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sez.economia

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SEZ. ECONOMIA Taglio alle tasse, alleggerite le aliquote Irpef: più benefici per il ceto medio Accordo tra i partiti, ma critiche da Confindustria e sindacati

26 Novembre 2021, 12:07pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Taglio alle tasse, alleggerite le aliquote Irpef: più benefici per il ceto medio Accordo tra i partiti, ma critiche da Confindustria e sindacati

INSERITO DA ANGELA CECERE Accordo fra i partiti di maggioranza per il taglio delle tasse. Gli 8 miliardi previsti in manovra dal governo verranno destinati a ridurre Irpef (a beneficio soprattutto del ceto medio) e Irap. In particolare, gli scaglioni Irpef (con relative aliquote) scendono da 5 a 4. La fascia di reddito fino a 15mila euro resta con un’aliquota del 23%, quella fra 15mila e 28mila scende dal 27% al 25% le due fasce successive finora esistenti vengono accorpate in una sola che va da 28mila a 50mila euro e che verrà tassata per il 35% (prima era il 38%). Per i redditi oltre 50mila euro l’imposta sarà al 43%. èSecondo i primi calcoli a beneficiare del taglio, a partire dal 2022, saranno soprattutto i redditi fra 30 e 60mila euro lordi l’anno (circa 7 milioni di contribuenti) che potrebbero avere dei risparmi fino a 700 euro annui. Le stime fatte dai consulenti del lavoro dicono che chi ha un reddito lordo fino a 20mila euro potrà risparmiare circa 100 euro, chi ha un reddito da 30mila euro ne risparmierà 300. Una famiglia con due lavoratori e un reddito complessivo di 45mila euro risparmierà circa 300 euro (150 per ogni lavoratore). Il riordino dovrebbe assorbire anche il bonus Renzi da 100 euro erogato in busta paga. Al taglio dell’Irap andrà solo un miliardo: la tassa viene abolita per lavoratori autonomi e ditte individuali (circa 850mila i soggetti interessati). I partiti di maggioranza esprimono soddisfazione anche se l’intesa dovrà avere il placet del governo. L’accordo però scontenta sia Confindustria che i sindacati. Per gli industriali «queste scelte mostrano una mancanza di visione per il futuro dell’economia del Paese». Per i sindacati invece la revisione delle aliquote non risponde alle esigenze di lavoratori e pensionati. «Meglio sarebbe – suggerisce la Uil - un taglio delle tasse realizzato attraverso le detrazioni fiscali». Industriali e organizzazioni sindacali chiedono al governo un incontro urgente perché l’intesa «non ha coinvolto le parti sociali».

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Nel 2021 creati 603 mila posti di lavoro Nei mesi autunnali sono tuttavia cresciute lievemente anche le assunzioni a tempo indeterminato

25 Novembre 2021, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Nel 2021 creati 603 mila posti di lavoro Nei mesi autunnali sono tuttavia cresciute lievemente anche le assunzioni a tempo indeterminato

