Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.politica

…

SEZ. POLITICA Di Maio: «Con Salvini è finita, mi fece male quando aprì la crisi»

30 Ottobre 2019, 10:36am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Di Maio: «Con Salvini è finita, mi fece male quando aprì la crisi»

«Nelle Regioni credo che potremmo metterci insieme con i movimenti che si occupano di molto temi del territorio non con gli altri partiti. Con i movimenti possiamo stare insieme, non con le altre forze politiche». Lo afferma il leader M5s Luigi Di Maio nel corso del Maurizio Costanzo show. «Il M5s per 10 anni - prosegue Di Maio - è andato sempre da solo alle regionali, ha anche fatto buoni risultati; ci dicevano da anni che stando insieme rappresentavamo un'alternativa, ma noi la rappresentiamo quando andiamo al di là di destra e sinistra. Essere post ideologici oggi è più complicato». Non un mancare un passaggio sull'ex alleato Matteo Salvini: «Sicuramente non è una questione personale, siamo stati al governo insieme per 14 mesi, dicevamo "si va avanti 5 anni", poi l'8 agosto vieni a sapere per vie traverse che ha cambiato idea. Mi ha fatto male che fino al giorno prima dici una cosa e poi ti lasciano il cerino in mano, con la responsabilità di non far salire l'Iva, che ci siamo presi noi. Non ci siamo più sentiti mi fido delle persone fino a prova contraria, poi quando arriva la prova contraria per me può finire lì​». Durante il Costanzo show, Di Maio si è anche esbito come cantante, indonando "Napul'è" di Pino Daniele. Non è andata bene invece quando ha provato a cantare "Non mi avete fatto niente" di Ermal Meta, non ricordando il testo a memoria. Infine il leader grillino confida: «Quando ero bambino, da grande volevo fare il poliziotto»

LEGGO

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA In Umbria la vittoria della destra sovranista ha messo fine al progetto Pd-M5s?

29 Ottobre 2019, 06:59am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

regionali umbria destra sovranista 

lega-L’esito delle elezioni regionali in Umbria è apparso molto chiaro fin dai primissimi minuti dopo la chiusura dei seggi, quando – alle 23:00 di ieri sera – sono stati diffusi exit poll, sondaggi e proiezioni sulle principali emittenti televisive. I numeri sono stati poi pienamente confermati dai dati reali di scrutinio, e hanno visto una netta vittoria di Donatella Tesei, senatrice della Lega e candidata presidente della coalizione di centrodestra, con il 57,5% dei voti.

Sconfitto, con oltre 20 punti di distacco, il candidato “civico” Vincenzo Bianconi, a capo di un’inedita coalizione di centrosinistra allargata al Movimento 5 Stelle. Praticamente inesistenti gli altri candidati, con Claudio Ricci (classificatosi terzo a capo di una coalizione di liste civiche – ma nel 2015 era stato lui il candidato del centrodestra) che si è fermato sotto il 3%.   

Un voto molto partecipato

Nelle ore immediatamente successive alla notizia della vittoria della Tesei, alcuni commentatori (tra cui lo stesso premier Giuseppe Conte) hanno sostenuto che queste Regionali non siano state un test per il Governo nazionale, sottolineando lo scarso peso demografico dell’Umbria (circa 700.000 elettori) rispetto all’Italia nel suo complesso.

Che si sia trattato di un voto carico di significato politico, forse al di là della sua portata locale, lo dimostra però l’elevato tasso di partecipazione: l’affluenza è stata infatti pari al 64,7% degli aventi diritto, ben 9 punti in più rispetto alle precedenti Regionali (2015) e in tutto e per tutto paragonabile a quella registrata in occasione delle Europee dello scorso maggio – ossia un’elezione nazionale di grande importanza, in cui si era attestata sul 66,5%.

Ma si è trattato di una partecipazione in un certo senso “slegata” da logiche di appartenenza politica nazionale: fin dai primi rilevamenti parziali (alle 12 e poi ancora alle 19) non era emersa alcuna relazione tra l’andamento dell’affluenza rispetto alle Europee e il voto ai principali partiti in quell’occasione. I risultati reali che hanno premiato il centrodestra, quindi, non sembrano il frutto di un andamento asimmetrico dell’astensionismo o – al contrario – della mobilitazione elettorale.

