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SEZ. POLITICA Scontro Roma-Parigi. Macron snobba Salvini e Air France valuta di sfilarsi 'Parliamo con Conte'. Di Maio tiene il punto. Ancora schermaglie

9 Febbraio 2019, 11:34am

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SEZ. POLITICA Scontro Roma-Parigi. Macron snobba Salvini e Air France valuta di sfilarsi 'Parliamo con Conte'. Di Maio tiene il punto. Ancora schermaglie

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tra Francia e Italia la tensione resta ai livelli massimi e per ora i tentativi di ricucire sembrano cadere nel vuoto: d'altronde lo strappo - il ritiro dell'ambasciatore francese per la prima volta dal 1940 - non è di quelli che si aggiustano in un giorno. A Parigi, fanno sapere, ritengono la situazione "grave" e si aspettano da Roma un cambio di atteggiamento concreto. E il presidente francese Macron snobba Salvini: "Il premier è Conte, l'ho già incontrato". Il ministro dell'Interno invita il collega francese Castaner a Roma "per un confronto sui dossier aperti" e "confermare la volontà di collaborazione" fra i due Paesi. Piccata la replica: "Non mi faccio convocare da nessuno". Di Maio smorza i toni: "Noi siamo zen. Non abbiamo mai smesso di tendere la mano alla Francia", ma insiste sui gilet gialli ("Non mi pento"). Il Viminale fa sapere che la Francia non vuole più i migranti della Sea Watch. Polemiche sull'ipotesi di ritiro di Air France dal salvataggio di Alitalia, Di Maio nega.

"Il dialogo non è mai stato spezzato, ma c'è anche un presidente del Consiglio in Italia, si chiama Giuseppe Conte, è lui il capo del governo italiano e Macron lo ha già incontrato molte volte". Così il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, ha risposto ai microfoni di Europe 1 a una domanda sulla disponibilità espressa ieri da Matteo Salvini a incontrare il presidente francese. 
"Come sapete, questi ministri italiani sono già seduti intorno al tavolo con i loro omologhi francesi in occasione dei diversi consigli europei a cui partecipano". Il portavoce del governo ha inoltre specificato che il richiamo dell'ambasciatore di Francia in Italia "non è permanente, ma era importante dare un segnale".

"La prossima settimana incontrerò a Roma il ministro degli Interni francese. Lo convocherò perché voglio risolvere la situazione, con i no non si va da nessuna parte. Al ministro francese chiederò che vengano rimandati in Italia i 15 terroristi che si trovano in Francia". 

Il ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini ha scritto al collega francese Christophe Castener per invitarlo a Roma "per un confronto ed un proficuo scambio sui dossier aperti" e per "confermare una concreta volontà di collaborazione". Italia e Francia, scrive il vicepremier e titolare del Viminale, "da sempre condividono solidi rapporti bilaterali, con particolare riferimento ai campi della sicurezza, del terrorismo e dell'immigrazione". Rapporti che "possono e devono ulteriormente essere sviluppati nell'interesse strategico reciproco". 

Ma arriva la risposta piccata: "Non mi faccio convocare" da nessuno, dice Castaner, commentando ai microfoni di Bfm-Tv le parole dell'omologo italiano, Matteo Salvini.  

Castaner afferma che con l'Italia il dialogo "è costante" ma dev'essere "rispettoso". "Sono pronto anch'io ad accoglierlo. Penso che le missioni diplomatiche non debbano farsi di nascosto ma in modo ufficiale", spiega il ministro dell'Interno francese.

"Ovviamente io non voglio né posso convocare nessuno: sarò lieto di ospitare in Italia, il prima possibile, il mio collega francese per discutere e risolvere i problemi", replica Salvini al ministro francese Castaner.

