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sez.economia

SEZ. ECONOMIA Inflazione, a novembre giù a 0,7%: livelli vicini a febbraio 2021 L'Istat rivede al ribasso la stima preliminare (+0,8%). Rallenta carrello spesa a +5,4%

15 Dicembre 2023, 11:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Inflazione, a novembre giù a 0,7%: livelli vicini a febbraio 2021 L'Istat rivede al ribasso la stima preliminare (+0,8%). Rallenta carrello spesa a +5,4%

INSERITO DA ANGELA CECERE A novembre l’inflazione scende a 0,7%, da +1,7% nel mese precedente (la stima preliminare era +0,8%), tornando a livelli prossimi a quelli del febbraio 2021 (+0,6%). Lo rileva l'Istat a commento dei dati definitivi che mostrano anche una frenata del 'carrello della spesa'. Continuano infatti a rallentare in termini tendenziali i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +6,1% a +5,4%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,6% a +4,6%). Come spiega l'Istituto di Statistica , l’ulteriore calo del tasso di inflazione risente ancora del favorevole andamento dei prezzi dei Beni energetici, che a novembre evidenziano una netta flessione sul piano congiunturale: non regolamentati da -17,7% a -22,5%, regolamentati da -31,7% a -34,9%. Un contributo al rallentamento dell’inflazione si deve inoltre alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi (ricreativi, culturali e per la cura della persona e di trasporto) e alla nuova decelerazione dei prezzi degli Alimentari (da +7,3% a +5,8%), in particolare della componente lavorata, che esercita un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+5,4%). Infine, l’inflazione di fondo si attesta a novembre al +3,6% (da +4,2%). L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici continuano a rallentare (entrambe da +4,2%, registrato a ottobre, a +3,6%). Dopo essersi annullata a ottobre, la dinamica tendenziale dei prezzi dei beni scende su valori negativi (a -1,4%), mentre quella dei servizi rimane su valori positivi, sebbene in ulteriore rallentamento (da +4,1% a +3,7%), determinando un ampliamento del differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni (+5,1 punti percentuali, dai +4,1 di ottobre). L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,7% per l’indice generale e a +5,1% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,6% su base mensile e aumenta di 0,6% su base annua, in ulteriore decelerazione da +1,8% di ottobre (la stima preliminare era +0,7%). L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una diminuzione di 0,4% su base mensile e un aumento di 0,7% su base annua.

ADNKRONOS

 

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SEZ. ECONOMIA Bollette luce e fine tutela, aste slittano al 10 gennaio La decisione dell'Arera dello spostamento della selezione degli operatori a cui saranno assegnati i clienti domestici non vulnerabili. Erano previste per questo lunedì

11 Dicembre 2023, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Bollette luce e fine tutela, aste slittano al 10 gennaio La decisione dell'Arera dello spostamento della selezione degli operatori a cui saranno assegnati i clienti domestici non vulnerabili. Erano previste per questo lunedì

INSERITO DA ANGELA CECERE Arera sposta al 10 gennaio le aste per la fine tutela dell'elettricità dei clienti non vulnerabili. Lo ha deciso, nella riunione straordinaria di oggi, il Collegio di Arera che ha approvato lo slittamento di un mese, al 10 gennaio, della data di svolgimento delle aste competitive per la selezione degli operatori del Servizio a Tutele Graduali, a cui saranno assegnati i clienti domestici non vulnerabili e ancora nel servizio di tutela per l'elettricità. Prima dell'intervento, lo svolgimento delle aste era previsto per il prossimo lunedì. La delibera è conseguente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-Legge n. 181/2023 'Disposizioni urgenti per la sicurezza energetica del Paese, la promozione del ricorso alle fonti rinnovabili di energia, il sostegno alle imprese a forte consumo di energia e in materia di ricostruzione nei territori colpiti dagli eccezionali eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023'. Con la stessa delibera l'Autorità ha anche incaricato l'Acquirente Unico, che gestisce le aste, di pubblicare tempestivamente il Regolamento di gara aggiornato con le nuove scadenze, che dovranno essere fissate in modo tale da garantire le medesime tempistiche minime, attualmente previste dal Regolamento, tra le varie attività strumentali all'assegnazione del servizio tramite asta.

