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SEZ. POLITICA In Umbria la vittoria della destra sovranista ha messo fine al progetto Pd-M5s?

29 Ottobre 2019, 06:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

regionali umbria destra sovranista 

lega-L’esito delle elezioni regionali in Umbria è apparso molto chiaro fin dai primissimi minuti dopo la chiusura dei seggi, quando – alle 23:00 di ieri sera – sono stati diffusi exit poll, sondaggi e proiezioni sulle principali emittenti televisive. I numeri sono stati poi pienamente confermati dai dati reali di scrutinio, e hanno visto una netta vittoria di Donatella Tesei, senatrice della Lega e candidata presidente della coalizione di centrodestra, con il 57,5% dei voti.

Sconfitto, con oltre 20 punti di distacco, il candidato “civico” Vincenzo Bianconi, a capo di un’inedita coalizione di centrosinistra allargata al Movimento 5 Stelle. Praticamente inesistenti gli altri candidati, con Claudio Ricci (classificatosi terzo a capo di una coalizione di liste civiche – ma nel 2015 era stato lui il candidato del centrodestra) che si è fermato sotto il 3%.   

Un voto molto partecipato

Nelle ore immediatamente successive alla notizia della vittoria della Tesei, alcuni commentatori (tra cui lo stesso premier Giuseppe Conte) hanno sostenuto che queste Regionali non siano state un test per il Governo nazionale, sottolineando lo scarso peso demografico dell’Umbria (circa 700.000 elettori) rispetto all’Italia nel suo complesso.

Che si sia trattato di un voto carico di significato politico, forse al di là della sua portata locale, lo dimostra però l’elevato tasso di partecipazione: l’affluenza è stata infatti pari al 64,7% degli aventi diritto, ben 9 punti in più rispetto alle precedenti Regionali (2015) e in tutto e per tutto paragonabile a quella registrata in occasione delle Europee dello scorso maggio – ossia un’elezione nazionale di grande importanza, in cui si era attestata sul 66,5%.

Ma si è trattato di una partecipazione in un certo senso “slegata” da logiche di appartenenza politica nazionale: fin dai primi rilevamenti parziali (alle 12 e poi ancora alle 19) non era emersa alcuna relazione tra l’andamento dell’affluenza rispetto alle Europee e il voto ai principali partiti in quell’occasione. I risultati reali che hanno premiato il centrodestra, quindi, non sembrano il frutto di un andamento asimmetrico dell’astensionismo o – al contrario – della mobilitazione elettorale.

Vittoria schiacciante del centrodestra (sovranista)

Detto dei risultati dei candidati presidenti, un approfondimento a parte va fatto per il voto alle liste. Come ampiamente prevedibile, la Lega è la lista più votata, con quasi il 37% dei consensi. Per il partito di Matteo Salvini si tratta di un enorme successo, dal momento che per poco non replica il risultato delle Europee (38,2%) nonostante la presenza di due liste civiche con il nome della Tesei (esponente della stessa Lega) che complessivamente hanno ottenuto poco più del 5%.

Ma il successo leghista si accompagna a quello, forse anche più eclatante, dell’altro partito del centrodestra sovranista italiano, e cioè Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni ottiene il suo miglior risultato di sempre in una regione, diventando la terza forza con il 10,4% dei consensi e mettendosi dietro non solo Forza Italia – come già accaduto alle Europee – ma anche il Movimento 5 Stelle, che si è fermato sotto l’8%. Un risultato notevole soprattutto se si considera che è avvenuto in presenza di un risultato così importante della Lega: complessivamente, i due partiti sovranisti rappresentano quasi il 50% degli elettori umbri.

FONTE AGI

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