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SEZ. POLITICA Di Maio, la crisi di governo è ora inspiegabile. Zingaretti: 'Un appello al buon senso' Renzi verso lo strappo, Conte pronto alla sfida in Aula, il Cdm stasera alle 21.30

12 Gennaio 2021, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Di Maio, la crisi di governo è ora inspiegabile. Zingaretti: 'Un appello al buon senso' Renzi verso lo strappo, Conte pronto alla sfida in Aula, il Cdm stasera alle 21.30

INSERITO DA ANGELA CECERE "Il Pd continua a chiedere un rilancio di governo ma una cosa è chiedere di rafforzarlo un'altra è farlo cadere. Il Pd ha promosso il rilancio ma rilancio non è mandare a casa il governo o provocare una crisi che il 99% italiani non capisce. E' un grave errore politico e io lancio un appello al buon senso", dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Sky Tg24 commentando le tensioni nella maggioranza. Se Iv ritira le ministre l'evoluzione "sarà una valutazione che farà il premier Conte con il presidente Mattarella, spero che ci si renda conto che così si entra in un tunnel di cui nessuno conosce l'uscita", aggiunge Zingaretti secondo il quale se "il vaso si rompe, i cocci non si rimettono insieme". "Una crisi di governo è inspiegabile. Non solo perche' siamo nel bel mezzo di una pandemia e dobbiamo fare il decreto ristori. Ma anche perche' questo è l'anno in cui l'Italia presiederà il G20 e in Italia ci sarà la conferenza globale sulla salute". Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Raitre. "La crisi non interessa agli italiani ma neanche all'estero", sottolinea. "Il Mes non è un tema ideologico ma un prestito a delle condizioni così difficili e così complicate che nessun Paese europeo lo ha chiesto", aggiunge Di Maio. "Sul reddito di cittadinanza sfido chiunque a dire che non sia stato un pilastro di questa crisi", dice ancora. "Se qualcuno lo vuole togliere deve spiegarlo a quei tre milioni di italiani che lo hanno ricevuto". "Si cita Mario Draghi sempre quando il governo è in fibrillazione e quindi viene utilizzato a volte come oggetto contundente contro Conte o contro altri", osserva il ministro degli Esteri. "Il presidente Mario Draghi non merita di finire nel dibattito solo quando c'è da accoppare qualche politico". "Io il vice premier l'ho già fatto, conosco il valore di quella carica. La si sta descrivendo come la panacea di tutti i mali ma non è così. Ho rifiutato due volte di fare il presidente del Consiglio. In questo momento non ci interessano i giochi di Palazzo, stiamo pensando agli italiani", prosegue.  "Siamo vaccinati alle crisi", assicura Di Maio. Intanto il capo politico del M5S Vito Crimi definisce un "Tradimento agli italiani" la possibilità che i ministri di Italia Viva escano dal governo. "Mi sembra un'ipotesi impensabile, sarebbe un tradimento verso gli italiani nel momento più difficile. Stiamo lavorando e facendo molto e tante cose ci sono da fare. Le persone ci chiedono risposte, hanno bisogno di aiuto e che le istituzioni si facciano carico dei loro problemi, compiendo fino in fondo loro dovere. Chiamarsi fuori ora sarebbe di fatto un sabotaggio ai danni del Paese" sottolinea Crimi, in un colloquio con l'ANSA rispondendo in merito all'eventualità che nel Cdm di stasera Iv ritiri la sua delegazione al governo. "Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo", assicura il senatore. "Se mi aspetto che il Recovery Plan questa sera vada in porto? Non vedo perché non dovrebbe essere così visto che è il frutto di un lavoro condiviso da tutti. Il Consiglio dei ministri di questa sera è una bella notizia, stiamo per approvare il recovery Plan. È la dimostrazione che stiamo lavorando e procedendo speditamente, non solo per il presente ma anche per il nostro futuro", dichiara Crimi. Il Recovery plan viene "messo in salvo" in Consiglio dei ministri, poi Teresa Bellanova ed Elena Bonetti aprono la crisi di governo con le loro dimissioni. Non è un esito ancora scritto, ma lo scenario della rottura, che inizia a circolare nella tarda mattinata di lunedì. Sono gli stessi momenti in cui Giuseppe Conte, all'uscita da un bar nel centro di Roma, annuncia al Tg3 l'approvazione del Piano di