Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Via libera dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) al vaccino anti-Covid dell'azienda Johnson & Johnson per l'autorizzazione all'immissione in commercio e all'utilizzo nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. Ieri il vaccino J&J ha ottenuto l'approvazione dall'Agenzia europea dei medicinali Ema.
Si tratta del quarto vaccino anti-Covid approvato in Italia dopo quelli di Pfizer-BionTech, Moderna e AstraZeneca.
Anche l'Oms ha approvato il vaccino Johnson & Johnson per l'utilizzo d'emergenza. Tale passaggio, così com'era già avvenuto nel caso di altri vaccini, apre la strada alla distribuzione di centinaia di milioni di dosi ai Paesi che non hanno enti regolatori.
La procedura dell'autorizzazione d'emergenza aiuta i Paesi che non hanno i mezzi per determinare da soli l'efficacia e la sicurezza di un farmaco ad avere un accesso più rapido alle terapie e consente al dispositivo Covax, impostato per garantire un accesso equo al vaccino, di iniziare la distribuzione. L'Oms, in questi termini, aveva già autorizzato i vaccini Pfizer ed AstraZeneca.
"Ogni nuovo strumento sicuro ed efficace contro il Covid-19 è un altro passo avanti verso il controllo della pandemia", ha affermato in una nota il capo dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Visita del premier Mario Draghi al centro vaccinale di Fiumicino, situato nei pressi dell'aeroporto Leonardo da Vinci. Poco prima del presidente del Consiglio al centro sono arrivati il ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
"Questa è la mia prima visita in un sito vaccinale, è stata una visita breve ma veramente bella.
Questi ragazzi che lavorano come volontari o in forma permanente hanno reso questo che è un luogo medico un luogo di speranza, entrando qui si capisce che ne usciremo", ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa al centro vaccinale di Fiumicino.
"A più di un anno dall'inizio dell'emergenza purtroppo c'è una nuova ondata di contagi: nell'ultima settimana più di 150mila infezioni contro le 131mila della settimana precedente, un incremento di ricoverati quasi di 5000 persone, della terapia intensiva di seicento unità. Questi numeri impongono massima cautela" per "limitare il numero di morti e impedire la saturazione delle strutture sanitarie".
"Qualche giorno fa ho ringraziato gli italiani per la loro infinita pazienza. Sono consapevole che le misure di oggi avranno conseguenze sull'istruzione dei figli, sull'economia e sullo stato anche psicologico di noi tutti. Sono necessarie per evitare un peggioramento che renderebbe inevitabili provvedimenti ancora più stringenti. Ma, a queste misure, si accompagna l'azione di governo a sostegno di famiglie e imprese e l'accelerazione della campagna vaccinale, che sola dà speranza di uscita dalla pandemia", ha aggiunto Draghi.
"Per venire incontro alle esigenze delle famiglie, abbiamo deciso,già nel decreto legge di oggi, di garantire il diritto al lavoro agile per chi ha figli in didattica a distanza o in quarantena.Per chi svolge attività che non consentono lo smart working, sarà riconosciuto l'accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo baby-sitting."
"Nella giornata di ieri, l'Agenzia Italiana del Farmaco ha bloccato un lotto di vaccini AstraZeneca, dopo la segnalazione di alcuni gravi eventi avversi - ha detto Draghi -. È una decisione precauzionale, in linea con quanto fatto in altri Paesi europei, e che dimostra l'efficacia dei sistemi di farmacovigilanza. Il parere dell'Aifa, condiviso dagli scienziati, è che non ci sia alcuna prova che questi eventi siano legati alla somministrazione del vaccino." "L''Ema sta esaminando i casi sospetti, ma ha anche consigliato di proseguire col suo utilizzo", spiega.
"Qualunque sia la decisione finale dell'Ema, posso assicurarvi che la campagna vaccinale proseguirà con rinnovata intensità.Ad oggi, si vedono già i primi risultati di questa accelerazione", ha detto il premierMario Draghi.
"Di oggi è la conclusione del primo contratto tra un'azienda italiana e un'azienda titolare di un brevetto. Continueremo a sviluppare la capacità produttiva di vaccini in Italia".