E Luigi Di Maio interviene per specificare a Le Monde che: 'il popolo francese è il nostro riferimento'. "Noi guardiamo - scrive in una lettera sul giornale in edicola oggi pomeriggio - al vostro popolo come a un punto di riferimento e non un nemico, e le divergenze politiche e di visione fra il governo francese e italiano non devono ricadere sul rapporto di amicizia storico che unisce i nostri due popoli e i nostri due Stati". Nella lettera, Di Maio afferma che "per questo motivo, come rappresentante del governo del mio Paese, ribadisco la volontà di collaborazione del nostro esecutivo sulle questioni che ci stanno più a cuore".

"In corso non c'è alcuna lite. Io ho il diritto di incontrare altre forze politiche e collaborare allo stesso tempo con il governo francese. Con Macron siamo avversari politici ma facciamo parte di governi di popoli che sono amici", sottolinea poi il vicepremier Di Maio parlando con i cronisti a Pescara.

"Noi siamo zen. Se il governo francese si sta arrabbiando con quello italiano io credo che sia inopportuno". Spiega Di Maio rispondendo ai cronisti che chiedono se il Governo italiano si stia arrabbiando con quello francese. "Noi siamo sempre disponibili e saremo sempre disponibili - ha detto Di Maio a Roccaraso, dove ha fatto tappa per la giornata conclusiva della campagna elettorale per le regionali - a lavorare con il Governo francese su tutte le questioni che interessano l'Italia, la Francia ma anche tutta l'Unione Europa. Non abbiamo mai smesso di tendere la mano alla Francia. Se poi tendere la mano alla Francia significa non poter dialogare con nessuna forza politica all'infuori di 'en Marche' credo che questo sia sbagliato come concetto. Credo che su questo Macron deve tener presente che il Governo italiano ha sempre collaborato con il Governo francese pur nella totale divergenza su diversi temi".

Intanto dagli industriali arriva un appello al premier perché chiami Macron e normalizzi la vicenda con la Francia. "Sono state delle battute a livello di partiti e non rapporti tra governi", dice il  presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell'evento Connext a Milano.

Parigi torna sullo  scontro andato in scena giovedì con il ritiro dell'ambasciatore. "Non si tratta di drammatizzare - ha detto la ministra francese per gli Affari Europei Nathalie Loiseau - si tratta di dire che la ricreazione è finita". "Un rappresentante di un governo straniero che viene in Francia a sostenere quello che non è nemmeno un leader politico, ma uno che ha chiamato alla guerra civile, al rovesciamento del presidente e a un governo militare, non era mai successo", ha dichiarato Loiseau.

Una vicenda bocciata tra l'altro dalla pasionaria dei gilet gialli: 'Dopo questa telenovela ho solo voglia di dire una cosa: ma occupatevi di casa vostra. Non si fa politica con le ingerenze in altri Paesi, non abbiamo bisogno di forze straniere in casa nostra", ha detto intervistata dall'ANSA, Jacline Mouraud, tra le principali leader dei gilet gialli, fondatrice del Movimento Les Emergents, bolla cosi' la missione del vicepremier italiano Luigi Di Maio in Francia. "Francamente - ha aggiunto - quanto accaduto mi pare poco serio. Ho l'impressione di essere nel cortile della ricreazione".

ANSA

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SEZ. POLITICA Di Maio sulla Tav tira dritto. E consiglia a Salvini di non "creare tensioni"

4 Febbraio 2019, 09:57am

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SEZ. POLITICA Di Maio sulla Tav tira dritto. E consiglia a Salvini di non "creare tensioni"

INSERITO DA MORENA MOTTA Ieri erano solo indiscrezioni di stampa a riferirlo, oggi - sebbene manchi ancora l'ufficialità - è il vicepremier Luigi Di Maio, all'Aquila per un appuntamento elettorale, a dirlo a chiare lettere: l'analisi costi benefici sulla Tav, al quale il Ministro Danilo Toninelli ha appeso il destino dell'opera, ha dato esito negativo. Ovvero, secondo i tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, realizzare la Torino-Lione costerebbe più che rinunciarvi. Un'esternazione che è destinata a far salire ancora più la tensione nella maggioranza su quello che è, al momento, la maggiore fonte di discordia tra Lega e Movimento 5 stelle. Certo, bisognerà attendere di vedere i numeri perché il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che di recente ha visitato i cantieri dell'infrastruttura, possa ribattere punto per punto. Già, perché il Carroccio ha per le mani un altro studio che giunge a conclusioni opposte. 