rilancio e resilienza in Cdm martedì sera: "Dobbiamo correre, lavoriamo per costruire", dice smantellando l'accusa renziana di immobilismo. Rischia di non bastare. Matteo Renzi rilancia la richiesta di prendere il Mes, continua a lamentare l'assenza di risposte da parte del premier. Se le ministre davvero si dimetteranno, la sfida con Conte potrebbe spostarsi in Parlamento: il premier ha sempre detto che in caso di crisi andrà a verificare alle Camere se ha una maggioranza. Non sembra aver cambiato idea. L'offerta sul tavolo per la ricomposizione è ancora quella di un patto di legislatura, come fortemente chiesto dal Pd, e un corposo rimpasto. Iv chiede però una "discontinuità" nel merito e nel metodo che dovrebbe passare da dimissioni del premier per dare vita a un Conte ter. Una richiesta finora respinta al mittente dal capo del governo. A sera Goffredo Bettini, che continua a tenere aperto un canale tra Renzi e Conte, osserva: "Renzi punta i piedi, ora non ha le idee chiare". Ma dice di più, il dirigente Pd, e mentre ritiene poco praticabile l'ipotesi di sostegno a Conte di una parte di "responsabili", definisce "non un'eresia" ragionare di un sostegno alla maggioranza della parte più dialogante di FI. Possibile? Finora gli azzurri lo hanno escluso ma se si aprisse la crisi, molto dipenderebbe dalle mosse del Pd, osservano dal centrodestra. Non siamo ancora a quel punto. I Dem lavorano per quella verifica che loro stessi invocano da mesi: sarebbe "folle" per Renzi rompere adesso, dice un deputato dopo un'assemblea del gruppo che conferma sostegno alla linea del segretario. L'unica certezza sembra essere per ora l'approvazione del Recovery plan in Cdm e l'invio del piano alle Camere. Il passaggio è frutto della moral suasion del Quirinale. La posta in gioco è troppo alta, per metterla a rischio nell'ambito di una verifica di governo. Al testo, atteso nella tarda serata, lavora per tutto il weekend e per l'intera giornata il ministro Roberto Gualtieri con i colleghi Enzo Amendola e Peppe Provenzano. "La bozza ancora non c'è, sono stufa", sbotta nel pomeriggio Teresa Bellanova. Ma i renziani sminano il passaggio del Recovery: aspettano di leggere il testo e saranno in Cdm senza ostacolarne l'approvazione, spiega Ettore Rosato. Il che vuol dire un sì esplicito o una "astensione". Del resto il Cdm potrebbe limitarsi a discutere e acquisire il testo, senza una votazione formale. E il testo, osserva una fonte Dem, è cambiato tanto (con più fondi alla sanità e all'agricoltura) che per Renzi è difficile votare contro. Nella "road map" tracciata da Conte in asse col Pd, a quel punto il Recovery andrebbe alle Camere per un'approvazione rapida (una settimana o forse due). E si aprirebbe il tavolo per il programma di legislatura. Questo schema potrebbe essere però rotto dalle dimissioni delle ministre renziane. Perché come dice Renzi, non tutte le risposte possono essere contenute nel Recovery, ma lì deve essere chiara la visione, dal Mes alle infrastrutture, alla giustizia. E finora, osservano da Iv, nessuna risposta è arrivata. Bellanova ne fa una questione di "correttezza" istituzionale del premier. E spiega che sul programma di legislatura, così come sul Recovery, senza risposte lei è pronta a lasciare. Se ciò accadesse dopo il Consiglio dei ministri, secondo alcuni Conte potrebbe salire al Quirinale e poi aprire un tentativo estremo di dar vita a un Conte ter. Continuano a farsi diverse ipotesi, da un sottosegretario alla presidenza del Consiglio per il Pd a due ministeri di peso per Maria Elena Boschi ed Ettore Rosato. Renzi esclude un suo ingresso in squadra, ma anche di quello si parla. Sempre che si riesca a stabilire un canale di comunicazione. Se, come sembra nelle ultime ore, resterà una voragine tra il premier e i renziani, lo scenario più probabile appare quello della sfida in Aula. A quel punto, dice un ministro 'contiano', Renzi dovrà assurmersi la responsabilità di aprire la crisi di governo mentre c'è da approvare un nuovo scostamento di bilancio, un nuovo decreto Covid e da prolungare lo stato di emergenza, con la terza ondata di contagi che incombe. Lo spettro è ancora quello del voto anticipato, anche se Renzi invia