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sez.economia

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SEZ.ECONOMIA Urso, 'ultimo confronto su ex Ilva, commissari pronti'

8 Febbraio 2024, 10:49am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Urso, 'ultimo confronto su ex Ilva, commissari pronti'

inserito da Miki Pappacoda ROMA, 08 FEB - Bisogna "anche attendere il confronto con gli azionisti, che è tutt'ora in corso, e che potrebbe portare eventualmente a una soluzione che deve in ogni caso garantire il rilancio produttivo, occupazionale e la riconversione ambientale. Ma la strada per l'amministrazione straordinaria è stata aperta. Ove non ci fossero nel frattempo altre soluzioni, altrettanto significative per le garanzie sul rilancio industriale e occupazionale, dopo aver messo in salvaguardia i crediti delle imprese procederemo nella direzione del commissariamento". Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo il suo intervento in commissione Industria al Senato dove sono in esame i decreti sull'ex Ilva. "Tutti gli strumenti per il commissariamento sono stati attivati", ha sottolineato Urso. (ANSA).

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SEZ. ECONOMIA Bollette di luce e gas più leggere per i casertani L'analisi di Facile.it a parità di consumi

7 Febbraio 2024, 11:10am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Bollette di luce e gas più leggere per i casertani L'analisi di Facile.it a parità di consumi

INSERITO DA ANGELA CECERE Bollette di gas e luce più leggere rispetto all'anno precedente nel casertano. E' quanto si evince dall'analisi di Facile.it che ha eseguito il raffronto a parità di consumi. Nel 2023 le famiglie residenti in provincia di Caserta con contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 811 euro per la bolletta della luce e 635 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente. La provincia di Caserta risulta essere la seconda della Campania dove si è speso di più per l’energia elettrica. Se a livello regionale la spesa media 2023 per l’energia elettrica è stata pari a 789 euro, guardando ai consumi a livello locale emerge che si è speso di più nelle province di Benevento (823 euro), Caserta (811 euro), Napoli (792 euro) e Salerno (789 euro); chiude la graduatoria Avellino (704 euro). Per la bolletta del gas, invece, a livello regionale la spesa media è stata pari a 609 euro, il secondo dato più basso rilevato a livello nazionale. Analizzando i dati provinciali, le aree dove si è pagato di più sono state quelle di Avellino (897 euro) e Benevento (771 euro); ultime nella classifica regionale Salerno (638 euro), Caserta (635 euro) e Napoli (542 euro).

CASERTANEWS

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SEZ. ECONOMIA Settimana lavorativa di 4 giorni (con lo stesso stipendio) al via in Germania: «Aumenta benessere e produttività». Chi lo fa in Italia

6 Febbraio 2024, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Settimana lavorativa di 4 giorni (con lo stesso stipendio) al via in Germania: «Aumenta benessere e produttività». Chi lo fa in Italia

INSERITO DA ANGELA CECERE Migliorare benessere dei dipendenti e produttività delle aziende con una settimana lavorativa corta, di soli quattro giorni su 7, mantenedo la stessa retribuzione. Questa la sperimentazione che avrà la durata di sei mesi appena avviata in Germania e che coinvolge 45 aziende sparse su tutto il Paese. L'iniziativa è stata ben accolta sia dai dipendenti che dai datori di lavoro, e se avrà successo, potrebbe rappresentare un modello interessante per affrontare le sfide legate alla produttività e alla manodopera in altri paesi industrializzati. L'esperimento in Europa conta diversi precedenti: in Spagna, Finlandia, Regno Unito, Svezia, Finlandia e anche in Italia alcune aziende hanno deciso di tentare la strada della settimana corta. In un momento in cui la Germania si trova ad affrontare una crescita della produttività più lenta, in calo costante dal 2017 (ma comunque superiore a quella delle altre realtà del Continente) e una carenza di manodopera, la settimana lavorativa più corta potrebbe offrire una soluzione interessante.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Regioni e città, quanto spendono per carburanti: record in Sicilia e a Roma A rivelarlo un report realizzato per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana

5 Febbraio 2024, 11:07am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Regioni e città, quanto spendono per carburanti: record in Sicilia e a Roma A rivelarlo un report realizzato per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana

INSERITO DA ANGELA CECERE Quanto costano a Regioni e città italiane i carburanti? Quanto spendono anche per combustibili e lubrificanti? A rivelarlo un report realizzato per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, che, nell’ambito del progetto ‘Pitagora’, ha stilato una classifica dei costi sostenuti nel 2022 da Regioni e capoluoghi di Provincia per il mantenimento dei loro uffici e delle loro strutture, con tanto di assegnazione di rating. Il Centro Ricerche della Fondazione, infatti, analizza tutti i dati finanziari ufficiali dell'ente pubblico in questione e attraverso algoritmi di ricerca scientifica individua potenziali sprechi, ovvero spese critiche nei conti pubblici. Le spese dell'ente in relazione alle singole voci vengono confrontate con il benchmark di riferimento e, a seconda dei livelli di scostamento di spesa individuati, si parla di ‘performance positiva’ (quando la spesa è inferiore o uguale alla media), ‘scostamento lieve’ (quando la spesa è compresa tra la spesa media e il 30% in più), ‘scostamento considerevole’ (quando la spesa è compresa tra lo scostamento lieve e il 100% in più), ‘spesa fuori controllo’ (quando la spesa supera di oltre il 100% la spesa media). Il rating - che si basa esclusivamente su dati contabili oggettivi scevri da qualsiasi valutazione discrezionale - assegna alla migliore performance la tripla 'A', mentre alla peggiore viene attribuita la lettera 'C'. Questa puntata, dedicata alle spese per carburanti, combustibili e lubrificanti, è pubblicata oggi, domenica 4 febbraio. Sul sito www.adnkronos.com tutte le tabelle e le cifre del report (TABELLA 1 - TABELLA 2 - TABELLA 3 - TABELLA 4 - TABELLA 5 - TABELLA 6 - TABELLA 7 - TABELLA 8 - TABELLA 9 - TABELLA 10 - TABELLA 11 - TABELLA 12 - TABELLA 13) A Toscana, E.Romagna, Campania e Lombardia AAA Toscana, Emilia-Romagna, Campania e Lombardia sono le Regioni italiane più ‘virtuose’ nella spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti. Quattro Regioni che si aggiudicano il rating complessivo AAA. In particolare, per questa voce di costo, nel 2022, la Lombardia ha speso 221.582,80 euro, la Campania 163.257,44, l’Emilia-Romagna 109.272,91 e la Toscana ha speso 96.520,08. Ad essere ‘promosse’ per questa voce di spesa, con un rating complessivo da A a AA, sono anche la Calabria e il Lazio, che, con un importo rispettivamente di 75.444,70 e 239.091,77 euro, si aggiudicano la doppia AA, e poi, con la A singola, Puglia (244.387,78) e Veneto (281.547,73). Tra le Regioni con performance ‘intermedie’ figurano, invece: con BBB Abruzzo (140.129,91 euro) e Marche (173.255,64); con BB Molise (39.633,09), Liguria (202.573,52) e Piemonte (609.463,93); con B Basilicata (103.809,43) e Umbria (147.878,61). Mentre risultano non comparabili per questa voce i dati di Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Valle d’Aosta. A Sicilia record spesa carburanti e rating C La Sicilia è la Regione italiana che, in valore assoluto, detiene il record per la spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti: 1.888.276,65 euro nel 2022. Cifra che le fa meritare la C, il rating peggiore nella speciale classifica. Una cifra che risulta in aumento rispetto agli anni precedenti: era infatti pari a 1.518.177,89 nel 2021, 1.314.359,54 nel 2020, 1.393.047,85 nel 2019. Subito dopo la Sicilia, fra le Regioni con gli importi più elevati di uscite per questa voce, superiori ai 200mila euro, spiccano, nell’ordine: Valle d’Aosta (1.119.536,81), Sardegna (971.075,47), Piemonte (609.463,93), Friuli Venezia Giulia (564.976,42), Veneto (281.547,73), Puglia (244.387,78), Lazio (239.091,77), Lombardia (221.582,80), Liguria (202.573,52). In Trentino spesa carburanti più bassa Il Trentino Alto Adige è la Regione italiana che, in valori assoluti, ha la minore spesa sostenuta per carburanti, combustibili e lubrificanti: 18.638,79 euro nel 2022. Fra le Regioni che spendono meno per questa voce, sempre in valori assoluti, con un importo inferiore ai 200mila euro, troviamo poi: Molise (39.633,09), Calabria (75.444,70), Toscana (96.520,08), Basilicata (103.809,43), Emilia-Romagna (109.272,91), Abruzzo (140.129,91), Umbria (147.878,61), Campania (163.257,44), Marche (173.255,64). 