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SEZ. POLITICA Europee, Salvini: "Lega meglio delle politiche. Su bossi ascolterò militanti" Il leader del Carroccio commenta i risultati: "Record di voti per il tanto contestato Vannacci"

10 Giugno 2024, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Europee, Salvini: "Lega meglio delle politiche. Su bossi ascolterò militanti" Il leader del Carroccio commenta i risultati: "Record di voti per il tanto contestato Vannacci"

INSERITO DA ANGELA CECERE "Lega che cresce in percentuale rispetto alle politiche e supera i 2 milioni di voti, governo che si rafforza, il generale Vannacci con più di 500mila voti e sinistre sconfitte quasi ovunque in Europa". All'indomani dei risultati del Carroccio alle elezioni europee, Matteo Salvini ringrazia tutti in conferenza nella sede del partito in via Bellerio a Milano. "Mi sono fatto due ore di sonno filate, come auspicato il risveglio è sicuramente migliore. Contano le percentuali. Ci svegliamo al 9% ed è una bella giornata di sole". "La Lega ha raccolto risultati straordinari, siamo sopra il risultato delle politiche di due anni fa, siamo sopra i 2 milioni di voti", ha detto il leader della Lega, sottolineando come il generale Vannacci che "è stato contestato, vituperato da mezzo mondo, da solo ha superato mezzo milione di preferenze con un record al Nord Ovest e al Nord Est". "Quando ho candidato Vannacci dicevano che ero un fesso e che la base si sarebbe rivoltata - ha aggiunto -. Ma questo mezzo milione di voti, che arrivano in buona parte da Lombardia e Veneto, arrivano dall'elettorato della Lega e non solo. Io gli ho dato la mia preferenza, ha una visione del mondo in buona parte vicina alla mia". Vannacci prenderà la tessera della Lega? "Non lo so, non gliel'ho mai chiesto e lui neanche, sono sicuro che lavoreremo benissimo", ha risposto Salvini. "Ci sono anche nei comuni e nelle regioni che governiamo tante donne e uomini senza tessera in tasca - ha sottolineato Savini - e non è quello che fa la differenza. Qualcuno può avere la tessera e non votare la Lega o non averla e votarla". "Su Bossi ascolterò militanti" Parlando della scelta del fondatore della Lega di votare Forza Italia - Noi moderati, Salvini ja spiegato che "non voglio male a nessuno e a Bossi ho intitolato anche il mio libro. Sicuramente dovrò ascoltare i militanti", ha poi aggiunto Salvini . "Se qualcuno dice che vota un altro partito manca di rispetto non al segretario in carica ma a un’intera comunità" ha sottolineato. "Sono sicuro che Zaia piuttosto che Giorgetti abbiano votato Lega con tre preferenze, non sta a me chiedere, chiedetelo a loro. E' un problema chi ha detto che non ha votato Lega - ha sottolineato -. Uno le preferenze può darle a chi vuole ma se cambia partito non mi sembra una cosa normalissima". "La Lega ha 40 anni di vita alle spalle e ne avrà altri 40 di fronte - ha continuato Salvini -. Io sono abituato a confrontarmi con gli avversari esterni, dover fare i conti con chi all’interno rema contro è complicato…penso ai militanti, ai sindaci e alle persone che hanno dedicato giorni e notti al movimento all'affissione dei manifesti fuori da scuole e fabbriche. Non meritano che qualcuno dentro faccia altro, che faccia i propri interessi senza avere un obiettivo comune". "Io - ha aggiunto il leader del Carroccio - sono abituato a vincere o perdere di squadra, non a tradire chi mi è di fianco. Non mi piacciono i fuggiaschi e coloro che tradiscono. Non è giusto che chi è iscritto a un partito, a urne aperte, dica che vota per un altro partito. In nessun altro partito italiano avviene qualcosa del genere. Io devo rendere conto a decine di migliaia di sostenitori, militanti e iscritti che non meritano questo". “Io lascerò” la Lega “nel giorno in cui non avessi più la passione di fare quello che mi fa alzare la mattina per l'Italia", ha detto Salvini. "Socialisti liberi di governare con sinistra, io lavoro per cambiamento" "Io non devo convincere nessuno né devo dare lezioni a nessuno" ma "il centrodestra si rafforza percentualmente rispetto alle politiche. Se qualcuno dovesse scegliere alleanza con la sinistra, i socialisti e Macron sarà libero di farlo, io lavoro per un cambiamento", ha detto Salvini che poi ha sottolineato: "Ho sentito Marine Le Pen, mi sono messaggiato anche Jordane Bardella e ci siamo fatti i complimenti. La nostra non è solo un'alleanza ma un'amicizia che dura nel tempo e durerà nel tempo. Ci vedremo mercoledì per ragionare". "La scelta nazionale è una scelta di futuro. Per quello che ci riguarda il governo ne esce rafforzato in termini percentuali". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, in via Bellerio, a Milano, commentando i risultato del partito in Friuli Venezia Giulia e Calabria. "Macron e Scholz hanno perso, urne e piazze chiedono pace" "Il voto rafforza la voglia di studiare vie per uscire dal conflitto, penso sia fra Russia e Ucraina che fra Israele e Palestina. Piazze e urne chiedono pace", ha detto il leader della Lega. "L'ipotesi di usare armi per bombardare fuori dai confini ucraini è stata bocciata dagli elettori - ha sottolineato -. I portavoce con l'elmetto, Scholz e Macron, hanno perso in Francia e Germania".