"In questo momento abbiamo sottoposto a un’analisi costi-benefici un mare di opere ma non per questo stiamo dicendo che cambiamo idea perché noi siamo convinti", ha detto ai cronisti il ministro del Lavoro, "infatti dal Mit sta trapelando qualcosa, che l’analisi costi-benefici è negativa e non perché noi ci siamo opposti a quella alla Tav in questi anni perché eravamo ideologicamente contro, ma semplicemente perché in questo Paese sappiamo che sono stati spesi dei soldi per fare delle opere e a volte si sono fatte opere per solo spendere soldi".   

"Niente scambio con il caso Diciotti". "Il Movimento Cinque Stelle è per le opere, grandi, medie e piccole e soprattutto per spingere nella direzione di accelerare i tempi di percorrenza in Italia su arterie come ad esempio la Roma-Pescara, nella quale ci vogliono sei ore di treno", aggiunge il vicepremier. C'è un possibile scambio politico fra Tav e l'autorizzazione a procedere sul caso Diciotti? "Non siamo assolutamente abituati a ragionare così, chi ha messo in mezzo questa cosa evidentemente ragiona sempre con la logica dello scambio", risponde Di Maio, il quale ha continuato ad elencare altre opere "che i cittadini ci chiedono di fare. C'è bisogno di velocizzare il tratto "tra Asti e Cuneo, rafforzando l'arteria autostradale, Matera, capitale europea della Cultura 2019 non ha un treno che permette ai turisti di poter andare da Roma a Matera, la Palermo-Catania ma anche importanti infrastrutture in provincia di Verona, di Mantova".

Di stop definitivo alla Torino-Lione in cambio del voto contrario in Giunta del M5s all'autorizzazione a procedere sul caso Diciotti non vuole sentir parlare nemmeno Salvini: "Non siamo al mercato dove 'io ti do questo e tu mi dai quest'altro', è roba di vecchi governi", taglia corto il vicepremier, intercettato dai cronisti non appena arrivato al mercato di Campli, nel Teramano. E, salito sul palco alla ricerca di voti per il candidato leghista alla Regione Abruzzo, ribadisce la sua idea su quanto andrebbe fatto. "Mica serve una laurea per capire che è meglio completare un buco di 25 chilometri nella montagna piuttosto che richiuderlo".

"Non conviene insistere su certi temi...". Parole che fanno impennare il livello di allarme nel governo. Tanto che Di Maio, a pochi chilometri dal ministro dell'Interno, si fa minaccioso: "Per quello che mi riguarda, non conviene insistere su temi sui quali non siamo d'accordo. Altrimenti mi devo convincere che si continua a spingere su temi su cui non siamo d'accordo per creare tensioni nel governo. Io non lo consiglio". E, poi, perché il messaggio arrivi forte e chiaro all'interlocutore: "Alla fine la Tav non si farà. Il tema non è il ridimensionamento dell'opera, se parliamo di ridimensionamento parliamo di una supercazzola".

I due dossier, Tav e Diciotti, sembrano però sempre più collegati e la tempistica potrebbe giocare a favore dei Cinque Stelle. Di Maio, soffermandosi sulla richiesta di autorizzazione a procedere da parte del Tribunale dei Ministri di Catania fa presente che "noi nella nostra storia non abbiamo mai votato per utilizzare le immunità parlamentari" ma il caso Diciotti "è un po' diverso". Ma poi sottolinea anche: "So bene che il voto arriverà non questa settimana, ma fra qualche settimana...".

E, quindi, dopo i risultati dell'analisi sulla Tav, previsti a breve. Lo spettro dello scambio Tav-Diciotti comincia a materializzarsi anche agli occhi delle opposizioni. "Uno squallido baratto, una proposta scellerata. Salvini dovrebbe rinunciare alla Tav in cambio del no grillino all'autorizzazione a procedere sulla vicenda Diciotti?", domanda Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato. E dalla convenzione nazionale del Pd, Maurizio Martina lancia la proposta di una "mozione di sfiducia per il ministro dell'Interno: è arrivato il momento".

