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sez.economia

SEZ. ECONOMIA Cartelle rottamate: quante sono tra tasse e multe non pagate. Cosa cambia con il nuovo fisco

14 Marzo 2024, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Cartelle rottamate: quante sono tra tasse e multe non pagate. Cosa cambia con il nuovo fisco

INSERITO DA ANGELA CECERE Una montagna da oltre 1.200 miliardi di tasse e multe non pagate. Stipate da anni, molte da decenni, nel magazzino della riscossione. Che accumula senza sosta somme ormai considerate vetuste e inesigibili. Ora il governo ha deciso di intervenire trovando un modo per snellirlo. Lo Stato però rischia di non vedersi mai restituire la maggior parte di quei soldi: oltre il 90% dell'ammontare infatti è praticamente irrecuperabile. Sono 1.206,6 miliardi le cartelle non riscosse presenti nel magazzino al 31 dicembre 2023. Si tratta di circa 269 milioni di singoli crediti, contenuti in circa 163 milioni di cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivo, accumulati dal 2000 ad oggi. I contribuenti con debiti residui da riscuotere sono circa 22,4 milioni, di cui 3,5 milioni sono società, fondazioni ed enti, mentre i restanti 18,9 milioni sono persone fisiche. Buona parte di questa mole di debiti fiscali, però, non è recuperabile, come ha spiegato il più occasioni il direttore dell'Agenzie delle Entrate Ernesto Maria Ruffini.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Dalla salute al cibo: consumi al palo In difficoltà una famiglia su dieci Il “termometro” di Altroconsumo: il 74% degli italiani non riesce più a risparmiare

13 Marzo 2024, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Dalla salute al cibo: consumi al palo In difficoltà una famiglia su dieci Il “termometro” di Altroconsumo: il 74% degli italiani non riesce più a risparmiare

INSERITO DA ANGELA CECERE Dalle spese sanitarie ai trasporti fino ai generi alimentari. L’impennata dei prezzi cominciata nel 2021 ha subito un rallentamento, ma le famiglie italiane continuano ad incontrare grosse difficoltà e i consumi restano al palo. È l’indagine annuale di Altroconsumo che offre un quadro preoccupante per l’anno appena trascorso con prospettive sul 2024 niente affatto ottimistiche. Nel 2023 il Termometro Altroconsumo ha registrato una stabilizzazione - ma a livelli ancora negativi - della capacità di sostenere le spese correnti nei sei ambiti analizzati: abitazione, mobilità, salute, alimentazione, istruzione, cultura e tempo libero. Il numero delle famiglie in gravi difficoltà economiche, quelle cioè che hanno avuto problemi a sostenere le principali spese quotidiane in tutti gli ambiti presi in esame è salito dal 9 al 10%. Solo una famiglia su quattro (27%), invece, ha dichiarato di non aver avuto nessuna difficoltà, mentre aumentano dal 70 al 74% le famiglie che faticano a risparmiare, con quelle che hanno avuto grosse difficoltà salite dal 35% al 40%. Ad incontrare gli ostacoli maggiori sono soprattutto le famiglie numerose e le spese che più preoccupano sono quelle per l'abitazione (il 51% ha avuto difficoltà a sostenerle) e per la salute (47%), seguite da mobilità (42%) e alimentazione (41%). Proprio l'alimentazione e la salute sono i settori che registrano il peggioramento più marcato. Dal punto di vista geografico le difficoltà ad affrontare le spese sono maggiori al Centro (indice pari a 43,5) e al Sud e nelle isole (43,6). Né l’anno in corso promette di migliorare la situazione. In aumento sono i costi dell’assicurazione auto, dei carburanti, dei trasporti e dei generi alimentari con l'incognita di carburanti ed energia. L'indagine Altroconsumo registra la tendenza di consumatori e famiglie italiane a guardare al futuro con timore e pessimismo. Le attese sono infatti di un ulteriore peggioramento della situazione: un terzo degli intervistati (32%) ritiene che la sua famiglia avrà più difficoltà a sostenere le spese nel 2024 rispetto a quanto avvenuto nel 2023. La metà (50%) stima che la situazione resterà invariata, mentre solo il 19% prevede che sarà un anno più facile.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA I piani a lungo termine dei consorzi bresciani contro la siccità

12 Marzo 2024, 07:26am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Un invaso per acqua da utilizzare per l'irrigazione dei campi

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’Italia riesce a recuperare solo l’11% dei 300 miliardi di litri di acqua che ogni anno cadono sul territorio nazionale. Uno spreco inaccettabile in un territorio a forte rischio desertificazione e con cronica carenza di acqua per i cittadini in alcune aree.