ai suoi deputati una proiezione secondo cui al Pd non converrebbe, perché tutti i collegi andrebbero al centrodestra. La scommessa dei renziani, se i "responsabili" o un pezzo di Fi non arriveranno a sostenere Conte, è un governo a guida Pd o le larghe intese, con Cartabia o Draghi premier. Ma a quel punto tutto dipenderebbe non solo dai Dem, anche dai Cinque stelle, per i quali Conte sembra ora essere unico punto di equilibrio. Intanto è stata inviata a tutti i ministri la nuova bozza del Recovery Plan rielaborata all'esito del confronto con le forze di maggioranza sulla base delle varie osservazioni critiche formulate.  E il Consiglio dei Ministri è fissato per stasera martedì 12 gennaio alle ore 21.30. Arriva Piano Recovery,più fondi a scuola e digitale. Per la svolta dell'Italia.Nelle riforme taglio Irpef e giustizia Un piano in 171 pagine, 6 missioni, 47 linee di intervento e 4 tabelle: arriva la bozza del Piano Recovery che, inviata ai partiti dal Mef e da Palazzo Chigi, approderà oggi al Consiglio dei Ministri. Il documento promette di spendere subito, nel 2021, 25 miliardi di euro per gli obiettivi individuati e aumenta le risorse per i due importanti capitoli di istruzione e digitale. Ai 222,9 miliardi (144,2 per nuovi interventi) previsti imbarcando anche i fondi per la coesione, vengono poi aggiunti i soldi della programmazione di bilancio 2021-26. Il totale sale così 310 miliardi. Una massa enorme dalla quale il governo si aspetta una "svolta per l'Italia nella programmazione e attuazione degli investimenti" per un Paese che intende essere "protagonista del rinascimento europeo". Tre sono gli assi strategici del progetto - digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale - ma tre sono alcune priorità trasversali a molti progetti sui quali il governo intende porre l'attenzione: le donne, i giovani, il Sud. Ovviamente un posto primario ha la sanità, alla quale vanno quasi 20 miliardi di interventi, 19,72 per l'esattezza. Rispetto alla prima stesura i cambiamenti sono molti, ma anche se si guarda al documento di confronto tra partiti di qualche giorno fa si scopre che aumentano le risorse per il capitolo istruzione e ricerca (da 27,91 a 28,49 miliardi) e quelle per la digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (da 45,86 a 46,18 miliardi). Non cambiano le somme cumulate degli altri capitoli: 68,9 miliardi per la Rivoluzione Verde e Transizione ecologica, 31,98 miliardi per le infrastrutture per una mobilità sostenibile, 21,28 miliardi per l'inclusione e la coesione. Attenzione anche all'agricoltura, cara alla ministra Bellanova che guida all'interno del governo le posizioni di pungolo di Italia Viva. Difficile scorporare la cifra in un capitolo che parla anche di fonti energetiche come l'idrogeno, che ammonta in totale a 6,3 miliardi, a dire il vero gli stessi previsti nella prima bozza. Ma il piano prevede comunque di "rendere la filiera agroalimentare sostenibile, preservandone la competitività. Implementare pienamente il paradigma dell'economia circolare". Altrettanto importante per Italia Viva anche il capitolo famiglia che compare con oltre 30 miliardi della programmazione di bilancio al 2026, volti a finanziare l'assegno unico a partire da quest'anno. Rimane tutta da sciogliere invece la questione della governance. Nel testo solo poche righe. "Il Governo, sulla base delle linee guida europee per l'attuazione del Piano, - si legge - presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i Ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa". Viene invece indicato il contesto nel quale il governo utilizzerà le risorse che serviranno a rilanciare la crescita. Il Pnrr verrà accompagnato da una serie di riforme per "rafforzare l'ambiente imprenditoriale, ridurre gli oneri burocratici e rimuovere i vincoli che hanno rallentato gli investimenti" In particolare la riforma della giustizia e quella dell'Irpef con "la riduzione delle aliquote effettive sui redditi da lavoro, dipendente ed autonomo, in particolare per i contribuenti con reddito basso e medio-basso, in modo da aumentare il tasso di occupazione, ridurre il lavoro sommerso e incentivare l'occupazione delle donne e dei giovani".

