Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE meno di tre anni dall’adesione, Lidl Italia oggi annuncia la decisione di uscire da Federdistribuzione "con effetto immediato, a seguito del continuo ed eccessivo protrarsi delle negoziazioni per il rinnovo del Ccnl della Distribuzione Moderna Organizzata, scaduto nel 2019". Lo rende noto Lidl Italia in un comunicato sottolineando che tale decisione è maturata con l’obiettivo di dare risposte concrete e immediate ai propri 22 mila dipendenti, che hanno visto in questi anni una progressiva erosione del proprio potere d’acquisto a causa dell’inflazione. "Da quattro anni i nostri collaboratori attendono il rinnovo del Ccnl ed è per noi inaccettabile che le trattative si siano ulteriormente arenate per dinamiche che esulano dai loro bisogni. Il prolungato immobilismo nella trattativa ha introdotto incertezze che intendiamo subito superare per il senso di responsabilità che abbiamo nei confronti delle nostre persone", sottolinea Massimiliano Silvestri, Presidente di Lidl Italia. L’Azienda, si legge nella nota, "applicherà il Ccnl già rinnovato da Confcommercio che prevede aumenti salariali e una tantum già definiti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Pensioni. Per fare domanda per l'uscita dal lavoro con quota 96,7 c'è ancora un mese di tempo. Si chiude infatti il 1° maggio la finestra per richiedere l'accesso alla pensione anticipata a 61 anni e 7 mesi e 35 di contributi – appunto la cosiddetta Quota 96,7 – nel corso del 2025. Quota 96,7 riguarda i lavoratori usuranti e notturni. L'Inps, con il messaggio numero 812 del 23 febbraio scorso (vedi Pdf sotto) ha confermato per il 1° maggio 2024 la scadenza per l’invio delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori usuranti e notturni, ma questo solo per chi matura nel corso del 2025 il diritto alla pensione agevolata. La misura vale per gli addetti che svolgono lavori faticosi e pesanti e che maturano i requisiti dal 1° gennaio al 31 dicembre del prossimo anno.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il rapporto tra l’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e il Pil ha registrato un miglioramento rispetto al 2022, con una pressione fiscale rimasta invariata. Quindi? Dov’è questo buco? "In questi giorni, a seguito degli allarmi lanciati dal ministro Giorgetti sul “buco creato dal Superbonus” è iniziata una campagna di disinformazione che non ha precedenti. I principali quotidiani italiani, professoroni universitari di economia e quasi tutta la classe politica italiana hanno colpevolizzato il Superbonus 110% come la causa di tutti i mali dell’economia italiana. Si è enfatizzato il -7,2 % del rapporto deficit /Pil (migliorato rispetto allo scorso anno!), e si sono tenuti nascosti tutti i dati positivi del comunicato Istat che di fatto, certifica che il Superbonus 110 non ha arrecato alcun danno al Bilancio dello Stato. Anzi a leggere tutti gli indicatori (sempre fonte Istat), abbiamo avuto nell’anno 2023 un miglioramento di tutti i parametri, che di seguito riporto: Nel 2023 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.085.376 milioni di euro correnti, con un aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è cresciuto dello 0,9%, dal lato della domanda interna nel 2023 si registra, in termini di volume, un incremento del 4,7% degli investimenti fissi lordi e dell’1,2% dei consumi finali nazionali. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono scese dello 0,5% e le esportazioni sono cresciute dello 0,2%." Lo scrive in una nota Antonio Lombardi presidente nazionale Federcepicostruzioni, il quale aggiunge: "La domanda nazionale al netto delle scorte e la domanda estera netta hanno contribuito positivamente alla dinamica del Pil, rispettivamente per 2,0 e 0,3 punti percentuali, mentre l’apporto della variazione delle scorte è stato negativo per 1,3 punti. Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume del 3,9% nelle costruzioni e dell’1,6% nelle attività dei servizi. Si rilevano contrazioni del 2,5% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca e dell’1,1% nell’industria in senso stretto. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (AP), misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -7,2%, a fronte del -8,6% nel 2022. