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SEZ. POLITICA Governo, diretta. Conte riceve l'incarico da Mattarella, oggi le consultazioni con i partiti. Il premier incaricato: «Avevo dubbi ma serve coraggio»

29 Agosto 2019, 11:00am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Governo, il presidente Mattarella ha affidato a Giuseppe Conte l'incarico di formare un nuovo governo. Conte, come è prassi si è «riservato di accettare» dopo i colloqui con le forze politiche che permetteranno di elaborare un programma. 

Governo, la richiesta di Mattarella: «Serve un premier e non un garante»
Governo, l'ipotesi di azzerare i vice: resta il nodo Di Maio che rischia anche la Difesa

Parte quindi il tentativo per il Conte-bis. Mattarella ha chiesto al dimissionario Conte di riprendere le redini del governo in base all'intesa politica certificata nelle consultazioni da Cinque Stelle e Dem. I nodi ora riguardano, più che il programma, i ruoli e il consenso interno, a cominciare dall'incarico di Di Maio e dal voto sulla piattaforma Rousseau.

Ore 10.49 ««All'esito del confronto mi dedicherò alla stesura del programma con le forze politiche che hanno espresso il sostegno e che ringrazio». Lo ha detto il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte. «Siamo agli albori di una nuova legislatura Ue e dobbiamo recuperare il tempo perduto per consentire all'Italia il ruolo da protagonista che merita. Il Paese ha l'esigenza di procedere speditamente, ha aggiunto. «Stagione riformatrice, di rilancio, di speranze, che offra al paese certezze». Lavoreremo per «un Paese migliore, un Paese che abbia infrastrutture sicure, reti efficienti, che si alimenti con energie rinnovabili, che valorizzi i beni comuni, che integri stabilmente nella propria agenda politica il benessere eco-sostenibile, che rimuova diseguaglianze di ogni tipo. Mi metterò subito all'opera per una manovra che contrasti l'aumento dell'Iva, tuteli i risparmiatori, dia una solida prospettiva di crescita e sviluppo sociale».
 

 

Ore 10.30 Il segretario generale della presidenza della Repubblica Ugo Zampeggi ha annunciato che «Il presidente della Repubblica ha ricevuto oggi alle 9:30 al palazzo del Quirinale il professor Giuseppe Conte al quale ha conferito l'incarico di formare il governo, Conte si è riservato di accettare».

Ore 9.31 Il premier dimissionario Giuseppe Conte è entrato al Quirinale con qualche minuto di ritardo. Il colloquio con il presidente Mattarella è durato circa un'ora.

il messaggero

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SEZ. POLITICA La trattativa riparte mentre procedono le consultazioni al Quirinale VIDEO

28 Agosto 2019, 08:24am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Le Consultazioni del 270819, il gruppo misto con il Presidente Mattarella

A consultazioni partite, parte anche il confronto tra Pd e M5s, ora al lavoro sul programma. In attesa di novità vediamo l’esito delle prime Consultazioni.

La trattativa riparte mentre procedono le consultazioni al Quirinale

Dopo una mattinata convulsa durante la quale si sono succedute, più volte, fasi che sembravano dovessero portare alla rottura, proprio durante le prime consultazioni al Quairinale del Presidente Mattarella e, dopo che era saltato l’incontro del mattino tra scambi di accuse, è ripreso il confronto.

Intanto le Consultazioni del Presidente della Repubblica sono comunque iniziate e sono andate avanti secondo il programma previsto:

27 agosto 2019
ora Rappresentanze Parlamentari e Personalità video foto
  Il Presidente Emerito della Repubblica, Senatore Giorgio Napolitano, è stato sentito telefonicamente dal Presidente Mattarella    
16:00 Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Avv. Maria Elisabetta Alberti Casellati  
17:00 Presidente della Camera dei deputati, On. Dott. Roberto Fico  
18:20 Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica  
18:40 Gruppo Parlamentare Misto della Camera dei deputati  

Come da previsioni, all’uscita dal colloquio, sia la Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Avv. Maria Elisabetta Alberti Casellati ricevuta alle 16:00, che il Presidente della Camera dei deputati, On. Dott. Roberto Fico ricevuto alle 17:00, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione.

