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sez.politica

SEZ. POLITICA Giorgia Meloni, la pornostar Valentina Nappi provoca: «Se lei è cristiana io non ho mai fatto sesso...»

7 Novembre 2019, 07:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Giorgia Meloni, la pornostar Valentina Nappi provoca: «Se lei è cristiana io non ho mai fatto sesso...»

«Se Giorgia Meloni è cristiana, io non ho mai fatto sesso anale». Lo ha scritto su Twitter la pornostar italiana Valentina Nappi. Una provocazione senza peli sulla lingua quella della diva del porno che già in passato si era schierata politicamente. In quel caso aveva attaccato Matteo Salvini. Del leader della Lega aveva parlato in un'intervista a La Zanzara su Radio24. «Lui fomenta l'odio tra gli italiani, sono gli immigrati a stare male e fare una vita di m***a, non noi - le sue parole - Andare a letto con lui? Neanche morta, piuttosto mi faccio tagliare il clitoride. Non mi piace utilizzare politicamente la f**a, ma in questo caso sì».  

Questa volta nel mirino di Valentina Nappi è finita la leader di Fratelli d'Italia, il cui discorso pronunciato in piazza San Giovanni in questi giorni è divenuto virale sul web grazie alla hit «Io sono Giorgia» e con le parti del testo pronunciate che sono state remixate con tanto di sottofondo di musica elettronica. 

«Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana». È il ritornello che riechegga su tantissime pagine social, con video e meme che girano tra gli smartphone di tutta Italia. Valentina Nappi si è accodata alla viralità del momento attaccando la "cristianità" palesata dalla Meloni, con una paragone provocatorio legandondolo al suo lavoro nel mondo dell'hard: «Se Giorgia Meloni è cristiana, io non ho mai fatto sesso anale».

LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Zingaretti attacca Renzi sulla manovra: «Da Matteo operazione di basso livello»

6 Novembre 2019, 11:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Zingaretti attacca Renzi sulla manovra: «Da Matteo operazione di basso livello»

Nicola ​Zingaretti, ospite a DiMartedì su La7, attacca Matteo Renzi sulla manovra: «Da Matteo operazione di basso livello». «Giusto che tutti portino il contributo in un'alleanza, il problema è se porti idee per costruire provvedimenti o per logorare e criticare. Aprire una polemica su una manovra sottoscritta da tutti è un'operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno». Così Nicola Zingaretti a DiMartedì su La7 rispondendo a una domanda di Giovanni Floris sul ruolo svolto da Matteo Renzi e da Italia Viva. «Combatto anche per Renzi - ha aggiunto -, se pensa che alimentare le polemiche aumenti il consenso si sbaglia». Zingaretti: «M5S decida se fare testimonianza o cambiare il Paese». «In Umbria c'è stata una drammatica sconfitta, ma è sbagliato dire che l'accordo con M5S ha fatto perdere il candidato governatore. Noi siamo andati bene, molto male il M5S, ma senza l'accordo sarebbe stata una catastrofe. M5S ora decida se vuole continuare a testimoniare dei valori o provare a cambiare questo Paese». Lo dice Nicola Zingaretti a Di Martedì su La7.

LEGGO

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SEZ. POLITICA Conte incontrerà aziende su plastic tax Per rendere più efficaci misure, riducendo eventualmente impatto

5 Novembre 2019, 11:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Conte incontrerà aziende su plastic tax Per rendere più efficaci misure, riducendo eventualmente impatto

