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sez.politica

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SEZ. POLITICA Un seggio alla Camera lasciato vacante da M5s è andato al centrosinistra

21 Gennaio 2019, 10:44am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

SEZ. POLITICA Un seggio alla Camera lasciato vacante da M5s è andato al centrosinistra

INSERITO DA MORENA MOTTA Il centrosinistra ha vinto le elezioni in Sardegna segnate dall'astensionismo. Si votava oper sostituire il velista eletto deputato M5s dimissionario Andrea Mura, 'sfiduciato' dal suo stesso partito per le numerose assenze.

Nelle elezioni suppletive, riporta Quotidiano.net, si è imposto il giornalista 62enne Andrea Frailis con il 40,4% delle preferenze. Il candidato del M5s Luca Caschili non è andato oltre il 28,9%. Daniela Noli, candidata del centrodestra che si è presentato unito alle consultazioni, ha avuto il 27,8%.

Ma il dato veramente significativo è l'astensione: è andato alle urne solo il 15% degli aventi diritto.

A sostegno di Caschili e di Noli, ricorda Repubblica, si erano mossi i leader dei rispettivi schieramenti. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, per il M5s, e con un viaggio flash a Cagliari, Oristano e Alghero il ministro dell'Interno Matteo Salvini e il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi. 

Il fronte di Frailis era invece lo stesso che sostiene il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda: Pd, Liberi e Uguali e Campo progressista.

Nelle 305 sezioni del collegio uninominale di Cagliari, riporta la Nuova Sardegna, hanno votato in 39.101, il 15,54% degli elettori. Frailis ha avuto 15.581 voti, il 40,46%. Caschili 11.139) il 28,92%) e Noli 10.707 (27,80%). Enrico Balletto di Casapound ha avuto 1.083 voti, il 2,81%. Basti pensare che nelle politiche del 4 marzo 2018, Mura era styato eletto con 60mila quasi voti battendo l'ex governatore sardo Ugo Cappellacci di Forza Italia  che era comunque stato eletto nel proporzionale.

FONTE AGI

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SEZ. POLITICA Calenda lancia il manifesto per la lista unica Ex ministro, ora si tratta di aderire e di far aderire

19 Gennaio 2019, 10:07am

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SEZ. POLITICA Calenda lancia il manifesto per la lista unica Ex ministro, ora si tratta di aderire e di far aderire

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA, "Bene ci siamo. Su http://www.siamoeuropei.it trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L'Italia e l'Europa sono più forti di chi le vuole deboli". Così l'ex ministro Carlo Calenda lancia sui social "il manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze civiche e politiche europeiste alle prossime elezioni europee".

 

 

Bene ci siamo. Su http://www.siamoeuropei.it  trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L’Italia è l’Europa sono più forti di chi le vuole deboli


   

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SEZ. POLITICA Arrivano il reddito di cittadinanza e quota 100

18 Gennaio 2019, 09:43am

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SEZ. POLITICA Arrivano il reddito di cittadinanza e quota 100

DI MORENA MOTTA Il presidente del Consiglio Conte, in conferenza stampa ieri dopo la riunione del governo, dà la parola a Luigi Di Maio e a Matteo Salvini per illustrare le misure appena varate. «Ora realizzeremo tutto il contratto di governo», sorride il capo M5s. «Saranno 10 anni entusiasmanti», rilancia il leader della Lega. Ma fino all'ultimo il varo del decreto è stato tribolato. Solo un vertice mattutino di Conte con i due vicepremier scioglie gli ultimi nodi. Sul tavolo del governo restano dossier spinosi, dalla Tav, al nuovo presidente Consob, fino alle banche in difficoltà. Ma a sera c'è spazio solo per sorrisi e «felicità»: scende a 252 punti anche lo spread, ai minimi da settembre.

Valgono «22 miliardi, soldi veri». Le misure partiranno entrambe ad aprile, sottolineano Di Maio e Salvini, con l'ausilio di slide sobrie, con un logo stilizzato «RC» a presentare il reddito di cittadinanza e una riga tricolore a sottolineare «Quota 100». «Non solo promesse elettorali, ma un progetto di politica economica sociale», afferma Conte.

