Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Mentre la Procura generale di Milano ricorre in Cassazione contro la semilibertà ad Alberto Stasi, spunta un nuovo nodo nel giallo di Garlasco e riguarda un oggetto della vittima, Chiara Poggi, la ragazza di 26 anni uccisa ad agosto 2007 e per il cui omicidio fu poi condannato lo stesso Stasi, che all'epoca era il suo fidanzato. Stasi, secondo la sostituta pg Valeria Marino, deve tornare in carcere per via della sua intervista alla trasmissione Le Iene dello scorso 22 marzo, rilasciata nel corso di un permesso premio: secondo i giudici della Sorveglianza Alberto non aveva alcun divieto di rapporti con i giornalisti, ma alla Procura non la pensano così e da qui nasce il ricorso in Cassazione.
La borsetta sparita di Chiara Poggi
Intanto dai vecchi atti del 2007, scrive il Corriere della Sera, spunta anche un piccolo mistero che riguarda una borsetta di Chiara Poggi: la borsetta non fu sequestrata nella casa del delitto dopo l'omicidio e qualche tempo dopo sparì nel nulla, nell'ambito di un misterioso furto dalla casa in cui i familiari si erano trasferiti nei giorni successivi. Un semplice furto e una coincidenza, o quella borsa poteva tornare utile alle indagini?
La pista degli abusi al santuario
Nei prossimi giorni inoltre i pm dovrebbero acquisire gli atti della vecchia inchiesta sul ricatto all'ex rettore del Santuario della Bozzola, vicenda introdotta dal legale di Andrea Sempio Massimo Lovati, ma sul cui legame con la morte di Chiara non si conoscono ancora gli esatti risvolti: secondo Lovati sarebbe infatti in ballo la pista di un "segreto" scoperto dalla vittima su presunti abusi sessuali al santuario, e quel segreto potrebbe essere il movente del delitto.
L'impronta 33 già analizzata
Poi c'è il mistero dell'impronta 33, attribuita dalla Procura di Pavia ad Andrea Sempio: un'impronta sottoposta già nel 2007 dal Ris di Parma alle analisi per individuare la presenza di Dna. L'esito fu incerto, in termini tecnici si parlò di campione «inibito». In uno degli accertamenti nella villetta, furono prelevati con un bisturi sterile (e messi in una provetta con la scritta '33 dattilo') «frammenti di intonaco relativi alla parete destra delle scale della cantina sui quali era deposta un'impronta di materiale verosimilmente ematico». Il sospetto che ci fosse del sangue fu subito smentito: «una frazione del materiale è stato saggiato al combur test con esito dubbio; si è deciso quindi di operare un obti test (più sensibile per il sangue umano, ndr) che anch'esso ha fornito un esito negativo». I test sono ancora oggi quelli più affidabili.
I test sulla 33 dattilo
I test sulla '33 dattilo' proseguono però, insieme ad altri reperti, nei laboratori del Ris di Parma. «Data la scarsa presenza di materiale, vengono inviati nella loro interezza ai processi estrattivi» si legge nel documento di cui dispone l'Adnkronos. «Si concorda di conservare quota parte dell'eluito per successive ed eventuali controanalisi», ma tenuto conto che gli approfondimenti sono stati svolti con la formula dell'accertamento irripetibile - quindi alla presenza anche dei consulenti di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio della fidanzata - è ipotizzabile che il materiale sia stato utilizzato completamente per cercare di risolvere il caso.
L'intonaco e il campione illeggibile
Nei laboratori si procede all'analisi dell'intonaco, ma l'utilizzo di kit per purificare e amplificare il Dna dà come risultato una soluzione «inibita», ossia i tentativi e le successive purificazioni non hanno mostrato la presenza di Dna analizzabile. In quel campione 'illeggibile' il tentativo di dar vita a una ricerca della traccia genetica si interrompe senza risultato. Una risposta possibile quando si ha di fronte «scarsa presenza di materiale». Se i kit attuali sono più sensibili bisogna considerare - se ci fosse ancora dell'intonaco conservato a dieci anni dalla sentenza definitiva per Stasi - che il trascorrere del tempo non gioca a favore delle ricerche genetiche. LEGGO
Giornata dinamicama da gestire con cautela. Evita scontri inutili, soprattutto in famiglia. In amoreserve più ascolto. Energia in ripresa nel pomeriggio. ★ Consiglio:Non alzare la voce, alza il livello di comprensione.
