Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.politica

…

SEZ. POLITICA Matteo Renzi lascia il Pd: 'Sarà un bene per tutti, anche per Conte'. Zingaretti: 'Un errore'

17 Settembre 2019, 09:48am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Telefonata al premier. Ira di Franceschini: 'Divisioni portarono fascismo'. Gelo del Nazareno

Matteo Renzi e Nicola Zingaretti (archivio) © ANSA

Lasciare il Pd sarà un bene per tutti, anche per Conte, il partito è diventato un insieme di correnti, manca una visione sul futuro. Intervistato da Repubblica, Matteo Renzi spiega la sua decisione di lasciare i dem, fa sapere che saranno con lui una trentina di parlamentari e i gruppi autonomi nasceranno questa settimana.

E afferma di voler passare i prossimi mesi a combattere Salvini non a difendersi dal fuoco amico. Alla Leopolda sarà presentato il simbolo: il primo impegno elettorale le politiche, 'sperando che siano nel 2023', e le Europee 2024.

 

Amaro il commento del segretario Dem Nicola Zingaretti: 'Ci dispiace, è un errore'.

 

 

Ci dispiace. Un errore. Ma ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo PD

 Da giorni nei Dem le acque erano agitate e la scissione veniva evocata nei rumors di Palazzo. Poi ieri l'accelerazione con una telefonata al premier Giuseppe Conte al quale Renzi avrebbe garantito il proprio sostegno. In serata, dopo che la notizia che l'ex premier aveva ormai deciso di mollare gli ormeggi il commento amaro del capodelegazione del Pd al governo, il ministro Dario Franceschini. 

"Renzi? Oggi è un grosso problema", così Franceschini ha risposto alla sua omologa tedesca Michelle Müntefering, durante un breve scambio di battute in inglese intercettato dai giornalisti e dalla telecamere alla Triennale di Milano, dove i due avranno questa mattina un bilaterale. "What's Renzi doing now?" ha chiesto la ministra tedesca a Franceschini, il quale ha risposto: "Today it's a big problem".

Trapelano sconcerto e dispiacere, confusione ma anche stupore per la tempistica dello strappo di Matteo Renzi, nella delegazione del Pd al Parlamento europeo, dove ora si apre "una riflessione". "Per me è una sofferenza, anche personale ma per ora non voglio dire di più", taglia corto Bonafè, considerata storicamente una delle più vicine all'ex premier nella pattuglia dem, insieme a Pina Picierno, Alessandra Moretti e soprattutto Nicola Danti, ripescato quest'ultimo al Pe dopo la nomina di Roberto Gualtieri a ministro dell'Economia. "Oggi ci siamo confrontate con Bonafè e Picierno - afferma invece Moretti, intercettata nei corridoi di Strasburgo dove è in corso la plenaria -, ci sarà una riflessione ma in questo momento prevale il dispiacere".

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Salvini show a Pontida, sfida al proporzionale. Al raduno anche insulti a Mattarella

15 Settembre 2019, 08:02am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore


Salvini show a Pontida, sfida al proporzionale. Al raduno anche insulti a Mattarella

Matteo Salvini show a Pontida, tra bagni di folla, cori da stadio e entusiasmo alle stelle, in un clima lontanissimo dalle delusioni 'romane'. Alla vigilia della tradizionale kermesse leghista, il segretario federale incassa l'abbraccio del suo popolo e rilancia la sfida al governo 'giallorossò sul fronte della legge elettorale annunciando un referendum contro il ritorno del proporzionale. Ipotesi che non dispiace per nulla a Forza Italia (anche se si registrano distinguo da parte di alcuni esponenti azzurri), segno evidente di una sintonia ritrovata nel centrodestra dopo l'incontro tra lo stesso Salvini e Silvio Berlusconi.