23 capoluoghi promossi con AAA per spesa carburanti Ventitre i capoluoghi di provincia italiani ‘promossi’ con la tripla AAA nella gestione della spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti. A risultare più ‘virtuosi’ per questa voce di costi dell’ente, ottenendo così il massimo rating, sono: Isernia (14.920,67 euro), Lodi (20.102,56), Vibo Valentia (25.950,81), Caltanissetta (27.280,38), Imperia (31.731,25), Teramo (32.207,76), Rovigo (33.604,09), Trapani (35.990,67), Massa (39.554,31), Cremona (41.735,16), Caserta (43.745,43), Barletta (47.135,85), Lecce (52.052,95), Catanzaro (56.251,44), Foggia (59.505,65), Terni (59.778,01), Piacenza (65.346,54), Andria (65.950,90), Reggio Emilia (74.367,24), Prato (91.058,44), Verona (129.931,47), Firenze (143.822,23), Bologna (183.011,06). Folto anche il gruppo di città che risultano fra le più virtuose per questa voce di spesa, ottenendo la doppia AA: Chieti, Pavia, Napoli, Forlì, Lecco, Avellino, Torino, Crotone, Novara, Como, Lucca, Matera, Savona, Frosinone, Benevento, Livorno, Parma, La Spezia, Varese, Monza, Bergamo, Asti, Modena, Agrigento, Pescara. Ma anche il gruppo che si è aggiudicato la A: Palermo, Catania, Trieste, Grosseto, Milano, Mantova, Arezzo, Rimini, Taranto, Genova, Treviso, Pistoia, Cuneo, Roma, Alessandria, Ravenna, Bari, Cesena, Venezia, Gorizia, Brescia, Latina, Rieti, Padova, Ferrara. A 6 capoluoghi rating C Viterbo, Ragusa, Biella, Belluno, L'Aquila, Sassari sono i sei capoluoghi di provincia meno ‘efficienti’ nelle spese per carburanti, combustibili e lubrificanti. Tanto da meritare il rating C, il più basso nella speciale classifica elaborata per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana. Ma a quanto ammontano le spese sostenute per questa voce in questi enti nel 2022? Analizzando la classifica, si scopre che Sassari ha speso ben 2.436.588,36 euro, seguita a distanza da L'Aquila con 653.482,76, Ragusa con 587.486,83, Viterbo con 378.166,21, Biella con 377.273,64 e Belluno con 369.510,96. Ottengono un rating intermedio nella classifica: Urbino, Siracusa, Siena, Fermo, Nuoro, Oristano, Messina, a cui va la B; Ancona, Ascoli Piceno, Udine, Sondrio, Trento, Bolzano, Aosta, Carbonia, Cosenza, Cagliari, con la BB; Verbania, Trani, Macerata, Enna, Pordenone, Campobasso, Pesaro, Pisa, Perugia, Salerno, Brindisi, Potenza, Reggio Calabria, che ricevono la BBB. A Roma record spesa carburanti E’ Roma il capoluogo di provincia che, in valori assoluti, ha la maggiore uscita di spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti, raggiungendo nel 2022 la cifra record di 2.510.904,83 euro. Dopo Roma, fra le città con le più elevate spese per questa voce, superiori ai 500mila euro, seguono in classifica: Sassari (2.436.588,36), Milano (1.096.382,21), Messina (940.604,21), L’Aquila (653.482,76), Ragusa (587.486,83), Palermo (520.551,54), Napoli (503.959,86). A Isernia spesa carburanti più bassa E’ Isernia il capoluogo di provincia più ‘parsimonioso’ in fatto di spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti, voce cui ha destinato nel 2022 solo 14.920,67 euro (escludendo i dati che risultano non comparabili di Vercelli e Vicenza). Un valore che le fa meritare la tripla AAA, il rating migliore nella speciale classifica. A mantenere la spesa bassa per questa voce, al di sotto dei 30mila di euro, dopo Isernia, troviamo, nell’ordine: Lodi (20.102,56), Vibo Valentia (25.950,81), Caltanissetta (27.280,38).