Toro
Finalmente si scioglie una tensioneche ti portavi dietro da giorni. Bene il lavoro, ma cerca di non strafare. In amore torna un po’ di serenità. ★ Consiglio:La calma è la tua forza. Usala per costruire.
Gemelli
Giornata brillante: le stelle favoriscono le comunicazionie gli incontri. Ottimo momento per chiarire malintesi o iniziare nuovi progetti. ★ Consiglio:Approfitta di ogni occasione per dire ciò che pensi.
Cancro
La Luna è opposta: meglio rimandare le discussioni. Tensione nel pomeriggio, specie in famiglia. Serve un po’ di isolamento per riflettere. ★ Consiglio:Non tutto si risolve subito. Prenditi tempo.
Leone
Ottimo cieloper chi vuole mettersi in gioco. L’amoreriprende quota e anche il lavoro offre piccole soddisfazioni. Serata da dedicare agli affetti. ★ Consiglio:Metti passione in quello che fai: gli altri lo noteranno.
Vergine
Saturno chiede ordine: evita di disperdere le energie. Focalizzati su poche cose ma fatte bene. Possibili novità economiche interessanti. ★ Consiglio:Oggi meno è più.
Bilancia
La giornata parte un po’ sottotono, ma migliora nel pomeriggio. Attenzione a un ex che potrebbe riapparire. In amore, meglio la chiarezza. ★ Consiglio:Taglia i rami secchi, anche emotivamente.
Scorpione
Buona giornata per fare chiarezza nel cuore. Qualcosa si sta muovendo sul piano lavorativo, anche se lentamente. Fidati del tuo istinto. ★ Consiglio:Ascolta il silenzio, dice più delle parole.
Sagittario
Giornata ideale per piccoli viaggi, uscite, nuove conoscenze. Amore e amicizie favorite. Resta aperto a proposte insolite. ★ Consiglio:Non dire no a priori. La novità può sorprenderti.
Capricorno
Serve pazienza, soprattutto con colleghi o familiari. Non forzare la mano: le risposte arriveranno. Serata tranquilla, ma meglio non isolarvi. ★ Consiglio:Chi semina bene, raccoglie presto.
Acquario
Cielo interessanteper chi ha progetti creativio vuole fare un cambiamento. Nuove energie in amore. Occhio solo alle spese impulsive. ★ Consiglio:Se hai un’idea, condividila. Sarà apprezzata.
Pesci
La Luna favorisce le emozionie i contatti. Buon momento per risolvere vecchie questioni. In amore, qualcuno potrebbe sorprenderti. ★ Consiglio:Resta connesso al tuo cuore. Lui sa già cosa fare.
E' il 151° giorno dell'anno, 22ª settimana. Alla fine del 2025 mancano 214 giorni.
Santi del Giorno
Visitazione della Beata Vergine Maria
San Silvio di Tolosa (Vescovo)
Santa Petronilla (Martire)
San Vitale di Assisi (Monaco eremita)
Sant'Ermia di Comana (Martire)
Oggi è
Giornata mondiale senza tabacco: La Giornata mondiale senza tabacco è una ricorrenza che ha la scopo di invogliare le persone a smettere di fumare, abbandonare completamente questo dannoso vizio. Almeno 24 ore senza tabacco:...
Accadde Oggi
1578 -Prima pietra per il ponte più antico di Parigi(447 anni fa): Nella Parigi della Controriforma e delle sanguinose lotte tra cattolici e ugonotti, l'ultimo sovrano dei Valois inaugurò un nuovo collegamento tra la riva destra e quella sinistra della Senna,...
Nati in questo giorno
1970 -Paolo Sorrentino(55 anni fa): Regista di indiscusso talento, in coppia con l'inseparabile Toni Servillo rappresenta l'immagine del cinema italiano contemporaneo nel mondo. Napoletano doc, Paolo Sorrentino prende contatto con il...
1953 -Fabio Concato(72 anni fa): La voce romantica e l'indiscussa raffinatezza dei testi ne fanno uno dei cantautori italiani più amati di sempre. Milanese doc, il vero nome è Fabio Piccaluga, mentre Concato è...
1930 -Clint Eastwood(95 anni fa): Nella galleria dei volti che universalmente potrebbero rappresentare la storia del cinema mondiale, il suo è tra i più significativi. Eccellente su entrambi i versanti della cinepresa,...