Sui vaccini, "ad oggi, si vedono già i primi risultati di un'accelerazione.Solo nei primi undici giorni di marzo è stato somministrato quasi il 30% di tutte le vaccinazioni fatte fino all'inizio di questo mese: è il doppio della media dei due mesi precedenti. Il ritmo giornaliero attuale è di circa 170.000 somministrazioni al giorno. L'obiettivo è triplicarlo presto. Abbiamo già ricevuto 7,9 milioni di dosi - ha aggiunto il premier -, ma contiamo su una forte accelerazione nelle prossime settimane, anche a seguito della recente approvazione del vaccino Johnson & Johnson".
"Il decreto che comprende tutte le altre misure di sostegno all'economia è previsto per la settimana prossima. Per questo i 32 miliardi già autorizzati sono interamente impegnati".
I 32 miliardi saranno impegnati nel decreto Sostegni "ma non basta. Ho intenzione di proporre al Parlamento, in occasione della presentazione del Documento di Economia e Finanza, un nuovo scostamento di bilancio", ha spiegato il presidente del Consiglio nel suo intervento nel corso della visita all'hub vaccinale di Fiumicino.
"L'Italia ha scelto di cominciare la sua campagna vaccinale dal personale delle strutture sanitarie - ha detto Draghi -. Abbiamo proceduto a vaccinare nelle Rsa, dove vivono i nostri concittadini più fragili. Infine, abbiamo dato priorità agli ultra-ottantenni, insieme a chi opera nella scuola, nell'università e nel soccorso pubblico. Mentre completeremo la vaccinazione di queste categorie, procederemo rispettando un ordine dato dall'età e dalle condizioni di salute. A tutti, chiedo di aspettare il proprio turno, come ha fatto in maniera esemplare il Presidente della Repubblica. È un modo di mostrarci una comunità solidale".
"Il nostro obiettivo, in accordo con il ministro della Salute, Roberto Speranza, il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e il Commissario straordinario all'emergenza, Generale Francesco Paolo Figliuolo,è quello di utilizzare tutti gli spazi utili disponibili per le vaccinazioni. Ci si potrà vaccinare non solo negli ospedali, ma anche nelle aziende, nelle palestre e nei parcheggi come questo di Fiumicino. In Italia sono già operativi 1694 siti vaccinali fissi e altri verranno individuati".
"L'Unione europea ha preso degli impegni chiari con le case farmaceutiche e ci aspettiamo che vengano rispettati. In queste settimane abbiamo preso decisioni forti nei confronti delle aziende in ritardo con le consegne. Seguiteremo a farlo, per difendere la salute degli italiani", ha detto ancora Draghi.
"Le misure previste nel decreto legge" Sostegni "sono corpose, coprono una platea più ampia e arriveranno rapidamente- ha sottolineato il premier-. Tra i provvedimenti più significativi, c'è il prolungamento della cassa integrazione guadagni, un più ampio finanziamento degli strumenti di contrasto alla povertà, per sostenere i "nuovi poveri", coloro che sono diventati maggioranza nelle file della Caritas. Agli autonomi e alle partite Iva che hanno patito perdite di fatturato riconosceremo contributi in forma più semplice e immediata, senza criteri settoriali".
E poi ancora: "Fondamentale è la partecipazione di tutti i cittadini. Pensiamo solo che con una vaccinazione diffusa potremo fare a meno di restrizioni come quelle che abbiamo dovuto adottare".
"Vorrei ringraziarla veramente con tutto il cuore, questa visita è un prezioso gesto di attenzione e riconoscimento verso tutto il personale impegnato in questa campagna. Posso dirlo da osservatore, ce la stanno mettendo tutta e meritano un grande ringraziamento da parte di tutti noi. Da qui lanciamo un messaggio di speranza e fiducia, ce la faremo", ha detto il presidente della Regione LazioNicola Zingaretti rivolgendosi al premier Mario Draghi nel centro vaccinale di Fiumicino.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODAProfondo rosso. Cambia radicalmente colore lamappa dell'Italiaai tempi del Covid. Oggi è venerdì e l'Iss ha reso pubblici i dati delmonitoraggio settimanalecon il nuovo valore dell'Indice di trasmissibilitàRtnazionale - che arriva a 1.16 - e regione per regione (qui tutti i dati aggiornati). Saranno moltissime quelle che la prossima settimana finiranno in zona rossa perché i dati della pandemia sono sempre più preoccupanti con la curva del contagio che cresce da sei settimane consecutive.
Inoltre le rimanenti regioni gialle passeranno in zona arancione così come previsto dal nuovo Decreto che oggi ha avuto il via libera del governo (qui la bozza).
