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sez.politica

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SEZ. POLITICA Zingaretti: Segre bene come capo Stato "Senatrice a vita è faro e riferimento della nostra democrazia"

12 Novembre 2019, 10:34am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Zingaretti: Segre bene come capo Stato "Senatrice a vita è faro e riferimento della nostra democrazia"

NEW YORK,  Liliana Segre "è una grandissima personalità, che si presenta benissimo per un ruolo" come quello del presidente della Repubblica. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. "E' un faro e un punto di riferimento della democrazia del nostro Paese", ha aggiunto Zingaretti parlando a New York: "Se non fossi stato qui oggi, probabilmente sarei stato a Milano".

ANSA

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SEZ. POLITICA Arcelor Mittal, Conte: scudo solo se rispetta gli accordi Trattativa sul filo, nuovo round governo-Arcelor domani

11 Novembre 2019, 10:58am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Arcelor Mittal, Conte: scudo solo se rispetta gli accordi Trattativa sul filo, nuovo round governo-Arcelor domani

Lo scudo penale è stato già proposto ma A.Mittal ha confermato i 5 mila esuberi nonostante un contatto firmato solo un anno fa che non prevede questa soluzione. Lo ricorda il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e leader M5s parlando a Uno Mattina. "Il tema è che l'Italia si deve far rispettare, deve far rispettare un contratto e dispiace che i sovranisti stiano dall'altra parte". "Soltanto se Mittal venisse a dirci che rispetterà gli impegni previsti dal contratto - cioè produzione nei termini previsti, piena occupazione e acquisto dell' ex Ilva nel 2021 - potremmo valutare una nuova forma di scudo". Così il premier Giuseppe Conte in un'intervista a "Il Fatto Quotidiano" in cui parla di "un nuovo incontro a breve con i titolari" e annuncia una "battaglia legale: un procedimento cautelare per ottenere dal Tribunale di Milano una verifica giudiziaria sulle loro e le nostre ragioni entro 7-10 giorni". "Noi troveremmo utile che dentro a questa società ci sia anche una presenza pubblica: era una delle cose che si stava discutendo da tempo. Il governo decida con quale strumento esserci: se Cdp o un altro fondo, così come succede nel resto d'Europa e del mondo". Lo afferma Maurizio Landini, segretario della Cgil, a proposito dell'ex Ilva. Il destino dell'ex Ilva resta appeso a un filo. Il governo sta lavorando 'pancia a terra' per elaborare uno piano negoziale da mettere sul tavolo martedì, quando potrebbe esserci il secondo incontro con i vertici di Arcelor-Mittal, mentre a Taranto la fabbrica già lavora a regime ridotto e si aspetta con sempre maggiore preoccupazione di capire come si uscirà dalla crisi. Intanto il governatore della Puglia, Michele Emiliano, chiama le parti sociali del territorio per valutare la situazione mentre i sindacati, in testa la Cgil, chiedono un impegno diretto dello Stato, anche con "una quota", come dice Maurizio Landini, per evitare la chiusura. Il colosso franco-indiano, al momento, resterebbe fermo sull'intenzione di abbandonare l'Italia o, in alternativa, di rivedere i termini del piano industriale lasciando a casa 5mila lavoratori. Dal canto loro i commissari dell'Ilva in amministrazione straordinaria avrebbero già messo al lavoro gli uffici legali per presentare ricorso cautelare al tribunale di Milano contro l'iniziativa "improvvida e improvvisa" di Arcelor (come l'hanno definita in una lettera all'azienda del 7 novembre). E in settimana - possibile già oggi - dovrebbero chiedere ufficialmente al tribunale di Taranto più tempo per la messa in sicurezza dell'Altoforno 2 - sotto sequestro da giugno 2015 dopo la morte di un operaio - che altrimenti sarà spento tra un mese, il 13 dicembre. Senza un'intesa si rischia "la battaglia legale del secolo", come l'ha definita il premier, Giuseppe Conte. Ma "pensare che questa vicenda si risolva nelle aule giudiziarie significherebbe avere già perso", avverte Teresa Bellanova, capodelegazione di Italia Viva, ricordando che "il governo è garante e non controparte" in una vicenda che va "ricondotta alla normalità del confronto tra le parti". ArcelorMittal, per la ministra dell'Agricoltura, va quindi riportata al confronto con i sindacati, con cui ha sottoscritto l'accordo lo scorso anno. Al momento, lamenta peraltro Landini, "ai lavoratori l'azienda non ha detto nulla" e anche il numero degli esuberi è stato comunicato ai sindacati dal governo. Se gli esuberi sono la mina che ha fatto deflagrare lo scontro tra azienda ed esecutivo, l'altro scoglio su cui rischia in questo caso di infrangersi la tenuta della maggioranza è quello dello scudo penale. Un "pretesto" utilizzato da Arcelor per alzare la posta, dicono ormai tutti tra i giallorossi, che però rimane un punto imprescindibile da portare al tavolo della trattativa. L'obiettivo del premier sarebbe quello di inserirlo in uno schema complessivo di intervento, e solo a patto che i Mittal ritornino sui loro passi soprattutto sugli esuberi. Un numero sensibilmente più basso, almeno la metà, si potrebbe alla fine anche gestire mettendo in campo corposi ammortizzatori sociali. E sul tavolo il governo potrebbe portare anche una riduzione dei costi per completare l'acquisto del polo dell'acciaio (un maxi-sconto sull'affitto o una dilazione sostanziosa delle rate che Arcelor ancora deve pagare). Ma politicamente rimane lo scudo il passaggio più delicato: Italia Viva presenterà un suo emendamento già al decreto fiscale ("a Mittal va tolto ogni alibi" dice ancora Bellanova), chiedendo di ripristinare la tutela legale piena ma anche una proposta di mediazione che abbia portata generale. Anche il Pd ha pronto e ancora 'congelato' una sua proposta di tutela "erga omnes" in caso di attuazione di piani ambientali ma aspetta ancora di capire quali saranno le mosse dell'esecutivo. Ma il premier vuole prima convincere i più riottosi tra i 5S, in testa l'ex ministra del Sud Barbara Lezzi, e incontrerà i parlamentari pugliesi prima del nuovo tavolo con Arcelor.