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,4% (-4,3% nel 2022). Nel 2023 l’economia italiana ha registrato una crescita dello 0,9%, in decelerazione rispetto al 2022 (4,0%). La crescita è stata principalmente stimolata dalla domanda nazionale al netto delle scorte, con un contributo di pari entità di consumi e investimenti. La domanda estera netta ha fornito un apporto lievemente positivo, mentre è stato negativo quello della variazione delle scorte. Dal lato dell’offerta di beni e servizi, il valore aggiunto ha segnato crescite nelle costruzioni e in molti comparti del terziario, mentre ha subìto contrazioni in agricoltura e nel complesso delle attività estrattive, manifatturiere e nelle altre attività industriali. Il rapporto tra l’indebitamento delle amministrazioni pubbliche e il Pil ha registrato un miglioramento rispetto al 2022, con una pressione fiscale rimasta invariata. Quindi? Dov’è questo buco? di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Cala del 19,8% la bolletta della luce per la famiglia tipo in tutela nel secondo trimestre 2024, in quello che è l’ultimo aggiornamento trimestrale per i clienti non vulnerabili. Lo rende noto l'Arera in un comunicato precisando che il calo è giustificato principalmente dal trend ribassista che ha caratterizzato l’andamento dei prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica verso la fine dello scorso anno e nei primi mesi dell’anno in corso e che sta subendo un rallentamento a causa delle crescenti tensioni geopolitiche. Le aspettative di prezzo del mercato del gas naturale per il secondo trimestre 2024, favorite da un livello degli stoccaggi europei che - complice un inverno relativamente mite - risulta storicamente elevato alla fine della stagione di erogazione, si sono tradotte in una stima del prezzo dell’energia elettrica (Pun) pari a circa 83 euro/MWh. In termini di effetti finali, la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° luglio 2023 e il 30 giugno 2024) sarà di circa 662 euro, riavvicinandosi ai livelli precedenti alle crisi, segnando un -47,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° luglio 2022- 30 giugno 2023), periodo in cui il prezzo della materia energia raggiunse i suoi picchi massimi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Gli utenti dell'energia elettrica che attivano oggi un servizio di fornitura sul mercato libero, si ritroveranno a pagare fino a 1.776 euro annui in più rispetto alla bolletta media del Servizio a Tutele Graduali che scatterà il prossimo 1 luglio. Lo afferma il Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), che ha messo a confronto le offerte dei 7 gestori vincitori delle aste dell'Acquirente Unico per il servizio a Tutele Graduali che rappresentano il 70,49% del mercato e che dall'1 luglio forniranno elettricità, con un prezzo omogeneo su tutto il territorio italiano, a tutti i clienti della maggior tutela non vulnerabili (circa 5 milioni).
INSERITO DA ANGELA CECERE Cresce la povertà in Italia. Secondo i dati Istat riferiti all'anno 2023 ci sono 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, tra cui 1,3 milioni di minori. Nel 2023, le famiglie in povertà assoluta si attestano all'8,5% del totale delle famiglie residenti (erano l'8,3% nel 2022). Rientrano nella categoria di poveri assoluti le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore a una soglia minima che permette l'acquisto di un paniere di beni e servizi considerato essenziale a garantire uno standard di vita minimamente accettabile e a evitare gravi forme di esclusione sociale. La presenza di figli minori continua a essere un fattore che espone maggiormente le famiglie al disagio. L'incidenza della povertà assoluta si conferma infatti più marcata per le famiglie con almeno un figlio minore (12,0%), mentre per quelle con anziani si attesta al 6,4%. Nel 2023, l'incidenza di povertà assoluta individuale per i minori è pari al 14%, il valore più alto della serie storica dal 2014. Nel Nord, dove le persone povere sono quasi 136mila in più rispetto al 2022, l'incidenza della povertà assoluta a livello familiare è sostanzialmente stabile (8,0%), mentre si osserva una crescita dell'incidenza individuale (9,0%, dall'8,5% del 2022). Anche il Mezzogiorno mostra valori stabili ma comunque più alti rispetto alle altre zone del Paese (10,3% a livello familiare e 12,1% a livello individuale). I dati sollevano l'allarme delle associazioni dei consumatori e dei sindacati e le critiche dell'opposizione che accusa il governo di aver abolito il reddito di cittadinanza. La risposta di Giorgia Meloni è arrivata da Campobasso dove la premier ha firmato l'accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la Regione Molise: «Con la revisione del Pnrr abbiamo liberato risorse per oltre 12 miliardi da destinare al sistema produttivo perché noi crediamo che la povertà non si abolisce per decreto. La ricchezza la creano le imprese e i lavoratori, allo Stato spetta il compito di metterli nella condizione di lavorare al meglio».
