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SEZ. POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

11 Gennaio 2019, 09:28am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

SEZ. POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

 

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La Corte costituzionale si è pronunciata "sull'ammissibilità del conflitto di attribuzioni - si legge in un comunicato della Consulta - tra poteri dello Stato, sollevato da 37 senatori e avente ad oggetto le modalità con cui il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di legge di bilancio 2019". Il ricorso denunciava la "grave compressione dei tempi di discussione del Ddl, che avrebbe svuotato di significato l'esame della Commissione Bilancio e impedito ai singoli senatori di partecipare consapevolmente alla discussione e alla votazione". La Corte ha "anzitutto ritenuto che i singoli parlamentari sono legittimati a sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale in caso di violazioni gravi e manifeste delle prerogative che la Costituzione attribuisce loro". Il ricorso è stato però dichiarato inammissibile". La contrazione dei lavori per l'approvazione del bilancio 2019 è stata "determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali sia da nuove regole procedimentali. Tutti questi fattori - scrive la Consulta - hanno concorso a un'anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei". In queste circostanze, "la Corte non riscontra nelle violazioni denunciate quel livello di manifesta gravità che, solo, potrebbe giustificare il suo intervento". "Resta fermo - conclude la Consulta - che per le leggi future simili modalità decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Per le leggi future modalità di decisione e approvazione che comportino forti e gravi compressioni dei tempi di discussione, "dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Lo ha deciso la Corte Costituzionale nella sentenza in cui ha stabilito che il ricorso del Pd sull'iter di approvazione della manovra è inammissibile. ANSA 

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SEZ. POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

11 Gennaio 2019, 09:28am

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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La Corte costituzionale si è pronunciata "sull'ammissibilità del conflitto di attribuzioni - si legge in un comunicato della Consulta - tra poteri dello Stato, sollevato da 37 senatori e avente ad oggetto le modalità con cui il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di legge di bilancio 2019". Il ricorso denunciava la "grave compressione dei tempi di discussione del Ddl, che avrebbe svuotato di significato l'esame della Commissione Bilancio e impedito ai singoli senatori di partecipare consapevolmente alla discussione e alla votazione". La Corte ha "anzitutto ritenuto che i singoli parlamentari sono legittimati a sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale in caso di violazioni gravi e manifeste delle prerogative che la Costituzione attribuisce loro". Il ricorso è stato però dichiarato inammissibile". La contrazione dei lavori per l'approvazione del bilancio 2019 è stata "determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali sia da nuove regole procedimentali. Tutti questi fattori - scrive la Consulta - hanno concorso a un'anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei". In queste circostanze, "la Corte non riscontra nelle violazioni denunciate quel livello di manifesta gravità che, solo, potrebbe giustificare il suo intervento". "Resta fermo - conclude la Consulta - che per le leggi future simili modalità decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Per le leggi future modalità di decisione e approvazione che comportino forti e gravi compressioni dei tempi di discussione, "dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Lo ha deciso la Corte Costituzionale nella sentenza in cui ha stabilito che il ricorso del Pd sull'iter di approvazione della manovra è inammissibile. ANSA 

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SEZ. POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

11 Gennaio 2019, 09:28am

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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La Corte costituzionale si è pronunciata "sull'ammissibilità del conflitto di attribuzioni - si legge in un comunicato della Consulta - tra poteri dello Stato, sollevato da 37 senatori e avente ad oggetto le modalità con cui il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di legge di bilancio 2019". Il ricorso denunciava la "grave compressione dei tempi di discussione del Ddl, che avrebbe svuotato di significato l'esame della Commissione Bilancio e impedito ai singoli senatori di partecipare consapevolmente alla discussione e alla votazione". La Corte ha "anzitutto ritenuto che i singoli parlamentari sono legittimati a sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale in caso di violazioni gravi e manifeste delle prerogative che la Costituzione attribuisce loro". Il ricorso è stato però dichiarato inammissibile". La contrazione dei lavori per l'approvazione del bilancio 2019 è stata "determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali sia da nuove regole procedimentali. Tutti questi fattori - scrive la Consulta - hanno concorso a un'anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei". In queste circostanze, "la Corte non riscontra nelle violazioni denunciate quel livello di manifesta gravità che, solo, potrebbe giustificare il suo intervento". "Resta fermo - conclude la Consulta - che per le leggi future simili modalità decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Per le leggi future modalità di decisione e approvazione che comportino forti e gravi compressioni dei tempi di discussione, "dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Lo ha deciso la Corte Costituzionale nella sentenza in cui ha stabilito che il ricorso del Pd sull'iter di approvazione della manovra è inammissibile. ANSA 

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SEZ. POLITICA Referendum: accordo nella maggioranza per un quorum al 25%

9 Gennaio 2019, 14:48pm

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SEZ. POLITICA Referendum: accordo nella maggioranza per un quorum al 25%

INSERITO DA MORENA MOTTA Accordo nella maggioranza per l'introduzione del quorum approvativo pari al 25% per i referendum propositivi e abrogativi.

Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, il quale spiega: "Con questa innovazione l’impianto degli istituti di democrazia diretta ne risulterà rafforzato perché si promuove la partecipazione dei cittadini impedendo manovre astensionistiche. È un ottimo risultato che dimostra ciò che abbiamo sempre detto, cioè che la centralità sul tema spetta al Parlamento. Il nostro obiettivo - aggiunge - coinvolgere direttamente i cittadini nella formazione delle decisioni pubbliche. L’assenza del quorum strutturale è garanzia di una maggior partecipazione perché le forze politiche non possono ricorrere a pratiche astensionistiche, dovendo mobilitarsi per sostenere le rispettive ragioni. Tuttavia è importante favorire l’accordo più ampio possibile sulle riforme e, per questa ragione, è stata introdotta la soglia del 25% per il quorum approvativo, cioè il numero dei voti validi per l’approvazione delle proposte. Non si prevede alcun quorum strutturale, cioè il numero di aventi diritto che devono partecipare alla consultazione per renderla valida, proprio al fine di salvaguardare il principio che a decidere sia chi partecipa e non chi sta a casa. Queste soglie, che per evidenti ragioni di razionalità normativa saranno valide sia per il referendum propositivo che per quello abrogativo, rispondono alle istanze emerse nel dibattito in Commissione favorendo la piena efficacia degli strumenti referendari. Sono particolarmente soddisfatto di questo risultato perché consentirà di incentivare la partecipazione attiva, garantendo al contempo che vengano approvate proposte che hanno un grande consenso tra i cittadini. In questo modo - conclude Fraccaro - gli strumenti di democrazia diretta nel nostro Paese hanno nuova linfa vitale e vengono pienamente integrati nel sistema della democrazia rappresentativa, offrendo al popolo maggiori opportunità di partecipazione e al Parlamento più strumenti di dialogo con il Paese”.

FONTE AGI

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SEZ. POLITICA Il referendum propositivo è il nuovo fronte tra Lega e M5S

7 Gennaio 2019, 11:13am

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SEZ. POLITICA Il referendum propositivo è il nuovo fronte tra Lega e M5S

INSERITO DA MORENA MOTTA Mentre dalla maggioranza emergono orientamenti diversi sulla questione dei migranti a bordo della Sea Watch, si apre un nuovo fronte tra Lega e M5s sul referendum propositivo senza quorum, tema molto caro ai pentastellati, che della democrazia diretta fanno una delle loro bandiere. In un'intervista al Tg3, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, pur premettendo che "coinvolgere i cittadini è fondamentale" e che "la Svizzera è un modello", afferma che "un minimo di quorum bisogna metterlo, altrimenti qua si alzano in dieci la mattina e decidono cosa fare".

Fraccaro: "È nel contratto ma si esprima il Parlamento"

"Condivido con Salvini l'idea che la Svizzera sia un modello e che i cittadini vadano coinvolti sempre di più nei processi decisionali", ribatte il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, "a tal propositivo va ricordato che in Svizzera c'è il quorum zero e che anche il contratto di Governo prevede espressamente di cancellare il quorum, proprio per incentivare la partecipazione attiva". "Detto questo", prosegue Fraccaro, "sulle riforme costituzionali la centralità spetta al Parlamento e non al Governo. Saranno quindi le Camere, non il ministro Salvini né il ministro Fraccaro, a deliberare in merito al quorum per il referendum propositivo, con la consapevolezza che le riforme richiedono quanto meno il tentativo di costruire il maggior consenso possibile e di ascoltare tutti, soprattutto le opposizioni". 

Casellati: "In discussione la democrazia rappresentativa"

Da questo punto di vista, il Pd condivide la posizione di Salvini ed è pronto, riporta Repubblica, a presentare 67 emendamenti. Preoccupata anche la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. "Gli strumenti di democrazia diretta ci sono già nel nostro ordinamento e hanno rappresentato un arricchimento straordinario per le nostre istituzioni. Penso alle stagioni referendarie e ai concreti 'passi in avanti' compiuti grazie alle scelte dei cittadini su grandi temi, a partire dai diritti civili", ha affermato in un'intervista al Corriere, "ma un referendum senza quorum, con la concorrenza tra proposte delle camere e proposte d'iniziativa popolare, mi sembra possa mettere in discussione il futuro della stessa democrazia rappresentativa".