ADNKRONOS

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SEZ. ECONOMIA Patto di stabilità, trattativa nella notte: testo comune Italia, Francia, Germania e Spagna sul deficit

10 Dicembre 2023, 10:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Patto di stabilità, trattativa nella notte: testo comune Italia, Francia, Germania e Spagna sul deficit

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Gli aggiornamenti sul negoziato2 giorni fa Bozza patto: commissione terrà conto rialzo interessi debito Tenendo ferma la procedura per deficit eccessivo con un aggiustamento strutturale annuo minimo dello 0,5% «come parametro di riferimento», «nel contesto di interessi notevolmente cambiato e delle sfide di investimento di vasta portata nell'ambito della doppia transizione e delle sfide geopolitiche, la Commissione potrà, per un periodo transitorio nel 2025, 2026 e 2027, al fine di non compromettere l'effetto positivo del Pnrr, tener conto dell'aumento degli interessi pagati nel calcolo dello sforzo di aggiustamento nell'ambito della procedura per disavanzo eccessivo». Emerge nell'ultimo documento della presidenza spagnola sul Patto. 2 giorni fa Giorgetti: «Serve un periodo transitorio» «La posizione dell'Italia è sempre la stessa, che viviamo delle circostanze eccezionale, che serve un periodo transitorio» per il rientro del debito e del deficit, «che ne tenga conto. E che debbano essere tenuti in conto le finalità strategiche che l'Ue si è data in termini di sicurezza, ambientali, energetici e digitali». Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a margine dell'Ecofin. 2 giorni fa Nodo negoziato è procedura per il deficit oltre il 3% del Pil La procedura per il deficit oltre il 3% del Pil è il nodo principale al negoziato sulla riforma del Patto di stabilità. Lo si apprende da diverse fonti. Si prevedeva alla vigilia un aggiustamento primario strutturale annuo dello 0,5% del Pil. La gran parte dei 'frugalì è però contraria sia primario, non consideri cioè gli interessi del debito. Si sonda ora un'ipotesi transitoria che sugli interessi conceda flessibilità tra il 2025 e il 2027. Restano però 7 Paesi nettamente contrari. Sul tavolo anche obiettivi diversificati sulla salvaguardia del deficit: 1% per i Paesi con debito sotto il 90%, 1,5% quando il debito è oltre il 90%. 2 giorni fa Giorgetti: «Fatti progressi» «I progressi fatti testimoniano che c'è un riconoscimento del fatto che non siamo in una situazione normale, c'è una guerra in Europa. Riteniamo che le nuove regole fiscali devono essere coerenti con gli obiettivi definiti a livello europeo, in particolare con le sfide sul cambiamento climatico e con riferimento particolare alla difesa». Lo afferma il ministro Giancarlo Giorgetti in merito alla trattativa del Patto di stabilità a Bruxelles, in una dichiarazione scritta diffusa a margine dell'Ecofin. 2 giorni fa Supporto Ue a nomina Calvino a presidenza Bei «I ministri delle Finanze Ue hanno concordato che c'è il supporto per la candidatura di Nadia Calvino alla presidenza della Bei».2 giorni fa Bozza patto: commissione terrà conto rialzo interessi debito Tenendo ferma la procedura per deficit eccessivo con un aggiustamento strutturale annuo minimo dello 0,5% «come parametro di riferimento», «nel contesto di interessi notevolmente cambiato e delle sfide di investimento di vasta portata nell'ambito della doppia transizione e delle sfide geopolitiche, la Commissione potrà, per un periodo transitorio nel 2025, 2026 e 2027, al fine di non compromettere l'effetto positivo del Pnrr, tener conto dell'aumento degli interessi pagati nel calcolo dello sforzo di aggiustamento nell'ambito della procedura per disavanzo eccessivo». Emerge nell'ultimo documento della presidenza spagnola sul Patto. 2 giorni fa Giorgetti: «Serve un periodo transitorio» «La posizione dell'Italia è sempre la stessa, che viviamo delle circostanze eccezionale, che serve un periodo transitorio» per il rientro del debito e del deficit, «che ne tenga conto. E che debbano essere tenuti in conto le finalità strategiche che l'Ue si è data in termini di sicurezza, ambientali, energetici e digitali». Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a margine dell'Ecofin. 2 giorni fa Nodo negoziato è procedura per il deficit oltre il 3% del Pil La procedura per il deficit oltre il 3% del Pil è il nodo principale al negoziato sulla riforma del Patto di stabilità. Lo si apprende da diverse fonti. Si prevedeva alla vigilia un aggiustamento primario strutturale annuo dello 0,5% del Pil. La gran parte dei 'frugalì è però contraria sia primario, non consideri cioè gli interessi del debito. Si sonda ora un'ipotesi transitoria che sugli interessi conceda flessibilità tra il 2025 e il 2027. Restano però 7 Paesi nettamente contrari. Sul tavolo anche obiettivi diversificati sulla salvaguardia del deficit: 1% per i Paesi con debito sotto il 90%, 1,5% quando il debito è oltre il 90%. 