ANSA

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SEZ. POLITICA Luigi Di Maio ospite del Forum ANSA: 'Dobbiamo obbligare ArcelorMittal a restare'

9 Novembre 2019, 09:48am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Molti gli argomenti trattati: dalla vicenda ex Ilva al rinnovo del Memorandum con la Libia

© ANSA

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e leader M5s è stato ospite questa mattina al Forum ANSA. Molti gli argomenti trattati: innanzitutto la vicenda dell'ex Ilva, proprio nel giorno dello sciopero delle tute blu dopo l'annuncio di ArcelorMittal di ritirarsi da Taranto, il rinnovo del Memorandum con la Libia. Ma anche le elezioni regionali, l'allenza di governo con il Pd dopo la manovra. E ancora: la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre ("Una sconfitta"). Dure critiche pure alla Lega, l'ex alleato di governo. 

"Stiamo riparlando di Ilva perchè Arcelor Mittal si sta rimangiando l'accordo": ha affermato il ministro, secondo il quale l'azienda "va obbligata a restare a Taranto".

 

 

"Può succedere che un imprenditore sbagli i calcoli ma gli oneri vanno fatti rispettare, le cambiali non vanno fatte pagare allo Stato ma rimangono alle imprese".  Può succedere che un imprenditore sbagli i calcoli ma gli oneri vanno fatti rispettare, le cambiali non vanno fatte pagare allo Stato ma rimangono alle imprese". 

Il ministro, quindi, ha attaccato la Lega:  "Ogni volta che io provavo a essere duro, si schierava con Arcelor. Ora ho capito perché: hanno investito in Arcelor e stanno battagliando ancora per la multinazionale e non per i lavoratori. Abbiamo smascherato il finto sovranismo. Abbiamo gli unici sovranisti al mondo che perorano le battaglie delle multinazionali anziché i cittadini e i lavoratori. Allo Stato è stato chiesto di rispettare il contratto di Calenda, adesso chi ci chiede di rispettarlo non rispetta i patti. Io spero che i sovranisti siano mossi da orgoglio e non facciano i camerieri delle multinazionali".