INSERITO DA ANGELA CECERE Nel periodo che va dal primo gennaio 2021 alla fine di ottobre sono stati creati oltre 603.000 posti di lavoro, a fronte dei 105.000 del 2020 e dei 411.000 del 2019. E' quanto emerge dalla sesta Nota congiunta Banca d'Italia-ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La creazione di posti di lavoro è sostenuta ancora largamente dall'occupazione a termine. Nei mesi autunnali sono tuttavia cresciute lievemente anche le assunzioni a tempo indeterminato, tornate a ottobre sui livelli pre-pandemici. La dinamica delle posizioni a tempo indeterminato ha sostenuto la mobilità complessiva del mercato del lavoro, incentivando i passaggi da un impiego permanente a un altro. A questo fenomeno è ascrivibile buona parte della crescita delle dimissioni volontarie di lavoratori a tempo indeterminato osservate dalla primavera. La lieve ripresa delle assunzioni a tempo indeterminato ha contribuito al miglioramento dei saldi occupazionali soprattutto al Centro Nord e tra la popolazione maschile, dove l'incidenza del lavoro permanente è tradizionalmente maggiore. Al contrario il numero di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato destinati alle donne ha ristagnato. Il numero di licenziamenti rimane modesto anche a settembre e ottobre. Nei settori interessati dallo sblocco del 31 ottobre, nei primi 15 giorni di novembre il tasso di licenziamento è rimasto sostanzialmente in linea con quello osservato prima della pandemia. I licenziamenti sono rimasti su livelli contenuti anche in settembre e ottobre (59.000 contratti cessati con questa causale, il 37 per cento in meno rispetto agli stessi mesi del 2019; Figura 3.a). Secondo i dati preliminari disponibili, nei primi quindici giorni di novembre si è rilevato invece un aumento dei licenziamenti nei settori in cui il blocco è scaduto il 31 ottobre (servizi e industria dell'abbigliamento, del tessile e delle calzature). La crescita, analogamente con quanto osservato dopo lo sblocco del 30 giugno in gran parte della manifattura e nelle costruzioni, potrebbe riflettere esuberi già previsti nei mesi precedenti. Nonostante tale aumento il tasso di licenziamento non si è discostato dai livelli precedenti la pandemia. Penalizzata nella prima fase della pandemia anche dagli accresciuti carichi familiari, la dinamica dell'occupazione femminile ha gradualmente recuperato nel corso del 2021, ma soprattutto grazie a contratti di lavoro temporanei, molti dei quali sono scaduti nei mesi autunnali: tra le donne oltre l'82 per cento dei posti di lavoro creati nel 2021 erano a termine (72 per cento tra gli uomini). Il lieve incremento del lavoro permanente ha invece favorito, seppur di poco, l'occupazione maschile: a settembre e ottobre le assunzioni a tempo indeterminato tornavano sui livelli pre-pandemici tra gli uomini mentre tra le donne erano di oltre il 3 per cento inferiori rispetto al 2019.

OTTO PAGINE

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SEZ ECONOMIA COOPERATIVE SOCIALI. Legge 381: partire dalle origini per leggerne il futuro

