Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.politica

…

SEZ. POLITICA Autonomia differenziata, Ciarambino: "Colpo mortale alla sanità del Sud" La consigliera regionale cita il rapporto Gimbe e lancia l'allarme

2 Aprile 2024, 10:11am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

autonomia differenziata ciarambino colpo mortale alla sanita del sud

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Il report diffuso dalla Fondazione Gimbe su “L’autonomia differenziata sulla sanità” certifica, per l’ennesima volta, le gravi nefandezze contenute nel ddl Calderoli - dichiara Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e componente del Gruppo Misto -. Un vero e proprio punto di non ritorno in ambito sanitario, in un momento in cui il Ssn è già in agonia. È l'ennesima autorevole voce che si aggiunge al coro di no provenienti dal mondo istituzionale, accademico, produttivo, scientifico, sindacale, finanziario contro la secessione leghista che ammazzerà l'unità del Paese, negando il diritto alla salute a milioni di cittadini e accentuando il divario già esistente nell’aspettativa di vita, visto che oggi la media nazionale è a 82,6 anni mentre in Campania scende a 81". Per Ciarambino "è inaccettabile sotto ogni punto di vista che un cittadino del Nord abbia il diritto a una vita più lunga e in salute di un cittadino del Sud, una vergogna senza precedenti. Così come aumenterà la migrazione sanitaria, con le regioni del Sud che non avranno risorse sufficienti per garantire i Lea. Gimbe mette nero su bianco che non è ammissibile violare il principio di uguaglianza nella tutela del diritto alla salute, io aggiungo che non è tollerabile l’intero disegno di legge della Lega perché spacca a metà un Paese, e invece di intervenire per colmare i divari esistenti tra Nord e Sud, impoverisce ulteriormente e irrimediabilmente il Mezzogiorno", conclude Ciarambino.

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Fdi, Cormano e Mauriello: "Immobilismo Comune Baselice su Provinciale 55" "Trascorsi quattro anni dal protocollo d'intesa e non ci sono progetti idonei"

29 Marzo 2024, 11:37am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Fdi, Cormano e Mauriello: "Immobilismo Comune Baselice su Provinciale 55" "Trascorsi quattro anni dal protocollo d'intesa e non ci sono progetti idonei"

INSERITO DA ANGELA CECERE Baselice. “Il sindaco di Baselice, Ferella, dovrebbe preoccuparsi di redigere un nuovo studio di fattibilità ed un progetto esecutivo per la messa in sicurezza della Strada provinciale numero 55 che sia in linea con il nuovo Codice degli appalti”. Così il Consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, Gaetano Mauriello. “Si tratta – prosegue – di una esigenza stringente per un territorio che necessita di infrastrutture che siano funzionali e sicure”. “Sono trascorsi quattro anni – ancora Mauriello - da quando il Comune di Baselice ha sottoscritto il protocollo d’intesa con la Provincia e, ad oggi, per immobilismo della Amministrazione comunale e del suo sindaco, non risultano esservi progetti idonei da poter inserire nell’avviso pubblico della Regione Campania che siano funzionali alla sistemazione della strada. Il sindaco Ferella ragioni su questo dato e non addebiti al sottoscritto responsabilità che non può avere essendo consigliere provinciale da appena tre mesi, tempo che è stato comunque sufficiente per produrre più di quanto lui non ha fatto”. A fargli eco sulla questione il consigliere comunale di Baselice Andrea Cormano “Da una consultazione con i tecnici e funzionari della Provincia, al fine di aversi un punteggio maggiore e un piazzamento migliore in graduatoria – spiega il medesimo  - è opportuno innanzitutto valutare anche la possibilità di rivedere il protocollo di intesa stilato con la Provincia allargandolo a più Comuni, interessati dall’attraversamento della SP55, e ridimensionare il progetto al tetto massimo di 3 milioni di euro. Abbiamo prodotto foto ed osservazioni a tecnici e funzionari della Provincia per risolvere i problemi di sicurezza e di incolumità dei cittadini, riguardanti innanzitutto segnaletica orizzontale e verticale e manto stradale, e siamo disponibili a qualsiasi confronto costruttivo con Provincia e Comune al fine di trovare la soluzione politica e tecnica migliore per l’esecuzione dei lavori in questione”.