A ribattere, sempre ai microfoni del Corriere, è lo stesso Fraccaro, il quale ribadisce che "saranno le Camere, non io né Salvini, a deliberare". "La Costituzione è di tutti, quindi le riforme costituzionali vanno fatte cercando il consenso più largo possibile ascoltando tutti, soprattutto le minoranze", ha sottolineato il ministro, "l'iniziativa legislativa popolare rafforzata stimolerà il Parlamento a legiferare in materie nelle quali gli equilibri delle maggioranze renderebbero difficile una decisione. Inoltre indurrà a trovare soluzioni supportate dal consenso popolare e a difenderle nel Paese. In definitiva rafforzerà la legittimazione delle decisioni parlamentari e favorirà una vera stabilità delle decisioni politiche".

FONTE AGI

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SEZ. POLITICA Di Maio: 'Ora taglio stipendi parlamentari'

6 Gennaio 2019, 11:15am

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SEZ. POLITICA Di Maio: 'Ora taglio stipendi parlamentari'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Vi ringraziamo tutti perchè ci siete stati vicino e senza di voi non saremmo andati da nessuna parte. Abbiamo ancora tante cose da fare, siamo solo alla fine dell'inizio. Ieri sera vi abbiamo promesso che vi regaleremo una bella legge per tagliare gli stipendi a tutti i parlamentari della Repubblica". Così il ministro dello Sviluppo e vicepremier Luigi Di Maio, in tenuta sciistica, accanto a Alessandro Di Battista, anche lui con cappello e giacca a vento, fa gli auguri di buon 2019 in diretta Facebook dalle piste di sci.

"Nel 2018 - prosegue Di Maio - abbiamo combattuto una classe di privilegiati che ci sta combattendo anche in questi giorni perchè stiamo bloccando le pensioni d'oro, stiamo bloccando un sacco di cose...che vi avevamo promesso avremmo tagliato".  "Oggi - aggiunge Di Maio - la cosa che posso augurarvi per il 2019 è di fare le cose che vi piacciono, fate sempre le cose che vi rendono felici: sicuramente veniamo da anni difficili, abbiamo dovuto fare battaglie grosse ma c'è sempre piaciuto combattere quei signori che utilizzavano i soldi pubblici e le leggi dello stato per privilegiarsi di una serie di diritti di cui non dovevano godere".

"Tanti auguri, ieri è stato bello per me rivedere Luigi dopo sette mesi. Tanti auguri a tutti di buon anno, un grande abbraccio". Lo afferma Alessandro Di Battista, a fianco di Luigi Di Maio, in diretta Facebook, nel suo primo intervento da quando è rientrato in Italia dopo mesi trascorsi in America Latina.

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SEZ.POLITICA Sicurezza: Salvini, sindaci in disaccordo si dimettano

5 Gennaio 2019, 08:41am

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SEZ.POLITICA Sicurezza: Salvini, sindaci in disaccordo si dimettano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Io non mollo. Se c'è qualche sindaco che non è d'accordo si dimetta. Orlando e De Magistris dimettetevi". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini in diretta Facebook che, rivolgendosi anche al sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha aggiunto: "Non applicate il decreto sicurezza? Fate i sindaci e fate il vostro lavoro". "Se c'è una legge approvata dal Parlamento, dal governo e firmata dal Presidente della Repubblica, si rispetta. E' troppo facile applaudire Mattarella quando fa il discorso in televisione a fine anno e due giorni dopo sbattersene", ha aggiunto. "E' la prova che Salvini non ha capito niente e che viviamo in mondi diversi. Io sto agendo da sindaco". Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, replica al vice premier Matteo Salvini che lo ha invitato a dimettersi se è in disaccordo con il decreto sicurezza.

"Sono inaccettabili le posizioni degli Amministratori locali che hanno pubblicamente dichiarato che non intendono applicare una legge dello Stato. Il nostro ordinamento giuridico non attribuisce ai Sindaci il potere di operare un sindacato di costituzionalità delle leggi: disapplicare una legge che non piace equivale a violarla, con tutte le conseguenti responsabilità". E'quanto sottolineano fonti di Palazzo Chigi. "Se l'Anci desidera un incontro per segnalare eventuali difficoltà applicative collegate alla legge sull'immigrazione e sulla sicurezza, ben venga la richiesta di un incontro con il Governo, al quale anche il Presidente del Consiglio è disposto a partecipare insieme al Ministro dell'Interno". E' quanto fanno sapere fonti di Palazzo Chigi

"Ministro Salvini, ci ascolti e riveda il decreto sicurezza, così non va!". È l'appello del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che sulla sua pagina Facebook ha spiegato come da settimane "noi sindaci avevamo richiesto, anche attraverso l'Anci, di ascoltare la nostra opinione su alcuni punti critici" ed è necessario "valutare impatto sociale ed economico" del provvedimento.