24 Novembre 2021, 18:39pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Carlo Borgaza, presidente Euricse

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In questo mese di novembre, la legge sulla cooperazione sociale – la 381 del 1991 – che, insieme con la 266 sul volontariato organizzato ha contribuito a disegnare il Terzo Settore italiano così come oggi lo conosciamo, compie trent’anni. Una buona occasione per tentare una valutazione del 'valore aggiunto' apportato da questa particolare forma di cooperazione e per far luce su alcune interpretazioni tanto diffuse quanto discutibili. Mentre nessuno mette più in dubbio la rilevanza economica, sociale e occupazionale del fenomeno, vi è non poca confusione sulle ragioni che ne hanno determinato lo sviluppo e, di conseguenza, su quale sia il suo potenziale, sia nei più tradizionali servizi di welfare e di inserimento lavorativo che in nuovi ambiti. A ben vedere questa confusione dipende da diverse cause: dal ricorso a schemi interpretativi validi per altri contesti, in particolare quello anglosassone, che hanno praticato su vasta scala politiche di privatizzazioni o esternalizzazioni di servizi sociali prima pubblici; dalla convinzione smentita dai dati che tutto il settore sia interamente dipendente da risorse pubbliche, dall’idea dura a morire che la realizzazione e la gestione dei servizi di intesse generale siano compito esclusivo dello Stato e che se nascono e si sviluppano iniziative di welfare private è necessariamente a causa di una riduzione delle risorse pubbliche. Per evitare di dare per scontate queste interpretazioni è utile ripercorre la storia, ricordando soprattutto il contesto storico, politico, culturale in cui volontariato e cooperazione sociale si sono formati e diffusi. Un contesto caratterizzato, da una parte, da un sistema di welfare squilibrato e sostanzialmente privo dei servizi sociali pubblici in grado di dare risposte ai bisogni sia conclamati che emergenti e, dall’altra, da una diffusa volontà di partecipazione e da un’ampia disponibilità al coinvolgimento nella costruzione di una società più aperta e inclusiva. Le due leggi, in particolare quella sulla cooperazione sociale, non hanno creato nulla: hanno semplicemente riconosciuto e regolamentato due fenomeni ideati e sviluppati dal basso, da gruppi di cittadini decisi ad affrontare i problemi sociali trascurati dal sistema di welfare. Se poi nel corso degli anni ’90 le amministrazioni locali hanno iniziato a sostenere finanzia- riamente queste realtà è perché si sono rese conto che i servizi offerti erano ormai necessari a garantire la tenuta delle rispettive comunità. La cooperazione sociale, quindi, non solo non ha rappresentato il beneficiario di inesistenti – e impossibili visto che non c’era una offerta consolidata di servizi pubblici – politiche di privatizzazione, ma ha attirato risorse pubbliche sui bisogni da essa serviti. Se oggi una parte della cooperazione sociale è o sembra essere dipendente dalla pubblica amministrazione è a seguito delle dissennate modalità competitive con cui a partire dagli anni 2000 sono stati gestiti i rapporti contrattuali. Solo se si considera tutta la storia e non solo quella degli ultimi anni si possono quindi apprezzare le innovazioni e il 'valore aggiunto' della cooperazione sociale e della legge che l’ha riconosciuta, innovazioni che si sono affermate anche fuori dai confini italiani. La cooperazione sociale ha inoltre contribuito significativamente a modificare il sistema di welfare italiano spingendolo verso il potenziamento dell’offerta di servizi, creando così anche posti di lavoro aggiuntivi, spesso sottratti all’economia famigliare o informale, e a vantaggio soprattutto della manodopera femminile. La cooperazione sociale – e non la società benefit – è la prima e più diffusa forma di impresa che, per legge e statuto, opera nell’interesse esclusivo non solo dei suoi proprietari, ma della comunità e in particolare dei soggetti più deboli. Non da ultimo, permettendo la presenza di soci volontari, e non ponendo veti alla assunzione del ruolo di socio a qualsiasi portatore di interesse, la 381 ha modificato la governance cooperativa in senso multi-partecipativo. Infine il riconoscimento della cooperazione sociale ha aperto la strada a quello dell’impresa sociale e successivamente alla rivalutazione dell’economia sociale a livello europeo, e ha contribuito a partire dal lavoro del network EMES a dar vita ad un filone di teorica ed empirica, pluralista nelle discipline e metodologie, intorno ai concetti di impresa sociale. Rileggere la storia e tornare alle origini del fenomeno, serve anche per guardare al futuro. La riforma del Terzo Settore e al suo interno l’art. 55, aprono nuovi spazi nelle modalità di collaborazione con la pubblica amministrazione attraverso la co-programmazione e la co-progettazione. Inoltre essa consente di ampliare gli ambiti di attività, anche nella forma della 'cooperativa impresa sociale' applicando ad essi quelle formule imprenditoriali integrate con la comunità, capaci di individuare i nuovi bisogni del territorio e di convogliare le energie disponibili, che la cooperazione sociale proponeva e realizzava ben oltre trent’anni fa. AVVENIRE

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SEZ. ECONOMIA Bus elettrico alla IIA, Ugl: "Concreto segnale di rinascita" Il segretario Spera: "Ora si lavori per aumentare le commesse"

23 Novembre 2021, 12:37pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Bus elettrico alla IIA, Ugl: "Concreto segnale di rinascita" Il segretario Spera: "Ora si lavori per aumentare le commesse"

INSERITO DA ANGELA CECERE Flumeri. ' “Con grande soddisfazione abbiamo inaugurato il Citymood elettrico, gioiello della Industria Italiana Autobus con risultati incoraggianti sul suo primo mezzo urbano a emissioni zero. L’Ugl plaude all’inaugurazione del Citymood 12e, presentato questa mattina a Flumeri, alla presenza del ministro degli esteri Luigi Di Maio”.  E’ quanto dice il Segretario Nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera unitamente al Segretario della Federazione di Avellino, Ettore Iacovacci presenti all’evento inaugurale dell’uscita del nuovo progetto realizzato totalmente in Italia da competenze metal meccaniche di alto profilo. “Un mezzo costruito di 12 metri, elettrico, mosso dal motore elettrico centrale Siemens. Siamo convinti che con questa produzione si potrebbe pensare di affrontare potrebbe l’anno 2023 dell’idrogeno, ma nel contempo l’Italia dovrà necessariamente portare a termine le infrastrutture nel territorio. Per l’Ugl – proseguono i segretari – l’I.I.A rappresenta un esempio concreto di rinascita poiché sarà commercializzato in diversi paesi del continente, nella speranza che tutti gli attori ossia, Istituzioni, parti sindacali, Regione e Governo, lavorino affinchè si possa trarre beneficio da tale produzione. Ciò può avvenire se giungono richieste e commesse. Magari sfruttando le molteplici occasioni del Recovery Fund e dei fondi messi a disposizione dal PNRR favorendo la transizione ecologica . Il nuovo autobus elettrico italiano, interamente sviluppato e prodotto nel territorio della Valle dell’Ufta ha vinto una scommessa: questa azienda ha proposto veicoli elettrici quando il mercato non era ancora pronto, e questa novità rientra nell’innovazione. Il Citymood è realizzato nello stabilimento di Flumeri, sposa interamente il tema della transizione energetica ‘a suon di gas’ ed è orgoglio per il territorio avellinese. Per l’Ugl – concludono Spera e Iacovacci -  sostenibilità e transizione energetica per il tpl deve comportare una strategia efficiente sostenibile a lungo termine che tradotta, per l’Ugl significherebbe occupazione e lavoro duraturo per un territorio che ha sofferto e dato tanto”.

