Settembre 2024, 10:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Salvini-Orban © ANSA/EPA

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La strada della pace, per i Patrioti, è quella indicata dal Papa. Matteo Salvini e Viktor Orban, nel loro faccia a faccia di oltre un'ora a Budapest, condividono "l'urgenza di fermare il conflitto in Ucraina, così come auspicato autorevolmente anche dal Santo Padre", secondo la sintesi ufficiale di un incontro andato in scena all'indomani della risoluzione del Parlamento europeo sull'uso in territorio russo delle armi inviate a Kiev, che ha messo nuovamente la maggioranza di fronte ai distinguo al proprio interno. Distanze rimarcate anche dal gelo di Antonio Tajani davanti all'appello del leader della Lega e del primo ministro ungherese: "Fanno parte della stessa famiglia politica. È normale, non è la nostra. Noi siamo il Partito popolare europeo, abbiamo la nostra posizione che è diversa". E la stessa Giorgia Meloni da sempre usa toni più netti per ribadire che l'Italia sta "dalla parte dell'aggredito", come farà anche a New York nei prossimi giorni all'Assemblea generale dell'Onu, quando la crisi ucraina sarà uno dei focus per i capi di stato e governo. Le strade di pace, ha detto più volte Francesco, si possono aprire "con l'impegno del dialogo e del negoziato, e astenendosi da azioni e reazioni violente". E tanto il leader della Lega quanto il primo ministro ungherese in questi mesi hanno cercato di distanziarsi dalle strategie del continuo sostegno militare a Kiev, seppur la Lega in Parlamento non abbia mai fatto mancare il voto sui provvedimenti per metterlo in atto. I due, soprattutto, condividono l'idea che il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca accelererebbe una svolta nel conflitto. Tanto che Orban ha concluso la sua controversa "missione di pace" che lo ha portato a Kiev, Pechino e Mosca, proprio incontrando il tycoon e attirandosi l'ira dei partner europei all'inizio della presidenza di turno ungherese. Salvini e Orban sono anche due leader che si sentono nel mirino. "Non mollo", è diventato il motto del segretario della Lega dopo la richiesta di condanna a 6 anni nel processo Open Arms. Una vicenda da cui conta "di essere assolto" perché ha fatto il suo "dovere". L'ungherese gli ha garantito che una delegazione del suo partito sarà a Pontida e poi a Palermo per l'arringa finale, e lo ha definito "il patriota più ricercato d'Europa, un eroe". Rientrato in Italia, a Bruno Vespa che gli domandava però se le posizioni di Orban siano sempre più lontane da quelle del governo italiano, il vicepremier ha risposto secco: "Siamo in assoluta sintonia sui temi del lavoro, della sicurezza, del contrasto al traffico di esseri umani e della richiesta della pace". Nella maggioranza, tuttavia, non la pensano tutti così. E i suoi alleati non fanno mistero di temere "la Lega a trazione Vannacci" se si dovessero un giorno affrontare scelte cruciali sul dossier Ucraina. Ad esempio quando in manovra andrà discusso l'aumento delle spese per la Difesa, che probabilmente passerà dall'1,46% del Pil al 1,6%. O se si dovesse varare un nuovo pacchetto di forniture militari. "Al momento non è allo studio - spiegano fonti di governo - ma se Zelensky dovesse chiedere nuovo supporto a Meloni non lo si negherà". Intanto, con qualche ritardo, entro fine mese sarà consegnato a Kiev il sistema di difesa aerea Samp-T. Ma non sono in discussione, viene sottolineato, i limiti all'uso delle armi italiane. Al di là dell'artiglieria, che si dà per scontato possa aver colpito porzioni di territorio al di là del confine, per il governo resta immutato il divieto di usare i missili a lunga gittata verso la Russia. Alcune fonti parlamentari ben informate sostengono che il divieto non sia esplicito, altre assicurano che le regole di ingaggio siano chiare e siano state visionate dal Copasir. "La nostra posizione è cristallina - il ragionamento che si fa in ambienti dell'esecutivo -, al di là del concetto di attacco o difesa, usare missili a lunga gittata oltre il confine ucraino può provocare il rischio di una escalation". ANSA

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SEZ. POLITICA Azione perde pezzi anche nel Salernitano: si dimette Gigi Casciello

