Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE A maggio l'inflazione riprende a scendere, tornando, dopo la risalita registrata ad aprile, al livello di marzo 2023 (+7,6%). Il rallentamento appare ancora fortemente influenzato dalla dinamica dei prezzi dei Beni energetici. Nel settore alimentare, i prezzi dei prodotti lavorati mostrano un'attenuazione della loro crescita su base annua, che contribuisce alla decelerazione dell'inflazione di fondo (scesa a +6%). Prosegue, infine, la fase di rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi del carrello della spesa, che a maggio è pari a +11,2%. Lo comunica l'Istat.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'Italia dovrebbe registrare una "crescita modesta" nel 2023 e 2024, con il Pil che rallenterà dal 3,8% del 2022 all'1,2% quest'anno e all'1% il prossimo. Lo scrive l'Ocse nell'Economic Outlook. "I rischi per la crescita - si legge - sono sostanzialmente bilanciati" anche grazie agli elevati risparmi delle famiglie "che potrebbe guidare a un rimbalzo della domanda interna più rapido" del previsto. "Al contrario - avverte l'Ocse - ricadute negative dalla recente turbolenza del settore bancario internazionale o ulteriori ritardi nell'attuazione dei progetti di investimento pubblico del Pnrr potrebbero rallentare la crescita". Per quello che riguarda invece l'evoluzione del carovita, "nel complesso, la combinazione di prezzi dell'energia più bassi, condizioni finanziarie più restrittive e politiche fiscali moderatamente restrittive dovrebbero portare a un graduale allentamento delle pressioni inflazionistiche pur consentendo una modesta ripresa dell'attività". Il Pnrr "I ritardi nell'attuazione del Piano di ripresa e resilienza potrebbero ridurre la crescita del Pil" dell'Italia". L'avvertimento è lanciato dall'Ocse nell'Economic Outlook 2023. Secondo l'organizzazione internazionale, piuttosto, "la rapida attuazione delle riforme strutturali e dei piani di investimento pubblico nel Pnrr sarà fondamentale per sostenere l'attività a breve termine e gettare le basi per una crescita sostenibile nel medio termine", oltre ad avere "l'ulteriore vantaggio di esercitare ulteriori pressioni al ribasso sul rapporto debito/Pil".L'Ocse sottolinea che "le riforme in corso della pubblica amministrazione, del sistema giudiziario e della concorrenza sono a buon punto e restano fondamentali per aumentare il Pil nel medio termine. Ma la spesa dei fondi NewGenerationEu è in netto ritardo, con la spesa cumulata che alla fine del 2022 era di circa il 50% inferiore ai piani di spesa iniziali, il che riflette principalmente ritardi nell'attuazione di progetti di investimento pubblico". Per questo, secondo gli economisti di Parigi, "la priorità dovrebbe essere quella di sostituire rapidamente progetti non fattibili con progetti fattibili e rafforzare la capacità della pubblica amministrazione di agire in modo efficiente gestire e realizzare i progetti di spesa pubblica previsti dal Pnrr.Le riforme L'orientamento di bilancio leggermente restrittivo" dell'Italia "appare ampiamente appropriato e negli anni a venire sarà necessario un consolidamento continuo per porre fine al problema rapporto debito/Pil su un percorso più sostenibile". Lo dicono gli economisti dell'Ocse nell'Economic Outlook precisando che "le riforme strutturali saranno un elemento chiave per sostenere la crescita e ridurre il rapporto fra debito pubblico e pil". Secondo le stime dell'Ocse, il debito quest'anno scenderà al 140,7% e nel 2024 al 139,4%, mentre il deficit scenderà dall'8% del Pil dello scorso anno al 4,1% per poi calare ulteriormente al 3,2% nel 2024. In particolare l'Ocse sostiene che "mentre la politica fiscale nel periodo 2023-24 trova un giusto equilibrio tra prudenza di bilancio e sostegno alla crescita, negli anni a venire sarà necessario un maggiore risanamento dei conti per aumentare il rapporto debito/Pil lungo un percorso più sostenibile". Secondo gli economisti di Parigi "i piani di consolidamento dovrebbero includere misure ambiziose per combattere l'evasione fiscale e revisioni complete della spesa per aumentare l'efficienza della spesa pubblica" E anche l'attuazione delle misure del Pnrr innalzando la crescita "potrebbero avere il beneficio aggiuntivo di ridurre il rapporto tra debito e Pil". L'organizzazione internazionale ricorda tra l'altro anche che "sta anche aumentando il costo del governo per rifinanziare l'ampio stock di debito pubblico, con i costi del servizio del debito dovrebbero raggiungere circa il 4% del pil