Ocean Viking, sì allo sbarco a Lampedusa, la gioia a bordo della nave
 



Ocean Viking, Salvini: ora Italia campo profughi d'Europa

«Questo governo e la maggioranza dei perdenti che lo sostiene - commenta all'agenzia Ansa l'azzurro Giorgio Mulè - non ha alcuna legittimità per varare una misura che incide nel tessuto vitale della democrazia: è giusto che se non esiste in Parlamento uno schieramento ampio e trasversale siano gli italiani a decidere». Contro quello che la Lega definisce l'inciucio Pd-M5s, Salvini morde il freno: «Se cinque regioni lo approvano entro settembre si va al referendum in primavera», annuncia in mattinata all'assemblea degli amministratori leghisti a Milano. Un referendum - è la proposta leghista - per cambiare la legge elettorale e renderla «totalmente maggioritaria come quella per i sindaci». Di proporzionale e maggioritario non si parla certo a Pontida, dove già da ore centinaia di militanti hanno piantato le loro tende, parcheggiato i loro camper in vista del grande appuntamento di domani, la manifestazione di popolo sul tradizionale pratone. Tra loro tante scritte, inneggianti al loro 'Capitano' e soprattutto contro il leader degli ex alleati. Su uno striscione fatto in casa, appeso tra due tende, parafrasando un celebre hashtag lanciato da Matteo Renzi, si legge «Di Maio stai sereno». Ma nel mirino dei leghisti finisce anche Sergio Mattarella: «Questo Presidente della Repubblica mi fa schifo! Mi fa schifo chi non tiene in conto del 34% dei cittadini», si sfoga il deputato leghista Vito Comencini, intervenendo all'assemblea della Lega Giovani. Ed è proprio ai giovani che Salvini, ribadisce la convinzione che il governo cadrà presto: «Care Ong - attacca l'ex ministro - ora che i porti sono aperti, vi dico godetevela finché potete perché noi al governo ci torniamo tra poco e torneremo a difendere i confini, come un Paese normale». Quindi saluta le tantissime bandiere presenti, non solo quelle classiche della Lega Lombarda e Liga Veneta. «A tutti voi posso dire che se rimaniamo uniti gli facciamo un mazzo così. La mia prima Pontida - racconta - è stata 27 anni fa. La sicurezza che non morirà mai siete voi. E se qualche giornalista pensava che, avendo perso i ministeri, avrebbe trovato» vuoto e tristezza «sappia che qui c'è la Pontida più grande e di sempre», conclude. Domani l'appuntamento clou: secondo gli organizzatori sono attese almeno 80mila persone, il doppio dell'anno scorso.

IL MATTINO

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Il ministro Boccia: «Autonomia si farà in questa legislatura, il 23 incontro Zaia»

12 Settembre 2019, 09:45am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il ministro Boccia: «Autonomia si farà in questa legislatura, il 23 incontro Zaia»

«Il primo impegno che ho preso da ministro con i presidenti di Regione è stato di andare personalmente sui territori e incontrarli a casa loro. Ho già sentito i presidenti che hanno avanzato la richiesta di autonomia differenziata e abbiamo fissato degli incontri tra il 23 e il 24 settembre. Andrò da Bonaccini e Zaia il 23 e da Fontana il 24». Lo afferma Francesco Boccia, ministro degli Affari regionali e delle Autonomie ad Affaritaliani.it. «Sono qui per ascoltare le ragioni di tutti e per costruire insieme delle risposte adeguate. Non alimenterò mai scontri politici su temi così, anzi ghandianamente porgerò sempre l'altra guancia. Vorrei che attuassimo l'autonomia nel rigoroso rispetto della Costituzione. L'autonomia deve rappresentare l'attuazione del principio di sussidiarietà, come modello di organizzazione sociale. L'autonomia - conclude - vedrà la luce in questa legislatura. Le richieste avanzate da Fontana, Zaia e dagli altri presidenti sono un punto di partenza di parte. Rispettabile, ma di parte». IL GAZZETTINO

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Oggi la fiducia alla Camera, Conte: crescita e governo di legislatura