2 giorni fa Giorgetti: «Fatti progressi» «I progressi fatti testimoniano che c'è un riconoscimento del fatto che non siamo in una situazione normale, c'è una guerra in Europa. Riteniamo che le nuove regole fiscali devono essere coerenti con gli obiettivi definiti a livello europeo, in particolare con le sfide sul cambiamento climatico e con riferimento particolare alla difesa». Lo afferma il ministro Giancarlo Giorgetti in merito alla trattativa del Patto di stabilità a Bruxelles, in una dichiarazione scritta diffusa a margine dell'Ecofin. 2 giorni fa Supporto Ue a nomina Calvino a presidenza Bei «I ministri delle Finanze Ue hanno concordato che c'è il supporto per la candidatura di Nadia Calvino alla presidenza della Bei». Lo annuncia il ministro delle Finanze belga Peter Van Peteghem, alla guida di turno della Bei. 2 giorni fa Lindner: «I deficit devono essere ridotti non essere giustificati» Per un accordo sulla riforma del Patto di stabilità «ora siamo al 92%». Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner arrivando alla riunione dell'Ecofin a Bruxelles dopo il negoziato nella notte sulla riforma del Patto di stabilità. «Alcuni Paesi» hanno evidenziato nel negoziato «che con una procedura di disavanzo eccessivo potrebbe esserci qualcosa come una golden rule per gli investimenti. Sono convinto che sia eccessivo. I deficit devono essere ridotti non essere giustificati». 2 giorni fa Calvino: «Pronti a convocare Ecofin straorinario» «Speriamo di concludere» sulla riforma del Patto di stabilità «nei prossimi giorni e, se necessario, convocheremo anche una riunione straordinaria dell'Ecofin in modo da poter concludere un accordo politico entro la fine dell'anno». Lo ha detto la vicepremier spagnola Nadia Calvino, alla presidenza di turno dell'Ue arrivando alla riunione dell'Ecofin a Bruxelles. 2 giorni fa Gentiloni: «Fiducia per accordo in pochi giorni» Sulla riforma del Patto di stabilità questa notte «abbiamo avuto una discussione positiva. Sono stati fati progressi sostanziali per un buon bilanciamento tra le salvaguardie e il bisogno di trovare spazio per investimenti e crescita. La missione non è compiuta. Abbiamo bisogno di ulteriore lavoro ma sono fiducioso che un accordo possa essere raggiunto nei prossimi giorni». Lo ha detto il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni arrivando all'Ecofin. «Possiamo essere sufficientemente fiduciosi che ci sia un accordo entro fine anno», ha sottolineato. 2 giorni fa Testo comune Italia, Francia, Germania e Spagna sul deficit Nel negoziato sulla riforma del Patto di stabilità «i negoziati si sono concentrati principalmente sugli aggiustamenti minimi chiesti quando uno Stato membro è in procedura per disavanzo eccessivo e sulla loro modulazione in base a investimenti e a riforme. Sul tavolo c'è un compromesso preparato da Francia, Germania, Italia e presidenza spagnola. Gli Stati si impegnano a esaminarlo in modo costruttivo. Terrà conto dell'impatto dell'aumento dei tassi di interesse nel periodo 2025-2027 e fornirà il margine di manovra necessario per continuare a investire e intraprendere riforme strutturali». Lo si apprende da fonti diplomatiche. I ministri delle finanze non sono riusciti nella notte a trovare un accordo sulla riforma delle regole di bilancio così il negoziato riprende questa mattina. Sperano ancora di trovare un compromesso, ma verso le 4 del mattino, quando si sono interrotte le discussioni, la strada era ancora in salita. Al centro del negoziato l'equilibrio fra la necessità di ridurre il debito pubblico in misura graduale ma costante e la necessità di sostenere gli investimenti, una specie di quadratura del cerchio resa ancora più urgente visti la fase di crescita debole e gli impegni di trasformazione strutturale dell'economia in piena transizione verde e digitale. È improbabile che oggi nella riunione formale dell' Ecofin il negoziato possa essere sbloccato. Questa notte è stata evocata la possibilità di convocare a breve una nuova riunione per tentare un accordo entro fine anno. Tra una settimana a Bruxelles ci sarà la riunione del Consiglio europeo ma non si vuole portare il negoziato al tavolo dei capi di stato e di governo quantomeno perchè al momento si certificherebbe lo stallo. Fonti Ue confermano che le discussioni di ieri hanno riguardato essenzialmente gli aggiustamenti minimi per gli stati sotto procedura per deficit eccessivi e sulla loro modulazione in funzione degli investimenti e delle riforme. Le stesse fonti indicano che Francia, Germania, Italia e la presidenza spagnola dell' Ecofin hanno preparato un compromesso e su questo continueranno analisi e discussioni: si tratta di tenere conto dell'impatto del rialzo dei tassi di interesse sul periodo 2025-2027 e di assicurare dei margini di manovra necessari per continuare a investire e impegnarsi in riforme strutturali. Il ministro Le Maire ritiene che nella notte siano stati fatti 'progressi essenzialì e che comunque 'l' Ecofin dovrebbe poter arrivare prima della fine dell'anno a un accordo che fissi regole coerenti e riconosca l'importanza degli investimenti e delle riformè. Segno, appunto, che la riunione di oggi non apporterebbe novità. 'Siamo vicini a un accordo, c'è ancora del lavoro da fare nei prossimi giornì, dice la presidenza spagnola dell' Ecofin. Antonio Pollio Salimbeni