A seguire ci sono state le altre consultazioni con i gruppi al Senato e alla Camera che, come da consuetudine, hanno invece rilasciate delle dichiarazioni (vedi anche video allegati).

Alle ore 18.41 Loredana De Petris, presidente del gruppo misto al Senato, uscendo ha detto:

“La necessaria discontinuità di una nuova maggioranza non verrà dai nomi ma dai temi politici: pensiamo ai temi ambientali, sociali e ai diritti civili. A noi interessa il perimetro programmatico di una nuova maggioranza. In questo momento occorrono buon senso sui programmi e coraggio”.

Emma Bonino invece dice che al momento non sosterrà con il suo partito un ipotetico nuovo governo M5s-Pd:

“+Europa alle condizioni date non darà sostegno a questo governo. Non abbiamo abitudine di comprare a scatola chiusa, quindi ci riserviamo di dare un giudizio definitivo quando saranno più chiari gli obiettivi. In base a quello che noi siamo, in base all’idea di Europa, all’immigrazione e alle questioni ambientali. L’oggetto misterioso (riferendosi al governo) non è comprabile a scatola chiusa”.

 

 

A seguire, alle Ore 19,00, è stato il turno del Gruppo misto alla Camera che, all’uscita, ha rilasciato una dichiarazione che ha evidenziato l’esistenza, al suo interno, di tre posizioni nel Misto alla Camera:

Il presidente del Gruppo Misto alla Camera, Manfred Schullian, fa sapere che la maggioranza delle componenti è “leggermente disponibile a valutare di sostenere” il futuro governo con la nuova maggioranza “con riserva di conoscere programmi e persone”, le Minoranze linguistiche “si asterranno nel momento genetico di formazione e valuteranno caso per caso”, e Lupi ha annunciato che si opporrà.

 

 

E questo è, ad ora!

Domani altro giorno e dovrebbe essere quello che farà chiarezza (si spera) sulla nascita del nuovo Governo Conte con l’associazione di M5s e PD.

Questo è il programma previsto:

28 agosto 2019
ora Rappresentanze Parlamentari e Personalità
10:00 Gruppo Parlamentare “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica
10:30 Gruppo Parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati
11:00 Gruppi Parlamentari “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
16:00 Gruppi Parlamentari “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
17:00 Gruppi Parlamentari “Forza Italia – Berlusconi Presidente” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
18:00 Gruppi Parlamentari “Lega – Salvini Premier” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
19:00 Gruppi Parlamentari “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

FONTE VIVICENTRO

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SEZ. POLITICA Matteo Salvini attacca dal Viminale: «Mattarella fermi questo mercimonio»

27 Agosto 2019, 19:05pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

inserito da Alessia Chianese La Lega non molla. Matteo Salvini chiede di andare al voto ma continua a corteggiare gli ex alleati. E Alessandro Di Battista, che ogni giorno tira calci ai dem, dà il destro al partito di via Bellerio per inserirsi nella fessura che divide i promessi sposi M5s-Pd.
 

Da una diretta Facebook dai giardini del Viminale, il ministro dell'Interno ribadisce di confidare nel Colle: «Abbiamo fiducia che Mattarella non permetterà questo mercimonio ancora a lungo», dice. erché, spiega, con questa «contrattazione di ministeri e poltrone sembra di tornare ai tempi della Prima Repubblica». O a qualcosa che la Lega considera anche peggiore, perché l'esecutivo «Conte è la riedizione del governo Monti, che preparava la manovra su suggerimento dei suoi amici Merkel e Macron».

