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SEZ. POLITICA M5S, c'è l'accordo Conte-Grillo. L'ex premier: «Ora ci sono le condizioni per il rilancio»

12 Luglio 2021, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA M5S, c'è l'accordo Conte-Grillo. L'ex premier: «Ora ci sono le condizioni per il rilancio»

INSERITO DA ANGELA CECERE Dallo scontro all'accordo: c'è l'intesa tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo per il rilancio del M5S. L'ex presidente del Consiglio lo ha annunciato con un post su Facebook. «Sono pienamente soddisfatto dell’accordo raggiunto con Beppe Grillo, con il quale in questi giorni ho avuto modo di confrontarmi direttamente più volte» - scrive Giuseppe Conte - «Ringrazio anche i 7 componenti del comitato che hanno portato avanti questa mediazione: il loro generoso contributo è stato importante anche perché ha comportato una verifica e quindi un apprezzamento della solidità del progetto politico e dell’architettura organizzativa predisposti nei mesi scorsi attraverso un lavoro intenso e appassionato». Il due volte presidente del Consiglio, che ora può legittimamente aspirare a diventare il leader politico del Movimento 5 Stelle, ha poi aggiunto: «Ora ci sono tutte le condizioni per partire e rilanciare il Movimento 5 Stelle: piena agibilità politica del Presidente del Movimento, netta distinzione tra ruoli di garanzia e ruoli di azione politica, grande entusiasmo e chiaro sostegno al progetto politico». «È il momento di lasciarci alle spalle le ombre di questi giorni difficili. I momenti duri sono utili se ci aiutano a individuare la giusta strada da percorrere, le insidie da scansare» - aggiunge Giuseppe Conte - «Il Movimento 5 Stelle si rialzerà più forte: non dobbiamo farlo solo per noi stessi e per quello in cui crediamo, ma per dare all'Italia tutta la forza delle nostre idee di riscatto e di cambiamento. Per dare sostanza alla voce di chi non è ascoltato da nessuno. Insieme. Ora».

LEGGO

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SEZ. POLITICA Riforme: Sì definitivo del Senato per il voto ai diciottenni Per eleggere i senatori a Palazzo Madama. In favore della riforma hanno votato 178 senatori, 15 hanno votato contro e 30 si sono astenuti.

8 Luglio 2021, 10:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Riforme: Sì definitivo del Senato per il voto ai diciottenni Per eleggere i senatori a Palazzo Madama. In favore della riforma hanno votato 178 senatori, 15 hanno votato contro e 30 si sono astenuti.

INSERITO DA ANGELA CECERE Il Senato ha approvato la riforma costituzionale che attribuisce ai 18enni il voto per eleggere il Senato. Con questo voto il Parlamento ha approvato definitivamente la riforma che sarà promulgata tra tre mesi per consentire di chiedere il referendum confermativo, dato che alla Camera sono mancati i due terzi.  In favore della riforma hanno votato 178 senatori, 15 hanno votato contro e 30 si sono astenuti. Questa riforma entrerà in vigore dalle prossime elezioni politiche e farà si, come ha spiegato il relatore Dario Parrini, presidente della Commissione Affari costituzionali, che le due Camere abbiano la stessa base elettorale e quindi che in esse vi siano le stesse maggioranze politiche. Sono quasi 4 milioni i giovani, tra i 18 e i 24 anni che saranno coinvolti in questa modifica costituzionale acquistando l'elettorato attivo per il Senato.

ANSA
 

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SEZ. POLITICA Amministrative, nel M5S è caos liste: «Rischiano di non poter presentare il simbolo». Ecco perché

7 Luglio 2021, 10:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Amministrative, nel M5S è caos liste: «Rischiano di non poter presentare il simbolo». Ecco perché