Passano inarea rossaEmilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio,Lombardia,Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise. Tutte le altre Regioni saranno inarea arancioneper gli effetti del decreto legge approvato stamane. È in corso una verifica sui dati della Basilicata. La Sardegna resta bianca ma laMaddalena rimane rossa.
La mappa attuale
(Fino a domenica 14 marzo, al netto delle ordinanze regionali già in vigore)
Zona rossa: Basilicata,Campania,Molise.
Zona arancione:Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia,Lombardia,Marche,PA Bolzano, PA Trento,Piemonte,Toscana,Umbria,Veneto.
Zona gialla:Calabria,Lazio,Liguria,Puglia,Sicilia,Valle d'Aosta.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Lombardia e quindi Monza e Brianza passano in zona rossa da lunedì 15 marzo: di fatto, un lockdown. Che cosa è aperto e cosa no, cosa si può fare e cosa no, dalle scuole ai negozi: tutte le regole. Troppo grave la terza ondata del nuovo coronavirus in Lombardia: il governo la passa dall’arancione rafforzato alla zona rossa, che include ulteriori restrizioni per cercare di arginare i contagi. Ecco le regole a partire da lunedì 15 marzo che si aggiungono ai provvedimenti del governo per il periodo fino a Pasqua. - Coprifuoco dalle 22 alle 5. - È vietato qualsiasi spostamento ANCHE all’interno del proprio Comune, se non per comprovati motivi di lavoro, urgenti o di salute (gli stessi del lockdown di un anno fa). - Sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari, nidi e micronidi. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. - Chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici. - Sono sospese le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. - Bar e ristoranti aperti solo con servizio da asporto e domicilio. - Restano le chiusure previste per i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. - Sono chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. - Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie. - Permane la sospensione dell’attività in presenza nelle università. - Fortemente raccomandato lo smart working dove possibile. - No alle seconde case, se non per comprovate esigenze. - Solo una persona per nucleo famigliare negli esercizi commerciali. - Non sono consentiti gli spostamenti verso le abitazioni private abitate ubicate nel territorio della Regione, fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate e gravi situazioni di necessità. - Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si possono svolgere, purché nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni. - Non è consentito l’utilizzo delle aree attrezzate per gioco e sport. - Sempre consentita l’attività motoria e sportiva nei pressi della propria abitazione. - Obbligo di indossare mascherine chirurgiche o presidi analoghi di protezione delle vie respiratorie sui mezzi di trasporto pubblici circolanti nel territorio della Regione Lombardia. IL CITTADINOMB
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BARI, Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 15 marzo. Passano in area rossa le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise che restano in area rossa. È quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute. "Tutte le altre Regioni, tranne le 9 indicate in rosso, saranno in area arancione per gli effetti del decreto legge approvato stamane. È in corso una verifica sui dati della Basilicata. La sola Sardegna resta in area bianca". (ANSA).
INSERITO DA MICHELE PAPPACODACoronavirusin Italia, il bollettino divenerdì 12 marzodel Ministero della Salute: il governo ha oggi approvato il nuovo decreto legge con le misure anti contagio, e oltre mezza Italia sarà in zona rossa, con un lockdown nazionale dal 3 al 5 aprile. Inuovi positiviregistrati nelle ultime 24 ore sono 26.824 su 369.636 tamponi (ieri erano stati 25.673 su 372.217 tamponi).380 i morti di oggi (ieri erano stati 373). Con 14.443 dimessi e guaritiin più gli attualmente positivi sono 509.317, 11.967 in più rispetto a ieri quando c'era stato un incremento di 10.276 unità.
Iltasso di positivitàè oggi del 7,3% (ieri era stato del 6,9%). ll totale delle vittime dacoronavirusnel nostro Paese dall'inizio della pandemiasale a 101.564. Dei 380 morti di oggi 89 vengono dalla Lombardia, 35 dall’Emilia Romagna, 32 dalla Puglia, 29 da Veneto e Campania, 28 dal Piemonte e 25 dalla Toscana. La regione più colpita è anche oggi la Lombardia che supera i seimila casi (6.262), seguita da Emilia Romagna (3.477), Piemonte (2.929), Campania (2.644), Veneto (1.932), Puglia (1.774), Lazio (1.757) e Toscana (1.304).