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SEZ. POLITICA Europee, 'tutorial' Meloni sul voto: "Basta poco per fare differenza" - Video Su X, la presidente del Consiglio, oltre a ricordare l’importanza dell’appuntamento elettorale alle porte, spiega come e quando votare

5 Giugno 2024, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Europee, 'tutorial' Meloni sul voto: "Basta poco per fare differenza" - Video Su X, la presidente del Consiglio, oltre a ricordare l’importanza dell’appuntamento elettorale alle porte, spiega come e quando votare

INSERITO DA ANGELA CECERE Appello al voto della premier Giorgia Meloni in vista dell’appuntamento elettorale del fine settimane per le elezioni europee. In una sorta di ‘tutorial’ su X, la presidente del Consiglio, oltre a ricordare l’importanza dell’appuntamento elettorale alle porte, spiega come e quando votare, raccomanda di portare il documento d’identità e la tessera elettorale valida. Dunque chiude con il suo appello per Fdi: “Che dite? Ci date una mano anche per questa volta? - chiude il video- Basta poco per fare la differenza e io conto su di voi”.

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SEZ POLITICA Europee: Maria Stella Gelmini da Benevento lancia la volata per Azione "Niente contrapposizione con Mastella, se c'è competizione al centro è positivo

4 Giugno 2024, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ POLITICA Europee: Maria Stella Gelmini da Benevento lancia la volata per Azione "Niente contrapposizione con Mastella, se c'è competizione al centro è positivo