OTTO PAGINE

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Europee, passo Schlein verso candidatura. Annunziata e Decaro capilista al Sud In segreteria nessuno ha detto no all'ipotesi ma il dibattito nel Pd resta aperto. Perplessità sui civici, richiesta di valorizzare classe dirigente dem

27 Marzo 2024, 11:27am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Europee, passo Schlein verso candidatura. Annunziata e Decaro capilista al Sud In segreteria nessuno ha detto no all'ipotesi ma il dibattito nel Pd resta aperto. Perplessità sui civici, richiesta di valorizzare classe dirigente dem

INSERITO DA ANGELA CECERE La riunione ieri al Nazareno è stata lunga e per la prima volta il tema delle candidature alle europee è stato messo sul tavolo. A partire da quella di Elly Schlein. A fine segreteria fonti dem fanno sapere che "tutti hanno chiesto alla segretaria di candidarsi". O meglio, si specifica poi, nessuno ha detto no a una sua eventuale candidatura. Come invece era accaduto a più riprese nelle scorse settimane, da parte di diversi dirigenti dem: "E' una novità". Una ricostruzione confermata dai partecipanti alla riunione: nessun veto ma "nemmeno una richiesta coram populi, sarebbe una forzatura dirlo". Piuttosto, "con diverse sfumature", si è ragionato sulle modalità di una eventuale corsa delle segretaria alle europee. Annunziata e Decaro candidati al Sud Ad intervenire tra gli altri Alessandro Alfieri, Debora Serracchiani, Marco Sarracino, Peppe Provenzano. Da più parti, si racconta , si è caldeggiata la necessità di valorizzare a pieno la "classe dirigente del Pd" che uno schema che preveda civici capolista potrebbe invece comprimere. Una casella però è già stata opzionata. Lo ha annunciato la stessa Schlein in serata in Tv. Lucia Annunziata sarà capolista al Sud e in lista ci sarà anche Antonio Decaro. "Stiamo costruendo le liste, una squadra che metta insieme un'apertura verso la società civile. Accanto a questo - ha detto Schlein a 'Di martedì' su La7 - le più solide figure del Pd. Abbiamo chiesto a Lucia Annunziata di guidare la lista del Pd al sud, non solo perché è una figura di grande valore per il lavoro che ha fatto da giornalista per tanti anni, ma soprattutto perché ha una grandissima conoscenza della politica estera internazionale. Il numero due sarà uno dei più bravi sindaci d'Italia, sto parlando di Antonio Decaro". "Io candidata? Ci sto riflettendo" Per le altre circoscrizioni, c'è chi ritiene che la capolista dovrebbe essere la segretaria: "Se si candida la segretaria fa la capolista, come dovrebbe esserlo il presidente del partito, Stefano Bonaccini - riferisce uno dei presenti alla segreteria-. C'è stato un confronto franco e costruttivo, che porteremo anche sui territori. Ci siamo lasciati così". Insomma, il dibattito resta aperto. E del resto la stessa Schlein, sebbene l'impressione tra i dem è che sia pronta a scendere in campo, non scioglie ancora il nodo: "Ci sto riflettendo, ma prima vorrei chiudere la squadra", e comunque, rimarca in tv, "mi spenderò in ogni caso". Nella segreteria di ieri al Nazareno diversi i temi affrontati con una direttrice di fondo: avanti sulla linea unitaria verso i prossimi appuntamenti elettorali. Così fonti del Pd sintetizzano il mood della riunione. "Il combinato disposto tra gli ultimi dati sulla povertà e l'attacco alla libertà di informazione" tra il caso Agi e "una Rai che è militarmente occupata dalla destra, ci impone di stringere un'alleanza tra le sensibilità di questo partito: l'unico avversario del Pd è la destra". Il Pd, si rimarca, "vuole confermare la crescita dell'ultimo anno e tutto quello che va in questa direzione verrà messo in campo dal partito, anche nella chiusura ormai prossima liste per le europee". Lo spazio, secondo Schlein, deve essere occupato "dai temi e non dal dibattito sui nomi". Di qui il confronto nella riunione sulla "sanità in ginocchio", sulla legge di iniziativa popolare sul salario minimo, una battaglia sulla quale il Pd non intende "mollare di un centimetro. Il no della destra ci sembra un'enormità anche rispetto ai dati Istat sulla povertà". Una battaglia da portare avanti "insieme alle altre opposizioni. Il Pd -è il ragionamento- come primo partito del centrosinistra ha la responsabilità di costruire l'alternativa, a partire dai temi". Nel corso della riunione, sempre secondo quanto viene riferito, c'è stato un ringraziamento alla 'coppia' Igor Taruffi e Davide Baruffi, responsabili Organizzazione ed Enti locali, per l'impegno messo nella costruzione delle alleanze per regionali e amministrative. Una partita "gestita con una linea unitaria nel partito senza badare a chi ha votato chi al congresso. Con lo stesso spirito intendiamo andare avanti per le liste delle europee".

