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sez.economia

SEZ. ECONOMIA Fisco: scoperti 13.000 evasori totali,evasi 3,4 mld Iva

21 Giugno 2019, 18:03pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Inoltre i comportamenti illeciti da parte di poco più di 8mila tra funzionari e dipendenti dello Stato (8.047) hanno prodotto un danno all'erario per circa 6 miliardi

Foto d'archivio di una indagine della guardia di finanza © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel periodo compreso tra il 1 gennaio del 2018 e il 31 maggio del 2019 la Guardia di Finanza ha scoperto 13.285 evasori totali, soggetti completamente sconosciuti al Fisco che non hanno mai pagato un euro di tasse e che hanno evaso complessivamente 3,4 miliardi di Iva.

Un numero leggermente superiore a quello dello stesso periodo precedente, quando ne furono scoperti 12.824.

Sono inoltre scoperti 42.048 lavoratori in nero o irregolari - anche questi in aumento (erano 30.818) - e sono stati denunciati 8.032 datori di lavoro.

I comportamenti illeciti da parte di poco più di 8mila tra funzionari e dipendenti dello Stato (8.047) hanno prodotto un danno all'erario per circa 6 miliardi mentre sono stati eseguiti sequestri per 107 milioni. E' questa la cifra segnalata dalla Guardia di finanza alla magistratura contabile nell'ambito delle verifiche per il contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica.

I finanzieri hanno anche scoperto frodi al bilancio nazionale e comunitario per un valore complessivo di 1,7 miliardi.

Gli interventi svolti sul fronte della spesa pubblica, degli appalti, degli incentivi alle imprese, della spesa sanitarie e delle erogazioni dei fondi europei sono stati complessivamente 34.625, ai quali vanno aggiunte 8.636 deleghe d'indagine concluse in collaborazione con la magistratura ordinaria e 1.880 con la Corte dei Conti. Un'azione, dice la Gdf, "finalizzata ad individuare quelle condotte che, pregiudicando la legalità e la correttezza nella pubblica amministrazione, minano il puntuale utilizzo delle risorse, favorendo sprechi e malversazioni" Sul fronte della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, le frodi scoperte ammontano a 157 milioni e hanno portato alla denuncia di 13.570 persone. I finanzieri hanno anche accertato che il 34,1% delle prestazioni sociali agevolate e ben 88,9% delle esenzioni dal pagamento dei ticket sanitari sono risultate irregolari

In poco meno di un anno e mezzo la Guardia di Finanza ha individuato 15.976 reati fiscali, soprattutto emissione di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento di scritture contabili, denunciando 18.148 persone, 525 delle quali arrestate. Il dato è stato reso noto in occasione del 245/esimo anniversario della festa del Corpo che si celebra oggi a Villa Spada, a Roma.

Sul fronte della lotta all'evasione fiscale sono stati eseguiti, nell'ambito di una serie di piani d'intervento con l'Agenzia delle entrate, 128.497 interventi ispettivi. Da gennaio 2018 a maggio 2019 la Gdf ha anche avanzato richieste di sequestri per 9,3 miliardi mentre le misure patrimoniali eseguite sono state invece pari a 1,5 miliardi. Sono, infine, 3.003 i casi scoperti di società cartiere o fantasma utilizzate per realizzare le frodi carosello (frodi all'Iva) o per indebite compensazioni.

Oltre un milione e mezzo (1.519.033) di ispezioni portare a termine e quasi centomila (97.247) indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile. E' il bilancio di 17 mesi di attività della Guardia di Finanza - dal 1 gennaio 2018 al 31 maggio 2019 - resi noti in occasione della festa del Corpo. Si tratta di "interventi mirati" afferma il comando generale, "indirizzati nei confronti di target accuratamente selezionati grazie all'attività d'intelligence, al controllo economico del territorio e ad analisi di rischio" ulteriormente potenziata e migliorata grazie all'integrazione tra le banche dati e all'introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Flat tax e famiglie del Mezzogiorno: fisco leggero per 5 milioni di contribuenti