 ADNKRONOS

 

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SEZ. ECONOMIA Fisco: oltre 1.200 miliardi di crediti, ma solo l'8% dell'evasione è recuperabile

4 Febbraio 2024, 08:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Fisco: oltre 1.200 miliardi di crediti, ma solo l'8% dell'evasione è recuperabile

INSERITO DA MORENA MOTTA L'arretrato di crediti fiscali non incassati dall'Erario ha superato i 1.200 miliardi di euro, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate al 31 dicembre del 2023. Tuttavia la maggior parte del cosiddetto "magazzino della riscossione" è "irrecuperabile". Lo ha detto il direttore dell'Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, spiegando che solo 101,7 miliardi, meno di un decimo dell'importo, sarebbe effettivamente possibile da riscuotere. Il resto dei 163 milioni di cartelle e avvisi è ritenuto fuori portata. Il 40% dei crediti è irrecuperabile Più in dettaglio, il 40% dei crediti in magazzino, 483 miliardi, appare irrecuperabile perché è intestato a persone morte, a nullatenenti o imprese chiuse o fallite. Un altro 42% dei crediti, circa 502 miliardi, riguarda soggetti verso i quali l'agenzia ha già svolto attività di riscossione senza risultati e per circa 100 miliardi l'azione è stata sospesa da provvedimenti giudiziari o altri interventi. I pagamenti rateali Un discorso a parte sono poi i pagamenti rateali, che rappresentano oltre il 50% degli incassi dell'agenzia di riscossione e sono uno strumento definito da Ruffini "assolutamente utile perché concede una dilazione ai contribuenti che possono riuscire a rimettersi in regola e rientrare nei binari di regolarità dei pagamenti". TGCOM24

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SEZ. ECONOMIA Bolletta del gas sale per 2,5 milioni di vulnerabili, 7% in più

3 Febbraio 2024, 10:46am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

(ANSA)