Intervenire si può e si deve non solo nell’emergenza ma in maniera strutturale e strategica. Così Laura Facchetti, presidente di Coldiretti Brescia, evidenzia la necessità di dare finalmente attuazione al progetto invasi.

La siccità, ormai diventata strutturale negli ultimi anni anche in provincia di Brescia, ha un impatto devastante sulle produzioni agricole. Il risultato è che i danni nel 2023, tra coltivazioni e infrastrutture, hanno superato i 50 milioni di euro dell’anno precedente, complici anche gli altri effetti dei cambiamenti climatici. Per Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia: «Sebbene oggi il problema dell’emergenza idrica non si ponga, visto le abbondanti piogge e nevicate in Lombardia, che hanno riempito le falde, il problema non va trascurato e non può ridursi al contingente. Per questo torno a ribadire che serve una progettualità di ampio respiro, in cui è prevista anzitutto la salvaguardia dei laghi, la resilienza delle opere e il giusto mix tra la massima attenzione alla falda e la superficie. Nelle ultime stagioni l’irrigazione dei triticali era già avviata in questo periodo; oggi ci troviamo in una situazione diversa, ma non va assolutamente abbassata la guardia, al fine di rendere il sistema irriguo più resiliente».

Il piano del Consorzio Oglio Mella

Il Piano nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici recentemente approvato lo dice: gran parte degli impatti dei cambiamenti climatici sono riconducibili a modifiche del ciclo idrologico e all’aumento rischi che ne derivano. Con questa consapevolezza il cda del Consorzio di bonifica Oglio Mella ha approntato il Piano triennale delle opere 2024/2026. Una risposta concreta a queste esigenze con opere per un valore di oltre 94 milioni di euro, che hanno tutte al centro l’innovazione e il miglioramento dell’efficienza del reticolo a servizio dell’irrigazione e della sicurezza idraulica. Alcuni interventi sono già in fase di realizzazione e altri si concluderanno entro l’anno.

Prima dell’avvio della stagione irrigua saranno terminati i lavori di rifacimento dell’impianto di sollevamento che gestisce la rete pluvirrigua a servizio di oltre mille ettari di campagna tra Palazzolo, Cologne, Coccaglio ed Erbusco, con un investimento di un milione di euro, a cui si affiancheranno gli interventi sulla rete di tubature sotterranee in pressione che comprende anche l’impianto di Passirano. Attenzione è rivolta anche alla riduzione delle perdite di percorso sui canali principali e all’automazione della gestione delle paratoie che consentirà la loro bacinizzazione.

Proprio su questi temi il progetto del consorzio per la Seriola Nuova, ricompreso nel Piano con un valore di 7,5 milioni, è stato proposto lo scorso ottobre dalla Regione per l’aggiornamento del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico. Tra gli interventi dedicati alla difesa idraulica, aggiunge il direttore Cesare Dioni, «le opere già finanziate da Regione porteranno nei prossimi mesi all'installazione di paratoie automatizzate, governate tramite telecontrollo, per i canali di scarico lungo l’asta del Mella; entro il 2024, alla realizzazione di due vasche di laminazione, una a Travagliato e una a Torbole Casaglia».

Gli interventi del Consorzio del Chiese

Grande attivismo sta caratterizzando anche il lavoro al Consorzio di bonifica Chiese che ha consegnato i lavori di due attesi interventi per la pianura orientale bresciana. Le opere appaltate sono inserite in due misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I lavori riguardano il «Progetto di bacinizzazione e riqualificazione idraulica dei canali adduttori principali Roggia Lonata Promiscua e Roggia Lonata nei Comuni di Bedizzole e Lonato», per un importo di 26,5 milioni. La seconda realizzazione è relativa al progetto «Allestimento in ex cava di ghiaia di bacino idrico per la laminazione delle acque di piena e lo stoccaggio di risorsa idrica», finanziato dal ministero dell’Agricoltura, con 14 milioni di euro.