INSERITO DA ANGELA CECERE Allarme amministrative in casa Movimento 5 Stelle. Con lo stallo politico ai vertici, i pentastellati ora vedono come un pericolo concreto la possibilità di non riuscire a presentare il simbolo alle prossime elezioni d'autunno. Mentre il comitato dei 7 nominato da Beppe Grillo prosegue i suoi lavori con il difficile obiettivo di trovare una sintesi sullo statuto tra il garante M5S e l'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il tema della partecipazione del Movimento alle amministrative comincia a essere particolarmente sentito. «Il tempo scorre», si ragiona in ambienti parlamentari, «e qualcuno dovrà pur controllare e certificare le liste da presentare al voto sui territori». Il compito sulla carta spetta al capo politico reggente Vito Crimi, ma le recenti vicende processuali di Cagliari hanno confermato la fragilità giuridica del suo ruolo, che va avanti in regime di prorogatio da ormai troppo tempo: il rischio è quello di inciampare nel solito ginepraio di ricorsi, presentati magari da eventuali candidati esclusi che potrebbero impugnare la decisione di Crimi. Per Lorenzo Borrè, l'avvocato 'spina nel fianco' dei grillini, il rischio di andare incontro a questo scenario è altissimo: «Il rinvio delle consultazioni per la nomina dei componenti del Comitato direttivo - spiega il legale all'Adnkronos - rischia di essere l'ostacolo principale per la presentazione delle liste pentastellate alle amministrative». L'articolo 2 del Dpr n.132/1990 dispone infatti che «il deposito del simbolo della lista deve essere corredato da una 'dichiarazione sottoscritta dal presidente o dal segretario del partito', carica attualmente vacante secondo la lettera dello statuto, così come acclarato dal Presidente del Tribunale di Cagliari, e che non può essere surrogata da Crimi». Secondo Borrè, «voler dare priorità alle modifiche statutarie, considerati i termini per gli adempimenti per la convocazione dell'assemblea e i nodi irrisolti sulla piattaforma legittimata a celebrarla, rischia di trasformare la presentazione delle liste in un Vietnam giudiziario, con ricorsi e controricorsi amministrativi a macchia di leopardo». «Da garante esterno continuo a caldeggiare l'ipotesi dello svolgimento immediato delle consultazioni sulla piattaforma Rousseau. È un parere gratuito», chiosa l'avvocato dei mille ricorsi, «ma da ponderare attentamente». Insomma, la prospettiva di non riuscire a presentare la lista M5S nelle città al voto a partire da Roma - dove nel frattempo, lo scorso 25 giugno, il Disability manager di Roma Capitale Andrea Venuto ha depositato il simbolo della 'Lista civica Virginia Raggi' presso l'Ufficio brevetti e marchi del Mise - è vissuta dai 'portavoce' nazionale e locali come un incubo da scongiurare a tutti i costi. Ma non c'è solo la questione delle liste a turbare il sonno dei pentastellati. L'altro tema caldo è l'alleanza con il Pd, destinata a sfaldarsi se non verrà chiuso al più presto il discorso leadership. Le speranze di trovare un candidato comune con i dem a Torino sono ridotte al lumicino e ad oggi Napoli è l'unica città dove centrosinistra e M5S sono riusciti a convergere sullo stesso frontman, ovvero l'ex ministro Gaetano Manfredi. Resta anche l'incognita delle regionali in Calabria dopo il passo indietro della candidata Maria Antonietta Ventura. Nella riunione di lunedì, la maggioranza dei parlamentari calabresi ha confermato l'asse con Pd e Articolo 1 auspicando però la candidatura di una figura politica interna al M5S per sostituire Ventura. Ma l'intesa con i democratici mostra anche qui le prime crepe: i parlamentari Auddino, Melicchio, Ferrara e Orrico, secondo quanto apprende l'Adnkronos, avrebbero espresso forti perplessità circa l'alleanza con il Pd, dicendosi favorevoli ad appoggiare il percorso civico di Luigi De Magistris.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Ddl Zan, Renzi a Ferragni: qualunquista dire 'i politici fanno schifo'

6 Luglio 2021, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Ddl Zan, Renzi a Ferragni: qualunquista dire 'i politici fanno schifo'

