Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.economia

SEZ. ECONOMIA Regioni e città, quanto spendono per carburanti: record in Sicilia e a Roma A rivelarlo un report realizzato per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana

5 Febbraio 2024, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Regioni e città, quanto spendono per carburanti: record in Sicilia e a Roma A rivelarlo un report realizzato per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana

INSERITO DA ANGELA CECERE Quanto costano a Regioni e città italiane i carburanti? Quanto spendono anche per combustibili e lubrificanti? A rivelarlo un report realizzato per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, che, nell’ambito del progetto ‘Pitagora’, ha stilato una classifica dei costi sostenuti nel 2022 da Regioni e capoluoghi di Provincia per il mantenimento dei loro uffici e delle loro strutture, con tanto di assegnazione di rating. Il Centro Ricerche della Fondazione, infatti, analizza tutti i dati finanziari ufficiali dell'ente pubblico in questione e attraverso algoritmi di ricerca scientifica individua potenziali sprechi, ovvero spese critiche nei conti pubblici. Le spese dell'ente in relazione alle singole voci vengono confrontate con il benchmark di riferimento e, a seconda dei livelli di scostamento di spesa individuati, si parla di ‘performance positiva’ (quando la spesa è inferiore o uguale alla media), ‘scostamento lieve’ (quando la spesa è compresa tra la spesa media e il 30% in più), ‘scostamento considerevole’ (quando la spesa è compresa tra lo scostamento lieve e il 100% in più), ‘spesa fuori controllo’ (quando la spesa supera di oltre il 100% la spesa media). Il rating - che si basa esclusivamente su dati contabili oggettivi scevri da qualsiasi valutazione discrezionale - assegna alla migliore performance la tripla 'A', mentre alla peggiore viene attribuita la lettera 'C'. Questa puntata, dedicata alle spese per carburanti, combustibili e lubrificanti, è pubblicata oggi, domenica 4 febbraio. Sul sito www.adnkronos.com tutte le tabelle e le cifre del report (TABELLA 1 - TABELLA 2 - TABELLA 3 - TABELLA 4 - TABELLA 5 - TABELLA 6 - TABELLA 7 - TABELLA 8 - TABELLA 9 - TABELLA 10 - TABELLA 11 - TABELLA 12 - TABELLA 13) A Toscana, E.Romagna, Campania e Lombardia AAA Toscana, Emilia-Romagna, Campania e Lombardia sono le Regioni italiane più ‘virtuose’ nella spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti. Quattro Regioni che si aggiudicano il rating complessivo AAA. In particolare, per questa voce di costo, nel 2022, la Lombardia ha speso 221.582,80 euro, la Campania 163.257,44, l’Emilia-Romagna 109.272,91 e la Toscana ha speso 96.520,08. Ad essere ‘promosse’ per questa voce di spesa, con un rating complessivo da A a AA, sono anche la Calabria e il Lazio, che, con un importo rispettivamente di 75.444,70 e 239.091,77 euro, si aggiudicano la doppia AA, e poi, con la A singola, Puglia (244.387,78) e Veneto (281.547,73). Tra le Regioni con performance ‘intermedie’ figurano, invece: con BBB Abruzzo (140.129,91 euro) e Marche (173.255,64); con BB Molise (39.633,09), Liguria (202.573,52) e Piemonte (609.463,93); con B Basilicata (103.809,43) e Umbria (147.878,61). Mentre risultano non comparabili per questa voce i dati di Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Valle d’Aosta. A Sicilia record spesa carburanti e rating C La Sicilia è la Regione italiana che, in valore assoluto, detiene il record per la spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti: 1.888.276,65 euro nel 2022. Cifra che le fa meritare la C, il rating peggiore nella speciale classifica. Una cifra che risulta in aumento rispetto agli anni precedenti: era infatti pari a 1.518.177,89 nel 2021, 1.314.359,54 nel 2020, 1.393.047,85 nel 2019. Subito dopo la Sicilia, fra le Regioni con gli importi più elevati di uscite per questa voce, superiori ai 200mila euro, spiccano, nell’ordine: Valle d’Aosta (1.119.536,81), Sardegna (971.075,47), Piemonte (609.463,93), Friuli Venezia Giulia (564.976,42), Veneto (281.547,73), Puglia (244.387,78), Lazio (239.091,77), Lombardia (221.582,80), Liguria (202.573,52). In Trentino spesa carburanti più bassa Il Trentino Alto Adige è la Regione italiana che, in valori assoluti, ha la minore spesa sostenuta per carburanti, combustibili e lubrificanti: 18.638,79 euro nel 2022. Fra le Regioni che spendono meno per questa voce, sempre in valori assoluti, con un importo inferiore ai 200mila euro, troviamo poi: Molise (39.633,09), Calabria (75.444,70), Toscana (96.520,08), Basilicata (103.809,43), Emilia-Romagna (109.272,91), Abruzzo (140.129,91), Umbria (147.878,61), Campania (163.257,44), Marche (173.255,64). 23 capoluoghi promossi con AAA per spesa carburanti Ventitre i capoluoghi di provincia italiani ‘promossi’ con la tripla AAA nella gestione della spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti. A risultare più ‘virtuosi’ per questa voce di costi dell’ente, ottenendo così il massimo rating, sono: Isernia (14.920,67 euro), Lodi (20.102,56), Vibo Valentia (25.950,81), Caltanissetta (27.280,38), Imperia (31.731,25), Teramo (32.207,76), Rovigo (33.604,09), Trapani (35.990,67), Massa (39.554,31), Cremona (41.735,16), Caserta (43.745,43), Barletta (47.135,85), Lecce (52.052,95), Catanzaro (56.251,44), Foggia (59.505,65), Terni (59.778,01), Piacenza (65.346,54), Andria (65.950,90), Reggio Emilia (74.367,24), Prato (91.058,44), Verona (129.931,47), Firenze (143.822,23), Bologna (183.011,06). Folto anche il gruppo di città che risultano fra le più virtuose per questa voce di spesa, ottenendo la doppia AA: Chieti, Pavia, Napoli, Forlì, Lecco, Avellino, Torino, Crotone, Novara, Como, Lucca, Matera, Savona, Frosinone, Benevento, Livorno, Parma, La Spezia, Varese, Monza, Bergamo, Asti, Modena, Agrigento, Pescara. Ma anche il gruppo che si è aggiudicato la A: Palermo, Catania, Trieste, Grosseto, Milano, Mantova, Arezzo, Rimini, Taranto, Genova, Treviso, Pistoia, Cuneo, Roma, Alessandria, Ravenna, Bari, Cesena, Venezia, Gorizia, Brescia, Latina, Rieti, Padova, Ferrara. A 6 capoluoghi rating C Viterbo, Ragusa, Biella, Belluno, L'Aquila, Sassari sono i sei capoluoghi di provincia meno ‘efficienti’ nelle spese per carburanti, combustibili e lubrificanti. Tanto da meritare il rating C, il più basso nella speciale classifica elaborata per l’Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana. Ma a quanto ammontano le spese sostenute per questa voce in questi enti nel 2022? Analizzando la classifica, si scopre che Sassari ha speso ben 2.436.588,36 euro, seguita a distanza da L'Aquila con 653.482,76, Ragusa con 587.486,83, Viterbo con 378.166,21, Biella con 377.273,64 e Belluno con 369.510,96. Ottengono un rating intermedio nella classifica: Urbino, Siracusa, Siena, Fermo, Nuoro, Oristano, Messina, a cui va la B; Ancona, Ascoli Piceno, Udine, Sondrio, Trento, Bolzano, Aosta, Carbonia, Cosenza, Cagliari, con la BB; Verbania, Trani, Macerata, Enna, Pordenone, Campobasso, Pesaro, Pisa, Perugia, Salerno, Brindisi, Potenza, Reggio Calabria, che ricevono la BBB. A Roma record spesa carburanti E’ Roma il capoluogo di provincia che, in valori assoluti, ha la maggiore uscita di spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti, raggiungendo nel 2022 la cifra record di 2.510.904,83 euro. Dopo Roma, fra le città con le più elevate spese per questa voce, superiori ai 500mila euro, seguono in classifica: Sassari (2.436.588,36), Milano (1.096.382,21), Messina (940.604,21), L’Aquila (653.482,76), Ragusa (587.486,83), Palermo (520.551,54), Napoli (503.959,86). A Isernia spesa carburanti più bassa E’ Isernia il capoluogo di provincia più ‘parsimonioso’ in fatto di spesa per carburanti, combustibili e lubrificanti, voce cui ha destinato nel 2022 solo 14.920,67 euro (escludendo i dati che risultano non comparabili di Vercelli e Vicenza). Un valore che le fa meritare la tripla AAA, il rating migliore nella speciale classifica. A mantenere la spesa bassa per questa voce, al di sotto dei 30mila di euro, dopo Isernia, troviamo, nell’ordine: Lodi (20.102,56), Vibo Valentia (25.950,81), Caltanissetta (27.280,38).

