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SEZ. POLITICA Crisi di Governo: incontro Zingaretti-Di Maio. Il M5S vuole Conte ancora a Palazzo Chigi

24 Agosto 2019, 07:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Crisi di Governo: incontro Zingaretti-Di Maio. Il M5S vuole Conte ancora a Palazzo Chigi

L'accordo tra Pd e M5S e il tema del Conte bis: sul tavolo del faccia a faccia tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, Come anticipato da Simone Canettieri sul Messaggero.it, ci sarebbe il mantenimento di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Una linea, questa, su cui Di Maio in queste ore sta puntando con decisione, soprattutto dopo il post con il quale Beppe Grillo ha rilanciato la leadeship dell'attuale presidente del Consiglio.  I due leader si sono visti in 'campo neutrò, un appartamento privato, per intavolare la trattativa sulla formazione del possibile nuovo governo targato Pd-M5S, dopo l'incontro di oggi a Montecitorio tra le delegazioni delle due forze politiche.  «Un primo incontro tra Zingaretti e Di Maio durato circa un'ora. Al centro del colloquio, molto cordiale, Di Maio ha riproposto un nuovo incarico a Conte come Presidente del Consiglio. Zingaretti ha ribadito la necessità un Governo di Svolta, non per una questione personale, ma per rimarcare una necessaria discontinuità. Il confronto continuerà nelle prossime ore. Altri punti non sono stati affrontati». È quanto si legge in una nota del Pd.

LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Arcore, rinviato a oggi l’intervento di Matteo Salvini

6 Agosto 2019, 12:12pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Il leader della Lega trattenuto ieri a Roma per la votazione sul Decreto sicurezza.

Arcore, rinviato a oggi  l’intervento di Matteo Salvini. Il leader della Lega trattenuto a Roma per la votazione sul Decreto sicurezza bis ieri . Da sottolineare che nella mattinata di ieri Salvini è già stato in Lombardia, prima alla Fiera di San Fermo a Nerviano, dove ha risposto ai cronisti in merito al “Caso Legnano”, difendendo il sindaco Gianbattista Fratus, “persona s onesta”, poi a Milano, per l’inaugurazione del nuovo hub ferroviario di Rogoredo, dove i cronisti gli hanno chiesto se il Governo rischiava sul Decreto sicurezza bis. “Spero di no” la risposta del ministro “perché il Decreto sicurezza fa bene all’Italia”. In Senato nel frattempo la maggioranza ha posto la fiducia sul Decreto, in mezzo alle urla “vergogna” che venivano dai banchi del Partito democratico. Il via libera al Decreto dovrebbe arrivare in serata, anche se Forza Italia e Fratelli d’Italia già nei nei giorni scorsi hanno preannunciato che non voteranno la fiducia al Governo.

il giornale di monza

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SEZ. POLITICA Sicurezza bis, verso voto di fiducia in serata

5 Agosto 2019, 09:25am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

SEZ. POLITICA Sicurezza bis, verso voto di fiducia in serata

Sul dl sicurezza bis si prevede il voto di fiducia stasera. E' quanto apprende l'AdnKronos da fonti della Lega. Ma - secondo le stesse fonti di Via Bellerio - il dl sicurezza bis, che è "una misura fondamentale, lo portiamo a casa". In casa Lega si guarda il pallottoliere con cautela: "Alla fine magari non saranno 161 i voti a favore, ma contando chi non sarà in Aula e chi dei 5Stelle voterà contro, che saranno al massimo 6 o 7, i numeri non mancheranno".