Vittoria schiacciante del centrodestra (sovranista)

Detto dei risultati dei candidati presidenti, un approfondimento a parte va fatto per il voto alle liste. Come ampiamente prevedibile, la Lega è la lista più votata, con quasi il 37% dei consensi. Per il partito di Matteo Salvini si tratta di un enorme successo, dal momento che per poco non replica il risultato delle Europee (38,2%) nonostante la presenza di due liste civiche con il nome della Tesei (esponente della stessa Lega) che complessivamente hanno ottenuto poco più del 5%.

Ma il successo leghista si accompagna a quello, forse anche più eclatante, dell’altro partito del centrodestra sovranista italiano, e cioè Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni ottiene il suo miglior risultato di sempre in una regione, diventando la terza forza con il 10,4% dei consensi e mettendosi dietro non solo Forza Italia – come già accaduto alle Europee – ma anche il Movimento 5 Stelle, che si è fermato sotto l’8%. Un risultato notevole soprattutto se si considera che è avvenuto in presenza di un risultato così importante della Lega: complessivamente, i due partiti sovranisti rappresentano quasi il 50% degli elettori umbri.

FONTE AGI

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Umbria, Conte cita Modugno: «Io in discussione? Ho il sole, il cielo, il mare...»

28 Ottobre 2019, 10:48am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Umbria, Conte cita Modugno: «Io in discussione? Ho il sole, il cielo, il mare...»

«La conoscete la canzone di Modugno? Il sole, il cielo...». È la battuta con cui il premier Giuseppe Conte replica ai cronisti che gli chiedevano un commento sulle elezioni umbre. «Si sente in discussione», gli chiede una cronista e, subito, un altro cronista gli domanda: «Ci commenti almeno questo sole...». A quel punto Conte replica citando il brano «Meraviglioso», di Domenico Modugno «Vediamo anche le riflessioni che faranno i leader delle forze politiche della maggioranza, ma c'è la consapevolezza che il voto in Umbria e il progetto di governo sono due piani diversi», dice il premier Giuseppe Conte a margine della seconda edizione di "Sindaci d'Italia", organizzata da Poste Italiane. Il voto in Umbria è «un test da non trascurare affatto» ma «noi siamo qui a governare con coraggio e determinazione, il nostro è un progetto riformatore per il Paese. Un test regionale non può incidere, se non avessimo coraggio e lungimiranza sarebbe meglio andare a casa tutti», ha continuato il premier Conte.​

LEGGO

Leggi i commenti

…

Sez. Politica Salvini crede nella vittoria in Umbria e Emilia. Il M5s teme la soglia del 10%

