Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

sez.economia

SEZ. ECONOMIA Misiani: più aiuto a chi deve chiudere del tutto Catalfo, altre 18 settimane di cig generale

26 Ottobre 2020, 11:31am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Antonio Misiani © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le imprese che dovranno chiudere totalmente avranno un contributo a fondo perduto maggiore di quelle che invece abbasseranno la serranda alle 18. Lo ha detto il vice ministro all'economia, Antonio Misiani parlando a Rtl. "Vogliamo dare il contributo in automatico, senza bisogno di fare domanda a tutte le imprese che l'hanno già avuto. Stiamo pensando di ampliare la platea, sforando il limite di 5 milioni di fatturato, quindi anche anche alle imprese maggiori, e a contributi più rilevanti per le imprese e le attività dei settori completamente bloccati. Ci sarà una differenziazione tra chi terrà aperto fino alle 18 e chi sarà bloccato h24". Il Governo lavora al rifinanziamento "generale complessivo" della cassa integrazione con altre 18 settimane. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo in una intervista a Inblu Radio affermando che la misura dovrebbe essere inserita nel decreto Ristoro che sarà pronto nelle prossime ore o nelle prossime misure della legge di bilancio. Ci saranno inoltre nel decreto Ristoro indennizzi per gli stagionali e per i lavoratori dello spettacolo oltre al rifinanziamento del Rem per una mensilità. Catalfo ha confermato per mercoledì l'incontro annunciato con le parti sociali. "Stiamo lavorando perché "gli indennizzi" arrivino il più presto possibile. Pensiamo che l'Agenzia delle Entrate possa erogare questi contributi già entro metà novembre, forse persino entro l'11 novembre, perché ci sarà lo stesso meccanismo già autorizzato per il vecchio fondo perduto. Quindi tutti quelli che hanno già fatto domanda per questi contributi lo riceveranno in automatico". Lo ha detto il ministro dell'economia Roberto Gualtieri che sottolinea "Daremo un indennizzo superiore questa volta di quello ricevuto la volta scorsa. Perché sappimao che anche i mesi scorsi sono stati mesi difficili e quindi sarà una quota un po' superiore a quella dell'altra volta". Le aziende interessate dai ristori "sono molte, sono più di 300 mila, forse 350 mila, tutte le aziende ed esercizi pubblici che sono oggetto delle restrizioni introdotte dal Dpcm", ha detto Gualtieri al Tg1. "Sappiamo di chiedere un sacrificio importante e necessario a contenere il virus e quindi per tutti costoro ci saranno questi indennizzi che sono solo una parte delle misure - ha aggiunto - Poi avremo per tre mesi il credito di imposta sugli affitti, l'eliminazione della rata Imu e poi naturalmente la cig per i lavoratori e l'indennità di 1000 euro per i collaboratori". Per quelli che non hanno fatto domanda o con fatturato superiore ai 5 milioni di euro che inseriamo ci sarà una domanda da fare e quindi ci sarà qualche settimana in più per avere l'erogazione che comunque sarà entro l'anno", ribadisce il ministro Roberto Gualtieri. Per chi aveva già fatto domanda in precedenza invece, ha spiegato, sarà facile ricevere questi soldi, perché "verranno erogati automaticamente" ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Mattarella: 'la pandemia non aumenti le disuguaglianze in Italia' Presidente: ' La crisi è molto dura, servono politiche condivise'

24 Ottobre 2020, 13:29pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il presidente Sergio Mattarella © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Rivolgo un cordiale saluto a tutti i partecipanti all'Assemblea della CNA che si tiene in presenza di una crisi molto dura, che colpisce comparti e lavoratori, taluni in modo più grave come avviene per le piccole imprese. Un periodo di straordinaria difficoltà che va affrontato con il necessario sostegno da parte delle Autorità Pubbliche: servono politiche condivise - col contributo di parti sociali e territori - per una strategia che, mentre affronta la pandemia e le difficoltà conseguenti, sia rivolta a colmare divari e ridurre diseguaglianze sempre più inaccettabili e onerose". E' quanto si legge nel messaggio che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al presidente della Confederazione nazionale dell'artigianato e della Piccola e media impresa Daniele Vaccarino. "Un rischio che non possiamo correre è che alle disuguaglianze tra territori esistenti nel nostro Paese si aggiungano quelle derivanti da effetti della pandemia", dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Anche guardando al di là dell'emergenza ogni progetto di ripartenza e di crescita sostenibile passa inevitabilmente per la capacità di ogni istituzione di innovare e di intraprendere percorsi virtuosi e, al tempo stesso, per la capacità del sistema di offrire opportunità a chi oggi ne ha meno, di intervenire sugli squilibri ambientali e le sperequazioni territoriali".