VALERIO BOZZI https://www.giornaledibrescia.it/

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SEZ. ECONOMIA Pasqua 2024, quest'anno uova di cioccolato più care del 24% La denuncia del Codacons: "A parità di acquisti in un anno spesa aumentata di 72 milioni"

11 Marzo 2024, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Pasqua 2024, quest'anno uova di cioccolato più care del 24% La denuncia del Codacons: "A parità di acquisti in un anno spesa aumentata di 72 milioni"

INSERITO DA ANGELA CECERE Il tradizionale uovo di Pasqua conterrà quest’anno una bruttissima sorpresa per gli italiani. I prezzi del prodotto tipico delle festività pasquali hanno infatti registrato aumenti fortissimi rispetto allo scorso anno, al punto che i listini sono saliti in media del +24%, dopo il +15,4% fatto registrare nel 2023. La denuncia arriva oggi dal Codacons, che ha realizzato uno studio mettendo a confronto i prezzi al pubblico dello scorso anno con quelli attuali. Analizzando i listini delle principali catene della grande distribuzione, si scopre che tutti i produttori di uova di Pasqua hanno aumentato i prezzi al dettaglio – spiega l’associazione – Confrontando le marche più note che ogni anno riempiono gli scaffali di supermercati e ipermercati italiani, emergono rincari medi del 24%, che superano in alcuni casi il 40% per determinate uova di cioccolato di marca. Per alcune uova di note marche specializzate in cioccolato, i rincari sfondano addirittura quota +40%. Va meglio, si fa per dire, per i prodotti destinati ai bambini: i prezzi delle uova legate a cartoni animati, giochi, personaggi famosi, serie tv, ecc., aumentano in media del +16,7% rispetto allo scorso anno, rileva il Codacons. In media la produzione di uova di Pasqua nel nostro Paese supera le 31mila tonnellate all’anno, con un giro d’affari stimato in oltre 300 milioni di euro nel 2023: questo significa che, a parità di acquisti, i rincari peseranno per circa 72 milioni di euro sulle tasche dei consumatori, calcola l’associazione. Alla base dei pesanti aumenti per le uova di Pasqua c’è la crisi del cacao: per tale materia prima le quotazioni superano attualmente il record raggiunto nel 1977, arrivando a 6.000 dollari a tonnellata, a cui si aggiunge il rincaro nell’ultimo anno del +72% per lo zucchero e del 52% per il burro di cacao – spiega il Codacons – I produttori, quindi, hanno scaricato i maggiori costi di produzione sui consumatori finali, attraverso incrementi dei listini al pubblico.

ADNKRONOS

 

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SEZ. ECONOMIA Manovra ferma al palo, 53 decreti attuativi (su 55) non approvati. Dall'Isee alla Zes, tutte le misure in stand-by

10 Marzo 2024, 10:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Manovra ferma al palo, 53 decreti attuativi (su 55) non approvati. Dall'Isee alla Zes, tutte le misure in stand-by