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Tour campano per lista Siamo Europei di Azione - il Sud in Europa - verso le elezioni Europee dell'8 e 9 giugno. Negli ultimi giorni da Napoli all'Irpinia, dal salernitano a Benevento dove con i candidati Luigi Casciello e Barbara Preziosi è intervenuta Mariastella Gelmini, vice segretario nazionale di Azione. Appuntamento a Palazzo Paolo introdotto dal segretario di Azione nel Sannio, Vincenzo Sguera. “Il processo di allargamento di Azione prosegue – esordisce la Gelmini – vogliamo essere il centro dello schieramento e abbiamo a cuore il futuro di questo Paese che passa dall'avere una strategia precisa in Europa, dal mettere al centro il Mezzogiorno, dal provare a superare le diseguaglianze e i divari territoriali utilizzando al meglio le risorse del Pnrr e cercando di essere protagonisti. Il perimetro di Azione è aperto a tutti coloro che si riconoscono nella sensibilità liberale, riformista, popolare e a tutti coloro che non vogliono una politica gridata, fatta di polarizzazione e conflittualità ma che credono nelle proposte”. Glissa riguardo alla contrapposizione con Mastella e dice “Se c'è una competizione al centro è solo un fatto positivo. Per anni abbiamo avuto una polarizzazione molto forte e una competizione tra i partiti populisti e sovranisti. Sicuramente Azione vuole rappresentare in Europa un'Italia autorevole, al centro delle scelte per gli interessi del nostro Paese”. Elenca le priorità: “dal Pnrr a una difesa e una politica estera comune, fino ad una riforma della governance, perché l'Europa con il principio dell'unanimità non è abbastanza veloce. E dunque le sfide sono veramente tante nella consapevolezza che serve più Europa e non meno Europa come dicono i partiti sovranisti”. Parlando di obiettivi riguardo alla prova con le urne conclude: “Calenda ha detto che si può arrivare al 5% ma comunque il nostro percorso prosegue anche dopo le Europee per costruire un'area moderata, liberale e riformista nella quale la maggioranza silenziosa degli italiani possa riconoscersi e dunque c'è bisogno di tempo”.

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SEZ. POLITICA Schlein: "Attacco Lega a Mattarella, grave mancata presa posizione Meloni" La leader dem: "Oggi Salvini cerca di attaccarsi sugli specchi ma ieri ha rincarato la dose"

3 Giugno 2024, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Schlein: "Attacco Lega a Mattarella, grave mancata presa posizione Meloni" La leader dem: "Oggi Salvini cerca di attaccarsi sugli specchi ma ieri ha rincarato la dose"

INSERITO DA ANGELA CECERE "E' molto grave l'attacco al Presidente della Repubblica, non si era mai visto un attacco così frontale per di più nel giorno della festa della Repubblica, addirittura evocando le dimissioni. Oggi Salvini cerca di attaccarsi sugli specchi ma ieri ha rincarato la dose, ed è grave la mancata presa di posizione della Meloni mentre un pezzo della sua maggioranza sferra un attacco così forte alla Presidenza della Repubblica". Così la segretaria dem Elly Schlein, ospite di Agorà su Rai3. Schlein mette in guardia sui nazionalismi. "Io voglio gli Stati uniti d'Europa. Il mio modello è ancora il manifesto di Ventotene ed è pericoloso che i venti soffino sui nazionalismi, il nazionalismo ha portato solo guerre - sottolinea - Noi vogliamo un'Europa che ricordi di essere nata per un progetto di pace, non un'Europa basata su un'economia di guerra".

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SEZ. POLITICA Erdogan a Meloni: "Italia riconosca Stato palestinese" Il presidente turco in un colloquio telefonico con la premier: "Italia assuma posizione giusta come Spagna, Irlanda e Norvegia"

30 Maggio 2024, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Erdogan a Meloni: "Italia riconosca Stato palestinese" Il presidente turco in un colloquio telefonico con la premier: "Italia assuma posizione giusta come Spagna, Irlanda e Norvegia"

INSERITO DA ANGELA CECERE Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con la premier Giorgia Meloni. ''La Turchia si aspetta che l'Italia riconosca la Palestina come Stato, assumendo una posizione giusta come Spagna, Irlanda e Norvegia'', ha detto Erdogan a Meloni, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Anadolu. Erdogan, secondo quanto riferisce il direttorato delle comunicazioni di Ankara, ha detto anche che "va aumentata la pressione per fermare gli attacchi brutali di Israele contro la Palestina''. Nel corso del colloquio telefonico, il presidente turco ha affermato che occorre ''costringere l'amministrazione israeliana a rispettare il diritto internazionale''. ''La priorità della Turchia è, oltre a un cessate il fuoco immediato permanente a Gaza, il rilascio degli ostaggi e dei detenuti'' palestinesi, così come ''la consegna di aiuti umanitari a Gaza senza interruzioni'', ha sottolineato Erdoga. La nota di Palazzo Chigi La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente della Repubblica di Turchia Recep Tayyip Erdogan. "In vista del Vertice G7 - si legge in una nota di Palazzo Chigi - il colloquio ha permesso di fare il punto anche sullo stato delle relazioni bilaterali e sui principali scenari di crisi internazionali". La premier "ha colto l'occasione per ringraziare il suo interlocutore per aver confermato la sua partecipazione a Borgo Egnazia".