9 Settembre 2019, 09:00am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

DI REDAZIONE Il premier Giuseppe Conte oggi presenterà alla Camera il suo secondo governo. L'impronta sarà quella della pacificazione, dopo la stagione delle contrapposizioni e dei toni urlati. Al suo fianco avrà da un lato Luigi Di Maio e un M5S che non rinnega quanto fatto negli ultimi quattordici mesi, dall'altro Dario Franceschini in rappresentanza di un Pd che chiede di «cambiare tutto». La sfida sarà farli collaborare «lealmente» come non è capitato con la Lega. Nella consapevolezza che fuori, pronti a infiammare le piazze, ci saranno Matteo Salvini e Giorgia Meloni, a invocare le elezioni e protestare contro una maggioranza «usurpatrice». Governo, Conte, la mossa da “garante”: «Torniamo ai tavoli europei» L'EVOLUZIONE Poco più di un anno fa Conte si presentava come l'avvocato del popolo. Al «bis», nel discorso con cui chiederà la fiducia alla Camera (e domani al Senato) rilancerà quello che vorrebbe suo tratto distintivo: la spinta a un «nuovo umanesimo». Insieme all'ambizione di parlare all'intero Paese, a partire da misure attese «da tutti» e «senza contrapposizioni». In Parlamento i numeri sembrano esserci. Alla Camera i partiti della nuova maggioranza contano su 355 deputati e, anche se qualcuno non si dovesse presentare, la fiducia non è in discussione. A Palazzo Madama i numeri sono più risicati perché i senatori sicuramente favorevoli sono 165 ma altri 7 o 8 sono indecisi o si asterranno e dunque anche se qualche senatore di maggioranza per malpancismo politico o per altre cause domani non dovesse votare si alla fiducia, la minoranza resterà staccata di una ventina di voti. In cima all'agenda che Conte illustrerà ci saranno la imminente manovra economica e il tema dei migranti. Argomenti da inquadrare in un rapporto più forte, di dialogo «critico», con l'Europa. Per il resto, come preannunciato ai capi delegazione di M5S, Pd e Leu, il premier dovrebbe sviluppare i ventinove punti del programma di governo, primo canovaccio dell'azione dell'esecutivo. Non ci sarà molto tempo per il rodaggio, questa volta. I primi cento giorni rosso-gialli dovrebbero avere la legge di bilancio al centro, protagonista assoluta. La visita di dopodomani di Conte a Bruxelles darà il via ufficiale alle trattative per ottenere margini di manovra e provare a trasformare una legge di bilancio difficilissima nella chance di dare un primo segnale nel senso di una crescita più equa. Ma in Ue Conte spingerà anche sul fronte immigrazione, nella speranza di avere un sostegno sempre più concreto e registrare passi avanti utili pure a spuntare le armi alla propaganda leghista. Ambiente, diritti, riforme e le modifiche ai decreti sicurezza: sono tra i temi più attesi. L'attenzione sarà forte sull'autonomia regionale. E ancora: aiuti alle fasce deboli, ai terremotati e ai disabili, pensioni di garanzia per i giovani, parità di genere nelle retribuzioni, edilizia residenziale pubblica, lotta alle mafie. Si attende di capire se il presidente del Consiglio citerà le misure di bandiera dell'ultima manovra, quota 100 (scade tra due anni) e reddito di cittadinanza che, anche secondo i pentastellati, si può migliorare nei dettagli. DI DIODATO PIRONE IL MATTINO

Leggi i commenti

…

Sez. Politica Governo impugna legge Friuli Venezia Giulia, norme migranti discriminatorie 'E numerose disposizioni eccedono competenze della Regione'

8 Settembre 2019, 09:04am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Massimiliano Fedriga (archivio) © ANSA

Il Cdm, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha deliberato di impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia. Lo rende noto il comunicato del Cdm. Si tratta della legge n. 9 del 08/07/2019, "Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale", in quanto "numerose disposizioni sono risultate eccedere dalle competenze Statutarie della Regione". Tra le motivazioni si legge che "talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie".

Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la legge regionale del Friuli Venezia Giulia perché "numerose disposizioni sono risultate eccedere dalle competenze Statutarie della Regione. In particolare: alcune norme - a quanto rende noto il comunicato stampa del Cdm - violano la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente, di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione; talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie, in contrasto con i principi di cui all'articolo 3 della Costituzione e in violazione della competenza esclusiva statale nella materia di cui all'articolo 117, secondo comma lettera b) della Costituzione; una previsione in materia di strutture di primo intervento sanitario risultano in contrasto con previsioni statali espressione della competenza in materia di livelli essenziali delle prestazioni e costituenti principi fondamentali in materi di tutela della salute, in violazione dell'articolo 117, secondo comma lettera m) e terzo comma della Costituzione; infine altre norme, riguardanti il rapporto di lavoro del personale regionale, invadono la materia dell'ordinamento civile, in violazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, ponendosi altresì in contrasto con le disposizioni statali volte a costituire principi generali di coordinamento della finanza pubblica, in violazione dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione".

"Si tratta di un'attività ordinaria, corrente e oserei dire anche banale. C'era una legge regionale che violava una serie di norme, la Regione Friuli solo ieri sera ha scritto che avrebbe scelto di adeguarsi, ci auguriamo che lo faccia. I termini per impugnare la legge scadevano domani e il Consiglio dei ministri aveva già deciso di impugnarla. Se il Friuli Venezia Giulia si adeguerà si potrà pensare anche di ritirare il provvedimento". Così su RaiNews 24 il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia sulla legge sui migranti.

ANSA

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Governo, fiducia degli elettori, Conte supera Salvini. Il segretario della Lega paga l'effetto Papeete

7 Settembre 2019, 07:16am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Estate disastrosa per l'ex ministro dell'Interno che si vede scavalcare dal premier. I leghisti perdono nei sondaggi, i grillini rimbalzano e il Pd tiene

Governo, fiducia degli elettori, Conte supera Salvini. Il segretario della Lega paga l'effetto Papeete

Quella che doveva essere l'estate dei portenti si è trasformata nella stagione del crollo. Salvini esce dalla crisi d'agosto ridimensionato dai numeri: netto calo della fiducia in lui da parte degli italiani e flessione dei consensi per la Lega. È quello che i sondaggisti chiamano "effetto Papeete", ovvero il risultato delle decisioni prese dall'ex ministro dai giorni della vacanza a Milano Marittima in poi. Con una significativa postilla: non è vero, come dice il leader del Carroccio, che "il governo giallo-rosso non rispecchia affatto la maggioranza del Paese". Le ultime rilevazioni dicono che le percentuali della coalizione di governo sono più o meno analoghe a quelle dell'opposizione.

Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia Research, ha condotto un'analisi del sentiment degli elettori nei confronti della crisi: "A prevalere sono stati confusione e rabbia, unite allo sconcerto per non aver capito. Ai più questa rottura del sodalizio gialloverde è apparsa personale, non sui temi. E Salvini ha pagato in termini di fiducia: dal 40 per cento è sceso al 37 ma soprattutto è stato scavalcato dal premier Conte".
Emg Acqua di Fabrizio Masia ha fatto una prima rilevazione del consenso delle forze politiche, proprio sul finire della crisi: "Il Pd non è distante dal voto delle Europee (22,7%) e dunque non ha subito sconquassi, mentre i 5Stelle hanno avuto un rimbalzo positivo, attestandosi al 19-20%.


La Lega è scesa rispetto alle rilevazioni di inizio agosto, dal 38 al 34: ha perso quello che aveva guadagnato dopo il voto per Strasburgo. Fi e Fdi sono entrambe attorno al 7 per cento". E soprattutto, conferma Masia, gli ultimi sondaggi testimoniano le perdite di Salvini negli indici di popolarità e fiducia: "Quaranta giorni superavano il 50 per cento. Ora siamo 8 punti più giù. Conte, se non ha superato l'ex ministro, lo ha raggiunto". Quale fattore ha spinto di più il leader leghista nella sua discesa? "Io credo che Salvini non abbia sofferto semplicemente un errore politico ma con quello abbia perso il suo alone vincente: l'impressione prevalente è che ci sia stato qualcuno più bravo di lui a muovere gli scacchi".

La permanenza all'opposizione logorerà o rafforzerà il capo dei lumbard? "Il sentimento degli italiani cambia presto: se il nuovo governo riesce a realizzare almeno una parte dei 26 punti, se bloccherà l'aumento dell'Iva e inciderà subito su tasse e lavoro, credo che il trend di crescita di Pd e M5S possa accentuarsi". Attualmente le distanze fra maggioranza e opposizione non sono forti. Secondo Youtrend, che registra da luglio un calo del 4,5% della Lega e una crescita sensibile di M5S (+3) e Pd (+0,9), lo schieramento giallo-rosso è distante di appena 0,4 punti dal centrodestra. Per Demopolis l'alleanza fra dem e grillini, assieme a Leu, potrebbe addirittura essere avanti.

"Il dato certo - commenta Pietro Vento (Demopolis) - è che allo stato attuale Salvini per essere competitivo ha bisogno di Berlusconi. Fino a un mese fa non era così". Demopolis ha stimato non solo la fiducia in Conte (pari al 53%) ma ha sondato anche il giudizio degli elettori "rosso" e "giallo" nei confronti del nuovo esecutivo: "Lo valuta positivamente il 75 per cento di chi vota il M5S e quasi l'80 per cento degli elettori del Pd. Elemento non scontato: si tratta di due elettorati che, in un mese, hanno modificato in modo significativo orientamento: ha convinto quasi tutti l'obiettivo di evitare il ritorno alle urne". EMANUELE LAURIA LA REPUBBLICA 

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Via al governo, il Conte-bis ha giurato. Commissario Ue, candidato Gentiloni. Oggi il cdm

5 Settembre 2019, 10:41am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Governo, diretta: Conte oggi alle 10 al Quirinale per il giuramento. Lamorgese a Interni, Esteri a Di Maio

Governo, via al Conte bis: alle 10.07 Giuseppe Conte ha di nuovo giurato davanti al presidente Sergio Matterella al Quirinale. Poi è stato il turno dei ministri, visibilmente molto emozionati, dei 21 prescelti solo quattro hanno già vissuto questa esperienza nel governo precedente, ma anche veterani come Dario Franceschini non resistono al richiamo del selfie. 

Donne ministro in black o in bianco nel salone delle feste. Spicca Teresa Bellanova, neo ministro dell'agricoltura, che sfoggia un completo blu elettrico. Alle 10.30 tutto terminato: era già il momento della foto di rito della nuova squadra con il Presidente della Repubblica: l'Esecutivo è in carica, con la Borsa di Milano che resta in quel momento in territorio positivo (+0,4%), mentre scende a 149 punti base lo spread Btp-Bund.


Primo consiglio dei ministri stasera per ufficializzare la candidatura di Paolo Gentiloni alla Commissione europea. La comunicazione è avvenuta nella serata di ieri. Si apprende da fonti a Bruxelles.
 



