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SEZ. ECONOMIA Csel, da 8 per mille fondi per 64 interventi di edilizia, 60% va al Sud e Isole Da un’elaborazione di Centro Studi Enti Locali

20 Dicembre 2023, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Csel, da 8 per mille fondi per 64 interventi di edilizia, 60% va al Sud e Isole Da un’elaborazione di Centro Studi Enti Locali

INSERITO DA ANGELA CECERE Adeguamento degli impianti e rifacimento della copertura del plesso scolastico S. Arena di Valguarnera Caropepe, miglioramento sismico della scuola del comune di Castelfranco in Miscano e della palestra scolastica di Pontremoli. E, ancora, messa in sicurezza e ripristino dell’agibilità della palestra della scuola di Strongoli. Sono solo alcuni dei 64 interventi che sono stati finanziati con le risorse derivanti all’8 per mille e destinate all’edilizia scolastica che sono state ripartite con un decreto del ministero dell’Istruzione e del merito, pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 12 dicembre. Ma su quali scuole, nello specifico, verranno reinvestiti i 22 milioni di euro donati dagli italiani a questo scopo in sede di dichiarazione dei redditi? Sono 64 gli istituti finiti in posizione utile nella graduatoria stilata dal ministero dell’Istruzione. Gli enti locali competenti, che dovranno ora attivarsi per affidare i lavori entro un anno e ultimarli entro i dodici mesi successivi, sono 5 province, tre città metropolitane e 56 comuni, dislocati in dodici regioni e 42 province. Da un’elaborazione di Centro Studi Enti Locali (Csel) per Adnkronos, è emerso che il 60% di questi denari (13,3 milioni di euro) è stato destinato a 35 istituti scolastici ubicati nelle regioni del Mezzogiorno e nelle isole. Il 33%, pari a 7,2 milioni, è confluito nel Settentrione e sarà utilizzato per migliorare le condizioni di 25 scuole. Infine, il 6% del totale (circa 1,4 milioni di euro), è stato assegnato a quattro scuole del Centro Italia, una toscana e tre laziali. Le regioni che hanno catalizzato il grosso delle risorse sono: la Sicilia, dove saranno ristrutturate 12 scuole grazie a stanziamenti per oltre 4,3 milioni di euro, la Calabria (3,1 milioni per otto interventi finanziati), la Lombardia (2,9 milioni per dieci interventi) e la Campania (2,4 milioni per 6 interventi). Seguono: il Piemonte (1,8 milioni per 6 scuole), la Puglia (1,8 milioni per 5 interventi), la Sardegna (quasi 1,6 milioni per 4 scuole), il Lazio (oltre un milione di euro per i lavori in 3 istituti scolastici) e la Liguria (circa 900mila euro per 4 interventi). Chiudono il cerchio - posto che le restanti regioni non menzionate sono escluse dal riparto - l’Emilia Romagna (oltre 800mila euro per tre interventi), il Veneto (790mila euro due istituti scolastici) e la Toscana, in cui all’unica scuola in posizione utile in graduatoria sono stati assegnati 400mila euro. La provincia più densa di interventi di edilizia scolastica, resi possibili dall’8 per mille, è Cosenza, con ben 5 interventi, finanziati con poco meno di 2 milioni di euro. Seguono Catania, in cui 4 scuole hanno intercettato poco meno di 1,6 milioni, e Genova che darà il via a 4 cantieri e potrà contare su oltre 900mila euro. I fondi dell’otto per mille che vengono destinati allo Stato possono essere utilizzati per cinque finalità: contrasto alla fame del mondo; interventi in caso di calamità naturale, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali e interventi per gli immobili adibiti all’istruzione scolastica, di proprietà pubblica dello Stato, degli enti locali territoriali e del Fondo edifici di culto. Nello specifico, le risorse derivanti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche di chi opta per quest’ultima finalità possono essere destinate alla ristrutturazione, il miglioramento, la messa in sicurezza, l’adeguamento antisismico e l’efficientamento energetico degli edifici.