Nei giorni scorsi, il ministro all'Agricoltura Gian Marco Centinaio ha ribadito che le porte della Lega per i Cinque Stelle sono sempre aperte e che l'ipotesi di Di Maio a Palazzo Chigi è sul tavolo. Un'offerta cascata in mezzo alla polemica del Pd, che accusa il viceministro pentastellato di inseguire solo l'ambizione personale e pretendere poltrone di peso. In questo scenario, un post di Di Battista è stato per la Lega come un venticello fresco a fine agosto. «In questi giorni - ha attaccato Di Battista - non ho sentito nessuno del Pd pronunciarsi» su temi che stanno a cuore all'elettorato pentastellato, come la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton e la Legge sul conflitto di interessi. Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ha subito raccolto il guanto: «Taglio dei parlamentari, revoca delle concessioni autostradali a chi è inadempiente, contrasto alle lobby, da Bibbiano ai banchieri corrotti: la Lega c'era, c'è e ci sarà». Anche i toni concilianti di Salvini verso Di Maio danno il senso del clima. Niente parole rudi, niente accuse. Anzi. Il leader Cinque Stelle sembra esente pure dalle accuse di «mercimonio». Se, qualche giorno fa, Salvini ha detto che Di Maio «ha lavorato bene», ora risponde con una battuta a chi gli ricorda che sembra puntare al Viminale: «Sono pronto a dargli consigli».

SEZ. POLITICA Matteo Salvini attacca dal Viminale: «Mattarella fermi questo mercimonio»

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SEZ. POLITICA Matteo da Firenze, il nuovo Rieccolo

25 Agosto 2019, 08:03am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Lo davano per morto, ma è tornato con il suo caratteraccio. Per fermare l’altro Matteo

Matteo Renzi (Ansa)

DI REDAZIONE "Rieccolo!": Indro Montanelli lo diceva di Amintore Fanfani, il democristiano che tornava sempre in pista dopo che l’avevan dato, innumerevoli volte, per sepolto. Oggi Rieccolo è un altro toscanaccio che troppo frettolosamente era stato archiviato fra le meteore della politica, tra le promesse mancate, tra i tanti triturati di questi tempi volatili: Matteo Renzi.
Rieccolo. Martedì scorso al Senato ha parlato da leader. Ma già pochi giorni prima, con un’intervista al Corriere della Sera, aveva ribaltato l’agenda della politica, guastando i piani dell’altro Matteo, ch’era convinto di aver già in tasca le elezioni anticipate. Alla fine del dibattito a palazzo Madama il Matteo leghista ascoltava con le orecchie basse il Matteo fiorentino che così lo ammoniva: "Caro Salvini, so per esperienza che cosa l’aspetta ora. Vedrà rapidamente come la eviteranno quei tanti che, fino a pochi giorni fa, la adulavano".

Renzi sa bene che cosa sia la Caduta. Il Vuoto nel quale non si trovano più gli amici ma si vedono –- e benissimo – i Traditori. Aveva ricordato, nei giorni della Solitudine, la profezia dell’immancabile Andreotti: "Quando nominerai qualcuno a un posto importante, sappi che farai novantanove scontenti e un ingrato", e poco importa che il Divo avesse rubato la citazione a Luigi XIV. Gli ingrati! Quel Gentiloni, ad esempio. Matteo non se ne dà pace. Lui lo aveva ripescato dall’oblio e ne aveva fatto, addirittura, un ministro degli Esteri. Ora Gentiloni è – o sarebbe – il suo principale avversario nel Pd. Questa Renzi non riesce a digerirla. Di un Franceschini, ad esempio, non si stupisce. Sa chi è. E non ha mai creduto che fosse suo amico. Ma di Gentiloni sì, lo aveva creduto. 

La lista dei traditori è lunga. "Anche perché - dicono coloro che ben conoscono Matteo - a lui basta poco per definire qualcuno un traditore. Magari una mezza frase...". Così c’è anche, oltre a una lunga lista di traditori, un’ancor più lunga lista di innocenti.
Per due anni e mezzo Matteo Renzi ha comunque fatto l’esperienza dell’umana ingratitudine e del non essere profeta in patria. Mentre in tutto il mondo lo invitavano a tener conferenze, in Italia lo ignoravano. Fra i principali maramaldi – ça va sans dire – noi giornalisti.  