"Uno sforzo straordinario in termini di investimenti e formazione deve guidare le trasformazioni necessarie, aiutando le imprese a riprogettare filiere e modalità produttive e le persone ad acquisire competenze, capitale sociale indispensabile per costruire il futuro" , ribadisce il presidente. "L'Unione europea, che ha dimostrato di saper cogliere la delicatezza della situazione, ha messo a disposizione strumenti che permettono di mobilitare risorse ingenti. È una opportunità che va colta per ammodernare il Paese", afferma il Capo dello Stato. ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Fisco: Unimpresa, evasione a 110 miliardi, regina è Irpef con 38 miliardi

18 Ottobre 2020, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Rapporto dell’associazione sulle tasse non pagate dai contribuenti. Ogni anno sottratti all’erario anche 36 miliardi di Iva e 14 miliardi di tributi societari, tra 8,6 miliardi di Ires e 5,2 miliardi di Irap. Il segretario generale Lauro: «Con una riforma fiscale organica, non a tappe, ma chiara, equa e giusta, il governo potrebbe colmare, in un triennio, il gap di gettito»   

 

Sfiora i 110 miliardi di euro il totale dell'evasione tributaria e contributiva in Italia. La fetta maggiore del denaro sottratto alle casse dello Stato è legata alle tasse, pari a oltre 96 miliardi di euro; mentre mancano all'appello poco più di 11 miliardi di contributi previdenziali. Ed è l'Irpef (prelievo sui redditi delle persone fisiche) con quasi 38 miliardi (tra i 5 miliardi legati al lavoro autonomo e i 33 miliardi ai dipendenti) la regina dei balzelli "preferiti" dagli evasori, seguita a ruota dall'Iva, con oltre 36 miliardi. In totale, le aziende riescono a nascondere quasi 14 miliardi, sommando gli 8,6 miliardi di Ires (imposta reddito societario) e i 5,2 miliardi di Irap (imposta regionale sulle attività produttive). È quanto emerge da un'analisi del Centro studi di Unimpresa secondo la quale il fisco non riesce a incassare, inoltre, 5 miliardi di Imu (imposta municipale sugli immobili) e 1,7 miliardi di accise sui prodotti energetici. In totale, ogni anno mancano alle casse dello Stato 107,3 miliardi di euro. «Se il governo varasse una riforma fiscale rigorosa, ma  improntata all’equità, e non a tappe, ma chiara, equa e giusta, riuscirebbe anche a colmare il gap di gettito, in un triennio, perché per i contribuenti che oggi evadono sarebbe più conveniente onorare impegni e scadenze piuttosto che correre il rischio di accertamenti e di pesanti sanzioni» commenta il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro.

 