 ANSA

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SEZ. POLITICA Nuovo Dpcm. Spostamenti tra Regioni, resta il divieto. Bar chiusi alle 18 e musei aperti, zona bianca: le anticipazioni

11 Gennaio 2021, 11:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Nuovo Dpcm. Spostamenti tra Regioni, resta il divieto. Bar chiusi alle 18 e musei aperti, zona bianca: le anticipazioni

INSERITO DA ANGELA CECERE La corsa del Covid non rallenta e, seppur avviata, la campagna di vaccinazione darà i suoi frutti solo fra molti mesi. Dunque l'Italia dovrà convivere ancora a lungo con l'allarme pandemia e con le conseguenti restrizioni. Ieri il presidente del Consiglio Conte ha avuto un incontro con i capi delegazione, oggi ci sarà un vertice con le Regioni per mettere a punto i nuovi provvedimenti (probabilmente un Decreto legge e un Dpcm) che indicheranno le misure in vigore dal 16 gennaio. Lo stato d'emergenza dovrebbe essere prorogato per tre mesi (fino al 30 aprile) e rimarrà in vigore anche il coprifuoco dalle 22 alle 5. Confermato il sistema delle zone a colori con diversi livelli di restrizioni con la novità dell'inserimento di una zona bianca. Con un Rt molto basso (0,50 probabilmente) si avrà un quasi ritorno alla normalità, con libertà di spostamento e attività aperte, ma mantenendo le regole base di contenimento, come mascherina obbligatoria, distanziamento e divieto di assembramento. Sulle soglie dei parametri che decreteranno i colori delle zone e sulla durata del nuovo Dpcm si deciderà il prossimo 13 gennaio, ma si stanno mettendo a punto criteri rigorosi nonostante le proteste di alcuni presidenti di Regione. L'ipotesi è di far scattare automaticamente la zona rossa con un tasso di 250 contagi ogni 100.000 abitanti. Con i dati attuali e con questo criterio, per esempio, il Veneto (con i suoi 453,31 casi) sarebbe in zona rossa. Dovrebbe rimanere in vigore il divieto di circolazione tra le Regioni, anche quelle in fascia gialla, così come avvenuto dalle feste di Natale ad oggi. Sempre nelle zone gialle verrà confermata la chiusura di bar e ristoranti alle 18. Per varare una stretta anti-movida ed evitare assembramenti, il governo potrebbe decidere di vietare l'asporto dalle 18 esclusivamente per i bar. Saranno invece ancora consentite le consegne a domicilio. Nel nuovo Dpcm dovrebbe poi essere confermata la norma che prevede la possibilità una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni) di andare a trovare amici o parenti. Potrebbero riaprire i musei nelle zone gialle, ma almeno per tutto il mese di gennaio è quasi certo che rimarranno chiusi palestre, cinema e teatri. Una deroga per le prime potrebbe riguardare solo le lezioni individuali. Non riapriranno nemmeno gli impianti sciistici che ora vedono a rischio l'intera stagione invernale.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Recovery, Conte: 'Piano arricchito, a breve sintesi partiti' Contributi si sono rivelati utili per migliorare progetti

7 Gennaio 2021, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Recovery, Conte: 'Piano arricchito, a breve sintesi partiti' Contributi si sono rivelati utili per migliorare progetti

INSERITO DA ANGELA CECERE "Proprio questa mattina, il ministro dell'Economia Gualtieri, insieme ai ministri Amendola e Provenzano, mi hanno sottoposto una versione più avanzata di quel primo documento. Posso già anticipare che le proposte e le osservazioni sin qui indicate dalle forze politiche si sono rivelate contributi utili ad arricchire e a migliorare il Piano". Lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte. "A breve ci ritroveremo con tutte le forze di maggioranza per operare una sintesi complessiva, che valga a selezionare gli investimenti e le riforme più utili a modernizzare il Paese", aggiunge. "La nuova versione del Piano nazionale di Rilancio e resilienza punterà con ancora maggior decisione sugli investimenti, soprattutto quelli ad alto impatto sulla crescita, sulla trasformazione dei settori e sulle filiere innovative. Maggiori risorse saranno destinate, in particolare, alla salute, ai giovani, al terzo settore, agli asili nido e alle persone con disabilità". Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte. "Per mirare al superiore interesse dei cittadini dovremo condurre il confronto e selezionare le proposte finali in base alla loro intrinseca bontà, alla coerenza di sistema, e alla sostenibilità sociale e ambientale". "La piena disponibilità al dialogo predispone anche ad accogliere le buone idee degli altri. Una volta messa a punto una proposta migliorativa del Piano ritorneremo in Consiglio dei ministri per l'approvazione e riattiveremo così il confronto con l'intero Parlamento e, quindi, anche con le forze di opposizione, aprendoci anche alla discussione con tutte le parti sociali". Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte. "Adesso dobbiamo correre. Solo così potremo dare all'Italia l'accelerazione che serve a trarla fuori dalle difficoltà del tempo presente e a preservarla dalle ulteriori difficoltà all'orizzonte. Dobbiamo correre insieme"

ANSA

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SEZ. POLITICA Nuove misure dal 7 gennaio, Conte incontra i capidelegazione: il dpcm scade mercoledì

4 Gennaio 2021, 12:00pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Nuove misure dal 7 gennaio, Conte incontra i capidelegazione: il dpcm scade mercoledì