INSERITO DA ANGELA CECERE "Fa bene Chiara Ferragni a dire quello che pensa. Solo che da lei mi aspettavo qualcosa in più di una frasina banale e qualunquista". Lo scrive su Facebook Matteo Renzi, spiegando che Chiara Ferragni è entrata nel dibattito sulla Legge Zan "dicendo ai suoi 24 milioni di follower: Che schifo che fate politici" e postando una foto del leader di Iv. "Dire che i politici fanno schifo è il mediocre ritornello di chi vive di pregiudizi - dice Renzi - Da una persona che stimo mi aspetterei un confronto nel merito. Perché sapete chi fa davvero schifo in politica? Fa schifo chi non studia, chi non approfondisce, chi non ascolta le ragioni degli altri, chi pensa di avere sempre ragione". "Se Chiara Ferragni vuole confrontarsi sugli articoli 1, 4, 7 della legge Zan e sugli emendamenti Scalfarotto io ci sono - aggiunge Renzi - Se Chiara Ferragni vuole conoscere come funziona il voto segreto al Senato, ai sensi dell'articolo 113.4 del Regolamento, io ci sono. Se Chiara Ferragni vuole discutere, criticare, approfondire io ci sono. Ma sia chiaro. La politica, cara Ferragni, è un'attività nobile e non fa schifo. E la politica si misura sulla capacità di cambiare le cose, non di prendere i like". "Sono pronto a un dibattito pubblico con la dottoressa Ferragni, dove vuole e come vuole. Sono sempre pronto a confrontarmi con chi ha il coraggio di difendere le proprie idee in un contraddittorio. Se ha questo coraggio, naturalmente", conclude.

ANSA

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SEZ. POLITICA M5s: Conte approva la mediazione, ma restino miei punti fermi 'Sempre lavorato per la sintesi e per evitare scissioni'

5 Luglio 2021, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA M5s: Conte approva la mediazione, ma restino miei punti fermi 'Sempre lavorato per la sintesi e per evitare scissioni'