«Tuttavia, come spesso già accaduto, anche stavolta siamo di fronte ad annunci e a nulla di concreto. Così sarà sprecata l’ennesima occasione per dare vita ad un sistema tributario trasparente» aggiunge Lauro.   Secondo il Centro studi dell’associazione, che ha elaborato dati del ministero dell'Economia, nel periodo 2015-2017 la media dell'evasione fiscale si è attestata in media a 107,3 miliardi. Nel 2013 il totale del denaro sottratto alla casse dello Stato era a quota 106,5 miliardi, nel 2014 a 110,03 miliardi, nel 2015 a 106,6 miliardi, nel 2016 a 107,02 miliardi e nel 2017 a 108,4 miliardi. Nel dettaglio, l'evasione di Irpef è passata dai 34,7 miliardi del 2013 ai 37,4 miliardi del 2017; l'evasione di Iva dai 34,9 miliardi del 2013 ai 36,8 miliardi del 2017; l'evasione di Ires dai 10,4 miliardi del 2013 ai 9 miliardi del 2017, mentre l’evasione di Irap dagli 8,3 miliardi del 2013 ai 5,2 miliardi del 2017. Quanto all'evasione di Imu e Tasi, i contribuenti non hanno versato 5,1 miliardi nel 2013 e 5,1 miliardi nel 2017; l'ammanco sul versante delle accise sui prodotti energetici, invece, è passato dagli 1,1 miliardi del 2013 agli oltre 2 miliardi del 2017. In netto calo l'evasione del Canone Rai che, dal 2016, è stato inserito nella bolletta elettrica: l'evasione relativa alla tassa sul possesso degli apparecchi televisivi era a 942 milioni nel 2013, a oltre 1 miliardo nel 2015 ed è crollata a 225 milioni nel 2017. I dati raccolti ed elaborati da Unimpresa per il 2018 sono parziali, poiché non sono ancora reperibili quelli relativi all’evasione contributiva e anche quelli che si riferiscono all’Irpef (circa 31,6 miliardi di ammanco nelle casse pubbliche) non sono completi; nel 2018, in linea con gli anni precedenti, si è registrata un’evasione di Ires pari a 8,9 miliardi e di Irap per 5,06 miliardi; il totale dell’Iva non versata all’amministrazione finanziaria è 33,3 miliardi, mentre mancano 5,1 miliardi di Imu e Tasi oltre a 1,4 miliardi di accise su benzine e prodotti energetici.   «Spesso chi evade, chi paga in ritardo, chi non ottempera a tutti gli obblighi legati dalle norme tributarie è in una situazione di estrema difficoltà. Non sono pochi i casi di imprenditori che si trovano di fronte a un bivio. E tra la scelta di onorare un adempimento fiscale o pagare lo stipendio dei dipendenti, si preferisce dare i soldi ai lavoratori, magari per consentire alle famiglie di fare la spesa» aggiunge Lauro. «Tutto questo non vuol dire arrendersi di fronte alla vera evasione o soprattutto di fronte ai casi delle grandi aziende, dell'industria e della finanza, che aggirano sistematicamente le norme fiscali per chiudere i bilanci con utili milionari» conclude il segretario generale di Unimpresa.VICOEQUENSEONLINE

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Alitalia: firmato il decreto per la NewCo Quattro i ministri coinvolti. Gualtieri: 'Gettate le basi per il rilancio del trasporto aereo'

10 Ottobre 2020, 09:31am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Aerei Alitalia © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Prende corpo la nuova Alitalia. Con un decreto firmato da quattro ministri, da quello dell'Economia, Roberto Gualtieri alla titolare dei trasporti, Paola De Micheli, il responsabile del ministero dello sviluppo, Stefano Patuanelli e del lavoro, Nunzia Catalfo, nasce la NewCo, la nuova società, per il quale è stato sciolto anche il nodo delle nomine: il cda sarà composto da nove componenti e sarà guidato da Francesco Caio come presidente e da Fabio Maria Lazzerini nel ruolo di amministratore delegato. Finisce così la gestione commissariale di Alitalia, ma non gli ostacoli da superare. Ora il dossier passa a Bruxelles, sotto la lente della commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestage. Dovrà valutare se le scelte fatte possono essere considerate aiuti di Stato, illegali per la normativa europea. Sarà quindi valutata la discontinuità rispetto alla vecchia compagnia ma anche gli asset, i dipendenti, la composizione aziendale. "La Newco - afferma il ministro Gualteri - rappresenta il primo passo verso la costituzione di un vettore di qualità capace di competere sul mercato internazionale. Poniamo le basi per il rilancio del trasporto aereo italiano, attraverso la scelta di manager di primo livello e grande competenza in grado di elaborare e attuare un piano industriale solido e sostenibile". "Sarà ITAliana perché dovrà portare l'Italia nel mondo". Così la ministra De Micheli in un post su Facebook fa riferimento alla nuova Alitalia che prende vita con la newco. La società per azioni è infatti denominata Italia Trasporto Aereo, Alitalia Ita. "Nasce oggi la nuova compagnia aerea di bandiera, in netta discontinuità con il passato e che dovrà giocare un ruolo da protagonista sul mercato europeo e internazionale - aggiunge la ministra - Si tratta di una grande operazione industriale al servizio del Paese, a sostegno della competitività delle nostre imprese e per il rilancio del turismo italiano". Nel nuovo Cda, oltre a Caio e Lazzerini saranno anche i consiglieri Alessandra Fratini, Angelo Piazza, Lelio Fornabaio, Frances Vyvyen Ouseley, Simonetta Giordani, Silvio Martuccelli e Cristina Girelli. ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Consumi su ad agosto, +8,2% mese, +0,8% anno In crescita sopratutto beni non alimentari, +13,8%