26 Ottobre 2019, 08:03am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

A due giorni dalla chiusura della campagna elettorale in Umbria, Matteo Salvini punta a usare un eventuale successo in Umbria come trampolino per il lancio della personale 'road map' che vorrebbe lo riportasse al governo nazionale. Mentre, nel Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio tenta di puntellare la Regione, con presenze crescenti, sue e dei dirigenti pentastellati, ad arginare i timori di una discesa dei consensi, per il M5s, sotto il 10%, in un voto che sarà il primo banco di prova per l'alleanza, traslata a livello regionale, con il Pd. Il capo politico del M5s chiuderà la campagna a Perugia, venerdì sera, dove ha spostato il comizio in origine previsto a Terni (salta quindi il duello ternano con Salvini, che nella cittadina terrà il comizio conclusivo). Presenza quasi capillare in quest'ultima settimana di campagna elettorale per Giorgia Meloni e anche per Silvio Berlusconi, impegnato in una tre giorni - da oggi fino a venerdì - di full immersion sostenuta e abbastanza impegnativa per un leader di 83 anni. Venerdì, giorno di chiusura, tornerà in Umbria anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: chiuderà anche lui a Terni, come Berlusconi e Salvini. Mentre domani, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è atteso in visita all'azienda di Brunello Cucinelli. è probabilmente per l'impegno di Salvini che questa piccola Regione italiana - meno di 900mila abitanti - è diventata il centro della politica italiana in questi giorni, tanto da essere stata definita l'Ohio d'Italia (nelle elezioni presidenziali statunitensi in genere chi si 'prendè l'Ohio conquista la Casa Bianca). Reduce dalla sconfitta politica che ha conciso con la formazione del governo Conte II, Salvini crede nella vittoria in Umbria, domenica sera, tanto che, da settimane, non ne fa mistero in pubblico. Ma non si illude che questo voto possa far cadere realmente il governo nazionale. Il segretario leghista si attende un buonissimo risultato, con la Lega ampiamente primo partito nella Regione, sopra il 30%. La novità è che Salvini, però, comincia a credere nel 'bis' in Emilia-romagna, il 26 gennaio, dove i sondaggi in mano ai leghisti - stando a quanto trapela da via Bellerio - descrivono uno scenario di testa a testa tra Lucia Borgonzoni e il governatore dem uscente Stefano Bonaccini. Anche se potrebbe cambiare tutto in base alle decisioni di Pd e M5s sull'ipotesi di replicare a livello regionale l'alleanza, come già avvenuto in Umbria. Per Salvini, il voto emiliano-romagnolo potrebbe diventare, quindi, la "battaglia della vita". "Se non dovessimo vincere, perderemmo comunque in maniera onorevole, e non cambierebbe nulla a livello nazionale - si ragiona in via Bellerio -. Ma se vincessimo anche in Emilia-romagna, il governo Conte non reggerebbe l'impatto. Il governo cadrebbe". "Se qualcuno degli alleati ha dei dubbi sulla vittoria in Emilia io non ne ho. Sarà quella la prova del nove", ha spiegato il segretario leghista, riunendo i gruppi ieri. E proprio per preparare la campagna elettorale a sostegno di Borgonzoni - che si aprirà ufficialmente il 14 novembre con un grande evento al Paladozza di Bologna - l'ex ministro dell'Interno ha messo a punto un programma 'ad hoc'. Si chiama 'adotta una provincià il piano che Salvini ha spiegato ai parlamentari. Deputati e senatori dovranno scegliere ognuno una zona dell'Emilia per essere sempre presenti sul territorio. Altra tattica: ogni parlamentare dovrà portare sul tavolo un tema per cercare di mettere in difficoltà l'esecutivo. Nelle ultime ore, il capo degli ex lumbard ha - viene segnalato - inaugurato una nuova strategia politica e comunicativa. Il bersaglio dei suoi strali sarà sempre meno il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Non infierirà più su Conte - si annuncia -. Lui è fatto per i 5 stelle. Lo lasciamo in pasto a Di Maio e a Matteo Renzi". Intanto, l'Umbria sarà il primo banco di prova della neonata alleanza tra Pd e M5s. Di Maio ha chiarito che non considera il voto un "test nazionale" e che se il candidato sostenuto dai giallo-rossi Vincenzo Bianconi batterà la leghista Donatella Tesei, darà vita a una giunta "senza politici". I 5 stelle hanno intensificato le presenze in Regione negli ultimi giorni e stanno cercando di darsi da fare per recuperare consensi, con le Cassandre che predono una discesa sotto il 10%. Il M5s, in realtà, punta tutto sulla Calabria dove schiererà un proprio candidato magari sostenuto dal patto civico con un Pd, sfilato, e conta di conquistare la prima Regione a guida 5 stelle. Schema che potrebbe ripetersi, invertito, però, in Emilia-romagna, con il candidato del Pd Bonaccini, in una sorta di patto non belligerante, in cui il Movimento potrebbe persino decidere di rinunciare alla corsa. E se per Fratelli d'Italia, Meloni da settimane gira l'Umbria, per Forza Italia negli ultimi giorni è sceso in campo il leader Berlusconi. Nel partito continua il dibattito aperto dalla 'non ortodossa' Mara Carfagna che ha criticato la partecipazione alla manifestazione organizzata dalla Lega in piazza San Giovanni a Roma. "Qualcuno, anche dei miei, ha detto, come ho letto, che sabato ci siamo consegnati a Salvini. è esattamente il contrario", ha tagliato corto Berlusconi. Salvini e Meloni "hanno dichiarato pubblicamente di essere parte della nostra coalizione unita - ha aggiunto -. Hanno voluto non chiamarla centrodestra. Avevo proposto Casa delle libertà, hanno scelto Casa degli italiani e va bene. Sono io, con Forza Italia, che ha sempre sottolineato, tutto il tempo, l'assoluta necessità che la coalizione della nostra parte politica anti sinistra e anti comunista fosse unita", ha aggiunto. "Sono salito e sceso dal palco, dopo la manifestazione, soddisfatto, dopo la manifestazione, di aver raggiunto un obiettivo fondamentale", ha detto ancora. Per l'ex Cavaliere il voto umbro è estremamente importante. Il centrodestra, ha aggiunto, vincerà "contro questa incredibile aggregazione della sinistra. Questo voto penso possa diventare un fatto simbolico, un primo avviso di sfratto per il governo". In Umbria oggi c'era anche Carfagna. "Leggo dall'Umbria, dove sto partecipando a manifestazioni in sostegno delle liste di Forza Italia e della brava Donatella Tesei, dichiarazioni di diversi amici che si sbracciano per ribadire l'importanza della ricostituzione del centrodestra, seppure sotto la guida di Matteo Salvini, secondo la 'linea di San Giovanni' - ha commentato la vice presidente della Camera -. Sono anche io una convinta sostenitrice del Centrodestra unito ma esaltare oggi quella formula, senza preoccuparsi del calo di consenso di FI, significa usarla come un alibi per non guardare la realtà. Mai nessuno mi convincerà ad accettare la resa di FI e della nostra idea d'Italia in cambio di un seggio garantito quando si voterà. Se ad altri sembra conveniente, io non la penso così: continuerò a pontificare in tv, come ha detto ingenerosamente qualcuno, piuttosto che fare la banderuola per opportunismo, e a lavorare sul territorio come ho sempre fatto. E a chi mi critica dico: non basta affidarsi al successo degli altri per vincere, bisogna costruire il proprio percorso, se se ne è capaci". agi