LA DIRETTA DEL GIURAMENTO

Ore 11.05. Il presidente Conte è giunto a palazzo Chigi dopo il giuramento accolto nel cortile della sede del governo dal picchetto d'onore. Poco prima del premier è giunto in auto Riccardo Fraccaro, al quale il consiglio dei ministri conferirà le deleghe di sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Ore 10.50 Il primo ministro Conte lascia per ultimo il Quirinale.

Ore 10.25  Al termine del giuramento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno lasciato il tavolo e hanno raggiunto i ministri, per la foto di rito. Dopo la foto di gruppo, Mattarella e Conte hanno fatto una foto con le sole donne ministro.

 


Ore 10.23 L'ultimo a giurare è stato Roberto Speranza, ministro della Salute.
 




Ore 10.11 Poco dopo, anche Sergio Costa, confermato ministro dell'Ambiente, giura con la mano sul cuore. In ossequio al suo background militare, prima di raggiungere il tavolo del giuramento, Costa si è posto sull'attenti e ha battuto i tacchi.

Ore 10.09 «Sono 9 anni da quando Angelo Vassallo è stato ucciso. Al tempo ero segretario del Pd Campania, fu uno dei momenti più dolorosi della mia vita. Oggi per me è un giorno speciale, quando giurerò sulla Costituzione penserò anche a lui. Con disciplina e onore
». Lo scrive su twitter il neo ministro degli Affari Europei Enzo Amendola, mentre è in corso al Quirinale la cerimonia del giuramento del governo Conte bis. 

Ore 10.07 Giuseppe Conte giura davanti al presidente Mattarella e poi lo raggiunge al di là del tavolo.

Ore 10.06 «Una squadra piena di voglia di fare per gli Italiani». E' il messaggio con cui Dario Franceschini, capo delegazione Pd al governo, accompagna un selfie scattato al Quirinale, poco prima del giuramento, con gli altri otto ministri Pd che siederanno in Consiglio dei ministri. 

Ore 10 Tanti i familiari nel salone delle feste del Quirinale per assistere al giuramento del governo Conte bis. Sei file di sedie in fondo alla sinistra della sala sono state riservate ai parenti della nuova squadra di governo. Una vera e propria tribuna che fa in silenzio il tifo per i propri cari impegnati a giurare lealtà alla Costituzione nelle mani del capo dello stato. Tra di loro anche la fidanzata di Luigi Di Maio, la giornalista Virginia Saba. Accanto a lei anche il fratello del leader politico cinque stelle.  



 

 
FOTO - di -



LE REAZIONI
«Penso che sia un bene che ci sia un governo chiaramente impegnato su una linea pro-Ue per trovare soluzioni comuni con il resto dell'Unione. Sono pronto a lavorare con il nuovo governo italiano». Così il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans, rispondendo ai cronisti sul nuovo governo italiano.


«Ha ragione Di Battista: con il voto del 4 marzo 2018, l'unica cosa certa era che gli italiani non volevano il ritorno del PD al Governo della Nazione. Grazie M5S! Sentivamo proprio la mancanza di Renzi, Gentiloni e compagnia bella... #ElezioniSubito». Lo scrive su twitter la leader di Fdi, Giorgia Meloni.



Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha seguito il giuramento del nuovo governo nel suo ufficio alla Regione Lazio. «Buon lavoro e auguri al nuovo governo e a tutti i ministri! Ora cambiamo l'Italia», ha scritto sui social.


LA LISTA MINISTRI
Senza portafoglio. 
Federico d'Incà ai Rapporti con il Parlamento, Paola Pisano a Innovazione tecnologica, Fabiana Dadone alla P.A., Francesco Boccia agli Affari regionali, Guiseppe Provenzano per il Sud, VIncenzo Spadafora per Sport e Politiche giovanili, Elena Bonetti pari opportunità e famiglia, Enzo Amendola per gli Affari Europei.

Con Portafoglio. Luigi Di Maio ministro degli Esteri, Roberto Gualtieri all'Economia, Luciana Lamorgese ministro dell'Interno, Stefano Patuanelli al Mise, Dario Franceschini ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Alfonso Bonafede ministro della Giustizia, Enzo Amendola agli Affari Europei, Paola De Micheli ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Nunzia Catalfo ministro del Lavoro, Roberto Speranza ministro della Salute, Lorenzo Guerini alla Difesa, Bellanova all'Agricoltura, Sergio Costa ministro dell'Ambiente. 

Fraccaro sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio. 