Il Presidente Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, intende incontrare le aziende coinvolte e gli esperti del settore per avere un confronto volto a rendere ancora più efficaci e sostenibili queste misure riducendo eventualmente l'impatto. Nella convinzione che si tratti di misure che rappresentano la chiara volontà del governo di avviare una svolta green ma che nello stesso tempo non vogliono avere un fine punitivo. Il premier è fortemente deciso a contrastare il tentativo di far passare questa come la "manovra delle tasse". "È una manovra che ha evitato il già programmato aumento dell'Iva per 23 miliardi, che avrebbe avuto un impatto negativo su consumi e famiglie. Non può essere raccontata come una 'manovra delle tasse' solo per la presenza di alcune specifiche e limitate misure volte a tutelare l'ambiente, la salute dei cittadini e che danno un indirizzo green al paese", è il ragionamento del premier. La riduzione del cuneo fiscale e la lotta all'evasione sono pilastri della manovra e non intendo fare passi indietro. Così il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, secondo quanto si apprende, ha risposto ai sindacati durante il tavolo a Palazzo Chigi sulla legge di bilancio, accogliendo positivamente la loro richiesta di non arretrare sulla riduzione delle tasse sul lavoro e sul contrasto all'evasione. Un nuovo fondo pluriennale con una dote di 2,5 miliardi complessivi dal 2021 al 2034 per ampliare l'offerta di posti negli asili nido. Lo prevede la manovra. Il fondo, destinato alla "messa in sicurezza, ristrutturazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni", viene istituito al ministero dell'Interno con 100 milioni l'anno dal 2021 al 2023 e 200 milioni l'anno dal 2024 al 2034. Già entro gennaio 2020 saranno stabiliti i criteri per il riparto del fondo, per la verifica dell'uso dei fondi e l'eventuale riassegnazione di quelli non utilizzati. "Per la prima volta mettiamo in capo una azione organica sugli asili nido", con tutti i Comuni che potranno accedere ai finanziamenti anche se finora non hanno mai avuto un servizio per i bambini tra 0 e 2 anni. Lo dice il viceministro all'Economia, Laura Castelli, spiegando l'effetto combinato dei finanziamenti della manovra (2,5 miliardi fino al 2034) e il superamento dei costi standard per il riparto dei fondi, con l'eliminazione del "livello di fabbisogno pari allo 0" basato sul vecchio criterio della spesa storica. "Sul bilancio non ci sono novità, evolve ogni giorno; mi batto per maggiori risorse alla scuola, università e alla ricerca, lo dico ogni giorno, dobbiamo fare di più, deve essere una manovra più coraggiosa. Scuola, università e ricerca sono la condizione di sviluppo per il nostro paese. In questo momento le risorse sono insufficienti". Lo ha detto a margine di una iniziativa alla Luiss il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti.

 ANSA

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SEZ. POLITICA Liliana Segre una «nonnetta mai eletta», il comunicato del leghista: «Salvini e i salviniani l'unico scopo della Commissione»

4 Novembre 2019, 11:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Liliana Segre una «nonnetta mai eletta», il comunicato del leghista: «Salvini e i salviniani l'unico scopo della Commissione»

La senatrice a vita Liliana Segre «una nonnetta» usata come «avanguardia e maschera», un personaggio «che non può essere attaccato, una vecchietta ben educata, reduce dai campi di concentramento, mai eletta. La Mrs. Doubtfire di Palazzo Madama». Così in un comunicato Riccardo Rodelli, segretario della 'Lega Salvini premier' di Lecce, che definisce la commissione istituita da palazzo Madama per limitare le espressioni di odio razziale, intolleranza, antisemitismo sui social e sul web «una trappola». Per Rodelli mediante motti come 'prima gli italiani', questi ultimi «si sono sentiti ascoltati, rettamente interpretati, addirittura, novità unica nella storia repubblicana, accennata solo dal berlusconismo, ma senza reali conseguenze passate le elezioni, addirittura 'rappresentati'. Ovvio che qualcuno, la Casta, l'Establishment, il Padronato, chiamatelo come volete, cominciasse ad allarmarsi di tutte queste 'parole in libertà'. Del resto - prosegue Rodelli - le rivoluzioni si inaugurano con le nuove parole, le dittature con l'abrogazione, la proibizione, la mutazione delle parole. Ovvio che corra ai rimedi, ovviamente ammantati dei più santi e venerabili principi provvisori che contraddistinguono la loro etica imputridita di doppiopesismo e doppia e magari tripla morale». Con la commissione Segre è stato «servito il ricatto, l'estorsione perfetta. L' avvertimento minaccioso e sinistro col quale ti tapperanno la bocca: perché non puoi dire più niente, devi chinare la testa, tacere, accettare di bere sino in fondo il calice dell'amarezza. E allora che significa 'Commissione sull'Antirazzismo e l'odio'? La verità - sostiene il segretario dei salviniani leccesi - è nelle ultime inquietanti parole che la nonnetta, a nome del Pd che l'ha redatta, dove per odio, razzismo e intolleranza si intende 'ogni forma' di 'nazionalismo', 'etnocentrismo' e similia. In pratica: il 'prima gli italiani' e solo quello. È Salvini e i salviniani l'unico scopo. Come è Salvini il solo scopo di questo governo. Il suo internamento in un solitario campo di concentramento, dove attenti agli altri, molti potrebbero andare a fargli compagnia per un commento su fb». Per Rodelli «la commissione Segre ha il fine di creare una black list, in cui inserire persone autonome o di partito, che in virtù di un principio ragionevole che è quello sintetizzato nel 'primaglitalianì, si pongono in netto contrasto con le politiche migratorie senza regole e tutte quelle subculture che costituiscono il vero oppio dei popoli, perché vivono grazie al senso di colpa che viene inculcato su chi osa porre delle differenze senza voler per questo discriminare. Vogliono un mondo di 'diversì ma pretendono che siano tutti uguali, non nei diritti ma nel conformismo autoritario. Esaltano le diversità ma poi non vogliono un mondo di diversità, ché per questo il mondo è bello».