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Pd, M5s e Leu insieme a Narni, ci sarà anche Conte

25 Ottobre 2019, 07:19am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Italian Prime minister Giuseppe Conte © ANSA

Si terrà a Narni l'evento che oggi vedrà sul palco M5S, Pd e Leu nell'ultimo giorno di campagna elettorale. La kermesse è prevista all'Auditorium San Domenico alle ore 11 e sul palco saliranno il capo politico M5S Luigi Di Maio, il segretario del Pd Nicola Zingaretti e il ministro Roberto Speranza. Ci sarà anche il premier Giuseppe Conte. "Non sono qui per la campagna elettorale e ho lavorato qui non pensando al voto" di domenica. "Domani a Narni sarà l'occasione per illustrare il decreto terremoto. E' un fatto positivo che tutti i leader nazionali siano qui ma il voto in Umbria, con tutto il rispetto, non può essere un test decisivo per un governo che si compone di tantissimi punti programmatici". Così il premier Giuseppe Conte a margine della visita all'azienda di Brunello Cucinelli.

 L'evento di coalizione è stato anticipato da Luigi Di Maio. Stiamo lavorando in queste ore per un evento qui in Umbria con tutti i rappresentanti della coalizione di Governo per spiegare nei dettagli la manovra": lo ha annunciato il ministro degli Esteri e capo politico del M5s, Luigi Di Maio, nel corso di una visita al cantiere della Terni-Rieti. "Inviteremo anche il presidente Giuseppe Conte - ha aggiunto -, insieme al segretario del Pd Nicola Zingaretti, al ministro della Salute Roberto Speranza, insieme a chi vorrà partecipare, anche Italia Viva se lo vorrà". "Dobbiamo spiegare chiaramente - ha aggiunto il ministro Di Maio - che questa è la manovra che mantiene una promessa, non aumenta l'Iva, che abolisce il superticket per la sanità, che istituisce un assegno unico per le famiglie che fanno figli e abbassa il cuneo fiscale".

"Credo che in generale sia giusto continuare con il progetto di commissione d'inchiesta dei fondi dati alle forze politiche in tutti questi anni e sono sono d'accordo con il presidente Conte che l'unico Russiagate che esista è quello che riguarda la Lega e Matteo Salvini" ha detto Di Maio.

Dura la risposta di Salvini. "A Conte ho finito di rispondere - dice Salvini - Faccia il presidente del Consiglio se è in grado di farlo". 

"Il Titolo V fu riformato nel 2001 e da allora la situazione è peggiorata - ha detto il capo politico M5S Luigi Di Maio in un comizio in serata a Gubbio al Centro Servizi Santo Spirito -. La nostra grande sfida, dopo il taglio dei parlamentari, è riuscire in un riordino degli enti pubblici. Oggi sembra un inferno di Dante, con il girone degli appalti, quello di chi fa la carta di identità, quello dell'Inps. Il problema è che gli enti sono stati creati per pochi e non per voi". "Qui in Umbria proviamo un laboratorio, non so se riuscirà ma secondo me l'idea è giusta. Se Bianconi vince, la giunta la nomina tra le migliore risorse della Regione. Bianconi si è proposto si è fatto avanti. Esiste una terza via, il patto civico. In ogni caso questa esperienza sarà una nuova pagina nel Movimento". "Domenica chi vota per Bianconi avrà una giunta di persone giuste al posto al posto giusto, chi voterà per Tesei voterà per una coalizione che dice di andare d'accordo e poi chiedete in Sardegna quanto ci è voluto per fare la giunta. Per loro siete un trofeo da agitare il lunedì". 