INSERITO DA ANGELA CECERE Misure dal 7 gennaio, zona rossa, scuola, restrizioni per arginare il coronavirus. La riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione della maggioranza prevista oggi è in corso, per un confronto sull'emergenza Covid e sulle nuove eventuali misure da adottare a partire dal 7 gennaio. Lo si apprende da fonti della maggioranza. Dovrebbe essere presente anche il ministro Francesco Boccia, per gli affari regionali. Le misure previste dal decreto Natale scadono il 6 gennaio. Quindi, dopo le festività è previsto il ritorno alla divisione delle regioni in zona rossa, arancione e gialla. Potrebbero essere modificati i criteri di valutazione per l'adozione di regole più o meno restrittive. Sul tavolo anche il tema della scuola: la riapertura del 7 gennaio è sotto i riflettori, anche per le preoccupazioni evidenziate da alcuni governatori per la ripresa parziale dell'attività in presenza nelle scuole superiori, con un conseguente aumento delle presenze sui mezzi di trasporto.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Conte, la conferenza stampa di fine anno. "Accelerare la verifica. Ok finale al Recovery a febbraio" Un minuto di silenzio per le vittime del Covid

30 Dicembre 2020, 11:56am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Il premier Giuseppe Conte © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Occorre "accelerare" la cosidetta verifica di maggioranza, così da affrontare "nei primi giorni di gennaio" il Recovery Plan, da consegnare poi alle "forze sociali e al Parlamento" per definirlo in via definitva "a febbraio", ha detto Conte alla conferenza di fine anno. Dobbiamo avere una prospettiva di legislatura nel quadro dell'occasione storica dei 209 miliardi del Recovery plan. Ma non possiamo permetterci di galleggiare. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando nel corso della conferenza stampa di fine anno, a villa Madama. "Il governo non vede disperdere il suo patrimonio di credibilità", ha aggiunto Conte. "Il premier non sfida nessuno, ha la responsabilità di una sintesi politica e di un programma di governo. Per rafforzare la fiducia e la credibilità del governo e della classe politica bisogna agire con trasparenza e confrontarsi in modo franco. Il passaggio parlamentare è fondamentale. Finché ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari, franchi, dove tutti i cittadini potranno partecipare e i protagonisti si assumeranno le rispettive responsabilità", aggiunge dice il premier parlando di un eventuale voto di fiducia in Parlamento al termine delle verifica. Un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Covid e in solidarietà dei loro familiari è stato rispettato all'inizio della conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, su sollecitazione del presidente dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, che ha aperto con un saluto l'evento. E' un problema di metodo, più che di merito. E il metodo dei diktat mette continuamente a repentaglio l'azione del governo. La replica di Giuseppe Conte a Matteo Renzi ci sarà molto probabilmente in diretta tv, con in platea la stampa parlamentare italiana. La conferenza di fine anno fornisce al presidente del Consiglio una sponda ideale per la sua contromossa nei riguardi dell'ex premier. Conte parlerà innanzitutto agli italiani. Parlerà di cose concrete, dal piano vaccini, alle possibili riaperture post-Epifania. Fino al Recovery Plan. Ma non disdegnerà, spiega chi lo conosce bene, uno o più "colpi di fioretto" in direzione di Italia Viva. C'è un punto, infatti, che anche a Palazzo Chigi ormai sembrano aver accettato. Il governo, con questo andazzo, non può andare avanti. E non può farlo innanzitutto sul Recovery Plan sul quale, è il mantra di Conte, il Paese si gioca la sua credibilità in Europa e nel Mondo. Per questo quella che si terrà in mattinata a Villa Madama potrebbe davvero essere l'ultima conferenza stampa di questo governo, così per come, finora, abbiamo conosciuto la formazione dell'esecutivo. Come cambierà e - soprattutto - se riuscirà a superare quest'ultimo, cruciale guado, lo si vedrà solo in gennaio. Sarà nel primo mese del 2021 che Conte proverà uscire dalla tenaglia fatta da pressing su cronoprogramma e agenda, voci sempre insistenti di rimpasto e necessità di rilanciare, da qui almeno al semestre bianco, l'azione dell'esecutivo. Una necessità che viene evidenziata da tutti: dal Pd al M5S a Leu fino, ovviamente a Iv. Nella conferenza stampa non è previsto un discorso introduttivo del presidente del Consiglio. Dopo un breve saluto Conte passerà direttamente alle domande dalla platea. Gli argomenti, come ogni anno, saranno i più disparati ma il cuore politico di queste ore resta il rapporto con Iv. Sul Recovery Plan Conte confermerà, dopo i passi falsi ( secondo l'opinione di molti, tra gli alleati) di dicembre, il rientro alla collegialità piena, nel rispetto anche dei rapporti di forza tra i partiti di maggioranza. Sulla delega ai Servizi difficilmente annuncerà passi indietro ("la legge del 2007 gli dà questa facoltà", si ricorda a Palazzo Chigi) ma è possibile che apra ad una rimodulazione della squadra dell'esecutivo. Qui, tuttavia, Conte corre sul filo, quello che divide la prospettiva di un "ter" dalla crisi di governo. Un filo del quale c'è piena consapevolezza anche al Quirinale, mai come in questi giorni vigile sulle tenuta dell'esecutivo. Colle dal quale, nei scorsi giorni, è filtrata più volte la moral suasion sui rischi di un rimpasto corposo sulla stabilità del governo. Il punto di arrivo di questa navigazione a vista potrebbe essere il voto dell'Aula sul Recovery Plan, che potrebbe tenersi entro gennaio. Voto che, nella strategia di Conte, potrebbe essere di fatto una nuova fiducia a un governo - magari solo con qualche profilo ministeriale cambiato. Ed è in questa occasione, secondo il tam tam che filtra nella maggioranza, che Conte potrebbe sfidare Renzi sui numeri. Incassando, oltre al sì di un manipolo di parlamentari di Iv che non seguirebbero il leader, il sì di un gruppo di centristi, responsabili, consapevoli che nel centrodestra a trazione sovranista e con il taglio dei seggi, alle prossime elezioni per loro non ci sarà più spazio. Un gruppo che, alle prossime urne, potrebbe essere parte di quella "lista Conte" mai come in queste giorni presente nei sussurri dei Palazzi romani. Opzione che si renderebbe addirittura necessaria nel caso Renzi optasse per l'appoggio esterno.