21 Settembre 2024, 10:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

azione perde pezzi anche nel salernitano si dimette gigi casciello

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. Prosegue la fuga da Azione dopo la scelta del partito di Carlo Calenda di sostenere il campo largo in occasione delle prossime Regionali. Agli addii di Carfagna, Versace, Costa e Gelmini, hanno fatto seguito le dimissioni di Gigi Casciello, già deputato di Forza Italia che a Salerno ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di coordinatore provinciale di Azione. "Mi sono dimesso da segretario provinciale di Azione Salerno e dal Direttivo nazionale del partito di Calenda che lascio senza rimpianti", ha spiegato Casciello sui social. "Resto convinto si possa costruire un’area di centro moderata, liberale e popolare ma non sono disposto a farlo nel campo del centrosinistra e Azione è sempre più orientata (direi radicata) in quel campo. Non è per me, per quanto ho fatto e, mi si permetta, ho rappresentato con il mio impegno professionale e politico. Un ringraziamento è però d’obbligo alla comunità politica di Azione Salerno che ho avuto l’onore di guidare ma devo anche chiedere scusa a quanti ho chiesto (convincendoli) di aderire ad Azione assicurando che non si sarebbero ritrovati nel campo largo con il Pd, i 5Stelle e altri…I fatti stanno dimostrando che mi ero sbagliato", conclude Casciello. OTTOPAGINE

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SEZ. POLITICA M5S, Conte: "Grillo è il papà ma non può esercitare parental control col telecomando" Il leader del M5S parla dello scontro con il garante: "Non vedo scissioni, se Grillo continua con le pec risponderanno gli avvocati"

20 Settembre 2024, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA M5S, Conte: "Grillo è il papà ma non può esercitare parental control col telecomando" Il leader del M5S parla dello scontro con il garante: "Non vedo scissioni, se Grillo continua con le pec risponderanno gli avvocati"

INSERITO DA ANGELA CECERE Grillo dice che non è il padrone del Movimento 5 Stelle ma il papà. Certo, è il fondatore del Movimento, ha avuto quest'opera meritoria di lancio del Movimento... Però il papà non può pensare di avere un telecomando in mano e di esercitare il parental control decidendo cosa dobbiamo vedere, perché siamo una comunità di adulti". Lo ha detto Giuseppe Conte, leader del M5S, parlando dello scontro con Beppe Grillo a '4 di sera' su Rete 4. "Spero che la questione finisca qui - ha aggiunto - Se continueranno le pec da parte di Grillo o le diffide formali, vuol dire che risponderanno gli avvocati. Io non rispondo più. Ho già detto che questo processo è irreversibile e nessuno lo può fermare. Scissioni non ne vedo: una scissione si fa quando non c'è un'occasione di discussione". Il presidente M5S ha parlato anche dell'ondata di maltempo che ha colpito l'Emilia Romagna. "Dobbiamo evitare - ha sottolineato - quello che è successo in passato, con la presidente Meloni in stivali pronta a intervenire a favore di telecamere ma poi i ristori non sono ancora arrivati ed è passato tantissimo tempo". "Ho sentito il ministro Musumeci scaricare le responsabilità sulle autorità regionali o addirittura rimpallare responsabilità con un altro ministero del governo. Questa è una cosa che non va fatta. Se durante la pandemia di Covid avessi fatto la stessa cosa, il Paese sarebbe collassato. Bisogna lavorare a tutti i livelli: governo, regioni e comuni". ha scandito Conte. Poi su Open Arms: "Non auguro la condanna a nessuno, nemmeno a un avversario politico. Ma le mie posizioni sul caso Open Arms, attraverso le lettere scritte, sono state chiare. Dire 'io difendo i confini nazionali' è un concetto fondamentale. Ma qui non erano confini terrestri, erano confini marittimi. E se ci sono persone in condizioni critiche bisogna intervenire". "Eravamo a cavallo di Ferragosto. Su quella nave c'erano anche minori. Spettava a Salvini consentire l'attracco. Salvini aveva già la prospettiva di uscire dal governo, quindi assunse un tono muscolare", ha aggiunto Conte ricordando le fasi critiche della vicenda Open Arms.