Dai Cinque stelle bocche cucite da chi potrebbe disobbedire all'indicazione di Di Maio di votare compatti a favore del dl, blindato con il voto di fiducia. Negli scorsi giorni era stata la senatrice Elena Fattori a far sapere che "non voterà la fiducia", dicendosi però certa che "il governo reggerà, avendo di fatto l'appoggio esterno di Fdi e di Fi". I vari Airola, Mantero, La Mura e Ciampolillo restano tra i malpancisti del movimento: ma per ora non trapela quale sarà la loro decisione di voto a Palazzo Madama questa sera.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Salvini minaccia la crisi, Di Maio: «Se vuole ministeri lo chieda»

3 Agosto 2019, 10:50am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Luigi Di Maio sfida Matteo Salvini sul rimpasto. Il leader del M5S attacca: «Se questi continui attacchi della Lega sono diretti a chiedere qualche ministro in più, lo chiedano pubblicamente e faremo una riflessione». Il vicepremier grillino replica così all'ennesima minaccia di crisi di Salvini che ieri ha avvertito gli alleati parlando a Skytg24: «Abbiamo fatto un sacco di cose in un anno, la Lega ha raddoppiato i suoi consensi e l'obiettivo della prossima manovra è far pagare meno tasse non a tutti ma a tanti... Io la voglia ce l'ho, ma se mi dovessi accorgere che i litigi sono quotidiani... Mi stufo io ma anche gli italiani».  Nel mirino del Caroccio c'è in primis Danilo Toninelli, titolare dei Trasporti. A stretto giro vengono poi Sergio Costa (Ambiente) ed Elisabetta Trenta (Difesa). Ma il fronte più caldo è proprio quello delle Infrastrutture soprattutto in vista della mozione sulla Tav che si discuterà in Senato il prossimo 7 agosto.
 



IL MATTINO

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SEZ. POLITICA Di Maio esclude una crisi: 'Vediamoci e andiamo avanti' Salvini: 'Non vedo Mattarella e non cade nessun governo'. Durigon: 'Contratto M5s-Lega non basta più'

20 Luglio 2019, 09:14am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Luigi Di Maio e Matteo Salvini © ANSA

"Escludo che possa esserci una crisi mi hanno sempre insegnato male non fare paura non avere: abbiamo da realizzare riforme importanti". Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio ad Agorà Estate precisando: " l'unica cosa che dico è che è meglio vedersi, anzichè parlarsi, è giusto che ci incontriamo, chi chiariamo e andiamo avanti, oggi, perchè oggi c'e' il consiglio dei ministri ed il tavolo autonomia". "Se avessi sospetti su Salvini non sarei al governo". Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, a proposito sulla questione dei presunti fondi russi e la Lega, intervistato ad Agorà Estate ricordando che Matteo Salvini ha affermato che "prima del 24 andrà in Parlamento", e annunciando una Commissione di inchiesta sui fondi avuti da tutti i partiti: "incluso il nostro", ha precisato.

Durigon, contratto M5s-Lega non basta più - "Abbiamo messo i punti sulle 'i', se vogliamo continuare a lavorare c'è bisogno di Sì che sono importanti per poter passare all'attuazione. Vediamo cosa succede nei prossimi giorni, siamo due forze politiche diverse, ci siamo unite con un contratto ma non basta più un contratto: serve anche una visione di intenti più forte". Così il sottosegretariato leghista al Lavoro, Claudio Durigon, a margine di un'iniziativa presso la Cgil, parlando dei rapporti tra le due forze di governo

Di Maio, legge di bilancio con salario minimo e cuneo fiscale -"Credo che i cittadini vogliano sapere che cosa succede sulle tasse, sul costo del lavoro, sul canone Rai sulla sanità. Portiamo ai cittadini soluzioni non problemi". Così il vicepremier e ministro Luigi Di Maio ad Agorà Estate su Rai tre. Sul salario minimo, dice Di Maio: "Durigon mi permetta di dire che è semplice affermare se si guadagnano 13 mila euro al mese non facciamo una legge per chi guadagna 2o 3 euro l'ora: ma il salario minimo è anche nel programma della Lega. Io dico solo facciamo la legge di bilancio con il salario minimo e la riduzione del cuneo fiscale. "Stiamo solo pensando ai nostri consiglieri comunali che dopo l'esperienza fatta è giusto che possano portarla altrove. Per il resto il secondo mandato non è in discussione". Così, il vicepremier e ministro Luigi Di Maio a proposito della regola nel M5S che limita a due i mandati politici per gli esponenti del movimento, precisando: "Io resterò capo politico del Movimento, fino a quando non scadrà il mio mandato. Poi magari potrò anche ricandidarmi, si vedrà".

