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SEZ. POLITICA Berlusconi soddisfatto: 'Per me grande stima 5 anni dopo decadenza Senato' 'Ora rinnovamento dentro Forza Italia, aggiunge. 'Noi siamo componente indispensabile del centrodestra'

27 Maggio 2019, 19:08pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Silvio Berlusconi in una recente immagine © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Ringrazio per la grande manifestazione di stima e di affetto, che mi consentirà di essere con oltre mezzo milione di preferenze al Parlamento Europeo, cinque anni dopo l'assurda e ingiusta estromissione dal Senato", lo dice Silvio Berlusconi in una nota. "Terrò fede all'impegno preso con gli elettori e mi dedicherò a lavorare per costruire un'Europa più giusta, diversa, che sappia recuperare il rapporto con i cittadini, un rapporto che, come dimostrano i risultati dei partiti euroscettici, è in forte crisi", aggiunge.

 "A livello locale - dice ancora il leader di FI - come a livello nazionale appare evidente che l'unico progetto credibile e vincente è quello del centrodestra unito, all'interno del quale Forza Italia rappresenta la componente centrale e indispensabile". "Per quanto riguarda FI, ho già convocato un Ufficio di presidenza per analizzare il risultato elettorale e per avviare un percorso di rinnovamento condiviso", aggiunge.

ANSA

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SEZ. POLITICA Europee: oggi silenzio elettorale. Di Maio e Salvini, ancora schermaglie nel rush finale "M5s ha la maggioranza". "I no si trasformino in sì"

25 Maggio 2019, 09:49am

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Rush finale © ANSA INSERITO DA STAF Campagna elettorale al rush finale, i due alleati del M5e e della Lega continuano a pungersi in cerca del pieno di voti. Il leader pentastellato, Luigi Di Maio, nega che il voto potrà modificare gli assetti e gli equilibri nel governo e ricorda che 'il M5s ha il 36% del Parlamento e la maggioranza assoluta in Consiglio dei ministri e così rimarrà'.

E chiude ancora sull'abolizione dell'abuso d'ufficio che 'non è nel contratto', mentre rilancia sul decreto famiglia che 'va approvato la settimana prossima'.

Il capo del Carroccio, Matteo Salvini, assicura: 'Resto leale e mi piacerebbe che anche tutti gli altri lo fossero. Spero che da lunedì i no e i nì diventino sì. Quello che è strano è essere insultati dagli alleati di governo. Ma da lunedì conto che tutti torneranno più rispettosi'.

"Fra due giorni la Lega sarà il primo partito italiano e cambierà la storia dell'Europa. Che bello!", dice tra l'altro Salvini. 'Agli insulti delle opposizioni ci sono abituato, quello che è strano è essere insultati dagli alleati di governo. Ma fa niente, da lunedì conto che tutti torneranno più rispettosi", afferma ancora il leader della Lega. 

"Se un partito chiede i voti domenica per aprire la crisi lunedì lo deve dire sabato agli italiani", ha affermato Di Maio a Otto e Mezzo su La7 parlando della Lega. "Noi assicuriamo che il governo va avanti e siamo argine a una serie di cose strampalate, dalle armi alla famiglia, che propone la Lega - ha detto Di Maio -, ma anche il Pd sugli stipendi dei parlamentari e il finanziamento pubblico ai partiti".

"Mi auguro da lunedì i leghisti si mettano a lavorare di più, dicono si devono sbloccare le opere e poi si mettono con le braccia incrociate, come fossero l'opposizione. Negli ultimi mesi ho visto accuse a ministri M5S, ma loro non lavoravano sui dossier, certo che se avevi Siri alle infrastrutture e si occupava di eolico...".

Salvini interviene, quindi, al Corriere Live: "Sentendo l'aria che tira" penso che alle Europee "la Lega cresca e qualcun altro", cioè il M5S "scenda, ma la competizione non è con i 5 stelle. Se i 5 stelle vanno bene sono felicissimo, vuol dire che l'azione governo è apprezzata". 

E in serata Di Maio dal palco di piazza della Bocca della Verità: "Io sarò sempre leale a questo governo e ai temi che ci avete detto di realizzare. I nostri unici alleati sono nelle piazze non nei palazzi. Unico nostro alleato è il contratto di governo". "E' vero, ci sono stati continui sconfinamenti nei nostri temi, abbiamo preso uno schiaffo, due schiaffi, poi abbiamo iniziato ad alzare la voce. Se abbiamo commesso un errore in questo governo è di essere stati troppo buoni, ma ora di schiaffi non se ne prendono più", sottolinea.