In Umbria in serata anche il leader della Lega, Matteo Salvini: "Manette agli evasori? - ha detto in collegamento da Perugia con "Dritto e Rovescio", su Rete4 - Ma se non riusciamo a mettere le manette agli evasori? Io sarei d'accordo ma prima lavorerei sul rendere più facile pagare le tasse. E ne farei pagare di meno. Comunque prima mettiamo in galera gli spacciatori che rovinano i nostri figli". Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, in collegamento da Perugia con "Dritto e Rovescio", su Rete4. "Dopo l'Umbria ne vedremo delle belle. Ci sarà la Calabria, l'Emilia, le altre elezioni regionali, e poi gli italiani torneranno a votare". Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, in collegamento da Perugia con "Dritto e Rovescio", su Rete4.

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Arriva lo schema della manovra, 5 miliardi da microtasse Rivalutazione delle pensioni, 6,5 mld da decreto fiscale. C'è 'carta bimbi' e sugar e plastic tax

24 Ottobre 2019, 09:38am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Arriva lo schema della manovra, 5 miliardi da microtasse Rivalutazione delle pensioni, 6,5 mld da decreto fiscale. C'è 'carta bimbi' e sugar e plastic tax

La rivalutazione delle pensioni per 2 milioni e mezzo di persone, il fondo per le famiglie, la sugar e la plastic tax, e poi le tasse sulle sigarette, l'aumento della cedolare secca e l'abolizione dei superticket. Lo scheletro della manovra è contenuto in una bozza di sei pagine, che ha fatto da canovaccio per la lettera di risposta del governo all'Ue. Molte delle misure fanno parte da tempo del pacchetto, altre sono nuove, di altre sono stati definiti i dettagli. Intanto, I SOLDI: quanti sono e da dove arrivano. "Vengono previsti 30 miliardi di maggiori spese - viene spiegato - mentre 15 sono maggiori entrate. Tra queste ultime, 6,5 miliardi provengono dalle misure individuate nel Decreto Fiscale, mentre 8,5 miliardi provengono da maggiori entrate individuate con le misure del Disegno di Legge di Bilancio. Il resto è coperto in deficit, con 14,4 miliardi di euro". Scendendo nello specifico, dalle microtasse si stima un recupero di circa 5 miliardi. Fra le misure di maggiore impatto ci sono quelle per gli anziani e le famiglie. Per i primi c'è il ripristino della rivalutazione delle pensioni tra i 1.500 e i 2.000 euro lordi. "Per la famiglia - viene spiegato - la manovra prevede un fondo da 2 miliardi nel prossimo triennio. Dal 2020 le risorse degli attuali bonus (nascita, bebè, voucher asili nido) saranno riordinate in un unico fondo che avrà una dote aggiuntiva di 500 milioni. Sarà un'apposita 'carta bimbi' da 400 euro al mese a permettere alle famiglie di coprire le rette per gli asili nido o azzerarle per i nuclei a basso reddito". Il taglio del cuneo fiscale riguarderà sia i 4,5 milioni di lavoratori con redditi lordi tra i 26.600 e i 35.000 mila euro, finora esclusi dal bonus Renzi, sia i 9,4 milioni di lavoratori con redditi da 8 mila a 26.6000 euro, che percepiscono già il bonus Renzi. Si abbassano, però, le detrazioni Irpef al 19% per i contribuenti: la sforbiciata parte dai redditi oltre 120 mila euro l'anno con il graduale azzeramento a quota 240mila euro. Dallo schema prende forma la tassa sul fumo, che riguarda sia le sigarette elettroniche sia quelle tradizionali: 160 milioni arriveranno da un aumento di imposte su liquidi, bruciatori, trinciato e sigaretti e oltre 45 dalle sigarette. Si confermano la tassa sugli imballaggi di plastica, un euro per chilogrammo, che partirà dal primo giugno 2020, e l'aumento della cedolare che al 12,5% dal 10%. La giornata è stata caratterizzata anche dal 'ritorno' del bonus cultura per i diciottenni, in scadenza a fine 2019. Il governo è intenzionato a rinnovarlo, ma l'investimento dovrebbe calare da 240 milioni a 160 milioni. Malgrado la minore disponibilità, Pd e Iv chiedono di fare in modo che la cifra a disposizione dei neo maggiorenni resti di 500 euro ma il rischio è che il bonus sia quasi dimezzato. Per riuscirci, puntano "sul fatto che non tutti i diciottenni lo hanno usato nel passato". Infine, per il rinnovo dei contratti pubblici "il governo aggiungerà 225 milioni per il 2020 e 1,4 miliardi a regime dal 2021, che andranno ad aggiungersi agli 1,4 miliardi stanziati precedentemente per il 2020 e agli 1,75 stanziati precedentemente per il 2021. Si tratta in totale di 3,1 miliardi stanziati a regime per i rinnovi".