FONTE AGI

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SEZ. POLITICA Tav e Consob, Lega-M5s ai ferri corti nel governo

3 Febbraio 2019, 09:26am

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SEZ. POLITICA Tav e Consob, Lega-M5s ai ferri corti nel governo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Governo ai ferri corti su Tav e Consob. 'Finchè saremo noi al governo, la Tav non avrà futuro. Sono le peggiori lobby quelle che la vogliono', taglia corto Di Maio che, in campagna elettorale in Abruzzo, propone all'Anci un tavolo per varare un decreto accelera-cantieri. Sul fronte della Commissione di vigilanza sulla Borsa, il presidente dell'Antimafia Morra, anche lui dei 5Stelle, boccia la candidatura del ministro Savona, attribuita al presidente del Consiglio Conte. 'Perché perdere un buon ministro ed impantanare la Consob in un'ipotesi di assai dubbia percorribilità giuridica?', twitta. 'Il candidato di un coraggioso governo del cambiamento è dal 14 novembre uno solo: Minenna'. "Fino a quando ci sarà il M5S al Governo, per quanto mi riguarda la Tav Torino-Lione non ha storia e non ha futuro", ha detto da Penne il vicepremier Luigi Di Maio, a sostegno della candidata presidente del M5S, Sara Marcozzi, per le elezioni regionali del 10 febbraio. "Le peggiori lobby di questo Paese - ha affermato - vogliono che si inizi a fare la Tav Torino-Lione che è a zero come cantiere. Quando tutti quei signori che hanno sostenuto l'opera come Renzi e Berlusconi stanno da una parte, il M5S sta dall'altra, ovvero dalla parte delle opere utili, come quella di una nuova metropolitana a Torino, una linea Roma-Pescara, una linea Roma-Matera, una linea Tav Palermo-Catania. Cioè dalla parte delle opere da fare. Quando quei signori dei grandi potentati economici che hanno ridotto questo Paese in queste condizioni cominciano a tifare per un'opera inutile come la Torino-Lione il M5S sta dall'altra parte". "Sono d'accordo sul velocizzare i cantieri: ho visto tanti appelli e io propongo subito un tavolo con l'associazione nazionale costruttori italiani per scrivere un decreto legge che velocizzi le procedure dei cantieri. Non possiamo smantellare il codice degli appalti con una legge ordinario. Dobbiamo farlo con urgenza. Acceleriamo i cantieri: non sono chiusi, semmai sono lenti, ma sono tutti aperti e stanno funzionando". Poi Di Maio ha ribadito: "Più che scontro aperto, sulla Tav il discorso è chiuso: possiamo semplicemente dire che finché il M5s sarà al governo quel cantiere non inizierà, perché non è stato scavato neanche un centimetro". ANSA

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SEZ. POLITICA Giornalisti: Di Maio, l'Ordine archivia 'Si è espresso come parlamentare e non in quanto giornalista'

31 Gennaio 2019, 09:52am

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SEZ. POLITICA Giornalisti: Di Maio, l'Ordine archivia 'Si è espresso come parlamentare e non in quanto giornalista'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Consiglio di Disciplina dell'Ordine dei Giornalisti della Campania ha deliberato l'archiviazione del procedimento nei confronti di Luigi Di Maio, aperto per le sue dichiarazioni dopo l'assoluzione del sindaco Raggi: "La sua condotta è riconducibile non al giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti, ma al suo ruolo di parlamentare così come evidenziato dall'avvocato Lojacono che lo ha rappresentato". In sostanza il Consiglio di disciplina ha accolto la tesi del legale di Di Maio, ritenendo quindi di non essere competente ad esprimersi. L'istruttoria era stata avviata a novembre, dopo le proteste suscitate dalle dichiarazioni del vicepremier dopo l'assoluzione di Virginia Raggi: "Il peggio in questa vicenda - disse Di Maio - lo hanno dato la stragrande maggioranza di quelli che si autodefiniscono ancora giornalisti, ma che sono solo degli infimi sciacalli, corrotti intellettualmente e moralmente". Da qui il deferimento al Consiglio di disciplina per Di Maio, iscritto come pubblicista in Campania. ANSA