E al Partito Democratico: "Il Pd non è la sinistra, non rappresenta la sinistra. Ha scambiato la questione morale di Berlinguer con l'omertà". "Perché le dimissioni di un sottosegretario indagato per corruzione le abbiamo chieste noi e non loro?", ha aggiunto Di Maio.

"C'è solo un voto che dà la garanzia assoluta che nel Parlamento europeo i nazionalisti non avranno la maggioranza e che - ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti -, questo governo, dopo il 27 vada a casa: ed è il voto alla lista unitaria del Partito democratico". "Chi non vuole Salvini ministro, deve votare questa lista e non Di Maio e i Cinque stelle che dalle 6 di mattina alle 4 del pomeriggio fanno finta di litigare e dalle 4 del pomeriggio a mezzanotte dicono che vogliono continuare 4 anni. Il vero pericolo è questo: che malgrado tutto continuino a danneggiare il paese" ha aggiunto Zingaretti.

ANSA

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SEZ. POLITICA Berlusconi: «Salvini sbaglia su Roma, per la città garantisco io»

24 Maggio 2019, 09:25am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Presidente Berlusconi, il grande tema rimosso di questa campagna elettorale è Roma e l'impegno per difenderla e rilanciarla. Lei, con il suo governo, varò il Salva-Roma. Come spiega oggi la rimozione del tema Capitale? 
«Roma soffre il fatto di essere stata mal governata per troppi anni. Ogni volta che vengo a Roma mi piange il cuore vedendo la città più bella del mondo, la capitale e il simbolo della mia Patria, dell'Occidente, della Cristianità, ridotta in queste condizioni, fatta oggetto di una rissa elettorale fra Lega e Cinque Stelle. I romani sono vittime incolpevoli di tutto questo. Io comprendo che anche tanti altri comuni siano in difficoltà, ma occorre considerare che Roma appartiene a tutti gli italiani, è il nostro biglietto da visita nel mondo e si fa carico, in quanto capitale, di costi e di oneri straordinari, ospitando i più alti organi dello Stato, ambasciate, vertici di aziende, istituzioni internazionali come la Fao, oltre naturalmente alla Santa Sede: un grande privilegio che comporta grandi oneri».

IL MESSAGGERO

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SEZ. POLITICA Nuovo botta e risposta Salvini-Di Maio Dopo la bufera giudiziaria sulla Lega, Di Maio: 'Tangenti ovunque'. Salvini: 'Siamo sotto attacco'

18 Maggio 2019, 09:19am

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Di Maio e Salvini © ANSA 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Siamo sotto attacco". E' il giorno finora più duro, nella campagna elettorale di Matteo Salvini. E' indagato dalla Corte dei Conti per il presunto uso improprio dei voli di Stato e apprende di primo mattino dell'arresto del sindaco leghista di Legnano, in una nuova inchiesta che coinvolge politici locali anche di Fi con accuse tra cui la corruzione.

"Ho fiducia nei miei uomini e nella magistratura", dichiara il leader della Lega. Poi mette l'elmetto: "E' un attacco senza eguali". Il fuoco amico del M5s è il più pesante: Luigi Di Maio denuncia mazzette "ovunque" e una "nuova Tangentopoli" da punire votando chi è immune, il Movimento. Una linea "stupida e ipocrita", ribatte dal Pd Nicola Zingaretti: si ricordino, osserva, le indagini che coinvolgono esponenti M5s. C'è agitazione, in queste ore, tra le fila della Lega: "Non crediamo ai complotti, ma la sequenza temporale delle inchieste delle ultime settimane qualche dubbio lo solleva", dice un dirigente che chiede di non essere citato. Emerge qualche timore per contraccolpi nei sondaggi, soprattutto in una regione come la Lombardia che dovrebbe fare da traino. Ma la linea di Salvini è dare un segnale di compattezza e forza già sabato, riempiendo piazza Duomo a Milano, nel comizio clou della campagna elettorale con ospiti i leader europei alleati.