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SEZ. POLITICA Maltempo in Valle Telesina. Barone: attivare procedure per stato di emergenza L'esponente della Lega: cambiamento climatico deve essere affrontato con strumenti adeguati"

29 Maggio 2024, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Maltempo in Valle Telesina. Barone: attivare procedure per stato di emergenza L'esponente della Lega: cambiamento climatico deve essere affrontato con strumenti adeguati"

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. “Esprimo vicinanza e solidarietà alle comunità dei Comuni colpiti dalla grandinata che, oggi pomeriggio, si è abbattuta sulla Valle Telesina devastando le colture agricole e provocando disagi alla circolazione stradale". Così Luigi Barone candidato alle europee e Responsabile Coesione Territoriale e Zes Lega Salvini Premier che poi lancia un appello: "Chiedo a tutte le istituzioni, enti locali e Regione in primis, di attivare immediatamente le procedure per lo stato di emergenza al fine di ristorare quanto prima aziende, agricoltura e cittadini per i danni subiti. L’episodio di oggi dimostra che il cambiamento climatico in atto deve essere affrontato con strumenti adeguati: dobbiamo prevenire le emergenze e mettere in salvo i nostri territori da eventi avversi. Ho avuto anche un colloquio telefonico - annuncia Barone - col sottosegretario all’agricoltura Luigi D’Eramo per informarlo della vicenda che seguirò”. -

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SEZ. POLITICA Europee, Meloni: "Ue faccia meno cose e le faccia meglio" La premier: "Non cerco compromessi, cerco di cambiare quello che funziona e se gli italiani mi danno una mano penso di poterci riuscire"

27 Maggio 2024, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Europee, Meloni: "Ue faccia meno cose e le faccia meglio" La premier: "Non cerco compromessi, cerco di cambiare quello che funziona e se gli italiani mi danno una mano penso di poterci riuscire"