«Le coperture c'erano e a tutti quelli che hanno detto che non si poteva fare dico che in 7 mesi lo abbiamo fatto segnando un giorno storico».
Nel reddito di cittadinanza ci «sono norme anti-divano, che sono le norme su cui si fonda tutto il programma e che non consente a nessuno di poter abusare del reddito», afferma il vicepremier illustrando lo schema delle offerte di lavoro, con la prima offerta, nel primo anno, inclusa in 100 km rispetto alla residenza. «Non converrà rifiutare la prima domanda, perché dalla seconda l'offerta è più lontana, e la terza è in tutta Italia». La platea di chi percepirà il reddito di cittadinanza sarà «per il 50% al Sud e per il 50% al centro-Nord», aggiunge Di Maio. 

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SEZ. POLITICA Fico: "Accoglienza non è una parola astratta"

16 Gennaio 2019, 10:00am

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SEZ. POLITICA Fico: "Accoglienza non è una parola astratta"

DI MORENA MOTTA Il presidente della Camera, Roberto Fico scrive su Facebook: "Accoglienza non è una parola astratta. Significa crescita, sicurezza e benessere. Un territorio che accoglie in modo virtuoso è più solido e coeso. Di questo ho parlato con i ricercatori dell'Euricse che mi hanno presentato le iniziative a cui stanno lavorando come lo studio di progetti di accoglienza sostenibile che ci sono rivelati un valore aggiunto per le comunità. Hanno analizzato decine di esperienze che conciliano integrazione e sviluppo della comunità. I modelli su cui si sono concentrati hanno permesso di innescare, in tutta Italia, processi di innovazione e rilancio sociale, con l'avvio di nuove imprese e servizi, sviluppo dell'economia, con il coinvolgimento attivo del territorio e della società civile".

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SEZ. POLITICA La Lega in piazza per la Tav, alta tensione nel governo

12 Gennaio 2019, 09:44am

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SEZ. POLITICA La Lega in piazza per la Tav, alta tensione nel governo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Acque agitate nel governo sulla Tav. In piazza Castello a Torino i Sì alla Torino-Lione, compresa la Lega. 'Fanno sorridere', attacca la sindaca Appendino, mentre il ministro Toninelli annuncia per fine mese l'analisi definitiva costi-benefici. Quando arriverà la risposta definitiva? "A fine gennaio penso che potrò avere l'analisi completa", ha risposto il ministro. Toninelli ha ricordato che nel contratto di governo "c'è scritto 'ridiscutere integralmente l'opera': è quello che stiamo facendo e per la prima volta con consapevolezza". E il contratto, ha sottolineato, "vincola le due forze di governo anche diverse tra loro". "Sono stanco di essere contestato su delle opinioni", bisogna guardare "i numeri" delle analisi sulle opere, anche sulla Tav, ha detto in un altro passaggio il ministro. Qualcuno dice che in commissione ci sono solo tecnici no Tav, gli è stato domandato. "Sono degli ignoranti", ha replicato il ministro. "Tutto il governo si esprimerà sulla Tav - dice il premier Giuseppe Conte - adesso che il lavoro istruttorio è stato completato: io confesso non l'ho ancora letto, lo studieremo tutti e definiremo come abbiamo detto, un percorso di valutazione, trasparente comunicato ai cittadini ed espliciteremo la decisione del governo". "Come sempre non giudico mai chi va in piazza, quindi se qualcuno è favorevole all'opera può tranquillamente andare a manifestare la propria idea. Certo fa sorridere il fatto che lo faccia un alleato che ha sottoscritto un contratto di governo che dice chiaramente che c'è un accordo su rivedere interamente l'opera", ha detto la sindaca di Torino, Chiara Appendino, sulla partecipazione della Lega alla manifestazione sì Tav. "Prima di manifestare per il sì dovrebbe rispettare il contratto e aspettare l'analisi". "Non è non problema che scenda in piazza la Lega o il Movimento o i cittadini. Noi, per quando riguarda il governo, abbiamo coinvolto direttamente le comunità locali, abbiamo definito un percorso: dateci il tempo di esaminare il rapporto e dopo comunicheremo le decisioni". "Nessuno pretende che il progetto non si tocchi, però io voglio un'Italia del sì che vada avanti e non che torni indietro", ha detto il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini parlando della Tav. Quindi revisione non significa cancellazione? "Esatto" ha risposto Salvini.