 ADNKRONOS

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Sondaggi politici, Fratelli d'Italia risale al 27% Crescono anche Pd, M5S e Lega

26 Marzo 2024, 11:00am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Sondaggi politici, Fratelli d'Italia risale al 27% Crescono anche Pd, M5S e Lega

INSERITO DA ANGELA CECERE  Fratelli d'Italia, Pd, M5S e Lega tutti in crescita. Forza Italia scende. Il sondaggio Swg per il Tg La7 fotografa le intenzioni di voto se si andasse alle urne oggi, 25 marzo 2024. Fratelli d'Italia si conferma il primo partito e, guadagnando lo 0,2%, sale al 27%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni allunga sul Pd, che cresce dello 0,1% e ora vale il 19,9%. Progresso dello 0,3% per il M5S e per la Lega, che rispettivamente approdato al 15,6% e all'8,3%. Frena Forza Italia, che scende al 7,7%. Giù anche Verdi e Sinistra (4,1%) e Azione (4%). Italia Viva sale al 3,4%, seguita da +Europa (2,8%), Democrazia Sovrana e Popolare (1,6%), Psce Terra Dignità (1,6%), Noi Moderati (1,1%).

 ADNKRONOS
 

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Pedicini: "L'Europa rappresenta i cittadini: non l'industria bellica" L'eurodeputato: "Cerchiamo di rappresentare un bisogno di pace che passa per le vie negoziali"

25 Marzo 2024, 10:57am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Pedicini: "L'Europa rappresenta i cittadini: non l'industria bellica" L'eurodeputato: "Cerchiamo di rappresentare un bisogno di pace che passa per le vie negoziali"

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. "Stiamo provando un percorso di pace che non è ben rappresentato , oggi, nel Parlamento europeo. Ho vissuto di persona momenti in cui quasi tutto il Parlamento, all'unisono, votava in favore dell'invio delle armi, per una politica sanzionatoria che si è rilevata controproducente". Lo ha detto Piernicola Pedicini, eletto eurorlamentare con M5s e ora candidato con il movimento "Pace, terra, dignità" di Michele Santoro. "Noi stiamo invece cercando - ha spiegato - di rappresentare un bisogno di pace che passa attraverso le vie negoziali, le vie diplomatiche. Vogliamo che l'Unione Europea rappresenti la volontà dei cittadini europei e non quella della grande industria, specialmente bellica. Vogliamo che ci si sieda a un tavolo e che si trova un modo per fermare questo scempio che mette a rischio l'intera esistenza del mondo. Oggi è più che mai necessario. Posso assicurare che sono pochi i parlamentari che hanno reagito lucidamente in questa vicenda, che ormai dura da tempo, mentre serve una presenza che rappresenti meglio la volontà dei cittadini ed ottenere delle maggioranze che in questo momento non ci sono". 