Covid Italia, il riepilogo della settimana
Ecco i dati di questa settimana(lunedì-venerdì) e il confronto con quelli di sette giorni fa: con un numero di tamponi che continua a crescere, crescono nettamente anche i contagi e anche i decessi. Tra lunedì e oggi inuovi positivi sono 108.557(venerdì scorso erano 97.984, due settimane fa 79.753), mentre imorti sono 1.779(1.572 venerdì scorso, 1.509 due settimane fa). Quanto aitamponi, tra lunedì e oggi il totale è di 1.632.913, a fronte dei 1.583.598 di una settimana fa e dei 1.494.057 test di due settimane fa.
Iltotale dei casi di Covid-19dall'inizio della pandemia in Italia è dunque di 3.175.807, di cui 101.564 morti e 2.564.926 dimessi e guariti, 14.443 nelle ultime 24 ore. Ipazienti attualmente positivisono 509.317, ieri erano 497.350, un aumento di 11.967 unità. Itamponi totali(molecolari più antigenici) effettuatisolooggisono 369.636 (ieri erano stati 372.217). I tamponi totali effettuati fino ad oggi sono 43.976.394, mentre il totale delle persone testate è di 20.911.246.
Del totale dei positivi sono 482.747 quelli in isolamento domiciliare(+11.503), 23.656 ricoverati con sintomi(+409) mentre imalati in terapia intensiva sono 2.914 (+55) di cui 667 in Lombardia (+22), 350 in Emilia Romagna (+5), 270 nel Lazio (+12), 247 in Piemonte (+4), 218 in Toscana (+10) e 174 in Puglia (+2). Gliingressi di oggi in terapia intensivasono invece 226(-40 rispetto a ieri): il dato peggiore è della Lombardia (39), seguita da Emilia Romagna (23), Veneto e Lazio (22) e Toscana (21).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La donna aveva riferito di essersi dovuta recare in ospedale a Correggio per delle analisi e che l'altra l'aveva accompagnata. Una verifica aveva però appurato che non c'era stato alcun accesso alla struttura sanitaria e per le due era scattata la denuncia. Il giudice De Luca le ha assolte entrambe dichiarando "il non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato". Per il Tribunale di Reggio Emilia, un atto amministrativo non può limitare la libertà personale di movimento, è contrario alla Costituzione un obbligo generalizzato a restare nella propria abitazione Il giudice di Reggio Emilia Dario De Luca ha annullato le sanzioni comminate a due persone che erano uscite con false autocertificazioni, necessarie nel periodo del lockdown come predisposto dal Dpcm dell’8 marzo 2020. Per il giudice, in forza ai Dpcm emessi dal governo, «ciascun imputato è stato costretto a sottoscrivere un’autocerticazione incompatibile con lo stato di diritto del nostro Paese e dunque illegittima». Era il 13 marzo dell’anno scorso quando, nel pieno della prima ondata del Covid, le due imputate della provincia di Reggio erano state sorprese fuori casa dalle forze dell’ordine a cui avevano fornito un’autocertificazione non veritiera. La donna aveva riferito di essersi dovuta recare in ospedale a Correggio per delle analisi e che l’altra l’aveva accompagnata. Una verifica aveva però appurato che non c’era stato alcun accesso alla struttura sanitaria e per le due era scattata la denuncia. Il giudice De Luca le ha assolte entrambe dichiarando “il non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato”. Nella motivazione si sottolinea in premessa che il Dpcm “stabilendo un divieto generale e assoluto di spostamento al di fuori della propria abitazione, con limitate e specifiche eccezioni, configura un vero e proprio obbligo di permanenza domiciliare”. Tuttavia, prosegue la sentenza, “nel nostro ordinamento giuridico, l’obbligo di permanenza domiciliare consiste in una sanzione penale restrittiva della libertà personale che viene irrogata dal giudice penale per alcuni reati all’esito del giudizio (o in via cautelare, in una misura di custodia cautelare disposta dal giudice, nella ricorrenza di rigidi presupposti di legge) e in ogni caso nel rispetto del diritto di difesa” IL TEMPO
INSERITO DA MICHLE PAPPACODA L'appello di Lorella Damiani, titolare del Camp di Cent Pertigh, per la campagna #savetheweddingindustry: "Il nostro settore sta morendo... Anche il ristorante Camp di Cent Pertigh di Carate Brianza si unisce al grido nazionale del settore del Wedding Industry Italiano, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sugli effetti devastanti per il mondo del wedding causati dall’emergenza Coronavirus, che ha portato alla totale chiusura di tutte le attività del settore.