Il ministro, che in una giornata è impegnato in tre diverse regioni, non nasconde l'irritazione, soprattutto per gli attacchi degli alleati M5s: "La Lega vuole continuare a lavorare, se i Cinque stelle vogliono continuare a litigare o hanno nostalgia di accordi con la sinistra lo dicano chiaramente", dice da Foggia, alludendo a una crisi di governo. Contro di lui, torna in campo anche Beppe Grillo, che dice di volerlo mandare "a calci" al Viminale a lavorare. E per quanto Di Maio provi a ridimensionare la portata dell'attacco del fondatore, il leader leghista ribatte: "Non capisco perché per loro io sia diventato il male assoluto". Mentre dalle piazze Salvini respinge le accuse di abuso dei voli di Stato ("L'inchiesta fa ridere") la Lega scatena tutta la sua potenza social con l'hashtag #SalviniNonMollare (twitta anche Marine Le Pen). Contro il leader leghista cantano "Bella ciao" a Foggia e manifestano a Napoli (ci sono scontri con la Polizia).

Lui invoca il garantismo per i suoi e denuncia di essere sotto attacco di "poteri forti" e "di tutti" gli altri partiti per la sua battaglia "contro mafia e migranti irregolari": vogliono impedire alla Lega di vincere le europee, accusa. E, puntando ai voti di garantisti e conservatori, rilancia in economia il "modello Trump" per infrangere i vincoli europei e realizzare la proposta leghista di taglio delle tasse che ha al centro la flat tax e che, annuncia, "è pronta". Ma Di Maio racconta tutt'altra storia. C'è una "emergenza corruzione" che "coinvolge sia la destra che la sinistra: "Il sistema dei partiti continua ad essere fortemente inquinato" perciò il 26 maggio "la scelta sarà tra M5s e questa nuova Tangentopoli". Salvini dal palco di un comizio gli intima di occuparsi "di morti sul lavoro": è quella l'emergenza.

E il leader ribatte che "è inumano fare battaglia sui morti". Il M5s sente di avere a portata di mano una rimonta solo un mese fa insperata. E incalza. Di Maio, che parla a sinistra annunciando il taglio del cuneo fiscale e gioca anche sul campo moderato facendosi garante della tenuta dei conti pubblici, con un blitz punta a portare in Consiglio dei ministri lunedì un decreto sulla famiglia. E' insieme una risposta al ministro leghista Lorenzo Fontana, che aveva presentato due emendamenti sul tema, e al decreto sicurezza voluto da Salvini, sul quale nel governo si combatte ancora un durissimo braccio di ferro. Nella riunione tecnica del preconsiglio sia gli uffici di Palazzo Chigi che la Farnesina, oltre ai ministeri targati M5s di Giustizia, Trasporti, Lavoro, Difesa, smontano punto per punto la bozza del Viminale. Il confronto proseguirà da domani ai tavoli tecnici ma secondo fonti M5s il dl sicurezza bis, così come le intese sulle Autonomie, non saranno lunedì in Cdm. Ci saranno entrambi, ribattono dalla Lega. La partita prosegue.

ANSA 

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SEZ. POLITICA Europee, Meloni: 'Riforma per dare stabilità è presidenzialismo' Forum all'ANSA con la leader di FdI. 'No a inciuci Pse-Ppe'. 'Infrastrutture e Tav fondamentali per l'Italia'

14 Maggio 2019, 08:08am

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Giorgia Meloni al Forum dell'Ansa © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Chi vuole cambiare l'assetto del Parlamento Europeo non può pensare a inciucio Ppe-Pse ma puntare sul rafforzamento dei conservatori". Lo afferma Giorgia Meloni parlando al Forum Ansa. "Su questo - secondo Meloni - Silvio Berlusconi non è molto preparato e dovrebbe spronare i suoi verso questo obiettivo". Si tratta del primo appuntamento con i leader politici in vista delle Europee del 26 maggio. Saranno trasmessi in diretta streaming sul profilo Facebook dell'ANSA e su ANSA.IT, i cui lettori potranno scrivere per porre domande.

Meloni non è contraria al taglio dei parlamentari ma se si parla di riforma costituzionale seria - continua - bisogna pensare a quella presidenzialista con l'elezione diretta del Capo dello Stato. "Solo questa riforma - spiega al Forum Ansa - può dare stabilità" al sistema. Meloni boccia inoltre l'ultima legge elettorale, il Rosatellum, che prevede liste bloccate. "Sono favorevole - aggiunge - al voto di preferenza".

IL FORUM

 

Giorgia Meloni rivendica la coerenza di Fratelli d'Italia dalla sua nascita, sia rispetto alle politiche di Silvio Berlusconi che di Matteo Salvini, con il quale - spiega - ci sono comunque delle consonanze.

La leader di Fdi, parlando al Forum Ansa, in questo contesto punta ad un rafforzamento della componente dei conservatori alle prossime europee come alternativa ai vecchi "inciuci" Ppe-Pse.