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SEZ. ECONOMIA Gas, verso un nuovo aumento delle bollette

5 Novembre 2023, 14:06pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un nuovo rialzo delle bollette del gas, per gli utenti del mercato tutelato. Circa 5 milioni di famiglie, il 30% della clientela nazionale, che vedranno salire i costi per riscaldamento e metano da cucina. In attesa della comunicazione ufficiale dell'Arera, l'autorità di settore, i principali osservatori del mercato energetico stimano un rincaro probabilmente a doppia cifra, tra l'8 e l'11%. Il prezzo dovrebbe infatti salire sopra l'euro al metro cubo, portando a una maggior spesa di almeno 100 euro l'anno per i consumi di una famiglia-tipo ALAN PATARGA TGCOM24

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SEZ. ECONOMIA A quanto ammonta la retribuzione media annua dei napoletani? Le cifre

1 Novembre 2023, 10:51am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA I dati dell'analisi dell'Ufficio studi della CGIA: un lavoratore dipendente della Città Metropolitana di Milano due anni fa percepiva il 90 per cento in più di un collega occupato nel capoluogo campano Come in molti paesi d’Europa, anche in Italia le differenze salariali a livello territoriale sono importanti. Nel 2021, ad esempio, la retribuzione media lorda annua dei lavoratori dipendenti italiani occupati nel settore privato nella Città Metropolitana di Milano era di 31.202 euro, a Napoli, invece, di 16.435 euro. Praticamente nella 'capitale economica' del Paese un ipotetico lavoratore dipendente medio due anni fa percepiva il 90 per cento in più di un collega occupato nel capoluogo campano, a fronte di una retribuzione media nazionale che, invece, ammontava a 21.868 euro. E' quanto emerge dall’elaborazione eseguita dall’Ufficio studi della CGIA su dati INPS, che ripropone l'antica questione degli squilibri retributivi presenti tra Nord e Sud, ma anche tra le aree urbane e quelle rurali. Questione che le parti sociali hanno tentato di risolvere, dopo l’abolizione delle cosiddette gabbie salariali avvenuta nei primi anni ’70 del secolo scorso, attraverso l’impiego del contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL). L’applicazione, però - rileva la CGIA di Mestre - ha prodotto solo in parte gli effetti sperati. Le disuguaglianze salariali tra le ripartizioni geografiche, infatti, sono rimaste tali perché nel settore privato le multinazionali, le utilities, le imprese medio-grandi, le società finanziarie/assicurative/bancarie, che tendenzialmente riconoscono ai propri dipendenti stipendi molto più elevati della media, sono ubicate prevalentemente nelle aree metropolitane del Nord. Disuguaglianze salariali a livello geografico importanti, ma più contenute rispetto agli altri Paesi Tuttavia, se invece di comparare il dato medio tra aree geografiche diverse lo facciamo tra lavoratori dello stesso settore, le differenze territoriali si riducono e mediamente sono addirittura più contenute di quelle presenti in altri paesi europei. Pertanto, possiamo dire che in Italia le disuguaglianze salariali a livello geografico sono importanti, ma, grazie a un preponderante ricorso alla contrattazione centralizzata, abbiamo differenziali più contenuti rispetto agli altri Paesi. Per contro, la scarsa diffusione in Italia della contrattazione decentrata - istituto, ad esempio, molto diffuso in Germania - non consente ai salari reali di rimanere agganciati all’andamento dell’inflazione, al costo delle abitazioni e ai livelli di produttività locale. Secondo l'Ufficio studi della CGIA per innalzare gli stipendi dei lavoratori dipendenti, in particolar modo di quelli con qualifiche professionali minori, bisognerebbe continuare nel taglio dell’Irpef e diffondere maggiormente la contrattazione decentrata. Oltre ad estendere l’applicazione della contrattazione decentrata, per appesantire le buste paga sarebbe necessario rispettare le scadenze entro le quali rinnovare i contratti di lavoro. Al netto del settore dell’agricoltura, del lavoro domestico e di alcune questioni di natura tecnica, al 1° settembre scorso il 54% dei lavoratori dipendenti del settore privato (quasi 7,5 milioni di dipendenti su un totale che sfiora i 14 milioni) aveva il CCNL scaduto. L'analisi provinciale delle retribuzioni: Napoli in 73esima posizione Dall’analisi provinciale delle retribuzioni medie lorde pagate ai lavoratori dipendenti del settore privato emerge che, nell'anno 2021, Milano è stata la realtà con gli stipendi più elevati: 31.202 euro. Seguono Parma con 25.912 euro, Bologna con 25.797 euro, Modena con 25.722 euro e Reggio Emilia con 25.566 euro. In fondo alla classifica i lavoratori di Vibo Valentia, che in un anno di lavoro hanno portato a casa solo 11.823 euro. MARIO PARISI NAPOLITODAY