18 Giugno 2019, 08:08am

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SEZ. ECONOMIA Flat tax e famiglie del Mezzogiorno: fisco leggero per 5 milioni di contribuenti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La flat tax salviniana potrebbe alleggerire il carico tributario a oltre 5 milioni di famiglie del Sud. Se si applicasse il modello voluto dal leader della Lega - un'aliquota al 15 per cento per chi dichiara redditi Irpef sotto i 55mila euro - lo sconto, confrontandolo con gli attuali scaglioni e imposizioni, sarebbe in media di 2mila euro per chi guadagna ogni anno 28mila euro e di circa 2800 euro per chi oggi arriva alla soglia dei 55mila euro. I dati li abbiamo calcolati sulle base delle dichiarazioni Irpef del 2018, quindi risalenti ai redditi dell'anno precedente - sono indicativi: vuoi perché lo schema indicato dal vicepremier è troppo oneroso per le casse pubbliche per l'Europa (il viceministro all'Economia, sempre della Lega, Massimo Garavaglia, sta studiando una riduzione fiscale molto cauta), vuoi perché il Carroccio punta a inserire una maxi-detrazione per le famiglie numerose (3mila euro per ogni figlio a carico), che per quei nuclei senza rendite fisse - case, barche, titoli - potrebbe anche portare a un ulteriore diminuzione fino a 2.500 euro.
DI FRANCESCO PACIFICO IL MATTINO.

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SEZ. ECONOMIA L'Eurogruppo all' Italia, una settimana per nuovi dati sui conti. Tria: 'A luglio nuovi dati, non chiacchiere' Moscovici, lavoro preparatorio procedura prosegue

15 Giugno 2019, 10:15am

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Giovanni Tria e  Pierre Moscovici © EPA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Governo ha più o meno una settimana di tempo per rispondere ai dubbi dell'Ue sui conti, portando i nuovi elementi che ha promesso: è quanto emerso al termine della due giorni di riunioni in Lussemburgo, nelle quali il ministro Giovanni Tria ha avviato il negoziato, ascoltando le richieste della controparte. I tempi si starebbero quindi stringendo, perché la Commissione ha bisogno di tempo per valutare i nuovi dati prima di preparare la raccomandazione di apertura della procedura contro l'Italia sul debito.

"L'Eurogruppo ha ascoltato le proposte della Commissione Ue sull'Italia e sostiene la richiesta di prendere le misure necessarie per rispettare le regole di bilancio", ha detto il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno.

"Ringrazio Centeno per il sostegno espresso alla nostra valutazione " sull'Italia, "c'è un chiaro sostegno per la nostra analisi e il nostro approccio, ora continuiamo con il lavoro preparatorio che può portare alla procedura, restando pronti a valutare ogni elemento che l'Italia può portare", ha osservato il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. "La porta è ancora aperta, siamo in modalità di ascolto", ha aggiunto.

"Accolgo con favore gli impegni di Tria e Conte, so che agiscono in buona fede e con buona volontà per un accordo, ma ci servono più dati, più impegni, fatti, e misure necessarie, perché alla fine le regole sono regole e i conti devono tornare", ha affermato Moscovici. "E' in questo spirito che dobbiamo avere scambi con le autorità italiane, in questo momento una procedura è giustificata, vogliamo evitarla, ma per farlo dobbiamo assicurare che le regole siano rispettate nel 2019 e 2020", ha aggiunto.

Al commissario Moscovici "anticiperò i nostri programmi per questo e l'anno prossimo", ma "l'unico problema è che poiché siamo a metà anno non ci saranno documenti nuovi da far uscire ma dobbiamo dimostrare quello che stiamo facendo": lo ha detto il ministro dell'economia Giovanni Tria entrando all'Ecofin.

Poi in merito all'azione concreta chiesta da Bruxelles all'Italia, "l'azione concreta" chiesta dalla Commissione Ue "è far vedere perché noi diciamo che possiamo arrivare ad un abbassamento previsto del deficit di 0,2 punti in meno. Dovremo dargli le cifre, da dove vengono", ha spiegato Tria, che poi ha definito i minibond una cattiva idea.