INSERITO DA ANGELA CECERE A un passo dalla rottura, Luigi Di Maio e Roberto Fico raggiungono Beppe Grillo nella sua casa di Marina di Bibbona. Bisogna scongiurare una scissione che precipiterebbe il Movimento 5 stelle, e tutti i suoi protagonisti, in un futuro incerto. E in extremis, venerdì sera a cena con il fondatore, in una triangolazione con Giuseppe Conte che è al mare poco lontano, i due esponenti più rappresentativi del Movimento delle origini ottengono un mandato a trattare. Un comitato di sette che garantisce tutte le anime pentastellate avrà pochi giorni, al massimo una decina, per trovare un difficilissimo equilibrio tra le prerogative che il garante vuole conservare e la libertà di manovra politica che l'ex premier chiede. "Nessuna diarchia", è la condizione minima che Conte pone. Le posizioni sono lontane, i due non si parlano. Ma Di Maio si mostra ottimista: "Non è semplice ma io ci credo, troveremo una soluzione per ripartire". Grillo mette in stand by la votazione del comitato direttivo che segnerebbe la fine del progetto contiano del M5s. Conte, che raccontano in pace con se stesso per aver fatto tutto il possibile per trovare una sintesi ed evitare spaccature o scissioni, benedice il "tentativo di mediazione". Ma il fondatore invoca tempi "brevissimi" per riscrivere statuto, codice etico e carta dei valori, tanto che circola l'ipotesi - smentita dai diretti interessati - che abbia dato solo tre giorni ai mediatori. E l'ex premier, parlando con chi gli è più vicino, pone l'accento sulla necessità di rilanciare il M5s dando vita a un nuovo corso, tenendo fermi "quei principi fondamentali espressi con chiarezza" anche nella conferenza stampa di qualche giorno fa. Accetterà la leadership (e archivierà l'ipotesi di un nuovo partito) se ci sarà chiara separazione tra gli organi di garanzia e di gestione politica del Movimento. L'ipotesi di lavoro - ancora tutta da costruire - da cui "i sette" potrebbero partire è stabilire che in casi eccezionali il garante possa intervenire e indire votazioni degli iscritti. Di sicuro c'è la necessità, osserva un dirigente, che entrambi facciano mezzo passo indietro. "Puntiamo a chiudere entro sette-dieci giorni ma ci prenderemo il tempo che servirà", confida un mediatore. Dal palco di un'iniziativa a Sorrento Di Maio, che ha portato a casa l'avvio di una trattativa fortemente voluta ma tutt'altro che scontata, ha un sorriso disteso quando dichiara: "E' un momento molto delicato, proprio per questo credo che si debba parlare pochissimo e lavorare per una soluzione comune". "E' il momento della generosità, ho sempre creduto che" mediare "fosse l'unico metodo per superare lo stallo, con l'aiuto di Grillo, Conte, i nostri portavoce e gli attivisti", twitta il ministro Federico D'Incà e anche il viceministro Laura Castelli si dice ottimista. Ma c'è chi si spinge oltre: "La scissione è di fatto archiviata, la mediazione passerà anche perché rompere non conviene a nessuno, né a Grillo che ne uscirebbe indebolito né a Conte, che dovrebbe partire da zero, con numeri incerti", ragiona un dirigente pentastellato. Il lavoro dei mediatori è però ancora alle battute iniziali, con i primi contatti tra i sette, che potrebbero incontrarsi all'inizio della prossima settimana. Del comitato fanno parte Di Maio e Fico, protagonisti dell'iniziativa che ha portato a sbloccare l'impasse, il presidente del comitato di garanzia Vito Crimi, il capogruppo di Camera e Senato, Davide Crippa e Ettore Licheri, la capogruppo in Parlamento europeo Tiziana Beghin, il ministro Stefano Patuanelli. Patuanelli e Licheri sono considerati più vicini a Conte, Crippa e Beghin più in sintonia con Grillo. La presenza dei capigruppo dà prova di coinvolgimento ai parlamentari che negli ultimi mesi hanno lamentato esclusione dalle decisioni interne. Le assemblee di deputati e senatori ipotizzate per parlare con Grillo e Conte a questo punto sono in stand by. Saranno i sette a tessere la tela tra i due: se intesa sarà, dovrà poi essere presentata ai gruppi e vidimata da un voto degli iscritti. A cena con gli enfant prodige del Movimento, con sullo sfondo la vittoria degli azzurri contro il Belgio, Grillo ferma le lancette della scissione e scrive sul suo profilo Facebook il post in cui tanti speravano. A chi lo sente un giorno dopo, Conte ribadisce che la contesa non è personale ma che non potrà dire no al progetto se non penserà che sia la strada giusta. Gli alleati di governo tifano unità. La via è stretta, ma è stata imboccata.

 ANSA

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SEZ. POLITICA M5S: Crimi avvia macchina per voto Comitato direttivo su Skyvote

2 Luglio 2021, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA M5S: Crimi avvia macchina per voto Comitato direttivo su Skyvote