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SEZ. ECONOMIA Manovra 2024, contributi colf: arriva stretta anti evasione La misura nella bozza del ddl Bilancio visionata

24 Ottobre 2023, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Manovra 2024, contributi colf: arriva stretta anti evasione  La misura nella bozza del ddl Bilancio visionata

INSERITO DA ANGELA CECERE Nella Manovra 2024 giro di vite per contrastare l’evasione fiscale per le colf. Lo prevede una bozza del ddl Bilancio visionata dall’Adnkronos. Al fine di contrastare l’evasione nel settore del lavoro domestico, l’Agenzia delle entrate e l’Inps, realizzano la piena interoperabilità delle banche dati per lo scambio e l’analisi dei dati, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali avanzate, si legge nella bozza. Per favorire l’adempimento spontaneo, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione del contribuente i dati e le informazioni acquisiti e li utilizza altresì per la predisposizione della dichiarazione precompilata e per la segnalazione al contribuente di eventuali anomalie. L’Agenzia delle entrate e l’Istituto nazionale della previdenza sociale effettuano attività di analisi del rischio e controlli sui dati retributivi e contributivi, anche comunicati in fase di assunzione, e realizzano interventi volti alla corretta ricostruzione della posizione reddituale e contributiva dei lavoratori domestici, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

ADNKRONOS

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SEZ. ECONOMIA Pensioni, gli aumenti slittano a dicembre: calcoli e simulazioni per fasce di reddito

22 Ottobre 2023, 09:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Pensioni, gli aumenti slittano a dicembre 2023: quando arriva l'assegno? Il governo, con una modifica all'ultimo, ha infatti rinviato l’anticipo del conguaglio della perequazione dei trattamenti pensionistici, che era atteso per gennaio 2024. A prevederlo è il Dl Anticipi, approvato in Consiglio dei ministri. Ma nel testo definitivo, pubblicato in Gazzetta ufficiale, l’accredito dell’aumento è stato segnato per l’1 dicembre.Pensioni, gli aumenti slittano a dicembre 2023: quando arriva l'assegno? Il governo, con una modifica all'ultimo, ha infatti rinviato l’anticipo del conguaglio della perequazione dei trattamenti pensionistici, che era atteso per gennaio 2024. A prevederlo è il Dl Anticipi, approvato in Consiglio dei ministri. Ma nel testo definitivo, pubblicato in Gazzetta ufficiale, l’accredito dell’aumento è stato segnato per l’1 dicembre. LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Tasche svuotate, stipendi più bassi oggi che 14 anni fa: e un bene su due costa il 10% in più

11 Ottobre 2023, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Tasche svuotate, stipendi più bassi oggi che 14 anni fa: e un bene su due costa il 10% in più