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SEZ. POLITICA Meloni vede Draghi: "Europa non escluda nuovo debito comune" Un'ora e un quarto di colloquio tra la presidente del Consiglio e l'ex premier a Palazzo Chigi

19 Settembre 2024, 11:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni vede Draghi: "Europa non escluda nuovo debito comune" Un'ora e un quarto di colloquio tra la presidente del Consiglio e l'ex premier a Palazzo Chigi

INSERITO DA ANGELA CECERE Colloquio di un'ora e un quarto oggi a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e l'ex premier e numero uno della Bce, Mario Draghi. Al centro dell'incontro, informa una nota diffusa da Palazzo Chigi, "un confronto approfondito sul Rapporto sul futuro della competitività europea presentato da Draghi, che contiene secondo il governo diversi importanti spunti, tra cui la necessità di un maggiore impulso all’innovazione, la questione demografica, l’approvvigionamento di materie prime critiche e il controllo delle catene del valore e, più in generale, la necessità che l’Europa preveda strumenti adatti a realizzare le sue ambiziose strategie - dal rafforzamento dell’industria della difesa fino alle doppie transizioni - senza escludere aprioristicamente nulla, compresa la possibilità di un nuovo debito comune. Priorità condivise che rispecchiano anche il lavoro portato avanti dal Governo in Italia e nelle Istituzioni europee. I due presidenti - informa la nota - sono rimasti d’accordo di tenersi in contatto per continuare ad approfondire queste materie".

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SEZ. POLITICA Ue, Meloni: "A Fitto ruolo peso perché l'Italia vale, impariamo la lezione" "Fitto supererà esame ma Italia sia compatta, ogni partito ha un peso"

18 Settembre 2024, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ue, Meloni: "A Fitto ruolo peso perché l'Italia vale, impariamo la lezione" "Fitto supererà esame ma Italia sia compatta, ogni partito ha un peso"