INSERITO DA ANGELA CECERE Il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi ha, attraverso una mail, comunicato al garante Beppe Grillo di aver avviato questa mattina tutti gli adempimenti prodromici allo svolgimento delle votazioni per il comitato direttivo, individuando modalità e tempistiche per la presentazione delle candidature, per le verifiche dei requisiti e per lo svolgimento della votazione, ribadendo che si procederà al voto utilizzando lo strumento di voto messo a disposizione da SkyVote. Lo fanno sapere fonti del Movimento 5 Stelle. Una partita a scacchi o ancora peggio uno stallo «alla messicana» in cui gli avversari si tengono reciprocamente sotto tiro: per un giorno sembra proprio questa l'immagine stile western del Movimento, dove Beppe Grillo e Giuseppe Conte si sono ritirati dalla scena pubblica per pianificare le prossime mosse di attacco. In attesa di veder comparire da un momento o l'altro la «lista» Grillo dei candidati al direttorio che Crimi ha autorizzato ma non su Rousseau, bensì su Sky Vote. Fatto che accelera lo strappo, dato quasi per scontato, dell'ex premier per dare vita a suoi gruppi parlamentari. L'esile speranza di una ricomposizione della frattura si era già sgretolata dietro il silenzio di Luigi Di Maio, l'ex capo politico di cui entrambi i contendenti si fidano, che aveva tentato ancora questa mattina di riportare la pace, con una visita di prima mattina nella casa dell'ex premier. Ma come il suo, «rimbomba» per un giorno il silenzio di tutti gli attori in campo. Fatta eccezione per il capogruppo dei 5 Stelle alla Camera che, dopo la richiesta avanzata ieri sera in assemblea, si è fatto portavoce di un nuovo tentativo di mediazione. Visto che i deputati, così come i senatori, hanno detto a chiare lettere di voler conoscere i contenuti della bozza di statuto e della 'carta dei valorì, Davide Crippa si è proposto per portare avanti la richiesta. Di prima mattina ha alzato il telefono ed ha chiamato Beppe Grillo e il garante si è detto disponibile. Sfatando quindi i sospetti di qualche parlamentare: «tutto questo mistero sullo Statuto non deriverà dal fatto Conte ha fatto firmare a Grillo una clausola di riservatezza?». Il capogruppo M5s proverà anche a verificare la possibilità di incontrare il garante, Beppe Grillo, e separatamente, anche Giuseppe Conte. L'ex premier non si tira indietro: «Se ho un invito volentieri. Ci mancherebbe, sono sempre a disposizione dei parlamentari» dice a proposito dello Statuto. Ma l'operazione potrebbe comunque essere tardiva. Ad ore è infatti attesa la pubblicazione della «lista» di Grillo dei 5 candidati al direttorio sul suo blog o sul ritrovato blog delle Stelle, ora in mano a Casaleggio. La procedura prevederebbe che prima siano i candidati a proporsi, ma in questo frangente nessuno, si racconta in Parlamento, si stupirebbe di trovarsi la cinquina da votare bella e pronta. È con questa eventuale lista che si potrebbe misurare la reale consistenza dei futuri eventuali gruppi: quello di Grillo e quello di Conte. Tutto dipenderà dai nomi che verranno indicati. Se esponenti come Luigi Di Maio o Roberto Fico dovessero essere inclusi, la strada per la eventuale creazione di gruppi di Conte sarebbe molto più in salita. Intanto Vito Crimi ha risposto all'ultimatum lanciato da Beppe Grillo che ha chiesto di poter procedere alla votazione del direttorio a 5, l'ultimo atto di detronizzazione del candidato Conte alla leadership del Movimento. A sorpresa il reggente Vito Crimi ha però annunciato a Grillo che la votazione potrà avvenire ma non su Rousseau, come chiesto dal garante, ma su Sky Vote, la piattaforma di voto che aveva scelto Giuseppe Conte dopo la migrazione dei dati degli iscritti dal sito dell'associazione di Davide Casaleggio. La decisione arriva dopo che un gruppo di eletti 5 Stelle «ortodossi», tra cui figura la consigliera regionale laziale Francesca De Vito, il consigliere napoletano ed ex candidato sindaco Matteo Brambilla e la ex probivira Raffaella Andreola, aveva diffidato il Comitato di garanzia, il suo presidente e i suoi membri, «a porre in essere quanto necessario per procedere» alla votazione su Rousseau. Riservandosi anche di «adire le competenti sedi giudiziarie, anche in via risarcitoria, per lesione dei diritti associativi e politici dei sottoscritti, in caso di inottemperanza». Un nuovo pasticcio che lascia intuire una guerra a suon di carte bollate che potrebbe protrarre ulteriormente lo stallo ormai infinito.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Conte-Di Maio, vertice a casa dell'ex premier. E il M5S si divide sulla linea Grillo

1 Luglio 2021, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Conte-Di Maio, vertice a casa dell'ex premier. E il M5S si divide sulla linea Grillo

INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo lo strappo tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo, arriva un nuovo capitolo della saga del Movimento 5 Stelle. Questa mattina il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha incontrato in casa sua l’ex premier Giuseppe Conte: ed è giallo sui motivi del ‘vertice’, poche ore dopo che il garante del M5S ha sonoramente bocciato la figura di Conte, facendo capire che gli spiragli per una pace tra i due sono pochissimi. Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano l’incontro tra Di Maio e Conte è uno degli estremi tentativi di riportare a una riappacificazione tra l’ex premier e l’ex comico e fondatore del movimento. I gruppi parlamentari sono divisi, con gran parte dei senatori pronti a seguire Conte in caso dovesse dar vita a un nuovo partito o movimento, mentre tra i deputati c’è più sostegno alla linea Grillo.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Giuseppe Conte sfida Beppe Grillo: «Non faccia il padre padrone. Io non sono un prestanome»

29 Giugno 2021, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Giuseppe Conte sfida Beppe Grillo: «Non faccia il padre padrone. Io non sono un prestanome»

INSERITO DA ANGELA CECERE È iniziata intorno alle 17.30 la conferenza stampa di Giuseppe Conte al Tempio di Adriano a Roma. Ad ascoltare l'ex premier ci sono numerosi giornalisti e operatori TV, ma nessun parlamentare pentastellato. La scelta di circoscrivere l'incontro ai giornalisti, come spiegano dallo staff di Conte, è stata dettata da questioni di spazio e di distanziamento. Assente anche Rocco Casalino, l'uomo della comunicazione a 5 Stelle.  «Quando dissi agli amici del M5S 'io ci sono e ci sarò'. Confesso che non avevo un'idea di impegno preciso. Fu una frase di affetto e riconoscenza per la lealtà e la reciproca fiducia tra noi. Pochi giorni dopo Beppe Grillo mi chiese di entrare nel Movimento. Poi mi invitò al Forum, dove rifiutai di entrare nel M5S ritenendo che una mia investitura a freddo fosse un'operazione del tutto inadeguata», ha detto Conte. «Il confronto all'Hotel Forum con Grillo fu molto schietto. Ho elencato alcune carenze, ambiguità che impediscono le grandi potenzialità di questa forza politica che potrebbero dispiegarsi appieno. Ho illustrato una serie di innovazioni secondo me indispensabili». Dall'incontro all'Hotel Forum «ci siamo lasciati con il mio impegno a elaborare un progetto di riforma del M5S, che una volta condiviso ci avrebbe fatto partire con il piede giusto. Ho iniziato quindi a lavorare ad una sfida complessa ma anche stimolante. In questi 4 mesi ho studiato tanto, ho studiato gli Statuti del M5S, ho ascoltato suggerimenti di parlamentari, sindaci e singoli iscritti». «Nell'approssimarsi all'appuntamento per il lancio del nuovo corso con Beppe Grillo sono emerse diversità di vedute su alcuni aspetti fondamentali. È emerso un equivoco di fondo: io credo che non abbia senso imbiancare una casa che ha bisogno di profonde ristrutturazioni. L'ho sempre detto, non mi sarei mai prestato ad una operazione di facciata, di puro restyling».  «Questa mia franchezza non nasconde arroganza, è dovuta all'affetto per il M5S. La mia posizione nasce da un ragionamento secondo cui, dopo la fase di crescita del Movimento, oggi rischiamo di entrare in una fase di declino se non rilanciamo in modo nuovo la forza» dei 5 Stelle. «Io non posso assumere una decisione solo con il cuore se la mia testa mi suggerisce che il percorso è sbagliato. Non posso prestarmi ad un'operazione in cui non credo». «Abbiamo bisogno di un campo largo. Dobbiamo lavorare nel rispetto delle reciproche autonomie con tutte le forze che fin qui si sono mostrate concretamente sensibili al nostro slancio innovatore. Questo è il momento in cui l'intera comunità 5 Stelle deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Il mio l'ho fatto». «Ho avuto un fittissimo scambio di mail con Grillo, ho accolto un buon numero delle sue osservazioni. Le altre non possono accoglierle, perché alterano questo disegno e creano confusione di ruoli e di funzioni. Domani mattina consegnerò i documenti frutto del mio lavoro dapprima a Grillo e poi a Crimi chiedendo che siano diffusi alla comunità. Sono condizioni imprescindibili del mio impegno». «Beppe sa bene che ho avuto e avrò sempre rispetto per lui. Spetta a lui decidere se essere il genitore generoso che lascia crescere la sua creatura in autonomia o il genitore padrone che ne contrasta l'emancipazione. Per lui c'è era e ci sarà sempre il ruolo di Garante, ma ci sarà distinzione tra la filiera di garanzia e la filiera degli organi di politica attiva al cui vertice ci deve essere il leader politico e la filiera di controllo».