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SEZ. ECONOMIA Scadenze fisco e tasse, oggi ultimo giorno per versare Imu e rottamazione quater In scadenza anche Tobin tax, cedolare secca sugli affitti brevi e contributi Inps

19 Dicembre 2023, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Scadenze fisco e tasse, oggi ultimo giorno per versare Imu e rottamazione quater In scadenza anche Tobin tax, cedolare secca sugli affitti brevi e contributi Inps

INSERITO DA ANGELA CECERE Ultimo giorno per versare l'Imu, ma anche la rottamazione quater, la tobin tax, la cedolare secca sugli affitti brevi, che vanno a sommarsi agli adempimenti periodici in materia di Irpef e contributi Inps per i sostituti d’imposta e il versamento dell’imposta sul valore aggiunto del mese precedente per le partite Iva. La scadenza più importante per i contribuenti è sicuramente quella della tassa 'più odiata dagli italiani', che costa ai proprietari di immobili 22 miliardi di euro l'anno. Oggi va effettuato il saldo dell'imposta municipale relativo all’anno in corso (dovuta anche per aree fabbricabili e terreni agricoli che rientrano nell’alveo dei soggetti obbligati). Il ritardo di alcuni comuni, circa 200, nella variazione delle aliquote potrebbe costringere i contribuenti a tornare alle casse a febbraio, per 'compensare' eventuali aumenti. Altra novità da evidenziare: sono esentati dal pagamento dell’imu gli immobili non utilizzabili né disponibili, per i quali sia stata presentata denuncia all'autorità giudiziaria in relazione ai reati di 'violazione di domicilio' e 'invasione di terreni o edifici' o per la cui occupazione abusiva sia stata presentata denuncia o iniziata azione giudiziaria penale. La normativa prevede che il soggetto passivo comunichi al comune interessato, secondo modalità telematiche stabilite con decreto del ministro dell'Economia, il possesso dei requisiti che danno diritto all'esenzione. I contribuenti che fruiscono dell’esenzione dovranno presentare la dichiarazione Imu, esclusivamente in via telematica, entro il 30 giugno 2024. Una nuova scadenza si aggiunge in calcio d'angolo all'elenco odierno: grazie alla proroga del termine entro cui versare il condono, senza sanzioni né interessi di mora, delle prime due rate della rottamazione-quater delle cartelle. L'Agenzia delle entrate-riscossione, in una nota diffusa pochi giorni fa, ha anticipato che la modifica è stata introdotta grazie a un emendamento al decreto legge anticipi, approvato dal parlamento in via definitiva. Di conseguenza i versamenti con scadenza il 31 ottobre 2023 (prima o unica rata) e il 30 novembre 2023 (seconda rata) ''si considerano tempestivi se effettuati entro il 18 dicembre 2023'' (per tale scadenza non sono previsti i 5 giorni di flessibilità). Nel caso in cui il pagamento non venga eseguito, sia effettuato oltre il termine ultimo o sia di ammontare inferiore rispetto all’importo previsto, ''verranno meno i benefici della definizione agevolata e quanto già corrisposto sarà considerato a titolo di acconto sul debito residuo''. Lo scadenzario fiscale di oggi prevede anche il versamento della cedolare secca al 21% sulle locazioni brevi, dovuto dai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e quelli che gestiscono portali telematici mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare. Il tributo viene applicato sui canoni o corrispettivi incassati o pagati nel mese di novembre relativi a contratti di locazione breve. A dover versare la Tobin tax sono banche, società fiduciarie, imprese di investimento abilitate all’esercizio professionale nei confronti degli utenti dei servizi e delle attività di investimento che intervengono nell’esecuzione di transazioni finanziarie. Il tributo va versato relativamente ai trasferimenti della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi, nonché di titoli rappresentativi degli strumenti effettuati nel mese di novembre. L'adempimento riguarda anche i contribuenti che effettuano transazioni finanziarie senza l’intervento di intermediari né di notai.