E ad una Europa confederale che superi la trazione Franco- tedesca. Una Europa confederale con "Stati sovrani" che si confrontino su temi fondamentali come la politica estera, la lotta al terrorismo.

Meloni indica tra le priorità dell'Europa la natalità e il sostegno dei giovani.

Fratelli d'Italia - sottolinea in un altro passaggio - è un grande movimento sovranista e conservatore di centrodestra alleato, ma distinto, della Lega. Così la Leader di Fdi inquadra il progetto di Fdi su cui chiede il giudizio dell'elettorato. Meloni che poi boccia le continue liti tra Salvini e Di Maio nel governo, "liti e giochini tattici che possono stancare l'elettorato", dice.

La presidente di FdI ritiene necessaria la spesa per infrastrutture e in questo quadro prioritaria la Tav Torino-Lione, "un pezzo di alta velocità che consente al paese di essere agganciato ai corridoi europei per il trasporto di merci e persone", dice. La Meloni rilancia anche l'assegno di maternità per favorire la natalità

Meloni non è per niente convinta del gesto dell'elemosiniere del Papa che ha rotto i sigilli al contatore elettrico di uno stabile occupato a Roma. "E' stata riallacciata la corrente a degli abusivi, corrente che pagano i romani. "C'è anche gente che rispetta la legge e che le case non le occupa, si aiuti chi rispetta le leggi", aggiunge parlando al Forum Ansa.

ANSA

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SEZ. POLITICA Migranti: Salvini,avverserò chi rimpiange porti aperti Nel 2019 meno sbarchi, meno reati commessi e meno morti in mare

11 Maggio 2019, 10:03am

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Matteo Salvini, archivio © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA  "Nel 2019 meno sbarchi, meno reati commessi, meno morti in mare. Se qualcuno rimpiange i porti aperti che portavano in Italia più clandestini e facevano morire in mare più persone, sappia che avrà nel sottoscritto un avversario irriducibile". Lo afferma il ministro dell'Interno Matteo Salvini, sottolineando che dal primo gennaio 2019 a oggi sono sbarcate 1.009 persone contro le quasi 9.959 dello stesso periodo di un anno fa.

I rimpatri nel 2019, indica il Viminale, sono 2.301 (più del doppio degli arrivi), di cui 2.179 forzati (dato aggiornato al 5 maggio) e 122 volontari assistiti (dato aggiornato al 7 aprile). Nel 2019 c'è stato inoltre "un cadavere recuperato e 402 dispersi (stima Unhcr) contro i 23 morti accertati del 2018, anno in cui la stima dei deceduti e dispersi toccò quota 2.277. Nel 2016 (governo di centrosinistra) ci furono 390 morti accertati e 5.096 dispersi".

ANSA

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SEZ.POLITICA Asse Di Maio-Conte, "Salva-Roma" diventa test chiarimento Pressing Lega su Salvini, crisi ora. Pd, mozione sfiducia premier

9 Maggio 2019, 09:36am

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Luigi Di Maio e Matteo Salvini in aula della Camera © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Da martedì sera potrebbe essere più chiaro se il governo giallo-verde scavallerà le Europee. Sarà allora, in occasione del Consiglio dei ministri convocato nel pomeriggio, che Luigi Di Maio e Matteo Salvini torneranno a sedersi allo stesso tavolo dopo i giorni del grande scontro sul caso Armando Siri. E su quel tavolo ci sarà il possibile "casus belli" per aprire una crisi prima delle Europee, come buona parte della Lega chiede al suo leader: la norma "salva-Roma" contenuta nel decreto crescita. Norma finita sotto attacco della Lega ma sulla quale il M5S non ha alcuna intenzione di cedere.