LEGGO

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SEZ. POLITICA Nuova Imu da 8,6 per mille, sindaci possono azzerarla Bozza manovra, Comuni possono annullarla anche su ville-castelli

2 Novembre 2019, 07:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Nuova Imu da 8,6 per mille, sindaci possono azzerarla Bozza manovra, Comuni possono annullarla anche su ville-castelli

L'aliquota base della nuova Imu, frutto della fusione tra Imu e Tasi, sarà dell'8,6 per mille e i sindaci potranno aumentarla fino a un massimo del 10,6 per mille. Lo prevede la bozza della manovra. Solo nel 2020, ed entro il livello già stabilito per le due imposte, la nuova Imu potrà essere portata fino all'11,4 per mille. Con delibera comunale si potrà decidere anche di ridurla fino ad azzerarla. I sindaci potranno decidere di annullare anche il prelievo su ville, castelli e abitazioni di pregio, per i quali l'imposta si applica anche quando sono prima casa.
Le case date in affitto a canone concordato continueranno a godere dello sconto del 25% anche con la nuova Imu. Lo stabiliscono le norme sulla fusione di Imu e Tasi contenute nella bozza della manovra, nelle quali si precisa che "l'imposta è ridotta al 75%".

Nell'ultima versione della bozza della manovra è confermata la plastic tax per i monouso e per tappi ed etichette di plastica. Tassato anche il polistirolo. Saltata la norma che stanziava 100 milioni per le indennità dei ministeri. Cambia anche la norma sulle auto aziendali, salve le ecologiche.

"Questa è una manovra da sostenere, è migliorata, grazie anche al lavoro del Movimento 5 Stelle". Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a margine della visita in Marocco. Il leader di Italia Viva, Renzi: "Lavoreremo in Parlamento per eliminare le tasse su auto aziendali, plastica e zucchero. Chiedo a tutti di darci una mano e seguire la nostra battaglia in Parlamento".

"Dopo i ct della nazionale ci sono i Ct della legge di bilancio": il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia, in visita a Washington, polemizza con chi critica la manovra e in particolare con Matteo Renzi. "Si poteva fare di piu' e meglio? Sicuramente si', ma con quali risorse?Siccome sono tutti fenomeni, Ct della legge di bilancio, ti dicono cosa togliere ma non ti dicono mai da dove prendere", ha detto alla stampa italiana, ricordando che Renzi aboli' la web tax e ora vuole cancellare anche la plastic tax.

"Grazie al M5S abbiamo tolto cento milioni per le indennità dei ministeri, soldi in più. Penso sia stata una scelta giusta del M5S e una vittoria per il paese.". Lo sottolinea il viceministro al Mise Stefano Buffagni. "Non si è abbastanza fatto per aiutare le imprese. La norme sulle auto aziendali è stata modificata grazie al nostro intervento ma a me non piace, per me non è abbastanza, così si fa pagare solo chi già paga. Di lavoro ce ne sarà da fare tanto in Parlamento non dobbiamo aver paura di queste discussioni". Lo afferma il viceministro Stefano Buffagni su Fb.