 ADNKRONOS

 

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Fisco: oltre 1.200 miliardi di crediti, ma solo l'8% dell'evasione è recuperabile

4 Febbraio 2024, 08:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Fisco: oltre 1.200 miliardi di crediti, ma solo l'8% dell'evasione è recuperabile

INSERITO DA MORENA MOTTA L'arretrato di crediti fiscali non incassati dall'Erario ha superato i 1.200 miliardi di euro, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate al 31 dicembre del 2023. Tuttavia la maggior parte del cosiddetto "magazzino della riscossione" è "irrecuperabile". Lo ha detto il direttore dell'Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, spiegando che solo 101,7 miliardi, meno di un decimo dell'importo, sarebbe effettivamente possibile da riscuotere. Il resto dei 163 milioni di cartelle e avvisi è ritenuto fuori portata. Il 40% dei crediti è irrecuperabile Più in dettaglio, il 40% dei crediti in magazzino, 483 miliardi, appare irrecuperabile perché è intestato a persone morte, a nullatenenti o imprese chiuse o fallite. Un altro 42% dei crediti, circa 502 miliardi, riguarda soggetti verso i quali l'agenzia ha già svolto attività di riscossione senza risultati e per circa 100 miliardi l'azione è stata sospesa da provvedimenti giudiziari o altri interventi. I pagamenti rateali Un discorso a parte sono poi i pagamenti rateali, che rappresentano oltre il 50% degli incassi dell'agenzia di riscossione e sono uno strumento definito da Ruffini "assolutamente utile perché concede una dilazione ai contribuenti che possono riuscire a rimettersi in regola e rientrare nei binari di regolarità dei pagamenti". TGCOM24

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Bolletta del gas sale per 2,5 milioni di vulnerabili, 7% in più

3 Febbraio 2024, 10:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

(ANSA)