Nati... sportivi
1977 -Domenico Fioravanti(48 anni fa): Nato a Trecate (in provincia di Novara), è un ex nuotatore, nel 2004 costretto al ritiro da una ipertrofia cardiaca, circostanza cui si è ispirato Raoul Bova nella fiction "Come un...
1969 -Simone Pianigiani(56 anni fa): Nato a Siena, è un allenatore di pallacanestro. Dal 1995 al 2006 allena le giovanili della squadra di Siena. Nella stagione 2006/07 è il primo allenatore (head coach) della squadra...
Eventi Sportivi
2008 -Record mondiale nei 100 metri per Usain Bolt(17 anni fa): In occasione dell'IAAF World Athletics Tour a New York, il velocista giamaicano Usain Bolt stabilisce, a quasi 22 anni, il nuovo record del mondo sui 100 metri con un tempo di 9"72, migliorando...
I Doodle di Google
Anniversario Museo Puškin: Cézanne, Chagall, Monet, Renoir, Van Gogh, Picasso. Mostri sacri della pittura impressionista e post-impressionista trovano posto con diversi dipinti nel Museo Puskin, principale collezione...
Tempo stabile e in prevalenza soleggiato, con la formazione di qualche innocuo cumulo pomeridiano/serale in prossimità delle Alpi occidentali. Temperature in rialzo, massime tra 27 e 31.
Centro
Soleggiato su tutte le regioni, lieve variabilità diurna sull'Appennino ma senza pioggia. Temperature in rialzo, massime tra 27 e 31.
Sud
Condizioni stabili e generalmente soleggiate su tutte le regioni, poche nubi pomeridiane in formazione lungo la dorsale appenninica. Temperature in rialzo, massime tra 27 e 30.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno S. Felice da Nicosia religioso O.F.M. Cap. (1715-1787) S. Camilla Battista Varano badessa (1458-1524) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-56. In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
A CURA DI MATTEO BOTTONE E venne il giorno delleRepubbliche Marinare. Della rievocazione storica. Uno spettacolo nello spettacolo, il trionfo di colori che ha contaminato la festosa piazza diAtranigremita in ogni dove per la presentazione degli equipaggi diAmalfi,Genova,PisaeVeneziache domani alle 12.30 si sfideranno nel70° palio remiero.
E così l’azzurro diAmalfisi è miscelato al bianco diGenova, al rosso diPisae al verde diVeneziaconsolidando quei sentimenti di fratellanza e lanciando al contempo un forte messaggio di pace. Già, perché quell'accanita lotta per l'egemonia dei traffici e della marineria rivive solo agonisticamente. Per otto minuti in quei 2000 metridi regata che con la sua storia è una sintesi di cultura, sport, identità.
«Rivediamo con piacere i colori di Genova. Pisa e Venezia nel nostro magnifico territorio per questa edizione della regata delle antiche Repubbliche Marinare- ha detto il Sindaco,Daniele Milano-È la settantesima e il significato di questa edizione così particolare lo abbiamo impresso nel manifesto: per la prima volta, abbiamo messo i rematori di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. Rappresentano lo sforzo delle Amministrazioni comunali, dei comitati cittadini, degli equipaggi, dei figuranti, degli staff che dal 1956 hanno condotto questa manifestazione fino ad oggi. E questa immagine è rivolta verso l'alto, verso il futuro perché ci auguriamo che continui ancora per decenni e decenni. Questo è il tributo che dobbiamo fare alle nostre città per essere riuscite a realizzare un sogno: quello dei nostri antenati che nel dopoguerra hanno immaginato un evento di rinascita. Amalfi, Genova, Pisa e Venezia nel Medioevo si sono fatte la guerra, oggi invece celebrano una manifestazione di pace. È vero, per 8 minuti siamo l'uno contro l'altro, ma questa è una manifestazione di amicizia, quindi è la dimostrazione pratica che la competizione può cambiare e che la guerra diventa pace. Questo è l’augurio che facciamo al mondo intero. Un ringraziamento va a chi ha curato questa settantesima edizione particolarmente complessa dal punto di vista organizzativo- ha aggiuntoDaniele Milano- Siamo andati avanti è stato un po' come la regata degli equipaggi femminili che hanno fatto uno sforzo immane vogando controvento. È stato così anche per noi. E poi un pensiero all'equipaggio di casa, l'equipaggio di Amalfi, perché io dico sempre, che si vinca o si perda, si tifa sempre Amalfi. E noi lo faremo anche domani senza paura. Un anno di preparazione che si consuma in 8 minuti è una cosa feroce, disumana e noi sappiamo che daranno l'anima per la nostra città e la nostra bandiera».