 


 



LEGGI ANCHE Governo Conte bis, Di Maio confessa: «Volevo evitare le elezioni»
LEGGI ANCHE Governo Pd M5S, i ministri: Esteri a Di Maio, ai dem l’Economia, Difesa a Franceschini


I nodi rimasti dopo il vertice di questa mattina erano non solo sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio, su cui si è consumato fino all'ultimo un braccio di ferro tra Conte e il M5s, ma anche su caselle come l'Economia, dove sul Dem Roberto Gualtieri sono state da vincere alcune «resistenze». E sullo stesso Luigi Di Maio, che alla fine era dato come probabile allo Sviluppo economico o al Lavoro, piuttosto che per gli Esteri.

IL MATTINO DI NAPOLI

Leggi i commenti

…

SEZ POLITICA Governo, via libera di Rousseau al governo Conte bis con il Pd. Gli iscritti al M5s approvano l'accordo con il 79% dei voti

3 Settembre 2019, 18:50pm

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ POLITICA Governo, via libera di Rousseau al governo Conte bis con il Pd. Gli iscritti al M5s approvano l'accordo con il 79% dei voti


inserito da Leone Buongiorno 
di MONICA RUBINO
Di Maio: "Un plebiscito. I nostri punti tutti nel programma di governo". Esulta Casaleggio: "È un record mondiale". Nel pomeriggio Conte incontra Pd e M5s per discutere di ministeri. Orlando: "Grazie, ma non entro nel governo"


Ha vinto il Sì. È questo il responso del voto su Rousseau, dove 79.634 dei 117.194 mila iscritti hanno votato dalle 9 alle 18 per decidere se dare il via libera o meno all'accordo con il Pd per la nascita di un nuovo governo guidato da Giuseppe Conte. La base del M5s ha dunque detto ok all'intesa con il 79,3% dei sì, un vero e proprio plebiscito. I no sono stati il 20,7% .

Il risultato è stato pubblicato sul Blog delle Stelle intorno alle 19.30, con tanto di certificazione del notaio. Subito dopo Luigi Di Maio ha tenuto una conferenza stampa in cui ha commentato positivamente l'esito della consultazione: "Il voto è stato un plebiscito. I nostri punti sono entrati tutti nel programma di governo", ha detto. Anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha commentato con soddisfazione l'esito della consultazione: "Ora andiamo a cambiare l'Italia" ha scritto su Facebook.


Rispetto alle precedenti votazioni, quest'ultima ha fatto registrare un record di affluenza. Alle 16 i votanti erano già 73mila. Qualche ora prima, poco dopo le 13,  Davide Casaleggio aveva già esultato: "Ci sono state 56.127 votazioni da parte degli iscritti. È l'attuale record mondiale di partecipazione on line per una votazione politica. Sono molto contento di questa dimostrazione di democrazia diretta". I militanti dovevano rispondere ad un quesito piuttosto chiaro: "Sei d'accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?".

In passato il massimo dei votanti si era raggiunto nella consultazione sul caso Diciotti, che coinvolgeva l'alleato di governo Matteo Salvini: era il 18 febbraio 2019 e votarono in 52.417. Mentre votarono "solo" in 44.769 per l'alleanza fra M5s e Lega, il 18 maggio 2018. Subito dopo la chiusura delle urne telematiche, il Blog delle Stelle - dove sono stati pubblicati i risultati - è stato per quasi un'ora inaccessibile.
 
Le difficoltà nel voto
La piattaforma è subito risultata sovraccarica: molti utenti hanno scritto sui social di non riuscire a votare e anche Repubblica nei suoi test non ci è riuscita. Ma altri utenti hanno testimoniato di aver votato.
Polemiche invece sulla collocazione delle due risposte. In un primo momento il no era stato sistemato, al contrario di altre votazioni, prima del sì. Ma ieri pomeriggio, dopo la segnalazione di Repubblica, alla Casaleggio associati erano corsi ai ripari e avevano invertito l'ordine delle due possibili risposte. Come in altre occasioni sono state sollevate da più parti dubbi sulla sicurezza e sulla trasparenza del voto online dei militanti grillini. E questa volta si è aggiunta la polemica sulla valenza politica e istituzionale del voto.