INSERITO DA ANGELA CECERE Super rincari per più della metà dei prodotti e retribuzioni al palo. Le difficoltà quotidiane delle famiglie italiane sono certificate ancora una volta dai numeri su inflazione e stipendi resi noti dall'Istat nel corso dell'audizione a Palazzo Madama sulla Nadef. L'inflazione rallenta ma il confronto con il 2019 è impietoso. Per moltissimi prodotti i prezzi si attestano oggi su livelli molto più elevati di quelli registrati nel periodo precedente alla fase di rapida ascesa dell'inflazione. Oltre il 58% dei beni monitorati evidenzia un incremento dei prezzi uguale o superiore al 10% rispetto alla media del 2019. Di questi, oltre metà è rappresentato da generi alimentari. Addirittura aumenti otre il 25% si registrano per il 17% dei prodotti (il 13% nel solo settore alimentare) e nel 5,2% dei casi gli aumenti di prezzi, nel periodo considerato, risultano superiori o pari al 40%. Per contro, solo il 6,7% dei prodotti evidenzia una flessione di prezzo rispetto alla media del 2019 e non si tratta di generi alimentari. Di fronte alla crescita inarrestabile dei prezzi l'Istat certifica invece lo stallo degli stipendi. Le retribuzioni reali tenendo conto dell'inflazione sono tornate sotto i livelli del 2009. Per la straordinaria crescita dei prezzi nel 2022, la differenza tra l'aumento dell'inflazione e quello delle retribuzioni contrattuali sull'intero periodo (2009-2023) è stato pari a 12 punti percentuali. La differenza di crescita tra salari e prezzi varia nei diversi settori: passa dai 4,1 punti per l'agricoltura e 4,7 punti per l'industria, dai 13,6 punti per i servizi privati ai 19,5 punti per la pubblica amministrazione. L'enorme forbice nasce anche dai mancati rinnovi contrattuali. Più della metà dei lavoratori (il 54%) ad agosto risulta avere un contratto scaduto. Nei primi otto mesi del 2023 si sono registrati complessivamente solo 10 rinnovi contrattuali. Il mancato rinnovo dei Ccnl riguarda soprattutto il settore dei servizi privati (il 73,6% dei lavoratori è in attesa di rinnovo per un totale di circa 3,7 milioni di lavoratori) e la pubblica amministrazione dove la quota dei dipendenti in attesa è pari al 100%. Nel prossimo futuro la situazione non sembra destinata a migliorare. «Gli indicatori congiunturali più recenti suggeriscono per i prossimi mesi il permanere della fase di debolezza dell'economia italiana» ha detto il presidente facente funzione dell'Istat Francesco Maria Chelli.

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SEZ. ECONOMIA In pensione a 61 anni con Ape Donna: in manovra l'ipotesi di uscita dal lavoro con un'età più bassa

21 Settembre 2023, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA In pensione a 61 anni con Ape Donna: in manovra l'ipotesi di uscita dal lavoro con un'età più bassa

INSERITO DA ANGELA CECERE Possibile rivoluzione in arrivo in materia di pensione. Tra le ipotesi di modifica del sistema previdenziale con la legge di Bilancio spunta l' Ape sociale agevolata per le donne con la possibilità di ricevere l'indennità di accompagnamento verso la pensione a partire da 61o 62 anni invece dei 63 previsti attualmente. Secondo quanto emerge, si valuta l'introduzione di un ulteriore vantaggio nella contribuzione per accedere alla misura in favore delle donne in situazione di disagio: licenziate, con invalidità almeno al 74%, care giver (alias badanti) o impegnate in lavori gravosi. Questa si aggiungerebbe allo sconto già in vigore di un anno per ogni figlio, possibile fino a un massimo di due anni.

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SEZ. ECONOMIA Assegno unico settembre, pagamenti: il calendario. E parte il nuovo servizio per i neo genitori

13 Settembre 2023, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Assegno unico settembre, pagamenti: il calendario. E parte il nuovo servizio per i neo genitori

INSERITO DA ANGELA CECERE Assegno unico, pagamenti in arrivo. Gli accrediti dell'Inps arriveranno il 15, il 18 e il 19 settembre. Ma per i sussidi che hanno subito variazioni rispetto al mese precedente e quelli erogati per le nuove domande bisognerà attendere qualche giorno in più. A settembre arriva anche un'altra novità. L'assegno unico diventa "proattivo": una facilitazione per i neo-genitori in caso di nascita di un nuovo figlio.

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