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SEZ. ECONOMIA Tim, convocato cda straordinario «per valutare interesse del fondo statunitese Kkr»

22 Novembre 2021, 11:38am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Tim ha convocato per oggi un consiglio di amministrazione straordinario. Sul tavolo - secondo quanto scrive oggi il Corriere della Sera - vi sarebbe la manifestazione di interesse avanzata da fondo statunitense Kkr per l'acquisto dell'intero gruppo. Fonti della società interpellate in merito confermano la convocazione del consiglio per oggi, senza fornire indicazioni sui contenuti della riunione. La riunione del consiglio è prevista nel pomeriggio. Il fondo Usa è già azionista di FiberCop, la società in cui Tim ha spostato l'ultimo miglio della rete telefonica, ma ora ora punterebbe all'acquisizione dell'intero gruppo e, secondo quanto riporta il Corsera, sarebbe disponibile a lanciare un'offerta pubblica sull'intero capitale del gruppo, anche grazie al fatto che le azioni sono al momento ai minimi storici. Venerdì a piazza affari, nonostante la chiusura in controtendenza con un aumento del 3,65%, l'azione veniva quotata a 0,3465 euro. LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Sviluppo sostenibile, imprese e giovani a confronto con il Pmi Day Venerdì l'evento conclusione nella sede dell'Unione Industriali di Napoli

21 Novembre 2021, 10:14am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

sviluppo sostenibile imprese e giovani a confronto con il pmi day

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Napoli. Torna l'appuntamento con il Pmi Day. Anche a Napoli l'evento si svolgerà venerdì, 19 novembre, ore 9.30. “Sostenibilità ambientale, sociale ed economica”, sarà il tema al centro dell’edizione 2021 del Pmi Day, iniziativa organizzata da Piccola Industria Nazionale in collaborazione con le Associazioni di Confindustria. A Napoli, tra martedì 16 e mercoledì 17 novembre, cinque aziende hanno aperto i loro cancelli agli studenti di altrettanti istituti superiori. Obiettivo: far conoscere alle nuove generazioni il mondo dell’impresa e il ruolo che riveste per la crescita economica e il benessere sociale dell’intera comunità. Il Pmi Day, come detto, si concluderà venerdì all’Unione Industriali in piazza dei Martiri. Introdurrà i lavori il Presidente del Gruppo Piccola Industria di Unione Industriali Napoli, Anna Del Sorbo. Sul tema della sostenibilità come nuovo paradigma industriale seguiranno gli interventi di Renzo Iorio, vice presidente 'Sostenibilità' Unione Industriali Napoli; Annamaria Colao, Chairholder Cattedra Unesco “Educazione alla Salute ed allo Sviluppo Sostenibile” Università Federico II di Napoli; Giovanni Bottalico, Senior Expert Asvis Sostenibilità e Innovazione Sociale; Paolo Mancuso, Assessore Ambiente e Mare Comune di Napoli. Dopo la proiezione di video realizzati dagli studenti, nella sessione “La sostenibilità raccontata dalle imprese”, si susseguiranno le testimonianze degli esponenti delle cinque realtà produttive partecipanti al Pmi Day Napoli: Anna Abbondante, Lucia Russo, Armando Mariano, Marco De Rosa e Bina Izzo, Tommaso D’Alterio. A seguire “La sostenibilità vista dai ragazzi” degli istituti superiori che hanno visitato le imprese: ‘Sannino de Cillis’ e ’Archimede’ di Ponticelli, ‘E.Barsanti’ di Pomigliano, ’Andrea Torrente‘ di Casoria, ‘Giancarlo Siani’ di Casalnuovo. E’ prevista anche una testimonianza della Scuola Secondaria Statale di I grado ‘G. Merliano - L. Tansillo’. Concluderanno i lavori Maria Cristina Piovesana, vice presidente Confindustria per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura, e Maria Filippone vice sindaco del comune di Napoli con delega alla Pubblica Istruzione. OTTOPAGINE