inserito da Michele Pappacoda Sale di quasi il 7% a gennaio il prezzo del gas per i clienti vulnerabili rimasti nel regime di maggior tutela. Secondo l’aggiornamento pubblicato sul sito dell’Arera, il prezzo della materia prima è diminuito da 36,30 euro a 31,19 euro a Mwh, mentre è tornata ad aumentare la componente fiscale (Iva e oneri di sistema), non più sterilizzata dopo le impennate seguite allo scoppio della guerra in Ucraina. L’Unione nazionale consumatori calcola rincari di 179 euro l’anno. I clienti ancora in tutela sono circa 2,5 milioni (over75, percettori di bonus sociale, disabili, strutture abitativa di emergenza a seguito di calamità). Prezzi in aumento La bolletta del gas, secondo gli esperti, non scenderà nel 2024. Il calo del prezzo della materia prima sarà compensato dalla fine delle misure di calmiere poste dal governo nel 2022: Iva al 5% e taglio degli oneri di sistema. Secondo il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, le tariffe del gas di gennaio sono aumentate del 9% rispetto a dicembre, a causa della fine nel 2024 dello sconto sull’Iva. La spesa per una famiglia Il sito Facile.it prevede che una famiglia tipo italiana (che consuma 1.400 metri cubi di metano all’anno) spenderà poco meno di 1.350 euro per la bolletta del gas nel 2024: un valore vicino a quello del 2023, quando l’esborso complessivo è arrivato a 1.300 euro. Gli esperti di Facile.it commentano che «sebbene lontani dal picco del 2022, anno in cui la spesa media ha sfiorato i 1.800 euro, si tratta di prezzi più alti rispetto a quelli rilevati prima dell’arrivo del Covid e della guerra in Ucraina. IL SOLE24ORE

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SEZ. ECONOMIA Incentivi auto 2024, i modelli da comprare e a quanto ammonta lo 'sconto' Da fine marzo gli ecobonus, stanziati in tutto 950 milioni di euro

2 Febbraio 2024, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Incentivi auto 2024, i modelli da comprare e a quanto ammonta lo 'sconto'  Da fine marzo gli ecobonus, stanziati in tutto 950 milioni di euro