Le aziende e i lavoratori autonomi potranno detrarre integralmente l'Imu già dal 2022 sugli immobili usati per l'attività. E' quanto scritto nella bozza di manovra. Per quell'anno, finora era prevista una deducibilità al 70%. Restando ferme "le percentuali di deducibilità parziale per i periodi d'imposta 2019 (50%), 2020 e 2021 (60%)".

ANSA

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SEZ. POLITICA Salvini, in E-R partita importante Bonaccini prende meriti non suoi, occupazione merito di aziende

31 Ottobre 2019, 11:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Salvini, in E-R partita importante Bonaccini prende meriti non suoi, occupazione merito di aziende

BOLOGNA,  In Emilia-Romagna c'è una "partita importante", che la Lega giocherà "a viso aperto e a tutto campo come il Milan di Sacchi", anzi, "come il Parma di Sacchi". Usa una metafora calcistica Matteo Salvini in un'intervista alla Gazzetta di Parma nel giorno del via alla campagna d'Emilia per le regionali del 26 gennaio che partirà stasera proprio dalla città emiliana al fianco della candidata Lucia Borgonzoni. L'Emilia-Romagna, sottolinea, "è una grande e stupenda terra capace di produrre una buona qualità della vita grazie allo spirito d'iniziativa e alla coesione sociale", e ciò accade "malgrado il sistema di potere della sinistra in Regione si sia fatto sempre più miope ed autoreferenziale". Il presidente Stefano Bonaccini, Pd, ricandidato al bis, secondo Salvini "prende meriti non suoi". La disoccupazione in calo, ad esempio, "riguarda più la capacità degli imprenditori di reggere alla crisi piuttosto che l'azione della Regione".

ANSA

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SEZ. POLITICA Di Maio: «Con Salvini è finita, mi fece male quando aprì la crisi»

30 Ottobre 2019, 10:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Di Maio: «Con Salvini è finita, mi fece male quando aprì la crisi»

«Nelle Regioni credo che potremmo metterci insieme con i movimenti che si occupano di molto temi del territorio non con gli altri partiti. Con i movimenti possiamo stare insieme, non con le altre forze politiche». Lo afferma il leader M5s Luigi Di Maio nel corso del Maurizio Costanzo show. «Il M5s per 10 anni - prosegue Di Maio - è andato sempre da solo alle regionali, ha anche fatto buoni risultati; ci dicevano da anni che stando insieme rappresentavamo un'alternativa, ma noi la rappresentiamo quando andiamo al di là di destra e sinistra. Essere post ideologici oggi è più complicato». Non un mancare un passaggio sull'ex alleato Matteo Salvini: «Sicuramente non è una questione personale, siamo stati al governo insieme per 14 mesi, dicevamo "si va avanti 5 anni", poi l'8 agosto vieni a sapere per vie traverse che ha cambiato idea. Mi ha fatto male che fino al giorno prima dici una cosa e poi ti lasciano il cerino in mano, con la responsabilità di non far salire l'Iva, che ci siamo presi noi. Non ci siamo più sentiti mi fido delle persone fino a prova contraria, poi quando arriva la prova contraria per me può finire lì​». Durante il Costanzo show, Di Maio si è anche esbito come cantante, indonando "Napul'è" di Pino Daniele. Non è andata bene invece quando ha provato a cantare "Non mi avete fatto niente" di Ermal Meta, non ricordando il testo a memoria. Infine il leader grillino confida: «Quando ero bambino, da grande volevo fare il poliziotto»

LEGGO

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SEZ. POLITICA In Umbria la vittoria della destra sovranista ha messo fine al progetto Pd-M5s?