OTTO PAGINE

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Piero De Luca: i dati sono drammatici, ritardi clamorosi sul Pnrr Il deputato Dem: sostengo il grido d'allarme dei costruttori, il Governo intervenga

23 Marzo 2024, 10:49am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

piero de luca i dati sono drammatici ritardi clamorosi sul pnrr

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. "Sostengo pienamente il grido di allarme che l'Ance sta lanciando. Anche nel mio intervento in Aula con la premier Meloni ne abbiamo parlato. I dati sono drammatici. Il Pnrr è in ritardo clamoroso". Lo ha detto ai giornalisti, il deputato Dem, Piero De Luca, presente stamattina al convegno "L'attuazione del Pnrr: giro di boa 2024-2026", organizzato dall'Ance di Salerno. "Ci sono stati tagli enormi nella sanità, 100mila posti negli asili nido non ci sono più. Ci sono ritardi sull'utilizzo delle risorse destinate alle periferie, alla riqualificazione urbana dei comuni. È una situazione molto preoccupante. Il governo continua a scherzare - ha sottolineato -. Dovrebbe, invece, mettere da parte le chiacchiere e la propaganda. Questa drammatica situazione si ripercuote sul Mezzogiorno che si vede più penalizzato di altre aree del Paese. Sosteniamo dunque la battaglia dell'Ance, è necessario un cambio di passo altrimenti perderemo questa occasione storica". OTTOPAGINE

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Meloni al Consiglio europeo tra Gaza e sostegno a Ucraina, resta il nodo della difesa comune Sul tavolo anche la questione migranti e le alleanze in vista delle elezioni europee

22 Marzo 2024, 11:37am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni al Consiglio europeo tra Gaza e sostegno a Ucraina, resta il nodo della difesa comune Sul tavolo anche la questione migranti e le alleanze in vista delle elezioni europee

INSERITO DA ANGELA CECERE Non è un Consiglio di guerra, come tiene a sottolineare il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ma l'eco dei conflitti che infiammano lo scacchiere internazionale - dall'Ucraina al Medio Oriente - riecheggia eccome nell'Europa Building di Bruxelles, dove sono riuniti i 27 Capi di Stato e di governo della Ue. Nel suo intervento durante la sessione di lavoro a cui partecipa anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, la premier Giorgia Meloni non nasconde la preoccupazione per le prospettive di un'operazione di terra di Israele a Rafah, città palestinese nel sud della striscia di Gaza. E nell'auspicare un'immediata pausa umanitaria propedeutica a un cessate il fuoco sostenibile, evidenzia come la Ue possa e debba giocare un ruolo di primo piano nella soluzione della crisi. Centrale nel discorso della presidente del Consiglio è anche la questione dei migranti, uno dei temi che saranno in cima all'agenda della presidenza italiana del G7: i trafficanti di esseri umani sono "nemici nostri e dello sviluppo delle Nazioni più povere", scandisce Meloni davanti ai leader della Ue, ponendo l'accento sul Piano Mattei caro al governo italiano (un "volano", secondo la leader di Fdi, per gli investimenti e la crescita delle nazioni africane) e invoca un ruolo incisivo dell'Onu nel contrasto all'immigrazione illegale. Ma è ancora una volta il conflitto russo-ucraino a occupare una larga fetta del dibattito in seno al Consiglio europeo. In particolare i leader discutono della possibilità si utilizzare gli extraprofitti derivanti dal congelamento degli asset della Banca Centrale Russa per l'acquisto di ulteriori armi e munizioni da destinare all'Ucraina. Una ipotesi che vede d'accordo il cancelliere tedesco Olaf Scholz e che viene caldeggiata dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo video-collegamento con il summit Ue. Il tema delle munizioni rappresenta una questione "vitale" per Kiev, dice Zelensky, che esorta la Ue a incrementare il proprio sostegno: "Purtroppo - il j'accuse del presidente ucraino - l'uso dell'artiglieria in prima linea da parte dei nostri soldati è umiliante per l'Europa, nel senso che l'Europa può dare di più. Ed è fondamentale dimostrarlo adesso". Anche il premier ungherese Viktor Orban, unico leader europeo a congratularsi con il presidente russo Vladimir Putin per la sua rielezione, fa trapelare che Budapest è disposta a negoziare sulla proposta della Commissione Ue di utilizzare i sopraprofitti degli asset russi bloccati. A margine del Consiglio l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell prova a stemperare le tensioni dopo le dichiarazioni di alcuni leader europei - tra cui il francese Emmanuel Macron - sul rischio di una guerra nella Ue: "Non bisogna impaurire la gente inutilmente: la guerra non è imminente" in Europa, puntualizza Borrell pur evidenziando come sia necessario "aumentare le nostre capacità di difesa" per il futuro. Ma il progetto di una difesa comune resta in alto mare. All'Italia piace la possibilità di ricorrere agli eurobond per incrementare gli investimenti nella difesa. Germania e Paesi frugali, invece, restano contrari a questa prospettiva. Dopo la cena che conclude la prima giornata di lavori, Meloni e gli altri leader adottano le conclusioni su Medio Oriente, con la richiesta di una pausa umanitaria immediata a Gaza, allargamento (dando il via ai negoziati per l'adesione della Bosnia-Erzegovina) e Ucraina. Sul tema dell'allargamento Palazzo Chigi esprime "grande soddisfazione" per "la storica decisione del Consiglio europeo di aprire i negoziati di adesione con la Bosnia Erzegovina", un obiettivo "ricercato con convinzione dall'Italia". Con questa decisione, sottolinea la presidenza del Consiglio in una nota, l'Unione europea "invia un messaggio chiaro e inequivocabile non solo a Sarajevo, ma a tutti i Balcani Occidentali". Ma mentre si avvicina il voto europeo di giugno a tenere banco è il tema delle alleanze. Se per il leader della Lega Matteo Salvini - che sabato ospiterà a Roma il raduno sovranista di Identità e democrazia - votare la presidente uscente della Commissione europea Ursula von der Leyen per un bis alla guida del governo Ue è "impensabile", diverso è il discorso per Giorgia Meloni che ha trovato nella leader tedesca una solida alleata in Europa. Ma all'interno della famiglia europea di Fdi, i Conservatori e riformisti (oggi riuniti a Subiaco per un summit), ci sono posizioni molto differenti, come quella di Vox che vedrebbe come il fumo negli occhi una rielezione di von der Leyen. (dall'inviato Antonio Atte)