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cinquantatre per la manovra, e 336 sul totale di tutta la produzione legislativa di origine governativa. Sono i decreti attuativi necessari per mettere a terra i provvedimenti varati dal governo Meloni, ma che mancano all'appello, lasciando in stand by molte misure, vecchie e nuove.Le misure in stand by Per la legge di bilancio, si va dal regolamento per escludere dall'Isee i titoli di Stato alle modalità di accesso al credito d'imposta per gli investimenti nella Zes unica, dalle istruzioni per l'installazione delle colonnine per le chiamate di emergenza al potenziamento di mezzi e dispositivi di vigili del fuoco e Polizia, dalla ripartizione del fondo per i piccoli Comuni a quella delle risorse per l'accoglienza dei migranti. In molti casi servono decreti ministeriali o interministeriali (per i quali è richiesto spesso anche il parere della Conferenza Stato-città), ma a volte si tratta di Dpcm o di decreti del presidente della Repubblica.I decreti attuativi Nel corso del tempo, il governo Meloni ha molto ridotto la necessità di ricorrere a provvedimenti di secondo livello: nella legge di bilancio erano in tutto 55, il numero più basso tra le manovre della XVIII e della XIX legislatura, a conferma dell'impegno a rendere subito efficaci le misure introdotte e immediatamente disponibili le risorse finanziarie stanziate. I dati aggiornati dell'esecutivo mostrano come la legge di bilancio per il 2024 abbia stanziato oltre 29,5 miliardi, di cui 25,9 legati a misure autoapplicative, praticamente l'88% del totale, mentre i finanziamenti che rimandano a provvedimenti attuativi sono pari a 3,6 miliardi, il 12%. Quasi la metà dei 55 provvedimenti attuativi complessivamente previsti non è legata a stanziamenti, come nel caso dell'atto appena approvato per l'istituzione della Cabina di coordinamento delle politiche attive per la riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici. Il secondo decreto adottato con la ripartizione del fondo per gli interventi del Giubileo 2025 porta invece con sé risorse per 608 milioni. La legge di bilancio 2023 Guardando al pregresso, della legge di bilancio 2023 risultano invece adottati 85 decreti attuativi, con altri 27 che restano ancora da approvare. Nel complesso, le misure che necessitano di attuazione sono 336. Rispetto ai 316 decreti calcolati nel recente monitoraggio del Servizio per il controllo parlamentare aggiornato a febbraio, uno è stato approvato, ma una ventina di nuovi atti è stata aggiunta con l'ultimo complesso decreto Pnrr del 2 marzo. Il dl deve ancora essere esaminato dal Parlamento, e in fase di conversione, assicurano dall'esecutivo, si farà di tutto per renderlo maggiormente autoapplicativo. L'eredità del passato Restano peraltro da adottare anche altre eredità del passato: ulteriori 267 atti, di cui 227 riferibili ai sei governi che si sono succeduti nella XVII e XVIII legislatura e 40 derivanti da leggi di iniziativa parlamentare. Secondo il monitoraggio del Servizio parlamentare, lo stock dei provvedimenti attuativi derivanti da atti di iniziativa governativa approvati nella XVIII legislatura ed ereditati dall'attuale governo al momento dell'insediamento era pari a 376 provvedimenti, di cui 21 riferibili al governo Conte I, 71 al governo Conte II e 284 al governo Draghi. Lo stock si è ridotto di oltre il 50 per cento: l'esecutivo Meloni ha infatti "smaltito" 190 provvedimenti attuativi, tanto che risultano ancora da adottare 186 atti di secondo livello (13 relativi al primo governo, 47 al secondo e 126 al terzo). LEGGO.IT

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SEZ.ECONOMIA Rc Auto, Ivass: prezzi ancora in crescita a gennaio, +7,5%

9 Marzo 2024, 09:52am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Rc Auto, Ivass: prezzi ancora in crescita a gennaio, +7,5% - foto 1

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Crescono ancora i prezzi delle Rc Auto. Secondo la rilevazione dell'Ivass, l'Autorità di vigilanza del comparto assicurativo, il prezzo medio per i contratti sottoscritti a gennaio è di 389 euro, in aumento in termini nominali del 7,5% su base annua, in lieve decelerazione rispetto al 7,9% di dicembre scorso. In termini reali, l'aumento è del 6,7%. Tgcom24 I prezzi medi sono ancora inferiori al periodo pre-pandemico (406 euro a gennaio 2019). Le province registrano incrementi di prezzo compresi tra il +3,3% (Catanzaro) e il +10,0% (Alessandria). Il differenziale di premio tra Napoli e Aosta è di 250 euro, in aumento del 5% rispetto all'anno precedente. Per gli assicurati appartenenti a classi di merito superiori alla prima, l'incremento di prezzo è del 10,4%. TGCOM24

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SEZ. ECONOMIA Metro Italia, 'SquisITA-L’Italia in un boccone' per promozione eccellenze Lazio Un confronto sulla promozione delle eccellenze enogastronomiche locali

6 Marzo 2024, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Metro Italia, 'SquisITA-L’Italia in un boccone' per promozione eccellenze Lazio Un confronto sulla promozione delle eccellenze enogastronomiche locali