29 Ottobre 2019, 06:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

regionali umbria destra sovranista 

lega-L’esito delle elezioni regionali in Umbria è apparso molto chiaro fin dai primissimi minuti dopo la chiusura dei seggi, quando – alle 23:00 di ieri sera – sono stati diffusi exit poll, sondaggi e proiezioni sulle principali emittenti televisive. I numeri sono stati poi pienamente confermati dai dati reali di scrutinio, e hanno visto una netta vittoria di Donatella Tesei, senatrice della Lega e candidata presidente della coalizione di centrodestra, con il 57,5% dei voti.

Sconfitto, con oltre 20 punti di distacco, il candidato “civico” Vincenzo Bianconi, a capo di un’inedita coalizione di centrosinistra allargata al Movimento 5 Stelle. Praticamente inesistenti gli altri candidati, con Claudio Ricci (classificatosi terzo a capo di una coalizione di liste civiche – ma nel 2015 era stato lui il candidato del centrodestra) che si è fermato sotto il 3%.   

Un voto molto partecipato

Nelle ore immediatamente successive alla notizia della vittoria della Tesei, alcuni commentatori (tra cui lo stesso premier Giuseppe Conte) hanno sostenuto che queste Regionali non siano state un test per il Governo nazionale, sottolineando lo scarso peso demografico dell’Umbria (circa 700.000 elettori) rispetto all’Italia nel suo complesso.

Che si sia trattato di un voto carico di significato politico, forse al di là della sua portata locale, lo dimostra però l’elevato tasso di partecipazione: l’affluenza è stata infatti pari al 64,7% degli aventi diritto, ben 9 punti in più rispetto alle precedenti Regionali (2015) e in tutto e per tutto paragonabile a quella registrata in occasione delle Europee dello scorso maggio – ossia un’elezione nazionale di grande importanza, in cui si era attestata sul 66,5%.

Ma si è trattato di una partecipazione in un certo senso “slegata” da logiche di appartenenza politica nazionale: fin dai primi rilevamenti parziali (alle 12 e poi ancora alle 19) non era emersa alcuna relazione tra l’andamento dell’affluenza rispetto alle Europee e il voto ai principali partiti in quell’occasione. I risultati reali che hanno premiato il centrodestra, quindi, non sembrano il frutto di un andamento asimmetrico dell’astensionismo o – al contrario – della mobilitazione elettorale.

Vittoria schiacciante del centrodestra (sovranista)

Detto dei risultati dei candidati presidenti, un approfondimento a parte va fatto per il voto alle liste. Come ampiamente prevedibile, la Lega è la lista più votata, con quasi il 37% dei consensi. Per il partito di Matteo Salvini si tratta di un enorme successo, dal momento che per poco non replica il risultato delle Europee (38,2%) nonostante la presenza di due liste civiche con il nome della Tesei (esponente della stessa Lega) che complessivamente hanno ottenuto poco più del 5%.

Ma il successo leghista si accompagna a quello, forse anche più eclatante, dell’altro partito del centrodestra sovranista italiano, e cioè Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni ottiene il suo miglior risultato di sempre in una regione, diventando la terza forza con il 10,4% dei consensi e mettendosi dietro non solo Forza Italia – come già accaduto alle Europee – ma anche il Movimento 5 Stelle, che si è fermato sotto l’8%. Un risultato notevole soprattutto se si considera che è avvenuto in presenza di un risultato così importante della Lega: complessivamente, i due partiti sovranisti rappresentano quasi il 50% degli elettori umbri.

FONTE AGI

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SEZ. POLITICA Umbria, Conte cita Modugno: «Io in discussione? Ho il sole, il cielo, il mare...»

28 Ottobre 2019, 10:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Umbria, Conte cita Modugno: «Io in discussione? Ho il sole, il cielo, il mare...»

