SEZ. ECONOMIA Manovra ferma al palo, 53 decreti attuativi (su 55) non approvati. Dall'Isee alla Zes, tutte le misure in stand-by
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cinquantatre per la manovra, e 336 sul totale di tutta la produzione legislativa di origine governativa. Sono i decreti attuativi necessari per mettere a terra i provvedimenti varati dal governo Meloni, ma che mancano all'appello, lasciando in stand by molte misure, vecchie e nuove.Le misure in stand by Per la legge di bilancio, si va dal regolamento per escludere dall'Isee i titoli di Stato alle modalità di accesso al credito d'imposta per gli investimenti nella Zes unica, dalle istruzioni per l'installazione delle colonnine per le chiamate di emergenza al potenziamento di mezzi e dispositivi di vigili del fuoco e Polizia, dalla ripartizione del fondo per i piccoli Comuni a quella delle risorse per l'accoglienza dei migranti. In molti casi servono decreti ministeriali o interministeriali (per i quali è richiesto spesso anche il parere della Conferenza Stato-città), ma a volte si tratta di Dpcm o di decreti del presidente della Repubblica.I decreti attuativi Nel corso del tempo, il governo Meloni ha molto ridotto la necessità di ricorrere a provvedimenti di secondo livello: nella legge di bilancio erano in tutto 55, il numero più basso tra le manovre della XVIII e della XIX legislatura, a conferma dell'impegno a rendere subito efficaci le misure introdotte e immediatamente disponibili le risorse finanziarie stanziate. I dati aggiornati dell'esecutivo mostrano come la legge di bilancio per il 2024 abbia stanziato oltre 29,5 miliardi, di cui 25,9 legati a misure autoapplicative, praticamente l'88% del totale, mentre i finanziamenti che rimandano a provvedimenti attuativi sono pari a 3,6 miliardi, il 12%. Quasi la metà dei 55 provvedimenti attuativi complessivamente previsti non è legata a stanziamenti, come nel caso dell'atto appena approvato per l'istituzione della Cabina di coordinamento delle politiche attive per la riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici. Il secondo decreto adottato con la ripartizione del fondo per gli interventi del Giubileo 2025 porta invece con sé risorse per 608 milioni. La legge di bilancio 2023 Guardando al pregresso, della legge di bilancio 2023 risultano invece adottati 85 decreti attuativi, con altri 27 che restano ancora da approvare. Nel complesso, le misure che necessitano di attuazione sono 336. Rispetto ai 316 decreti calcolati nel recente monitoraggio del Servizio per il controllo parlamentare aggiornato a febbraio, uno è stato approvato, ma una ventina di nuovi atti è stata aggiunta con l'ultimo complesso decreto Pnrr del 2 marzo. Il dl deve ancora essere esaminato dal Parlamento, e in fase di conversione, assicurano dall'esecutivo, si farà di tutto per renderlo maggiormente autoapplicativo. L'eredità del passato Restano peraltro da adottare anche altre eredità del passato: ulteriori 267 atti, di cui 227 riferibili ai sei governi che si sono succeduti nella XVII e XVIII legislatura e 40 derivanti da leggi di iniziativa parlamentare. Secondo il monitoraggio del Servizio parlamentare, lo stock dei provvedimenti attuativi derivanti da atti di iniziativa governativa approvati nella XVIII legislatura ed ereditati dall'attuale governo al momento dell'insediamento era pari a 376 provvedimenti, di cui 21 riferibili al governo Conte I, 71 al governo Conte II e 284 al governo Draghi. Lo stock si è ridotto di oltre il 50 per cento: l'esecutivo Meloni ha infatti "smaltito" 190 provvedimenti attuativi, tanto che risultano ancora da adottare 186 atti di secondo livello (13 relativi al primo governo, 47 al secondo e 126 al terzo). LEGGO.IT
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