ADNKRONOS

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Lega, Castelli: "Unica speranza è che Salvini lasci" L'ex ministro: "La sua parabola è finita"

21 Marzo 2024, 11:37am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Lega, Castelli: "Unica speranza è che Salvini lasci" L'ex ministro: "La sua parabola è finita"

INSERITO DA ANGELA CECERE L'unica speranza per la Lega è che vada via Salvini, la leadership deve cambiare assolutamente". Roberto Castelli, tra i fondatori della vecchia Lega, già ministro della Giustizia con Berlusconi, non vede altre soluzioni per tornare a sperare in un Carroccio decisivo e con le idee chiare. "Il partito -spiega all'AdnKronos- deve tornare a parlare dei temi del Nord, anche perché sto vedendo che anche quell'adesione che c'era al sud sta rapidissimamente scomparendo e dal punto di vista elettorale servirà a ben poco". "Quindi di fatto oggi la Lega perde voti al sud perché se ne vanno, perché non è più un partito di potere, non lo sarà più fra poco, e d'altro canto perde voti al nord perché è diventato un partito centralista, meridionalista, ma la verità vera è che ormai la parabola di Salvini è finita e dovrebbe farsi da parte, altrimenti la Lega è morta", sottolinea tranchant. "Salvini sta seguendo esattamente la parabola che ha seguito Renzi. Dopo un momento di grande innamoramento, oggi è aspramente criticato e lui non sa che pesci pigliare, sbatte di qua e di là cercando disperatamente un argomento che possa farlo tornare in auge, ma non lo trova, anche perché la gente ormai ha perso fiducia in lui", conclude Castelli. Il tema del simbolo Intanto, la Lega smentisce l'arrivo di un nuovo simbolo per il partito: "Nessun nuovo simbolo. Le notizie apparse questa mattina relative a 'Italia sicura' sono totalmente prive di fondamento. La Lega e Matteo Salvini agiranno in tutte le sedi contro l’ennesima menzogna: abbiamo ormai perso il conto del fango e delle calunnie contro il partito e il suo leader", si legge in una nota. "Ora bisogna cambiare immediatamente il simbolo, non ha nessun senso tenere il simbolo con su scritto 'Salvini Premier', deve tornare la Lega", dice nelle stesse ora Da Milano l'ex segretario della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi. "Il nome dell'attuale segretario deve essere rimosso dal simbolo del partito nato dalle ceneri del vecchio Carroccio "innanzi tutto per motivi matematici -spiega il bossiano Grimoldi all'Adnkronos- perché se prendi il 3% come fai ad ambire a fare i premier? Secondo per motivi politici, perché qual è il progetto politico, qual è il sogno, qual è l'obiettivo, portare a casa il Presidente del Consiglio? Ma quello non può essere un progetto politico, quella non può essere la proposta con la quale si presenta la Lega". Critiche arrivano anche per la politica estera del segretario Salvini che sabato a Roma riunisce gli alleati europei di estrema destra: "Arroccarsi sull'estremissima destra non ci porterà particolare fortuna come i dati elettorali stanno ovviamente dimostrando e viceversa chi parla di tasse, parla di burocrazia, parla di cose concrete invece che di sesso degli angeli, vedi Forza Italia e la stessa Meloni, raccoglie a piene mani il consenso elettorale".