"Dobbiamo raggiungere quel deficit che ho indicato (una riduzione di 0,2 punti, ndr) che è anche compensativo sul mancato raggiungimento dell'obiettivo nel 2018": lo ha detto il ministro dell'economia Giovanni Tria rispondendo a chi gli chiedeva se alla Ue basterà quanto promesso. "Non è un problema di nuove misure o no, quello è l'obiettivo, noi pensiamo che lo raggiungiamo senza variazioni legislative", ha aggiunto.

 Tria spiega che porterà altri dati alla Ue anche prima della fine di luglio, non soltanto quelli sulle maggiori entrate che saranno disponibili a fine mese. "Porto dati non chiacchiere", perché "abbiamo maggiori entrate, quindi maggiori ricavi". Nell'incontro con Moscovici "abbiamo posto le basi di quello che discuteremo, gli obiettivi del negoziato", spiega Tria, parlando di "dialogo costruttivo". Moscovici? "Non devo convincerlo con le mie argomentazioni, abbiamo deciso cosa porterò, i negoziati si fanno così".

 "La lettera è quasi pronta, la stiamo rivedendo", l'importante "sono i contenuti", ha detto Conte, rispondendo ad una domanda sulla lettera che intende inviare all'Unione europea. "Non abbiamo bisogno di misure correttive", ha ribadito Conte, rispondendo a chi gli chiedeva se, senza misure nuove, scatterà la procedura d'infrazione europea.

L'Eurogruppo ha raggiunto nella notte un accordo sul bilancio della zona euro, dopo oltre dieci ore di negoziati. Secondo quanto si apprende, però, mancherebbero molti dettagli sul tipo e il livello di finanziamento.

I ministri delle Finanze dell'Eurozona hanno detto di no a Lussemburgo ai cosiddetti "mini-bot". Lo riferisce la Faz, che in una corrispondenza da Bruxelles cita il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz, il quale alla riunione di ieri ha detto che "Non ci saranno Mini bot. Non hanno alcun senso, neanche per i Paesi che ne stanno discutendo". Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha bocciato ancora una volta i minibot? "Lo convinceremo". Così ha risposto l'economista della Lega e presidente della commissione Bilancio alla Camera Claudio Borghi, lasciando la sede del Carroccio in via Bellerio dove è in corso il Consiglio federale del partito.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Minibot, Tria: 'Da Economia girato parere negativo' 'Se debito non servono, se valuta alternativa sono illegali'

8 Giugno 2019, 09:52am

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 © EPA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il ministro dell'Economia Giovanni Tria boccia i minibot proposti dalla Lega per pagare i debiti arretrati della pubblica amministrazione. "Questa è una cosa che sta nel loro programma: il ministero dell'Economia ha girato un parere negativo", afferma Tria, a margine del G20 finanziario di Fukuoka. "Penso che in un'interpretazione, quella del debito, non servono. Nell'altra (valuta alternativa, ndr), ovviamente, si fanno i trattati e quindi non possono essere fatti", ha aggiunto Tria, condividendo i giudizi del presidente della Bce, Mario Draghi.

Il confronto con le autorità europee sui conti pubblici "sta andando bene nel senso che aspettiamo che si pronuncino secondo le procedure: il Comitato economico-finanziario e poi si dovrebbe aprire un dialogo con la commissione Ue", ha detto ancora il ministro dell'Economia Giovanni Tria. "Chiariremo ciò che abbiamo già detto, i nostri programmi, e porteremo le prove di un miglioramento del deficit dell'anno e i miglioramenti per l'anno prossimo".