INSERITO DA ANGELA CECERE Valorizzare le eccellenze tipiche del territorio e sostenere i produttori locali. Sono solo alcuni dei pilastri della strategia di sostenibilità di Metro Italia, che favorisce il dibattito tra tutti gli attori della filiera dei consumi fuori casa sulla valorizzazione dell’enogastronomia Made in Italy della Regione Lazio. Nella cornice del Ristorante Traiano dello chef Andrea De Salvo a Roma, Metro Italia ha organizzato un confronto sulla promozione delle eccellenze enogastronomiche locali, sostenendo il legame con il territorio di origine e favorendo l’adozione da parte dei ristoratori di materie prime eccellenti, simbolo della tradizione locale. Presenti al dibattito l’onorevole Chiara La Porta, il senatore Giorgio Maria Bergesio e i Consiglieri dell’Assemblea Capitolina Valerio Casini, Gianmarco Palmieri, Stefano Erbaggi e Filippo Carpano. L’evento ha rappresentato la settima tappa del tour 'SquisITA – L’Italia in un boccone', promosso da Metro Italia nel 2022 in occasione del suo 50° anniversario per sottolineare il forte legame dell’azienda con le produzioni eccellenti del territorio in tutto il paese. Nel territorio laziale, Metro impiega circa 400 persone, ha quattro Punti Vendita, il primo aperto a La Rustica nel 1974, e un deposito a Passo Corese, inaugurato nel 2021. Nell’ultimo anno le vendite sono aumentate in entrambi i canali, registrando +7% nell’area metropolitana di Roma e +20% nel deposito. A livello nazionale, Metro conta circa 7000 prodotti locali in assortimento nei propri store, di cui 710 del territorio laziale. Per garantire un’ampia offerta di eccellenze regionali, Metro Italia collabora con 162 aziende e piccole e medie imprese del Lazio, che forniscono numerosi prodotti come vino, formaggi, salumi, ortofrutta e pesce, molti dei quali certificati IGP (4), Dop (3), Doc-Docg (37) e Pat (33). Metro sostiene così il tessuto socioeconomico locale, permettendo ai professionisti dell’horeca laziali di creare un'offerta più distintiva e di valore, facendo leva su prodotti locali e di qualità. “Le tradizioni culinarie e le tipicità del Lazio rivestono un ruolo centrale per la nostra cultura gastronomica, un tesoro inestimabile che noi di Metro Italia vogliamo continuare a promuovere e valorizzare. Per farlo, scendiamo in campo al fianco dei produttori e dei professionisti dell’HoReCa, sostenendo il tessuto socioeconomico locale anche in un’ottica di sostenibilità”, afferma Marco Cosi, head of beverage, wine, near food and localism. “Abbiamo deciso di tenere a Roma la settima tappa del tour SquisITA perché il territorio laziale gioca un ruolo fondamentale per l’azienda nel supportare una strategia che punta sempre di più alla valorizzazione del Made in Italy”. “La mia passione per la cucina - dichiara Andrea De Salvo, chef del Ristorante Traiano - è una eredità preziosa che risale ai miei nonni. Mia nonna è originaria del Piemonte, mentre mio nonno è nato in Calabria. Fin da giovane, entrambi mi hanno trasmesso le nozioni fondamentali delle loro tradizioni culinarie, arricchendo così le mie conoscenze già radicate nella cucina romana. Grazie a loro, ho imparato i segreti e i sapori autentici delle ricette locali, che ho poi integrato e reinterpretato nella mia cucina personale. Questo legame con le radici culinarie della mia famiglia mi ha ispirato a esplorare, sperimentare e adattare le tradizioni culinarie regionali, creando così un mosaico unico di gusti e sapori che caratterizzano la mia cucina. Nel mio percorso culinario, ho sempre abbracciato una filosofia che celebra l'autenticità e la diversità dei sapori locali. Ogni piatto che creo è il risultato di una profonda connessione con le tradizioni culinarie della mia famiglia, arricchite dalla mia creatività e passione per l'innovazione. Valorizzare i prodotti locali è al centro della mia cucina: li considero tesori da esaltare e trasformare in esperienze gastronomiche uniche, dove la semplicità, il sapore e il gusto si fondono armoniosamente per deliziare i palati dei miei ospiti". "Il Salumificio Coccia, emblema dell'eccellenza nei salumi italiani, è stato onorato con il prestigioso riconoscimento del Gambero Rosso per la Susianella Viterbese, con tre fette, ad attestare il nostro impegno per l'eccellenza culinaria. Senza celle di congelamento, preserviamo l'autenticità e la freschezza dei nostri prodotti. Guardando al futuro, già esportiamo con successo in Canada e stiamo lavorando per estendere la nostra presenza in America, puntando alla certificazione Fda. Contestualmente, perseguendo le certificazioni ISO 22000 Fssc, garantiamo standard elevati nella produzione. La nostra missione è unire tradizione e innovazione, offrendo esperienze culinarie straordinarie nel rispetto dei più alti standard internazionali", ricorda Simonetta Coccia, amministratrice del salumificio Coccia Sesto. “La nostra azienda fonda le sue radici nel territorio e nella filiera corta, per questo abbiamo costituito il progetto di rete Iolatte, la prima rete in Italia per il latte ovino. Rete che ci consente di seguire l’intera filiera che va dall’alimentazione degli ovini sino al prodotto finito, il nostro Pecorino Romano Dop del Lazio Deroma. Crediamo fermamente che solo da materie prime di ottima qualità si possano realizzare prodotti eccellenti. Questo prodotto ancora oggi segue meticolosamente lo stesso processo di produzione, compresa la salatura a secco a mano. Un passaggio, secondo noi fondamentale e che conferisce al prodotto un basso contenuto di sale rendendolo polivalente nella cucina e nella tavola”, commenta Daniele Deroma, direttore commerciale Caseificio Seggiano. “Il nostro territorio ha un valore immenso: un’area incastonata nell’Alta Tuscia, tra Umbria e Lazio, che dal Lago di Bolsena si estende per 260 ettari fino alle colline intorno a Orvieto. Qui, condizioni pedoclimatiche adatte alla coltivazione della vite s’incrociano con una tradizione secolare e con l’orgoglio per i nostri vitigni”, sottolineano Dominga, Marta ed Enrica Cotarella, proprietarie dell’azienda Famiglia Cotarella.