 ADNKRONOS

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Ucraina, Meloni condanna elezioni farsa Putin e gela Macron: "No invio truppe" La premier: "Il sacrificio di Navalny non verrà dimenticato". L'assenza di Salvini diventa un caso: "Impegni al Mit"

20 Marzo 2024, 11:57am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ucraina, Meloni condanna elezioni farsa Putin e gela Macron: "No invio truppe" La premier: "Il sacrificio di Navalny non verrà dimenticato". L'assenza di Salvini diventa un caso: "Impegni al Mit"

INSERITO DA ANGELA CECERE Giorgia Meloni nell'Aula del Senato tenta di spegnere l'incendio divampato dopo le parole di Matteo Salvini sulle elezioni in Russia. La premier non la tocca piano, blinda la posizione del suo governo rivendicando quanto fatto dall'Italia per l'Ucraina e puntando il dito contro il verdetto delle urne arrivato da Mosca: "Ribadiamo la nostra condanna allo svolgimento di elezioni farsa in territori ucraini - mette in chiaro - e alle vicende e che hanno portato al decesso in carcere di Aleksei Navalny. Il suo sacrificio in nome della libertà non sarà dimenticato", dice tra gli applausi dell'emiciclo. Al suo fianco Antonio Tajani annuisce convinto. L'altro vicepremier però non siede sui banchi del governo: Salvini non c'è, e anche il ministro Giancarlo Giorgetti, seppur presente in Aula, diserta gli scranni dell'esecutivo e siede, solo, a pochi metri, salvo poi lasciare l'Aula al fianco della presidente del Consiglio. Salvini non c'era, immagino avrà avuto qualche impegno...", taglia corto il capogruppo leghista Massimiliano Romeo rispondendo ai cronisti, mentre le opposizioni pungono in Aula: "Ognuno ha il suo Orban", l'affondo, tra i tanti, del dem Filippo Sensi. A stretto giro di posta, una nota del Mit chiarisce che il leader della Lega era assente in Aula perché impegnato al ministero: dopo la mattinata a Palazzo Chigi per la cabina di regia sull'emergenza idrica, Salvini ha raggiunto Porta Pia per prendere parte a una serie di incontri e riunioni. Ma a Palazzo Madama la sua assenza non passa inosservata, mentre in tanti si interrogano se la posizione ambigua sulla Russia possa spostare voti alle europee. Dove Meloni svela per la prima volta il suo obiettivo, puntando sotto quell'asticella del 30% che in tanti vedono a portata di mano: "Per me una vittoria sarebbe confermare i voti che mi hanno portato a Palazzo Chigi un anno e mezzo fa, e sarebbe cosa non facile: non accade spesso che dopo un anno e mezzo chi è il governo possa confermare quel consenso. Ma è sicuramente un obiettivo al quale punto", dice nell'intervista trasmessa ieri mattina da Agorà, su Rai3. Nel mirino c'è dunque quel 26% che l'ha condotta alla guida del Paese, che timona ormai da 17 mesi. Senza mai discostarsi dalla rotta del sostegno a Kiev, senza se e senza ma. Segnando tuttavia la distanza -ed è la prima volta che lo chiarisce in un'Aula del Parlamento - dalla proposta targata Emmanuel Macron sull'invio di truppe sul territorio ucraino. "In questi giorni si è molto discusso di un intervento diretto, approfitto per ribadire, come fatto dal ministro Tajani, che la nostra posizione non è affatto favorevole, si rischia infatti una pericolosa escalation", mette in guardia la premier. Che subito incassa il placet della Lega: "Piena sintonia" con Salvini, rimarcano fonti Lega, riconoscendo responsabilità e buonsenso alle parole di Meloni. Si marcia a tratti distanti ma come un sol uomo quando è il Presidente francese