INSERITO DA ANGELA CECERE L'Europa deve cambiare priorità, si deve occupare di meno cose, volendo normare tutto nella vita dei cittadini, vorrei che facesse meno cose e le facesse meglio". Così la premier Giorgia Meloni, ospite di 'Giù la maschera' su Rai Radio 1, parlando di elezioni europee. "Io non cerco compromessi, cerco di cambiare quello che funziona e se gli italiani mi danno una mano penso di poterci riuscire. L'Europa deve diventare un valore aggiunto e non deve essere un ostacolo, come è stato spesso negli ultimi anni", sottolinea ancora sul prossimo voto in Europa. "Oggi c'è il margine per una maggioranza diversa in Ue -afferma - . Io ho già dimostrato che le cose si possono cambiare". "Penso che l'Italia è tornata centrale, dobbiamo essere contenti di questo, oggi tutti capiscono che siamo quelli che possono fare la differenza" in Europa, continua la premier, che aggiunge: "Con proposte pragmatiche le cose cambiano, serve profondità maggiore", ricordando che "con von der Leyen ho costruito una collaborazione istituzionale, visto che è a capo della Commissione europea". Ucraina "Se la Russia volesse la pace non avrebbe mosso la guerra", le parole di Meloni commentando le aperture di Putin sugli accordi di Istanbul. "I dati dicono che il 24 febbraio del 2023, dopo un anno di guerra ha avuto più perdite di quanto ne ha avute l'Italia nella seconda guerra mondiale. Quella che doveva essere una guerra lampo non si è rivelata tale". Quella di Putin "è una guerra imperialista. Oggi si ricomincia a parlare di tavoli diplomatici grazie a chi ha sostenuto l'Ucraina, contro questo tentativo imperialista". "La trattativa si può fare se c'è uno stallo", avverte Meloni, ricordando la necessità di continuare ad appoggiare Kiev. "La Russia ha invaso l'Ucraina e se vuole la pace si può ritirare, vedremo... ", replica a chi le domanda se le aperture di Putin su una eventuale trattativa per la pace siano da prendere in esame. Rai "A sinistra hanno occupato manu militari una azienda come la Rai, noi siamo per un sistema più plurale, un sistema che rappresenti tutti e appartenga ai cittadini", dice la premier parlando di tv pubblica e di accuse al governo. "Riformare la Rai? Penso che non spetti al Governo, ma piuttosto al Parlamento", conclude. Riforme "Noi eravamo per il presidenzialismo, poi quando abbiamo aperto il dialogo l'opposizione ci ha detto che per loro non andava toccato il Capo dello Stato, per questo abbiamo presentato una riforma" per il premierato "per rimettere la scelta di chi governa nelle mani dei cittadini e per permettere a chi è scelto di governare per 5 anni", risponde la premier a una domanda sul premierato in discussione in Senato. "Questa -sottolinea- è la madre delle riforme, quella che risolve molti problemi". "Ma il partito democratico e il Movimento 5 Stelle la riforma non la vogliono, non vogliono cambiare, vogliono continuare a fare i governi nel Palazzo, pensano di decidere tutto sulla pelle degli italiani, con premier non eletti che non conoscono nessuno", sottolinea il presidente del Consiglio.

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SEZ. POLITICA Meloni lancia la sfida sul premierato: “O la va, o la spacca”.

25 Maggio 2024, 14:24pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Meloni lancia la sfida sul premierato: “O la va, o la spacca”. Schlein: “Il capo dello Stato non si tocca. E su Toti è il silenzio degli indecenti”

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non un faccia a faccia, ma un botta e risposta a distanza dal palco del Festival dell’Economia a Trento tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Dal fisco al piano casa, passando per le riforme e le politiche sul lavoro. A prendere la parola per prima la premier. Che parla di redditometro, “ho sospeso la norma perché la voglio vedere meglio", di superbonus, riforme. O meglio, della “madre di tutte le riforme”, il premierato. “O la va, o la spacca. Nessuno mi chieda di salvare la sedia o di restare qui a sopravvivere”, commenta la presidente del Consiglio. Un paio di ore dopo, tocca a Schlein salire sul palco. "Sarò sempre disponibile al confronto con Meloni dovunque e in qualunque momento – dice – Ma qualsiasi proposta che contenga questa forzatura dell'elezione diretta del premier fa saltare l'equilibrio tra i poteri dello Stato. I poteri del presidente della Repubblica, per noi, non vanno toccati".La segretaria del Pd è sono rimasta stupita dal silenzio di Meloni sulla situazione della Liguria e sull'arresto di Giovanni Toti. “È il silenzio degli indecenti: ormai subisce il diktat di Salvini che chiede a Toti di resistere". Accusa ancora il governo di andare avanti solo a colpi di condoni, favorendo i "furbi e penalizzando i lavoratori dipendenti", Meloni rivendica di puntare a un fisco che "dia una mano ai cittadini in difficoltà”, respingendo le accuse di "essere amica degli evasori” e che “il 2023 è stato l'anno record nel recupero di evasione fiscale in Italia” TRATTO DA REPUBBLICA

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SEZ. POLITICA Europee, Fratelli d'Italia al 27% e Pd al 22%: il sondaggio politico Secondo l’ultima indagine condotta dall’Istituto Demopolis è testa a testa Forza Italia-Lega. Tra chi dice che andrà alle urne 23% ancora indeciso e 12% ammette che potrebbe cambiare idea