8 Ottobre 2020, 09:44am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ad agosto 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, un aumento rispetto a luglio dell'8,2% in valore e dell'11,2% in volume. La crescita riguarda soprattutto le vendite dei beni non alimentari (+13,8% in valore e +19,2% in volume) ma sono in aumento anche quelle dei beni alimentari (+1,6% in valore e +1,7% in volume). Su base tendenziale, ad agosto, si registra un aumento delle vendite dello 0,8% in valore mentre sono stazionarie quelle in volume. Le vendite dei beni non alimentari crescono sia in valore sia in volume (rispettivamente +1,1% e +0,5%), quelle dei beni alimentari sono in aumento in valore (+0,6%) e in calo in volume (-0,4%). Lo comunica l'Istat. Tra i gruppi di prodotti non alimentari che nel mese di agosto hanno segnato un "deciso incremento" l'Istat segnala "il risultato positivo dell'Abbigliamento che torna a crescere su base tendenziale per la prima volta da febbraio 2020. Nel trimestre giugno-agosto 2020, le vendite al dettaglio registrano un aumento del 22,8% in valore e del 22,4% in volume rispetto al trimestre precedente. (ANSA).

Leggi i commenti

SEZ ECONOMIA Recovery: ok dell'Ecofin al compromesso tedesco sulla governace Vinto scetticismo di Lussemburgo, Irlanda e Olanda. Gualtieri, con accordo tempi certi e nessun veto