ANSA

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SEZ. POLITICA Sala: chi ha responsabilità politica dica che si vaccinerà "Io lo faro prima possibile ma per tutti ci vorranno molti mesi"

26 Dicembre 2020, 11:04am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Credo che chi oggi abbia responsabilità politica deve sentirsi la responsabilità di dire, senza se e senza ma, che si vaccinerà, mi pare veramente il minimo, io lo faccio con convinzione". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che nel giorno di Natale si è recato ad aiutare i volontari di Pane Quotidiano a Milano. "Io mi vaccinerò appena possibile - ha detto -, con piacere, essendo over 60, magari mi capiterà anche prima di altri: il punto è che realisticamente credo che la vaccinazione per tutti prenderà molti mesi. Lo sta dicendo il commissario Arcuri quindi non dobbiamo illuderci che in primavera sarà tutto a posto". ANSA

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SEZ. POLITICA La Manovra incassa la fiducia, 40 miliardi tra bonus e lavoro Milleproroghe: blocco sfratti fino al 30 giugno

25 Dicembre 2020, 11:52am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

L'Aula di Montecitorio © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La manovra da 40 miliardi incassa la fiducia alla Camera con 314 sì anche se il via libera finale arriverà solo dopo Natale. L'emergenza Covid ha stravolto prassi parlamentari e rapporti di forza fra maggioranza e governo: il tempo per l'esame nelle aule è stato ridotto al lumicino, con oltre duecentocinquanta modifiche approvate in meno di 48 ore in commissione. Una raffica di micronorme che non ha messo in discussione l'architettura della Legge di Bilancio. Il 27 dicembre arriverà il sigillo della Camera, poi il testo passerà al Senato per un via libera in extremis a pochi giorni dalla tagliola dell'esercizio provvisorio. "Alcuni emendamenti non li avrei fatti, sono troppo settoriali e specifici", commenta il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri che pure riconosce al Parlamento di aver, nel complesso "migliorato" il provvedimento. E rivendica una "proficua triangolazione istituzionale tra maggioranza, opposizioni e governo", il relatore alla manovra, Stefano Fassina di LeU. In effetti, solo la condivisione con i gruppi parlamentari di minoranza ha permesso di centrare l'obiettivo in tempi così stretti. In cambio, Lega, FdI e Forza Italia hanno avuto voce in capitolo, come difficilmente capita a chi non siede al tavolo della maggioranza: e molti sono stati gli emendamenti approvati che portano la loro firma. Confermata la riforma per le famiglie, che arriverà il prossimo anno con l'assegno unico per i figli, la stabilizzazione del taglio cuneo e l'azzeramento dei contributi per le assunzioni di giovani e donne, gli sgravi al sud e il blocco dei licenziamenti fino a marzo. Ci sono poi 23 miliardi per Industria 4.0, circa 5 per la proroga della Cig Covid, e 10 miliardi per scuola e sanità, compresi i vaccini. La dote a disposizione per il Parlamento è stata una delle più sostanziose degli ultimi anni: quasi 5 miliardi, già appostati nella legge di Bilancio e che dunque non hanno fatto lievitare il conto finale. A farla da padrone sono stati una raffica di incentivi, dal superbonus per la riqualificazione energetica a quelli per spingere il settore dell'auto a uscire dalla crisi in cui è sprofondato a causa del rallentamento dell'economia. Ma ha fatto il suo ingresso anche una prima bozza di riforma del welfare: i deputati hanno votato l'introduzione, seppure a tempo, della cig per gli autonomi. Che incassando anche un anno bianco sul fronte dei contributi previdenziali. Dopo un aspro confronto con la Ragioneria dello Stato, che ha messo sotto processo per mancanza di coperture un terzo degli emendamenti approvati nel rush a Montecitorio, alla fine il Parlamento l'ha spuntata e dopo essere stato costretto ad accogliere i rilievi ha portato a casa anche le norme più criticate. Salvi gli esodati, seppure con dei paletti, e salva anche l'esenzione dall'Iva per vaccini e tamponi. Deposte, almeno per il momento, a Montecitorio le armi anche sul fronte Mps dove i cinquestelle dare battaglia: alla fine non cambia la norma sulle Dta per incentivare le aggregazioni, ma il Mef dovrà riferire "preventivamente" in caso di operazioni che riguardano il Monte, compresa l'uscita dal capitale. ANSA