24 Maggio 2024, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Europee, Fratelli d'Italia al 27% e Pd al 22%: il sondaggio politico Secondo l’ultima indagine condotta dall’Istituto Demopolis è testa a testa Forza Italia-Lega. Tra chi dice che andrà alle urne 23% ancora indeciso e 12% ammette che potrebbe cambiare idea

INSERITO DA ANGELA CECERE Tra quanti immaginano di recarsi alle urne, solo il 65%, meno di 2 italiani su 3, ha già un orientamento preciso; il 23% è ancora del tutto indeciso sulla scelta. Il 12% esprime oggi un’intenzione di voto, ammettendo però che potrebbe cambiare idea nei prossimi giorni. È lo scenario che emerge dall’ultima indagine condotta dall’Istituto Demopolis, prima del black out sui sondaggi elettorali previsto dalla legge in vista del voto dell’8 e 9 giugno. “Considerato il quadro di incertezza a 16 giorni dall’appuntamento elettorale – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – si è scelto di fotografare non solo il voto odierno, ma anche l’elettorato certo, costituito da cittadini che dichiarano di avere già compiuto una scelta definitiva, ed il bacino potenziale delle forze politiche, rappresentato da quanti non escludono l’ipotesi di votare il partito”. Se ci si recasse oggi alle urne, Fratelli d’Italia sarebbe primo partito con il 27%, con un voto certo del 24,5% ed un potenziale del 30%. Il Partito Democratico, in lieve crescita negli ultimi giorni, otterrebbe il 22%, confidando su uno zoccolo duro del 19,8% e su un potenziale del 24%. Terza posizione al 14,5% per il Movimento 5 Stelle, che può contare su un voto certo dell’11 e un potenziale del 17% Si profila una sfida per il quarto posto tra la Lega all’8,8 e Forza Italia all’8,7%, anch’esse con un bacino mobile di elettori che oscilla tra i 6,5 e il 10%. Altre liste puntano al raggiungimento della soglia necessaria all’ingresso nel Parlamento Europeo: sopra il 4% troviamo oggi Alleanza Verdi Sinistra al 4,3% e la lista Stati Uniti d’Europa al 4,2%. Azione avrebbe oggi il 3,7%, la lista Libertà il 2,8%, la lista Pace Terra e Dignità il 2,2%, tutte con un peso destinato a modificarsi nei prossimi giorni. “La motivazione e la partecipazione alle urne dei diversi elettorati – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – incideranno, in modo rilevante, sul peso dei singoli partiti: quella scattata oggi è ovviamente la fotografia di un consenso, ancora mobile, che potrà mutare nelle ultime 2 intense settimane di campagna elettorale”.

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SEZ. POLITICA Meloni vede Leo e 'congela' redditometro, verso modifica radicale al decreto Fonti all'Adnkronos: la norma verrà limata e ridotta all'osso

23 Maggio 2024, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Meloni vede Leo e 'congela' redditometro, verso modifica radicale al decreto Fonti all'Adnkronos: la norma verrà limata e ridotta all'osso