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Manovra, lettera dell'Ue all'Italia. Conte: 'manderemo le risposte'. Moscovici: 'Clima disteso' Fonti del Mef spiegano che domani ci sarà la risposta dell'Italia. Intesa nella notte ma nodo flat tax. Pd, su evasori parola a Camere

23 Ottobre 2019, 09:41am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Manovra, lettera dell'Ue all'Italia. Conte: 'manderemo le risposte'. Moscovici: 'Clima disteso' Fonti del Mef spiegano che domani ci sarà la risposta dell'Italia. Intesa nella notte ma nodo flat tax. Pd, su evasori parola a Camere

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Intesa in extremis nella notte sulla correzioni alla manovra mentre arriva la lettera di Bruxelles che chiede chiarimenti all'Italia sulle misure. Approfondimenti che - scrive Bruxelles - dovranno arrivare entro domani, "per consentire alla Commissione di tenerli in considerazione prima di dare l'opinione formale" sulla manovra".  Dal commissario Pierre Moscovici arriva, comunque, una rassicurazione sui rapporti con Bruxelles: "Lavoriamo nelle migliori condizioni con Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri. Questa lettera non è vaga ma è fattuale che ricorda un certo numero di elementi e noi continuiamo i nostri rapporti su questa base in un clima più disteso e positivo". "Non ho dubbi che il governo italiano sarà in grado di rispondere alla lettera serenamente, tranquillamente e in modo preciso". "Siamo in un processo di dialogo positivo con il governo italiano - ha detto ancora - il ruolo della commissione è di stabilire i fatti oggettivi, ciò che va nella buona direzione e di notare un certo numero di aggiustamenti rispetto alle regole". "Questa lettera è diversa da quella indirizzata al governo italiano l'anno scorso - ha aggiunto - e manifesta ciò che ho già annunciato e cioè che non c'è alcuna di crisi di bilancio con l'Italia". Il piano italiano - si legge nel testo - "non rispetta il target di riduzione del debito per il 2020. La bozza prevede un peggioramento del deficit strutturale di 0,1% del Pil, "che manca il raccomandato aggiustamento strutturale di 0,6%", e "un aumento della spesa dell'1,9%, che eccede la riduzione raccomandata di almeno lo 0,1%". Elementi che "appaiono non in linea" con le raccomandazioni, puntando ad un rischio di deviazione significativa" dallo "sforzo raccomandato". La Commissione Ue "prende nota della richiesta italiana di utilizzare la flessibilità prevista" dalle regole del Patto "per prendere in considerazione gli effetti sul bilancio degli eventi eccezionali", e "farà un'analisi approfondita della domanda, considerando i criteri di eleggibilità". "La lettera della Commissione Europea all'Italia era attesa e rientra nell'ambito di un normale dialogo fra le parti che non desta preoccupazioni". E' quanto spiegano fonti Mef. "La Commissione chiede chiarimenti che il Governo si appresta a dare entro domani". "La lettera prende nota della richiesta di flessibilità da parte del Governo italiano per eventi eccezionali e richiama la discussione, promossa anche dall'Italia, tenutasi nell'ultimo Eurogruppo del 9 ottobre sull'intonazione di bilancio (fiscal stance) dell'Eurozona"."All'Ue daremo tutti i chiarimenti, non siamo preoccupati", afferma il premier Giuseppe Conte ai cronisti a margine dell'assemblea di Confesercenti.

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Governo: Cambia la manovra, c'è carcere, slittano contante e pos Intesa Conte-M5S ma nodo flat tax. Pd, su evasori parola a Camere

22 Ottobre 2019, 08:23am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Governo: Cambia la manovra, c'è carcere, slittano contante e pos Intesa Conte-M5S ma nodo flat tax. Pd, su evasori parola a Camere