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SEZ. POLITICA Campania, De Luca sulle scuole: 'In classe a gennaio non è deciso' Il governatore: 'E' un mese difficile'

23 Dicembre 2020, 09:59am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Campania, De Luca sulle scuole: 'In classe a gennaio non è deciso'

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il sette gennaio a sentire Conte si torna tutti in aula. Non è così convinto De Luca. "Valuteremo in base ai contagi e alla situazione generale" ha detto, mentre per gli studenti è l'ultimo giorno di lezioni on line prima della pausa natalizia. "Dobbiamo rimanere concentrati e manterremo il massimo del rigore anche nelle prossime settimane". Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, parlando dell'emergenza Covid in mattinata. Sull'apertura delle scuole a gennaio De Luca ha detto che "decideremo nei prossimi giorni il farsi, ma voi sapete e meglio di me che quello di gennaio è un periodo molto delicato". Dopo le vancanze di Natale si apre il periodo difficile della coincidenza tra epidemia e picco influenzale. Un freno che il governatore mette rispetto all'idea di restituire agli studenti la normalità di ore trascorse in classe con l'insegnante e i compagni di scuola. IL CORRIERINO

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SEZ. POLITICA Conte accelera sul Recovery, Renzi: 'La palla nelle mani del premier' Via al gruppo di lavoro. La delegazione Iv a Palazzo Chigi. Pd: 'Chiarezza sulla task force'

22 Dicembre 2020, 12:04pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Conte accelera sul Recovery, Renzi: 'La palla nelle mani del premier' Via al gruppo di lavoro. La delegazione Iv a Palazzo Chigi. Pd: 'Chiarezza sulla task force'

INSERITO DA ANGELA CECERE La delegazione di Iv è appena arrivata a Palazzo Chigi dove sta per iniziare il vertice con il premier Giuseppe Conte sul Recovery Plan. La delegazione è composta dalle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti, dai capigruppo Maria Elena Boschi e Davide Faraone, dal presidente di Iv Ettore Rosato e dal presidente della commissione Finanze della Camera Luigi Marattin.  "Intanto è positivo che si parli di contenuti e non di task force, visto che l'emendamento in manovra non c'è.  Finalmente discutiamo nel merito". Lo dice la capodelegazione di Iv Teresa Bellanova entrando a Palazzo Chigi per il vertice con il premier Giuseppe Conte. "Confidiamo che, con buona pace dei fabbricatori di polemiche, il Presidente Conte questa lettera l'abbia letta. Vedremo se vorrà dare delle risposte. La palla adesso è nelle mani del Premier, dipende solo da lui. Le risposte le deve all'Italia, non a Iv". Così Matteo Renzi nell'e-news. "Hanno scritto che vogliamo poltrone. Hanno scritto che siamo irresponsabili. Hanno scritto che facciamo tattica. Hanno scritto, ma non hanno letto", dice il leader Iv spiegando che nella lettera a Conte si parla di "come utilizzare i fondi più ingenti della storia del Paese per farci crescere e per migliorare "la sanità, a partire dal Mes".

La "riapertura" del dossier Recovery Plan a partire dai suoi contenuti. La creazione di un gruppo di lavoro ad hoc di maggioranza. L' approdo finale in Parlamento. In tre mosse Giuseppe Conte tenta di bagnare le polveri dei renziani ed evitare una crisi di governo. La tensione con Italia Viva resta comunque altissima ma, nel frattempo, il capo del governo le sue concessioni le mette sul tavolo: di fatto quel Consiglio dei ministri al quale fu presentata la bozza del Piano di Ripresa e Resilienza è stato cancellato. E l'obiettivo, spiega Conte, ora è portare la bozza finale in un Cdm entro l'anno: "discutiamo ma andare oltre sarebbe imperdonabile", sottolinea. Il premier non aveva scelta e la sua strada comunque resta in salita anche perché, se da un lato c'è il sì ad una maggiore collegialità, dall'altro c' è il nodo tempi, non aggirabile.