Il ristorante Camp di Cent Pertigh
Il grido del Camp di Cent Pertigh di Carate Brianza
“Ci stiamo spegnendo” è l’iniziativa promossa da tutti coloro che lavorano nel settore del mondo dei matrimonio e non solo, con l’hashtag #savetheweddingindustry che fino a domenica 14 marzo coinvolge gli operatori in una campagna via social.
Fra loro ancheLorella Damiani,lissonese e titolare del noto ristorante Camp di Cent Pertigh a Carate Brianza, nella splendida cascina ristrutturata in località Contravaglio, inaugurato nell’aprile del 1998 e diventato nel tempo punto di riferimento e location per la celebrazione delle nozze.
Stiamo perdendo la voglia di fare gli imprenditori
Con un video messaggio la padrona di casa del ristorante caratese ha lanciato il suo appello:
“Cari amici sposi, da oggi, e per tutto il week-end è partita una campagna di sensibilizzazione a sostegno del nostro settore. Organizzo matrimoni da oltre vent’anni e quest’ultimo anno così difficile per la pandemia ha fermato il mondo del mondo del wedding. Ha tenuto sospese a un filo tantissime coppie di sposi, e ci sta togliendo la passione di essere e fare gli imprenditori e di creare sogni, la cosa più bella che c’è. Troppa superficialità e mancanza di pianificazione. Aspettavamo risposte, direttive precise per un nuovo protocollo da adottare per il 2021. Perderemo anche quest’anno? Vogliamo risposte a lungo termine, perché un matrimonio non si organizza o si disdice il venerdì per il sabato. Chiediamo allora rispetto per il nostro lavoro e per chi vuole celebrare la vita. Facciamo sentire la nostra voce. Ragazzi e amici, il nostro è un grido di aiuto”.
Settore in crisi
Dallo scoppio della pandemia da coronavirus i wedding planner e operatori del settore sono stati fermi per un anno: hanno dovuto rinviare in blocco i matrimoni programmati per il 2020 al 2021, ma ora rischiano di perdere anche questa stagione.
Tanti hanno aderito alla campagna. Fra questi ancheEnzo Miccio, noto wedding planner e volto noto della tv: “Questo periodo difficile – il suo messaggio sul web – ha messo in ginocchio tanti settori compreso quello degli eventi, comparto a cui appartengo da oltre vent’anni. Siamo fermi ormai dallo scorso marzo e ad oggi non abbiamo ancora chiara la situazione, nessuna risposta è arrivata e mi sento impotente di fronte ad uno sguardo speranzoso delle mie spose. Mi sento in dovere di fare queste dichiarazioni perché sono stanco. Abbiamo atteso che il Governo ci desse delle risposte, non solo per noi e le aziende di questo settore ma anche per tutti gli sposi che hanno il diritto di sapere qualcosa in più del loro futuro.
INSERITO DA MORENA MOTTA VICEDIRETTRICE VIMERCATE. «Il mio paese è handicappato». E allora gli studenti del Vanoni si sono messi al lavoro per eliminare le barriere architettoniche. Cominciano dal medievale Palazzo Trotti, sede del municipio. Il progetto, supportato dalla onlus Peba, sarà realizzato attraverso le ore di alternanza scuola-lavoro. L'istituto scolastico Vanoni schiera le sue migliori risorse,: gli alunni di Costruzione, ambiente e territorio (ex Geometri). «È un'opportunità unica per i nostri studenti - dice la preside Elena Centemero - che potranno confrontarsi con le difficoltà che i disabili affrontano quotidianamente. Un'occasione per fornire il proprio contributo a livello sociale, questa esperienza li aiuterà a comprendere il vero valore di scuola e studio». Le classi terze, quarte e quinte si confronteranno col Comune su come rendere a misura di tutti il Palazzo Trotti. «Saranno fatti sul posto rilievi utili alla realizzazione di un progetto di abbattimento delle barriere che in futuro potrebbe essere finanziato da parte del Comune», spiega Marcello Maltese, prof e tutor. Previsti incontri con esperti e attività di laboratorio con l'utilizzo di Autocad. «Gli alunni avranno la possibilità di misurarsi sul campo, acquisendo nuove competenze e mettendosi a disposizione anche per una causa sociale», aggiunge la professoressa Maria Cristina Gatto. Lunedì 8 e martedì 16 i primi appuntamenti con i rappresentanti di associazione Peba e Comune con il sindaco, Francesco Sartini, la sua vice Valeria Calloni e la geometra dell'Ufficio tecnico Samanta Verderio. Per l'onlus