Nessun cambio a reddito di cittadinanza e quota 100: "non è mai stato detto", assicura il ministro Tria, in merito alle trattative con Bruxelles. "Secondo il nostro primo monitoraggio, le nostre stime, il costo sarà minore di quello preventivato. Le spese allocate per queste due misure sono in eccesso rispetto a quanto sarà realizzato. Quindi, diciamo che ci sarà un risparmio. Nessun diritto acquisito soggettivo degli italiani rispetto a queste due misure verrà meno", aggiunge Tria.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Spread in volo fino a quota 293 poi ripiega a 287

4 Giugno 2019, 07:11am

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Spread in volo fino a quota 293 poi ripiega a 287

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Economia stagnante, spread che vola fino a quota 293, con i titoli a breve termine che quasi fanno peggio della Grecia, borse in tensione soprattutto per l'annuncio di Donald Trump di una nuova guerra dei dazi, stavolta con il Messico. È in questa cornice già di per sé preoccupante che in Italia si consuma un vero e proprio giallo
sulla risposta da dare ai rilievi di Bruxelles sul debito pubblico. Il testo, arrivato alla stampa per via parlamentare,
fa irritare i pentastellati che con il premier Luigi Di Maio chiedono di verificare il testo mentre in contemporanea arriva la secca smentita del ministero dell'Economia e successivamente l'intervento del presidente del Consiglio che annuncia di aver ricevuto una lettera diversa, non ancora approvata, e che si ricorrerà anche alla via giudiziaria contro la diffusione di testi fake. C'è poi un altro spunto che fa crescere la tensione tra le due anime del governo: è la flat tax sulla quale c'è il pressing del leader della Lega Matteo Salvini.

L'economia e la politica si intrecciano per quella che appare una giornata di passione per il governo: dalla flat tax al
Pil, con lo spread che sale fino a 293 punti e poi chiude a 287, e la borsa costantemente in negativo.

La mattina si apre con la revisione dell'andamento del Pil da parte dell'Istat: il primo trimestre è andato un pò peggio di quanto si stimava, segnando un +0,1% anziché +0,2% indicato in precedenza. E soprattutto, sull'anno la proiezione al momento non è più di un +0,1% ma ha il segno meno. Anche se di un solo decimale si tratta di un calo su base annua che non si registrava da fine 2013, quando l'Italia era ancora nella morsa della recessione. «Andamento stagnante» lo definisce senza mezzi termini l'istituto di statistica, mentre il governatore della
Banca d'Italia, Ignazio Visco, mette in guardia sui rischi di rialzi dello spread che potrebbero 'fagocitarè rapidamente
anche l'utilizzo del deficit.

C'è poi la flat tax. Il leader della Lega Matteo Salvini prende spunto dalle considerazioni finali del Governatore per
chiedere di accelerare sulla flat tax. La risposta di M5s arriva poco dopo: i pentastellati si dicono disposti all'intervento anche in deficit. Ma poi quando arriva il primo testo della lettera all'Ue, leggono tra le righe che i risparmi arrivano dal welfare, leggi dal Reddito di Cittadinanza. «Magari è utile fare un vertice di maggioranza con la Lega insieme al presidente Conte e allo stesso Tria, così sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles!», scrive su Facebook, Luigi Di Maio.

Già perchè l'orologio scorre e Bruxelles si attende l'arrivo della lettera di Giovanni Tria con i fattori rilevantì che dovrebbero servire a sventare l'apertura di una procedura di infrazione e la richiesta di manovre correttive, giustificando lo scostamento dei conti rispetto agli obiettivi concordati con la Ue. Nel testo circolato nel pomeriggio si riconoscono diverse delle argomentazioni che il governo italiano ha già illustrato nel Def ad aprile, e che il ministro dell'Economia ha ripetuto da ultimo anche ieri al Festival di Trento. L'Italia, i concetti espressi in quella missiva smentita poi dal Tesoro, ha assorbito peggio di altri l'imprevista battuta d'arresto che ha colpito tutta Europa, ha fatto comunque sforzi «significativi» di riduzione del deficit. E anche sul fronte del disavanzo strutturale non ci sono «deviazioni significative» che la Ue vede sulla base di un metodo di calcolo che è ancora penalizzante per Roma, nonostante la revisione dell'output gap. Non solo, c'è la fiducia sulla possibilità nel 2019 di fare anche meglio di quanto previsto e l'impegno a rispettare i target per il 2020.