INSERITO DA ANGELA CECERE Caserta. Il costo medio di una polizza Rc auto è salito in Italia del +10,5% negli ultimi due anni. Una tendenza al rialzo che si riscontra sia in Europa, sia nel resto del mondo, con le tariffe assicurative aumentate sensibilmente in tutti i continenti. I dati arrivano da Ferdercarrozzieri, l'associazione delle autocarrozzerie italiane, che ha messo a confronto i prezzi dell'Rc auto nelle singole province italiane e all'estero. A gennaio, secondo l'ultimo report dell'Ivass, il costo medio della polizza si è attestato in Italia a 389 euro, contro i 352 euro di gennaio 2022, con una crescita netta del +10,5% negli ultimi due anni e un maggior rimborso pari a +37 euro ad assicurato. - analizza Federcarrozzieri - Gli automobilisti italiani pagano di più rispetto a Germania e Spagna, dove il costo medio dell'Rc auto nel 2023 è stato rispettivamente di circa 304 euro e 371 euro, e quasi quanto la Svezia (397 euro). Più costoso assicurare l'auto in Francia e Regno Unito, dove la spesa annuale è di circa 635 euro. Sul fronte italiano, ben 3 province superano a gennaio la soglia dei 500 euro a polizza. - analizza Federcarrozzieri - E' il caso di Napoli, dove l'Rc auto costa in media 560 euro, Prato (553 euro) e Caserta (500 euro). La Toscana piazza ben 6 città nella top ten del caro-polizza, mentre Enna risulta la provincia più conveniente, con una tariffa annua da 287 euro.
INSERITO DA ANGELA CECERE È possibile vivere nelle grandi città da single? Da Milano a Napoli, passando per Roma fino a Palermo. Trovare un appartamento in cui vivere da soli, senza divedere le spese con la propria famiglia, il proprio partner o altri coinquilini, sembra davvero impossibile. Sui social c'è chi denuncia che si tratti di «un vero e proprio privilegio per pochi». La conferma rriva dagli ultimi dati rilasciati da Immobiliare.it, portale un portale specializzato nell'analisi di mercato e nell'intelligenza dei dati nel settore immobiliare. Questo studio ha confrontato il budget mensile ideale da destinare all'affitto (non superiore al 30% del reddito medio netto) con il canone medio effettivamente richiesto per un bilocale in diverse città italiane. Analizzando i dati emerge che il mercato nei capoluoghi italiani non offre, a chi ha un solo reddito, soluzioni di affitto particolarmente sostenibili». Questo comporta che nella maggior parte dei casi un single deve destinare alla locazione almeno il 50% in più del budget considerato sostenibile. Ma quali sono le città più care della Pensola?
INSERITO DA ANGELA CECERE Nuova stangata sui fumatori: scatta da oggi (20 marzo) una seconda tranche di aumenti sulle sigarette, come stabilito dalla manovra per il 2024 che ha ritoccato le accise, andando a variare il prezzo dei marchi che non erano aumentati lo scorso 2 febbraio, quando l'importo fisso per unità di prodotto è passato da 20,20 a 29,30 euro per 1.000 sigarette, che tradotto significa un aumento di circa 10-12 centesimi a pacchetto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Bonus benzina 2024. È tra le agevolazioni attive quest'anno e ha l’obiettivo di alleggerire il costo dei rifornimenti di carburante. Come previsto dal Decreto Aiuti, il datore di lavoro può riconoscere ai dipendenti il voucher “una tantum” destinato all'acquisto di benzina o gasolio tramite una tassazione agevolata. Dalla misura restano escluse le amministrazioni pubbliche.