Prima, con lui a Palazzo Chigi, un esercito di lecchini; poi nessuno che gli facesse una mezza telefonata, neanche a Natale. Si sa – per esempio – del direttore di un importante quotidiano che in riunione silenziò uno dei suoi ricordandogli che "Renzi non conta più niente". E passi. Ma peggio ancora, forse, è quando di te non si preoccupano più nemmeno di parlar male. Solo qualche settimana fa, per dire, Matteo era preoccupatissimo che uscisse una notizia negativa per lui. E invece, su nessun giornale si vide poi un rigo. Ne fu sollevato, sul momento. Ma gli bastò poco per realizzare: "Non mi caga più nessuno".

La sconfitta gli ha fatto male, ma anche bene. Non ne è uscito avvelenato, né incattivito. Anche perché, dicono i suoi, "Matteo cattivo lo era già prima". Il carattere, in effetti, è quello che è. È il suo enorme problema, e i collaboratori gliel’hanno detto migliaia di volte. Lui lo sa, ma allarga le braccia: "Son fatto così, non ci posso far nulla". L’Italia, che aveva in pugno, l’ha perduta per quello: per il carattere. E per quel suo presentarsi con una faccia che stava a significare: io sono il più ganzo di tutti.

Ai collaboratori, ma anche ai politici che debbono lavorare con lui, impone regole durissime: e molti, dopo un po’, si stancano. L’unico che gli resiste davvero è Luca Lotti. Non che non litighino: ma l’amicizia è indistruttibile. Lotti è il solo al quale Renzi riconosca un rapporto alla pari: con tutti gli altri, Matteo è come il Marchese del Grillo, mi spiace ma io so’ io, e voi non siete un...
Eppure il Renzi privato è molto diverso. Molto più (azzardo questa parola) simpatico. Sa scherzare. Giocare. Sfottere gli juventini quando perdono. E stare con la gente. Come quell’altro Matteo, ama infatti il tu per tu. Gli anni scorsi, a Firenze, chiunque lo fermasse per strada e gli dicesse di avergli inviato una mail per un semaforo o un tombino, si stupiva nel sentire che, di quella mail, il sindaco Matteo conosceva il contenuto a memoria. La gente è la sua vita e – appena può – cerca di scappare dalla scorta per andarle incontro.

Come quell’altro Matteo, è anche un grande disordinato nel mangiare: divoratore seriale di pizze d’asporto, che si fa portare in ufficio, cerca di rimediare con le maratone per contener la pancetta. Come quell’altro Matteo, ama il calcio e per il calcio è capace di diventare un bambino: la sera delle consultazioni, mentre tutti attendevano l’intervento di Mattarella, e mentre tutti trattavano e tramavano, lui mandava in giro su WhatsApp il video di un gol – a suo dire formidabile – che aveva appena segnato in una partita di calcetto. Come quell’altro Matteo ha la vocazione dell’uomo solo al comando. E come lui, infine, ha tanti nemici.
Ma non ve n’è alcuno, fra questi nemici, che martedì scorso, dopo aver ascoltato tutti gli interventi al Senato, non abbia riconosciuto la stoffa superiore dell’Antipatico. Matteo Renzi è tornato. Rieccolo.

di MICHELE BRAMBILLA   www.quotidiano.net

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SEZ. POLITICA Crisi di Governo: incontro Zingaretti-Di Maio. Il M5S vuole Conte ancora a Palazzo Chigi

24 Agosto 2019, 07:40am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Crisi di Governo: incontro Zingaretti-Di Maio. Il M5S vuole Conte ancora a Palazzo Chigi