Più di un costituzionalista ha infatti sollevato il problema della limitazione che porrebbe ai poteri del presidente della Repubblica un voto online di dubbia attendibilità e gestita da una società privata. Il blog delle Stelle ha cercato di smentire questa circostanza e ha spiegato che a gestire la piattaforma è l'Associazione Rousseau, che riceve il versamento obbligatorio di 300 euro mensile dai parlamentari, diretta da massimo Bugani, Enrica Sabatini, Pietro Dettori e Davide Casaleggio. Nello stesso sito si spiega anche la piattaforma è sicura e che la multa ricevuta dal garante della Privacy era relativa ad una vecchia versione. Oggi, si dice, tutto è stato aggiornato e i dubbi sulla affidabilità della piattaforma sono stati tutti sciolti. Dopo i risultati, l'Associazione ha garantito che "lo svolgimento del voto è stato regolare" e che oggi non c'è stato "nessun attacco hacker".
Il programma di governo
Nel complesso gioco interno al Movimento c'è da registrare una novità nelle posizioni di Luigi Di Maio. Il capo politico del M5s ha detto di buon mattino: "Buongiorno, posso dirvi già da ora che tutti i 20 punti che il MoVimento 5 Stelle ha presentato al Presidente Conte sono affrontati nel Programma di Governo. Dal blocco dell'aumento dell'Iva al salario minimo, dal taglio del cuneo fiscale agli aiuti a famiglie e disabili, dallo stop agli inceneritori alle trivelle, dalla riforma della giustizia alla legge sul conflitto di interessi, fino alle concessioni autostradali. Buon voto a tutti su Rousseau". Una dichiarazione che sembra proprio un passo avanti rispetto all'equidistanza dimostrata ieri fra il sì e il no.
Le ultime fasi della trattativa
Nel frattempo le trattative e gli incontri proseguono. Dario Franceschini e Andrea Orlando, gli uomini del Pd che discutono dell'assetto del futuro governo, sarebbero arrivati a mezzogiorno a Palazzo Chigi per incontrare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ma la notizia è stata smentita e l'incontro non ci sarebbe stato. Una mezz'oretta dopo nella sede del governo è arrivato Di Maio. "Ho votato, ma non dico come. Il voto è segreto", annuncia il leader del M5s. Nel pomeriggio Conte ha incontrato nuovamente i capogruppo di Pd e M5s a Palazzo Chigi.

Orlando si è tirato fuori dalla squadra di governo.  "Il segretario mi ha proposto di fare parte del nuovo esecutivo con una delega di grande rilievo. Ho declinato per due ragioni. La prima è che, come ripeto da settimane, la nostra richiesta di discontinuità implica la necessità di una forte innovazione anche nella nostra compagine. La seconda, la più importante, è che credo che la scommessa che stiamo facendo si gioca in larga parte nella società e in questo senso sarà determinante il ruolo del nostro partito".

Viceversa per Paola De Micheli, l'altra vice di Zingaretti, un ruolo nel governo è più che probabile: "Io sono a disposizione. Se posso essere utile, sarò utile. Mi piace molto quello che sto facendo, lavorare con il segretario Zingaretti. Quello che mi verrà chiesto, lo farò", ha risposto uscendo dal Nazareno. Poi ha aggiunto: "Siamo alle battute finali di una grande e serio progetto per il Paese". Il capogruppo dem alla Camera Graziano Del Rio aggiunge: "Il lavoro è praticamente finito".
La Repubblica

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Governo, la minaccia di Rousseau: rivolta 5Stelle contro il capo

31 Agosto 2019, 08:37am

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Luigi Di maio

Si scrive «programmi» ma si legge «poltrona da vicepremier». Quando la delegazione del M5S esce dalla sala della Regina dopo le dichiarazioni di fuoco di Luigi Di Maio («I nostri punti siano nel programma o è meglio il voto») non emergono schiarite sulla casella che dovrà riempire il Capo politico del M5S. «Se Luigi non sarà vicepremier il nuovo governo su Rousseau non passerà», dicono dalla delegazione composta da Francesco Silvestri e Stefano Patuanelli. Dal M5S spiegano questo ragionamento così: non è un ricatto al premier Conte, ma una legittimazione del capo politico che deve presentarsi agli iscritti con un peso specifico molto alto. Altrimenti «se passasse l'idea di un monocolore dem sarebbe tutto ancora più difficile». Rousseau è lo strumento di pressione che i vertici del M5S stanno esercitando in maniera plateale su Palazzo Chigi.

 La votazione è prevista tra lunedì e martedì, prima che il premier sciolga la riserva per salire al Colle con la lista dei ministri. Lista che ovviamente non potrà essere pubblicata sulla piattaforma di Davide Casaleggio, ma questo non toglie che prima del referendum web tutti i nodi della squadra «dovranno essere sciolti», è ancora il ragionamento che trapela da Di Maio (per rassicurare i mercati ieri ha anche rilasciato un'intervista alla tv americana Nbc: sarà trasmessa oggi). In serata con i suoi collaboratori commenta: «Io vicepremier? Non mi interessa, ma sarà Conte a decidere». E si ritorna sempre allo stesso punto. I toni ultimativi del capo politico a Nicola Zingaretti - ma diretti a Conte - sono il modo con il quale «Luigi ha cercato di ricompattare il Movimento sui temi fondanti». Una lettura opposta però viene fornita dal gruppone di parlamentari che è pronto a contestare la strategia del leader già da oggi in maniera plateale: «Vuole mandarci alle elezioni e ha già un accordo post elettorale con la Lega».