"Va bene il dialogo ma senza minacce: Arcelor Mittal sapeva che avrebbe trovato un governo che pretende siano rispettati i patti. Chiedere di andare via da Taranto è un'azione inaccettabile che non è presupposto per il dialogo. Mettere sulla strada 5.000 persone mi sembra assurdo", ha aggiunto Di Maio, il quale ha ribadito il no del Movimento allo scudo. "Noi come M5s non siamo d'accordo sull'introduzione dello scudo. La Lega che cura i suoi interessi in borsa presenta un emendamento, ma che lo presentino anche partiti della maggioranza senza un accordo è un problema della maggioranza stessa".

Il leader M5s è intervenuto anche sul rinnovo del Memorandum con la Libia. "In Libia ci sono 700.000 migranti a piede libero che non sono nei centri - ha affermato -. Se si pensa di far saltare la missione della guardia costiera libica togliamo un potenziale tappo a quei 700.000 migranti". 

E sulla scorta alla senatrice a vita Liliana Segre, il ministro ha parlato di "sconfitta", per questo lo Stato deve chiedere scusa. "Una persona come la nostra senatrice a vita che si ritrova a sopravvivere ai campi di concentramento e da cittadina, in Italia nel 2019, si trova ad aver bisogno della scorta - ha rilevato - è una sconfitta per tutte le istituzioni. Le parole di solidarietà non bastano perché la verità è che l'avremmo dovuta difendere da quello che le sta capitando. Ecco perché si deve investire di più in istruzione. Le persone che offendono Liliana Segre o hanno frainteso il messaggio educativo del Paese o forse non hanno avuto occasione di studiare la storia. Ma se una senatrice a vita presenta una mozione in cui porta avanti il messaggio di tolleranza, di integrazione di no all'odio e metà dell'emiciclo si astiene abbiamo anche un problema nella politica: leghisti, Fdi e Forza Italia, che vorrebbero governare il Paese, avallano i comportamenti di chi ha offeso quella persona"

Quanto alle alleanze regionali, Di Maio ha annunciato: "Nella prossima settimana avrò riunioni con i gruppi della Calabria ed Emilia. Oggi nel Movimento non c'è un consenso per fare alleanze con il Pd. A livello nazionale non è un'alleanza ma un governo che mette insieme i voti perché non abbiamo raggiunto il 51% dei consensi".

Secondo il ministro, dopo la manovra andrà stretto un patto più stringente con il Pd. "Una cosa è certa: finita la legge di bilancio dobbiamo metterci di nuovo al tavolo con il Pd per creare un patto di governo più stringente con gli obiettivi che vogliamo raggiungere per gli italiani". E, tra i punti che intende proporre il Movimento, ci sono: la "riforma della sanità e la legge sul salario minimo".

Di Maio ha inviato l'ex premier, Matteo Renzi, a parlare chiaramente. "Penso ai cittadini che aprono il giornale e leggono queste cose: uno magari ha il problema del figlio che non ha lavoro e deve leggere messaggi subliminali e citazioni. Dite le cose chiaramente, parlate chiaramente all'opinione pubblica". "Quando si ha un ruolo pubblico - ha aggiunto - bisogna essere al servizio dei cittadini e non alimentare dibattiti su questioni di palazzo".

Infine, le riforme: "Questo è un Paese in cui dopo che si vota il taglio dei parlamentari si chiede un referendum proprio sul taglio - ha sottolineato -. Io non vedo l'ora che i cittadini si possano esprimere sul referendum perché probabilmente si è persa la bussola. Prima, come Fi, si vota sì al taglio e poi si chiede un referendum, vediamo cosa dicono i cittadini". 