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A una settimana dal via libera "salvo intese", dopo un intenso "round" di incontri e un vertice di maggioranza lungo oltre due ore e mezza, arriva l'accordo sul decreto fiscale. Non è la parola fine alle discussioni nella maggioranza, sia perché alcuni aspetti - in particolare sulle partite Iva - sono da definire, sia perché "non è ancora chiusa" la legge di bilancio. Ma sul crinale della rottura, arriva una intesa di massima su nodi ancora aperti, dal carcere agli evasori al tetto al contante e le multe per chi non faccia pagare con pos. Restano divergenze sulla stretta alla flat tax per le partite Iva. Arriva una novità anche per il "superbonus della Befana" fortemente voluto dal premier: come previsto, arriverà a gennaio 2021 ma premierà solo le spese effettuate con carte e bancomat a partire da luglio 2020. Le risorse a disposizione - spiegano da Palazzo Chigi - restano 3 miliardi, che si tradurrebbero in un bonus tra i 300 e i 500 euro per le spese dal parrucchiere e l'estetista, ma anche da meccanico ed elettrauto, elettricista, idraulico, ristorante. E' in nome della responsabilità e della necessità di non perpetuare lo schema di una maggioranza litigiosa, che Giuseppe Conte mette attorno al tavolo gli alleati di governo dopo un fine settimana di scontri durissimi. Il premier sigla una tregua con Luigi Di Maio. Poi in serata, con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, incontra una ad una le delegazioni di maggioranza, prima del lungo vertice serale, che fa slittare alle 23.30 il Consiglio dei ministri sul decreto terremoto che era previsto alle 19. Dal Pd e da Leu emerge insofferenza sia per i modi in cui i Cinque stelle hanno rimesso in discussione quanto fatto la scorsa settimana in Cdm, sia perché - sottolinea Federico Fornaro - "le norme dovrebbero essere di tutti e non di un singolo partito". Ma alla fine esultano i Cinque stelle, che ottengono le modifiche chieste al testo: "Il M5s non molla mai!", scrive Di Maio su Facebook. L'intesa, dunque. Slittano a luglio 2020 sia l'abbassamento del tetto al contante (che non piace a Iv e a parte del M5s) sia le multe per chi non faccia pagare con pos, nell'attesa di un accordo sul calo dei costi delle commissioni delle carte di credito. C'è l'intesa anche sull'inasprimento del carcere per gli evasori e sulla confisca per sproporzione, sul modello di quella che si applica ai mafiosi Il ministro Alfonso Bonafede annuncia che si passerà "da un minimo di 4 anni a un massimo di otto anni" di carcere per i grandi evasori partendo da una "somma evasa di 100mila euro". La stretta entrerà subito nel testo del decreto fiscale ma con la postilla che le nuove norme entreranno in vigore non subito, ma solo dopo il via libera finale al decreto. Si garantirà così sia la certezza della pena, sia - come sottolinea Dario Franceschini - che "il Parlamento potrà approfondire tutti gli effetti e le conseguenze". Insomma, ancora ampio spazio al confronto. Ma Bonafede assicura di non temere modifiche e Di Maio festeggia l'intesa sulla norma di bandiera del M5s: "Finalmente tocchiamo gli intoccabili!". La discussione però probabilmente proseguirà. A partire dal nodo delle norme sulle partite Iva a cui si applica il regime forfettario al 15%. "Siamo al lavoro. Sarà oggetto della discussione nei prossimi giorni", racconta Di Maio, facendo riferimento alle norme che dovrebbero entrare nella legge di bilancio. Le nuove regole per limitare gli abusi erano state fortemente volute dal ministero dell'Economia. Ora arriverebbe il divieto di cumulo per chi guadagni oltre 30mila euro da lavoro dipendente (sono d'accordo tutti i partiti), mentre salterebbe il calcolo analitico del reddito su cui applicare la tassazione forfettaria ma i Cinque stelle vorrebbero far saltare anche il tetto alle spese per investimenti.

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Salvini a Todi: «Renzi ladro di democrazia, ha il 3% e non lo vota nemmeno suo padre»

21 Ottobre 2019, 08:51am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Salvini a Todi: «Renzi ladro di democrazia, ha il 3% e non lo vota nemmeno suo padre»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Matteo Salvini parlando a Todi, uno degli appuntamenti in Umbria in vista delle Regionali del 27 ottobre​, ha replicato duramente al leader di IV che lo aveva attaccato a Firenze. «Stasera tutti i tg daranno come prima notizia Renzi e la Leopoldina, uno che rappresenta il 3% degli italiani. Un pallone gonfiato, un ladro di democrazia che probabilmente non lo vota più nemmeno suo padre».Quota 100. «Uno che vuole togliere Quota 100 per tornare alla Legge Fornero va curato, in un ospedale in Umbria. Lo dico apposta, per punizione». Così il leader della Lega, Matteo Salvini intervenendo a Todi. In Umbria e a livello nazionale, aggiunge, «vinceremo perché provano a far vivere gli umbri e gli italiani in una realtà virtuale. Stasera scommetto un caffé che la prima notizia sui tg sarà Renzi e la Leopoldina: ci giuro quello che volete. Renzi rappresenta il 3%, neanche probabilmente suo padre lo vota più, ma i tg apriranno con Renzi. Un pallone gonfiato, un ladro di democrazia, che cambia partito ogni quarto d'ora», sottolinea Salvini.