 

L'AVVERTIMENTO
Ecco perché per tutta la giornata anche chi storicamente è vicino a Di Maio non riesce a capirne le mosse. Si gonfia e si sgonfia il sospetto che dietro alla giornata dell'ultimatum al Pd ci sia la voglia di mandare in fumo la trattativa. Di sicuro l'arma di Rousseau fa paura. Il senatore Gianluigi Paragone, da sempre contro l'accordo pubblica su Facebook un sondaggio artigianale: «Se potessi votare sulla piattaforma voteresti sì o no al governo con il Pd?». Per quel che vale ieri sera su 53mila voti il 64% si era espresso per il «no». Il totem della democrazia diretta rischia però di far implodere il M5S. A Milano, dove sono custoditi i server della scatola magica, temono che possano spuntare cordate di vecchi iscritti che recentemente avevano strizzato l'occhio alla Lega. Movimenti e catene su Twitter che se ben coordinati potrebbero in qualche modo far convergere pacchetti di voti certificati verso un'unica direzione. Senza calcolare infine «l'effetto Dibba». L'ex parlamentare, in asse con Paragone, quel giorno potrebbe uscire con un post pubblico sui social network per annunciare il suo voto contrario.

Tutti ragionamenti che complicano la trattativa in queste ore. Non a caso nel pomeriggio esce ancora la nota del blog delle stelle: «Il voto degli iscritti del MoVimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau conta». Si riparte sempre da un presupposto: «Non si possono porre veti sul capo politico né umiliarlo», è il ragionamento di chi sta seguendo Di Maio in queste ore. Ambienti che confermano più che altro come ormai Conte non sia più gestibile, ma che anzi ormai balli da solo. «Abbiamo creato un mostro», scherzavano ma non troppo ieri pomeriggio diversi parlamentari fedelissimi di Di Maio.

L'ASSE
La cappa su tutta la faccenda rimane sempre la stessa: il ruolo vicepremier e a scendere tutte le altre caselle. «Il Pd ha dato ai giornali il toto-ministri come se fosse un governo dem, ma è possibile? Forse qualcuno si dimentica che abbiamo oltre 300 parlamentari», è lo sfogo del capo politico grillino. Stefano Buffagni, sottosegretario uscente e tra i primi a capire come gira il vento delle trattative, spiega: «Un governo ha senso solo se può fare le cose, altrimenti meglio votare. Nel caso però, serve un governo politico che premi la meritocrazia e competenza perché altrimenti si fa solo danno al Paese come chi ci ha preceduto. Serve serietà e responsabilità perché non si sta giocando». Una versione che cozza con quella di Beppe Grillo che punta su Conte dandogli mano libera per ministri tecnici, ragionamento condiviso anche da Roberto Fico. Mai come ora nel M5S convivono due anime. Quella più anti-Di Maio questa mattina è pronta a battere un colpo, per dare al premier un assist in queste ore difficili, di ombre, veleni e veline. 

il messaggero

Leggi i commenti

…

SEZ. POLITICA Giuseppe Conte incaricato di formare il nuovo governo. «Non sarà un esecutivo contro qualcuno. Sarà nel segno della novità»

29 Agosto 2019, 12:11pm

| 

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Giuseppe Conte incaricato di formare il nuovo governo. «Non sarà un esecutivo contro qualcuno. Sarà nel segno della novità»

inserito da Alessia Chianese Giuseppe Conte, puntualissimo, è arrivato al Quirinale alle 9.30 per incontrare il presidente Mattarella che, dopo questo secondo giro di consultazioni, lo aveva convocato per conferirgli l'incarico di formare un nuovo governo dopo la crisi di agosto che si era innescata nella maggioranza Lega-M5S.

Dopo circa un'ora Ugo Zampetti, il segretario Generale del Quirinale, ha annunciato ai giornalisti che Sergio Mattarella ha conferito a Conte l'incarico di formare un nuovo governo e che il Presidente incaricato ha accettato con riserva.

Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti, ha poi ringraziato Mattarella per la fiducia riposta in lui. «Oggi stesso - ha precisato - avvierò il mio confronto con i gruppi parlamentari. Dobbiamo uscire al più presto dalla crisi politica in sui siamo caduti. E' un momento delicato dal punto di vista della congiuntura internazionale. Dobbiamo metterci subito all'opera per una legge di bilancio che elimini la possibilità di un aumento dell'Iva». «Dobbiamo trasformare questa crisi in un'opportunità. Preciso che non sarà un governo contro - dice il presidente incaricato rispondendo di fatto a Salvini  "Realizzerò un governo nel segno della novità».

Leggi i commenti