inserito da Michele Pappacoda Sale di quasi il 7% a gennaio il prezzo del gas per i clienti vulnerabili rimasti nel regime di maggior tutela. Secondo l’aggiornamento pubblicato sul sito dell’Arera, il prezzo della materia prima è diminuito da 36,30 euro a 31,19 euro a Mwh, mentre è tornata ad aumentare la componente fiscale (Iva e oneri di sistema), non più sterilizzata dopo le impennate seguite allo scoppio della guerra in Ucraina. L’Unione nazionale consumatori calcola rincari di 179 euro l’anno. I clienti ancora in tutela sono circa 2,5 milioni (over75, percettori di bonus sociale, disabili, strutture abitativa di emergenza a seguito di calamità). Prezzi in aumento La bolletta del gas, secondo gli esperti, non scenderà nel 2024. Il calo del prezzo della materia prima sarà compensato dalla fine delle misure di calmiere poste dal governo nel 2022: Iva al 5% e taglio degli oneri di sistema. Secondo il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, le tariffe del gas di gennaio sono aumentate del 9% rispetto a dicembre, a causa della fine nel 2024 dello sconto sull’Iva. La spesa per una famiglia Il sito Facile.it prevede che una famiglia tipo italiana (che consuma 1.400 metri cubi di metano all’anno) spenderà poco meno di 1.350 euro per la bolletta del gas nel 2024: un valore vicino a quello del 2023, quando l’esborso complessivo è arrivato a 1.300 euro. Gli esperti di Facile.it commentano che «sebbene lontani dal picco del 2022, anno in cui la spesa media ha sfiorato i 1.800 euro, si tratta di prezzi più alti rispetto a quelli rilevati prima dell’arrivo del Covid e della guerra in Ucraina. IL SOLE24ORE

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Incentivi auto 2024, i modelli da comprare e a quanto ammonta lo 'sconto' Da fine marzo gli ecobonus, stanziati in tutto 950 milioni di euro

2 Febbraio 2024, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Incentivi auto 2024, i modelli da comprare e a quanto ammonta lo 'sconto'  Da fine marzo gli ecobonus, stanziati in tutto 950 milioni di euro