Tre giorni, o poco più, per far cadere tutto. L'ultima spallata al governo giallo-verde si materializza in un'afosa giornata di luglio, sull'onda dello scontro M5S-Lega sul voto a Ursula von der Leyen e di un'inchiesta sui fondi russi, che al di là dell'ostentata tranquillità di Matteo Salvini rischia di porre più di un ostacolo all'ascesa leghista. E' uno scontro tutto a mezzo stampa quello che va in scena tra il ministro dell'Interno e Luigi Di Maio, con il premier Giuseppe Conte che ribadisce di aver agito, nelle trattative Ue e non solo, "in trasparenza e nella fedeltà assoluta agli interessi del Paese". E Palazzo Chigi osserva in queste ore silente il degenerare dello scontro tra M5S e Lega, constatando un dato: i due vicepremier, da giorni, non si parlano più. Anzi, per tutta la giornata di ieri Di Maio e Salvini se le danno di santa ragione. E la volontà del leader leghista di tenere in piedi l'alleanza è appesa a un filo. In serata si rincorrono le voci parlamentari sul fatto che il leader della Lega nel corso della giornata aveva di fatto deciso di rompere ma avrebbe frenato dopo una moral suasion del Quirinale, non confermata tuttavia da fonti del Colle. Secondo ambienti sia della maggioranza che dell'opposizione il Quirinale non avrebbe posto alcun veto sul ritorno alle urne ponendo tuttavia un tema: a settembre i tempi per la formazione del governo saranno strettissimi con la manovra in arrivo e, al Colle, non si ha alcuna intenzione di avallare un esercizio provvisorio.

ANSA

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SEZ. POLITICA Autonomia, strappo tra la Lega e M5s. Salvini: 'Avanti così? Vedremo'

12 Luglio 2019, 09:31am

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Secondo il Carroccio, invece di andare avanti si va indietro. Conte: 'E' inaccettabile che l'Italia si slabbri'

Il ministro per il Sud Barbara Lezzi © ANSA

Strappo tra M5s e la Lega al tavolo a Palazzo Chigi sull'Autonomia. "Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l'opposto", sottolineano fonti leghiste.

"Al vertice Autonomia la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile", riferiscono fonti del M5s. 

Ma, secondo il Carroccio, "invece di andare avanti si torna indietro".

"Vedremo", dice in serata Matteo Salvini a chi gli chiede se si possa andare avanti alla luce dei quotidiani scontri tra Lega ed M5s.

Si va avanti sull'autonomia, ma stando attenti a salvaguardare l'unità del Paese e la Costituzione, avrebbe detto il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, secondo quanto si apprende da chi era al tavolo di governo, per abbassare i toni tra Lega e M5s.

"Il tavolo sull'autonomia si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola. Un bambino non sceglie in quale regione nascere: noi dobbiamo garantire l'unità della scuola così come l'unita nazionale", ha commentato Luigi Di Maio in una diretta Fb.

"L'Autonomia è nel contratto di governo: se qualcuno ha cambiato idea basta che lo dica e non si vada allora ulteriormente avanti", ha detto il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani.

"Dovremo introdurre strumenti di salvaguardia solidaristici per evitare che l'Italia, come dire, si slabbri. Un progetto del genere sarebbe inaccettabile", ha detto il presidente del ConsiglioGiuseppe Conte. "Ho posto alcuni paletti. Su quelli non si può transigere". "Dobbiamo ipotizzare - aggiunge - che tutte le regioni contemporaneamente ce lo stiano chiedendo. Siamo già a 8 e non sono poche. Ma io devo poter pensare che domani mattina l'intesa con una regione possa essere fatta con tutte le altre. Io non posso trasferire tutte le competenze che vengono richieste. Se fosse così avremmo uno Stato centrale senza competenze".