ADNKRONOS

 

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SEZ. ECONOMIA Rapporto Qualivita-Ismea, Dop economy cresce e segna record 20,2 mld fatturato Per il cibo al primo posto il Grana a Padano e per il vino il Prosecco

18 Dicembre 2023, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Rapporto Qualivita-Ismea, Dop economy cresce e segna record 20,2 mld fatturato Per il cibo al primo posto il Grana a Padano e per il vino il Prosecco

INSERITO DA ANGELA CECERE Le eccellenze alimentari italiane, i prodotti Dop e Igp, vedono aumentare il valore alla produzione raggiungendo 20,2 miliardi di euro nel 2022, +6,4% su base annua assicurando un fatturato complessivo del 20% dell'agroalimentare italiano. E' uno dei principali risultati del XXI rapporto Ismea-Qualivita presentato oggi a Roma. Tra i primi 15 prodotti a denominazione figurano il Grana Padano Dop al primo posto che ha sorpassato il Parmigiano Reggiano Dop con 1,7 miliardi (1.734 milioni) di euro e al terzo il Prosciutto di Parma Dop. Per il vino al primo posto si conferma il Prosecco con 1,1 mld (1.145 milioni) e al secondo il Conegliano Valdobbiadene e al terzo il Delle Venezie. All'interno del settore il comparto del cibo sfiora i 9 miliardi di euro (+9%) e quello vinicolo gli 11 miliardi (+5%). Risultati importanti ma in parte condizionati dalla spinta inflattiva del settore che conta oltre 195mila imprese e un numero di rapporti di lavoro, stimati per la prima volta, in 580mila unità della fase agricola e 310mila nella fase di trasformazione.

 ADNKRONOS

 

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SEZ. ECONOMIA Inflazione, a novembre giù a 0,7%: livelli vicini a febbraio 2021 L'Istat rivede al ribasso la stima preliminare (+0,8%). Rallenta carrello spesa a +5,4%

15 Dicembre 2023, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Inflazione, a novembre giù a 0,7%: livelli vicini a febbraio 2021 L'Istat rivede al ribasso la stima preliminare (+0,8%). Rallenta carrello spesa a +5,4%

INSERITO DA ANGELA CECERE A novembre l’inflazione scende a 0,7%, da +1,7% nel mese precedente (la stima preliminare era +0,8%), tornando a livelli prossimi a quelli del febbraio 2021 (+0,6%). Lo rileva l'Istat a commento dei dati definitivi che mostrano anche una frenata del 'carrello della spesa'. Continuano infatti a rallentare in termini tendenziali i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +6,1% a +5,4%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,6% a +4,6%). Come spiega l'Istituto di Statistica , l’ulteriore calo del tasso di inflazione risente ancora del favorevole andamento dei prezzi dei Beni energetici, che a novembre evidenziano una netta flessione sul piano congiunturale: non regolamentati da -17,7% a -22,5%, regolamentati da -31,7% a -34,9%. Un contributo al rallentamento dell’inflazione si deve inoltre alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi (ricreativi, culturali e per la cura della persona e di trasporto) e alla nuova decelerazione dei prezzi degli Alimentari (da +7,3% a +5,8%), in particolare della componente lavorata, che esercita un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+5,4%). Infine, l’inflazione di fondo si attesta a novembre al +3,6% (da +4,2%). L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici continuano a rallentare (entrambe da +4,2%, registrato a ottobre, a +3,6%). Dopo essersi annullata a ottobre, la dinamica tendenziale dei prezzi dei beni scende su valori negativi (a -1,4%), mentre quella dei servizi rimane su valori positivi, sebbene in ulteriore rallentamento (da +4,1% a +3,7%), determinando un ampliamento del differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni (+5,1 punti percentuali, dai +4,1 di ottobre). L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,7% per l’indice generale e a +5,1% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,6% su base mensile e aumenta di 0,6% su base annua, in ulteriore decelerazione da +1,8% di ottobre (la stima preliminare era +0,7%). L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una diminuzione di 0,4% su base mensile e un aumento di 0,7% su base annua.