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SEZ.POLITICA Mattarella, garantire la sicurezza della rete dei trasporti

26 Gennaio 2019, 09:08am

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SEZ.POLITICA Mattarella, garantire la sicurezza della rete dei trasporti

INSERITO DA LEONE BUONGIORNO "La sicurezza della rete di trasporti e l'efficienza del servizio costituiscono parte della qualità della vita, e della libertà stessa, della nostra comunità nazionale. Le garanzie sono affidate alle istituzioni pubbliche, agli organi di controllo e agli operatori, e non possono essere compresse o sacrificate in nome di altre priorità". Lo ha detto il presidente della Repubblica Mattarella ricordando l'incidente ferroviario di Pioltello in Lombardia in cui persero la vita tre donne e ci furono numerosi feriti.

Toninelli, chiedo scusa a nome dello Stato per la tragedia di Pioltello

ANSA

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SEZ. POLITICA Per 5 anni niente cambio di scuola per maestri e prof Proposta dei relatori al decreto Semplificazioni, norma vale per tutti

23 Gennaio 2019, 09:38am

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SEZ. POLITICA Per 5 anni niente cambio di scuola per maestri e prof Proposta dei relatori al decreto Semplificazioni, norma vale per tutti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Maestri e professori, una volta di ruolo, non potranno cambiare scuola per i primi cinque anni. Un emendamento dei relatori al dl Semplificazioni estende "al personale docente ed educativo di ogni ordine e grado di istruzione", e quindi vale anche per la scuola dell'infanzia, le misure attualmente in vigore per gli insegnanti delle superiori. La proposta è stata depositata ma non è ancora stata approvata. Tra le novità anche ritocchi per il reclutamento dei presidi e un compenso per chi presiede le commissioni di esame alle medie.

ANSA

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SEZ. POLITICA Un seggio alla Camera lasciato vacante da M5s è andato al centrosinistra

21 Gennaio 2019, 10:44am

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SEZ. POLITICA Un seggio alla Camera lasciato vacante da M5s è andato al centrosinistra

INSERITO DA MORENA MOTTA Il centrosinistra ha vinto le elezioni in Sardegna segnate dall'astensionismo. Si votava oper sostituire il velista eletto deputato M5s dimissionario Andrea Mura, 'sfiduciato' dal suo stesso partito per le numerose assenze.

Nelle elezioni suppletive, riporta Quotidiano.net, si è imposto il giornalista 62enne Andrea Frailis con il 40,4% delle preferenze. Il candidato del M5s Luca Caschili non è andato oltre il 28,9%. Daniela Noli, candidata del centrodestra che si è presentato unito alle consultazioni, ha avuto il 27,8%.

Ma il dato veramente significativo è l'astensione: è andato alle urne solo il 15% degli aventi diritto.

A sostegno di Caschili e di Noli, ricorda Repubblica, si erano mossi i leader dei rispettivi schieramenti. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, per il M5s, e con un viaggio flash a Cagliari, Oristano e Alghero il ministro dell'Interno Matteo Salvini e il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi. 

Il fronte di Frailis era invece lo stesso che sostiene il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda: Pd, Liberi e Uguali e Campo progressista.

Nelle 305 sezioni del collegio uninominale di Cagliari, riporta la Nuova Sardegna, hanno votato in 39.101, il 15,54% degli elettori. Frailis ha avuto 15.581 voti, il 40,46%. Caschili 11.139) il 28,92%) e Noli 10.707 (27,80%). Enrico Balletto di Casapound ha avuto 1.083 voti, il 2,81%. Basti pensare che nelle politiche del 4 marzo 2018, Mura era styato eletto con 60mila quasi voti battendo l'ex governatore sardo Ugo Cappellacci di Forza Italia  che era comunque stato eletto nel proporzionale.