INSERITO DA ANGELA CECERE  Il colpo di scena arriva in serata, con un video sui social in cui Giorgia Meloni annuncia di aver messo in 'stand-by' il decreto ministeriale firmato da Maurizio Leo e che, di fatto, resuscita il redditometro reso dormiente dal 2018. Il 'radar' del fisco per stanare furbi e furbetti fa ballare per 24 ore la maggioranza, e attiva il fuoco amico verso Fdi e la sua leader, che di redditometro non ha mai voluto sentir parlare. Un fuoco incrociato che parte nella mattinata di martedì e che, a distanza di un giorno, non accenna ad arrestarsi. E' così che il decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale lunedì scorso genera un vero e proprio terremoto, con Lega e Fi che si intestano la battaglia per sbianchettare la norma, le opposizioni che attaccano e la premier, ma anche Fdi, che arrancano, con l'aggravante, o meglio la convinzione, che la norma si trasformi in un boomerang ad appena due settimane dal voto. Bisogna correre ai ripari. E così di buon mattino la premier, sempre sui social, assicura che mai "nessun grande fratello fiscale verrà introdotto da questo governo". E apre spiragli su imminenti modifiche. "Mi confronterò personalmente con il vice ministro Leo, al quale ho chiesto anche di venirne a riferire al prossimo Consiglio dei ministri. E se saranno necessari cambiamenti sarò io la prima a chiederli", mette in chiaro. Il Cdm è in programma venerdì, all'odg anche il 'salva case' su cui Matteo Salvini punta le sue fiches, alla lista delle misure si aggiunge la 'resa dei conti' sul redditometro. Ma Meloni, consapevole del 'pasticcio', accelera: riceve Leo a Palazzo Chigi, di certo indispettita per un incidente di percorso evitabile. Insieme decidono di mettere in stand-by la misura. Se non addirittura in soffitta. Come cambierà il provvedimento Una virata che segna un deciso cambio di rotta, anche se, nel video sui social, Meloni non sconfessa la norma. "Abbiamo ereditato una situazione molto pericolosa - mette in chiaro - nella quale non c'è alcun limite al potere discrezionale dell'amministrazione finanziaria di contestare incongruenze tra il tenore di vita e il reddito dichiarato. Da qui la necessità di emanare un decreto ministeriale che prevedesse precise garanzie per i contribuenti. Quel decreto ha però prodotto diverse polemiche", dunque "meglio sospendere" il provvedimento "in attesa di ulteriori approfondimenti, perché il nostro obiettivo è e rimane quello di contrastare la grande evasione e il fenomeno inaccettabile, ad esempio, di chi si finge nullatenente ma gira con il suv o va in vacanza con lo yacht senza però per questo vessare con norme invasive le persone comuni''. Ed è questa la rotta. Un 'restyling' "ci sarà e sarà radicale", riferiscono beninformati all'Adnkronos. Il che si traduce, in soldoni, nella volontà di smantellare la norma, limandola fino all'osso. E 'sforbiciando' in maniera netta gli indicatori che faranno scattare l'allarme. Sotto la lente solo beni di lusso? Via dal 'radar' del fisco - stando ai rumors che circolano in queste ore - le spese per abbigliamento e calzature, men che meno saranno passate sotto la lente di ingrandimento quelle sostenute per medicinali e visite, bollette e spese del mutuo o del telefono. Il campo dovrebbe essere circoscritto in "maniera sostanziale", lasciando in piedi solo quelle variabili che consentano all''accertamento sintetico' - così la norma nel gergo tecnico - di stanare chi dichiara redditi 'da fame' ma di fatto vive nel lusso: leggi suv, barche o seconde case in località di grido. E fatta salva, ça va sans dire, la facoltà per i contribuenti di difendersi e di dimostrare che il finanziamento delle spese è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta. O che le spese attribuite hanno un diverso ammontare o sono state finanziate con un reddito messo su nel corso di anni precedenti. Per cambiare la norma in corsa tecnicamente "viene differita l’attività applicativa" del decreto ministeriale firmato da Leo, "nelle more di un successivo provvedimento normativo di revisione dell’istituto", spiegano fonti di governo in serata. E dovrebbe essere questa la direzione che il governo, nella persona di Leo, imboccherà per avviare la 'revisione' della norma, che, per ora, dovrebbe comunque restare in 'ghiacciaia'. Guadagnando tempo anche per rassicurare gli elettori -l'ordine di scuderia di via della Scrofa- sulle reali intenzioni del governo "per un fisco amico", slogan sbandierato per mesi e mesi salvo finire nella morsa del redditometro.

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