LEGGO

 

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SEZ. POLITICA Grillo-Conte, restano le distanze. Oggi parla l'ex premier I contiani tendono ancora al pessimismo

28 Giugno 2021, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Grillo-Conte, restano le distanze. Oggi parla l'ex premier I contiani tendono ancora al pessimismo

INSERITO DA ANGELA CECERE "Lavoriamo per l'unità, usando testa e cuore. Come sempre troveremo una soluzione". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio parlando dello scontro interno al Movimento 5 Stella a chiusura di una intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno dedicata al G20 che si terrà domani a Matera e che prevede nel pomeriggio un incontro di accoglienza a Bari. Si riapre il dialogo tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte per provare a trovare una soluzione alla grave crisi in cui era sprofondato il Movimento. Una telefonata tra il fondatore del Movimento e il candidato leader riapre la porta ad un tentativo di ricomposizione della frattura attorno al quale le due parti potrebbero trovare una convergenza. Il garante, raccontano fonti accreditate, avrebbe rinunciato ad alcuni punti contesi con Conte, come quelli relativi alla comunicazione e alle nomine che rimarrebbero in mano al nuovo capo politico. Grillo manterrebbe il ruolo di garante come richiesto anche da diversi parlamentari nelle ultime ore. "Come farà ora Conte a dire di no?" commentano ora i parlamentari 5 Stelle che sperano ora di poter portare a casa la pace tra i due contendenti. Ma la partita non è affatto chiusa. Chi ha sentito Giuseppe Conte dopo la telefonata con Beppe Grillo riferisce che continuano ad esserci distanze con il fondatore del Movimento e che i nodi principali non sarebbero stati ancora sciolti. "Si sta lavorando, il finale non è ancora scritto" e la possibilità di trovare un' intesa esiste ma anche il contrario, dice infatti un esponente del Movimento che sta lavorando alla mediazione. Ma il tempo corre.  Conte parla oggi alle 17.30, presso la Sala del Tempio di Adriano in Piazza di Pietra a Roma, almeno per fare il punto della situazione.  Tra i cosiddetti "contiani" prevale tuttavia il pessimismo. Lo show di Grillo davanti ai deputati è stato così violento da minare non solo il rapporto di fiducia reciproco attuale ma tale da mettere a repentaglio anche la prospettiva per una futura collaborazione. Grillo, si fa notare, " vuole mantenere il potere che ha nel Movimento" e questo non è conciliabile con l'assunzione di responsabilità che spettano ad un capo politico. Tant'è che già si ragiona non solo della possibilità che possa nascere il partito di Conte, ma anche di come organizzare quello che resterebbe del Movimento di Grillo. La previsione, si racconta, è che se tutto dovesse saltare si torni a quanto deciso agli Stati Generali, con la nomina di un consiglio direttivo. Se scissione sarà, nel M5s potrebbe tornare la leadership collegiale. Un'opzione che potrebbe essere gradita da molti parlamentari. Anche se la maggioranza tifa apertamente per un accordo. Mentre si moltiplicano le voci dei parlamentari che lanciano appelli per una ricomposizione dello scontro, anche la base sembra parteggiare per la pace. Sul blog delle Stelle e sulla pagina Fb di Grillo sono infatti in tanti a chiedere al fondatore di fare un passo indietro: "Beppe - si legge in un post - tu e Gianroberto siete stati dei grandissimi ma, se non vuoi restare solo un visionario, pragmaticamente concedi a Conte di portare avanti i vari progetti ed idee del M5S, altrimenti tutto risulterà vano".