nel 2024" L'aspetto globale "Gli sviluppi economici globali hanno iniziato a migliorare, ma la ripresa rimane fragile". E' quanto si legge nell'Economic Outlook dell'Ocse secondo cui "la crescita del Pil globale dovrebbe ridursi dal 3,3% del 2022 al 2,7% nel 2023, prima di raggiungere un ancora modesto 2,9% nel 2024". Come afferma la capo economista Clare Lombardelli, "l'economia globale sta girando un angolo, ma deve affrontare una strada lunga e tortuosa per raggiungere una crescita forte e sostenibile". Le prospettive restano ancora "significativamente incerte" e tra i motivi di maggior preoccupazione sono da evidenziare l'inflazione e la guerra in Ucraina. La necessità di abbassare in modo duraturo l'inflazione, adeguare il sostegno della politica fiscale e rilanciare una crescita sostenibile "crea sfide difficili" per i responsabili dei governi e delle banche centrali dei paesi Ocse. E' l'avvertimento lanciato dall'organizzazione economica internazionale nell'Economic Outlook 2023. E "i responsabili politici devono agire con decisione sulla politica macroeconomica e strutturale per ottenere una crescita più forte e sostenibile"
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Borse europee all'insegna della debolezza con l'indice d'area, lo Stoxx 600, che naviga poco sopra la parità con i titoli legati all'energia, complice il taglio dell'Opec+, e all'immobiliare che guidano i rialzi. Tra le singole Piazze, Milano cede lo 0,29% con StM (-1,24%) la peggiore e Mps (+2,5%) la maglia rosa .Piatte Parigi (-0,09%) e Francoforte (+0,02%) mentre Londra è la migliore con mezzo punto di rialzo. La lente dei listini è alla Lagarde impegnata alla Commissione Affari economici del Parlamento europeo. Poche variazioni sui mercati sono arrivate dai macro, fino ad ora diffusi tra cui il surplus della Germania ad aprile con l'export sopra le stime e l'indice Pmi Italia per i servizi sceso a maggio. In un contesto di incertezza si allarga lo spread che partito da 169 punti viaggia nell'area dei 176. E si ampliano anche i rendimenti con il decennale italiano al 4,12%. Sul fronte delle commodity si conferma il rialzo del petrolio con il wti a 73,5 dollari al barile (+2,6%) e il brent che tocca i 78 dollari (+2,3%) . Il gas che ha segnato un massimo a 25,4 è a 24,7 euro al megawattora (+4,6%). Quanto ai cambi l'euro scambia a 1,0692 (1,0697 all'avvio) dollari.
INSERITO DA ANGELA CECERE A maggio si stima una flessione sia dell'indice del clima di fiducia dei consumatori (da 105,5 a 105,1), sia dell'indice composito del clima di fiducia delle imprese che passa da 110,4 a 108,7. Lo rileva l'Istat. "Il clima di fiducia delle imprese diminuisce dopo due mesi consecutivi di crescita", evidenzia l'Istituto di statistica, spiegando che "la flessione dell'indice esprime un generale peggioramento della fiducia in tutti i comparti indagati più accentuato nelle costruzioni". Anche per i consumatori l'indice inverte rotta dopo essere cresciuto per tre mesi consecutivi e si riporta "sul livello dello scorso marzo". In particolare sul fronte dei consumatori, "l'indice sintetizza un diffuso deterioramento delle opinioni", spiega l'Istat. Il clima economico aumenta da 119,0 a 119,8 mentre quello personale, corrente e futuro diminuiscono (rispettivamente, da 100,9 a 100,1, da 100,2 a 100,0 e da 113,3 a 112,6). Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia peggiora in tutti i comparti indagati: nella manifattura e nelle costruzioni l'indice scende, rispettivamente, da 102,8 a 101,4 e da 164,2 a 159,4; nei servizi di mercato cala da 105,5 a 104,1 e nel commercio diminuisce da 112,9 a 111,6. In relazione alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura e nelle costruzioni tutte le variabili registrano un andamento negativo. Nei servizi di mercato opinioni sul livello degli ordini in miglioramento si uniscono a giudizi sull'andamento degli affari e ad aspettative sugli ordini in peggioramento. Nel commercio al dettaglio tutte le componenti si deteriorano. A livello settoriale, nella manifattura si segnala un aumento della fiducia solo nei beni di consumo mentre nelle costruzioni tutti i settori coperti dall'indagine evidenziano un peggioramento dell'indice. Per quanto riguarda il comparto dei servizi di mercato - rileva la statistica - il trasporto e magazzinaggio e l'informazione e comunicazione registrano un aumento dell'indice; nel commercio al dettaglio il peggioramento della fiducia emerge solo nella grande distribuzione mentre in quella tradizionale l'indice è in risalita.