L'Anpi si schiera con i sindaci che "hanno deciso di sospendere l'attuazione di quelle parti della legge sicurezza e immigrazione inerenti l'attività dei Comuni". Così la presidente Carla Nespolo. "La coraggiosa decisione di Orlando e di altri Sindaci di non dare attuazione a tale articolo apre anche sul terreno istituzionale quel percorso di resistenza civile che da tempo Anpi aveva auspicato non contro questo Governo in quanto tale, ma contro i provvedimenti che negassero i fondamentali diritti costituzionali ribaditi dalla Dichiarazione universale dei diritti umani".

"Col Pd caos e clandestini, con la Lega ordine e rispetto. Certi sindaci rimpiangono i bei tempi andati sull'immigrazione, ma anche per loro è finita la pacchia!". Così in precedenza Salvini su twitter tornando a parlare del fronte che si è aperto con alcuni sindaci, in testa Leoluca Orlando, primo cittadino di Palermo, sull'applicazione delle norme del decreto sicurezza.

"Solo campagna elettorale da parte di sindaci che si devono sentire un po' di sinistra facendo un po' di rumore. Ma se vuoi sentirti di sinistra metti mano ai diritti sociali di questo Paese, quelli che la sinistra ha distrutto in questi anni. Pensate come stanno messi male". Lo ha detto il vice premier Luigi Di Maio sul blocco del Dl sicurezza da parte di alcuni sindaci. 

"Ho disposto la sospensione del Decreto e ho dato incarico all'ufficio legale di adire il giudice. Io vado dal magistrato perché non posso andare alla Corte Costituzionale per violazione dei diritti umani e per violazione di articoli specifici della Costituzione. Occorre sollevare la questione incidentalmente in un giudizio". Lo ha dichiarato a Sky TG24 il sindaco di Palermo Leoluca Orlando commentando la sua decisione di sospendere alcune misure del Decreto Sicurezza a Palermo.

ANSA

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SEZ. POLITICA Fico: in vigore il taglio dei vitalizi, 44 milioni di risparmi l'anno

3 Gennaio 2019, 11:51am

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SEZ. POLITICA Fico: in vigore il taglio dei vitalizi, 44 milioni di risparmi l'anno

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Da ieri è ufficialmente applicata ai cedolini degli ex parlamentari la delibera che supera i vitalizi! Il provvedimento è entrato in vigore subito dopo la sua approvazione ma diventa efficace proprio dall'inizio dell'anno. Grazie a questo atto la Camera dei deputati risparmierà 44 milioni di euro all'anno. Un risparmio di circa 130 milioni di euro per il prossimo triennio, che comunque non è l'unico." Lo annuncia su Facebook il presidente della Camera Roberto Fico.

ANSA

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SEZ. POLITICA Castellammare - Il Pd chiede la Commissione d'accesso, Cimmino non ha paura: «Vengano qui e ci spieghino i motivi»

29 Dicembre 2018, 12:12pm

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SEZ. POLITICA Castellammare - Il Pd chiede la Commissione d'accesso, Cimmino non ha paura: «Vengano qui e ci spieghino i motivi»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Chi oggi parla di commissione di accesso a Castellammare è invitato a partecipare al consiglio comunale che convocheremo sul tema camorra nelle prossime settimane. Ci spiegassero i motivi per i quali questa amministrazione deve essere sciolta. Io li ascolterò». A dirlo è il sindaco Gaetano Cimmino che nella giornata di ieri, durante il consiglio comunale, ha risposto alle critiche e allo stesso tempo agli attacchi che gli sono piovuti addosso dal Partito Democratico e anche da alcuni consiglieri di opposizione. «La mia amministrazione è sempre stata in prima linea contro la lotta alla criminalità. Siamo stati i primi a denunciare il caso degli abbinamenti diretti che non a caso oggi sono sotto la lente d'ingrandimento della magistratura. Non accetto lezioni da nessuno soprattutto da chi ha governato questa città» continua il primo cittadino.