ANSA

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SEZ.POLITICA Sea Watch: scontro tra Malta e Salvini

11 Gennaio 2019, 09:44am

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SEZ.POLITICA Sea Watch: scontro tra Malta e Salvini

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA "Non lascio niente a metà e non voglio far saltare nessun governo". Lo ha detto il vicepremier, Matteo Salvini, in un'intervista a Rtl. "Il governo sta bene - ha aggiunto Salvini -. Abbiamo fatto tanto in sei mesi e i due partiti al governo hanno il 60% della fiducia degli italiani, caso più unico che raro".
"La soluzione è stata trovata, l'Europa dovrà farsi carico delle promesse fatte in passato all'Italia e finora mai mantenute. Se manterranno impegni sui 200 migranti che avevano promesso di ricollocare, allora potranno esserci nuovi arrivi. Altrimenti buonanotte.  In merito al vertice in tarda serata di ieri sera, Salvini ha spiegato che si è trattato di "bersi un caffè a Palazzo Chigi all'una di notte".

Gli fa eco, a Radio anch'io, Luigi Di Maio, affermando che il vertice di ieri tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i vicepremier è durato tre quarti d'ora ed è stato "molto cordiale". affermando che con "Giuseppe e Matteo si trova sempre una soluzione". La soluzione è nel mandato al premier ad accogliere una parte dei migranti della Sea Watch e affidarli alla chiesa valdese che si è detta disponibile ad accoglierli nelle sue strutture. "Finchè ci sarà questo rapporto tra noi tre il Governo andrà avanti a lungo", ha detto.

In Italia srriveranno poco più di dieci persone dei migranti della Sea Watch e Sea Eye. "E' tutto pronto per l'accoglienza, abbiamo diverse strutture in grado di riceverli sia nel Nord Italia, in Piemonte, sia a Scicli, in Sicilia, dove accogliamo famiglie e mamme con bambini. Andranno in strutture della Chiesa valdese e delle chiese evangeliche. Attendiamo di conoscerli, per ciascuno ci sarà un progetto personale", riferiscono fonti della Federazione delle Chiese Evangeliche all'ANSA.

Intanto "il governo di Malta esprime sdegno e sorpresa per le false accuse del ministro Salvini" e "invita il governo italiano a rivedere i suoi dati e astenersi dal ripeterle in futuro". Lo afferma una nota dell'esecutivo di La Valletta, in risposta alle affermazioni di Salvini su "presunti impegni di ridistribuzione volontaria non rispettati da parte degli stati dell'Ue", tra cui Malta. Salvini aveva detto ieri che "i Paesi europei si erano impegnati a prendere 650 migranti sbarcati in Italia, ma solo 150 sono stati effettivamente redistribuiti". E la replica del ministro degli Interni non si fa attendere:  "Nessuna lezione da Malta, che per anni ha chiuso gli occhi e ha permesso che barchini e barconi si dirigessero verso l'Italia. La musica è cambiata, in Italia si arriva solo col permesso. Abbiamo già accolto anche troppo, che gli altri si sveglino. #portichiusi!".