«La conoscete la canzone di Modugno? Il sole, il cielo...». È la battuta con cui il premier Giuseppe Conte replica ai cronisti che gli chiedevano un commento sulle elezioni umbre. «Si sente in discussione», gli chiede una cronista e, subito, un altro cronista gli domanda: «Ci commenti almeno questo sole...». A quel punto Conte replica citando il brano «Meraviglioso», di Domenico Modugno «Vediamo anche le riflessioni che faranno i leader delle forze politiche della maggioranza, ma c'è la consapevolezza che il voto in Umbria e il progetto di governo sono due piani diversi», dice il premier Giuseppe Conte a margine della seconda edizione di "Sindaci d'Italia", organizzata da Poste Italiane. Il voto in Umbria è «un test da non trascurare affatto» ma «noi siamo qui a governare con coraggio e determinazione, il nostro è un progetto riformatore per il Paese. Un test regionale non può incidere, se non avessimo coraggio e lungimiranza sarebbe meglio andare a casa tutti», ha continuato il premier Conte.​

LEGGO

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Sez. Politica Salvini crede nella vittoria in Umbria e Emilia. Il M5s teme la soglia del 10%

26 Ottobre 2019, 08:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

A due giorni dalla chiusura della campagna elettorale in Umbria, Matteo Salvini punta a usare un eventuale successo in Umbria come trampolino per il lancio della personale 'road map' che vorrebbe lo riportasse al governo nazionale. Mentre, nel Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio tenta di puntellare la Regione, con presenze crescenti, sue e dei dirigenti pentastellati, ad arginare i timori di una discesa dei consensi, per il M5s, sotto il 10%, in un voto che sarà il primo banco di prova per l'alleanza, traslata a livello regionale, con il Pd. Il capo politico del M5s chiuderà la campagna a Perugia, venerdì sera, dove ha spostato il comizio in origine previsto a Terni (salta quindi il duello ternano con Salvini, che nella cittadina terrà il comizio conclusivo). Presenza quasi capillare in quest'ultima settimana di campagna elettorale per Giorgia Meloni e anche per Silvio Berlusconi, impegnato in una tre giorni - da oggi fino a venerdì - di full immersion sostenuta e abbastanza impegnativa per un leader di 83 anni. Venerdì, giorno di chiusura, tornerà in Umbria anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: chiuderà anche lui a Terni, come Berlusconi e Salvini. Mentre domani, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è atteso in visita all'azienda di Brunello Cucinelli. è probabilmente per l'impegno di Salvini che questa piccola Regione italiana - meno di 900mila abitanti - è diventata il centro della politica italiana in questi giorni, tanto da essere stata definita l'Ohio d'Italia (nelle elezioni presidenziali statunitensi in genere chi si 'prendè l'Ohio conquista la Casa Bianca). Reduce dalla sconfitta politica che ha conciso con la formazione del governo Conte II, Salvini crede nella vittoria in Umbria, domenica sera, tanto che, da settimane, non ne fa mistero in pubblico. Ma non si illude che questo voto possa far cadere realmente il governo nazionale. Il segretario leghista si attende un buonissimo risultato, con la Lega ampiamente primo partito nella Regione, sopra il 30%. La novità è che Salvini, però, comincia a credere nel 'bis' in Emilia-romagna, il 26 gennaio, dove i sondaggi in mano ai leghisti - stando a quanto trapela da via Bellerio - descrivono uno scenario di testa a testa tra Lucia Borgonzoni e il governatore dem uscente Stefano Bonaccini. Anche se potrebbe cambiare tutto in base alle decisioni di Pd e M5s sull'ipotesi di replicare a livello regionale l'alleanza, come già avvenuto in Umbria. Per Salvini, il voto emiliano-romagnolo potrebbe diventare, quindi, la "battaglia della vita". "Se non dovessimo vincere, perderemmo comunque in maniera onorevole, e non cambierebbe nulla a livello nazionale - si ragiona in via Bellerio -. Ma se vincessimo anche in Emilia-romagna, il governo Conte non reggerebbe l'impatto. Il governo cadrebbe". "Se qualcuno degli alleati ha dei dubbi sulla vittoria in Emilia io non ne ho. Sarà quella la prova del nove", ha spiegato il segretario leghista, riunendo i gruppi ieri. E