«In più abbiamo cercato di garantire trasparenza in ogni singolo atto, dagli eventi di Natale fino alla riscossione tributi passando per le assunzioni. Quest'ultime saranno garantite con concorsi pubblici e mai più con mobilità volontaria: sono impegni che abbiamo preso in campagna elettorale e che porteremo a termine». Il sindaco di Castellammare, a margine del suo intervento sulla discussione della variazione di bilancio da 500mila euro, ha voluto chiarire la sua condotta di governo: «Da Bobbio fino a Pannullo non sono state mai prese iniziative serie contro la camorra. Noi invece ci vogliamo mettere la faccia e puntiamo ad un processo di crescita culturale. La trasparenza è un fattore determinante per la nostra amministrazione e non a caso mi relaziono costantemente con i dirigenti comunali chiedendo spiegazioni su ogni singolo provvedimento. Grazie a questo modus operandi abbiamo scoperto molte cose: in primis perché Marina di Stabia negli anni non ha mai pagato la Tari? Ce lo devono spiegare i consiglieri che hanno governato per 20 anni».

Restando sul tema trasparenza, Cimmino attacca: «La vecchia amministrazione comunale ha portato avanti i lavori nel centro commerciale naturale ma ad oggi la Regione non ci ha dato ancora i 400mila euro. E tutti sanno che quell'opera è attenzionata della magistratura. Inoltre, vogliamo parlare di come società importanti come Tim, Napoletanagas hanno rovinato il nostro manto stradale?Noi abbiamo denunciato. Siamo in prima linea. Chi ha governato in passato ci può dire perchè il chiosco in villa comunale non è mai stato assegnato? Hanno fatto partire il bando e poi lo hanno ritirato. E poi vengono a parlare a noi di trasparenza? In soli sei mesi abbiamo provveduto a rescindere il contratto ad una ditta che operava in proroga con procedure illegittime, ad effettuare indagini interne sulle azioni poco chiare del passato relative ai lavori pubblici, ad avviare un’operazione di trasparenza sulle assunzioni con l’adesione al piano lavoro della Regione Campania e i concorsi pubblici. In questa battaglia di legalità sarò sempre in prima linea».

Un Cimmino a 360 gradi che ha voluto allontanare tutte le nubi che si aggiravano su Palazzo Farnese. Un intervento durato quasi mezz'ora rivolto soprattutto alla classe dirigente che fino ad inizio 2018 governava il Comune di Castellammare. A pochi giorni dall'inchiesta Olimpo, il tema camorra entra prepontentemente nella discussione politica animando anche i consigli comunali. Ma la sensazione è che nei prossimi mesi possano esserci molte più novità in merito.

STABIA CHANNELL

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SEZ. POLITICA Rifiuti, scontro a distanza fra Virginia Raggi e il sindaco di Parma Pizzarotti: "Se ho qualcosa da dire io lo dico in faccia"

26 Dicembre 2017, 10:14am

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SEZ. POLITICA Rifiuti, scontro a distanza fra Virginia Raggi e il sindaco di Parma Pizzarotti: "Se ho qualcosa da dire io lo dico in faccia"

DI BARBARA PAPPACODA ROMA - «Come sapete bene, gli accordi in tema di rifiuti sono tra Regioni... Poi se ho qualcosa da dire io generalmente la dico in faccia, non tramite giornali. Sono abituata così». Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi rispondendo ai giornalisti che, a margine della messa nell'ostello della Caritas le chiedevano come risponde a Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, che ieri ha dichiarato che si sarebbe aspettato una telefonata dalla Raggi. «Vogliamo che nella nostra città sia cancellata la parola esclusione, per dare prevalenza alla cultura della solidarietà contro ogni forma di assuefazione e, peggio ancora, di resa ad uno stato di fatto, che non deve mai considerarsi immodificabile», ha detto la sindaca, che poi ha citato Don Luigi Di Liegro: «"Una città in cui un solo uomo soffre meno è una città migliore". Ed è nostro compito far sì che a Roma siano sempre meno le persone che soffrono. Non è solo un modo di dire. È un impegno che ho assunto sin dal mio insediamento. Io sento su di me, sulla mia giunta e sui consiglieri tutta la responsabilità di mettere in atto una politica sociale che deve tenere conto delle diverse necessità, dei disagi e delle urgenze sociali. Che deve, e vuole, tenere conto di chi ha più bisogno. Ecco perché stiamo puntando ad incrementare la qualità e la quantità dei nostri servizi, secondo una nuova visione». «Una nuova visione sta caratterizzando il sistema di accoglienza per persone fragili, italiani e stranieri, che presenta forti elementi di novità rispetto al sistema precedente. Per la prima volta, infatti, garantiremo accoglienza alle famiglie, senza che i nuclei debbano dividersi», ha concluso Raggi.

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