INSERITO DA ANGELA CECERE Incentivi auto per il 2024. Ammonta a 950 milioni di euro, di cui 10 'ereditati' dai fondi 2023, il nuovo programma di ecoincentivi che entrerà in vigore entro la fine di marzo. Nel piano Ecobonus, 793 milioni sono destinati alle auto, 35 milioni a ciclomotori, motocicli e quadricicli, 53 milioni per i veicoli commerciali leggeri, 20 milioni per l'usato auto, 50 milioni per il noleggio a lungo termine. “Si tratta di un piano straordinario di incentivi per il settore automotive da quasi 1 miliardo di euro” sottolinea il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Il piano si propone l’obiettivo della sostenibilità ambientale e quindi con la contestuale rottamazione del parco auto più vecchio d’Europa - prosegue il ministro -. La rottamazione riguarda le auto euro zero, uno, due e tre saranno particolarmente incentivati. Inoltre gli incentivi saranno diretti soprattutto alle famiglie con redditi bassi”. “E’ una inversione di rotta rispetto al passato -aggiunge Urso- perché puntiamo a produrre in Italia almeno 1 milione di auto, magari anche con un secondo produttore oltre a Stellantis”. Fasce di emissioni Rispetto al passato cambia la ripartizione degli incentivi disponibili per le diverse tipologie di auto. Le più 'pulite' ovvero le elettriche con emissioni comprese tra 0 e 20 grammi di Co2 per km potranno contare su 240 milioni di euro, 150 milioni andranno alle ibride plug-in tra 21 e 60 g/km mentre la dotazione maggiore - 403 milioni - andrà alle auto nella fascia tra 61 e 135 g/km, ovvero full hybrid, mild hybrid e con motore a benzina o Gpl a basso consumo. Rispetto al passato si tratta di una inversione di marcia, con una maggiore attenzione ad auto dal listino più abbordabile rispetto alle elettriche pure, una fascia di mercato che ha sempre esaurito in tempi brevissimi i fondi a disposizione (a differenza, appunto delle Bev). Rottamazioni Il piano 'sostiene' la rottamazione delle auto dalla categoria Euro 0 fino alla Euro 5 (finora esclusa) purché di proprietà da almeno 12 mesi del beneficiario o di un familiare convivente: i fondi per la rottamazione delle Euro 5 peraltro sono limitati all'acquisto di vetture elettriche o ibride-plug-in. Confermata la maggiorazione del 25% degli importi nel caso di reddito familiare Isee inferiore a 30mila euro con un incentivo massimo che può raggiungere i 13.750 euro. Ai bonus dovrebbero poter accedere anche le aziende, con l'esclusione dei concessionari auto. Per gli incentivi c'è un vincolo di mantenimento della proprietà del veicolo che per le persone fisiche è di 12 mesi, mentre sale a 24 mesi per quelle giuridiche. Dodici mesi di vincolo di proprietà anche per i bonus su ciclomotori/motocicli/quadricicli; Bonus Il meccanismo dei nuovi incentivi 2024 è particolarmente premiante per chi rottama vetture più inquinanti (Euro 0,1 e 2) e sostiene gli automobilisti con redditi più bassi. Infatti si prevede per la fascia 0-20 gr/km un bonus di 6 mila euro senza rottamazione, che salgono a 11 mila con rottamazione di auto Euro 0,1 e 2, passando a 10 mila per le Euro3, per scendere a 9 mila per le Euro4, e azzerarsi per le Euro 5: con Isee sotto i 30 mila euro i valori diventano rispettivamente 7.500, 13.750, 12.500, 11.250 e 8000 (in questo caso 'aprendo' anche la categoria Euro 5). Salendo di emissioni (21-60 gr/km) gli incentivi sono di 4 mila, 8 mila, 6 mila, 5500 e 0 euro, che per gli Isee under 30 mila diventano 5 mila, 10 mila, 7500, 6875 e 5000 euro. Infine per le vetture con emissioni 61-135 grammi di CO2 per km senza rottamazione non ci sono incentivi, mentre sono di 3 mila euro rottamando le Euro 0-2, 2 mila per le Euro 3 e solo 1.500 per le Euro 4. Va segnalato che anche quest'anno i bonus sono applicabili solo su vetture che abbiano prezzi inferiori (Iva esclusa) a determinate soglie, ovvero 35 mila euro per le elettriche e quelle della fascia 61-135 g/km di CO2 e 45 mila per le 21-60 g/km; Usato Interessante anche il contributo per l'acquisto di auto usate Euro 6 dal valore non superiore ai 25 mila euro (Iva esclusa), nel caso di contestuale rottamazione di un veicolo fino alla classe Euro 4 di proprietà da almeno 12 mesi: l'incentivo è di 2.000 euro, con una dotazione complessiva di 20 milioni. Due ruote Il piano prevede anche 35 milioni di incentivi per ciclomotori/motocicli/quadricicli con la dotazione maggiore a quelli elettrici (30 mln) e solo 5 per quelli non elettrici: per gli elettrici il contributo senza rottamazione è pari al 30% del valore del veicolo con un massimo di 3.000 euro, con rottamazione invece si sale al 40% e con un tetto di bonus pari a 4 mila euro. Ai veicoli commerciali leggeri sono destinati infine 53 milioni. Una curiosità è poi la menzione di un possibile incentivo a modifiche che 'puliscono' le auto già di proprietà: è allo studio infatti la possibilità di sostegno a retrofit con GPL/metano.

 ADNKRONOS

 

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA «Il Fisco controllerà i social a caccia di foto delle vacanze o al ristorante»: la proposta anti-evasione fa discutere

1 Febbraio 2024, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA «Il Fisco controllerà i social a caccia di foto delle vacanze o al ristorante»: la proposta anti-evasione fa discutere

INSERITO DA ANGELA CECERE La vita degli evasori fiscali magari non cambierà, ma potrebbe cambiare la percezione che danno sui loro profili social: la caccia del Fisco per smascherarli potrebbe infatti presto essere estesa ai social network, dove spesso le foto di serate in ristoranti di lusso o vacanze in mete da sogno svelano un tenore di vita non certo in linea col reddito dichiarato. Si preannuncia dura dunque la vita di chi dichiara poche migliaia di euro e poi posta su Instagram il selfie col cocktail alle Maldive, o il menù del ristorante stellato, o "flexa" la sua auto nuova: un ragionamento sul "data scraping" è già stato avviato con il Garante della Privacy, ha annunciato il viceministro dell'Economia Maurizio Leo che punta a raggiungere un «accordo» e lancia un appello: «L'evasione fiscale è come un macigno tipo il terrorismo», dice, e serve la collaborazione di tutti.