proprio per preparare la campagna elettorale a sostegno di Borgonzoni - che si aprirà ufficialmente il 14 novembre con un grande evento al Paladozza di Bologna - l'ex ministro dell'Interno ha messo a punto un programma 'ad hoc'. Si chiama 'adotta una provincià il piano che Salvini ha spiegato ai parlamentari. Deputati e senatori dovranno scegliere ognuno una zona dell'Emilia per essere sempre presenti sul territorio. Altra tattica: ogni parlamentare dovrà portare sul tavolo un tema per cercare di mettere in difficoltà l'esecutivo. Nelle ultime ore, il capo degli ex lumbard ha - viene segnalato - inaugurato una nuova strategia politica e comunicativa. Il bersaglio dei suoi strali sarà sempre meno il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Non infierirà più su Conte - si annuncia -. Lui è fatto per i 5 stelle. Lo lasciamo in pasto a Di Maio e a Matteo Renzi". Intanto, l'Umbria sarà il primo banco di prova della neonata alleanza tra Pd e M5s. Di Maio ha chiarito che non considera il voto un "test nazionale" e che se il candidato sostenuto dai giallo-rossi Vincenzo Bianconi batterà la leghista Donatella Tesei, darà vita a una giunta "senza politici". I 5 stelle hanno intensificato le presenze in Regione negli ultimi giorni e stanno cercando di darsi da fare per recuperare consensi, con le Cassandre che predono una discesa sotto il 10%. Il M5s, in realtà, punta tutto sulla Calabria dove schiererà un proprio candidato magari sostenuto dal patto civico con un Pd, sfilato, e conta di conquistare la prima Regione a guida 5 stelle. Schema che potrebbe ripetersi, invertito, però, in Emilia-romagna, con il candidato del Pd Bonaccini, in una sorta di patto non belligerante, in cui il Movimento potrebbe persino decidere di rinunciare alla corsa. E se per Fratelli d'Italia, Meloni da settimane gira l'Umbria, per Forza Italia negli ultimi giorni è sceso in campo il leader Berlusconi. Nel partito continua il dibattito aperto dalla 'non ortodossa' Mara Carfagna che ha criticato la partecipazione alla manifestazione organizzata dalla Lega in piazza San Giovanni a Roma. "Qualcuno, anche dei miei, ha detto, come ho letto, che sabato ci siamo consegnati a Salvini. è esattamente il contrario", ha tagliato corto Berlusconi. Salvini e Meloni "hanno dichiarato pubblicamente di essere parte della nostra coalizione unita - ha aggiunto -. Hanno voluto non chiamarla centrodestra. Avevo proposto Casa delle libertà, hanno scelto Casa degli italiani e va bene. Sono io, con Forza Italia, che ha sempre sottolineato, tutto il tempo, l'assoluta necessità che la coalizione della nostra parte politica anti sinistra e anti comunista fosse unita", ha aggiunto. "Sono salito e sceso dal palco, dopo la manifestazione, soddisfatto, dopo la manifestazione, di aver raggiunto un obiettivo fondamentale", ha detto ancora. Per l'ex Cavaliere il voto umbro è estremamente importante. Il centrodestra, ha aggiunto, vincerà "contro questa incredibile aggregazione della sinistra. Questo voto penso possa diventare un fatto simbolico, un primo avviso di sfratto per il governo". In Umbria oggi c'era anche Carfagna. "Leggo dall'Umbria, dove sto partecipando a manifestazioni in sostegno delle liste di Forza Italia e della brava Donatella Tesei, dichiarazioni di diversi amici che si sbracciano per ribadire l'importanza della ricostituzione del centrodestra, seppure sotto la guida di Matteo Salvini, secondo la 'linea di San Giovanni' - ha commentato la vice presidente della Camera -. Sono anche io una convinta sostenitrice del Centrodestra unito ma esaltare oggi quella formula, senza preoccuparsi del calo di consenso di FI, significa usarla come un alibi per non guardare la realtà. Mai nessuno mi convincerà ad accettare la resa di FI e della nostra idea d'Italia in cambio di un seggio garantito quando si voterà. Se ad altri sembra conveniente, io non la penso così: continuerò a pontificare in tv, come ha detto ingenerosamente qualcuno, piuttosto che fare la banderuola per opportunismo, e a lavorare sul territorio come ho sempre fatto. E a chi mi critica dico: non basta affidarsi al successo degli altri per vincere, bisogna costruire il proprio percorso, se se ne è capaci". agi

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