ANSA

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SEZ. POLITICA Luigi Di Maio ospite del Forum ANSA: 'Dobbiamo obbligare ArcelorMittal a restare' La diretta streaming sul sito ANSA.it e sulla pagina Facebook dell'Agenzia

8 Novembre 2019, 11:01am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Luigi Di Maio ospite del Forum ANSA: 'Dobbiamo obbligare ArcelorMittal a restare' La diretta streaming sul sito ANSA.it e sulla pagina Facebook dell'Agenzia

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e leader M5s ospite questa mattina dalle 10 di un Forum ANSA. La diretta streaming sul sito ANSA.it e sulla pagina Facebook dell'Agenzia.  "Stiamo riparlando di Ilva perchè Arcelor Mittal si sta rimangiando l'accordo": afferma il ministro, secondo il quale l'azienda "va obbligata a restare a Taranto". "Può succedere che un imprenditore sbagli i calcoli ma gli oneri vanno fatti rispettare, le cambiali non vanno fatte pagare allo Stato ma rimangono alle imprese".  Può succedere che un imprenditore sbagli i calcoli ma gli oneri vanno fatti rispettare, le cambiali non vanno fatte pagare allo Stato ma rimangono alle imprese".  Il ministro, quindi, ha attaccato la Lega:  "Ogni volta che io provavo a essere duro, si schierava con Arcelor. Ora ho capito perché: hanno investito in Arcelor e stanno battagliando ancora per la multinazionale e non per i lavoratori. Abbiamo smascherato il finto sovranismo. Abbiamo gli unici sovranisti al mondo che perorano le battaglie delle multinazionali anziché i cittadini e i lavoratori. Allo Stato è stato chiesto di rispettare il contratto di Calenda, adesso chi ci chiede di rispettarlo non rispetta i patti. Io spero che i sovranisti siano mossi da orgoglio e non facciano i camerieri delle multinazionali". "Va bene il dialogo ma senza minacce: Arcelor Mittal sapeva che avrebbe trovato un governo che pretende siano rispettati i patti. Chiedere di andare via da Taranto è un'azione inaccettabile che non è presupposto per il dialogo. Mettere sulla strada 5.000 persone mi sembra assurdo", ha aggiunto Di Maio Il leader M5s è intervenuto anche sul rinnovo del Memorandum con la Libia. "In Libia ci sono 700.000 migranti a piede libero che non sono nei centri - ha affermato -. Se si pensa di far saltare la missione della guardia costiera libica togliamo un potenziale tappo a quei 700.000 migranti". 

ANSA

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SEZ. POLITICA Giorgia Meloni, la pornostar Valentina Nappi provoca: «Se lei è cristiana io non ho mai fatto sesso...»

7 Novembre 2019, 07:35am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Giorgia Meloni, la pornostar Valentina Nappi provoca: «Se lei è cristiana io non ho mai fatto sesso...»

«Se Giorgia Meloni è cristiana, io non ho mai fatto sesso anale». Lo ha scritto su Twitter la pornostar italiana Valentina Nappi. Una provocazione senza peli sulla lingua quella della diva del porno che già in passato si era schierata politicamente. In quel caso aveva attaccato Matteo Salvini. Del leader della Lega aveva parlato in un'intervista a La Zanzara su Radio24. «Lui fomenta l'odio tra gli italiani, sono gli immigrati a stare male e fare una vita di m***a, non noi - le sue parole - Andare a letto con lui? Neanche morta, piuttosto mi faccio tagliare il clitoride. Non mi piace utilizzare politicamente la f**a, ma in questo caso sì».  

Questa volta nel mirino di Valentina Nappi è finita la leader di Fratelli d'Italia, il cui discorso pronunciato in piazza San Giovanni in questi giorni è divenuto virale sul web grazie alla hit «Io sono Giorgia» e con le parti del testo pronunciate che sono state remixate con tanto di sottofondo di musica elettronica. 

«Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana». È il ritornello che riechegga su tantissime pagine social, con video e meme che girano tra gli smartphone di tutta Italia. Valentina Nappi si è accodata alla viralità del momento attaccando la "cristianità" palesata dalla Meloni, con una paragone provocatorio legandondolo al suo lavoro nel mondo dell'hard: «Se Giorgia Meloni è cristiana, io non ho mai fatto sesso anale».

LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Zingaretti attacca Renzi sulla manovra: «Da Matteo operazione di basso livello»

6 Novembre 2019, 11:19am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Zingaretti attacca Renzi sulla manovra: «Da Matteo operazione di basso livello»

Nicola ​Zingaretti, ospite a DiMartedì su La7, attacca Matteo Renzi sulla manovra: «Da Matteo operazione di basso livello». «Giusto che tutti portino il contributo in un'alleanza, il problema è se porti idee per costruire provvedimenti o per logorare e criticare. Aprire una polemica su una manovra sottoscritta da tutti è un'operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno». Così Nicola Zingaretti a DiMartedì su La7 rispondendo a una domanda di Giovanni Floris sul ruolo svolto da Matteo Renzi e da Italia Viva. «Combatto anche per Renzi - ha aggiunto -, se pensa che alimentare le polemiche aumenti il consenso si sbaglia». Zingaretti: «M5S decida se fare testimonianza o cambiare il Paese». «In Umbria c'è stata una drammatica sconfitta, ma è sbagliato dire che l'accordo con M5S ha fatto perdere il candidato governatore. Noi siamo andati bene, molto male il M5S, ma senza l'accordo sarebbe stata una catastrofe. M5S ora decida se vuole continuare a testimoniare dei valori o provare a cambiare questo Paese». Lo dice Nicola Zingaretti a Di Martedì su La7.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Conte incontrerà aziende su plastic tax Per rendere più efficaci misure, riducendo eventualmente impatto

5 Novembre 2019, 11:29am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Conte incontrerà aziende su plastic tax Per rendere più efficaci misure, riducendo eventualmente impatto

Il Presidente Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, intende incontrare le aziende coinvolte e gli esperti del settore per avere un confronto volto a rendere ancora più efficaci e sostenibili queste misure riducendo eventualmente l'impatto. Nella convinzione che si tratti di misure che rappresentano la chiara volontà del governo di avviare una svolta green ma che nello stesso tempo non vogliono avere un fine punitivo. Il premier è fortemente deciso a contrastare il tentativo di far passare questa come la "manovra delle tasse". "È una manovra che ha evitato il già programmato aumento dell'Iva per 23 miliardi, che avrebbe avuto un impatto negativo su consumi e famiglie. Non può essere raccontata come una 'manovra delle tasse' solo per la presenza di alcune specifiche e limitate misure volte a tutelare l'ambiente, la salute dei cittadini e che danno un indirizzo green al paese", è il ragionamento del premier. La riduzione del cuneo fiscale e la lotta all'evasione sono pilastri della manovra e non intendo fare passi indietro. Così il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, secondo quanto si apprende, ha risposto ai sindacati durante il tavolo a Palazzo Chigi sulla legge di bilancio, accogliendo positivamente la loro richiesta di non arretrare sulla riduzione delle tasse sul lavoro e sul contrasto all'evasione. Un nuovo fondo pluriennale con una dote di 2,5 miliardi complessivi dal 2021 al 2034 per ampliare l'offerta di posti negli asili nido. Lo prevede la manovra. Il fondo, destinato alla "messa in sicurezza, ristrutturazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni", viene istituito al ministero dell'Interno con 100 milioni l'anno dal 2021 al 2023 e 200 milioni l'anno dal 2024 al 2034. Già entro gennaio 2020 saranno stabiliti i criteri per il riparto del fondo, per la verifica dell'uso dei fondi e l'eventuale riassegnazione di quelli non utilizzati. "Per la prima volta mettiamo in capo una azione organica sugli asili nido", con tutti i Comuni che potranno accedere ai finanziamenti anche se finora non hanno mai avuto un servizio per i bambini tra 0 e 2 anni. Lo dice il viceministro all'Economia, Laura Castelli, spiegando l'effetto combinato dei finanziamenti della manovra (2,5 miliardi fino al 2034) e il superamento dei costi standard per il riparto dei fondi, con l'eliminazione del "livello di fabbisogno pari allo 0" basato sul vecchio criterio della spesa storica. "Sul bilancio non ci sono novità, evolve ogni giorno; mi batto per maggiori risorse alla scuola, università e alla ricerca, lo dico ogni giorno, dobbiamo fare di più, deve essere una manovra più coraggiosa. Scuola, università e ricerca sono la condizione di sviluppo per il nostro paese. In questo momento le risorse sono insufficienti". Lo ha detto a margine di una iniziativa alla Luiss il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti.