LEGGO

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Manovra nel caos, resa dei conti nel governo

19 Ottobre 2019, 11:00am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Scontro Renzi-Conte su quota 100. M5s chiede un vertice: 'Senza il nostro voto non si fa niente'. Franceschini: 'Un ultimatum al giorno leva il governo di torno'

Giuseppe Conte © ANSA

Manovra nel caos ancor prima che i testi arrivino in Parlamento. Di Maio riunisce a palazzo Chigi i ministri M5s. Alla fine i 5 Stelle si schierano con le partite Iva contro le misure sul contante, i pos, il cuneo fiscale e avvertono: 'Senza il nostro voto non si fa niente'. Il premier Conte, dal Consiglio europeo, apre a nuove verifiche sui testi, ma difende le misure. Tensione con Renzi che vuole cancellare Quota 100. Alla fine, Franceschini avverte: 'Un ultimatum al giorno toglie il governo di torno'.

Renzi attacca su Quota 100: "Domattina partiamo con la presentazione del Family Act, con Elena Bonetti. E spiegheremo perché secondo noi quella misura, che investe 20 miliardi in tre anni guardando solo ai pensionandi, è ingiusta: quei soldi dovrebbero andare ai giovani, alle coppie, alle famiglie, agli stipendi e ai servizi. Noi voteremo un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi: vediamo che cosa faranno gli altri".

Da Bruxelles replica il premier Conte: "È un pilastro della manovra" e rassicura sui pagamenti digitali: andremo ad azzerare le commissioni o a ridurle sensibilmente".

Bruxelles chiederà all'Italia chiarimenti sulla manovra del 2020. Lo afferma il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis in una intervista a margine dei lavori del Fmi pubblicata sul sito della Reuters. "Dove vediamo rischi di devianza dalle regole di bilancio della Ue chiediamo a questi Paesi ulteriori chiarimenti. E l'Italia - ha detto il vicepresidente dell'esecutivo europeo - sarà tra quei Paesi a cui chiederemo ulteriori chiarificazioni".

Renzi: 'Dalla Leopolda un no al partito delle tasse' - "Sarà una Leopolda che assomiglierà molto a quelle delle origini. Una Leopolda di sfida, in cui vengono le persone che vogliono arrivare e non quelle che sono già arrivate, in cui non c'è garanzia per nessuno. Una Leopolda dei pionieri. Tipo quella del 2012, quando ci eravamo già fatti conoscere, ma ancora eravamo, tutto sommato, outsider". A dirlo è Matteo Renzi, leader di Italia viva, in un'intervista al Quotidiano nazionale. "Evitare l'aumento dell'Iva - spiega a proposito della manovra - era ed è un dovere politico. Per le famiglie inizieremo a fare quello che fino ad adesso non è stato fatto. La ministra Bonetti è bravissima, la vedrete all'opera". Renzi spiega anche che cosa non lo convince: "Tutti i microbalzelli: dalla sugar tax alle tasse sulle transazioni immobiliari. Le cancelleremo in Aula. Su questo infatti la pensiamo come i Cinquestelle. La copertura passa dal taglio degli sprechi". "La Leopolda numero 10 sarà una Leopolda particolare, quella della nascita di Italia Viva. Parleremo di futuro, dei prossimi 10 anni, e infatti ci saranno moltissimi millenials". Così Matteo Renzi a Radio Anch'Io presentando l'edizione della kermesse da lui ideata che inizierà oggi pomeriggio nell'ex stazione. Alle 15 il leader e senatore inaugurerà una mostra dedicata alla memoria di Tiberio Barchielli, "reporter, paparazzo e fotografo di Palazzo Chigi" quando Renzi era premier. Domani pomeriggio verrà rivelato il simbolo del nuovo partito, il logo risultato vincente nel sondaggio online fra i tre proposti ai simpatizzanti e nascerà ufficialmente Iv, con la presentazione e la firma del manifesto programmatico. Domenica la chiusura con un intervento di Renzi.

Berlusconi, auguri a Renzi ma non giocheremo mai assieme - "Tanti auguri a Renzi che la sua Leopolda si svolga bene, auguri al suo nuovo partito che possa avere successo ma nell'altra metà campo dove noi non giocheremo mai". Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nel corso della sua passeggiata al centro di Perugia.

ANSA

Leggi i commenti