ADNKRONOS

 

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SEZ. ECONOMIA Bollette luce e fine tutela, aste slittano al 10 gennaio La decisione dell'Arera dello spostamento della selezione degli operatori a cui saranno assegnati i clienti domestici non vulnerabili. Erano previste per questo lunedì

11 Dicembre 2023, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Bollette luce e fine tutela, aste slittano al 10 gennaio La decisione dell'Arera dello spostamento della selezione degli operatori a cui saranno assegnati i clienti domestici non vulnerabili. Erano previste per questo lunedì

INSERITO DA ANGELA CECERE Arera sposta al 10 gennaio le aste per la fine tutela dell'elettricità dei clienti non vulnerabili. Lo ha deciso, nella riunione straordinaria di oggi, il Collegio di Arera che ha approvato lo slittamento di un mese, al 10 gennaio, della data di svolgimento delle aste competitive per la selezione degli operatori del Servizio a Tutele Graduali, a cui saranno assegnati i clienti domestici non vulnerabili e ancora nel servizio di tutela per l'elettricità. Prima dell'intervento, lo svolgimento delle aste era previsto per il prossimo lunedì. La delibera è conseguente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-Legge n. 181/2023 'Disposizioni urgenti per la sicurezza energetica del Paese, la promozione del ricorso alle fonti rinnovabili di energia, il sostegno alle imprese a forte consumo di energia e in materia di ricostruzione nei territori colpiti dagli eccezionali eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023'. Con la stessa delibera l'Autorità ha anche incaricato l'Acquirente Unico, che gestisce le aste, di pubblicare tempestivamente il Regolamento di gara aggiornato con le nuove scadenze, che dovranno essere fissate in modo tale da garantire le medesime tempistiche minime, attualmente previste dal Regolamento, tra le varie attività strumentali all'assegnazione del servizio tramite asta.

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SEZ. ECONOMIA Patto di stabilità, trattativa nella notte: testo comune Italia, Francia, Germania e Spagna sul deficit

10 Dicembre 2023, 10:14am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Patto di stabilità, trattativa nella notte: testo comune Italia, Francia, Germania e Spagna sul deficit