L'accordo tra Pd e M5S e il tema del Conte bis: sul tavolo del faccia a faccia tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, Come anticipato da Simone Canettieri sul Messaggero.it, ci sarebbe il mantenimento di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Una linea, questa, su cui Di Maio in queste ore sta puntando con decisione, soprattutto dopo il post con il quale Beppe Grillo ha rilanciato la leadeship dell'attuale presidente del Consiglio.  I due leader si sono visti in 'campo neutrò, un appartamento privato, per intavolare la trattativa sulla formazione del possibile nuovo governo targato Pd-M5S, dopo l'incontro di oggi a Montecitorio tra le delegazioni delle due forze politiche.  «Un primo incontro tra Zingaretti e Di Maio durato circa un'ora. Al centro del colloquio, molto cordiale, Di Maio ha riproposto un nuovo incarico a Conte come Presidente del Consiglio. Zingaretti ha ribadito la necessità un Governo di Svolta, non per una questione personale, ma per rimarcare una necessaria discontinuità. Il confronto continuerà nelle prossime ore. Altri punti non sono stati affrontati». È quanto si legge in una nota del Pd.

LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Arcore, rinviato a oggi l’intervento di Matteo Salvini

6 Agosto 2019, 12:12pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Il leader della Lega trattenuto ieri a Roma per la votazione sul Decreto sicurezza.

Arcore, rinviato a oggi  l’intervento di Matteo Salvini. Il leader della Lega trattenuto a Roma per la votazione sul Decreto sicurezza bis ieri . Da sottolineare che nella mattinata di ieri Salvini è già stato in Lombardia, prima alla Fiera di San Fermo a Nerviano, dove ha risposto ai cronisti in merito al “Caso Legnano”, difendendo il sindaco Gianbattista Fratus, “persona s onesta”, poi a Milano, per l’inaugurazione del nuovo hub ferroviario di Rogoredo, dove i cronisti gli hanno chiesto se il Governo rischiava sul Decreto sicurezza bis. “Spero di no” la risposta del ministro “perché il Decreto sicurezza fa bene all’Italia”. In Senato nel frattempo la maggioranza ha posto la fiducia sul Decreto, in mezzo alle urla “vergogna” che venivano dai banchi del Partito democratico. Il via libera al Decreto dovrebbe arrivare in serata, anche se Forza Italia e Fratelli d’Italia già nei nei giorni scorsi hanno preannunciato che non voteranno la fiducia al Governo.

il giornale di monza

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SEZ. POLITICA Sicurezza bis, verso voto di fiducia in serata

5 Agosto 2019, 09:25am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

SEZ. POLITICA Sicurezza bis, verso voto di fiducia in serata

Sul dl sicurezza bis si prevede il voto di fiducia stasera. E' quanto apprende l'AdnKronos da fonti della Lega. Ma - secondo le stesse fonti di Via Bellerio - il dl sicurezza bis, che è "una misura fondamentale, lo portiamo a casa". In casa Lega si guarda il pallottoliere con cautela: "Alla fine magari non saranno 161 i voti a favore, ma contando chi non sarà in Aula e chi dei 5Stelle voterà contro, che saranno al massimo 6 o 7, i numeri non mancheranno".

Dai Cinque stelle bocche cucite da chi potrebbe disobbedire all'indicazione di Di Maio di votare compatti a favore del dl, blindato con il voto di fiducia. Negli scorsi giorni era stata la senatrice Elena Fattori a far sapere che "non voterà la fiducia", dicendosi però certa che "il governo reggerà, avendo di fatto l'appoggio esterno di Fdi e di Fi". I vari Airola, Mantero, La Mura e Ciampolillo restano tra i malpancisti del movimento: ma per ora non trapela quale sarà la loro decisione di voto a Palazzo Madama questa sera.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Salvini minaccia la crisi, Di Maio: «Se vuole ministeri lo chieda»