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SEZ. ECONOMIA Pensioni, verso la riforma della legge Fornero: tra governo e sindacati confronto fino a marzo

20 Novembre 2021, 09:14am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Chi andrà in pensione a 62 o 64 anni nel 2023

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Due tavoli di confronto da far partire a breve: uno sulle pensioni, per superare la legge Fornero e uno sul fisco. L'incontro fra governo e sindacati, durato oltre due ore, ha limato le tensioni dei giorni scorsi e aperto la strada del dialogo. Il confronto per rivedere la legge Fornero partirà ai primi di dicembre per disegnare una riforma previdenziale che comunque non vedrà la luce prima del 2023. L'esecutivo infatti è stato chiaro: in manovra non ci sono risorse per una riforma strutturale delle pensioni. Al massimo ci sarà qualche ritocco su Ape social e lavori gravosi. Il confronto durerà fino a aprile del prossimo anno e il premier Draghi ha assicurato che ci sarà ancora lui a guidarlo. Il secondo tavolo sulle tasse, che riguarda le modalità di utilizzo degli 8 miliardi stanziati in manovra per abbassare la pressione fiscale, partirà invece già la prossima settimana. Moderata soddisfazione da parte dei sindacati. «Non c'è certezza dei risultati dice il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ma avremo un confronto e non era scontato». «Giudizio positivo ma ci aspettiamo di vedere i contenuti» ribadisce anche il segretario della Cisl Luigi Sbarra che ricorda le richieste dei sindacati: «Modifica della legge Fornero per introdurre misure di flessibilità in uscita a partire dai 62 anni, anche per favorire il ricambio generazionale; una pensione di flessibilità per i giovani». Anche sul fisco le richieste dei sindacati sono note: gli 8 miliardi devono andare a lavoratori dipendenti e pensionati con interventi sul cuneo fiscale e non sulle aliquote Irpef. «Col governo ha spiegato Bombardieri della Uil faremo delle simulazioni per capire quali ricadute avranno le diverse ipotesi». I sindacati hanno comunque confermato le mobilitazioni programmate per i prossimi giorni, per tenere alta la guardia e ribadire che «la legge di bilancio deve mettere al centro il lavoro». KEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Assegno unico, c'è il via libera: fino a 175 euro per ogni figlio Ok dal Cdm. Ecco quanto spetta al mese. Domande da gennaio

19 Novembre 2021, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Assegno unico, c'è il via libera: fino a 175 euro per ogni figlio Ok dal Cdm. Ecco quanto spetta al mese. Domande da gennaio

INSERITO DA ANGELA CECERE Dal 2022 entra a regime l’assegno unico per i figli, la misura che permette di ottenere fino a 175 euro per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni (ma vale il reddito Isee). La domanda andrà presentata da gennaio per via telematica all’Inps e l’istituto avrà 60 giorni per riconoscere il diritto. Dalla domanda sono esentati i percettori del Reddito di cittadinanza, cui l’assegno sarà corrisposto d’ufficio dall’Inps. L’erogazione partirà da marzo direttamente con accredito sul conto corrente del beneficiario. I nuclei familiari con un Isee pari o inferiore a 15.000 euro, potranno beneficiare di un importo mensile per ogni figlio minorenne di 175 euro, che per i maggiorenni diventano 85 euro (purché i ragazzi studino, facciano tirocini con redditi minimi o anche il servizio civile universale). Per livelli di Isee superiori, si riduce gradualmente fino ad arrivare a 50 euro per chi ha un Isee superiore ai 40mila euro lordi. Chi non presenta la dichiarazione Isee ma solo la domanda di assegno riceverà a sua volta il minimo. Sono previste delle maggiorazioni per le famiglie numerose (a partire dal terzo figlio) e per chi ha figli disabili. Spetta anche alle famiglie di stranieri, purché siano residenti in Italia da almeno due anni. Un criterio questo che ha mandato su tutte le furie la Lega. La nuova misura, assorbe i vecchi aiuti alla famiglia: dal bonus bebé agli assegni familiari. Per finanziarla sono stati stanziati circa 15 miliardi nel 2022 che saliranno progressivamente fino a 19 miliardi e mezzo a decorrere dal 2029.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Assegno unico, esce la bozza del decreto: 175 euro al mese per i minorenni, 85 tra i 18 e 21 anni L'importo andrà in base all'Isee e sarà previsto anche per gli extracomunitari