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Gli aggiornamenti sul negoziato2 giorni fa Bozza patto: commissione terrà conto rialzo interessi debito Tenendo ferma la procedura per deficit eccessivo con un aggiustamento strutturale annuo minimo dello 0,5% «come parametro di riferimento», «nel contesto di interessi notevolmente cambiato e delle sfide di investimento di vasta portata nell'ambito della doppia transizione e delle sfide geopolitiche, la Commissione potrà, per un periodo transitorio nel 2025, 2026 e 2027, al fine di non compromettere l'effetto positivo del Pnrr, tener conto dell'aumento degli interessi pagati nel calcolo dello sforzo di aggiustamento nell'ambito della procedura per disavanzo eccessivo». Emerge nell'ultimo documento della presidenza spagnola sul Patto. 2 giorni fa Giorgetti: «Serve un periodo transitorio» «La posizione dell'Italia è sempre la stessa, che viviamo delle circostanze eccezionale, che serve un periodo transitorio» per il rientro del debito e del deficit, «che ne tenga conto. E che debbano essere tenuti in conto le finalità strategiche che l'Ue si è data in termini di sicurezza, ambientali, energetici e digitali». Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a margine dell'Ecofin. 2 giorni fa Nodo negoziato è procedura per il deficit oltre il 3% del Pil La procedura per il deficit oltre il 3% del Pil è il nodo principale al negoziato sulla riforma del Patto di stabilità. Lo si apprende da diverse fonti. Si prevedeva alla vigilia un aggiustamento primario strutturale annuo dello 0,5% del Pil. La gran parte dei 'frugalì è però contraria sia primario, non consideri cioè gli interessi del debito. Si sonda ora un'ipotesi transitoria che sugli interessi conceda flessibilità tra il 2025 e il 2027. Restano però 7 Paesi nettamente contrari. Sul tavolo anche obiettivi diversificati sulla salvaguardia del deficit: 1% per i Paesi con debito sotto il 90%, 1,5% quando il debito è oltre il 90%. 2 giorni fa Giorgetti: «Fatti progressi» «I progressi fatti testimoniano che c'è un riconoscimento del fatto che non siamo in una situazione normale, c'è una guerra in Europa. Riteniamo che le nuove regole fiscali devono essere coerenti con gli obiettivi definiti a livello europeo, in particolare con le sfide sul cambiamento climatico e con riferimento particolare alla difesa». Lo afferma il ministro Giancarlo Giorgetti in merito alla trattativa del Patto di stabilità a Bruxelles, in una dichiarazione scritta diffusa a margine dell'Ecofin. 2 giorni fa Supporto Ue a nomina Calvino a presidenza Bei «I ministri delle Finanze Ue hanno concordato che c'è il supporto per la candidatura di Nadia Calvino alla presidenza della Bei».2 giorni fa Bozza patto: commissione terrà conto rialzo interessi debito Tenendo ferma la procedura per deficit eccessivo con un aggiustamento strutturale annuo minimo dello 0,5% «come parametro di riferimento», «nel contesto di interessi notevolmente cambiato e delle sfide di investimento di vasta portata nell'ambito della doppia transizione e delle sfide geopolitiche, la Commissione potrà, per un periodo transitorio nel 2025, 2026 e 2027, al fine di non compromettere l'effetto positivo del Pnrr, tener conto dell'aumento degli interessi pagati nel calcolo dello sforzo di aggiustamento nell'ambito della procedura per disavanzo eccessivo». Emerge nell'ultimo documento della presidenza spagnola sul Patto. 2 giorni fa Giorgetti: «Serve un periodo transitorio» «La posizione dell'Italia è sempre la stessa, che viviamo delle circostanze eccezionale, che serve un periodo transitorio» per il rientro del debito e del deficit, «che ne tenga conto. E che debbano essere tenuti in conto le finalità strategiche che l'Ue si è data in termini di sicurezza, ambientali, energetici e digitali». Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a margine dell'Ecofin. 2 giorni fa Nodo negoziato è procedura per il deficit oltre il 3% del Pil La procedura per il deficit oltre il 3% del Pil è il nodo principale al negoziato sulla riforma del Patto di stabilità. Lo si apprende da diverse fonti. Si prevedeva alla vigilia un aggiustamento primario strutturale annuo dello 0,5% del Pil. La gran parte dei 'frugalì è però contraria sia primario, non consideri cioè gli interessi del debito. Si sonda ora un'ipotesi transitoria che sugli interessi conceda flessibilità tra il 2025 e il 2027. Restano però 7 Paesi nettamente contrari. Sul tavolo anche obiettivi diversificati sulla salvaguardia del deficit: 1% per i Paesi con debito sotto il 90%, 1,5% quando il debito è oltre il 90%. 2 giorni fa Giorgetti: «Fatti progressi» «I progressi fatti testimoniano che c'è un riconoscimento del fatto che non siamo in una situazione normale, c'è una guerra in Europa. Riteniamo che le nuove regole fiscali devono essere coerenti con gli obiettivi definiti a livello europeo, in particolare con le sfide sul cambiamento climatico e con riferimento particolare alla difesa». Lo afferma il ministro Giancarlo Giorgetti in merito alla trattativa del Patto di stabilità a Bruxelles, in una dichiarazione scritta diffusa a margine dell'Ecofin. 