 ANSA

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SEZ. POLITICA Ddl Zan: Parolin, la Santa sede non chiede di bloccare la legge 'La Santa Sede non chiede di bloccare il ddl Zan'

25 Giugno 2021, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Ddl Zan: Parolin, la Santa sede non chiede di bloccare la legge 'La Santa Sede non chiede di bloccare il ddl Zan'

INSERITO DA ANGELA CECERE Il presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Ostellari, ha convocato per mercoledì un tavolo di confronto della maggioranza sul ddl Zan contro la omotransfobia. Un passo verso la trattativa dopo la tensione con il Vaticano. 'Lo Stato italiano è laico, non confessionale. Concordo pienamente con il presidente del Consiglio Draghi sulla laicità dello Stato e sulla sovranità del Parlamento italiano', ha detto anche il Segretario di Stato vaticano Parolin, aggiungendo che la Santa Sede non vuole bloccare la legge ma esprime una preoccupazione su possibili interpretazioni. Il card. Parolin spiega la genesi dell'iniziativa della Santa Sede: "Avevo approvato la Nota Verbale trasmessa all'ambasciatore italiano e certamente avevo pensato che potevano esserci reazioni. Si trattava, però, di un documento interno, scambiato tra amministrazioni governative per via diplomatica. Un testo scritto e pensato per comunicare alcune preoccupazioni e non certo per essere pubblicato". Il Segretario di Stato vaticano rileva poi che "l'intervento è stato preventivo proprio per fare presenti i problemi prima che sia troppo tardi. Il disegno di legge è stato già approvato, peraltro, da un ramo del Parlamento. Un intervento solo successivo, una volta cioè che la legge fosse stata adottata, sarebbe stato tardivo. Alla Santa Sede si sarebbe potuto imputare un colpevole silenzio, soprattutto quando la materia riguarda aspetti che sono oggetto di un accordo". Infine spiega perché sia intervenuto il Vaticano e non la Cei: "La Conferenza episcopale italiana - dice Parolin a Vatican News - ha fatto tutto il possibile per far presenti le obiezioni al disegno di legge. Ci sono state due dichiarazioni in proposito e il quotidiano dei cattolici italiani, Avvenire, ha seguito con molta attenzione il dibattito. Anche la Cei, con la quale c'è piena continuità di vedute e di azione, non ha chiesto di bloccare la legge, ma ha suggerito delle modifiche. Le preoccupazioni della Santa Sede sul ddl Zan sono legate al fatto che "il concetto di discriminazione resta di contenuto troppo vago. In assenza di una specificazione adeguata corre il rischio di mettere insieme le condotte più diverse e rendere pertanto punibile ogni possibile distinzione tra uomo e donna, con delle conseguenze che possono rivelarsi paradossali e che a nostro avviso vanno evitate, finché si è in tempo. L'esigenza di definizione è particolarmente importante perché la normativa si muove in un ambito di rilevanza penale dove, com'è noto, deve essere ben determinato ciò che è consentito e ciò che è vietato fare".  "La palla sta nel campo del Pd: noi, la Lega e tutto il centrodestra, siamo pronti a sederci attorno a un tavolo per risolvere tutti i problemi di questa legge", ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini. "Secondo noi il ddl Zan così com'è costruito ha al suo interno tutte le componenti e tutte le garanzie, in questo momento la cosa migliore è andare in parlamento e ognuno dirà la sua. La nostra è di approvarlo così com'è", ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta. "Dopo gli atti, le parole e i comportamenti di ostruzionismo totale tenuti in questi mesi, è evidente che l'offerta di dialogo della Lega non è credibile - dicono fonti del Nazareno -. E' solo un atteggiamento strumentale finalizzato a far impantanare il provvedimento. In ogni caso, la prima cosa da fare è votare l'approdo del Ddl Zan in Aula". "L'ipotesi di arrivare a un testo condiviso diverso da quello che ha avuto il via libera della Camera è altamente improbabile. La strada maestra è approvare al Senato il testo così come è uscito dalla Camera, senza modifiche, senza riaprire alcun fronte. Con i voti di Iv la maggioranza c'è".

ANSA

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