3 Agosto 2019, 10:50am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Luigi Di Maio sfida Matteo Salvini sul rimpasto. Il leader del M5S attacca: «Se questi continui attacchi della Lega sono diretti a chiedere qualche ministro in più, lo chiedano pubblicamente e faremo una riflessione». Il vicepremier grillino replica così all'ennesima minaccia di crisi di Salvini che ieri ha avvertito gli alleati parlando a Skytg24: «Abbiamo fatto un sacco di cose in un anno, la Lega ha raddoppiato i suoi consensi e l'obiettivo della prossima manovra è far pagare meno tasse non a tutti ma a tanti... Io la voglia ce l'ho, ma se mi dovessi accorgere che i litigi sono quotidiani... Mi stufo io ma anche gli italiani».  Nel mirino del Caroccio c'è in primis Danilo Toninelli, titolare dei Trasporti. A stretto giro vengono poi Sergio Costa (Ambiente) ed Elisabetta Trenta (Difesa). Ma il fronte più caldo è proprio quello delle Infrastrutture soprattutto in vista della mozione sulla Tav che si discuterà in Senato il prossimo 7 agosto.
 



IL MATTINO

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SEZ. POLITICA Di Maio esclude una crisi: 'Vediamoci e andiamo avanti' Salvini: 'Non vedo Mattarella e non cade nessun governo'. Durigon: 'Contratto M5s-Lega non basta più'

20 Luglio 2019, 09:14am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Luigi Di Maio e Matteo Salvini © ANSA

"Escludo che possa esserci una crisi mi hanno sempre insegnato male non fare paura non avere: abbiamo da realizzare riforme importanti". Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio ad Agorà Estate precisando: " l'unica cosa che dico è che è meglio vedersi, anzichè parlarsi, è giusto che ci incontriamo, chi chiariamo e andiamo avanti, oggi, perchè oggi c'e' il consiglio dei ministri ed il tavolo autonomia". "Se avessi sospetti su Salvini non sarei al governo". Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, a proposito sulla questione dei presunti fondi russi e la Lega, intervistato ad Agorà Estate ricordando che Matteo Salvini ha affermato che "prima del 24 andrà in Parlamento", e annunciando una Commissione di inchiesta sui fondi avuti da tutti i partiti: "incluso il nostro", ha precisato.

Durigon, contratto M5s-Lega non basta più - "Abbiamo messo i punti sulle 'i', se vogliamo continuare a lavorare c'è bisogno di Sì che sono importanti per poter passare all'attuazione. Vediamo cosa succede nei prossimi giorni, siamo due forze politiche diverse, ci siamo unite con un contratto ma non basta più un contratto: serve anche una visione di intenti più forte". Così il sottosegretariato leghista al Lavoro, Claudio Durigon, a margine di un'iniziativa presso la Cgil, parlando dei rapporti tra le due forze di governo

Di Maio, legge di bilancio con salario minimo e cuneo fiscale -"Credo che i cittadini vogliano sapere che cosa succede sulle tasse, sul costo del lavoro, sul canone Rai sulla sanità. Portiamo ai cittadini soluzioni non problemi". Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio ad Agorà Estate su Rai tre. Sul salario minimo, dice Di Maio: "Durigon mi permetta di dire che è semplice affermare se si guadagnano 13 mila euro al mese non facciamo una legge per chi guadagna 2o 3 euro l'ora: ma il salario minimo è anche nel programma della Lega. Io dico solo facciamo la legge di bilancio con il salario minimo e la riduzione del cuneo fiscale. "Stiamo solo pensando ai nostri consiglieri comunali che dopo l'esperienza fatta è giusto che possano portarla altrove. Per il resto il secondo mandato non è in discussione". Così, il vicepremier e ministro Luigi Di Maio a proposito della regola nel M5S che limita a due i mandati politici per gli esponenti del movimento, precisando: "Io resterò capo politico del Movimento, fino a quando non scadrà il mio mandato. Poi magari potrò anche ricandidarmi, si vedrà".