Il weekend pasquale segna una tregua dialettica solo apparente, mentre, dalle pagine del Corsera e di Repubblica, il premier Giuseppe Conte e il vice Di Maio disegnano un ideale asse sul caso Siri. Sul sottosegretario leghista "deciderò nei prossimi giorni", spiega il presidente del Consiglio, rimarcando quello dell'etica pubblica come principio cardine "del governo del cambiamento". Ma Conte, si rivolge direttamente a Salvini e all'ipotesi di un rovesciamento interno all'esecutivo con il leader della Lega premier dopo le Europee. "Salvini ha una vita davanti a sé per fare il premier ma non in questa legislatura", sottolinea Conte assicurando che, se dopo il 26 maggio, il suo governo dovesse solo "vivacchiare", ne trarrà le conclusioni. Di Maio, invece, chiede un chiarimento politico a Salvini e a Giancarlo Giorgetti sul caso Siri e sull'assunzione a Palazzo Chigi di Federico Arata. Ma al momento, da Salvini arriva solo una silente e gelida risposta. Il leader della Lega passa il suo sabato pre-pasquale in Trentino e, attivissimo su twitter, rilancia i sondaggi che danno la Lega sopra il 36% alle Europee. Ed è proprio guardando queste cifre che Salvini predica la calma con i suoi. "Vediamo" quanto valgono i sondaggi alle urne, poi trarremo le conclusioni, è infatti il ragionamento che il vicepremier fa al ai big leghisti che gli chiedono di staccare la spina subito.

Del resto, tra chi vuole una crisi già nei prossimi giorni, circola un ragionamento: votare a fine ottobre - con una crisi a inizio settembre - non è così semplice vista l'imminente manovra economica e i tempi necessari - almeno un mese - per formare l'esecutivo. E sui conti, tra l'altro, si concentra da tempo l'attenzione del Quirinale. Per ora, tuttavia, Salvini sembra tenere il punto. Ma l'equilibrio, dallo scoppio del caso Siri, si è fatto fragilissimo e qualsiasi nuovo scontro tra M5S e Lega potrebbe far deflagrare la crisi. Un possibile casus belli è il salva-Roma che martedì approderà in Cdm. Salvini da giorni si dice contrario anche se potrebbe aprire ad una norma che non riguardi solo la Capitale ma altri capoluoghi. Ma fonti di governo M5S sottolineano come si stia già lavorando ad una norma per aggredire il debito delle città capoluogo, pur precisando che nel decreto la misura è diretta alla Capitale. Le stesse fonti chiariscono che per la Lega dire "no" al Salva-Roma sarebbe comunque un autogol elettorale.

"Chi vuole bloccarlo continua a condurre una campagna elettorale permanente, subordinando l'interesse dei cittadini alla propaganda", attacca Antonio De Santis, tra gli assessori più vicini alla sindaca Virginia Raggi. Nel frattempo le opposizioni "vedono" il voto. E il Pd con il capogruppo al Senato Andrea Marcucci, annuncia - con il plauso di Nicola Zingaretti - una mozione di sfiducia nei confronti del premier proprio sul caso Siri. Mossa che Silvio Berlusconi definisce "un drammatico errore" perché "cavalca una vicenda giudiziaria". "FI lavorerà per sconfiggere questo governo con gli strumenti della democrazia", assicura l'ex premier ponendo una linea rossa tra il "garantismo" della Lega e il "giustizialismo" del M5S.

ANSA

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SEZ.POLITICA Matteo Salvini contro Fabio Fazio: «Non vado ospite da comunisti con il Rolex pagato dagli italiani» VIDEO

7 Maggio 2019, 08:14am

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SEZ.POLITICA Matteo Salvini contro Fabio Fazio: «Non vado ospite da comunisti con il Rolex pagato dagli italiani» VIDEO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Matteo Salvini di nuovo contro Fabio Fazio, definito dal vicepremier un «comunista con il Rolex». «Non vado ospite da comunisti come Fabio Fazio che hanno Rolex pagati dagli italiani», attacca il ministro dell'Interno, ad Aversa (Caserta), dove ha partecipato a una manifestazione a sostegno del candidato sindaco Gianluca Golia. Ieri è stato il presidente della Rai, Marcello Foa a definire il compenso del presentatore «molto elevato, al di sopra di qualunque valutazione di merito sugli ascolti».

Presidente Rai contro Fazio: «Costa troppo e ha perso carica innovativa»


Cosa ne sarà di Fazio e di Che tempo che fa, in vista della definizione dei palinsesti della prossima stagione? Al netto delle dichiarazioni politiche, carte alla mano la situazione che Viale Mazzini si trova di fronte non è semplice. Com'è noto, il contratto quadriennale di Fazio con la Rai scadrà il 30 giugno 2021 e la Rai, in caso voglia cambiare le cose, deve affrontare una serie di penali di non poco conto. Va chiarito intanto che i contratti sono in realtà due: uno quadriennale con Fazio e l'altro (da rinnovare di anno in anno) con la società di produzione L'Officina, con cui comunque la Rai si è impegnata per l'acquisizione della licenza del format di Che Tempo Che Fa per tutti i 4 anni di durata del contratto di Fazio. Le possibilità che la tv di Stato ha di fronte (a meno che non intervenga un cambiamento degli attuali contratti concordato tra le parti) sono essenzialmente tre.