Sull'autonomia oggi tra Lega e Movimento 5 Stelle "non ho assistito a nessuno strappo". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al termine dell'incontro a Palazzo Lombardia con il governatore Attilio Fontana commentando il vertice di questa mattina a Palazzo Chigi. In realtà ci stiamo confrontando, non abbiamo ancora trovato una sintesi ma sono assolutamente fiducioso che anche su questo,sulla scuola, sul l'istruzione , la troveremo". I tempi? "Brevi, brevissimi", ha concluso.

ANSA

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SEZ. POLITICA Statali, finisce in soffitta il cartellino: sì alle impronte digitali anti-furbetti

9 Luglio 2019, 09:25am

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Non sarà facile né automatico né per domani mattina ma l'eterna lotta ai furbetti del cartellino, ovvero ai dipendenti pubblici che risultano al lavoro mentre sono al mercato o in palestra, questa volta fa un salto di qualità. In parole povere si passa dall'uso dei badge che, come abbiamo visto mille volte, spesso si presta a truffe grandi e piccole all'uso quanto più generalizzato possibile delle impronte digitali.
di Diodato Pirone IL MATTINO

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POLITICA L'Italia è salva

3 Luglio 2019, 13:46pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

POLITICA L'Italia è salva

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Collegio dei commissari europei ha deciso poco fa, come nelle attese, di non raccomandare al Consiglio Ue di aprire una procedura per deficit eccessivo legata al debito nei confronti dell'Italia, a quanto si apprende.

La decisione di non raccomandare al Consiglio di aprire una procedura per debito nei confronti dell'Italia "non è la fine del percorso. Monitoreremo molto attentamente il documento programmatico di bilancio" dell'Italia per il 2020, che dovrà essere presentato "entro il 15 ottobre", cosa che sarà "uno degli ultimi compiti" di questa Commissione, ha affermato il commissario europeo agli Affari Economici Pierre Moscovici, a Bruxelles.

"È stata evitata una procedura di infrazione che sarebbe potuta ricadere sul Paese, per colpa del Pd. L'Italia non la meritava e l'annuncio di oggi rende giustizia all'Italia e a questo governo", ha scritto su Facebook il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio.

FONTE ADNK

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SEZ. POLITICA Conte e Tria ottimisti sull'Ue, i conti sono in ordine 'La procedura sarà evitata. Flat tax in una riforma di sistema'

30 Giugno 2019, 07:51am

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Giuseppe Conte, Mark Rutte, Donald Tusk, Jean-Claude Juncker © AP

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ostentano ottimismo il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Giovanni Tria. E da Osaka assicurano che Roma riuscirà a scongiurare la procedura di infrazione, non per qualche colpo di "magia", ma perché "lo dicono i numeri: i conti dell'Italia sono in ordine".

Al G20 in Giappone, ha detto il premier, non c'è stato alcun "mercanteggiamento", perché non era la sede "per condurre una trattativa". Ma certo è stata un'occasione per una serie di scambi tra i leader.

Nessun bilaterale ufficiale, escluso quello con il premier indiano Narendra Modi, ma brevi colloqui con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. Non propriamente una trattativa.

E, soprattutto, scambi squisitamente politici per intrecciare anche il pacchetto nomine europee con la procedura italiana. In realtà l'accordo di massima, sul fronte dei numeri, sarebbe già fatto e se non si tratta tecnicamente di un rinvio, in ogni caso ci sarebbe una blindatura dei conti del 2020.