Tre giorni, o poco più, per far cadere tutto. L'ultima spallata al governo giallo-verde si materializza in un'afosa giornata di luglio, sull'onda dello scontro M5S-Lega sul voto a Ursula von der Leyen e di un'inchiesta sui fondi russi, che al di là dell'ostentata tranquillità di Matteo Salvini rischia di porre più di un ostacolo all'ascesa leghista. E' uno scontro tutto a mezzo stampa quello che va in scena tra il ministro dell'Interno e Luigi Di Maio, con il premier Giuseppe Conte che ribadisce di aver agito, nelle trattative Ue e non solo, "in trasparenza e nella fedeltà assoluta agli interessi del Paese". E Palazzo Chigi osserva in queste ore silente il degenerare dello scontro tra M5S e Lega, constatando un dato: i due vicepremier, da giorni, non si parlano più. Anzi, per tutta la giornata di ieri Di Maio e Salvini se le danno di santa ragione. E la volontà del leader leghista di tenere in piedi l'alleanza è appesa a un filo. In serata si rincorrono le voci parlamentari sul fatto che il leader della Lega nel corso della giornata aveva di fatto deciso di rompere ma avrebbe frenato dopo una moral suasion del Quirinale, non confermata tuttavia da fonti del Colle. Secondo ambienti sia della maggioranza che dell'opposizione il Quirinale non avrebbe posto alcun veto sul ritorno alle urne ponendo tuttavia un tema: a settembre i tempi per la formazione del governo saranno strettissimi con la manovra in arrivo e, al Colle, non si ha alcuna intenzione di avallare un esercizio provvisorio.

ANSA

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SEZ. POLITICA Autonomia, strappo tra la Lega e M5s. Salvini: 'Avanti così? Vedremo'

12 Luglio 2019, 09:31am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Secondo il Carroccio, invece di andare avanti si va indietro. Conte: 'E' inaccettabile che l'Italia si slabbri'

Il ministro per il Sud Barbara Lezzi © ANSA

Strappo tra M5s e la Lega al tavolo a Palazzo Chigi sull'Autonomia. "Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l'opposto", sottolineano fonti leghiste.

"Al vertice Autonomia la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile", riferiscono fonti del M5s. 

Ma, secondo il Carroccio, "invece di andare avanti si torna indietro".

"Vedremo", dice in serata Matteo Salvini a chi gli chiede se si possa andare avanti alla luce dei quotidiani scontri tra Lega ed M5s.

Si va avanti sull'autonomia, ma stando attenti a salvaguardare l'unità del Paese e la Costituzione, avrebbe detto il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, secondo quanto si apprende da chi era al tavolo di governo, per abbassare i toni tra Lega e M5s.

"Il tavolo sull'autonomia si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola. Un bambino non sceglie in quale regione nascere: noi dobbiamo garantire l'unità della scuola così come l'unita nazionale", ha commentato Luigi Di Maio in una diretta Fb.

"L'Autonomia è nel contratto di governo: se qualcuno ha cambiato idea basta che lo dica e non si vada allora ulteriormente avanti", ha detto il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani.

"Dovremo introdurre strumenti di salvaguardia solidaristici per evitare che l'Italia, come dire, si slabbri. Un progetto del genere sarebbe inaccettabile", ha detto il presidente del ConsiglioGiuseppe Conte. "Ho posto alcuni paletti. Su quelli non si può transigere". "Dobbiamo ipotizzare - aggiunge - che tutte le regioni contemporaneamente ce lo stiano chiedendo. Siamo già a 8 e non sono poche. Ma io devo poter pensare che domani mattina l'intesa con una regione possa essere fatta con tutte le altre. Io non posso trasferire tutte le competenze che vengono richieste. Se fosse così avremmo uno Stato centrale senza competenze".

Sull'autonomia oggi tra Lega e Movimento 5 Stelle "non ho assistito a nessuno strappo". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al termine dell'incontro a Palazzo Lombardia con il governatore Attilio Fontana commentando il vertice di questa mattina a Palazzo Chigi. In realtà ci stiamo confrontando, non abbiamo ancora trovato una sintesi ma sono assolutamente fiducioso che anche su questo,sulla scuola, sul l'istruzione , la troveremo". I tempi? "Brevi, brevissimi", ha concluso.

ANSA

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