La prima, in caso di interruzione tout court di Che Tempo Che Fa, comporterebbe per la Rai il pagamento, per ognuna delle due restanti stagioni, di 2.240.000 euro del contratto di esclusiva con il conduttore e autore (per 32 puntate di prima serata e 32 di seconda serata) più una penale di 600.000 euro per la mancata messa in onda, a cui vanno aggiunti 704.000 euro da versare a L'Officina per la licenza del format di Che Tempo Che Fa. Un conto troppo salato per rinunciare a tante prime e seconde serate che andranno sostituite con qualcosa che avrà comunque dei costi non bassi, in linea con quelli dei programmi in onda sull'ammiraglia Rai.

La seconda possibilità riguarda l'ipotesi di spostamento su altra rete Rai di Che Tempo Che Fa, che, secondo gli ultimi rumors potrebbe essere Rai2 e non Rai3 (perché i costi sarebbero più in linea con i budget della seconda rete e con quelli della terza). In questo caso la Rai dovrebbe infatti comunque corrispondere 54.000 euro per ogni puntata di prime time e 16.000 euro per ogni puntata di seconda serata, con la possibilità di rinegoziare con L'Officina (cui Rai dovrebbe comunque obbligatoriamente rivolgersi per la produzione) il corrispettivo per la produzione secondo parametri in linea con la nuova rete 'ospitante'.

La terza possibilità, infine, è quella (sempre prevista dai contratti in essere) di sostituire Che Tempo Che Fa con Rischiatutto o altri programmi analoghi da condividere tra le parti, al costo di 50.000 euro a puntata fino al raggiungimento di 2.240.000 euro a stagione (dunque circa 48 puntate di prime time). A cui andrebbero comunque aggiunti 1.408.000 euro da versare a L'Officina per le due stagioni restanti di licenza del format (704.000 a stagione). Questa terza ipotesi al momento risulta poco percorribile, perché nei progetti del conduttore non ci sarebbe alcun altro programma al momento se non Che Tempo Che Fa.

Alla luce di questo scenario assumono un significato più chiaro le parole pronunciate sabato dall'ad Rai Salini a Dogliani: «Con Fabio Fazio stiamo valutando insieme diverse ipotesi. Tra due mesi presenteremo i palinsesti autunnali e abbiamo diverse ipotesi in campo che stiamo valutando insieme. Io comunque considero Fabio Fazio uno dei talenti televisivi in forza alla Rai», ha sottolineato sabato l'ad, lasciando intendere di essere già al lavoro sulla ricerca di una soluzione. E - a quanto si apprende - i contatti con il conduttore e il suo entourage sono già avanzati per trovare una soluzione che possa portare un vantaggio alla Rai e che deve passare necessariamente per un accordo.

D'altronde anche l'intervento critico di Foa a Dogliani ha fatto riferimento alla situazione contrattuale: «Il compenso di cui beneficia Fabio Fazio è molto elevato, al di sopra di qualunque altra valutazione di merito che può essere fatta rispetto agli ascolti che fa. Nella Rai del cambiamento che vuole essere anche rispettosa del canone pubblico è chiaro che, per quanto vincolato da un contratto che la Rai naturalmente deve rispettare, si pone un problema di opportunità», ha scandito il presidente. In realtà, secondo fonti ben informate, lo stesso Fazio avrebbe fatto sapere di essere disposto a sedersi attorno a un tavolo per discutere ma a patto che la cosa non riguardi solo lui.

E a patto che si faccia un'analisi del rapporto costi-benefici dei suoi contratti: va detto infatti che il programma di Fazio, la domenica, copre sia la fascia di access prime time, sia la prima serata, sia la seconda serata e che, a fronte di questo, il costo 'fuori tuttò della puntata (che si aggirerebbe intorno ai 400.000 euro) non è poi così alto per il mercato televisivo. Anche perché porta notevoli introiti pubblicitari e perché sostituirlo vorrà dire trovare per Rai1 due o tre programmi per la sola puntata della domenica. Alternative che è difficile immaginare possano costare di meno di quanto costa ora l'intero pacchetto Fazio, che copre anche la seconda serata del lunedì. La soluzione più realistica, al momento, sembra comunque proprio quella di traslocare 'Che Tempo Che Fà su Rai2. Un accordo ancora non c'è ma una certezza sì: che a diventare il capro espiatorio, da esibire magari in campagna elettorale, Fazio non ci sta.

LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Asse Di Maio-Conte, "Salva-Roma" diventa test chiarimento Pressing Lega su Salvini, crisi ora. Pd, mozione sfiducia premier

2 Maggio 2019, 10:59am

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Luigi Di Maio e Matteo Salvini in aula della Camera © ANSA

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Da martedì sera potrebbe essere più chiaro se il governo giallo-verde scavallerà le Europee. Sarà allora, in occasione del Consiglio dei ministri convocato nel pomeriggio, che Luigi Di Maio e Matteo Salvini torneranno a sedersi allo stesso tavolo dopo i giorni del grande scontro sul caso Armando Siri. E su quel tavolo ci sarà il possibile "casus belli" per aprire una crisi prima delle Europee, come buona parte della Lega chiede al suo leader: la norma "salva-Roma" contenuta nel decreto crescita. Norma finita sotto attacco della Lega ma sulla quale il M5S non ha alcuna intenzione di cedere.

Il weekend pasquale segna una tregua dialettica solo apparente, mentre, dalle pagine del Corsera e di Repubblica, il premier Giuseppe Conte e il vice Di Maio disegnano un ideale asse sul caso Siri. Sul sottosegretario leghista "deciderò nei prossimi giorni", spiega il presidente del Consiglio, rimarcando quello dell'etica pubblica come principio cardine "del governo del cambiamento". Ma Conte, si rivolge direttamente a Salvini e all'ipotesi di un rovesciamento interno all'esecutivo con il leader della Lega premier dopo le Europee. "Salvini ha una vita davanti a sé per fare il premier ma non in questa legislatura", sottolinea Conte assicurando che, se dopo il 26 maggio, il suo governo dovesse solo "vivacchiare", ne trarrà le conclusioni. Di Maio, invece, chiede un chiarimento politico a Salvini e a Giancarlo Giorgetti sul caso Siri e sull'assunzione a Palazzo Chigi di Federico Arata. Ma al momento, da Salvini arriva solo una silente e gelida risposta. Il leader della Lega passa il suo sabato pre-pasquale in Trentino e, attivissimo su twitter, rilancia i sondaggi che danno la Lega sopra il 36% alle Europee. Ed è proprio guardando queste cifre che Salvini predica la calma con i suoi. "Vediamo" quanto valgono i sondaggi alle urne, poi trarremo le conclusioni, è infatti il ragionamento che il vicepremier fa al ai big leghisti che gli chiedono di staccare la spina subito.

Del resto, tra chi vuole una crisi già nei prossimi giorni, circola un ragionamento: votare a fine ottobre - con una crisi a inizio settembre - non è così semplice vista l'imminente manovra economica e i tempi necessari - almeno un mese - per formare l'esecutivo. E sui conti, tra l'altro, si concentra da tempo l'attenzione del Quirinale. Per ora, tuttavia, Salvini sembra tenere il punto. Ma l'equilibrio, dallo scoppio del caso Siri, si è fatto fragilissimo e qualsiasi nuovo scontro tra M5S e Lega potrebbe far deflagrare la crisi. Un possibile casus belli è il salva-Roma che martedì approderà in Cdm. Salvini da giorni si dice contrario anche se potrebbe aprire ad una norma che non riguardi solo la Capitale ma altri capoluoghi. Ma fonti di governo M5S sottolineano come si stia già lavorando ad una norma per aggredire il debito delle città capoluogo, pur precisando che nel decreto la misura è diretta alla Capitale. Le stesse fonti chiariscono che per la Lega dire "no" al Salva-Roma sarebbe comunque un autogol elettorale.

"Chi vuole bloccarlo continua a condurre una campagna elettorale permanente, subordinando l'interesse dei cittadini alla propaganda", attacca Antonio De Santis, tra gli assessori più vicini alla sindaca Virginia Raggi. Nel frattempo le opposizioni "vedono" il voto. E il Pd con il capogruppo al Senato Andrea Marcucci, annuncia - con il plauso di Nicola Zingaretti - una mozione di sfiducia nei confronti del premier proprio sul caso Siri. Mossa che Silvio Berlusconi definisce "un drammatico errore" perché "cavalca una vicenda giudiziaria". "FI lavorerà per sconfiggere questo governo con gli strumenti della democrazia", assicura l'ex premier ponendo una linea rossa tra il "garantismo" della Lega e il "giustizialismo" del M5S.