2 giorni fa Supporto Ue a nomina Calvino a presidenza Bei «I ministri delle Finanze Ue hanno concordato che c'è il supporto per la candidatura di Nadia Calvino alla presidenza della Bei». Lo annuncia il ministro delle Finanze belga Peter Van Peteghem, alla guida di turno della Bei. 2 giorni fa Lindner: «I deficit devono essere ridotti non essere giustificati» Per un accordo sulla riforma del Patto di stabilità «ora siamo al 92%». Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner arrivando alla riunione dell'Ecofin a Bruxelles dopo il negoziato nella notte sulla riforma del Patto di stabilità. «Alcuni Paesi» hanno evidenziato nel negoziato «che con una procedura di disavanzo eccessivo potrebbe esserci qualcosa come una golden rule per gli investimenti. Sono convinto che sia eccessivo. I deficit devono essere ridotti non essere giustificati». 2 giorni fa Calvino: «Pronti a convocare Ecofin straorinario» «Speriamo di concludere» sulla riforma del Patto di stabilità «nei prossimi giorni e, se necessario, convocheremo anche una riunione straordinaria dell'Ecofin in modo da poter concludere un accordo politico entro la fine dell'anno». Lo ha detto la vicepremier spagnola Nadia Calvino, alla presidenza di turno dell'Ue arrivando alla riunione dell'Ecofin a Bruxelles. 2 giorni fa Gentiloni: «Fiducia per accordo in pochi giorni» Sulla riforma del Patto di stabilità questa notte «abbiamo avuto una discussione positiva. Sono stati fati progressi sostanziali per un buon bilanciamento tra le salvaguardie e il bisogno di trovare spazio per investimenti e crescita. La missione non è compiuta. Abbiamo bisogno di ulteriore lavoro ma sono fiducioso che un accordo possa essere raggiunto nei prossimi giorni». Lo ha detto il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni arrivando all'Ecofin. «Possiamo essere sufficientemente fiduciosi che ci sia un accordo entro fine anno», ha sottolineato. 2 giorni fa Testo comune Italia, Francia, Germania e Spagna sul deficit Nel negoziato sulla riforma del Patto di stabilità «i negoziati si sono concentrati principalmente sugli aggiustamenti minimi chiesti quando uno Stato membro è in procedura per disavanzo eccessivo e sulla loro modulazione in base a investimenti e a riforme. Sul tavolo c'è un compromesso preparato da Francia, Germania, Italia e presidenza spagnola. Gli Stati si impegnano a esaminarlo in modo costruttivo. Terrà conto dell'impatto dell'aumento dei tassi di interesse nel periodo 2025-2027 e fornirà il margine di manovra necessario per continuare a investire e intraprendere riforme strutturali». Lo si apprende da fonti diplomatiche. I ministri delle finanze non sono riusciti nella notte a trovare un accordo sulla riforma delle regole di bilancio così il negoziato riprende questa mattina. Sperano ancora di trovare un compromesso, ma verso le 4 del mattino, quando si sono interrotte le discussioni, la strada era ancora in salita. Al centro del negoziato l'equilibrio fra la necessità di ridurre il debito pubblico in misura graduale ma costante e la necessità di sostenere gli investimenti, una specie di quadratura del cerchio resa ancora più urgente visti la fase di crescita debole e gli impegni di trasformazione strutturale dell'economia in piena transizione verde e digitale. È improbabile che oggi nella riunione formale dell' Ecofin il negoziato possa essere sbloccato. Questa notte è stata evocata la possibilità di convocare a breve una nuova riunione per tentare un accordo entro fine anno. Tra una settimana a Bruxelles ci sarà la riunione del Consiglio europeo ma non si vuole portare il negoziato al tavolo dei capi di stato e di governo quantomeno perchè al momento si certificherebbe lo stallo. Fonti Ue confermano che le discussioni di ieri hanno riguardato essenzialmente gli aggiustamenti minimi per gli stati sotto procedura per deficit eccessivi e sulla loro modulazione in funzione degli investimenti e delle riforme. Le stesse fonti indicano che Francia, Germania, Italia e la presidenza spagnola dell' Ecofin hanno preparato un compromesso e su questo continueranno analisi e discussioni: si tratta di tenere conto dell'impatto del rialzo dei tassi di interesse sul periodo 2025-2027 e di assicurare dei margini di manovra necessari per continuare a investire e impegnarsi in riforme strutturali. Il ministro Le Maire ritiene che nella notte siano stati fatti 'progressi essenzialì e che comunque 'l' Ecofin dovrebbe poter arrivare prima della fine dell'anno a un accordo che fissi regole coerenti e riconosca l'importanza degli investimenti e delle riformè. Segno, appunto, che la riunione di oggi non apporterebbe novità. 'Siamo vicini a un accordo, c'è ancora del lavoro da fare nei prossimi giornì, dice la presidenza spagnola dell' Ecofin. Antonio Pollio Salimbeni