INSERITO DA ANGELA CECERE "L'Italia è una nazione che conta". E' quanto ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di 'Cinque minuti' su Rai1, commentando la squadra, resa nota oggi da Ursula von der Leyen, in cui Raffaele Fitto compare come vicepresidente esecutivo a Coesione e Riforme. "Nella definizione della Commissione europea vale il peso delle nazioni. Credo che da questo risultato, molto importante e di cui sono molto soddisfatta, dobbiamo anche un po' imparare rispetto al dibattito che c'è in Italia". "Sbaglia chi pensa che le dinamiche dei partiti in Europa debbano contare più della forza degli Stati membri - va avanti -. Sbaglia chi eventualmente in passato avesse preferito altre logiche rispetto a far valere la forza della nazione. L'Italia è una nazione forte, vale la pena di imparare e sapere rivendicare con maggiore determinazione il peso dell'Italia, soprattutto se poi si ha un'Italia seria, affidabile, leale, pur non rinunciando a dire quello che pensa per il bene dell'Europa". Allora - ha aggiunto il premier rivendicando la nomina del commissario italiano- i fondi di coesione sono quasi 400 miliardi di euro di competenza del commissario Fitto per questa programmazione che finisce nel 2027, dopodiché c'è quella che inizierà nel 2028 e sono altri 400 miliardi. Sono fondi molto importanti: l'Italia ha 47 miliardi di fondi di coesione in questa programmazione, sono quelli che servono a combattere il divario tra i territori. Quindi per esempio in Italia sono importantissimi per il Mezzogiorno, per le aree interne, ma sono in generale importanti in Europa". Meloni poi ricorda "il Pnrr che prima aveva solamente commissario Dombrovskis e adesso hanno insieme Dombrovskis e Fitto sono altri 600 miliardi di euro di competenza. Dopodiché Fitto come vicepresidente della commissione coordina il lavoro di alcuni altri commissari. Quali sono le materie che vengono affidate a Raffaele? Agricoltura, trasporti, turismo, pesca, economia del mare. Tutte deleghe fondamentali per gli interessi italiani". "L'Agricoltura è molto importante, c'è attenzione particolare ai nostri agricoltori, al loro sviluppo, al loro futuro. Sull'economia del mare, noi siamo stati il primo governo che in Italia ha istituito un ministero che si occupava di mare. Perché? E vuol dire anche che Fitto ha un ruolo molto importante secondo me per quelle che sono le nazioni mediterranee d'Europa. Ci siamo detti tante volte che forse il Mediterraneo dovrebbe far sentire un po' più il suo ruolo e il suo peso. Quel momento arriva ed è un momento nel quale l'Italia ha un ruolo particolarmente centrale", ha detto la premier. "A Fitto e all'Italia uno dei ruoli più influenti della Commissione" "Io penso che Fitto e l'Italia abbiano avuto una delega molto importante, una vicepresidenza esecutiva, che era la nostra grande ambizione, vuol dire chiaramente avere uno dei ruoli più influenti all'interno della Commissione europea, con una delega molto importante che è Riforme e fondi di coesione". "Nella lettera di incarico che Ursula von der Leyen scrive a Raffaele Fitto, quando si parla di riforme si dice 'garantire che l'Europa metta in campo gli adeguati investimenti e le adeguate riforme per la sua crescita', quindi va inteso come materia di competenza economica". "Se io devo guardare alla competenza, alla serietà di Raffaele Fitto, che è una persona stimata a 360 gradi anche in Europa, non ho dubbi che superi l'esame" del Parlamento Ue, "poi le altre dinamiche sono politiche". "E lì chiaramente tutto diventa più complesso. Però, io dico questo, dipende da noi, dipende da quanto l'Italia riesce a muoversi compatta, perché noi dobbiamo ricordare che Raffaele Fitto non è il commissario di Fratelli d'Italia, il commissario del governo, è il commissario italiano. E poiché le forze politiche tutte hanno una loro influenza in Europa, in Europa fa la differenza la nostra compattezza". "Faccio l'esempio - va avanti la presidente del Consiglio - il gruppo dei socialisti è una forza molto influente nel Parlamento europeo. Ora però nel gruppo dei socialisti la delegazione di maggioranza relativa, cioè quella più numerosa, sono gli italiani. Escludo che il Partito Socialista europeo possa prendere sul Commissario italiano una posizione diversa da quella che indica la delegazione italiana, che è anche la più rappresentativa. Quindi credo che se noi riusciamo a muoverci in maniera compatta, non ho dubbi. Tra l'altro ricordo, ma giusto per storia, Raffaele Fitto, esponente al Parlamento Europeo di Fratelli d'Italia all'opposizione dell'allora governo di centrosinistra, votò Paolo Gentiloni". "Silvio Berlusconi, al tempo - ricorda ancora Meloni -, che era al Parlamento Europeo e stava in un'altra commissione, si fece cambiare di commissione per andare a fare la dichiarazione di voto a favore di Paolo Gentiloni. E non eravamo esponenti di quel partito. Mi aspetto che ci si sappia muovere come fanno le nazioni serie e quindi diciamo al di là di quelli che sono le nostre giuste contrapposizioni interne, quando ci si muove fuori dai confini nazionali ci si muove diciamo facendo prevalere l'interesse nazionale all'interesse dei partiti".

 ADNKRONOS 
 

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SEZ. POLITICA Questione Anthares, il PD Giugliano: “Nessuna ombra sull’amministrazione è tollerabile”

15 Settembre 2024, 10:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA GIUGLIANO – “In merito all’indagine per la gestione del centro sportivo Antares, il PD esprime le sue preoccupazioni e resta pienamente fiducioso nel lavoro della magistratura”. Inizia così la nota ufficiale dei dem di Giugliano in merito alla questione riguardante il centro sportivo cittadino. La Guardia di Finanza, infatti, sta indagando su una tangente da 15mila euro in cambio di agevolazioni per il rinnovo della licenza per la gestione del centro Anthares. Coinvolti un consigliere comunale ed un dirigente: “Per il PD – prosegue la nota – non è politicamente tollerabile qualsiasi ombra sull’Amministrazione. Pertanto vigileremo su questa vicenda, e restiamo determinati a far sì che l’attuale esperienza di governo sia sempre distante da ogni possibile fenomeno di decadimento della vita istituzionale o di cattiva politica che rischia di indebolire il clima di fiducia con i cittadini. “Il PD – conclude – ha infatti la piena convinzione che la premessa indispensabile del nostro progetto di cambiamento a Giugliano è rappresentata da una battaglia coerente per affermare trasparenza e legalità, così da rendere efficace il contrasto alla criminalità organizzata e assicurare al territorio una prospettiva credibile di crescita e sviluppo.”IL MERIDIANO

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