ANSA

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Sez POLITICA - Esclusivo: i soldi prima degli italiani. Ecco gli affari segreti della Lega di Matteo Salvini

27 Aprile 2019, 16:48pm

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Sez POLITICA - Esclusivo: i soldi prima degli italiani. Ecco gli affari segreti della Lega di Matteo Salvini
Inserito da Leone Buongiorno

DI GIOVANNI TIZIAN E STEFANO VERGINE

Più di 3 milioni. Usciti tra il 2016 e il 2018 dai conti del partito. Finiti nelle casse di piccole società riconducibili a uomini del Carroccio, che hanno ricevuto lauti bonifici. E, poi, una compravendita immobiliare: denaro pubblico che da una fondazione arriva a un'azienda della galassia leghista. L'inchiesta sul nuovo numero e in anteprima su Espresso+

 

I soldi prima di tutto. Anche «Prima degli italiani». E così in due anni, dal 2016 al 2018, mentre proseguiva l'inchiesta per truffa culminata con il sequestro dei 48,9 milioni di euro, più di 3 milioni di euro sono spariti dalle casse della Lega per Salvini Premier, della Lega Nord e delle società da essi controllate, da Pontida Fin a Radio Padania. Soldi dei sostenitori leghisti, milioni di euro donati per sostenere la causa del Capitano, usciti dalle casse dei due partiti e spesso finiti, dopo lunghi e complicati giri, sui conti personali di uomini molto vicini allo stesso Salvini. Gente come il tesoriere Giulio Centemero, i commercialisti bergamaschi Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, tutti e tre con ruoli nell'amministrazione dei conti del partito e fondatori dell'associazione Più Voci, quella finanziata dal costruttore Luca Parnasi con 250 mila euro.
 

Un vortice di passaggi per far girare i soldi del partito. Finché approdano nelle casse di società private o sui conti di amici del ministro. A quale scopo? Ma la Lega non risponde


L'Espresso nell'inchiesta esclusiva di copertina in edicola da domenica 28 aprile e online su Espresso+ ha analizzato i conti correnti dei due partiti e delle società scoprendo, per esempio, che a ricevere molti denari sono state anche ad alcune imprese lombarde che ultimamente hanno fatto grandi affari con la Lega salvininana.

In tutto più di 3 milioni di euro, approdati a una cerchia strettissima di persone tra cui anche la squadra di collaboratori di Luca Morisi, l'uomo che cura i profili social di Salvini. Milioni che escono dalla Lega, passano sui conti di società private da poco costituite, e finiscono nelle tasche di fedelissimi del vicepremier.

 

Un immobile di una società della galassia salviniana. Vale 400 mila euro. Ma viene venduto al doppio. A una fondazione partecipata della Lombardia. E i soldi finiscono anche a una srl. La stessa che paga i commercialisti e il tesoriere del Carroccio

Tutto questo mentre i conti correnti della Lega Nord erano nel mirino della magistratura, la truffa da 49 milioni di euro metteva a rischio la sostenibilità finanziaria del vecchio Carroccio, oggi invece al sicuro dopo l’accordo con la Procura di Genova che permetterà a Salvini di restituire il maltolto a rate in quasi 80 anni.

A questa storia si aggiunge un capitolo ulteriore dai contorni opachi:  un'operazione immobiliare  conclusa dalla Fondazione Lombardia Film Commission, che con soldi pubblici della Regione, all'epoca guidata da Roberto Maroni, ha acquistato per 800 mila euro un edificio in provincia di Milano, comprato pochi mesi prima dalla società Andromeda per 400 mila euro.


 

Come sempre prima di pubblicare l'inchiesta di copertina sui soldi del Carroccio abbiamo inviato una serie di interrogativi ai  protagonisti delle vicende. Ma nessuno di loro ha voluto replicare

I documenti notarili pubblicati da L'Espresso provano che l'affare è andato in porto. Ed è iniziato quando a capo della fondazione c'era Alberto Di Rubba, uno dei tre commercialisti bergamaschi scelti da Matteo Salvini per amministrare i conti del gruppo Lega alla Camera, il professionista di via Angelo Maj a Bergamo che con Manzoni e il tesoriere Centemero ha dato vita all'associazione Più Voci.
Non solo. La fortunata società immobiliare che ha incassato 800 mila euro è riconducibile alla galassia della nuova Lega di Salvini. Come sempre abbiamo fatto nell'inchieste giornalistiche sui soldi della Lega, prima di pubblicare abbiamo inviato le domande ai protagonisti delle vicende svelate. Ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

fonte L’espresso

 

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