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SEZ. ECONOMIA Gas, verso un nuovo aumento delle bollette

5 Novembre 2023, 14:06pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un nuovo rialzo delle bollette del gas, per gli utenti del mercato tutelato. Circa 5 milioni di famiglie, il 30% della clientela nazionale, che vedranno salire i costi per riscaldamento e metano da cucina. In attesa della comunicazione ufficiale dell'Arera, l'autorità di settore, i principali osservatori del mercato energetico stimano un rincaro probabilmente a doppia cifra, tra l'8 e l'11%. Il prezzo dovrebbe infatti salire sopra l'euro al metro cubo, portando a una maggior spesa di almeno 100 euro l'anno per i consumi di una famiglia-tipo ALAN PATARGA TGCOM24

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SEZ. ECONOMIA A quanto ammonta la retribuzione media annua dei napoletani? Le cifre

1 Novembre 2023, 10:51am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA I dati dell'analisi dell'Ufficio studi della CGIA: un lavoratore dipendente della Città Metropolitana di Milano due anni fa percepiva il 90 per cento in più di un collega occupato nel capoluogo campano Come in molti paesi d’Europa, anche in Italia le differenze salariali a livello territoriale sono importanti. Nel 2021, ad esempio, la retribuzione media lorda annua dei lavoratori dipendenti italiani occupati nel settore privato nella Città Metropolitana di Milano era di 31.202 euro, a Napoli, invece, di 16.435 euro. Praticamente nella 'capitale economica' del Paese un ipotetico lavoratore dipendente medio due anni fa percepiva il 90 per cento in più di un collega occupato nel capoluogo campano, a fronte di una retribuzione media nazionale che, invece, ammontava a 21.868 euro. E' quanto emerge dall’elaborazione eseguita dall’Ufficio studi della CGIA su dati INPS, che ripropone l'antica questione degli squilibri retributivi presenti tra Nord e Sud, ma anche tra le aree urbane e quelle rurali. Questione che le parti sociali hanno tentato di risolvere, dopo l’abolizione delle cosiddette gabbie salariali avvenuta nei primi anni ’70 del secolo scorso, attraverso l’impiego del contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL). L’applicazione, però - rileva la CGIA di Mestre - ha prodotto solo in parte gli effetti sperati. Le disuguaglianze salariali tra le ripartizioni geografiche, infatti, sono rimaste tali perché nel settore privato le multinazionali, le utilities, le imprese medio-grandi, le società finanziarie/assicurative/bancarie, che tendenzialmente riconoscono ai propri dipendenti stipendi molto più elevati della media, sono ubicate prevalentemente nelle aree metropolitane del Nord. Disuguaglianze salariali a livello geografico importanti, ma più contenute rispetto agli altri Paesi Tuttavia, se invece di comparare il dato medio tra aree geografiche diverse lo facciamo tra lavoratori dello stesso settore, le differenze territoriali si riducono e mediamente sono addirittura più contenute di quelle presenti in altri paesi europei. Pertanto, possiamo dire che in Italia le disuguaglianze salariali a livello geografico sono importanti, ma, grazie a un preponderante ricorso alla contrattazione centralizzata, abbiamo differenziali più contenuti rispetto agli altri Paesi. Per contro, la scarsa diffusione in Italia della contrattazione decentrata - istituto, ad esempio, molto diffuso in Germania - non consente ai salari reali di rimanere agganciati all’andamento dell’inflazione, al costo delle abitazioni e ai livelli di produttività locale. Secondo l'Ufficio studi della CGIA per innalzare gli stipendi dei lavoratori dipendenti, in particolar modo di quelli con qualifiche professionali minori, bisognerebbe continuare nel taglio dell’Irpef e diffondere maggiormente la contrattazione decentrata. Oltre ad estendere l’applicazione della contrattazione decentrata, per appesantire le buste paga sarebbe necessario rispettare le scadenze entro le quali rinnovare i contratti di lavoro. Al netto del settore dell’agricoltura, del lavoro domestico e di alcune questioni di natura tecnica, al 1° settembre scorso il 54% dei lavoratori dipendenti del settore privato (quasi 7,5 milioni di dipendenti su un totale che sfiora i 14 milioni) aveva il CCNL scaduto. L'analisi provinciale delle retribuzioni: Napoli in 73esima posizione Dall’analisi provinciale delle retribuzioni medie lorde pagate ai lavoratori dipendenti del settore privato emerge che, nell'anno 2021, Milano è stata la realtà con gli stipendi più elevati: 31.202 euro. Seguono Parma con 25.912 euro, Bologna con 25.797 euro, Modena con 25.722 euro e Reggio Emilia con 25.566 euro. In fondo alla classifica i lavoratori di Vibo Valentia, che in un anno di lavoro hanno portato a casa solo 11.823 euro. MARIO PARISI NAPOLITODAY