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA «Lavoro, a 25 anni ho accettato un'offerta all’estero ma ora mi sono venuti molti dubbi. Cosa faccio?»

30 Gennaio 2024, 11:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA «Lavoro, a 25 anni ho accettato un'offerta all’estero ma ora mi sono venuti molti dubbi. Cosa faccio?»

DI ANGELA CECERE Un nuovo contratto di lavoro all'estero: cambiare vita oppure no? I dubbi sono legittimi quando si modifica completamente il proprio destino e addittura si lascia l'Italia per andare a vivere e lavorare all'estero, in questo caso in un Paese del nord Europa. Un utente su Reddit ha deciso di condividere tutti i suoi dubbi e preoccupazioni, chiedendo conforto sulla piattaforma. Un nuovo contratto di lavoro all'estero: accettare o no? «Ho 25 anni ed attualmente lavoro in Italia nel campo della consulenza manageriale - ha raccontato -. Di recente ho affrontato il processo di selezione per una azienda estera che si occupa di consulenza in un ambito che mi ha sempre affascinato, e nel quale è difficile entrare, l’aerospaziale. Ho finalmente ricevuto ed accettato l’offerta, dove sicuramente mi pagheranno di più (da 34 a 45mila di RAL), ma in realtà il mio stipendio al netto delle spese sarà inferiore, perché qui in Italia non ho le spese dell’affitto e della spesa alimentare — e so di essere fortunatissimo per questo. Il paese estero nel quale dovrei trasferirmi è nel nord Europa, con un tempo orribile — perennemente grigio e piovoso — e con quello stipendio, seppur più alto che in Italia, riuscirei ad andare a vivere solamente in un monolocale molto piccolo. Ero fortemente motivato quando ho firmato il contratto, ma mi sto rendendo conto che forse ho corso un po’ troppo, mi sono venuti i cosiddetti "cold feet", nella mia lista delle priorità non avevo dato allo stipendio ed alla qualità della vita l’importanza dovuta». Tanti gli utenti che hanno  risposto all'appello: «45k in qualsiasi paese nord europeo mi sembra un'offerta bassissima», replica un utente su Reddit. «Difficile, io non mi sposterei per un aumento di RAL così, ma è la mia opinione personale. Detto ciò potrebbe essere una buona idea spostarsi ora come test ecco. Vedi come ti trovi a vivere all'estero, ti dai un annetto per decidere e capisci se ti manca o no l'Italia», dice un altro.  45k in un paese del nord sono molto pochi, ma sei giovane, sei ad inizio carriera e un’esperienza estera può solo farti bene. Ti potrai rivendere più facilmente e crescere più facilmente, sotto ogni punto di vista. 

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Economia Naviga ++ Lavoro, con più donne, politiche attive, studi +3,5% pil ++

28 Gennaio 2024, 10:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

-     RIPRODUZIONE RISERVATA

INSERITO DA MORENA MOTTA Rafforzando e ampliando le politiche attive sul lavoro, incrementando l'istruzione terziaria e riducendo il divario di genere nel mercato del lavoro il Pil pro capite in Italia potrebbe aumentare dell'3,5% entro il 2050. E' quanto emerge da un Report dell'Ocse sull'Italia nel quale si sottolinea il peso dei Neet, con un tasso al 23%, inferiore solo a quello di Colombia e Turchia. ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Statali, oltre mille posti di lavoro a tempo indeterminato nei Ministeri: come candidarsi. «Scadenza a fine mese»

24 Gennaio 2024, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Statali, oltre mille posti di lavoro a tempo indeterminato nei Ministeri: come candidarsi. «Scadenza a fine mese»

INSERITO DA ANGELA CECERE Statali, in arrivo oltre mille posti a tempo indeterminato nei ministeri. Dalla Difesa all'Agricoltura sono circa 1.110 i posti a tempo indeterminato che vengono messi a bando in diversi ministeri, e i cui termini per la presentazione delle candidature sono in scadenza a gennaio.