da rimettere al suo posto, con la Lega pronta a 'bacchettare' l'Eliseo. E anche dalle file di Fdi si attacca a muso duro: il senatore Roberto Menia, intervenendo in Aula, arriva a parlare "di pruriti muscolari da parte di uno che di solito si dimostra piuttosto femmineo", subito richiamato a più miti parole da Pier Ferdinando Casini. Che, insieme a quasi tutti gli altri parlamentari intervenuti in Aula, condanna il gesto di uno studente in visita con la sua scolaresca in Senato, reo di aver fatto con la mano il segno della pistola puntando dritto alla premier. Un gesto grave, tanto più nel giorno in cui cade l'anniversario dell'omicidio, per mano delle Br, del giuslavorista Marco Biagi, come verrà ricordato dalla stessa premier in Aula commentando l'accaduto che l'ha vista protagonista suo malgrado. "Uniti su Kiev" Ed è proprio nella replica alle osservazioni mosse dai senatori che Meloni risponde agli attacchi sulle presunte divisioni che animano la maggioranza sull'Ucraina, rinviando le accuse ai mittenti. E ricordando che, se c'è qualcuno che risulta diviso su Kiev, quella è proprio l'opposizione, a partire dai dem. Sul tema dell'Ucraina, rivendica, "questo governo ha dimostrato sempre la stessa posizione e coesione, qualche tentennamento sta da altre parti, il Pd si è per esempio astenuto sull'invio delle armi", punge. Senza dimenticare di tirare in ballo Giuseppe Conte: per lui "la soluzione - attacca Meloni - è che Zelensky indossi la cravatta: glielo dica a chi vede ogni giorno morire i suoi cittadini, ma certo Conte governava con la pochette...""Non sto qui a sopravvivere" Alla vigilia di un Consiglio europeo che si preannuncia impegnativo, Meloni rivendica l'accordo targato al Cairo con la presidente Ursula Von der Leyen al suo fianco. E richiama anche le polemiche nate attorno al caso Regeni, che su quell'intesa tra Europa-Egitto dal valore di ben 7,4 miliardi di euro ha gettato più di un'ombra. "A differenza di quanto sostenuto da alcuni - rimarca -, non abbiamo interrotto, e non intendiamo interrompere, la ricerca della verità sul caso di Giulio Regeni, come dimostra il processo in corso in Italia, che il Governo segue con molta attenzione e rispetto al quale ci siamo costituiti parte civile". Applausi dagli scranni della maggioranza, mentre le opposizioni rumoreggiano. E lo fanno ancor più quando la premier rivendica il lavoro portato avanti sull'emergenza migranti, con un cambio di passo che il suo governo, afferma a più riprese, ha impresso all'agenda europea. Un'agenda a cui lei contribuisce, afferma, dialogando con tutti, contraria alla divisione -che rimprovera a chi l'ha preceduta- tra buoni e cattivi, "tra Paesi di serie A e B". Ed è con questo registro che risponde alle critiche sull'amicizia con Viktor Orban. "Trattare alcuni come condomini antipatici, come paria - rimprovera - finisce per indebolire l'Europa. Io dialogo con tutti ma faccio gli interessi del mio Paese". Rivendica il suo lavoro, Meloni, decisa ad andare avanti "finché avrò il consenso degli italiani", come ribadito nell'intervista ad Agorà. Ci sono solo due cose che potrebbero convincerla a mollare: la mancanza della "libertà di incidere" perché "non sto qua a sopravvivere", e la figlia Ginevra "se dovessi rendermi conto che lei sta pagando un prezzo troppo alto". E' una domanda che a volte mi faccio - confessa - ma lei è una bambina forte, intelligente e comprensiva, stiamo facendo del nostro meglio per non perderci in questa tempesta".