Arriveranno in Italia i bambini, con la mamma e il papà: "poco più di dieci" dei migranti sbarcati a Malta dopo aver trascorso 19 giorni in mare, saranno affidati alla Chiesa Valdese, "senza oneri per lo Stato". Giuseppe Conte ottiene da Matteo Salvini il via libera all'intesa da lui siglata con l'Unione europea. 
Con un'intesa siglata a notte fonda a Palazzo Chigi, dopo giorni di un tesissimo scontro a distanza. Ma il colloquio, lungo un'ora e mezza, non scioglie i tanti nodi sul tavolo del governo: dalla Tav, su cui si prende ancora tempo nonostante un'analisi costi-benefici che sarebbe negativa, al decreto su reddito di cittadinanza e pensioni, che rischia di slittare alla prossima settimana. Il tira e molla sui migranti va avanti fino all'ultimo. Salvini torna dalla Polonia intorno alle 21 e fa sapere che, per ragioni di orario, l'incontro con Conte rischia di saltare. 
L'intesa siglata da Conte con l'Europa lo ha scavalcato ed è difficile da disattendere, ma il vicepremier vuole mettere in chiaro - spiegano dal governo - che è lui a decidere la linea sull'immigrazione. 
Lo ribadisce per tutta la giornata, prima di entrare - alle 23 - a Palazzo Chigi e anche, via Twitter, a vertice in corso: "Io non mollo". 
E alla fine fonti leghiste fanno sapere che è "molto soddisfatto"perché "il governo è compatto sulla linea rigorosa, porti chiusi, lotta agli scafisti e alle ong". Ma nuovi arrivi, sia pur ridotti, ci saranno e alla fine l'intesa tra Conte, spalleggiato da Di Maio, e Salvini, viene siglata su due binari. Il primo è la condizione che non ci sia nessun costo per "gli italiani" (di qui 'l'aiuto' accettato dalla chiesa valdese). Il secondo è alzare la voce in Europa perché sette Paesi, a partire dalla Germania, accolgano 200 migranti sbarcati lo scorso anno in Italia e sui quali si erano impegnati: il premier - fanno sapere da Chigi - chiederà un incontro al commissario europeo Avramopoulos. La prossima volta "meglio incontrarsi prima che dopo", dice Salvini a Conte e Di Maio, che lo hanno spiazzato con una fuga in avanti voluta dal M5s anche per tranquillizzare l'ala più a sinistra del Movimento. Ma non solo sull'immigrazione, i tre dovranno tornare a incontrarsi. Resta aperto il nodo Consob, con Di Maio che insiste sul nome di Marcello Minenna, nonostante le resistenze che vengono anche da una parte della Lega. E c'è da chiudere l'accordo sul 'decretone' per reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni su cui, assicura Di Maio, non si riesce a chiudere oggi come era stato annunciato, perché "la Ragioneria dello Stato deve ancora lavorare". M5s spinge per varare le misure in Cdm venerdì ma la Lega non esclude che slittino alla prossima settimana. In cima alle preoccupazioni, infine, c'è il dossier della Tav: l'analisi della commissione di esperti istituita dal ministero sembra orientata, secondo fonti di governo, a bocciare l'opera ma diversi ministri - a partire da quelli leghisti - stanno pressando per un supplemento di riflessione. Il no all'opera rischia tra l'altro, spiegano, di provocare la 'ritorsione' dei francesi su Fincantieri.

LA CONFERENZA DI SALVINI 

IL VIDEO DELL'ANNUNCIO DELLA FINE DELL'ODISSEA 

   

ANSA

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SEZ.POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

11 Gennaio 2019, 09:41am

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SEZ.POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La Corte costituzionale si è pronunciata "sull'ammissibilità del conflitto di attribuzioni - si legge in un comunicato della Consulta - tra poteri dello Stato, sollevato da 37 senatori e avente ad oggetto le modalità con cui il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di legge di bilancio 2019". Il ricorso denunciava la "grave compressione dei tempi di discussione del Ddl, che avrebbe svuotato di significato l'esame della Commissione Bilancio e impedito ai singoli senatori di partecipare consapevolmente alla discussione e alla votazione". La Corte ha "anzitutto ritenuto che i singoli parlamentari sono legittimati a sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale in caso di violazioni gravi e manifeste delle prerogative che la Costituzione attribuisce loro". Il ricorso è stato però dichiarato inammissibile". La contrazione dei lavori per l'approvazione del bilancio 2019 è stata "determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali sia da nuove regole procedimentali. Tutti questi fattori - scrive la Consulta - hanno concorso a un'anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei". In queste circostanze, "la Corte non riscontra nelle violazioni denunciate quel livello di manifesta gravità che, solo, potrebbe giustificare il suo intervento". "Resta fermo - conclude la Consulta - che per le leggi future simili modalità decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Per le leggi future modalità di decisione e approvazione che comportino forti e gravi compressioni dei tempi di discussione, "dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Lo ha deciso la Corte Costituzionale nella sentenza in cui ha stabilito che il ricorso del Pd sull'iter di approvazione della manovra è inammissibile. ANSA 

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SEZ.POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

11 Gennaio 2019, 09:41am

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SEZ.POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La Corte costituzionale si è pronunciata "sull'ammissibilità del conflitto di attribuzioni - si legge in un comunicato della Consulta - tra poteri dello Stato, sollevato da 37 senatori e avente ad oggetto le modalità con cui il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di legge di bilancio 2019". Il ricorso denunciava la "grave compressione dei tempi di discussione del Ddl, che avrebbe svuotato di significato l'esame della Commissione Bilancio e impedito ai singoli senatori di partecipare consapevolmente alla discussione e alla votazione". La Corte ha "anzitutto ritenuto che i singoli parlamentari sono legittimati a sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale in caso di violazioni gravi e manifeste delle prerogative che la Costituzione attribuisce loro". Il ricorso è stato però dichiarato inammissibile". La contrazione dei lavori per l'approvazione del bilancio 2019 è stata "determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali sia da nuove regole procedimentali. Tutti questi fattori - scrive la Consulta - hanno concorso a un'anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei". In queste circostanze, "la Corte non riscontra nelle violazioni denunciate quel livello di manifesta gravità che, solo, potrebbe giustificare il suo intervento". "Resta fermo - conclude la Consulta - che per le leggi future simili modalità decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Per le leggi future modalità di decisione e approvazione che comportino forti e gravi compressioni dei tempi di discussione, "dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Lo ha deciso la Corte Costituzionale nella sentenza in cui ha stabilito che il ricorso del Pd sull'iter di approvazione della manovra è inammissibile. ANSA 