Ma, ed è qui la nota 'stonatà e che ha mandato su tutte le furie l'M5S Luigi Di Maio, nella lettera Tria ipotizza risparmi sul welfare, cioè a reddito di cittadinanza e quota 100. Non erano questi evidentemente gli accordi, che volevano sì una spending review ma senza toccare le misure di bandiera gialloverdi. La bozza smentita conteneva anche uno stop all'ipotesi, circolata in mattinata e sostenuta da entrambi i partiti di maggioranza, di andare avanti «in deficit» con il progetto della flat tax. Una strada preclusa nelle parole del ministro contenute della bozza, che dicevano chiaramente che il taglio delle tasse si può fare ma «fatti salvi gli obiettivi di riduzione del disavanzo». Difficile immaginare che Tria non condivida almeno questa ultima affermazione. Ma per verificarlo bisognerà attendere la lettera ufficiale, il cui invio è stato annunciato «stasera entro i tempi previsti».
LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Bankitalia, Visco: 'Più poveri se facessimo dell'Ue un avversario' L'Assemblea annuale di Via Nazionale. Il governatore: 'L'Europa non ha colpe del nostro disagio'

2 Giugno 2019, 10:50am

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© ANSA INSERITO DA REDAZIONE  "Saremmo stati più poveri senza l'Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario". Lo afferma il Governatore Ignazio Visco a conclusione delle Considerazioni finali aggiungendo che "addossare all'Europa le colpe del nostro disagio è un errore; non porta alcun vantaggio e distrae dai problemi reali". "Quelli che sono talvolta percepiti come costi dell'appartenenza all'euro sono in realtà - avverte Visco - il frutto del ritardo con cui il Paese ha reagito al cambiamento tecnologico e all'apertura dei mercati. Quasi tutti gli altri paesi hanno fatto meglio di noi".

 

"Serve uno sforzo corale, la partecipazione di tutti, lungo una direzione di marcia che la politica deve indicare con chiarezza": Così Visco parlando delle prospettive italiane e citando un bilancio pubblico più orientato "verso misure a sostegno del lavoro e dell'attività produttiva", una "strategia rigorosa e credibile" di riduzione del debito" e "riforme strutturali di ampio respiro". Le imprese invece dovranno "cogliere le occasioni che offrono il mercato e la tecnologia".

"Aumenti della spesa pubblica o riduzioni di entrate - secondo il Governatore - vanno inseriti in un quadro che ne garantisca la sostenibilità finanziaria e ne precisi intenti, priorità e fonti di finanziamento". E precisa: "Affinché il bilancio pubblico possa contribuire a un aumento duraturo del tasso di crescita del prodotto servono interventi profondi sulla composizione della spesa e delle entrate".

Sulle banche, il Governatore ha sottolineato il pericolo  che siano colpite "dalla recessione e dal 'rischio paese'.  E, malgrado gli sforzi importanti compiuti sui crediti deteriorati e la redditività, sono "vulnerabili" al ritorno "di rischi macroeconomici". Secondo Visco,  "sostenere la crescita e allentare le tensioni sui mercati è cruciale" per garantire la "piena funzionalità" delle banche.

Visco ha toccato anche il tema dell'immigrazione. Convinto che "può dare un contributo alla capacità produttiva del Paese, ma vanno affrontate le difficoltà che incontriamo nell'attirare lavoratori a elevata qualificazione così come nell'integrazione e nella formazione di chi proviene da altri Paesi". Il Governatore mette in evidenza "la riduzione della capacità produttiva connessa con gli andamenti demografici" e il peso sulla produttività di giovani e laureati che ogni anno lasciano l'Italia. "Da qui al 2030 senza il contributo dell'immigrazione - ha detto ancora - la popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni diminuirebbe di tre milioni e mezzo, calerebbe di ulteriori sette nei successivi 15 anni. Oggi per ogni 100 persone in questa classe età ce ne sono 38 con almeno 65 anni; tra 25 anni ce ne sarebbero 76". 