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Dopo una partenza di seduta marginalmente positiva, il prezzo del gas scivola ancora sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa: il future sul metano con consegna a giugno cede il 3% a 26,9 euro al Megawattora. Il gas ritocca così ancora i minimi dal novembre 2021.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Prodotto interno lordo dell'Ocse è cresciuto dello 0,4% nel primo trimestre 2023, in lieve aumento rispetto allo 0,2% registrato nel trimestre precedente: è quanto emerge dalle stime provvisorie dell'Ocse. Tra i Paesi del G7, la crescita del Pil è rimasta stabile, allo 0,3%, nel primo trimestre 2023. L'attività è cresciuta in Canada, Giappone e Francia (rispettivamente 0,6 %, 0,4 % e 0,2 %). Pil in aumento anche in Italia (0,5% dopo una contrazione dello 0,1% nel trimestre precedente). Al contrario, la crescita del Pil è rallentata negli Stati Uniti (0,3 % contro 0,6 %) e risulta invariata nel Regno Unito (0,1%).
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Le Borse europee proseguono incerte con gli investitori che si concentrano sulle notizie che arrivano dagli Stati Uniti sulla vicenda del tetto del debito e sul disgelo con la Cina. Sotto i riflettori anche le prossime mosse delle banche centrali mentre si attendono gli interventi di alcuni esponenti della Fed e della Bce.Sul fronte valutario l'euro è in lieve rialzo a 1,0811 sul dollaro. L'indice d'area stoxx 600 sale dello 0,2%. In positivo Madrid (+0,8%) e Londra (+0,3%) mentre sono piatte Parigi (-0,03%) e Francoforte (-0,07%). I principali listini sono sostenuti dalle utility (-0,8%), con il prezzo del gas che scende a 29,32 euro al megawattora, e dalle Tlc (-0,7%). Avanzano anche il lusso (+0,9%) e le auto (+0,6%). In rialzo anche le banche (+0,4%), con l'ipotesi di maggiori profitti con il rialzo dei tassi d'interesse, mentre le assicurazioni sono deboli (-0,1%). In calo l'energia (-0,2%), con il prezzo del petrolio in flessione. Il Wti scende a 71,4 dollari al barile, con un calo dello 0,1%, e il Brent a 75,57 dollari (-0,01%). Male anche il comparto informatico (-0,3%). In lieve flessione i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund scende a 181 punti, con il tasso del decennale italiano al 4,22%. In caduta libera il rendimento del decennale greco che cede 15 punti base al 3,81%, dopo l'esito del voto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Accelera Piazza Affari nella prima mezz'ora di scambi, con l'indice Ftse Mib in crescita dello 0,9% a 27.448 punti.Sale a 184,2 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi in crescita di 4 punti 4,217 % e quello tedesco di 4,2 punti al 2,374%.In luce Saipem (+4,25%) dopo nuovi ordini per per circa 850 milioni di dollari (784,81 milioni di euro). La seguono Stm e Amplifon (+1,5% entrambe), Interpump (+1,32%) e Ferrari (+1,26%). Acquisti su Mediobanca (+1,12%), che ha rilevato la società di consulenza digitale Arma Partners, Banco Bpm e Unicredit (+1,11% entrambe), più caute invece Bper e Intesa (+0,79% entrambe). Debole Mps (-0,45%), unico segno meno del listino principale insieme ad A2a (-1,38%), penalizzata dal taglio a 'hold' (tenere in portafoglio, ndr) da parte degli analisti di Intesa Sanpaolo. Positive Iveco (+1,19%), Cnh (+1,06%), Prysmian (+1,02%), e Stellantis (+1,01%).