7 Ottobre 2020, 09:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, che guida i negoziati tra le istituzioni Ue come presidente di turno dell'Ue © EPA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BRUXELLES - L'Ecofin ha approvato, a maggioranza qualificata, il testo di compromesso sulla governance del Recovery fund presentato dalla presidenza tedesca. Il ministro tedesco Olaf Scholz lo ha annunciato al termine della riunione, nonostante lo scetticismo di diverse delegazioni che avrebbero voluto riaprire il testo. Tra queste Lussemburgo, Irlanda e Olanda, che chiedevano di aggiungere un legame chiaro, con un esplicito riferimento, alle raccomandazioni del 2019. Scholz non ha accolto la richiesta di riaprire il testo, ritenendo più urgente andare avanti per avviare i negoziati con il Parlamento Ue anche su questo punto. "Il compromesso messo sul tavolo dalla presidenza tedesca su diversi aspetti della governance del Recovery fund "è buono, ognuno avrebbe i suoi punti da spingere ma anche se vorremmo migliorare" alcuni aspetti, "tutti dovremmo mettere a da parte la necessità di rivedere il testo, noi siamo pronti a mettere da parte le nostre richieste per sostenere il compromesso. E invito gli altri a dare un segnale politico ai cittadini": era stato l'appello in mattinata del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Gualtieri ha spiegato che l'Italia vorrebbe migliorare alcuni aspetti come la "lunghezza delle procedure" per avere l'ok ai fondi, ma "sono questioni minori" rispetto al "beneficio maggiore" di avere un accordo in fretta. Anche perché, come la Bce ha ricordato, "la ripresa è incompleta, non equilibrata, ed è quindi importante che il negoziato vada a avanti", ha aggiunto. "Accordo all'Ecofin sul regolamento del Recovery Resilience Facility. Tempi certi e assenza di potere di veto per le procedure di pagamento, il 10% di anticipo sarà sul totale delle quote spettanti" del RecoveryFund, ha scritto Gualtieri su Twitter. "E' cruciale che i fondi del Recovery si possano utilizzare mentre la crisi è ancora in corso", quindi la presidenza tedesca "ha come obiettivo principale concludere un accordo ambizioso sul Next Generation EU che sosterrà gli investimenti, le riforme e l'innovazione", ha detto il ministro delle finanze tedesco, Olaf Scholz, prima dell'inizio dell'Ecofin. Il ministro olandese dell'economia, Wopke Hoekstra, ha invece chiesto ai colleghi dell'Ecofin alcuni miglioramenti sul testo di compromesso sulla governance del Recovery fund. "Chiediamo un esplicito riferimento alle raccomandazioni specifiche del 2019, perché quelle del 2020 da sole sono insufficienti. Poi vogliamo un legame più forte tra raccomandazioni e Patto di stabilità", ha detto Hoekstra drante il suo intervento. Inoltre, l'Olanda "non accetterà un annacquamento" della procedura che prevede di coinvolgere gli sherpa dell'Ecofin (Cef) nella decisione sugli obiettivi da raggiungere per sbloccare le tranche di finanziamento. "La ripresa è incerta e incompleta a causa della pandemia, ci sono focolai ovunque nonostante le diverse misure prese dai governi, abbiamo avuto un forte rimbalzo a maggio, giugno e luglio ma ad agosto e settembre abbiamo perso slancio", ha detto il vicepresidente della Bce, Luis De Guindos, ai ministri dell'Ecofin. De Guindos ha quindi ricordato che sul Recovery "la tempistica è fondamentale, dobbiamo trovare un terreno comune molto in fretta". Intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha detto: "Ci troviamo in un processo democratico ed istituzionale e dobbiamo far sì che nei prossimi anni attraverso il bilancio pluriennale europeo ed il Recovery, l'Unione Europea possa disporre degli strumenti necessari per attuare quello in cui crediamo. Continueremo nel dialogo e nel rispetto reciproco a lavorare e negoziare con voi, Parlamento europeo, per essere all'altezza e trovare delle soluzioni e assumerci le nostre responsabilità e rispondere alle attese dei cittadini europei e a tutti quelli che nel mondo credono nel progetto europeo, nel suo valore aggiunto". ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Sia-Nexi a nozze, nasce campione pagamenti digitali Cda a tarda sera. Cdp sarà il primo azionista

5 Ottobre 2020, 12:30pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Foto d'archivio © ANSA

INSERITO DA LEONE BUONGIORNO Sia e Nexi vanno a nozze e in Italia nasce un campione nazionale dei pagamenti digitali, in grado di competere a livello internazionale. Ma l'operazione, che ha una sua sicura valenza finanziaria, farà nascere un'importante infrastruttura che accompagnerà certamente il progetto di governo che, per modernizzare il paese e anche per ridurre l'evasione fiscale, spinge per un maggiore utilizzo delle 'carte'. Non è un caso, quindi, che alla fine dell'operazione, il principale azionista del nuovo soggetto sarebbe Cdp, che si sta trasformando sempre più in un investitore strategico per il Paese. Il matrimonio viene dato per fatto ma l' ultima parola spetta ai Cda delle due società, convocate senza troppi clamori a tarda sera per il progetto di fusione. Quindi solo poco prima dell'avvio dei mercati si saprà se il progetto di fusione è andato in porto. A scambiarsi le fedi saranno Sia, la società che realizza e gestisce infrastrutture e servizi tecnologici per sistemi di pagamento controllata da Cdp attraverso Cdp Equity, e Nexi, di fatto la ex CartaSì quotata in borsa tra le prime 40 di Piazza Affari che fa capo ai fondi Bain, Avent e Clessidra. Nexi dovrebbe varare un aumento di capitale riservato ai soci Sia, attraverso il quale Cdp Equity diventerebbe primo azionista con una quota tra il 25 e il 30%. I fondi dovrebbero quindi avere una quota sotto il 25% e IntesaSanpaolo attorno al 12%. C'è da scommettere che la nuova Nexi sarà uno strumento importante accelerare il piano per la transizione digitale del Paese dal quale il governo si attende benefici per imprese, per la pubblica amministrazione e per cittadini. PIano nel quale le società che gestiscono carte e infrastrutture sono chiamate ad avere un ruolo, attraverso la riduzione delle commissioni per gli esercenti e una compartecipazione al cashback, cioè alla progetto di restituzione ai clienti di una quota della spesa effettuata in modo digitale. (ANSA).