Il vicepremier, Matteo Salvini, esprime apprezzamento per le parole di Visco: "Bene la relazione di Banca d'Italia, che conferma la necessità di uno choc fiscale per far ripartire l'economia italiana. La flat tax è la prima riforma che governo e Parlamento dovranno discutere". Posizione, questa sulla Flat Tax, accolta favorevolmente dai 5Stelle. "La proposta della Lega di finanziare in deficit la flat tax - affermano autorevoli fonti parlamentari del Movimento - ci trova favorevoli. A maggior ragione se, come apprendiamo, Tria già condivide questa idea: ben venga il regime fiscale al 15% per i redditi fino ai 65.000 euro".

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Spread Btp-Bund risale a 283 punti dopo lettera Ue. Asta Bot fa il pieno, tassi in calo da aprile Sale fiducia imprese e famiglie. Cresce reddito procapite, ma si erode patrimonio

30 Maggio 2019, 09:59am

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Un operatore osserva i dati dello spread © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo spread tra Btp e Bund risale a 283 punti base dopo la lettera dell'Ue inviata all'Italia per chiedere chiarimenti sui conti pubblici. Il rendimento del decennale italiano è in rialzo al 2,65%. In giornata il differenziale era sceso fino a 277 punti.

Il Tesoro ha collocato tutti i 6,5 miliardi di euro offerti del Bot semestrale novembre 2019, a fronte di una domanda che ha superato i 10,7 miliardi. Il rendimento medio è pari a -0,048%, in calo di due centesimi rispetto all'asta dello scorso 26 aprile. Il rapporto di copertura è pari a 1,65. Lo si legge sulla pagina Bloomberg di Bankitalia.

Le tensioni commerciali fra Usa e Cina e la prospettiva di una nuova seduta negativa a Wall Street, dove i futures sono in calo, continuano a pesare sui listini europei. Parigi è maglia nera (-1,6%) seguita da Londra (-1,3%) e Francoforte (-1,21%) insieme a Milano (-1,19%). Qui hanno ridotto le perdite le banche con l'allentarsi della pressione sullo spread, sceso sotto i 280 punti: Unicredit (-0,32%) è il miglior titolo nel paniere principale e Bpm cede lo 0,58%. Contiene le perdite anche la Juve (-0,52%). Fanno molto peggio invece un po' tutti gli altri settori: Buzzi Unicem (-2,43%), Leonardo (-2,4%), Terna (-2,34%) e Tenaris (-2,19%) così come Ferragamo (-2,1%). Meno decise le vendite su Fca (-1,42%) ed Exor (-1,64%). Fuori dal Ftse Mib in controtendenza Mediaset (+0,15%) premiata per l'ingresso in forze nel capitale di Prosieben1 (+4,5% a Francoforte), male Salini (-1,8%). 

L'Istat registra a maggio un "miglioramento diffuso" del clima di fiducia sia per i consumatori, da 110,6 punti a 111,8, sia per le imprese, da 98,8 a 100,2. Le aziende toccano così il valore più alto da novembre 2018 (quando era 100,8) con progressi per tutti i settori. Per la manifattura è il primo aumento dopo sette cali consecutivi. Per i consumatori, l'indice aumenta per la prima volta da gennaio 2019, mantenendosi comunque sotto i livelli del 2018. Il miglioramento è trainato dalle componenti economica e corrente.

Torna a salire il reddito medio procapite degli italiani: + 3,6% tra il 2014 e il 2016,in media 600 euro in più per residente, ma al tempo stesso si erode il patrimonio per persona, cioè case, risparmi e attività reali e finanziarie, da circa 156 mila euro del 2012 a circa 153.000, cioè 2600 euro in meno per italiano in quattro anni. Lo afferma l'Istat con l'aggiornamento annuale del sistema di indicatori del Benessere equo e sostenibile dei territori, riferiti alle province e alle città metropolitane italiane.