La nuova serie di incontri che il presidente del Consiglio organizza sul Recovery non prevede la presenza di leader politici ma delle compagini governative delle singole forze, accompagnate dai capigruppo e da chi, in queste settimane, ha lavorato al dossier. Il telaio del Recovery Plan non verrà rivoluzionato ma qualcosa di sostanziale cambierà. Anche se la novità politica del giorno è la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc composto dai rappresentanti delle forze di maggioranza. Proposta che viene dal M5S, che per primo vede Conte. "Non poteva essere tutto appannaggio di un ristretto numero di ministri", spiega uno dei pentastellati che partecipa all'incontro di Palazzo Chigi. Il gruppo di lavoro potrebbe servire a sminare due micce: quella di Iv, innanzitutto, ma anche quella delle tensioni interne tra le basi parlamentari dei singoli partiti della maggioranza e i rispettivi ministri. "Possiamo discutere di tutto ma facciamolo nel merito, ne va della credibilità del Paese", è il messaggio recapitato dal premier alla maggioranza. Ed è una mossa che, forse, può allontanare la crisi, si ragiona nella coalizione. "Ieri sera qualcosa è cambiato. Conte ha convocato una serie di riunioni che sono cominciate oggi. Mi sembra un fatto positivo", sottolinea il presidente di Iv Ettore Rosato, che solo 24 ore fa parlava di una fiducia della maggioranza evaporata nei confronti del premier.

Per ora, tuttavia, si naviga a vista. E Matteo Renzi tiene alta la tensione e in mattinata attacca sulle misure anti-Covid e rilancia sul Mes sanitario. Innescando l'indiretta replica del premier: "Le risorse sulla sanità non sono solo dirette ma ci sono progetti trasversali, come per l'efficientamento degli ospedali", spiega il premier incontrando la delegazione Pd. Delegazione che plaude allo sblocco dell'impasse sul Piano ma avverte che bisogna "consentire la discussione in Parlamento e l'apertura di un dibattito nel Paese, con le parti sociali, le imprese, l'associazionismo, i giovani, le donne, le associazioni ambientaliste. È impensabile disegnare l'Italia del 2030 senza coinvolgere il sistema Paese." Conte ascolta e, da qui alle prossime ore, si muoverà di conseguenza mettendo in agenda incontri con parti sociali ed enti locali. L'obiettivo è garantire quella collegialità senza la quale non solo il Recovery ma anche il governo Conte II sarebbe andato avanti. "Sulla task force serve chiarezza, non può sostituire le istituzioni", sottolineano i Democrat. La struttura ce la chiede l'Ue "ma non non è pensabile né lo abbiamo mai fatto che sia centralizzata e invasiva",assicura Conte promettendo, sul punto, "una soluzione ampia e condivisa".

ANSA

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SEZ. POLITICA Matteo a Renzi a Giuseppe Conte, la lettera dell'ex sindaco di Firenze: «Non voglio il rimpasto, nostri ministri pronti a dimettersi»

17 Dicembre 2020, 12:39pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Matteo a Renzi a Giuseppe Conte, la lettera dell'ex sindaco di Firenze: «Non voglio il rimpasto, nostri ministri pronti a dimettersi»

INSERITO DA ANGELA CECERE Matteo Renzi ha scritto una lunga lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e l'ha condivisa sui follower su Facebook. «Per trasparenza totale incollo qui la lettera che ho inviato ieri al Presidente del Consiglio. Molto lunga, lo so. Ma almeno si capisce che parliamo di cose serie, non di rimpasti. Buona giornata». Lo scrive su Facebook il leader di Italia viva Matteo Renzi pubblicando la lettera inviata al premier. «Caro presidente,in questi giorni il racconto fatto dal Palazzo dice che quelli di Italia Viva« vogliono le poltrone. Ô il populismo applicato alla comunicazione. Ma è soprattutto una grande bugia», si legge nella lettera. «Noi, Presidente, vogliamo dare una mano sui contenuti. Perché in discussione sono le idee, non gli incarichi di governo. Teresa, Elena, Ivan - che hanno lavorato bene su agricoltura, famiglie e politiche di genere, export - sono pronti a dimettersi domani, se serve. Noi infatti non concepiamo la politica come occupazione di posti. Non tiriamo a campare, vogliamo cambiare. Non ci basta uno strapuntino, vogliamo la politica».

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