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SEZ. ECONOMIA Manovra 2024, contributi colf: arriva stretta anti evasione La misura nella bozza del ddl Bilancio visionata

24 Ottobre 2023, 11:17am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Manovra 2024, contributi colf: arriva stretta anti evasione  La misura nella bozza del ddl Bilancio visionata

INSERITO DA ANGELA CECERE Nella Manovra 2024 giro di vite per contrastare l’evasione fiscale per le colf. Lo prevede una bozza del ddl Bilancio visionata dall’Adnkronos. Al fine di contrastare l’evasione nel settore del lavoro domestico, l’Agenzia delle entrate e l’Inps, realizzano la piena interoperabilità delle banche dati per lo scambio e l’analisi dei dati, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali avanzate, si legge nella bozza. Per favorire l’adempimento spontaneo, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione del contribuente i dati e le informazioni acquisiti e li utilizza altresì per la predisposizione della dichiarazione precompilata e per la segnalazione al contribuente di eventuali anomalie. L’Agenzia delle entrate e l’Istituto nazionale della previdenza sociale effettuano attività di analisi del rischio e controlli sui dati retributivi e contributivi, anche comunicati in fase di assunzione, e realizzano interventi volti alla corretta ricostruzione della posizione reddituale e contributiva dei lavoratori domestici, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

ADNKRONOS

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SEZ. ECONOMIA Pensioni, gli aumenti slittano a dicembre: calcoli e simulazioni per fasce di reddito

22 Ottobre 2023, 09:40am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Pensioni, gli aumenti slittano a dicembre 2023: quando arriva l'assegno? Il governo, con una modifica all'ultimo, ha infatti rinviato l’anticipo del conguaglio della perequazione dei trattamenti pensionistici, che era atteso per gennaio 2024. A prevederlo è il Dl Anticipi, approvato in Consiglio dei ministri. Ma nel testo definitivo, pubblicato in Gazzetta ufficiale, l’accredito dell’aumento è stato segnato per l’1 dicembre.Pensioni, gli aumenti slittano a dicembre 2023: quando arriva l'assegno? Il governo, con una modifica all'ultimo, ha infatti rinviato l’anticipo del conguaglio della perequazione dei trattamenti pensionistici, che era atteso per gennaio 2024. A prevederlo è il Dl Anticipi, approvato in Consiglio dei ministri. Ma nel testo definitivo, pubblicato in Gazzetta ufficiale, l’accredito dell’aumento è stato segnato per l’1 dicembre. LEGGO.IT

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