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Consiglio Ue, ok sostegni Sure, all'Italia 27,4 miliardi Con il Recovery il Pil italiano passerebbe da -9% a +6%

27 Settembre 2020, 12:55pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © EPA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Via libera del Consiglio Ue al sostegno finanziario di 87,4 miliardi a favore di 16 Stati in forma di prestiti concessi nel quadro di SURE, lo strumento temporaneo anti-disoccupazione. All'Italia andranno 27,4 miliardi. Intanto, l'ipotesi attorno alla quale si sta lavorando in vista del varo della Nota di aggiornamento al def prevede il debito al 156%, il deficit attorno al 7% e un rimbalzo del Pil dal -9% di quest'anno a +5,1% che salirebbe a circa il 6% grazie ai fondi del Recovery. ANSA

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA In NaDef nuove stime Pil, verso -9% nel 2020 Ritocco al ribasso rispetto a previsioni di aprile

19 Settembre 2020, 13:22pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA Il governo si appresta a ritoccare leggermente al ribasso le stime sul Pil nel 2020. Nella Nota di aggiornamento del Def attesa per fine mese, riferiscono fonti vicine al dossier, l'asticella dovrebbe assestarsi attorno a -9%. La precedente stima, risalente ad aprile e contenuta nel Def, era di -8%. La nuova stima era stata a grandi linee anticipata dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che aveva annunciato una revisione non troppo drammatica, con una chiusura d'anno con un calo inferiore alla doppia cifra. Si tratterebbe comunque di un numero molto inferiore a quello calcolato dalle grandi istituzioni internazionali. La stima più recente è quella dell'Ocse che questa settimana ha previsto per l'Italia una contrazione dell'economia del 10,5%. A luglio la Commissione europea ha invece stimato un calo del Pil dell'11,2%. A giugno il Fondo monetario internazionale ha invece parlato di un ancora più profondo -12,8%. (ANSA).

Leggi i commenti

SEZ. ECONOMIA Antitrust: 5 mln multa a Poste, raccomandate ingannevoli Danni a consumatori e giustizia, reati prescritti a causa dei ritardi

15 Settembre 2020, 11:03am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA  MICHELE PAPPACODA L'Antitrust ha irrogato a Poste Italiane una sanzione di 5 milioni di euro, il massimo consentito dalla legge anche se non deterrente in rapporto al fatturato del gruppo pari nel 2019 a 3,492 miliardi di euro, "per aver adottato una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo, consistente nella promozione, risultata ingannevole, di caratteristiche del servizio di recapito delle raccomandate e del servizio di Ritiro Digitale delle raccomandate".

   L'Autorità ha accertato che il tentativo di recapito delle raccomandate "non viene sempre esperito con la tempistica e la certezza
enfatizzate nei messaggi pubblicitari, venendo, peraltro, frequentemente effettuato con modalità diverse da quelle prescritte dalla legge. Infatti, Poste Italiane talvolta utilizza per comodità il deposito dell'avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale anche quando sarebbe stato possibile consegnarla nelle mani del destinatario". L'Antitrust parla di "numerosissimi" reclami dei consumatori che hanno segnalato il mancato tentativo di consegna delle raccomandate, anche quando avevano la certezza di essere stati presenti nella propria abitazione (si pensi ad esempio alle persone costrette a casa in quanto portatrici di handicap o per l'emergenza sanitaria durante il lockdown).

    Per il Garante il comportamento di Poste provoca danni però non solo ai consumatori, ma anche al sistema giustizia del Paese. In particolare, segnala l'Antitrust, "le condotte descritte provocano gravi danni al sistema giustizia del Paese per i ritardi dovuti ad errate notifiche nell'espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati". 

ANSA

Leggi i commenti