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SEZ. POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

11 Gennaio 2019, 09:28am

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SEZ. POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La Corte costituzionale si è pronunciata "sull'ammissibilità del conflitto di attribuzioni - si legge in un comunicato della Consulta - tra poteri dello Stato, sollevato da 37 senatori e avente ad oggetto le modalità con cui il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di legge di bilancio 2019". Il ricorso denunciava la "grave compressione dei tempi di discussione del Ddl, che avrebbe svuotato di significato l'esame della Commissione Bilancio e impedito ai singoli senatori di partecipare consapevolmente alla discussione e alla votazione". La Corte ha "anzitutto ritenuto che i singoli parlamentari sono legittimati a sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale in caso di violazioni gravi e manifeste delle prerogative che la Costituzione attribuisce loro". Il ricorso è stato però dichiarato inammissibile". La contrazione dei lavori per l'approvazione del bilancio 2019 è stata "determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali sia da nuove regole procedimentali. Tutti questi fattori - scrive la Consulta - hanno concorso a un'anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei". In queste circostanze, "la Corte non riscontra nelle violazioni denunciate quel livello di manifesta gravità che, solo, potrebbe giustificare il suo intervento". "Resta fermo - conclude la Consulta - che per le leggi future simili modalità decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità".

Per le leggi future modalità di decisione e approvazione che comportino forti e gravi compressioni dei tempi di discussione, "dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Lo ha deciso la Corte Costituzionale nella sentenza in cui ha stabilito che il ricorso del Pd sull'iter di approvazione della manovra è inammissibile.

ANSA 

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SEZ. POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

11 Gennaio 2019, 09:28am

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SEZ. POLITICA La Consulta, inammissibile il ricorso del Pd sulla manovra La Corte costituzionale": "In futuro non comprimere tempi esame"

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA La Corte costituzionale si è pronunciata "sull'ammissibilità del conflitto di attribuzioni - si legge in un comunicato della Consulta - tra poteri dello Stato, sollevato da 37 senatori e avente ad oggetto le modalità con cui il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di legge di bilancio 2019". Il ricorso denunciava la "grave compressione dei tempi di discussione del Ddl, che avrebbe svuotato di significato l'esame della Commissione Bilancio e impedito ai singoli senatori di partecipare consapevolmente alla discussione e alla votazione". La Corte ha "anzitutto ritenuto che i singoli parlamentari sono legittimati a sollevare conflitto di attribuzioni davanti alla Corte costituzionale in caso di violazioni gravi e manifeste delle prerogative che la Costituzione attribuisce loro". Il ricorso è stato però dichiarato inammissibile". La contrazione dei lavori per l'approvazione del bilancio 2019 è stata "determinata da un insieme di fattori derivanti sia da specifiche esigenze di contesto sia da consolidate prassi parlamentari ultradecennali sia da nuove regole procedimentali. Tutti questi fattori - scrive la Consulta - hanno concorso a un'anomala accelerazione dei lavori del Senato, anche per rispettare le scadenze di fine anno imposte dalla Costituzione e dalle relative norme di attuazione, oltre che dai vincoli europei". In queste circostanze, "la Corte non riscontra nelle violazioni denunciate quel livello di manifesta gravità che, solo, potrebbe giustificare il suo intervento". "Resta fermo - conclude la Consulta - che per le leggi future simili modalità decisionali dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità".

Per le leggi future modalità di decisione e approvazione che comportino forti e gravi compressioni dei tempi di discussione, "dovranno essere abbandonate altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità". Lo ha deciso la Corte Costituzionale nella sentenza in cui ha stabilito che il ricorso del Pd sull'iter di approvazione della manovra è inammissibile.

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