E proprio la bandiera diAmalficon la sua croce irsuta di otto punte, un tempo consegnata in una cerimonia intima e riservata, è stata affidata dal Sindaco di Amalfi pubblicamente nelle mani del capovogaLuigi Lucibelloe del timoniereVincenzo Di Palmache hanno raccolto l’applauso della folla assiepata in piazza ma anche su finestre e balconi, insieme al resto dell’equipaggio composto daVincenzo Abbagnale,Giovanni Abagnale,Salvatore Monfrecola,Nunzio Di Colandrea,Giovanni Ruocco,Luigi Protoe Alfonso Scalzone(Gabriele Amato, Giovanni Bottone e Aniello Sabbatino sono le riserve) e allo staff tecnico guidato daAntonio La Padula.
«Nel cofanetto in cui è custodito il vessillo di Amalfi c’è l'immagine diFabio Borgesee anche chi non è della Costiera sa che lo abbiamo nel cuore- ha aggiunto il SindacoDaniele Milano-Con la consegna della bandiera noi affidiamo al timoniere al capovoga una missione: ora ci dovranno portare al traguardo nella migliore maniera possibile e sappiamo che lo faranno. In bocca al lupo ragazzi».
Ultime al traguardo sono giunte le ragazze diAmalfiimpegnate nella gara femminile svoltasi prima della presentazione. Mare crudele perSilvia Ingenito,Giulia Landolfi,Gaia Colasante,Gioconda Iannicelli,Angelina Iannicelli,Isabella Carrano,Lisa Franzese,Alesia Murzich(al timone Alessandra Faella) che hanno vogato controvento daMarmorataadAtranisu un percorso di mille metri. Per loro la consolazione dell’affetto e del calore della folla che doma affollerà i belvedere per sostenere il galeone di Amalfi.
Suggestione all'imbrunire per il passaggio sotto costa della Amerigo Vespucci, che ha tributo il suo saluto alle quattro regine dei mari i cui vessilli sono contenuti nelle bandiere della Marina Militare. Applausi e folla delle grandi occasioni per la sfilata del grande Corteo Storico composto da oltre trecento figuranti e le cui figure rappresentative domani faranno da cornice alla giornata conclusiva della70esima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare.
A CURA DI MATTEO BOTTONE Dopo mille anni Amalfi è tornata ancora una volta a parlare al mondo del suo glorioso passato. Della sua opulenza e del suo potere che racconta di traffici con l’Oriente, di fondachi e di commerci. Ma anche di battaglie per il dominio del Mediterraneo. La più piccola delle quattro regine dei mari, ha narrato la sua storia insieme con quelle di Genova, Pisa e Venezia nella 70ª edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare d’Italia culminata oggi con un avvincente palio remiero. Il momento agonistico più atteso in cui solo per otto minuti rivivono le storiche rivalità. Sul campo di regata, disegnato nello specchio di mare compreso tra Capo di Vettica e la spiaggia grande di Amalfi, è stata battaglia a colpi di vogata con i quattro galeoni che quasi scomparivano tra la spuma delle onde.
Alla fine, dopo un serrato testa a testa almeno fino ai 1500 metri, l’ha spuntata Genova che ha allungato il passo precedendo sul traguardo nell’ordine Amalfi, Pisa e Venezia. Una sfida avvincente quella tra i quattro galeoni che si rinnova a suon di muscoli e remi. Da 70 edizioni. E quest’anno per la Regata delle repubbliche marinare lo scenario è stato quello del mare di Amalfi dove l’euforia dei sostenitori ha fatto da cornice a un evento spettacolare. Da i balconi alla spiaggia, dai moli alle scogliere, dalle antiche torri al sinuoso nastro d’asfalto è stato un trionfo di entusiasmo e di colori con quei vessilli delle quattro repubbliche marinare svettanti ai venti di tutti i mari che legano ancora oggi il passato con il presente. Amalfi, che ha riconosciuto i meriti ai vincitori, ha celebrato i suoi otto vogatori azzurri che hanno onorato con una gara strepitosa la bandiera “irsuta d’otto punte”.