INSERITO DA ANGELA CECERE Ad aprile 2023, si stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,4% su base mensile e dell'8,2% su base annua, da +7,6% nel mese precedente; la stima preliminare era +8,3%. Lo rileva l'Istat precisando che la fase di rientro dell'inflazione si interrompe, principalmente a causa di una nuova accelerazione della dinamica tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati. Frenano invece i prezzi dei prodotti alimentari lavorati e non non lavorati. Si accentua ad aprile la decelerazione su base tendenziale dei prezzi del cosiddetto "carrello della spesa" che comprende i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Il mese scorso l'indice ha fatto segnare un +11,6% contro il +12,6% di marzo. L'Istituto di statistica precisa inoltre che nel settore alimentare, evidenziano un'attenuazione della crescita sia i prezzi dei prodotti lavorati (da +15,3% a +14,0%) , sia quelli dei beni non lavorati (da +9,1% a +8,4%). L'accelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, all'aumento su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (da +18,9% a +26,6%) e, in misura minore, a quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,9%) e dei servizi vari (da +2,5% a +2,9%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi degli energetici regolamentati (da -20,3% a -26,7%) e dal rallentamento di quelli degli alimentari lavorati (da +15,3% a +14,0%) e non lavorati (da +9,1% a +8,4%), dei servizi relativi all'abitazione (da +3,5% a +3,2%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +6,3% a +6,0%). L'Istat precisa inoltre che l'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra un lieve rallentamento da +6,3% a +6,2%, così come quella al netto dei soli beni energetici, che passa da +6,4% a +6,3%.
L'aumento congiunturale dell'indice generale si deve principalmente ai prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,4%), degli energetici non regolamentati (+2,3%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,0%), degli alimentari lavorati, dei beni non durevoli e dei servizi vari (tutti e tre a +0,5%); tali effetti sono stati solo in parte compensati dal calo dei prezzi degli energetici regolamentati (-19,6%). Sempre a livello congiunturale, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,9% su base mensile, aumento più accentuato rispetto a quello del Nic, a causa della fine dei saldi stagionali prolungatisi in parte anche a marzo. Il riaccendersi del carovita ad aprile, spiega l'Istat, è causato principalmente dall'accelerazione dei prezzi delle divisioni di spesa che includono i prodotti energetici, ossia di abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da +15,1% a +16,9%) e dei trasporti (da +2,6% a +5,1%), a cui si aggiunge un'accelerazione più contenuta dei prezzi di ricreazione, spettacoli e cultura (da +3,9% a +4,9%), dei servizi ricettivi e di ristorazione (da +8,0% a +8,4%) e degli altri beni e servizi (da +3,8% a +4,4%). Tali dinamiche sono state solo in parte compensate dalla decelerazione dei prezzi dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +13,2% a +12,1%), di mobili, articoli e servizi per la casa (da +7,8% a +7,4%) e delle comunicazioni (da +0,9% a +0,4%. L'inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,3% per l'indice generale e a +4,5% per la componente di fondo.
INSERITO DA ANGELA CECERE BRUXELLES, La Commissione europea rivede al rialzo la crescita attesa in Italia: sarà dell'1,2% nel 2023 (rispetto allo 0,8% indicato nelle previsioni di febbraio). E all'1,1% nel 2024 (dall'1% delle stime precedenti). Lo annuncia l'esecutivo europeo. La Commissione si attende inoltre che in Italia il deficit pubblico scenda al 4,5% nel 2023 e al 3,7% nel 2024. Il debito è atteso al 140,4% nel 2023 e al 140,3% nel 2024. Nelle prospettive di crescita "nell'anno in corso proiettiamo per l'Italia la crescita più alta tra le maggiori economie europee, credo che non avvenisse da molto tempo", ha segnalato il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni. La previsione di crescita per l'Eurozona è di +1,1%. "L'Italia ha avuto una crescita negli ultimi tre anni pari al 12%, molto significativa, che certamente era successiva a una crisi del -9% durante la pandemia" ma "la crescita è stata molto significativa", ha aggiunto.