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SEZ. ECONOMIA Confcooperative di Parma: Elisa Cugini subentra a Andrea Bonati alla guida

5 Marzo 2024, 07:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’stato il Presidente Regionale di Confcooperative a trarre le conclusioni dei lavori assembleari che hanno portato a eleggere, per acclamazione, Elisa Cugini, alla carica di Presidente di Confcooperative di Parma, raccogliendo il testimone da Andrea Bonati, in carica da tre mandati. “Una bella Assemblea, ha sottolineato Francesco Milza, a volte dobbiamo dircelo. Una Assemblea molto partecipata anche dai tanti rappresentanti delle Istituzioni locali a conferma dell’ottimo lavoro di interlocuzione svolto sul territorio. Perciò voglio ringraziare Andrea Bonati, con il quale ci siamo affiancati per 3 mandati, e complimenti anche ai dirigenti e funzionari territoriali.” Una assemblea che ha visto alternarsi sul palco assembleare dal sindaco di Fontanellato Luigi Spinazzi, a quello di Parma Michele Guerra oltre a Don Augusto Fontana in vece del Vescovo Solmi, quindi l’Assessore Regionale Barbara Lori e il Presidente della Provincia Andrea Massari oltre ai vertici di Confcooperative Maurizio Gardini presidente nazionale e Francesco Milza alla guida del regionale. Infine i rappresentanti dei settori di Confcooperative Parma hanno portato le loro istanze e gli obiettivi primari dei loro rispettivi settori. La prima a parlare è stata la Vice Presidente Cristina Bazzini (Servizi), seguita da Roberta Lasagna (Sociale), Daniele Mazzocchi (CLCA), Alessandro Cardinali (Cooperative di comunità), Fabio Faccini (Terzo Settore), Eugenio Caggiati (Cultura), Claudio Barilli (FedAgriPesca). Il minimo comune denominatore di tutti gli interventi è stata la gratitudine e i ringraziamenti rivolti al presidente uscente, Andrea Bonati, per l’ottimo lavoro svolto in un periodo particolarmente difficile segnato dalla crisi economica post 2008 alla Pandemia, quindi alla crisi economica ed energetica determinata dalla Guerra in Ucraina. Ma la Presidente subentrante, Elisa Cugini, non ha ricevuto minori onori a partire dalla grande rappresentanza numerica della lista che l’ha proposta alla presidenza che si è infine conclusa con una elezione per acclamazione. “Il mio primo ringraziamento va a Andrea Bonati per avermi affiancata nel mio percorso di conoscenze del mondo cooperativo. Prendo in mano un testimone pesante e perciò metterò il massimo impegno per onorarlo e infine ringrazio i funzionari e dirigenti di Confcooperative Parma per l’ottima organizzazione di questo evento”, così si è espressa Elisa Cugini dopo la nomina al nuovo incarico. Chi è e da dove arriva Elisa Cugini Dopo una importante carriera extragricola, che l’aveva portata al vertice di una impresa di Bolzano che svolge servizi al settore edile, Elisa Cugini ha sentito il richiamo di casa per mettersi al servizio dell’impresa zootecnica di famiglia. “Qualcuno pensa che io abbia fatto una pazzia – ha dichiarato Elisa al momento della nomina, nel novembre 2021, alla Presidenza della federazione agricola parmense – FedAgriPesca -- ma, oltre al richiamo emotivo, ho sentito proprio il bisogno di migliorare la qualità di vita. Così, da circa due anni, mi occupo dell’azienda di famiglia, e ho avviato, con le necessarie cautele, un processo di rinnovamento strutturale e organizzativo, potendo contare su di un patrimonio genetico particolarmente elevato che mio padre Giampaolo aveva perfezionato, nel tempo, dopo averlo preso in carico dal nonno Egizio.” Dal 4 marzo 2024 è Presidente di Confcooperative ParmaPARMATODAY