«L’immagine più emozionante per me è stata l’uscita del Galeone di Amalfi dal Porto, prima della gara, accompagnato dal calore dei tifosi, fatto di cori, sirene e coreografie. Da pelle d’oca. Sventoliamo le nostre bandiere in questo momento perché siamo orgogliosi del nostro equipaggio - ha detto il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano - I ragazzi hanno fatto una grandissima gara. Più forti di noi soltanto Genova a cui facciamo i complimenti. Un plauso va anche agli equipaggi di Pisa e Venezia che si sono battuti con onore. La Regata è una grande festa che richiede un'organizzazione enorme e quindi vorrei riservare il mio grazie all'Amministrazione Comunale al Comitato Cittadino di Amalfi che da mesi lavora a questo evento. Non era scontato nel 1956 immaginare che saremmo arrivati alla 70esima edizione. Ed è stata un'emozione sentire il sindaco di Pisa fare il lancio per la prossima. Noi continueremo ad impegnarci per dare forza a questa manifestazione che è nata tra realtà che un tempo si facevano la guerra e oggi invece competono solo per una gara che dura 8 minuti. L'applauso di Amalfi è tutto per i nostri vogatori!».
La festa finale con la consegna del trofeo assegnato a Genova si è svolta ai piedi del monumento a Flavio Gioia dove tutti i rappresentanti delle città consorelle hanno tributato ad Amalfi, città ospitante di questa edizione, parole di elogio. «Questi ragazzi sono stati tutti bravissimi, hanno faticato tutto l'anno per giocarsela in otto minuti e alla fine ha vinto Genova. Ma festeggiamo tutti gli atleti e soprattutto la bellezza dello scenario amalfitano che per questa regata è veramente un contesto superlativo» ha detto Guido Barbazza, Presidente Municipio VII Ponente Genova.
Ma l’evento non è stato limitato solo alla gara tra le quattro imbarcazioni, tanto attesa da appassionati e da sportivi. La Regata delle Repubbliche Marinare ha offerto soprattutto un tuffo nella storia per far rivivere i fasti di un tempo. Teatro della rievocazione, ieri, è stato il pulsante centro commerciale della città dove si è conclusa la sfilata del grande corteo storico, formato da oltre trecento figuranti e che col suo spettacolo, le sue coreografie, i suoi colori, ha ricordato le glorie e i fasti delle repubbliche marinare. Suggestione all'imbrunire per il passaggio sotto costa della Amerigo Vespucci, che ha tributato il suo saluto alle quattro regine dei mari i cui vessilli sono contenuti nelle bandiere della Marina Militare. Appuntamento a Pisa nel 2026 per la 71a edizione.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Poteva finire in tragedia l'emergenza sanitaria avvenuta questa mattina in Costa d’Amalfi. Un uomo di circa 40 anni, residente ad Agerola, è stato colto da un malore che ha richiesto l'intervento urgente dell'eliambulanza. Trasportato in ambulanza al campo sportivo di Maiori, scortato dalla Polizia Municipale, il paziente ha dovuto attendere preziosi minuti nella speranza che l'elicottero riuscisse ad atterrare, cosa resa impossibile dalle forti raffiche di vento. Da qui il trasferimento verso il porto turistico di Maiori dove lo stesso vento e la presenza di una gru nell'area designata per l’atterraggio hanno reso complesse l'operazione, perdendo ulteriore tempo. Califano Tailored Engineering - Rilievi tecnici, Rilievi architettonici di precisione, Cad, Rilievi Topografici, Foto aeree, Ortofoto, Nuovole di punti, Rilievi Tridimensionali Il pilota, con grande abilità, ha effettuato una manovra impeccabile, portando a termine la missione, ma resta l'amarezza per una situazione che si ripete da anni e che continua a mettere a rischio la vita delle persone. A distanza di anni dall'apertura del presidio ospedaliero di Castiglione di Ravello, avvenuto successivamente alla morte di Salvatore Quasimodo nel 1993, nulla è stato fatto per dotarlo di una piattaforma di elisoccorso funzionale e sicura. Una carenza grave, soprattutto per i comuni più lontani come Praiano e Positano, che nei casi di emergenza si ritrovano penalizzati da tempi di intervento lunghi e complicati. Mentre si riempiono le piazze per festeggiare le vittorie sportive, quando si tratta di scendere in strada per difendere il diritto alla salute si resta in silenzio: chi di competenza intervenga immediatamente! IL VESCOVADO
A CURA DI MIKI PAPPACODA Le tagliatelle ai funghi porcini sono un primo piatto tradizionale della cucina italiana amato e diffuso in tutto il mondo. Una volta cotta la pasta viene saltata in un ricco condimento a base di deliziosi funghi porcini freschi, aglio e prezzemolo. Per un risultato da dieci e lode il mio consiglio è quello di preparare le tagliatelle all’uovo in casa; in questo modo la combo di pasta fatta in casa e funghi freschi sarà un connubio stupefacente.