 ANSA

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SEZ. POLITICA Liliana Segre una «nonnetta mai eletta», il comunicato del leghista: «Salvini e i salviniani l'unico scopo della Commissione»

4 Novembre 2019, 11:51am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Liliana Segre una «nonnetta mai eletta», il comunicato del leghista: «Salvini e i salviniani l'unico scopo della Commissione»

La senatrice a vita Liliana Segre «una nonnetta» usata come «avanguardia e maschera», un personaggio «che non può essere attaccato, una vecchietta ben educata, reduce dai campi di concentramento, mai eletta. La Mrs. Doubtfire di Palazzo Madama». Così in un comunicato Riccardo Rodelli, segretario della 'Lega Salvini premier' di Lecce, che definisce la commissione istituita da palazzo Madama per limitare le espressioni di odio razziale, intolleranza, antisemitismo sui social e sul web «una trappola». Per Rodelli mediante motti come 'prima gli italiani', questi ultimi «si sono sentiti ascoltati, rettamente interpretati, addirittura, novità unica nella storia repubblicana, accennata solo dal berlusconismo, ma senza reali conseguenze passate le elezioni, addirittura 'rappresentati'. Ovvio che qualcuno, la Casta, l'Establishment, il Padronato, chiamatelo come volete, cominciasse ad allarmarsi di tutte queste 'parole in libertà'. Del resto - prosegue Rodelli - le rivoluzioni si inaugurano con le nuove parole, le dittature con l'abrogazione, la proibizione, la mutazione delle parole. Ovvio che corra ai rimedi, ovviamente ammantati dei più santi e venerabili principi provvisori che contraddistinguono la loro etica imputridita di doppiopesismo e doppia e magari tripla morale». Con la commissione Segre è stato «servito il ricatto, l'estorsione perfetta. L' avvertimento minaccioso e sinistro col quale ti tapperanno la bocca: perché non puoi dire più niente, devi chinare la testa, tacere, accettare di bere sino in fondo il calice dell'amarezza. E allora che significa 'Commissione sull'Antirazzismo e l'odio'? La verità - sostiene il segretario dei salviniani leccesi - è nelle ultime inquietanti parole che la nonnetta, a nome del Pd che l'ha redatta, dove per odio, razzismo e intolleranza si intende 'ogni forma' di 'nazionalismo', 'etnocentrismo' e similia. In pratica: il 'prima gli italiani' e solo quello. È Salvini e i salviniani l'unico scopo. Come è Salvini il solo scopo di questo governo. Il suo internamento in un solitario campo di concentramento, dove attenti agli altri, molti potrebbero andare a fargli compagnia per un commento su fb». Per Rodelli «la commissione Segre ha il fine di creare una black list, in cui inserire persone autonome o di partito, che in virtù di un principio ragionevole che è quello sintetizzato nel 'primaglitalianì, si pongono in netto contrasto con le politiche migratorie senza regole e tutte quelle subculture che costituiscono il vero oppio dei popoli, perché vivono grazie al senso di colpa che viene inculcato su chi osa porre delle differenze senza voler per questo discriminare. Vogliono un mondo di 'diversì ma pretendono che siano tutti uguali, non nei diritti ma nel conformismo autoritario. Esaltano le diversità ma poi non vogliono un mondo di diversità, ché per questo il mondo è bello».

LEGGO

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SEZ. POLITICA Nuova Imu da 8,6 per mille, sindaci possono azzerarla Bozza manovra, Comuni possono annullarla anche su ville-castelli

2 Novembre 2019, 07:49am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Nuova Imu da 8,6 per mille, sindaci possono azzerarla Bozza manovra, Comuni possono annullarla anche su ville-castelli

L'aliquota base della nuova Imu, frutto della fusione tra Imu e Tasi, sarà dell'8,6 per mille e i sindaci potranno aumentarla fino a un massimo del 10,6 per mille. Lo prevede la bozza della manovra. Solo nel 2020, ed entro il livello già stabilito per le due imposte, la nuova Imu potrà essere portata fino all'11,4 per mille. Con delibera comunale si potrà decidere anche di ridurla fino ad azzerarla. I sindaci potranno decidere di annullare anche il prelievo su ville, castelli e abitazioni di pregio, per i quali l'imposta si applica anche quando sono prima casa.
Le case date in affitto a canone concordato continueranno a godere dello sconto del 25% anche con la nuova Imu. Lo stabiliscono le norme sulla fusione di Imu e Tasi contenute nella bozza della manovra, nelle quali si precisa che "l'imposta è ridotta al 75%".