 ADNKRONOS

Leggi i commenti

…

SEZ.POLITICA Vannacci, Feltrinelli 'nasconde' il libro: solo online o su richiesta (alla cassa). L'ira del generale: «Mi censurano»

17 Marzo 2024, 10:57am

| 

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ.POLITICA Vannacci, Feltrinelli 'nasconde' il libro: solo online o su richiesta (alla cassa). L'ira del generale: «Mi censurano»

INSERITO DA MORENA MOTTA Alla Feltrinelli il libro del generale Roberto Vannacci c'è ma non si vede: non si trova tra le ultime novità e neanche tra gli scaffali. Nonostante sia appena uscito sul mercato e sia potenzialmente spinto dalla grande pubblicità creata dalle innumerevoli polemiche sull'autore, il suo posto è nascosto, dietro la cassa o addirittura in magazzino. Per vederlo, ed eventualmente comprarlo, bisogna, quindi, fare esplicita richiesta o affidarsi all'acquisto online. Il libro di Vannacci "a richiesta" L’ultimo lavoro di Roberto Vannacci, intitolato 'Il coraggio vince', è stato pubblicato da Piemme il 12 marzo: si tratta di un'autobiografia che arriva dopo 'Il mondo al contrario', autoprodotto e pubblicato nel 2023, che ha fatto molto parlare. La nuova pubblicazione potrebbe peraltro coincidere con l’inizio della sua campagna elettorale per le elezioni europee, dato che si parla di una sua possibile candidatura tra le fila della Lega. 

L'ultimo libro di Vannacci? "Lo trova in cassa", dice un commesso della Feltrinelli di viale Eritrea a Roma che, a domanda sul perché non sia esposto, risponde: "A richiesta lo diamo, questa è l'indicazione". Stesso protocollo alla Feltrinelli di via Appia Nuova, dove il libro spunta da sotto il banco informazioni per "scelta aziendale". Nel grande punto vendita di Largo Argentina, invece, la commessa dice "è appena arrivato" e va a prenderlo in magazzino.

 

Il generale: è censura

«È sintomatico dell'epoca nella quale viviamo: ciò che è ritenuto scomodo o comunque non intonato con il pensiero dominante viene in qualche modo censurato, se non fisicamente, almeno dal punto di vista morale», il commento di Vannacci. «La storia si ripete.

Ognuno fa quello che vuole, intendiamoci, la libertà di pensiero è diritto di ciascuno, ma le librerie che ritengono certe opere scomode o che non piacciono o che le tengono sottobanco conferma la censura morale delle persone», conclude.

 

 

Feltrinelli non commenta

Sulla vicenda non c'è alcuna dichiarazione da parte di Feltrinelli Librerie, nonostante l'Adnkronos abbia chiesto un commento sulla vicenda. Probabilmente la scelta delle Librerie Feltrinelli è di garantire comunque l'accesso ad ogni forma di cultura, e quindi di fornire a chi lo chiede il libro di Vannacci, senza però promuovere, con l'esposizione sugli scaffali o nelle vetrine, testi che incarnano valori in cui l'azienda non si riconosce. D'altronde precedenti simili non mancano.

 

I precedenti

La volontà di mettere un libro in bella vista o meno è stata spesso oggetto di discussione. Stessa sorte è toccata nel settembre scorso al libro intervista 'La versione di Giorgia' (edito da Rizzoli) di Alessandro Sallusti che denunciò un boicottaggio "gravissimo" da parte della Feltrinelli che, a pochi giorni dall'uscita, non solo non lo espose in evidenza ma addirittura - fece notare il direttore de Il Giornale - "avevano solo due o tre copie nascoste in un angolo". Fece più scalpore la polemica tra Salvini e la Feltrinelli nel 2019 sul libro intervista 'Io sono Matteo Salvini' scritto da Chiara Giannini e pubblicato da Altaforte Edizioni (escluso anche dal Salone del libro di Torino) ordinabile nella catena di librerie ma non reperibile sugli scaffali. La notizia fece arrabbiare l'allora ministro degli Interni, Salvini, che parlò di censura. LEGGO.IT

Leggi i commenti