Nella ciotola di una planetaria munita di foglia metti la farina, le uova e aziona la planetaria a velocità media fino a quando l’impasto sarà omogeneo. Spegnila, quindi trasferisci l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e lavoralo fino a farlo diventare liscio, quindi conferisci all’impasto una forma sferica. Lascialo riposare per mezz’ora coperto con una ciotola rovesciata.
Ora puoi tirare la pasta: tagliane un pezzetto di circa 100 g, appiattiscilo, passalo nella farina e nel rullo della macchina tira pasta impostato sullo spessore più largo.
Imposta gradualmente uno spessore inferiore, facendo 2 o 3 passaggi ogni volta che riduci la misura; puoi scegliere di ottenere sfoglie molto sottili arrivando fino all’ultima tacca della macchina tira pasta, oppure un po’ più spesse arrivando alla penultima tacca.
Se la sfoglia dovesse stracciarsi o bucherellarsi durante un passaggio, significa che è troppo umida: ripiegala, passala nella farina e poi di nuovo tra i rulli.
A questo punto, avrai ottenuto una sfoglia resistente e sottile. Fai la stessa cosa con il resto dell’impasto.
Quando avrai tirato tutte le sfoglie, potrai passare ognuna di esse nel rullo per tagliare le tagliatelle. Una volta ottenute, spolverizzale leggermente con la farina e disponile a nido su uno strofinaccio pulito e infarinato senza sovrapporle.
Per il sugo ai funghi porcini
Pulisci per bene i funghi porcini, tagliando o grattando via con un coltellino la terra dalla base del fungo.
Se i funghi non sono molto sporchi, spazzolali con una piccola spazzola dalle setole morbide, cercando di eliminare tutta la terra che vi è attaccata.
Se invece lo sono, sciacquali velocemente sotto un getto di acqua fredda. Non lasciare mai i funghi in ammollo nell’acqua, altrimenti la assorbiranno come una spugna, rilasciandola in cottura e rovinando il risultato.
Quando avrai pulito tutti i funghi porcini, tagliali a fettine dello spessore di 3-4 mm. Metti in una capiente padella l’olio extravergine insieme all’aglio schiacciato e fallo dorare; unisci i funghi e lascia cuocere a fiamma media per massimo 10 minuti aggiustando di sale e pepe. Spegni il fuoco e aggiungi il prezzemolo tritato finemente.
Metti a bollire una pentola di acqua salata; lessa le tagliatelle, scolale molto al dente e uniscile al condimento di funghi porcini, facendole saltare e amalgamando il tutto aggiungendo un po’ di acqua di cottura per rendere il tutto più cremoso. Le tue tagliatelle ai funghi porcini sono pronte per essere gustate!
A CURA DI MICHELE PAPPACODA C'era una volta un anatroccolo, così brutto, ma così brutto, che tutti lo schivavano, compresi i suoi fratelli. Già la sua nascita era stata un problema. Infatti le uova covate da mamma anitra si erano schiuse tutte da un bel po', mentre quella che conteneva lui non voleva saperne di aprirsi.
"Non viene alcun segno di vita, da quest'uovo", pensava malinconicamente mamma anitra, incerta se dedicarsi a educare i suoi figli, ormai abbastanza saldi sulle loro zampette, o se insistere invece nell'impresa, e proseguire a covare quell'ultimo uovo.
Ma le madri, si sa, non rinunciano mai alla speranza: così essa rimase nel nido, nonostante le altre anitre le consigliassero di rassegnarsi e di abbandonare quell'uovo al suo destino.
"È tempo perso", le dicevano.
"E se non lo fosse?", lei rispondeva.
La sua ostinazione e il suo amore ebbero ragione. Alla fine il guscio prese a incrinarsi, si ruppe, ne uscì una strana creatura. Strana a cominciare dal colore delle sue piume, che erano nere: e non s'era mai visto un anatroccolo con le piume nere.