Tria, incontrando i giornalisti a margine del G20, ha assicurato che l'Italia non ha mai parlato di rinvio, un'ipotesi, ha sottolineato, "che non ha precedenti" nella storia europea, ma è indubbio che per scongiurare un'infrazione deleteria per i conti Roma ha dovuto di fatto blindare le previsioni di spesa per l'anno prossimo. "Mi aspetto un giudizio positivo - ha assicurato Tria - perché il complesso degli impegni del prossimo anno e quello che si sta facendo quest'anno, che è il risultato essenzialmente di una politica di bilancio molto oculata e molto prudente, ritengo che corrisponda" al rispetto delle regole. Prudenza e oculatezza che non possono evitare di ipotecare la flat tax. Il premier in conferenza stampa ha gettato acqua sul fuoco ed ha assicurato che il provvedimento bandiera del vicepremier Matteo Salvini si farà, ma ha anche preso tempo. Ed è tornato ad incasellarlo in una più ampia riforma fiscale. "Siamo molto ambiziosi - ha detto - io personalmente sono ambiziosissimo, intendo la flat tax non solo come rimodulazione delle aliquote ma come riforma fiscale. Faremo una riforma complessiva, con le risorse, cercando di valorizzare al massimo il nostro obiettivo: alleviare la pressione fiscale e riformare l'intero quadro fiscale". E di fronte alle insistenze dei giornalisti ha commentato: "Ci volete far fare la manovra oggi? Volete che la flat tax la faccia oggi? Si farà a tempo debito". Ma i dubbi restano. E non sono pochi. Giancarlo Giorgetti lo dice chiaramente: "Quello che sicuramente si deve fare anche se la procedura viene rinviata è che Conte, Di Maio e Salvini si guardino nelle palle degli occhi e dicano in modo inequivocabile se si vuole fare la flat tax, sì o no. La procedura magari viene rinviata ma questo chiarimento nel governo è inevitabile".

ANSA

 

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SEZ. POLITICA M5S, le bacchettate di Fico a Di Maio innescano la rivolta dei parlamentari: «Roberto vice nel Paese delle meraviglie»

27 Giugno 2019, 10:17am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fa discutere nel M5S la sortita di Roberto Fico, presidente della Camera ed esponente di spicco del Movimento. C'è chi plaude alle parole della terza carica dello Stato, che ha invocato un «momento di scambio franco e trasparente» per «superare i contrasti e ritrovare insieme una visione politica» in modo da non finire «calpestati». Ma non mancano i critici, questa volta insospettabili perché da sempre considerati vicini a Fico: «Vive nel Paese delle meraviglie...», è uno dei commenti che rimbalzano tra gli eletti. «Non è il momento delle elucubrazioni in pubblico. Basta personalismi», dice in chiaro la deputata Dalila Nesci.

C'è freddezza nelle parole della parlamentare che nei retroscena giornalistici è stata sempre descritta come appartenente alla corrente degli ortodossi che farebbe capo a Fico: «Non ho mai fatto parte di alcuna corrente - afferma Nesci - sono amica di Roberto come di Luigi Di Maio. Ma credo che questo non sia il momento di fare elucubrazioni in pubblico. La strada giusta non si trova con le interviste ma col confronto interno. Di Maio è il capo politico e ha lui l'onere di trovare la strada giusta».

 Commentando sempre le riflessioni di Fico e il momento di difficoltà vissuto dal M5S, Nesci aggiunge: «Io sono a disposizione come sempre del Movimento, specialmente in questa fase cruciale in cui dobbiamo accompagnare l'evoluzione del Movimento con una sua strutturazione. Basta personalismi».

Viene raccontato come altrettanto tiepido sia l'atteggiamento di altri esponenti pentastellati (dalla parlamentare Mirella Liuzzi al sottosegretario ai Trasporti Michele Dell'Orco, solo per fare alcuni esempi): un segno, ragiona un eletto a taccuini chiusi, che nel M5S determinati equilibri stanno cominciando a cambiare. 

Arriva invece un apprezzamento dal deputato Davide Galantino: «Ha ragione Fico quando dice che il blog non basta più, va superato. All'inizio era un contenitore di idee che è servito ad avvicinare molti italiani scontenti della vecchia politica. Oggi che siamo al governo del Paese, il blog dovrebbe essere uno strumento di informazione, che però non esalti troppo l'agenda governativa altrimenti non si dà il giusto valore alle cose e gli italiani se ne accorgono». «Quello che ha spiegato Roberto - fa eco un'altra parlamentare - lo andiamo predicando da mesi ma detto da lui ha un altro effetto». «Mi sembra che Fico abbia detto cose condivisibili, ma non verranno recepite...», chiosa una collega scuotendo il capo. IL MATTINO

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