Nell'ultima versione della bozza della manovra è confermata la plastic tax per i monouso e per tappi ed etichette di plastica. Tassato anche il polistirolo. Saltata la norma che stanziava 100 milioni per le indennità dei ministeri. Cambia anche la norma sulle auto aziendali, salve le ecologiche.

"Questa è una manovra da sostenere, è migliorata, grazie anche al lavoro del Movimento 5 Stelle". Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a margine della visita in Marocco. Il leader di Italia Viva, Renzi: "Lavoreremo in Parlamento per eliminare le tasse su auto aziendali, plastica e zucchero. Chiedo a tutti di darci una mano e seguire la nostra battaglia in Parlamento".

"Dopo i ct della nazionale ci sono i Ct della legge di bilancio": il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia, in visita a Washington, polemizza con chi critica la manovra e in particolare con Matteo Renzi. "Si poteva fare di piu' e meglio? Sicuramente si', ma con quali risorse?Siccome sono tutti fenomeni, Ct della legge di bilancio, ti dicono cosa togliere ma non ti dicono mai da dove prendere", ha detto alla stampa italiana, ricordando che Renzi aboli' la web tax e ora vuole cancellare anche la plastic tax.

"Grazie al M5S abbiamo tolto cento milioni per le indennità dei ministeri, soldi in più. Penso sia stata una scelta giusta del M5S e una vittoria per il paese.". Lo sottolinea il viceministro al Mise Stefano Buffagni. "Non si è abbastanza fatto per aiutare le imprese. La norme sulle auto aziendali è stata modificata grazie al nostro intervento ma a me non piace, per me non è abbastanza, così si fa pagare solo chi già paga. Di lavoro ce ne sarà da fare tanto in Parlamento non dobbiamo aver paura di queste discussioni". Lo afferma il viceministro Stefano Buffagni su Fb.

Le aziende e i lavoratori autonomi potranno detrarre integralmente l'Imu già dal 2022 sugli immobili usati per l'attività. E' quanto scritto nella bozza di manovra. Per quell'anno, finora era prevista una deducibilità al 70%. Restando ferme "le percentuali di deducibilità parziale per i periodi d'imposta 2019 (50%), 2020 e 2021 (60%)".

ANSA

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SEZ. POLITICA Salvini, in E-R partita importante Bonaccini prende meriti non suoi, occupazione merito di aziende

31 Ottobre 2019, 11:27am

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Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Salvini, in E-R partita importante Bonaccini prende meriti non suoi, occupazione merito di aziende

BOLOGNA,  In Emilia-Romagna c'è una "partita importante", che la Lega giocherà "a viso aperto e a tutto campo come il Milan di Sacchi", anzi, "come il Parma di Sacchi". Usa una metafora calcistica Matteo Salvini in un'intervista alla Gazzetta di Parma nel giorno del via alla campagna d'Emilia per le regionali del 26 gennaio che partirà stasera proprio dalla città emiliana al fianco della candidata Lucia Borgonzoni. L'Emilia-Romagna, sottolinea, "è una grande e stupenda terra capace di produrre una buona qualità della vita grazie allo spirito d'iniziativa e alla coesione sociale", e ciò accade "malgrado il sistema di potere della sinistra in Regione si sia fatto sempre più miope ed autoreferenziale". Il presidente Stefano Bonaccini, Pd, ricandidato al bis, secondo Salvini "prende meriti non suoi". La disoccupazione in calo, ad esempio, "riguarda più la capacità degli imprenditori di reggere alla crisi piuttosto che l'azione della Regione".

ANSA

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