Peba ci sarà il presidente, l'architetto Andrea Ferretti. di Antonio Caccamo IL GIORNO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Con ordinanza resa pubblica lo scorso 5 marzo, il Tribunale di Latina, prima sezione civile, Giudice dott. Roberto Galasso, ha condannato il Comune di Sperlonga per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità a causa della presenza delle barriere architettoniche che impediscono alle persone con ridotta o impedita capacità motoria di accedere a Piazza Fontana e al Belvedere Circeo. SPERLONGA. La vicenda giudiziaria - promossa da Edward von Freymann e Giuseppe Di Lelio con il patrocinio e l'assistenza legale offerti dall'Associazione Luca Coscioni - trae spunto dalla impossibilità per tutti coloro che si spostano con l'ausilio della sedia a ruote di accedere in alcuni dei luoghi più belli e suggestivi del territorio sperlongano. Il Tribunale di Latina ha accertato infatti che all'interno del Comune di Sperlonga alle persone con disabilità non viene garantita la totale accessibilità e visitabilità di Piazza Fontana e del Belvedere Circeo. Una situazione che per il Giudice Roberto Galasso è fonte di grave discriminazione nei confronti delle persone con ridotta o impedita capacità motoria. Il Comune di Sperlonga è stato dunque condannato a compiere entro sei mesi tutta una serie di opere al fine di rimuovere le barriere architettoniche. In particolare l'amministrazione comunale dovrà installare un ascensore, rimuovere i dissuasori, rifare la pavimentazione, eliminare due marciapiedi, creare un passaggio largo almeno un metro e mezzo, creare nuovi posti auto per persone con disabilità e rifare completamente la segnaletica. In pratica questa ordinanza impone al Comune di ridisegnare completamente lo spazio pubblico nei pressi e all'interno di Piazza Fontana e del Belvedere Circeo. A causa della mancata rimozione delle barriere architettoniche, il Comune di Sperlonga è stato inoltre condannato a pubblicare il testo dell'ordinanza di condanna a sue spese sul quotidiano "Il Corriere della Sera". "E' la seconda condanna per condotta discriminatoria emessa nei confronti del Comune di Sperlonga ottenuta grazie all'impegno e alla tenacia di Edward von Freymann, Giuseppe Di Lelio e dell'Associazione Luca Coscioni. Ci appelliamo al Sindaco affinché le opere indicate dal Tribunale di Latina vengano realizzate nei tempi prefissati, ossia entro sei mesi - dichiara l'avv. Alessandro Gerardi, Consigliere Generale dell'Associazione Luca Coscioni -. Se l'amministrazione comunale non si impegnerà fin da subito a rimuovere tutte le barriere architettoniche presenti su Piazza Fontana e sul Belvedere Circeo, ci rivolgeremo agli organi competenti affinché venga nominato un commissario ad acta". “La nostra azione nei tribunali a tutela del diritto alla salute e dunque contro le condotte discriminatorie relative alle persone con disabilità prosegue contro tutti gli enti pubblici, esercenti di servizi aperti al pubblico, che hanno violato i diritti previsti dalle leggi in vigore. In linea con quanto previsto nelle Convenzioni ONU esigiamo la rimozione delle singole barriere fisiche, percettive e sensoriali che ancora oggi impediscono alle persone con disabilità di esercitare i loro diritti fondamentali” aggiunge Rocco Berardo, avvocato e coordinatore delle iniziative sulla disabilità dell’Associazione Luca Coscioni - .Per proseguire con sempre maggiore efficacia è necessario il contributo di tutti, cui chiediamo di segnalare sull’ App, “No Barriere”, le barriere architettoniche e sensoriali ancora non rimosse dalla pubblica amministrazione. Le amministrazioni, infatti, a partire dai comuni, sono obbligate dal 1986 a dotarsi di Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche e sensoriali (PEBA), tuttavia non solo la legge non viene attuata, ma - peggio - sono solo poche centinaia i comuni di cui si stima almeno una qualche programmazione del piano previsto dalla legge. L’associazione si è attivata presentando proposte alle singole amministrazioni a partire da registri regionali e, quando inerti, diffide e denunce nei confronti dei Comuni e degli enti pubblici che non abbiano provveduto a rendere i luoghi pubblici accessibili. Linkiesta