INSERITO DA ANGELA CECERE Incentivi auto per il 2024. Ammonta a 950 milioni di euro, di cui 10 'ereditati' dai fondi 2023, il nuovo programma di ecoincentivi che entrerà in vigore entro la fine di marzo. Nel piano Ecobonus, 793 milioni sono destinati alle auto, 35 milioni a ciclomotori, motocicli e quadricicli, 53 milioni per i veicoli commerciali leggeri, 20 milioni per l'usato auto, 50 milioni per il noleggio a lungo termine. “Si tratta di un piano straordinario di incentivi per il settore automotive da quasi 1 miliardo di euro” sottolinea il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Il piano si propone l’obiettivo della sostenibilità ambientale e quindi con la contestuale rottamazione del parco auto più vecchio d’Europa - prosegue il ministro -. La rottamazione riguarda le auto euro zero, uno, due e tre saranno particolarmente incentivati. Inoltre gli incentivi saranno diretti soprattutto alle famiglie con redditi bassi”. “E’ una inversione di rotta rispetto al passato -aggiunge Urso- perché puntiamo a produrre in Italia almeno 1 milione di auto, magari anche con un secondo produttore oltre a Stellantis”. Fasce di emissioni Rispetto al passato cambia la ripartizione degli incentivi disponibili per le diverse tipologie di auto. Le più 'pulite' ovvero le elettriche con emissioni comprese tra 0 e 20 grammi di Co2 per km potranno contare su 240 milioni di euro, 150 milioni andranno alle ibride plug-in tra 21 e 60 g/km mentre la dotazione maggiore - 403 milioni - andrà alle auto nella fascia tra 61 e 135 g/km, ovvero full hybrid, mild hybrid e con motore a benzina o Gpl a basso consumo. Rispetto al passato si tratta di una inversione di marcia, con una maggiore attenzione ad auto dal listino più abbordabile rispetto alle elettriche pure, una fascia di mercato che ha sempre esaurito in tempi brevissimi i fondi a disposizione (a differenza, appunto delle Bev). Rottamazioni Il piano 'sostiene' la rottamazione delle auto dalla categoria Euro 0 fino alla Euro 5 (finora esclusa) purché di proprietà da almeno 12 mesi del beneficiario o di un familiare convivente: i fondi per la rottamazione delle Euro 5 peraltro sono limitati all'acquisto di vetture elettriche o ibride-plug-in. Confermata la maggiorazione del 25% degli importi nel caso di reddito familiare Isee inferiore a 30mila euro con un incentivo massimo che può raggiungere i 13.750 euro. Ai bonus dovrebbero poter accedere anche le aziende, con l'esclusione dei concessionari auto. Per gli incentivi c'è un vincolo di mantenimento della proprietà del veicolo che per le persone fisiche è di 12 mesi, mentre sale a 24 mesi per quelle giuridiche. Dodici mesi di vincolo di proprietà anche per i bonus su ciclomotori/motocicli/quadricicli; Bonus Il meccanismo dei nuovi incentivi 2024 è particolarmente premiante per chi rottama vetture più inquinanti (Euro 0,1 e 2) e sostiene gli automobilisti con redditi più bassi. Infatti si prevede per la fascia 0-20 gr/km un bonus di 6 mila euro senza rottamazione, che salgono a 11 mila con rottamazione di auto Euro 0,1 e 2, passando a 10 mila per le Euro3, per scendere a 9 mila per le Euro4, e azzerarsi per le Euro 5: con Isee sotto i 30 mila euro i valori diventano rispettivamente 7.500, 13.750, 12.500, 11.250 e 8000 (in questo caso 'aprendo' anche la categoria Euro 5). Salendo di emissioni (21-60 gr/km) gli incentivi sono di 4 mila, 8 mila, 6 mila, 5500 e 0 euro, che per gli Isee under 30 mila diventano 5 mila, 10 mila, 7500, 6875 e 5000 euro. Infine per le vetture con emissioni 61-135 grammi di CO2 per km senza rottamazione non ci sono incentivi, mentre sono di 3 mila euro rottamando le Euro 0-2, 2 mila per le Euro 3 e solo 1.500 per le Euro 4. Va segnalato che anche quest'anno i bonus sono applicabili solo su vetture che abbiano prezzi inferiori (Iva esclusa) a determinate soglie, ovvero 35 mila euro per le elettriche e quelle della fascia 61-135 g/km di CO2 e 45 mila per le 21-60 g/km; Usato Interessante anche il contributo per l'acquisto di auto usate Euro 6 dal valore non superiore ai 25 mila euro (Iva esclusa), nel caso di contestuale rottamazione di un veicolo fino alla classe Euro 4 di proprietà da almeno 12 mesi: l'incentivo è di 2.000 euro, con una dotazione complessiva di 20 milioni. Due ruote Il piano prevede anche 35 milioni di incentivi per ciclomotori/motocicli/quadricicli con la dotazione maggiore a quelli elettrici (30 mln) e solo 5 per quelli non elettrici: per gli elettrici il contributo senza rottamazione è pari al 30% del valore del veicolo con un massimo di 3.000 euro, con rottamazione invece si sale al 40% e con un tetto di bonus pari a 4 mila euro. Ai veicoli commerciali leggeri sono destinati infine 53 milioni. Una curiosità è poi la menzione di un possibile incentivo a modifiche che 'puliscono' le auto già di proprietà: è allo studio infatti la possibilità di sostegno a retrofit con GPL/metano.

 ADNKRONOS

 

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SEZ. ECONOMIA «Il Fisco controllerà i social a caccia di foto delle vacanze o al ristorante»: la proposta anti-evasione fa discutere

1 Febbraio 2024, 11:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA «Il Fisco controllerà i social a caccia di foto delle vacanze o al ristorante»: la proposta anti-evasione fa discutere