18 Novembre 2021, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Assegno unico, esce la bozza del decreto: 175 euro al mese per i minorenni, 85 tra i 18 e 21 anni L'importo andrà in base all'Isee e sarà previsto anche per gli extracomunitari

INSERITO DA ANGELA CECERE L'assegno universale prende forma. Si tratterebbe di un assegno mensile da 175 euro, che scendono a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni. Questo lo schema di base presentato nella bozza del decreto attuativo in arrivo in Consiglio dei Ministri. L'importo massimo andrà a chi ha un Isee fino ai 15mila euro, oltre l'assegno cala progressivamente fino a 50 euro per Isee sopra i 40mila euro o per chi non lo presenta. Sono previste maggiorazioni in base al numero di figli e alla presenza di disabili, al reddito e al lavoro di entrambi i genitori. La domanda andrà presentata all'Inps dal primo gennaio per il periodo che va da marzo a febbraio dell'anno successivo. L'assegno unico sarà erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, permesso di lavoro o di ricerca superiore a sei mesi. Lo prevede la bozza del decreto attuativo dell'assegno unico che tra i requisiti prevede congiuntamente anche la residenza in Italia «da almeno due anni, anche non continuativi ovvero la titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale». Tra i requisiti anche il domicilio e il pagamento delle tasse in Italia.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Pensioni, verso la riforma della legge Fornero: tra governo e sindacati confronto fino a marzo

17 Novembre 2021, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Pensioni, verso la riforma della legge Fornero: tra governo e sindacati confronto fino a marzo

INSERITO DA ANGELA CECERE Due tavoli di confronto da far partire a breve: uno sulle pensioni, per superare la legge Fornero e uno sul fisco. L'incontro fra governo e sindacati, durato oltre due ore, ha limato le tensioni dei giorni scorsi e aperto la strada del dialogo. Il confronto per rivedere la legge Fornero partirà ai primi di dicembre per disegnare una riforma previdenziale che comunque non vedrà la luce prima del 2023. L'esecutivo infatti è stato chiaro: in manovra non ci sono risorse per una riforma strutturale delle pensioni. Al massimo ci sarà qualche ritocco su Ape social e lavori gravosi. Il confronto durerà fino a aprile del prossimo anno e il premier Draghi ha assicurato che ci sarà ancora lui a guidarlo. Il secondo tavolo sulle tasse, che riguarda le modalità di utilizzo degli 8 miliardi stanziati in manovra per abbassare la pressione fiscale, partirà invece già la prossima settimana. Moderata soddisfazione da parte dei sindacati. «Non c'è certezza dei risultati dice il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ma avremo un confronto e non era scontato». «Giudizio positivo ma ci aspettiamo di vedere i contenuti» ribadisce anche il segretario della Cisl Luigi Sbarra che ricorda le richieste dei sindacati: «Modifica della legge Fornero per introdurre misure di flessibilità in uscita a partire dai 62 anni, anche per favorire il ricambio generazionale; una pensione di flessibilità per i giovani». Anche sul fisco le richieste dei sindacati sono note: gli 8 miliardi devono andare a lavoratori dipendenti e pensionati con interventi sul cuneo fiscale e non sulle aliquote Irpef. «Col governo ha spiegato Bombardieri della Uil faremo delle simulazioni per capire quali ricadute avranno le diverse ipotesi». I sindacati hanno comunque confermato le mobilitazioni programmate per i prossimi giorni, per tenere alta la guardia e ribadire che «la legge di bilancio deve mettere al centro il lavoro».

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