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SEZ. ECONOMIA Mutui, l'analisi: "Chi ha tasso variabile stringa i denti o valuti surroga per abbassare le rate" Facile.it ha analizzato i futures sugli Euribor - che rappresentano le aspettative di mercato - scoprendo che le rate potrebbero iniziare a diminuire tra maggio e giugno

4 Marzo 2024, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Mutui, l'analisi: "Chi ha tasso variabile stringa i denti o valuti surroga per abbassare le rate" Facile.it ha analizzato i futures sugli Euribor - che rappresentano le aspettative di mercato - scoprendo che le rate potrebbero iniziare a diminuire tra maggio e giugno

INSERITO DA ANGELA CECERE Giovedì si terrà la riunione della Bce e, sebbene la maggior parte degli analisti non si aspetti un taglio dei tassi, sarà importante vedere quali segnali lancerà al mercato Christine Lagarde. In attesa dell’evento, Facile.it ha analizzato i futures sugli Euribor - che rappresentano le aspettative di mercato - scoprendo che le rate potrebbero iniziare a diminuire tra maggio e giugno, ma il calo sarà modesto, compreso tra i 14 e i 22 euro circa per un mutuo variabile medio. "L’Euribor spesso tende ad anticipare le mosse della Bce e a variare in funzione delle aspettative future, pertanto sarà fondamentale vedere quali messaggi arriveranno dalla Banca Centrale", spiegano gli esperti di Facile.it. "L’impressione generale - osservano - è che la discesa sarà più lenta rispetto a quanto si aspettavano i mercati a inizio anno. Chi ha un mutuo a tasso variabile dovrà stringere i denti ancora per un po’ o valutare opzioni come la surroga per abbassare le rate". L'analisi Per la sua analisi, Facile.it ha preso in esame un mutuo medio variabile (126.000 euro in 25 anni, ltv 70%) sottoscritto a gennaio 2022, la cui rata è arrivata, a febbraio 2024, a circa 751 euro dai 456 euro iniziali. Continuando a scorrere i futures (aggiornati al 28 febbraio 2024) emerge che l’Euribor a 3 mesi dovrebbe scendere a circa il 3% entro la fine dell’anno e arrivare attorno al 2,65% entro giugno 2025; se così fosse, la rata scenderebbe di 67 euro entro dicembre 2024, arrivando ad un calo di 100 euro a giugno 2025. Per quanto riguarda la richiesta di mutui, analizzando quelli destinati all’acquisto della prima casa, secondo l’osservatorio di Facile.it, chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi due mesi del 2024 ha puntato ad ottenere, in media, 136.523 euro da restituire in 25 anni, valori in linea con quelli rilevati a inizio 2023. Stabili anche l’ltv (il rapporto tra il valore del mutuo e quello dell’immobile) pari al 71%, e il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo (circa 187.000 euro). L’unico dato peggiorato è l’età media di chi ha presentato domanda di finanziamento per l’acquisto della prima casa, aumentata di quasi un anno e arrivata a poco più di 37 anni e mezzo. L’aumento è ascrivibile al calo del peso percentuale degli under 36 sul totale richiedenti, passato da 53% del 2023 al 49% del 2024. Sul fronte dell’offerta, Facile.it ha rilevato che nei primi due mesi dell’anno le condizioni proposte dalle banche sono state nel complesso favorevoli, in particolare per i tassi fissi, con indici in costante calo; le migliori offerte per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), partono da un tan fisso pari al 2,87%, vale a dire una rata di 589 euro; a gennaio 2024 la miglior rata era pari a 604 euro. Stabili, invece, i tassi variabili, che restano sensibilmente più costosi rispetto a quelli fissi, con i migliori tan che partono dal 4,66%, pari ad una rata di 705 euro. La distanza tra tassi variabili e fissi ha spinto la quasi totalità dei richiedenti, più di 9 su 10, a scegliere questa seconda opzione. Il calo dei tassi fissi continua ad essere un’opportunità per coloro che vogliono provare ad approfittare della surroga, che nei primi due mesi del 2024 ha rappresentato un quarto della domanda totale di mutui (25%), in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando era pari al 17%.