Borse orientali in ordine sparso dopo la chiusura in calo dell'Europa e di Wall Street, dopo la minaccia di Pechino di includere nella disputa sui dazi i minerali rari necessari per produrre componenti tecnologiche. Tokyo ha lasciato sul campo l'1,21%, Taiwan lo 0,1%, Seul l'1,25% e Sidney lo 0,69%, mentre Shanghai, ancora aperta, sale dello 0,36%, all'opposto di Hong Kong (-0,31%) e di Mumbai (-0,19%). In rosso i futures sull'Europa e sugli Usa. In rialzo sopra le stime su base annua il Pil trimestrale francese (+1,2%,), mentre sono attesi i disoccupati tedeschi in maggio e la fiducia delle imprese e dei consumatori in Italia. Dagli Usa invece sono in arrivo le richieste di mutui e l'indice manifatturiero della Fed di Richmond. In luce sulla Piazza di Tokyo Nissan (+1,84%) e Mitsubishi (+2,52%), i due titoli coinvolti nell'operazione in fase di studio tra Fca e Renault.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Consumi: divario spesa famiglie Nord-Sud Studio Confesercenti, Lombardia prima, ultima Calabria

25 Maggio 2019, 09:52am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA, 25 MAG - Nel 2018 le famiglie lombarde hanno speso in media 33.621 euro, ben 14mila in più di quelle Calabresi. È quanto emerge da un approfondimento condotto dall'Ufficio economico Confesercenti sui consumi delle famiglie nelle regioni italiane. La Calabria è la regione più in sofferenza con una spesa media delle famiglie di 19.911 euro l'anno, quasi 5.800 euro in meno della media nazionale (28.251). Ma è tutto il sud a mostrare, consistentemente, budget familiari più ristretti del nord. Dopo la Calabria, Sicilia (spesa media di 21.404 euro per nucleo familiare) e la Basilicata (22.317 euro). Sotto i livelli nazionali anche Campania (23.188 euro), Molise (23.250 euro), Puglia e Sardegna (entrambe a 23.524 euro) e Abruzzo (23.704).
    Anche l'Italia centrale segna il passo: in Marche e Umbria la spesa è di circa 2mila euro inferiore alla media nazionale.
    Meglio vanno il Lazio (29.790 euro all'anno) e soprattutto la Toscana, che con 31.543 euro l'anno di spesa media è quarta tra quelle che spendono di più.
    (ANSA).

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SEZ. ECONOMIA Manovra 2020, si parte da Iva e bonus 80 euro

24 Maggio 2019, 09:20am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Iva, bonus 80 euro, reddito di cittadinanza e Quota 100.Sono queste le carte che il governo potrà giocare nella difficile partita della manovra 2020. Un impegno che per il momento resta sullo sfondo della campagna elettorale e delle prevedibili baruffe che seguiranno il voto, ma che in realtà diventerà concreto già dal mese di giugno, quando prima la commissione e poi Eurogruppo e Consiglio europeo dovranno occuparsi dei conti del nostro Paese, il quale a quel punto avrà già ricevuto una lettera formale sul mancato rispetto della regola del debito.

IL MESSAGGERO

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SEZ. ECONOMIA Borsa: Europa resta in calo,Milano -0,5% Maglia nera Francoforte, frenano finanziari, spread a 274

18 Maggio 2019, 09:12am

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 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le incertezze nei negoziati sui dazi tra Cina e Usa, il calo delle immatricolazioni di auto in Europa e l'avvicinarsi delle elezioni europee frenano le Borse del Vecchio Continente con l'indice d'area Stoxx 600 che cede quasi un punto percentuale mentre le vendite che si concentrano soprattutto su industriali e finanziari. Con Wall Street debole all'apertura, va male soprattutto Francoforte (-1%) e, a seguire, Parigi (-0,67%) e Milano (-0,5%). Londra cede lo 0,53% con la sterlina ai minimi da gennaio sulla chiusura infruttuosa del negoziato fra il governo Tory e l'opposizione laburista su un compromesso parlamentare sulla Brexit. Sotto la lente poi le società che si occupano di consegna del cibo a domicilio dopo Amazon investirà 575 milioni dollari in Delivero. Just Eat perde il 9%, Takeaway.com il 4,6% mentre e Delivery Hero il 3,2%. A Piazza Affari in negativo in particolari i bancari con Banco Bpm che cede quasi il 3% mentre lo spread tra btp e bund è in calo a 274 punti.

ANSA

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