INSERITO DA ANGELA CECERE La vita degli evasori fiscali magari non cambierà, ma potrebbe cambiare la percezione che danno sui loro profili social: la caccia del Fisco per smascherarli potrebbe infatti presto essere estesa ai social network, dove spesso le foto di serate in ristoranti di lusso o vacanze in mete da sogno svelano un tenore di vita non certo in linea col reddito dichiarato. Si preannuncia dura dunque la vita di chi dichiara poche migliaia di euro e poi posta su Instagram il selfie col cocktail alle Maldive, o il menù del ristorante stellato, o "flexa" la sua auto nuova: un ragionamento sul "data scraping" è già stato avviato con il Garante della Privacy, ha annunciato il viceministro dell'Economia Maurizio Leo che punta a raggiungere un «accordo» e lancia un appello: «L'evasione fiscale è come un macigno tipo il terrorismo», dice, e serve la collaborazione di tutti.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA «Lavoro, a 25 anni ho accettato un'offerta all’estero ma ora mi sono venuti molti dubbi. Cosa faccio?»

30 Gennaio 2024, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA «Lavoro, a 25 anni ho accettato un'offerta all’estero ma ora mi sono venuti molti dubbi. Cosa faccio?»

DI ANGELA CECERE Un nuovo contratto di lavoro all'estero: cambiare vita oppure no? I dubbi sono legittimi quando si modifica completamente il proprio destino e addittura si lascia l'Italia per andare a vivere e lavorare all'estero, in questo caso in un Paese del nord Europa. Un utente su Reddit ha deciso di condividere tutti i suoi dubbi e preoccupazioni, chiedendo conforto sulla piattaforma. Un nuovo contratto di lavoro all'estero: accettare o no? «Ho 25 anni ed attualmente lavoro in Italia nel campo della consulenza manageriale - ha raccontato -. Di recente ho affrontato il processo di selezione per una azienda estera che si occupa di consulenza in un ambito che mi ha sempre affascinato, e nel quale è difficile entrare, l’aerospaziale. Ho finalmente ricevuto ed accettato l’offerta, dove sicuramente mi pagheranno di più (da 34 a 45mila di RAL), ma in realtà il mio stipendio al netto delle spese sarà inferiore, perché qui in Italia non ho le spese dell’affitto e della spesa alimentare — e so di essere fortunatissimo per questo. Il paese estero nel quale dovrei trasferirmi è nel nord Europa, con un tempo orribile — perennemente grigio e piovoso — e con quello stipendio, seppur più alto che in Italia, riuscirei ad andare a vivere solamente in un monolocale molto piccolo. Ero fortemente motivato quando ho firmato il contratto, ma mi sto rendendo conto che forse ho corso un po’ troppo, mi sono venuti i cosiddetti "cold feet", nella mia lista delle priorità non avevo dato allo stipendio ed alla qualità della vita l’importanza dovuta». Tanti gli utenti che hanno  risposto all'appello: «45k in qualsiasi paese nord europeo mi sembra un'offerta bassissima», replica un utente su Reddit. «Difficile, io non mi sposterei per un aumento di RAL così, ma è la mia opinione personale. Detto ciò potrebbe essere una buona idea spostarsi ora come test ecco. Vedi come ti trovi a vivere all'estero, ti dai un annetto per decidere e capisci se ti manca o no l'Italia», dice un altro.  45k in un paese del nord sono molto pochi, ma sei giovane, sei ad inizio carriera e un’esperienza estera può solo farti bene. Ti potrai rivendere più facilmente e crescere più facilmente, sotto ogni punto di vista. 

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SEZ. ECONOMIA Economia Naviga ++ Lavoro, con più donne, politiche attive, studi +3,5% pil ++

28 Gennaio 2024, 10:10am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MORENA MOTTA Rafforzando e ampliando le politiche attive sul lavoro, incrementando l'istruzione terziaria e riducendo il divario di genere nel mercato del lavoro il Pil pro capite in Italia potrebbe aumentare dell'3,5% entro il 2050. E' quanto emerge da un Report dell'Ocse sull'Italia nel quale si sottolinea il peso dei Neet, con un tasso al 23%, inferiore solo a quello di Colombia e Turchia. ANSA

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