FONTE AGI

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SEZ. POLITICA Calenda lancia il manifesto per la lista unica Ex ministro, ora si tratta di aderire e di far aderire

19 Gennaio 2019, 10:07am

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SEZ. POLITICA Calenda lancia il manifesto per la lista unica Ex ministro, ora si tratta di aderire e di far aderire

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA, "Bene ci siamo. Su http://www.siamoeuropei.it trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L'Italia e l'Europa sono più forti di chi le vuole deboli". Così l'ex ministro Carlo Calenda lancia sui social "il manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze civiche e politiche europeiste alle prossime elezioni europee".

 

 

Bene ci siamo. Su http://www.siamoeuropei.it  trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L’Italia è l’Europa sono più forti di chi le vuole deboli


   

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SEZ. POLITICA Arrivano il reddito di cittadinanza e quota 100

18 Gennaio 2019, 09:43am

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SEZ. POLITICA Arrivano il reddito di cittadinanza e quota 100

DI MORENA MOTTA Il presidente del Consiglio Conte, in conferenza stampa ieri dopo la riunione del governo, dà la parola a Luigi Di Maio e a Matteo Salvini per illustrare le misure appena varate. «Ora realizzeremo tutto il contratto di governo», sorride il capo M5s. «Saranno 10 anni entusiasmanti», rilancia il leader della Lega. Ma fino all'ultimo il varo del decreto è stato tribolato. Solo un vertice mattutino di Conte con i due vicepremier scioglie gli ultimi nodi. Sul tavolo del governo restano dossier spinosi, dalla Tav, al nuovo presidente Consob, fino alle banche in difficoltà. Ma a sera c'è spazio solo per sorrisi e «felicità»: scende a 252 punti anche lo spread, ai minimi da settembre.

Valgono «22 miliardi, soldi veri». Le misure partiranno entrambe ad aprile, sottolineano Di Maio e Salvini, con l'ausilio di slide sobrie, con un logo stilizzato «RC» a presentare il reddito di cittadinanza e una riga tricolore a sottolineare «Quota 100». «Non solo promesse elettorali, ma un progetto di politica economica sociale», afferma Conte.

«Le coperture c'erano e a tutti quelli che hanno detto che non si poteva fare dico che in 7 mesi lo abbiamo fatto segnando un giorno storico».
Nel reddito di cittadinanza ci «sono norme anti-divano, che sono le norme su cui si fonda tutto il programma e che non consente a nessuno di poter abusare del reddito», afferma il vicepremier illustrando lo schema delle offerte di lavoro, con la prima offerta, nel primo anno, inclusa in 100 km rispetto alla residenza. «Non converrà rifiutare la prima domanda, perché dalla seconda l'offerta è più lontana, e la terza è in tutta Italia». La platea di chi percepirà il reddito di cittadinanza sarà «per il 50% al Sud e per il 50% al centro-Nord», aggiunge Di Maio. 

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SEZ. POLITICA Fico: "Accoglienza non è una parola astratta"

16 Gennaio 2019, 10:00am

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SEZ. POLITICA Fico: "Accoglienza non è una parola astratta"

DI MORENA MOTTA Il presidente della Camera, Roberto Fico scrive su Facebook: "Accoglienza non è una parola astratta. Significa crescita, sicurezza e benessere. Un territorio che accoglie in modo virtuoso è più solido e coeso. Di questo ho parlato con i ricercatori dell'Euricse che mi hanno presentato le iniziative a cui stanno lavorando come lo studio di progetti di accoglienza sostenibile che ci sono rivelati un valore aggiunto per le comunità. Hanno analizzato decine di esperienze che conciliano integrazione e sviluppo della comunità. I modelli su cui si sono concentrati hanno permesso di innescare, in tutta Italia, processi di innovazione e rilancio sociale, con l'avvio di nuove imprese e servizi, sviluppo dell'economia, con il coinvolgimento attivo del territorio e della società civile".

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