"Dev'essere un incrocio di tacchino", sentenziarono le anitre adulte, con mille sottintesi di cattiveria.
Però mamma anitra sapeva il fatto suo. Chi mai poteva convincerla di non aver fatto le cose per bene? Perciò disse forte che quest'ultimo nato non solo non le dispiaceva per nulla, ma si sentiva di amarlo ancora di più.
"E poi, perché dovrebbe essere brutto?", lo difendeva. "Non è detto che lo dobbiamo considerare brutto per il solo fatto che è diverso da noi, dai suoi fratelli".
Ma proprio i suoi fratelli si dimostrarono subito di opinione diversa.
"Non lo vogliamo con noi. Ci fa perdere il credito. Per carità, portalo da qualche parte, in modo che non torni più qui".
E siccome gli anatroccoli belli sanno essere cattivi, gli si avventarono contro e cominciarono a prenderlo a beccate sulla testa.
Poi, per darsi delle arie, si tuffarono nello stagno dove si stavano addestrando al nuoto, per dimostrargli quanto fossero bravi. Anche il Brutto Anatroccolo si tuffò, e prima che gli spiegassero la lezione l'aveva imparata.
"Non sarà proprio bello, ma guardate quant'è intelligente", cercò di incoraggiarlo la madre. "Ed è anche buono. Infatti alle vostre sgarberie non si rivolta. Preferisce sopportare e tacere".
Molto irritati da queste parole, i suoi fratelli alzarono ancora di più il collo e le ali, secondo l'abitudine di chi vuole apparire più di quello che è davvero. E, ancora secondo la stessa abitudine, smisero d'interessarsi a lui, fecero come se non esistesse. E questo fa anche più male a chi è sensibile.
Trattenendo il pianto, il Brutto Anatroccolo cercò una via d'uscita alla sua situazione.
"Prendo atto che qui non mi vogliono. Forse è meglio che tolga l'incomodo. Non credo che morrò di fame, la Provvidenza è grande. Dovrei dunque riuscire a cavarmela da solo".
Così, senza salutare, si fece forza, si sollevò di qualche metro e raggiunse un canneto non molto lontano.
"Mi dispiace soprattutto per la mamma", pensava durante il volo, "perché so che ne soffrirà. Comunque, ho tolto un fastidio anche a lei: non ci sarà più motivo di contrasti, in famiglia".
La vita nel canneto si svolgeva senza preoccupazioni, ma mancavano le occasioni di gioia. Le anitre selvatiche che vi abitavano, infatti, non potevano costituire una famiglia, per l'anatroccolo. Ognuna pensava solo per sé e pareva felice di compiere brevi e frequenti voli, di procurarsi il cibo giorno dopo giorno.
"Resta pure con noi", gli dissero, gentili, ma senza quel calore di cui il poverino aveva bisogno. "Qui non potrà capitarti nulla. Se ti accontenti, vedrai, ti troverai bene".
Invece, sopraggiunto l'autunno, nel canneto arrivarono i cacciatori. E fu la guerra. Una guerra dove le anitre avevano una sola arma, la fuga. Tuttavia, per quanto fuggissero con il cuore che gli batteva forte, venivano colpite in volo dalle fucilate o venivano snidate dai cani. Anche il Brutto Anatroccolo, che si era nascosto in un cespuglio, fu avvistato da un cane. Sentendosi i latrati addosso, uscì allo scoperto, in attesa che la sua sorte si compisse.
Il segugio però, nel vederlo, si fermò di botto. Lo annusò, quindi se la dette a gambe, spaventato da quella "strana" apparizione.
"Essere brutti, dunque, qualche volta è un vantaggio", pensò l'anatroccolo. "Può persino salvarti la vita".
Diventato insicuro anche il canneto, bisognava comunque trovarsi un posto adatto ad affrontare l'inverno ormai prossimo.
"Vuol dire che tenterò un volo più lungo. Ci sarà pure qualcuno che vorrà prendermi con sé. Sono solo, è vero. Sono brutto e povero. Ma io saprei tenere buona compagnia a chi è solo come me", s'incoraggiò.
La Provvidenza lo guidò in una casa isolata, dove viveva una vecchina, che però la compagnia già l'aveva: la compagnia d'un gatto e di una gallina. Il gatto le scaldava il letto, dormendole sulle coperte. La gallina ogni giorno le regalava un bell'uovo.
Non visto, il Brutto Anatroccolo s'intrufolò in casa, passando da una finestra lasciata aperta. Ed era così stanco e infreddolito che subito cadde in un sonno profondo.