LEGGO

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Energie per il Sarno, Gori completa la nuova rete fognaria in otto comuni Realizzati due km e mezzo di nuovi servizi ed eliminato un altro scarico in ambiente

23 Gennaio 2024, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Energie per il Sarno, Gori completa la nuova rete fognaria in otto comuni Realizzati due km e mezzo di nuovi servizi ed eliminato un altro scarico in ambiente

INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Due chilometri e mezzo di nuova rete fognaria, oltre 250 nuovi allacci, con l’eliminazione di un altro scarico in ambiente e la realizzazione di importanti infrastrutture funzionali ad una gestione sempre più efficiente del servizio fognario e depurativo. Sono gli ultimi risultati raggiunti da Gori, in ben 8 comuni del territorio, nell’ambito del programma Energie per il Sarno. Interventi che contribuiscono al disinquinamento del nostro corso d’acqua, su cui Gori è al lavoro insieme a Regione Campania ed Ente Idrico Campano, grazie ad un piano di interventi che sarà ultimato entro il 2025. I comuni interessati da questa tranche di opere sono stati Boscotrecase, Casola di Napoli, Corbara, Lettere, Pompei, Santa Maria la Carità, Sant'Egidio del Monte Albino e Trecase. Tra i passi in avanti compiuti, l’eliminazione di uno scarico in ambiente situato nel comune di Lettere, in località Casa Avolio, mediante l’attivazione di due impianti di sollevamento esistenti, con la deviazione delle reti fognarie all’interno delle vasche di accumulo e la realizzazione di un nuovo impianto di sollevamento in via San Lorenzo. L’obiettivo, scandito anche da questi interventi, è quello di contribuire al potenziamento del servizio e al superamento dell’emergenza ambientale che affligge il fiume Sarno e i suoi affluenti. Un impegno che coinvolge l’intera comunità: tutti i cittadini, infatti, possono partecipare al cambiamento attraverso il portale energieperilsarno.it, su cui è possibile monitorare lo stato di avanzamento degli interventi, raccogliere informazioni ed avanzare proposte e segnalazioni. Una rinascita condivisa con gli enti comunali e sovracomunali e che conta dal 2020, anno di avvio del programma Energie per il Sarno, ad oggi, 44 scarichi in ambiente eliminati e un incremento di 146.448 abitanti serviti da depurazione.

OTTO PAGINE

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Assegno unico, obbligo di domanda per i vecchi percettori del Reddito di cittadinanza: per le famiglie più di 800 euro in media

22 Gennaio 2024, 12:10pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Assegno unico, obbligo di domanda per i vecchi percettori del Reddito di cittadinanza: per le famiglie più di 800 euro in media

INSERITO DA ANGELA CECERE Per gli ex percettori del reddito di cittadinanza è il momento degli adempimenti. Oltre a dover presentare domanda per accedere all’Assegno di inclusione (i primi pagamenti partiranno il 26 di questo mese) o al Supporto per la formazione e il lavoro (per gli attivabili), ovvero le due misure che sostituiscono il vecchio sussidio dei Cinquestelle, devono anche inoltrare l’istanza per l’assegno unico universale per i figli. Aiuto che fin qui hanno ricevuto in automatico sotto forma di integrazione al reddito di cittadinanza, mentre da marzo potranno incassarlo (integralmente) a patto di presentare un Isee aggiornato e un’istanza specifica.

LEGGO

Leggi i commenti