 ADNKRONOS

 

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SEZ. ECONOMIA Lavoro, settimana di 4 giorni: «La salute fisica e mentale dei dipendenti è migliorata, così come il fatturato». L'esperimento in 61 aziende

3 Marzo 2024, 10:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lavoro, settimana lavorativa ridotta a 4 giorni: l'Italia osserva cosa succede all'estero e i dati sono incoraggianti. La riduzione a quattro giorni dei turni di lavoro mostra che i dipendenti sono più felici. E in termini di risultati aziendali cresce l'efficienza e il fatturato, risultato non scontato. Gli effetti sono di lunga durata, come dimostrano i dati contenuti in uno studio del Regno Unito condotto dal gruppo «4 Day Week Global». L'esperimento Nel 2022, 61 aziende hanno sperimentato la settimana lavorativa corta. I giorni di lavoro sono stati ridotti da cinque a quattro senza che lo stipendio dei dipendenti fosse ridotto. La prova è durata sei mesi ma la maggiorparte delle aziende, 54, hanno ancora in vigore la «settimana corta». 

I risultati

«Dall'inizio dell'esperimento, ci sono stati miglioramenti nella salute fisica e mentale dei dipendenti, nell'equilibrio tra lavoro e vita privata e nella soddisfazione generale della vita, nonché riduzioni del burnout (una sorta di sindrome da stress, ndr.)», afferma la sociologa Juliet Schor del Boston College, che fa parte del gruppo di ricerca. I lavoratori riferiscono una maggiore soddisfazione sul lavoro ora rispetto all’inizio della sperimentazione. 

Cambia l'organizzazione

Alcune aziende hanno spiegato che, dopo alcuni problemi iniziali, sono riusciti a trovare soluzioni che consentono a tutti i dipendenti di prendersi il venerdì libero. Riescono ad effettuare tutte le riunioni, dalla durata di circa 30 minuti: importante che inizino in orario. Per quanto riguarda le mail, c'è un tempo dedicato. «Ora scrivo le mie e-mail solo in determinati orari della giornata. Non ne sono coinvolta tutto il giorno, tutti i giorni», spiega una dipendente. 

Il feedback

La maggioranza delle aziende hanno affermato che non prenderebbe in considerazione l'idea di tornare a lavorare cinque giorni alla settimana a meno che non venga aumentato lo stipendio.

Delle 61 aziende del Regno Unito che hanno aderito al progetto pilota del 2022, solo poche hanno interrotto la settimana lavorativa di quattro giorni. I ricercatori suggeriscono che una migliore comunicazione esterna e una maggiore flessibilità nell’adattare la politica a condizioni difficili può fare la differenza negli ambienti lavorativi. LEGGO.IT

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