L'indomani fu svegliato dal gatto che l'annusava e dalla gallina che gli girava attorno incuriosita.
"Guarda, un'anitra", esclamò la vecchietta quando lo vide. "Chissà se è maschio o femmina. Bisognerà aspettare. Se è femmina, mi farà le uova anche lei. Potrei venderle e ricavarne qualche soldo".
Così gli offrì ospitalità, seppure interessata. Il Brutto Anatroccolo poté finalmente trascorrere delle giornate serene e tranquille. Cominciava ad affezionarsi a quell'ambiente, quando il gatto e la gallina, forse per crearsi un diversivo alla tranquillità, che se è troppa può condurre alla noia, si misero in testa di prenderlo in giro.
"Tu, che cos'è che sai fare, per guadagnarti la vita?", gli domandavano.
E l'anatroccolo, incapace di rispondere, allargava le ali.
"Io ad esempio", diceva il gatto, "so fare la gobba, faccio le fusa, acchiappo i topi".
"Io faccio le uova", s'inorgogliva la gallina, "che sfamano la mia padrona. E tu? Saprai pure fare qualcosa".
Il Brutto Anatroccolo non lo sapeva. E taci oggi, taci domani, sopporta per un po', sopporta un altro po', alla fine a chiunque verrebbe il nervoso.
Di conseguenza, una notte, superato il limite della sopportazione, per la stessa finestra attraverso cui era entrato in quella casa, fuggì. Ma aveva dimenticato che era inverno, che fuori, tutto attorno, c'era il gelo, e gli alberi erano coperti di brina, che non si scioglieva nemmeno durante le ore del giorno.
"E adesso?", si domandò. "Mi toccherà morire, di fame e di freddo. Si vede che questo è il mio destino. Non si può andare troppo a lungo contro il destino. Ho cercato di lottare, ho cercato di cavarmela, adesso è tempo che mi rassegni".
Fece qualche passo sulla superficie ghiacciata di uno stagno. Pensò a quella che avrebbe potuto essere la sua vita se l'uovo, alla nascita, lo avesse dotato di piume bianche anziché nere. E gli venne in mente la sua mamma. Sentì una grande tenerezza per lei, che lo aveva sempre difeso, che lo aveva amato. Gli mancarono le forze, cadde sul ghiaccio e là rimase.
Si risvegliò in un cesto, dentro una casa. Era accaduto che un uomo, passando vicino allo stagno, lo aveva raccolto assiderato e, preso da compassione, lo aveva riscaldato sotto la giacca, portandolo poi nella sua casa per la gioia dei suoi bambini.
Qui il Brutto Anatroccolo visse fino al ritorno della primavera. Fino a che una sera udì la padrona di casa che diceva al marito: "Per chi e per quanto continueremo a mantenerlo? Tiriamogli il collo e cuciniamolo: faremo finalmente una cena come si deve".
Ma quando la donna allungò le mani per afferrarlo, il Brutto Anatroccolo, terrorizzato, volò per tutta la casa. Cadde in un secchio di latte, si risollevò a fatica, sbattè in un sacchetto di farina e se la rovesciò tutta addosso. Le sue ali erano appesantite, ma la disperazione gli centuplicò le forze. Infilato l'uscio di casa, fuggì, correndo a più non posso.
"Ah, come si sta bene liberi, e ormai non fa più freddo", si disse, riprendendo il giusto respiro. "Ecco, mi ritufferò nello stagno".
Nuotava rinfrancato, quando vide venire verso di lui alcuni eleganti uccelli: erano cigni, i cigni che egli aveva sempre invidiato per la loro maestosità. "Brutto come sono, mi verranno addosso per uccidermi", pensò.
E mentre abbassava il capo, rassegnato infine alla sua sorte, dopo averne scampate tante, vide, riflessa nell'acqua, la sua figura. Non era più un brutto anatroccolo. Era diventato, dopo il lungo soffrire, bianco di piume. Le sue penne si erano rinforzate. Le sue ali avevano una robustezza per lui sconosciuta.
I cigni gli si avvicinarono, gli fecero festa, lo accolsero da fratello: eh già, perché adesso era un cigno anche lui. Insieme, si alzarono in volo. E lui volò, volò con una gioia immensa. Tutto d'un tratto si sentiva ripagato delle tante ingiustizie e umiliazioni patite.